Pages

venerdì 3 giugno 2022

LA CANZONE DEL TEMPO (2008)

Dedicato a ferruccio Gianola.

Non ci sentivamo più da anni, la vita ci aveva allontanato però era stata una figura importante nei primi anni della mia frequentazione della rete, prima come lettore e poi come blogger. Una volta mi chiese di fargli da beta-lettore per un suo racconto . Mi parlava del romanzo che avrebbe voluto scrivere, del manuale di erpetologia che avrebbe voluto scrivere. Mi dispiace anche per i progetti che non ha potuto portsre a termine. La morte è sempre una gran putt...ma quando colpisce una persona che conoscevi e con la quale non hai fatto in tempo a riappacificarti fa ancora più male. Sopratutto fa capire quanto sia stupido alle volte l'orgoglio.

Ciao Ferru, che la terra ti sia lieve! 


 Dalla
Sinossi Ufficiale: 

 Su una spiaggia della Cornovaglia, un'anziana signora trova un uomo, un tempo famoso violinista, quasi annegato. Anche lei, in realtà, è ormai agli sgoccioli della sua vita. Oppure all'inizio di una nuova, che però fatica anche solo a immaginare. Perché, alla fine del nostro secolo, la morte potrebbe non esistere più. Nel frattempo deve capire chi è l'uomo della spiaggia: una reminiscenza del suo passato o un nuovo Messia?

A volte si compra un libro più che altro per curiosità, senza farsi grosse aspettative. O meglio con la convinzione di ricavarne una lettura piacevole, per qualche ora e nulla più. Non intendo con questo parlare di sottovalutazione o cose del genere, quanto piuttosto di aver riservato priorità maggiori verso altri libri durante l'acquisto. Succede anche però che, al netto delle aspettative iniziali, dopo la lettura delle prime pagine  quello che si legge ci sorprenda, ci conquisti e ci convinca fino al punto (quasi) di essersi imbattuti in una delle maggiori sorprese dell'anno.

 So che non tutti i lettori  non saranno d'accordo però nel mio caso, ripeto nel mio caso, questo è avvenuto con il romanzo La Canzone del Tempo, l'Urania del mese di Aprile (il cronologico è il # 1701, lo stesso presente su una certa astronave molto famosa tra gli appassionati). Un romanzo scritto dal britannico Ian R. MacLeod uscito in patria per la prima volta nel 2008 e forse più attuale adesso che nell'anno in cui è stato scritto.

Dico questo perché in alcuni momento il mondo in disfacimento sociale,economico, ecologico, geografico, climatico e perfino umano sembra più quello delle cronache giornalistiche quotidiane che leggamo nelle homepage dei giornali tutte le mattine piuttosto che il frutto di una opera di immaginazione. Certo il 2008 è stato l'anno della prima delle grandi crisi  economiche che hanno funestato il nuovo secolo ed è anche vero che alcune cose non era tanto difficile prevederle col senno di poi, inoltre -e per fortuna- alcune delle suggestioni più negative descritte in quella che è e che rimane un'opera di finzione puramente narrativa non si sono realizzate.

Fa comunque pensare il leggere di un mondo così disgregato, imploso e ripiegato su sé stesso.  Un mondo simile al nostro, semplicemente più degradato e senza speranza.

Abbandonata ogni speranza di espolorazione spaziale, abbandonato il sogno di una società multi-razziale , l'unica forma di speranza è concentrata nella musica.

Ian R. MacLeod
 

La musica è infatti l'unoco vero comune denominatore della vicenda, raccontata in prima persona dalla sua anziana protagonista.

Roushana Maitland, questo il nome della donna è stata in passato una celebre violoncellista, vedova oltretutto di un ancora più famoso pianista e direttore d'orchestra, sarà suoi il punto di vista del romanzo, sarà sua la voce narrante (e spesso scatenante) dei vari eventi.

Quando facciamo la sua conoscenza Roushana, ormai anziana ed alle soglie di una importante transizione verso una forma di immortalità virtuale, l'incontro sulle spiagge della Cornovaglia con un uomo senza memoria sconvolgerà i suoi ultimi giorni e le farà ripensare al passato, alle scelte prese e a quelle ancora da compiere.

Da questo momento il romanzo si biforca attraverso due diverse linee temporali, da un alto abbiamo il "presente" narrativo nel quale la donna tenta di far recuperare la memoria al giovane ribattezzato "Adam" o "Abadoon", dall'altro abbiamo il racconto della sua vita che Roushana compie al ragazzo ma principalmente a sé stessa.

Dall'infanzia a Birmingham ( zona di provenienza dello stesso MacLeod) da uno dei pochi matrimoni inter-etnici della sua epoca, la scoperta del mondo delle note e degli accordi, il rapporto affettuoso (ed anche un poco morboso, vi avverto) con il fratello, le prime fratture sociali e politiche, tutto questo accompagnerà il lettore fino al finale permettendoci di empatizzare con gli imperfetti ma umanissimi personaggi de La Canzone del Tempo. La musica sarà forse l'unica costante nella vita della donna, accompagnata da tragedie, incontri ed almeno un paio di colpi di scena decisamente inaspettati

Uno stile molto raffinato, perfino aulico in certi frangenti. Giustamente si è detto che questo è un romanzo che potrebbe piacere anche ai non appassionati di fantascienza e questo è sicuramente vero, Song of Time (questo è il titolo originale) è un' opera di formazione, di crescita e di scoperta. Song of Time \ la Canzone del Tempo parla di autoconsapevolezza di sé, di accettazione di quello che siamo e non di quello che gli altri vorrebbero che diventassimo. Un vero atto d'amore verso la musica ma anche un atto d'accusa verso i segreti che invariabilmente nascono all'interno delle famiglie, perfino di quelle che apparentemente sembrerebbero le più inossidabili.

In mezzo a tutto queuno scenario futuro decisamente affascinante, personalmente ho apprezzato molto il segmento parigino con una capitale francese descritta a metà tra una città ancora viva culturalmente e gli aspetti più degradati in grado da far concorrenza agli aspetti più deteriori di Gotham City.

All'estero il romanzo è stato candidato in diversi premi letterari, aggiudicandosi il britannico  Arthur C. Clarke ( di cui ho parlato QUI)  e lo statunitense John W. Campbell Award.

Al netto della narrazione alcune pesantezze, non lo nascondoci sono state, alcune pagine dedicate all'argomento delle sette note potrebbero risultare respingenti per alcuni lettori, forse troppo tecniche, ma se si supera questo piccolo scoglio il lettore potrà trovarsi davanti ad una delle letture migliori di questa annata letteraria.

L'Urania # 1701 è uscito nel mese di febbraio (segnalo anche la splendida cover di Franco Brambilla) quindi ovviamente non è più disponibile nelle edicole ma è reperibile in digitale sul sito dell'editore ( QUI),  e sugli altri siti specializzati. Ve ne linko un paio: QUI e QUI.ma ce ne sono diversi.

Una piacevole sorpresa, una di quelle che fanno ricordare a quelli come me il perchè continuano ancora a leggere la fantascienza.

34 commenti:

  1. Mamma mia. Ecco perché non lo leggevo più in giro.
    Mi dispiace molto. Hai fatto bene a dedicargli questo post. Condoglianze alla sua famiglia e tutti i suoi cari.

    Sempre interessanti i tuoi suggerimenti, grazie Nick.

    RispondiElimina
  2. Non conoscevo Gianola, mi dispiace comunque per la sua morte, la morte è sempre un evento triste…che la terra gli sia lieve. Complimenti per la recensione al libro, hai suscitato il mio interesse. Buona giornata, Nick.

    RispondiElimina
  3. @ Pia
    Io la notizia della morte di Gianola l'ho appresa tramite MAX su facebook. A quanto pare è stata una cosa risalente all'estate scorsa ma la famiglia ( comprensibilmente e forse per volontà stessa dell'interessato) non ha pubblicizzato più di tanto la cosa. Inoltre da quanto ho capito Ferruccio stesso negli ultimi anni si era allontanato da molti suoi ex conoscenti della rete. Non ne conosco i motivi, però io stesso che pure non ci avevo litigato non avevo più rapporti con lui da diversi anni. È stato un allontanamento reciproco come a volte capita nella vita. Nondimeno la notizia della sua scomparsa mi ha sconvolto per più di un motivo.
    Rinnovo le mie condoglianze alla famiglia e a tutti quelli che gli volevano bene

    RispondiElimina
  4. @ Caterina
    Non frequentavo più Gianola da anni però è stata una di quelle persone che mi ha fatto avvicinare al mondo del web. Mi dispiace non aver mai fatto quel primo passo nei suoi confronti per recuperare la frequentazione. Che la terra gli sia lieve.
    Un abbraccio.

    RispondiElimina
  5. No, ma che brutta notizia! Io i primi anni ci avevo interagito molto con Ferruccio, anche se poi ci eravamo un po' persi di vista e - come dicevi - di fatto era sparito dalla blogosfera, aveva pure smesso di aggiornare il blog. Pensavo che si fosse semplicemente stufato, non avrei mai immaginato che il motivo fosse il peggiore possibile... Ciao Ferru, riposa in pace.

    RispondiElimina
  6. @ Ariano Geta
    Lui era molto affezionato a te in quegli anni, te lo posso confermare perché all'epoca del Survival blog quando interagivano anche io e lui mi aveva parlato di quanto gli sarebbe piaciuto unificare la storia che raccontavi tu con quella che raccontava lui unendo i vostri due personaggi assieme al mio. Poi non se n'è fatto più niente ma ti assicuro che l'intenzione c'è l'aveva.
    In quanto alla scomparsa credo sia stata una cosa improvvisa. Infatti credo sia scomparso il giorno dopo l' uscita del suo ultimo post. E bisogna ringraziare MAX che si è insospettito della lunga assenza e ha contattato il fratello di Ferruccio per chiedere informazioni. Altrimenti avremmo continuato ad ignorare la cosa.
    Rinnovo le mie condoglianze alla famiglia.

    RispondiElimina
  7. Mi dispiace per ferruccio...

    Il libro di cui parli sembra molto interessante, ennesima dimostrazione delle tante possibilità offerte da un genere come quello fantascientifico! :--)

    RispondiElimina
  8. @ SamSimon
    Si, il libro si è dimostrato una bella sorpresa, nonostante che mi ci fossi avvicinato con aspettative bassissime. È stato un piacere leggerlo.
    Un grande abbraccio.

    RispondiElimina
  9. Mamma mia, che bruttissima notizia. Era da parecchio che mi chiedevo perché non aggiornasse più il suo blog, ma non mi aspettavo niente di simile. Mi dispiace immensamente, per quel poco che ho avuto modo di conoscerlo.

    RispondiElimina
  10. @ Maria Teresa Steri
    Infatti era strano per uno come lui che,ai tempi della nostra frequentazione,era abituato ad aggiornare il suo sito due i tre volte al giorno lasciare di punto in bianco. Però non mi ero posto il problema, lo ammetto, pensavo si fosse stancato della rete...e quasi quasi lo avrei preferito.
    Questo post è dedicato a lui che spesso scriveva anche di fantascienza.

    RispondiElimina
  11. Ciao Nick. Ho sentito parlare di lui un po' di tempo fa, ma in questo momento non ricordo il suo blog.
    Triste notizia.

    RispondiElimina
  12. @ Innassia Z
    Già, davvero brutta! Mi dispiace ancora di più il fatto che non vi sentissimo più da anni

    RispondiElimina
  13. Ferruccio è stato per molto tempo uno dei miei blogger di riferimento, soprattutto per la sua cultura, anche se a volte traspariva una sua certa spigolosità e schiettezza a volte molto brutale per la comunità blogger.
    Entravo ancora con regolarità nel suo blog cercando un aggiornamento che non c'è stato più da fine agosto, ma non immaginavo la sua dipartita.
    Mi dispiace molto.

    RispondiElimina
  14. @ Pirkaf
    Ferruccio Gianola lascia davvero un grande vuoto. In molti erano rimasti sorpresi riguardo al mancato aggiornamento del suo blog in tutti questi mesi. Purtroppo adesso sappiamo il perché. Anche se non ci sentivamo da tempo era stata una figura importante durante i primi anni della mia presenza sul web. Riposi in pace.

    RispondiElimina
  15. Capisco benissimo la sensazione che prende per aver discusso con qualcuno e non riuscire a trovare un momento per un chiarimento fino a un inatteso exitus. Difficile immaginare qualcosa di peggio. Non avevo particolari rapporti con Ferruccio Gianola e me ne dispiaccio, ma, d'altro canto, è relativamente comune conoscere qualcuno solo come nome sullo schermo e approvarlo o dissentire da lui senza poter dire di conoscerlo. Quanto alla recensione, ne prendo atto con piacere, dal momento che ne avevo sentito parlare in modi non esattamente lusinghieri. Non conosco in maniera particolare il nostro MacLeod – errore mio, evidentemente – ma cercherò di procurarmi il suo romanzo.

    RispondiElimina
  16. @ Massimo Citi
    Il romanzo di MacLeod, parere personale, merita la lettura. Poi ovviamente i gusti personali sono legittimamente divergenti. Giusto così, la diversità di vedute è sempre un arricchimento.

    RispondiElimina
  17. Che notizia apprendo da questo post... mi dispiace moltissimo.
    Anche a me aveva proposto un suo scritto molto tempo fa, ma gli avevo detto di non avere abbastanza tempo in quel periodo e poi me ne sono dimenticata, perché in effetti non ci frequentavamo.
    :(

    RispondiElimina
  18. @ Luz
    Mi dispiace tantissimo anche a me. Mi dispiace sia per la sua scomparsa sia per il fatto di non essermi riavvicinato a lui quando potevo.

    RispondiElimina
  19. Non sapevo di Gianola, ecco perché è da un po' che non scriveva più sul blog, gran peccato, mi dispiace.

    RispondiElimina
  20. Grazie di questi preziosi consigli di lettura!
    Pur non conoscendo bene Ferruccio, mi dispiace molto apprendere della sua scomparsa.
    La rete ci rende sempre più liquidi ed eterei, gli incontri sono quasi sempre fugaci, anche se talvolta risultano intensi e persistenti dentro di noi.
    Il punto è che la rete, con la sua assenza di fisicità, tende ad appiattire i legami; eppure non manca nei singoli individui la sincera volontà di stringere relazioni in cui prendersi cura dell'altro.
    Ti auguro una buona giornata caro Nick.

    RispondiElimina
  21. @ Il Moro
    Peggior notizia non si poteva avere. La morteè un male senza appello

    RispondiElimina
  22. @ l'angolo di Cle
    La rete, anzi il web ha tanti lati positivi ma Purtroppo però fa anche si che tanti rapporti così come nascono vadano persi. Il che è un grande limite.
    Anche perché così non si finisce mai per conoscere bene le persone.
    Un grande abbraccio.

    RispondiElimina
  23. Grazie Nick per aver ricordato Ferruccio.
    Di sicuro il tuo blog è l'ambiente più adatto a ricordarlo.
    Purtroppo sapere solo quasi dopo un anno della sua scomparsa dovrebbe essere un campanello d'allarme in chi legge e lo conosceva di quanto veramente ci sia "coesione di anime" all'interno di questo ambiente virtuale.
    Ed è qualcosa di molto triste.
    E' pur vero che Gianola non era più in buoni rapporti con più di metà della blogsfera ..però c'era l'altra metà che continuava a frequentare abbastanza assiduamente..e averlo dimenticato è qualcosa che non riesco a spiegarmi.
    Non punto il dito contro nessuno sia chiaro ..però sembra quasi uno scherzo del destino che a darne la triste notizia e aggiungo ad interessarsi della sua sorte sia stato io. Una persona senza un blog alle spalle e che non stava ,per così dire, in buoni rapporti virtuali con lui .
    E' triste sì.

    RispondiElimina
  24. Spetta mi ero dimenticato del libro: Sembra interessante, pur essendo un romanzo di fantascienza .
    Quando scrivi che che certi tecnicismi relativi alla teoria musicale potrebbero annoiare il pubblico a me invece farebbero l'effetto opposto _:)))
    Mi frega il fatto che , da quello che ho capito , non c'è più disponibile la versione cartacea.
    Ciao

    RispondiElimina
  25. E' un nome che mi è familiare e che ho incrociato spesso nella blogosfera. Mi dispiace davvero tantissimo.

    RispondiElimina
  26. @ MAX
    Ciao MAX e bentornato su Nocturnia.È un vero piacere.
    Anche a me ha stupito il fatto che a cercarlo più di tutti e prima di tutti sia stato tu rispetto a tanti altri ma più per il secondo motivo. Mi spiego meglio, per tua stessa ammissione sei stato probabilmente quello che con Ferruccio aveva avuto gli scontri più accesi, però a differenza di molti che erano ancora in buoni rapporti con lui hai però avuto lo scrupolo di farti delle domande e andare a domandare di lui alla famiglia. Questo intendiamoci ti fa onore.
    Capisco comunque il senso di quanto scrivi ed ...e si è triste, davvero triste.
    Io Ferruccio non lo frequentavo più da almeno sette anni se non di più, ci eravamo reciprocamente allontanati, non avevamo litigato pesantemente, niente di trascendentale, ma senza motivi eravamo usciti entrambi dal radar dell'altro.
    Cosa altrettanto triste.
    Riguardo al libro, si adesso non si trova più in edicola, chiederlo all'editore come arretrato è abbastanza oneroso però dai, incrociamo le dita...magari su qualche bancarella prima o poi ...;))))
    Ciao a te!

    RispondiElimina
  27. @ Babol
    Mi spiace tantissimo per la sua scomparsa anche perché è è stato uno dei primi blog che avevo seguito.
    Mi dispiace ancora di più non averlo più cercato quando ne avevo la possibilità.

    RispondiElimina
  28. Mi dispiace molto, non ero tra coloro che lo seguivano assiduamente ma spesso ci "incontravamo" commentando blog di altri e quindi in parte conoscevo virtualmente Ferruccio Gianola. Venire a sapere questa notizia mia ha rattristato infinitamente.

    RispondiElimina
  29. @ Daniele Verzetti il Rockpoeta
    Io rinnovo le mie condoglianze alla sua famiglia perché non riesco nemmeno ad immaginare il dolore che hanno passato.
    Ti abbraccio forte.

    RispondiElimina
  30. Ci rimasi molto male quando, improvvisamente, senza una spiegazione, Ferruccio mi bloccò su tutti i social alcuni mesi prima della sua dipartita. Un po' per stizza, un po' per dispetto, feci altrettanto con lui, senza mai chiedergli che cosa gli avessi fatto. Oggi sono dispiaciuto per non averglielo chiesto, poiché non saprò mai il motivo per cui s'era persa un'amicizia virtuale, per me "fraterna", che durava da molto tempo. Per anni abbiamo collaborato. Lui aveva pubblicato dei guest post con il mio pseudonimo "Jennaro", e io avevo scritto un post su di lui sul mio blog. Devo dire che avevo saputo della sua morte pochi giorni dopo, leggendo un post su FB di un amico comune, suo omonimo e compaesano, che avevo conosciuto proprio tramite lui. In quell'istante ho avuto una fitta al cuore. Che il buon Dio l'abbia in gloria.
    Grazie Nick per questo tua dedica.

    RispondiElimina
  31. @ Gennaro Langella
    Ciao Gennaro, mi ricordo benissimo di te, ci siamo conosciuti proprio sul blog di Ferruccio. Mi ricordo di quanto eravate legati, mi dispiace di sapere (e lo ignoravo ) che aveste litigato. Mi sto facendo l'idea che i vari litigi, specie quelli nell'ultimo periodo fossero stati un modo da parte di Ferruccio di allontanare le persone a lui vicine per non farle soffrire troppo per la sua scomparsa, magari sbaglio ma comincio a ritenre che Gianola sapesse che non gli mancava molto tempo prima della sua scomparsa ed abbia voluto così in questa maniera contorta proteggere le persone a lui vicine.
    Io almeno comincio a pensarla così.
    Un grande abbraccio Gennaro.

    RispondiElimina
  32. @Nick Parisi
    Sai, credo che il tuo presentimento non sia sbagliato. Ferruccio aveva un carattere piuttosto schivo e riservato. Non amava molto i convenevoli, forse è per questo che se n'è voluto andare così, in punta di piedi, senza scomodare nessuno. Non che questo ci liberi dalle "colpe" che tu ed io, assieme ad altri, abbiamo ammesso, cioè, di non aver provato a contattarlo quando potevamo, ma se non altro, portare insieme lo stesso fardello diventa per tutti noi un po' più leggero. Mi piace pensare che da lassù Ferruccio ci stia leggendo e stia sorridendo.
    Un grande abbraccio anche a te e a tutti gli amici comuni.

    RispondiElimina
  33. Ho saputo da pochi giorni della scomparsa di Ferruccio. Avevo smesso di leggerlo da un po', perciò il suo silenzio non mi ha insospettita. Sono dispiaciuta della sua scomparsa. Che il ritorno a casa gli sia leggero.

    RispondiElimina
  34. @ Grazia Gironella
    Che il ritorno a casa gli sia davvero leggerò
    Grazie per questo tuo bel commento, un abbraccio.

    RispondiElimina