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GLI ERRORI SULLO SCHERMO.


Siamo esseri imperfetti e come tale compiamo errori, facciamo sbagli. a volte siamo disattenti.

No, non fate quella faccia, tranquilli! Non vi farò la morale. Non vi starò a sfruculiare i cabasisi,discutendo sopra i massimi sistemi filosofici. No! Tutt'altro! Il concetto iniziale mi serve per introdurre l'argomento odierno, una materia molto più divertente di quanto la seriosa introduzione possa far pensare.

Dicevamo degli errori. Avvengono in tutti i campi umani e a volte impreziosiscono anche le cose, tutti conosciamo per esempio la storia del Gronchi Rosa, vero? 

Ecco, proprio la vicenda di quel vecchio sbaglio relativo ai confini del Perù è esemplare sotto molti aspetti. Se certe cose avvengono a livello ufficiale, figuriamoci nelle attività culturali o comunque legate al mondo delle Arti.

Da sempre anche i campi di cui si occupa Nocturnia non ne sono esenti: fumetti, narrativa di genere, film, serie televisive, anzi. Alle volte è perfino divertente notarli, c'è gente che trascorre ore a cercarli ed annotarli, c'è chi lo fa come mera curiosità, per aggiungere elementi di interesse all'argomento, delle peculiarità di cui parlare tra appassionati o come gags da inserire nelle parti speciali dei DVD o nei Blu Ray. in alcune pellicole poi sono stesso i registi o i produttori ad inserire alcuni "errori" nei titoli di coda dei film da loro realizzati, Jackie Chan, tanto per fare un esempio, lo ha fatto spesso. Come per tutte le attività umane poi c'è anche chi esagera, sui social ma non solo a volte nascono dei flame immensi, a volte decisamente spropositati ed inutili nei quali si scatenano sterili discussioni di lana caprina oppure proprio sul nulla.

DI BLOGGER E DI BLOGGING, LE REGOLE (IN)ESISTENTI DEL SETTORE.

 

 Se esiste una costante nella blogosfera sono le discussioni su cosa sia o non sia la blogosfera stessa, su quali siano le regole ed i comportamenti sani da attuare o da non attuare in rete. E' un fenomeno che è sempre esistito, con diverse scuole di pensiero. Da che ho memoria ed opero prima come lettore poi come parte in causa ho assistito a parecchie discussioni in merito. 

Discussioni spesso costruttive, a volte sterili, però è indubbio che nell'ultimo anno, anno e mezzo queste discussioni sono aumentate. Recentemente ho letto in particolare numerosi interventi riguardanti l'annosa questione dei commenti, in buona sostanza le tesi sul campo sono due: da un lato alcune persone si sono interrogate su quale debba essere il target dei lettori e dei commentatori, se il fatto che molti commenti nati da altri blogger creino un sistema da "circolino chiuso" con uno scambio da "do ut des" (volendola rendere ancora più pane al pane il tutto si ridurrebbe ad un semplice "Io commento da te perchè poi spero che tu venga a commentare da me"). Da questo quindi nasce la domanda delle domande:

"Chi Vogliamo come nostri utenti, lettori e commentatori? A quale pubblico, a quale target (per usare un bruttissimo termine) ci rivolgiamo?

Altri invece si domandano la cosa opposta, se sia giusto, se non sia invece una manifestazione di gentilezza ricambiare una visita a chi è già passato a leggere e commentare da noi. E sopratuttol non farlo possa tramitarsi in una sorta di disinteresse se non di vera e propria maleducazione.

E da qui nasce la seconda domanda delle domande:

"Qual'è il modo giusto di comportarsi in rete?"

Da tempo desideravo dire la mia però in particolare lo spunto su questo post me lo hanno dato alcuni interventi di Miki Moz (il più recente QUI),  quello breve di Mariella con la terza domanda delle domande (QUESTO) e quello molto più di pancia ed istintivo di Sinforosa Castoro (QUI

Trutte opinioni con una loro base ed una loro legittimità. Anche se io sono più vicino alle posizioni di chi pensa che una forma di interazione debba comunque rimanere tra i siti, perchè se è vero che la fase migliore della blogosfera è alle nostre spalle, l'atteggiamente contrario rischia di buttare via il bambino con l'acqua sporca. Con Miki siamo amici, esiste una reciproca stima, per quanto mi riguarda è una delle persone migliori che abbia mai conosciuto ed uno dei blogger più preparati in circu. Ma su questo tema - e ne abbiamo parlato numerose volte- abbiamo idee divergenti.

Ora dal basso della inesperienza di più di dieci anni di Nocturnia vorrei dire la mia, con una precisazione: come per molte altre cose non credo che esista una regola universale e reciprocamente condivisa, i blog sono delle estensioni della nostra personalità ed a casa propria ognuno fa quello che vuole. Quindi quello che dirò riguarda solo il mio gusto e la mia personale esperienza.  Sempre nel mio caso ritengo di essere fortunato perché ho sempre avuto dei gusti piuttosto onnivori, però nonostante questo se mi trovassi a dover scegliere un post su George A. Romero oppure uno sul come lucidare l'argenteria del prozio Agenore oppure un altro sul come è fatta al suo interno una macchinetta del Caffè finirei sempre per leggere il primo.

UNA NOTTE LUNGA VENTI ANNI!

 "Questo mondo ha le sue notti e non sono poche".

San Bernardo da Chiaravalle.

"Chi dimentica il proprio passato è costretto a riviverlo".

Primo Levi. 




 
Vent'anni fa, il mondo o perlomeno la concezione che ne avevamo, cambiava per sempre.

 L' 11 settembre 2001 accadeva l'evento che ha sconvolto le nostre esistenze, come per tutti i grandi fatti esiste un prima e un dopo. Molte delle cose che sono accadute dopo sono dirette conseguenze di quel giorno.

E come per la maggior parte degli eventi di questi tipo ognuno di noi ricorda con precisione cosa stesse facendo quel giorno, dov'era e con chi si trovava. Magari non ricordiamo cosa abbiamo mangiato l'altro ieri o la spesa che dobbiamo fare oggi però l'11 settembre è inciso a caratteri di fuoco nella memoria collettiva.

Non starò a chiedervi i vostri ricordi penso che siate stanchi di rispondere a questa domanda, inoltre appartiene a voi, al vostro vissuto. Nemmeno io rievocherò del tutto le mie di memorie, dirò solo poche parole in merito.

Quel giorno imparai una lezione fondamentale: non importa quanto siano gravi i nostri problemi quotidiani, non conta quanto al momento ci appaiano irrisolvibili, in quel momento accendendo il mio televisore analogico compresi quanto al di fuori dal mio piccolo vissuto ci fosse un mondo intero, problematiche ben più gravi delle mie preoccupazioni quotidiane e di come fossimo tutti connessi. Che quanto accadeva dall'altro capo del pianeta riguardava anche il sottoscritto, che lo volessi o meno.

Purtroppo è una lezione che abbiamo dimenticato quasi immediatamente tutti quanti: il 2001 terminava con l'invasione dell'Afghanistan per cacciare i Talebani e combattere l'integralismo musulmano, il 2021 si appresta a concludersi con il ritorno dei Talebani più forti e determinati che mai. Abbiamo cominciato con la gente che si buttava dalle Twin Towers in fiamme ed abbiamo concluso il giro con i profughi che cadevano dagli aerei che abbandonavano l'aeroporto di Kabul.

Un bell'anniversario vero?

Non voglio fare giudizi penseranno altri a farlo, ma dalle prime notizie con l'esclusione delle donne dallo sport (per il loro bene, secondo le deliranti e ridicole giustificazioni di queste persone) e anche con la fine delle classi miste non fanno ben sperare. Tutti coloro che pensavano che si fossero trasformati in "Talebuoni", si stanno sbagliando (non che ci volesse molto a capirlo, comunque!). 

 Anche per questo ho deciso di scrivere queste due righe un giorno prima dell'anniversario, del ventennale. Domani tanti altri migliori di me, compresi parecchi e parecchie tra voi che mi state leggendo diranno giustamente la loro, io leggerò tutto con attenzione e rispetto com'è giusto che sia.

Le mie opinioni come le vostre sono incise nella pietra e va bene così, ognuno la penserà a modo suo ed è questo il lascito più bello delle democrazie.  Democrazie Laiche, aggiungerei ancora.

Però quello che conta è sempre quello, non importa quello che possiamo credere, non importa il nostro piccolo mondo, ricordiamoci una cosa fondamentale.

Non dimentichiamo.

Non dimentichiamo.

Non dimentichiamo.

Dedicato a tutto quello che abbiamo perso in questi venti anni. A tutte le persone che ci siamo lasciati dietro. Noi parliamo per loro.

Perché, se non cominciamo a farlo noi che non abbiamo nessun interesse di parte, nessun altro lo farà.

Almeno questo credo che glielo dobbiamo.

SONO SEMPRE IN TEMPO PER FERMARMI. - DIECI ANNI DOPO.

 CONFESSIONI SEMISERIE E SEMI- NO' DI UN SOPRAVVISSUTO REDUCE DELLA BLOGOSFERA.

 


Il 17 di marzo del 2011 usciva il primo post di un nuovo blog, secondo gli esperti il 2011 era ancora un periodo abbastanza dorato per la blogosfera italiana. Quel nuovo piccolo piccolissimo blog si chiamava Nocturnia e veniva scritto da un tale, il sottoscritto, che già dal 2008 partecipava alla vita della rete in veste di commentatore. Ho raccontato numerose volte in passato di come in realtà fosse stata mia moglie Venusia ad avere l'idea del blog e a coinvolgere un grafico mio amico senza farmi sapere niente. Questo per farmi un regalo e anche per farmi apprezzare di più la rete. Io all'epoca mi consideravo orgogliosamente analogico. Non volevo farmi coinvolgere più di tanto dalla novità. Il nome Nocturnia me lo aveva subdolamente estorto chiedendomi di un mio vecchio progetto di una fanzine cartacea dei tempi in cui vivevo a Napoli, io mi ero ricordato di quella rivista che avrei voluto lanciare intitolata Nocturnia, progetto che stoppai quando scoprii che in edicola esisteva già e con gran merito la splendida Nocturno Cinema, rivista che consiglio a chiunque ami il grande schermo. Il titolo stesso del primo post la diceva lunga: SONO SEMPRE IN TEMPO PER FERMARMI. Infatti io per primo ero convinto che non sarei durato a lungo, giusto qualche articolo tanto per provare, pochi mesi e poi sarei tornato ad essere un semplice fruitore.

Era il 2011.....ed eccomi ancora quì. Alla faccia dei pochi mesi e dei pochissimi articoli....

2021 ! ISTRUZIONI PER L'USO.

 Un giorno quando gli storici del futuro studieranno quello che è successo durante l'appena concluso anno 2020 si troveranno davanti tanti eventi epocali.

E  controversi.

Ce n'è per tutti i gusti, dalla più devastante pandemia dell'era moderna dopo la famigerata Spagnola fino ad arrivare agli ultimi giorni di una delle peggiori (secondo me) presidenze USA, si mi sto riferendo a "parrucchino riportato" Trump, un uomo che è stato capace di riuscire in quello che in più di duecento anni non era riuscito compiere a nessun presidente americano. Cioè a dividere il suo popolo mettendo le persone le une contro le altre.

Una bella soddisfazione, grazie Luz!

 

Anche in Italia non ci siamo fatti mancare niente, tra politici\che che un giorno dicevano che bisognava aprire tutto ed il giorno dopo si dicevano scandalizzati\e dal fatto che si fosse aperto troppo.

Nel frattempo la blogosfera ( o quello che ne rimane) ha affrontato e lo sta facendo tutt'ora uno dei suoi periodici momenti di riflessione e di ridefinizione tra idee diverse e forse voci troppo lontane tra loro per potersi capire le une con le altre, non si sa ancora a cosa porterà tutto questo ma di sicuro una cosa mi sento di dirla: non è morta la blogosfera ma forse sta cambiando "una" concezione di blogosfera.

Per quanto riguarda il sottoscritto, come molti altri ho dovuto fare i conti col coronavirus all'interno della mia famiglia ma anche con un qualcosa di più antico e di altrettanto mortale: il cancro!

Negli ultimi mesi della scorsa annata, la seconda moglie di mio padre è purtroppo scomparsa a causa di quella maledetta malattia e se consideriamo che anche mia madre morì a soli 46 anni (io ne avevo 22 ) per lo stesso motivo ebbene io e la mia famiglia siamo stati costretti a dover rivivere uno dei nostri momenti più bui, un qualcosa che non augurerei al mio peggior nemico.

Non ne ho parlato sul blog, così come da tempo non parlo più delle mie vicende private, ma se lo faccio oggi è solo per un motivo.

La vita è una e preziosa, ogni giorno che passiamo su questa Terra è un regalo che dobbiamo saperci meritare.Se c'è qualcosa che dobbiamo ai nostri cari, a coloro che non ci sono più è proprio esser grati di qeusto meraviglioso dono che ci è stato fatto.

Dobbiamo, ognuno a suo modo, rendere speciale e pregno ogni momento che possiamo, renderlo degno di averlo vissuto assieme alle persone che amiamo.

E per una volta lasciamoci alle spalle polemiche, guerre, odi ed antipatie, proviamo semplicemente a divertirci ed essere le persone migliori possibili. Prove e difficoltà nella vita non mancheranno mai. E' come le affrontiamo che fa la differenza.

Ecco, dopo l'immancabile pistolotto (non era mia intenzione, giuro !) torniamo a Nocturnia.

Il Premio Italia.

 

Come sapete l'anno scorso il blog ha ottenuto il prestigioso Premio Italia come Miglior Rivista o Sito Web non Professionale .   Il miglior riconoscimento del settore, ancora non riesco a crederci. Mentre di ieri è la notizia dell'assegnazione da parte di Luz del Chaplin Award per la mia serie di post su Sangue a Hollywood: Storia di una insegna e dei suoi fantasmi, considerando la passione che Luz ci mette nello scegliere anno dopo anno le migliori uscite del settore non ho paura di dire che il Chaplin Award è molto ma molto meglio del mio Franken-Meme, quindi grazie Luz e complimenti a tutti gli altri premiati QUI trovate il post originale ). Due attribuzioni che mi spingono a continuare.

Bene, cosa aspettarci per quest'anno?

Di sicuro la solita maledetta passionaccia di sempre, tanti misteri, qualche intervista (già posso annunciare che riproporrò qui parte di una chiacchierata che un paio di anni fa realizzai per Andromeda con il grande scrittore inglese Michael Moorcock) e tanto altro. Nocturnia è un blog di approfondimento,  perché anni fa feci la scelta, in una realtà per fortuna piena di scelte, di tentare la via di provare ad essere il più completo possibile nella trattazione degli argomenti. E' il mio modo di rispettare chi arriva qui e legge quanto scrivo. Non è certo l'unico modo, ce ne sono tanti ognuno per ogni blogger, tutti ugualmente validi, ma è "il mio modo", la "mia via" per rimanere fedele a mè stesso e a chi mi legge.

SEGMENTO # 1: BILLY PRESTON

Il musicista texano ( 1946-2006) fu uno dei fortunati a suonare con i Beatles, con i Fab Four prese parte anche allo storico concerto sul Tetto della Apple nel 1969, l'ultima esibizione dal vivo del gruppo.

Billy Preston

 

Un evento storico.

A chi però negli anni successivi gli chiedeva di rievocare quel momento spesso Preston si limitava rispondere ( in Italia lo fece con Red Ronnie) con un laconico: "Faceva molto freddo!" 

Perché scrivo questo? 

Perché a volte capita di trovarsi dentro un momento storico, di quelli che cambiano il corse degli eventi e semplicemente o non ce ne si accorge o si finisce per minimizzare. 

Vale anche per la cronaca dei giorni che stiamo vivendo.

Per il resto quello che avverrà lo scriveremo assieme.

Di nuovo buon anno a tutti.

PREFAZIONE A "IL MIGLIO VERDE", ALCUNE CONSIDERAZIONI SPARSE PRIMA DELLA RECENSIONE

Piano piano si ricomincia. Per il sottoscritto è stata un'estate diciamo "impegnativa"
A giorni scriverò il mio post ufficiale del ritorno dove vi racconterò tutto quanto, per adesso vi cuccate questo divertisement.


Ho poche certezze nella vita, anzi per essere totalmente sincero mano a mano che invecchio queste certezze invece di aumentare diventano sempre di meno, ma, parlando di letteratura, almeno di una cosa rimarrò sempre sicuro .
Cioè che se un domani ci sarà un qualche storico e studioso che vorrà affrontare seriamente le vicende della narrativa mondiale del XX° ( e degli inizi del XXI° ) secolo e degli autori più influenti della nostra epoca non potranno prescindere dal nome di Stephen King.

So che molti non saranno d'accordo con me, dopotutto stiamo parlando di un autore da sempre etichettato come "popolare", parecchi critici "alti" contesteranno il fatto che si tratta di uno scrittore dedito a generi come il perturbante o il fantastico in senso lato. Obiezioni di cui sicuramente tener conto, ma -a parte il fatto che King sia stato ampliamente "sdoganato" da tanto, tanto tempo- bisogna considerare un paio di cose. La prima è che da sempre, praticamente da quando i nostri antenati hanno inventato la scrittura, il vero gradiente di successo di una data cultura, di una specifica letteratura, non è stato dato solamente dalle opere "elitarie" ma da quelle che hanno dimostrato di saper parlare ai cuori e alle menti del più alto numero di persone. La storia che noi definiamo come nostra contemporanea non sarà fatta solo dei Charles Bukowski o dei Philip Roth ma anche dei vari Stephen Edwin King, dei George R.R. Martin  e quant'altro.
L'Iliade, l'Odissea, l'Eneide, l'Epopea di Gilgameš ( o Gilgamesh, che dir si voglia) sono grande arte, grande poesia, stupende testimonianze storiche, religiose, ma ai loro tempi sono state anche meravigliose forme d'intrattenimento.
Si ho detto proprio intrattenimento.
Non c'erano forse Aedi o poeti o artisti che giravano per le corti a recitare e a rappresentare questi componimenti? Non dovevano rappresentare un momento di intrattenimento, elitario o per le masse che fosse?
Questi artisti non si guadagnavano forse da vivere così?

PIU' QUARANT'ANNI CON STAR WARS: SENSAZIONI E SUGGESTIONI .


Il 25 maggio del 1977 negli Stati Uniti usciva il primo Star Wars, quello che anni dopo sarebbe stato conosciuto meglio come Episodio IV: A New Hope.  Ben pochi scommisero sul successo della pellicola, tra questi c'era perfino l'attore più famoso tra quelli che avevano partecipato alle riprese, il britannico Alec Guinness (che ebbe sempre un rapporto molto controverso con la saga e con Obi-Wan Kenobi il personaggio da lui interpretato). Nei primi giorni solo una quarantina di sale in tutto il territorio americano accettarono di proiettare la pellicola e oltretutto solo in accoppiata con un altro film.
Dopo pochi giorni Star Wars si era trasformato nel maggior successo di quell'annata a livello mondiale.
Anche nel nostro paese Guerre Stellari, come fu tradotto da noi il titolo, si  rivelò come il film di maggior incasso del periodo, numerose persone accorsero a vedere quel film che all'inizio nessun Cinema voleva.
Tra questi c'era anche un bambino di appena otto anni portato al Cinema da suo padre, quel bambino come avrete capito ero io, la passione per la fantascienza ce l'avevo già ma quel film che nessun esercente voleva avrebbe rappresentato la consacrazione definitiva.
Questo però è un altro discorso. 
E lo faremo un'altra volta.

TRATTI PER UNA GUIDA POCO RAGIONATA DEI PREMI LETTERARI DELLA FANTASCIENZA (E NON SOLO)- Introduzione Ancora Meno Ragionata.


La ricorrenza dell'assegnazione Premio Italia mi ha fatto venire l'idea per una serie di post riguardanti proprio i vari premi che animano il nostro amato settore. Chi mi segue da tempo sa che sono sempre abbastanza attento a questo argomento e che ogni volta che recensisco o segnalo un libro non dimentico mai di ricordare se il testo in questione (o qualcuno dei racconti che lo compongono nel caso si tratti di antologie o raccolte ) abbia vinto un determinato concorso o premiazione varia. Da un lato senza dubbio c'entrerà la mia maniacale natura di collezionista compulsivo  ma d'altro canto bisogna riconoscere che-come per tutti campi dello scibile umano- un riconoscimento rappresenta sempre l'attestazione di un gradimento presso lettori e colleghi.
Riconoscimento parziale e magari incompleto quanto si vuole, ma pur sempre un atto di gratificazione per il lavoro compiuto da quel determinato autore.
E dico parziale perché un Trofeo non rappresenta l' indice assoluto del successo di un autore, o della riuscita o meno di testo scritto ma finisce per diventare un ottimo biglietto di presentazione degli stessi.
I premi sia chiaro hanno un valore enorme,  fatti bene  per un opera letteraria possono diventare un attestato di qualità.
Non l'unico, uno dei tanti, non l'unico.
Volendo fare un paragone, proviamo a pensare ad un Mare, grande o piccolo che sia decidetelo voi.
Ma perché esista il Mare, bisogna che ci siano piogge abbondanti, fiumi che portano acqua.
Ecco i Premi sono uno dei fiumi, di quegli affluenti che portano l'acqua al settore.
Tanti affluenti, tanti metodi per giudicare.
Inoltre fenomeni come le fasi di candidatura, le cerimonie di assegnazione, le premiazioni e le manifestazioni in loro stesse costituiscono un importante momento di aggregazione per appassionati ed addetti ai lavori.
Nonché una occasione, anch'essa non certamente completa in maniera assoluta quanto si vuole ma importante per far si che l'intero settore si ponga della domande ed emetta dei punti fermi al riguardo della produzione letteraria e sull'evolvere delle sue tendenze annata dopo annata.
Insomma, i vari premi concorrono a creare un fenomeno importante per la vita del settore, non danno certo il quadro completo di quanto sta avvenendo ma ne compongono una parte non certo secondaria di questo stesso quadro.

Libri dal Passato: Ritrovamenti Imprevisti.

Nel nostro paese e nel mondo continua il delirio "Coronavirus" con la maggior parte degli italiani costretti dentro casa per la maggior parte del tempo per fare la "loro parte".
In questa strana fine d'inverno il nostro paese pare quasi sospeso, a metà strada di un guado che, ancora non si può dire, non si sa da che parte ci farà sbarcare.
L'unica cosa certa è che questa esperienza finirà per cambiare abitudini stratificate da decenni.
La  settimana prossima Nocturnia tornerà alla usuale programmazione, nel frattempo però approfitto di questa situazione per compiere la mia seconda ed ultima deviazione dagli argomenti che di solito tratto.
Sarà un post diverso rispetto i temi che siete abituati a leggere ma come vedrete alla fine finiremo comunque a parlare di letteratura.


Qualche tempo fa su Facebook con l'amico TOM si parlava delle sorprese che possono venir fuori dai punti di BookCrossing : secondo TOM molto spesso in mezzo al mare magnum dei volumi lasciati di vecchi proprietari in attesa di nuovi proprietari e lettori si possono rinvenire delle vere e proprie gemme.
Dove risiedo io a Mira nel veneziano di questi punti  ce ne sono almeno un paio, delle vere e proprie casette di legno create da una benemerita associazione di volontariato dove chiunque volendo, può prendere e lasciare i libri che gli interessano.
Quando lavoravo facendo pulizie sui treni di solito portavo presso quei punti tutti quei volumi che i viaggiatori dimenticavano o abbandonavano volutamente per i vagoni, volumi che non facevano parte delle mie letture abituali (tipo tanti Segretissimo, altri Gialli o parecchie storie d'amore) e che altrimenti i miei colleghi avrebbero buttato assieme a tante altre cose abbandonate dai "civilissimi" viaggiatori (non avete idea o forse ce l'avete fin troppo bene di quante cose si lascino volontariamente sui treni, tanto ci sarà qualcun altro che dovrà pulire). Ultimamente poi ci lasciavo quei volumi che ho da anni ma dei quali da tempo ho perso speranza o interesse di leggere, di norma quello che ci trovavo che potesse rispondere ai miei gusti erano al massimo dei vecchi Urania (buonissimi anche quelli, intendiamoci Eh!) o se ero proprio fortunato fortunato i romanzi di X-Files del Club del Libro.
Più o meno un mese e mezzo fa però le cose sono andate in maniera molto diversa.

Sin da bambino ho sempre avuto un rapporto privilegiato coi libri, a volte mi sembra che mi "chiamino da lontano"
Questa è stata una di quelle volte.



Quel giorno di un mese e mezzo fa ho notato, quasi sepolti in mezzo agli altri un nutrito gruppo di volumi, una cinquantina circa che si differenziavano dagli altri,  tutti apparentemente molto datati. i volumi dovevano essere appartenuti alla stessa collezione privata, la vecchia proprietaria forse la nonna dell'anonimo donatore nel corso degli anni aveva strappato le copertine originali sostituendoli con rilegature cartonate posticce e senza inserirgli i titoli, le copertine dei libri più antichi avevano come immagine i leoni o i cavalli rampanti tipici di tanti stemmi araldici, sulla maggior parte delle cover fittizie invece vedevano campeggiare la figura del giglio stilizzato.


Dicevamo del'età dei tomi in questione.
I più recenti erano stati pubblicati nel 1931, il più vecchio era l'edizione del 1880 di Vita dei Campi di G. Verga, la prima edizione mai stampata della raccolta di racconti dello scrittore siciliano.

A scanso di equivoci lo dico subito, temo che i volumi data la particolare operazione di ricopertinatura della vecchia proprietaria non abbiano più nessun valore economico e nessun interesse  per i collezionisti duri e puri.
M'interesserebbe però conoscere la storia dietro alla padrona di quei volumi, compare spesso  un nome vergato in inchiostro antico, di quelli che si vergavano col  pennino direttamente dal calamaio nelle prime pagine, il nome è Pierina De Gobyen o de Goblyen, la grafia mi sembra infantile e inesperta.
Un cognome francese? Fiammingo? Spagnolo ? Oppure di qualche antica famiglia veneta?
Non sono riuscito a trovare riferimenti soddisfacenti in rete in proposito.
Ma sarebbe interessante poter ricostruire la storia di questa vecchia collezione, magari anche per sapere se esistono altri volumi dispersi in giro.
Veniamo adesso ai libri che ho trovato.
Come visto c'è tanto Verga, tanta Grazia Deledda, diverse opere di Giacosa, l'edizione del 1900 (credo che sia la seconda edizione italiana) del Quo Vadis di Henryk anzi di Enrico Sienkiewicz come si usava scrivere allora italianizzando sempre i nomi propri stranieri. Ma anche tanti nomi oggi dimenticati.


La vecchia lettrice doveva avere una vera e propria predizione per il Verismo dal momento che ho trovato molte opere scritte da Neera, nom de plume dell'autrice milanese Anna Maria Zuccari, una scrittrice molto attenta alla condizione femminile, ma che però ne giustificava la posizione subordinata rispetto agli uomini (mi chiedo cosa ne penserebbero le odierne femministe), diversi drammi di tal Gerolamo Rovetta, che pare fosse un autore molto popolare nell'Italia di inizio 900. Oppure vi dice niente il nome di Luciano Zuccoli?

Si trattava di un nobile italo-svizzero che era nato nel Canton Ticino da una famiglia mista: il suo vero nome era Luciano Von Ingenheim,  ma per motivi patriottici preferì adottare il cognome della madre italiana. il Conte Zuccoli fu giornalista a  VeneziaModena e a Milano, collaborò tra le altre cose anche al Corriere della Sera, fu un autore molto popolare anche lui legato al Verismo, anche se scrisse anche un romanzo dai toni decisamente horror come Il Maleficio Occulto nel 1920 (che è uno dei volumi che ho trovato). Purtroppo Zuccoli non doveva essere una persona molto gradevole: le polemiche lo accompagnarono per tutta la vita, nel 1912 fu allontanato dalla direzione della Gazzetta di Venezia a causa del suo estremo antisemitismo e, tanto per raccontarne una, al tempo della Guerra di Libia si scagliò pubblicamente contro l'esercito italiano perché "faceva troppi prigionieri ".
Così giusto per farvi capire il livello del personaggio.
Sarebbe interessante capire anche un'altra cosa e cioè se le firme di Grazia Deledda presenti all'interno dei suoi romanzi siano autografe oppure se si tratti solo di un timbro (credo sia vera la seconda ipotesi però chiedo aiuto e lumi a quei lettori più bibliofili del sottoscritto, ma così sempre come mia curiosità)
Come dicevo i libri dovrebbero avere perso tutto il loro valore economico, io però li conserverò gelosamente come testimonianza di una parte del passato culturale e letterario italiano.
E nel frattempo, continuerò a cercare informazioni sulla loro vecchia proprietaria.
Se qualcuno a Mira (Ve) o da altre parti mi potrà aiutare a ricostruirne la vita è il benvenuto.
Chi lo sa se un giorno non ci possa uscire fuori una bella storia per Nocturnia?

La Vita, le Dame,i Cavalier, l'Arme, gli Amori al Tempo del Coronavirus.

Buongiorno a tutti amici miei!
Come sa chi mi segue da tempo, sono ormai diversi anni che sul blog cerco di non parlare della quotidianità e delle situazioni attorno della cosiddetta "vita reale". Più o meno dall'epoca della crisi dell'azienda per la quale lavoravo ho deciso di destinare le mie pagine virtuali al mondo ad altro. Un modo per costruirmi le mie personali torri d'avorio, ritagliarmi lo spazio adatto per i miei hobbies e le mie passioni.
Tuttavia oggi compirò una eccezione perché stiamo vivendo in circostanze eccezionali.
Ricordate quell'antica maledizione?
Possa tu vivere in tempi interessanti!
Ebbene stiamo vivendo in tempi interessanti.
Il fatto poi che si tratti di una maledizione cinese, non c'entra niente: è solo una coincidenza. Oggi come oggi stiamo tutti nella stessa barca e potremmo venirne fuori solo stando uniti.Senza cercare gli untori ma facendo ognuno di noi la sua parte, senza emotività, ma seguendo le regole e sopratutto ricordandoci che facciamo parte di una unica grande comunità.

Ho Scelto il Giorno Sbagliato per Smettere di....


Sto parlando ovviamente del Coronavirus: da domenica mi trovo a vivere in una zona arancione. La provincia di Venezia, come altre parti d'Italia si trova a dover seguendo tutta una serie di regole, divieti e coprifuochi.
Come me molti altri, stiamo vivendo qualcosa di nuovo, che non conosciamo, che non fa parte del nostro bagaglio di esperienze, quindi capisco che molti siano spaventati.
Tuttavia ne verremo fuori.
La Storia dell'umanità è piena di questi eventi ed ogni volta, ogni maledetta e fottuta volta ne siamo venuti fuori.
E sarà così anche stavolta.

Certo noi italiani non siamo famosi nel mondo per la nostra capacità di rispettare le regole e sopratutto siamo sempre stati bravissimi nell'auto boicottarci e nel farci del male da soli, tuttavia mi piacerebbe che questa volta imparassimo qualcosa.
Che questa difficile (ma non insopportabile) esperienza ci aiutasse a ridefinire le nostre priorità, il nostro senso di società. Che questa volta,indipendentemente dal nostro sentire politico, geografico, religioso o altro cominciassimo a fare squadra e a essere più responsabili.
In questi giorni non vorrei più ascoltare polemiche politiche, tra Destra e Sinistra, Governo ed Opposizione, Stato Centrale ed Amministrazioni locali, tra Nord e Sud ma vorrei che venisse fuori la parte migliore di noi.
Certo nemmeno a me sono piaciute determinate cose, mi viene ad esempio da ridere se penso che fino a qualche settimana fa pareva che il problema peggiore dell'Italia fosse stato il litigio tra due cantanti durante l'ultimo Sanremo.
Rido di meno vedendo le scene di tutti i miei conterranei meridionali che fanno la fila per andare via dalle zone arancioni.
Non fraintendetemi, capisco tutti i vari stati d'animo ma io voglio troppo bene ai miei familiari a Napoli e a Roma, o ai miei amici in Abruzzo per rischiare.
Anche se io personalmente sto bene e credetemi sto benissimo sia a livello fisico che psicologico.
Ma seguirò le regole, voglio essere responsabile.
Ho detto responsabile non vittima delle paure.
Non ci serve la paura, ci serve il rispetto, l'attenzione ed il senso pratico.
Ma ne usciremo.

Seguiamo le regole, facciamo qualche giorno di sacrificio e presto potremo tornare a abbracciarci e a stringerci le mani e a viaggiare.
Non è ancora il momento ma arriverà anche questo.
Solo che spero che questa esperienza che un giorno racconteremo ai nostri figli e nipoti ci insegni qualcosa.
Dipende da noi.
Un abbraccio (virtuale) a tutti a prescindere da chi siate, dove siate, chi amate e chi votate.
Siamo tutti più simili di quanto pensiamo.

L'INSOSTENIBILE LEGGEREZZA DELL' UMANA MEMORIA.


"Thus they performed the burial of Hector.  Then came
the Amazon, the daughter of great-souled Ares the slayer of men."

"Così eseguirono la sepoltura di Ettore. Poi venne
l'Amazzone, la figlia di Ares dalle grandi anime, l'assassina di uomini"


"Aias killed himself about
dawn."

"Aiace si uccise alle prime luci dell'Alba"

Questa è parte della trama dell' Etiopide, uno dei tanti poemi epici che raccontavano della Guerra di Troia. L'Etiopide scritto (probabilmente nel VII secolo A.C) da Arctino da Mileto,  riprendeva la narrazione degli eventi dal punto esatto in cui si fermava l' Iliade di Omero e cioè immediatamente dopo la morte di Ettore, con l'arrivo di due potenti alleati dei troiani: prima le amazzoni della regina Pentesileia e successivamente, gli etiopi guidati dal potente re Memnon.
L'intervento dei due nuovi eserciti sposta inizialmente le sorti della guerra a favore di Troia, numerosi achei vengono falcidiati dalle armi alleate.
Finchè ovviamente non interviene Achille.
Il guerriero greco uccide prima Pentesileia -salvo poi tentare di possederne il corpo senza vita della nemica una volta spogliatala delle armi e solo la derisione di Tersite (che finirà a sua volta ammazzato da Achille per questo dileggio) farà desistere il pelide dal portare a termine il suo gesto- e poi in un secondo momento Achille sconfiggerà anche Memnone dopo un epico e mortale combattimento.

Voglia di Lottare

In queste ultime settimane sono stato poco o per nulla presente in rete, forse qualcuno tra voi se ne sarà  accorto, o forse no. Anche questo fa parte del gioco.
Sento però di dovervi dare una spiegazione per motivare questo mio comportamento.
I motivi sono semplici, i vari cambiamenti della mia situazione lavorativa.
Mi spiego meglio, ma dovrete avere un pizzico di pazienza.
Fino al 2011 avevo un lavoro fisso, lavoro di cui ero estremamente orgoglioso, peraltro.
E' vero si trattava di un lavoro come operaio, ma a parte che tutti i lavori onesti sono sempre dignitosi,  si trattava di una situazione di eccellenza, ben pagata, su turni,  con molto tempo libero e con diverse soddisfazioni.
Certo, come tutte le aziende anche la mia possedeva le sue brave luci ed ombre, tanto per cominciare gli enormi sprechi che venivano compiuti a tutti i livelli.
Però era la "mia" azienda, ci lavoravo da 15 anni, sentivo di farne parte e cercavo di contribuire al suo sviluppo.
Poi però -per colpe non dei lavoratori, ma di chi avrebbe dovuto amministrare e vigilare-l'azienda entrò in crisi, crisi durata a lungo tra,supermanagers strapagati, advisors nominati dalle Banche e poi un curatore fallimentare (una gran brava persona, tra tutti fu quello che fece meglio e con maggiore coscienza il suo lavoro, almeno secondo il mio personalissimo parere) scelto dal Ministero dello Sviluppo Economico. La situazione andò avanti tra alti e bassi almeno fino a fine 2013, quando l'azienda fu venduta.
Io fino a quel momento ero riuscito a barcamenarmi, a rimanere dentro e a lavorare.
Non era tanto, ma era ancora qualcosa.
Avevo ancora speranze, voglia di lottare e fiducia.
Solo che i nuovi acquirenti potevano assumere solo una piccola porzione dei lavoratori della precedente gestione e -giuste o sbagliate -fecero le loro scelte, in maniera peraltro totalmente legale, secondo le loro necessità produttive.
Io e molti altri rimanemmo fuori.

Da quel momento ho affrontato la classica trafila di tutte le persone nelle mie identiche condizioni: cassa integrazione, corsi di aggiornamento (avete presente? Si tratta di quei corsi finanziati coi fondi europei per ricreare lavoro. Nel resto d'Europa vengono utilizzati per facilitare le assunzioni o per creare posti di lavoro, mentre in Italia vengono impiegati per creare questi corsi il cui impatto reale sul mondo del lavoro sovente si dimostra pari a zero,risultando utili il più delle volte solo per le società che li organizzano), mobilità e poi tanti lavori temporanei.

In questi anni ho avuto a che fare con aziende serie ed aziende che facevano promesse che già sapevano che non avrebbero potuto\ voluto mantenere, agenzie interinali serissime ed altre con cui non ci siamo intesi. Ho spedito centinaia di curricula all'interno dei quali specificavo di non essere auto-munito (e lo scrivevo anche nelle lettere di presentazione) solo per ricevere chiamate da recruiters che dopo ore di conversazione facevano la scoperta, guarda un poco, che il sottoscritto non era auto-munito (leggere i curricola, no?); ho fatto i miei bravi colloqui, ho sentito la mia bella dose di "Le faremo sapere!"....e quando la senti sai già che non vedrai mai più il tuo interlocutore.

Ho lavorato anche.
Non mi vergogno di dire di aver fatto anche i lavori più umili.
Ma come dicevo il lavoro quando è onesto è sempre dignitoso, ma veramente ho fatto di tutto: dalle pulizie al lavapiatti, dai traslochi all'interramento cavi.
A volte sapevo in anticipo che si sarebbe trattato di impieghi temporanei (e paradossalmente quei datori di lavoro si sono dimostrati tra i più seri e corretti mai incontrati), a volte me ne sono dovuto andare io perché le condizioni interne non consentivano il proseguimento dell'attività, a volte ancora non sono stato prorogato.
Come dicevo ho conosciuto una umanità varia e a volte anche avariata.
Esperienze piacevoli e meno piacevoli.
Potrei parlare per ore di queste ultime, ma non è ancora il momento.
Semplicemente qualcosa dentro di me si è rotto, credo di aver perso la mia voglia di lottare e la mia speranza per un futuro, se non migliore, perlomeno decente.
Non incolpo nessuno se non me stesso per non aver saputo prevedere i cambiamenti e per non essere in grado di adattarmi ai tempi e alle mutate condizioni.
Colpevole anche di intestardirmi a chiedere diritti e non solo obblighi dalle aziende, stanco anche di sentirmi ripetere che alla mia età le possibilità sono poche.

Quindi per qualche giorno ho sentito il bisogno di rinchiudermi in me stesso, vi dovevo comunque una spiegazione, ve l'ho data con questo articolo.
Articolo che ho lasciato senza commenti, vi chiedo anche di non condividerlo su blog e su social, di non scriverci post sopra, di non parlarne da altre parti in rete.
E si tratta di una "conditio sine qua non", chiaro?
E' una cosa che riguarda solo me e voi, ok?
Leggetelo e basta, se volete ne parleremo in prvt, i miei recapiti li avete.

Tra qualche giorno magari tornerò il solito Nick quello che parla di film e di Misteri, quello che fa interviste e faremo tutti conto -io e voi- che questo post non sia mai stato scritto e non ne parleremo più.
Per ora quel Nick risulta "Missing in Action" ci vorrà un poco di pazienza ed un sottile gioco di ricostruzione da parte mia prima che ritorni.
Alla prossima.

Il San Valentino del Blogger.




Tra qualche giorno sarà San Valentino ed anche il sottoscritto intende celebrarlo.
Apparentemente sembrerebbe difficile trovare una materia più lontana dalle tematiche di questo blog come San Valentino, eppure a pensarci bene, collegamenti se ne potrebbero trovare .
Si potrebbe parlare, ad esempio, della famosa Strage di San Valentino del '29, quando gli uomini di Al Capone massacrarono a colpi di mitra la rivale banda di Bugs Oppure potremmo citare il recente film slasher San Valentino di Sangue e di riferimenti così ne potrei fare a bizzeffe.
Ma non è di questo che vi voglio parlare oggi.
No, oggi per quanto possa sembrare strano oggi l'argomento in discussione è proprio l'amore.

Siamo esseri umani e per questo amiamo,viviamo, respiriamo, il sentimento fa parte delle nostre vite e della natura di ognuno di noi, forse in misure diverse e con sfumature differenti, ma la sostanza non cambia.
Io per primo non faccio eccezione.
Dopo più di dieci anni di matrimonio amo ancora mia moglie come se fosse il primo giorno, certo a volte discutiamo,non sempre siamo d'accordo sulle stesse cose, ma guai se non fosse così.
Lei è la mia compagna, la mia alleata, la mia confidente e tante cose ancora ed è a lei che voglio dedicare questo post.
Eppure non è nemmeno di questo che voglio parlare oggi.


Caro Blog ti Scrivo...

Questo post nasce dalle riflessioni causatemi dalla lettura di questo post di Patricia Moll.
La mia amica ne approfittava per festeggiare un anno di attività ( a proposito: ancora auguri Pat!) e da questo ne scaturivano tutta una serie di riflessioni sui motivi per cui aveva cominciato a scrivere e per cui continuava a farlo. Nello stesso periodo il bradipo costretto alla lontananza dalla rete per un problema al suo computer (bentornato fratello! Ci eri mancato) raccontava qui di quanto gli fosse mancata la sua attività di scrittura quotidiana, il suo contatti ed anche il momento in cui scriveva i suoi pensieri.
Nel frattempo io però, mi ritrovavo per caso davanti al mio primo post scritto ben quattro anni fa.
Quattro anni! No, dico quattro anni sono un' eternità in rete!
Ore levate alla famiglia, al sonno,  ad un mare di altre passioni, alle scampagnate al sole, alla collezione di francobolli, ai nipoti, alla lettura, porca miseria perfino alle cose più ridicole e stupide che mi possano venire in mente che però in questo momento potrebbe venirmi il desiderio di fare invece di scrivere i miei post.

L'Insostenibile Leggerezza delle Strategie Evolutive.

Nella vita non c'è mai niente di definitivo.
Per ogni umana attività ci sarà sempre un inizio, uno svolgimento ed una fine.
Ecco, io queste cose a livello inconscio le so, le riconosco come vere.
Eppure è il livello cosciente che mi frega sempre, che mi destabilizza.
A volte ci scherzo sopra sostenendo che è il fatto di appartenere ad un segno zodiacale qual'è il Toro a non farmi accettare troppo i cambiamenti.
Vale per la cosiddetta "vita reale" ma vale anche per quella boccia per pesci rossi popolata da squali che è la blogosfera italiana.

E' dell'altro giorno la notizia che Davide Mana ha deciso di chiudere dopo sette anni il suo Strategie Evolutive.





Orbene, sette anni è un tempo ragguardevole, un eternità per la rete eppure ammetto che la cosa mi dispiace enormemente specialmente perché mi lascia con l'idea di un discorso ancora non concluso.

I motivi della decisione li spiega  lo stesso Davide nel suo ultimo post: stanchezza, bisogno di cercarsi un lavoro, articoli a cui teneva andati poi completamente o in parte disertati; consapevolezza di ritrovarsi i propri post e le proprie idee copiate da altre parti...ma sopratutto la sensazione di un grosso e deleterio appiattimento verso il basso del livello culturale e propositivo della rete nel suo complesso.
Insomma, la sensazione di non riuscire più a fare la differenza.
Ora, la mia prima sensazione è stata di dire a Davide qualcosa del tipo: " Se però a te va ancora di scrivere, allora scrivi! A qualcuno vedrai che importerà!"

Perché vedete, parte dei problemi di Davide credo che siano condivisi dalla maggior parte dei blogger italiani: anche io combatto contro il tempo, la maggior parte degli articoli che state leggendo questo settembre li ho scritti ad agosto dal momento che sapevo di avere poco tempo in queste settimane, lo stesso ho fatto per la costruzione delle mie interviste.
Anche io sono alla ricerca di un lavoro, pure io ho visto parecchi articoli a cui tenevo e che mi erano costati ore di sonno perso andare completamente disertati.
Ci sono anche blogger che da mesi non visitano più Nocturnia nonostante io passi tutti giorni sui loro siti, però a pensarci bene nemmeno io sono senza colpe  perché faccio la stessa cosa con altri siti i cui blogger commentano da me ogni volta che io posto un articolo.
Succede, è la mancanza di tempo.



Inoltre c'è anche un altro motivo per cui mi dispiace: Strategie Evolutive è stato uno di quei blog che ho cominciato a seguire sin dai primi momenti in cui mi sono approcciato alla rete, è stato uno di quei luoghi che mi hanno insegnato cosa significasse bloggare...e beh! Sapere che non ci sarà più rende la rete un posto infinitamente meno interessante di quello che era.
Una sensazione del genere l'ho avuta quando Elvezio Sciallis ha chiuso per la prima volta il suo Malpertuis (salvo riaprirlo senza però la possibilità di commentare) senza capire che era proprio quel blog e quei commenti a rappresentare un grande punto d'incontro per le persone.
Non sempre si poteva essere d'accordo però che grandiosi e costruttivi scambi d'idee che ne venivano fuori.
Ecco, con la chiusura di Strategie Evolutive, la sensazione è la medesima, la perdita di uno spazio intelligente dove poter dialogare e conoscere cose nuove e sensate.

Però, però....a ripensarci meglio su molte cose, credo di poter condividere anche le altre osservazioni di Davide Mana.
In questi ultimi anni abbiamo assistito ad un progressivo deterioramento dei rapporti in rete, la qualità è diventata un optional, il tasso di ignoranza è progressivamente aumentato.

Esempio 1: 2011.
Su un forum politico mi è capitato di leggere un commento di una ragazza vicentina che sosteneva che la Lega Nord non aveva mai governato ma, anzi era stata sempre e solo all'opposizione- e questo all'epoca del governo  Berlusconi con Bossi e Calderoli ministri!
(SIC!)

Esempio 2:  2013
Altro forum, stavolta dedicato ai fumetti. Un ragazzo tutto contento che esclama:
" Ho scoperto che di Walking Dead  hanno fatto anche i fumetti!"
(SIC... e due!!!!!!)

Vogliamo poi parlare degli ayatollah delle regole ad ogni costo? Di chi copia i contenuti altrui? Degli scrittori \editori\critici che pretendono per loro (giustamente) la libertà di parola ma guai se qualcun altro utilizzando la stessa libertà di parola scrive una mezza riga che a loro non piace!
In quel caso la jihad virtuale, il cyberbullismo contro l'incauto blogger è assicurata.



A quel punto la domanda è: ne vale ancora la pena? Serve continuare?
E' una risposta che io ora come ora non possiedo, vorrei tanto averla.
Davide si è data la sua risposta.
Io la rispetto.
Una cosa però vorrei dirla.
A suo modo Davide Mana ed il suo Strategie Evolutive la differenza in questi anni l'hanno fatta.
Se Nocturnia oggi esiste il merito è stato anche di Strategie Evolutive.
Quindi, Davide, la differenza almeno per me l'hai fatta.
Grazie per questi sette anni.

L'UOMO A UN GRADO KELVIN (2013)

L'Ultimo Premio Urania.

2060. Il professor De Ruiters, direttore di un importante centro di ricerca europeo, viene ritrovato congelato a bassissima temperatura all’interno di un macchinario, durante un esperimento pubblico di teletrasporto al Palazzo delle Stelline di Milano. Quasi contemporaneamente, altri tre suoi colleghi scompaiono misteriosamente.
Un uomo, il detective Dick Watson della Polizia Europea viene inviato a indagare sul caso. Ma Watson si scontra quasi subito con la Polizia Lombarda che preferirebbe occuparsi da sola del caso.
 L'indagine si rivelerà molto più complicata del previsto, coinvolgendo spie,malavita cinese, un gruppo di hacker, e i segretissimi computer quantistici di Parigi.
Nel frattempo, proprio a Parigi viene compiuto un ulteriore omicidio: stavolta a lasciarci le penne  è un collega di Watson. 
Adesso  l'investigatore comincia a temere per la sua di vita.


Masterpiece: Ma Ce Ne Frega Qualcosa ?

Periodicamente escono dalla mia tastiera dei post che non vorrei mai scrivere, allo stesso modo ogni tanto decido di uscire dalla dorata Torre d' Avorio su cui mi sono auto-esiliato.
Troppe sono le rogne e le sfighe della mia vita quotidiana che mesi fa ho scelto, almeno su queste pagine virtuali, di parlare solo di libri, film, fumetti e altre cose che mi fanno stare bene.
Aggiungiamo che se mi aveste conosciuto solo quindici anni fa non mi avreste riconosciuto per niente, al posto del pacioso ed ecumenico Zio Nick a cui siete abituati oggi avreste trovato un guerrigliero barricadero vestito con la t- shirt con l'immancabile effige del Che  e sempre pronto a mettersi in prima fila per difendere i valori in credevo.
Che volete farci, poi si cresce, quella gran bastarda della vita ci colpisce proprio sulle cose a cui teniamo di più e in teoria si matura e si diventa più saggi (in teoria )
Però ogni tanto fa bene rispolverare i  vecchi abiti....

L'occasione è data da un "innovativo Talent" che in questi giorni pare impazzare.
Ho detto "pare" perché sin dalle prime pubblicità del programma ho capito che la cosa non faceva per me ed ho esercitato il mio primario diritto a non vederlo.
Ora già io di mio detesto cordialmente qualunque programma che appartenga ai generi Talent; Reality e consimili, in questo caso particolare avevo inoltre avuto l'impressione che  i concorrenti fossero stati scelti privilegiando il caso umano più che il talento effettivo.
Ho sbagliato nel mio giudizio? Sono stato spocchioso ?
Non lo so e sinceramente non è questo il problema.

Diario di Un Naufragio.

In realtà non avrei tanta voglia di intervenire sull'argomento, però qualcosa mi sento lo stesso di doverla dire.
Perchè si tratta di un diario di un fallimento, di un naufragio se vogliamo.
No, lo dico immediatamente, non sto per annunciare uno dei miei periodici ritiri dalla rete, nemmeno intendo parlare della situazione politica e sociale del nostro disgraziato paese.
Oggi parliamo di fantastico e della concezione che ha acquisito in Italia, anche in rete.


Le occasioni scatenanti sono state in  effetti molte in questi ultimi mesi (anni ), in  rete proprio oggi Alex MacNab ha scritto un interessante POST in merito intitolato Noi, Naufraghi del Fantastico.
La tesi che mi sento di condividere è che da noi in questi ultimi anni il fantastico (che è sempre stato un genere piuttosto di nicchia ) abbia subito una progressiva desertificazione, un immenso suicidio assistito, quasi un naufragio di cui molti sono responsabili.
Questa sarà la mia risposta in proposito.




IO BLOGGER

Ripubblico qui il guest post che proposi per VITE DI CARTA qualche giorno fa.
L'articolo mi sembra importante alla luce di tutte le discussioni nate nei mesi scorsi a proposito della figura dei blogger.
Dico la mia, alla mia maniera, cioè ricordando che alla fine è tutto un unico immenso gioco.


Vedete la mia triste storia è cominciata qualche settimana fa, quando il buon Paolo "Narratore" Ungheri mi ha chiesto se avevo voglia di scrivergli un post per il suo bel blog Vite di Carta
La conversazione è avvenuta via mail, ma in mente mia me la immagino col povero ragazzo che con lo sguardo abbassato a terra, le gambe tremanti e con i diti  fantozzianamente intrecciati tra loro che bofonchiava parole  del tipo:
- M-m-mi s-s-scriveresti un p-p-p-post? P-pp-per  p-p-pi-piacere?
E io sempre nella mia mente, avvolto dalla mia naturale vanagloria respingendo la tentazione di dare una virtuale pacca sulla spalla del contrito collega gli rispondevo col mio vocione squillante:
- Ma certo figliuolo! Di cosa tratterebbe per la precisione questa sciuocchezuola?
- Ma dell'arte del blogging e sulla scrittura in generale- mi rispondeva il tenero virgulto prendendo coraggio -Su come blogghi, come credi debba essere fatto e così via.  Lo chiedo a te dal momento che ormai è tanto che sei in circolazione , sei praticamente diventato uno dei blogger più vecchi  ahem,  stagionati della rete.....
Ecco quello è stato pressappoco il momento in cui la terra mi è franata sotto i piedi e mi sono trovato ad essere io quello che biascicava fantozzianamente le parole seduto su una sorta di poltrona a Puff.
Perché vedete non ho la minima idea su quello che dovrei consigliarvi!



Io ho cominciato a scrivere per caso. Pensavo che avrei mollato dopo poche settimane, non sapevo pronunciare nemmeno la metà delle parole che solitamente si usano in rete. Anzi per essere propriamente sinceri avevo cominciato a utilizzare la rete solo per dare un occhiata alle novità editoriali da comprare utilizzando la paghetta che ogni mese trattenevo dal mio stipendio e utilizzavo per i miei sfizi.

Eppure alla fine sono in rete dal 2009 e ho messo in piedi la mia adorata Nocturnia da almeno due anni.
Questo fa di me un blogger, però? Ma sopratutto cos'è un blogger?

SUGLI SPOILER: PENSIERI E OPINIONI.

-SPOILER SI; SPOILER NO.

Sin da quando ho aperto il mio piccolo blog e poi successivamente con la blogzine IL FUTURO E' TORNATO mi sono trovato a dover affrontare alcuni dubbi. Molti me li sono posti da solo, altri sono nati in seguito alla gestione collettiva della blogzine di fantascienza, altri ancora siete stati voi con i vostri commenti a farceli venire.

Questo, diciamocelo subito, è un bene. La strada verso il miglioramento sta proprio nel dialogo e nel porsi domande. Una persona che stimavo una volta mi disse che è preferibile avere un milione di dubbi nella vita, piuttosto che anche una sola certezza
E poi, francamente, le persone che sono sempre sicure di tutto sono le più noiose, alle volte poi, secondo la mia modesta esperienza delle cose della vita, questo tipo di persone è anche quello che combina i maggiori disastri.
Però ripeto, fin dal giorno dell' inizio della mia avventura in rete, una delle questioni su cui mi sono ritrovato a dover affrontare riguarda il fenomeno degli spoiler.
Inutile aggiungere che ognuno di noi ha una personale opinione precisa sul tema, e non sempre queste opinioni coincidono tra loro.

Proprio per affrontare e chiarire meglio la cosa, sul IL FUTURO E' TORNATO avevamo deciso di aprire un post collettivo in cui alla fine ognuno dei gestori esprimeva il rispettivo parere.
Quattro dei cinque gestori esposero il loro parere, che non sempre corrispondeva, e lo fecero in maniera civile.
Quello che segue è il post, rivisto e corretto della mia personale opinione.
E alla fine mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in proposito sul come vi regolate voi con i vostri blog....o anche come semplici lettori.
Fino a che punto è lecito fare anticipazioni, spiegare la trama, rivelare anche il più piccolo particolare dell'opera che si sta recensendo?

Ecco ,a mio parere ci stiamo avventando su un campo minato; non è semplice fare un distinguo, così come non ci si può limitare a esprimere solamente le proprie idee.
Però permettetemi di fare un paio di esempi che mi serviranno per chiarire meglio la mia opinione in proposito:


-ESEMPIO NUMERO 1.
Sarà stato più o meno l'anno 1991 o giù di lì, in quell'epoca io ero un accanito lettore dei fumetti Marvel.
Qui comincia la prima difficoltà: i lettori della Marvel,nel nostro paese oggi sono talmente abituati a vedere tradotti i loro beniamini da un unico editore, la Panini Comics, che non riuscirebbero nemmeno a concepire un mondo come quello del mercato italiano dell'inizio anni novanta in cui esistevano almeno quattro \cinque editori diversi, spesso in accesa concorrenza tra loro oltretutto, che si contendevano i diritti sulle serie e sui personaggi della Marvel. Poteva capitare quindi che un dato editore possedesse i diritti di una serie in cui comparivano gli X-Men nella loro formazione del 1985,mentre un altro editore detenesse i diritti di un altra serie in cui invece comparivano gli X-Men nella loro formazione del 1989, o peggio che un terzo licenziatario avesse acquistato proprio i diritti della collana del gruppo mutante, ma che per scelta sua decidesse di pubblicare la serie solo con le storie del 1991 in poi.
Non parliamo poi di quello che succedeva in occasione di un crossover o di un alleanza tra gruppi in cui i diritti appartenevano ad editori differenti.

Sappiamo tutti come funziona una serie corale: i personaggi nel corso del tempo ruotano, cambiano costume,amori,presonalità,perdono e riacquistano i poteri qualcuno muore, qualcuno se ne va.
Insomma era un gran casino.


Bene, ad un certo punto in quell'assolata Estate del 1991, un certo redattore di una delle case editrici in questione,la Play Press, non so come ebbe l'idea di pubblicare un articolo in cui spiegava filo per segno TUTTE ma proprio TUTTE le formazioni degli X-Men- e di tutti gli altri gruppi mutanti a loro collegati. Nel corso degli anni, in quell'articolo rivelò quali personaggi sarebbero MORTI, quali avrebbero TRADITO ( nonché il COME e il QUANDO lo avrebbero fatto) e, per non farsi mancare niente, svelò il nome di un personaggio che avrebbe abbandonato il gruppo ( e il COME e il QUANDO lo avrebbe fatto ).

Quel redattore, che per fortuna non lavora più nel settore da anni, non dimostrò certo una gran professionalità , e col suo gesto, sempre secondo il mio parere di appassionato, non rese certo un gran servizio nè al suo editore, nè ai suoi concorrenti, ma il torto peggiore lo fece ai lettori togliendogli così tutto il piacere di scoprire da soli come proseguiva la storia, un pò come quelle persone al cinema che, avendo già visto il film si sentono in dovere di spiegarvi tutta la trama quando voi siete ancora ai titoli di testa.


- ESEMPIO NUMERO 2.
Parliamo di un altra rivista, stavolta, dedicata al mondo del Cinema,un redattore decide di scrivere un articolo dedicato a IL PADRINO di Francis Ford Coppola. Si avvicinava se non ricordo male la ricorrenza del ventennale del film, e il redattore entusiasticamente, si lasciò andare ad una recensione completa di tutto punto della pellicola, della sua trama con le schede degli Attori e dei personaggi principali.
Del resto l'anonimo redattore era convinto di andare sul sicuro perchè stava parlando di uno dei film più conosciuti al mondo.
Bene. Nel numero successivo la redazione ricevette e pubblicò DUE lettere di altrettanti lettori piene di lamentele PERCHE' nella recensione si era spiegata e SPOILERATA TROPPO LA TRAMA .
Capito?
IL PADRINO era ed è tuttora, il film più conosciuto, copiato,parodiato, omaggiato, riprodotto al mondo. E' possibile trovare citazioni ovunque su quel film, se guardate i Simpson troverete battute prese da quel film, se siete dei fan di Crozza ne avrete visti a centinaia di scenette su Don Vito Corleone, lo stesso Marlon Brando ha dato centinaia di interviste sulla pellicola e lo stesso avevano fatto tutti gli altri attori coinvolti.
Oltretutto stiamo parlando di un evento cinematografico entrato nell'immaginario collettivo mondiale.
Ma quelle due persone, evidentemente non lo avevano visto.
E si erano lamentate perchè gli era stata spiegata la trama.


Compreso dove voglio arrivare ?
Ho scelto appositamente due casi limite, antitetici tra loro,che però ci portano dritti dritti alla
DOMANDA DELLE DOMANDE:
fin dove ci possiamo spingere nel parlare della trama in una recensione?
E questo vale sia per gli articoli scritti "ex novo" per IL FUTURO E' TORNATO, sia per recensioni già pubblicate, senza problemi, sui nostri rispettivi blog.
Non è facile, lo so, però la verità almeno per me sta nel mezzo.
Nel primo caso che ho fatto , quel redattore sbagliò pesantemente mancando assolutamente di professionalità, nel secondo caso...
beh, mi dispiace, ma per quanto possa tentare di comprendere le ragioni di quei due lettori non riesco a farlo fino in fondo.


Personalmente ritengo che nell'affrontare una recensione, un riferimento alla trama vada sempre fatto altrimenti non si sta per niente parlando di quel dato film\ libro \ serie Tvo metteteci voi quello che volete ma si sta parlando d' altro.
Certo non bisogna esagerare, non bisogna fare come il tizio al cinema di cui parlavo prima, non bisogna svelare tutti gli accadimenti del film; ma nemmeno si devono in alcuni casi rivelare le sorprese che l'autore dell'opera ha disseminato durante tutta la sua narrazione.

"L'assassino è il maggiordomo!
Oppure:
Pedrito non é il padre di Chiquito, in realtà é sua madre!
Non sarebbe giusto e non ne avrebbe senso.
Però in una recensione c'è bisogno di dati obiettivi, E la trama é un dato obiettivo, altrimenti senza di essa, si riempirebbe solo un articolo dei deliri personali del recensore che dice quanto gli è piaciuto quel dato prodotto o quanto invece lo abbia odiato.

Ma allora il limite dov'è ?
Facciamo un ulteriore esempio:
-Dire che X è il cattivo del film è un modo di porre un discorso.
-Dire invece che X è il cattivo del film, perchè all'inizio finge di essere amico del protagonista e poi invece gli fa fallire la società, gli porta via la casa, e non pago di tutto gli tromba pure la moglie, però- tranquilli ragazzi- nel finale il protagonista si vendicherà ammazzando X in un duello è un altro modo di porre lo stesso discorso.

Il secondo esempio è un caso di recensione troppo "invasiva",mentre il primo caso ci può stare in una recensione: si dà un accenno alla trama, si danno dei particolari, alcuni elementi utili a chi legge per capire se la cosa di cui sto parlando potrà piacere anche a lui.
Ma senza esagerare, senza togliergli il piacere di scoprire la storia da sè.
Poi, è giocoforza che si sceglie volta per volta, il limite da dare, basandosi su tanti fattori.Uno per tutti il grado di notorietà dell'opera di cui sto parlando.
Ecco io preferisco questo tipo di recensioni.
Che poi ci riesca in tutti i miei articoli, questo è un altro discorso.
Nel caso, giusto per andare sul sicuro: ragazzi, quanti di voi hanno già visto IL PADRINO ?

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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