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LO STRANO CASO DEL CECIL HOTEL.

 

"Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali"

 Emily Dickinson. 

"Dimora in pace nella casa del tuo spirito e il messaggero della morte non potrà toccarti".

 Guru Nanak.

 Ci sono luoghi che raccontano una storia, così come ci sono luoghi che sono essi stessi la storia che raccontano.

Poi, come se questo non non bastasse, esistono anche posti perseguitati dalla loro storia.

Si tratta di una categoria più limitata, ma esiste. Ed in un certo senso è come se la creassimo noi, con la nostra attenzione, con le nostre azioni. Gli antichi, i nostri progenitori, davano un nome ad ogni cosa, facendo questo lo deificavano. Gli attribuivano un potere. Di vita o di morte, sempre di potere si parlava.

Genius Loci, lo chiamavano i latini.

Lo spirito di un determinato posto. Abitato in via temporanea o permanente, ogni luogo frequentato da persone possiede un suo genius loci.

I Latini però aggiungevano nelle loro invocazioni ai vari "genii locorum" la frase " sive mas sive foemina". 

"Che sia Maschio o che sia Femmina", "Che sia uomo oppure donna non importa". Perchè degli spiriti non si conosce il sesso.

Ora provate ad immaginare un posto, un luogo, una abitazione il cui "genius loci" sia impazzito.

Prendiamo il Caso dell' Hotel "Stay on Main". Ma se questo nome non vi dice niente, non preoccupavi. Il nome è stato aggiunto da poco. Per lungo tempo questo albergo di Los Angeles ha posseduto un altro nome. Gli abitanti della città delle Stelle lo conoscevano come il Cecil. L'hotel Cecil. E tutti loro conoscevano la sua storia.

Iniziò tutto con tre entusiasti sognatori.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Conclusione.

  I post precedenti di questo ciclo sono apparsi QUI, QUI e QUI Il dossier orginale su Roanoke invece è uscito in due parti QUI e QUI

"Gli uomini non sono prigionieri del fato, ma piuttosto rimangono più facilmente  prigionieri delle loro menti. "

 Franklin Delano Roosevelt

 "Tutto è un enigma e la chiave di un enigma è un altro enigma."  

Ralph Waldo Emerson

A volte i peggiori disastri vengono compiuti da persone anche in buona fede ma fin troppo convinte di avere ragione, anche quando più di un dettaglio dovrebbe far nascere almeno qualche dubbio, perfino quando è il mondo intero che urla in maniera sempre più disperata la falsità delle convinzioni riportate. Questo è quanto è successo finora nella vicenda delle Dare Stones. L'ostinazione e l'ossessione del professor Haywood Pearce Jr nel fidarsi delle persone sbagliate è l'esempio del caso in questione. La rivelazione della frode attuata da Bill Eberhardt rappresenta a lungo l'atto tombale di tutta la ricerca del destino dei coloni scomparsi.

Le ricerche si fermano, molti studiosi tolgono il sostegno inizialmente dato, troppo forte è la paura di vedere associato il proprio nome a quello che si sta rivelando il più grande abbaglio della Storia dell'archeologia statunitense. Lo stesso esimio professor Morison dell'Università di Harvard, dopo l'entusiasmo iniziale, si affretta a dichiarare al mondo intero di aver sempre dubitato della veridicità delle Dare Stones. La Seconda Guerra Mondiale che sempre più forte sta battendo alle porte della giovane nazione fa il resto. 

Rimane però la prima delle Pietre, quella trovata sul fiume Chowan da Louis Hammond e che ha dato inizio a tutta la ricerca.

Anche se Boyden Sparkes, il giornalista che ha rivelato la falsità di tutte le altre, promette di investigare anche su di questa molti elementi, diversi dettagli rimangono aperti.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Espansione!

I primi due post sono apparsi  QUI e QUI.

"Alcuni luoghi sono un enigma, altri una spiegazione."
F. Caramagna

 "Se tutti gli enigmi sono risolti, allora le stelle si spengono. Se tutto il segreto è restituito al visibile, e più che al visibile, all'evidenza oscena, se ogni illusione è restituita alla trasparenza, allora il cielo diventa indifferente alla terra. " 

Baudrillard

 C'è qualcosa di sottilmente perverso e nascosto nella mente umana, per parecchi tra noi prima o poi scatta quello spunto che si trasforma in un ossessione, è un fuoco che divora dall'interno e che solo al momento dei bilanci finali potremo dire se è stato benefico o distruttivo. Per il professor Haywood Pearce Jr e per i suoi familiari quell'ossessione è rappresentata dalla ricerca di prove del passaggio dei coloni perduti di Roanoke sul territorio americano. 

Lo studioso, sulla base degli indizi forniti dalla pietra del Chowan River, si dice sicuro di aver individuato il luogo dove i sette coloni superstiti si sarebbero diretti.

Edenton nel North Carolina.

Comincia così una ricerca che cambierà il corso di parecchie vite. 

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Ouverture.

L'introduzione è apparsa QUI

 


  " La vita non è un problema da risolvere. È  un  mistero da vivere. "

 Soren Kierkegaard.

  "Non c’è cura per la nascita e la morte se non  godersi l’intervallo. "

George Santayana.

  Per ogni cosa c'è sempre un evento scatenante.

Di solito è un qualcosa di piccolo, inavvertito, trascurato perfino sottovalutato. Un fulmine si abbatte su un albero e un ominide scopre il fuoco, un viandante sul ciglio di una montagna sposta con le sue scarpe un granello di terriccio e sul villaggio ai piedi della montagna si abbatte una valanga. Si comincia sempre da un unico piccolo passo. Un  singolo ben definito avvenimento. Poi le cose  sfuggono di mano....  

O forse, ancora più semplicemente, acquistano vita propria.

 Nel nostro di caso, quel simbolico primo granello cade dall'ancora più simbolica montagna nel 1937. Ma se fossimo dei registi e dovessimo dar vita ad un film, questa vicenda potremmo farla iniziare così: con una porta che si apre e un viaggiatore arrivato da lontano che è anche portatore di un antico messaggio.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. -Preludio.

E' il momento di riprendere alcuni dei miei primi dossier sul Mistero, dandogli alcune ggiunte o aggiornamenti. Cose magari non inserite all'inizio per mancanza di spazio o perchè all'epoca non li conoscevo, oppure alcune novità intervenute nel frattempo dalla stesura degli articoli iniziali.

 

“Nella storia del mondo ci sono avvenimenti misteriosi, ma non insensati.” 

Vladimir Solovyov.

“Uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete, tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero."

Baudelaire.

Niente finisce mai del tutto, ci sono vicende che invece di esaurirsi nel tempo ci conducono per mano seguendo nuove diramazioni, direzioni inaspettate e tasselli che si agigungono l'uno dopo l'altro. I Miti si dice che si auto-alimentino da soli, in realtà siamo noi a non mettere mai la parola fine. E' la nostra sete di conoscenza, la nostra curiosità ed anche le nostre paure a fare la differenza. Se da un lato questo mondo ci appare sempre più piccolo, dall'altro le sorprese che ci riserva rendono giustizia alle nostre più recondite aspirazioni. 

Già, perché alcune umane vicende travalicano i confini della Storia ufficiale e finiscono per permeare in confini del Mito.

La vicenda della Colonia Perduta di Roanoke, ad esempio.

YOGT'ZE! LO STRANO CASO DI GUNTHER STOLL!- Seconda parte.

La prima parte è uscita QUI.


"Mai nessuno giudichi felice un uomo prima del giorno della morte, prima che la sua vita sia trascorsa priva di dolore."
Sofocle (Edipo re)

"Il futuro lo conoscerete quando sarà arrivato; prima di allora dimenticatelo"
Eschilo.

In tutte le storie arriva sempre un momento ben preciso.
Quello in cui gli eventi si fanno confusi.
Non solo dal punto di vista della narrazione, ma della natura fattuale stessa dei fatti. 
C'è un vuoto in quell'ultima notte del 26 ottobre del 1984.
Un vuoto quasi senza testimoni.
Quasi.

YOG'TZE ! LO STRANO CASO DI GUNTHER STOLL!- Prima Parte.

"Non c'è giorno a cui non segua la notte, non c'è notte senza alba...né gioia imperitura...né dolore infinito"
I- Ching.

"Il mistero fa parte della storia del mondo, è il lato oscuro della mente dove prendono vita le emozioni che non hanno una spiegazione. Senza il mistero tutto sarebbe piatto, l’arte e la scienza naufragherebbero in un lago stagnante e perfino il destino rimarrebbe ingabbiato nella rete dell’ovvio."
Romano Battaglia.

Siamo attratti da quello che non conosciamo, inutile negarlo.
Sin dai tempi dei nostri antenati più ancestrali abbiamo sempre cercato di conoscere quello che esisteva oltre i limiti di quello che vedevamo, abbiamo sempre tentato di scoprire quanto esistesse oltre i confini che delimitavamo.
E di volta in volta siamo andati oltre.
E' la nostra forza più grande e al tempo stesso il nostro limite maggiore.
Siamo condannati a non trovare pace.
Eppure per quanta strada potremo mai fare, per quante scoperte potremo effettuare rimarrà lo stesso qualcosa che non riusciremo mai a comprendere fino in fondo.
La mente umana.

Prendiamo il caso di Gunther Stoll, ad esempio.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO - Terza Parte

Le prime due parti sono uscite QUI e QUI.


" Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera."
Gandhi.
"Non avere paura | perché porto il coltello tra i denti, | ed agito il fucile come emblema virile. | Non avere paura della mia trentotto, | che porto qui sul petto. | Di questo invece devi avere paura: | io sono un uomo come te."
Franco Battiato.

Per quanto possano apparire diverse tra loro tutte le vicende umane si assomigliano almeno per una cosa, per un elemento specifico. Prima o poi potrebbe arrivare sempre il momento in cui tutti i segreti vengono svelati, le bugie potrebbero finire per essere scoperte e le azioni compiute e taciute venire fuori. E tanti dettagli o segnali sui quali in precedenza non ci si era soffermati a sufficienza adesso esplodono in tutta la loro singolare virulenza
Non sempre questo avviene ma quando capita, ebbene la vicenda si sta avvicinando al suo gran finale.
E spesso si tratta di un finale senza possibilità d'appello.
Per Antonio Boggia da Urio vicino Como quel momento giunge quando le forze dell'ordine cominciano a perquisire una certa cantina \magazzino a Stretta Bagnera in cerca di indizi.

ALLA STRETTA BAGNERA  UNA CANTINA UNA VOLTA C'ERA...

La Stretta Bagnera.
Un nome ben meritato.
Il viaggiatore che voglia addentrarsi per le vie  centrali di Milano senza volersi limitare solo ai suoi angoli più turisticamente conosciuti o nominati potrebbe ad un certo punto imbattersi in una stretta, strettissima viuzza a forma di L.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! - Seconda Parte

NOTA: Inizialmente il mio dossier sul Caso di Antonio Boggia avrebbe dovuto essere di sole due parti. Ma la seconda parte era venuta troppo lunga perfino per i miei standard. Data la mia assenza dal blog di questo periodo(causa impegni personali)  ho voluto dividere il post per poter disporre di una riserva di articoli per i presenti giorni. Di conseguenza il finale del dossier lo troverete in un terzo e conclusivo intervento che avverrà nei prossimi giorni e che conterrà anche una carrellata su alcuni serial killer precursori di Boggia e che operarono e furono condannati prima dell'Unità d'Italia.
Nel frattempo: Buona Lettura e Buon Halloween a tutti!

La prima parte è uscita QUI.

“Ero un errore della natura, una bestia impazzita”.
Andrej Romanovič Čikatilo

“In tutta sincerità noi odiamo questo mondo.”
Marshall Applewhite

Probabilmente in queste due frasi è racchiusa una parte della verità riguardo alla vera natura degli assassini seriali, qualcosa di quanto avviene all'interno delle loro menti o nel chiuso delle loro anime.
Sempre che ne possiedano una.
Già perché nonostante tutti gli studi in proposito, gli sforzi degli studiosi ed in barba a tutti i progressi fatti nel settore della Criminologia ci sarà sempre qualcosa che continuerà a sfuggirci del tutto, quella minuscola e sottile fiammella che ci fornisce il discrimine tra un essere umano ed i suoi simili.

Prendiamo il caso di Antonio Boggia, ad esempio.
Può essere definito un "errore della natura?" "Una bestia impazzita?" In tutta coscienza possiamo dire "Che odia il Mondo?"
Oppure si tratta semplicemente di un sociopatico che lucidamente persegue con fredda determinazione un suo -sia pur folle e malato- progetto personale?
E guai a chiunque si ponga sulla sua strada.
Anche questa però rischia di essere una definizione fin troppo riduttiva.
Nel frattempo il Mondo attorno a lui si è trasformato ancora una volta.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! -Prima Parte.

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere."
Sigmund Freud.

“La storia non è altro che una raccolta delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.”
Simone Weil.

Italiani Brava Gente!
Questo almeno si dice in giro.
Per anni, anzi per decenni ce lo siamo ripetuti in continuazione
Ingannandoci. Anzi, illudendoci alla grande.

Per lungo tempo ce la siamo raccontata dicendoci che eravamo un popolo gentile,incapace di cattiverie, per niente razzisti, generosi e lontanissimi da ogni tipo di ignoranza (e se per questo ci raccontavamo cose del tipo: "I No Vax non arriveranno mai in Italia". Vero?")
A questo poi si sono aggiunti i luoghi comuni che amano tanto all'Estero, quegli stereotipi romantici che vorrebbero ancora viva e presente l 'Italia degli anni '50s e dei film della Loren.
Eppure il Male è Male indipendentemente dalle latitudini, dal clima e dal tipo di alimentazione ed anche noi abbiamo avuto la nostra nemmeno troppo breve lista di criminali.
E non mi sto riferendo solo alla Mafia o alla Camorra, no sto parlando di quell'altra "lista della vergogna": gli assassini seriali !
Ecco una breve retrospettiva di coloro che aprirono l'oscura strada, dei primi serial killer italici.
Italiani Brava Gente?
Non tutti a quanto pare!

ANTONIO BOGGIA (1799- 1862)

.
Lui è stato il primo in assoluto a vedere la sua fine umana nell' Italia unita. Ma quando l' Italia ancora non era Italia c'era già quest'uomo conosciuto sotto diversi pseudonimi.
Uno peggiore dell'altro.
Mostro di Milano; Mostro di Stretta Bagnera e tantissimi altri.
Tutto questo e molto di più è stato Antonio Boggia.
Nato ad Urio dalle parti del Lago di Como sul finire del XVIII ° Secolo già in gioventù ha diversi problemi con la giustizia, sia per motivi economici (truffa e cambiali scadute) sia a causa del suo carattere (veniva spesso coinvolto in risse sempre più sanguinose). Per questo fa quello che gli indesiderabili e quelli pronti a ricominciare daccapo hanno sempre fatto.
Trasferirsi all'Estero dove nessuno li conosceva
Nella complicata e peculiare geografia italica ottocentesca non era nemmeno una cosa così difficile:alle volte bastava andare nella città più vicina per trovarsi in un altra Nazione.
E Boggia compie lo stesso passo. Dal Lombardo -Veneto governato dagli Asburgo dove ha sempre vissuto si trasferì inizialmente nel Regno di Sardegna. Ma non per questo riesce a lasciarsi dietro i suoi demoni.

DIABOLICH, L'ASSASSINO CHE SFIDO' TORINO. - Seconda Parte

La prima parte è uscita QUI

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere"
Sigmund Freud.

"Ognuno di noi è il suo proprio diavolo, e noi facciamo di questo mondo il nostro inferno "
Oscar Wilde.

La notizia dell'omicidio si propaga rapidamente.
Nel suo profondo la Torino del 1958 è un luogo che ama i suoi casi di cronaca, li coccola perfino perché questo ricorda ai suoi abitanti che anche sotto l'ombra delle Alpi l'imprevisto può accadere. I giornali locali finiscono così dare ampio spazio al delitto. Certo,come spesso accade nel nostro paese, non manca il rovescio della medaglia: diversi cronisti non fanno che rimarcare l'origine meridionale della vittima.
Come se queste cose non potessero certo accadere ad un nativo.
Quasi un modo per allontanare la paura, per renderla meno quotidiana. Ma alla fine si tratta solo la peggiore delle ipocrisie.

LA STRAGE DELLA FAMIGLIA GRUBER. -Conclusione !

Attenzione: i contenuti e le immagini presenti in questo articolo potrebbero offendere la sensibilità di alcuni lettori.


I due post precedenti di questo dossier li trovate QUI e QUI.

"Gli uomini si preoccupano più di ciò che non possono vedere che di ciò che possono vedere."
Giulio Cesare.

"Una volta scartato l'impossibile ciò che rimane, per quanto improbabile, dev'essere la verità."
Arthur Conan Doyle.



I funerali delle sei vittime vengono celebrati la mattina dell' otto marzo. Sono passati diversi giorni dal macabro ritrovamento ed ancora di più dalla mattanza.
Nel frattempo sono cominciate le indagini, si sono sentiti i primi testimoni a cominciare da coloro come Lorenz Schlittenbauer che il 4 avevano fatto irruzione nel fienile e nella fattoria.
A gestire gli interrogatori è, almeno inizialmente, la polizia locale, Greger, il sindaco di Kaifeck dà una mano -per quello che può a gestire le cose. Ben presto però da Monaco viene inviato un ispettore per prendere in mano le redini del caso.
Di Georg Reingruber, l'ispettore in questione, si dice un gran bene tra le alte sfere del capoluogo bavarese, però è un poliziotto abituato a muoversi nell'ambito della criminalità cittadina, a destreggiarsi negli scontri tra militanti comunisti e quelli del Kampfbund- una lega di associazioni patriottiche che comprende anche un nuovo partitello, del quale al momento, nessuno in Germania crede possa avere molto futuro: un tal Partito Nazionalsocialista dei Lavoratori Tedeschi- non certo nelle atmosfere rurali dei piccoli paesini come Kaifeck.

HINTERKAIFECK !- LO STRANO CASO DELLA FAMIGLIA GRUBER. -Seconda Parte

Attenzione: i contenuti e le immagini presenti in questo articolo potrebbero offendere la sensibilità dei lettori.


La prima parte è uscita QUI.


"Abbiamo fatto il lavoro del Diavolo"
Robert Oppernheimer

"Il Diavolo è un ottimista se crede di poter peggiorare gli uomini."
Karl Kraus



- IL TEOREMA DELLA FARFALLA.

L'animo umano è un qualcosa di estremamente insondabile, e questo riguarda anche i rapporti tra Karl Gruber ed i suoi vicini. molti suoi concittadini non lo amano per nulla,sicuramente in parecchi non lo stimano.
Eppure forse proprio per questo, nei giorni immediatamente successivi al 1°di aprile la sua assenza nel paese di Kaifeck viene notata.
Più che altro viene notata la mancanza della piccola Cäzilia da Scuola.
Ed è proprio dagli insegnanti della piccola che ha appena compiuto i suoi sette anni che arrivano le prime denunce all'autorità competente. Andreas Gruber sarà sicuramente una figura controversa all'interno della comunità di Kaifeck ma su una cosa sono tutti d'accordo, amici o dettrattori che siano. All'istruzione di Cäzilia, all' interno della famiglia Gruber, tutti ci tengono, perfino il burbero Andreas..
La bambina è mancata raramente alle lezioni, perfino nei giorni delle peggiori bufere di neve, lei era presente in aula.
Eppure, capitano tante altre cose.

Avete presente i movimenti causati dal battiti delle ali di una singola farfalla?
Ogni movimento determina delle vibrazioni, piccolissime conseguenze certo.  Ma proprio perché si tratta di un piccolo essere che compie piccoli gesti, esclusivamente per questo attrae la nostra attenzione solo sugli elementi secondari.


Il piccone 
Alla fine però la farfalla riesce a volare e a percorrere grandissime distanze.
Con noi che rimaniamo lì fermi a domandarci come faccia un così piccolo essere a farcela.
Lo stesso capita con i segnali che avvengono nei giorni successivi al aprile del 1922.
Ognuna di essere rappresenta un piccolo avvertimento, ma sarà solo quando la summa degli eventi risulterà completa in ogni suoi tassello che i bravi cittadini della zona decideranno di darsi da fare.
Perdendo forse del tempo prezioso.

HINTERKAIFECK! - LO STRANO CASO DELLA FAMIGLIA GRUBER -Prima Parte

"Per quanto bella sia stata la commedia in tutto il resto, l’ultimo atto è sempre sanguinoso. Alla fine, con una vanga si getta della terra sulla testa. Ed ecco fatto, per sempre."
Blaise Pascal

"Sin dal giorno della mia nascita, la mia morte ha iniziato il suo cammino. Sta camminando verso di me, senza fretta."
Jean Cocteau.


Non è mai facile ricominciare.
Aprire un nuovo capitolo nel corso della nostra vita significa il doversi assumere un rischio, fare delle scelte.
E, si sa, non possiamo mai dire a cosa ci condurranno quelle scelte.
Ma d'altro canto, bisogna scegliere, spesso siamo obbligati a scegliere.
E' una questione di sopravvivenza, oppure la semplice speranza per una vita migliore.
Speranza per una vita migliore.
Ricordatevi di questa frase.
Perché fu proprio la speranza, il desiderio di ricominciare che portarono la 44 enne Maria Baumgartner a bussare alla porta sbagliata alle prime luci dell'alba del 31 marzo 1922.
Ma questa Storia era cominciata molto tempo prima.
Una storia fatta di dettagli, di solitudini e di scelte, per l'appunto.
Ma è anche una Storia costruita sulle paure e sulle maldicenze umane, una Storia Malata dove il sulfureo s'incrocia con l'umano e dove i personaggi sono semplici ingranaggi all'interno di un orologio sbattuto con violenza su un minato terreno.
Facciamo un passo indietro.

LO STRANO CASO DI JOSEPH FORCE CRATER - Seconda Parte

 "Ma neppure ai loro giudici davano ascolto...."       
Giudici 2;17

"To Pull a Crater"
Espressione gergale Newyorkese *

La prima parte di questo dossier è uscita  QUI.

Inizialmente nessuno sembra preoccuparsi, le persona a lui vicine non si dimostrano troppo interessate a rintracciare il giudice Joseph Force Crater. Perfino Stella, la moglie si limita a qualche telefonata, nemmeno troppo convinta, nei confronti di amicizie comuni per sapere se hanno notizie del marito.
Bisogna attendere il 25 agosto, giorno della riapertura dei tribunali cittadini perché gli altri giudici comincino a preoccuparsi, viene avviata una indagine interna.
Che però non porta da nessuna parte.
Solo il giorno 3 del mese di settembre la polizia viene informata.
Da quel momento il giudice Joseph Force Crater si trasforma nell'uomo più ricercato di tutta New York: la sua foto appare su tutti i giornali, si scava nel suo passato, si formula ogni tipo di ipotesi. Naturalmente viene fuori anche l'altro lato della medaglia, si scatena il lato peggiore dell'umanità: diverse testate scandalistiche mettono in giro la voce che Crater sia fuggito all'estero in compagnia di qualcuna delle sue amanti; altri che possa essere diventato vittima del racket. I comici cittadini all'interno dei loro monologhi inseriscono battute riguardanti il caso; in città nasce l'espressione " tirare un cratere" per indicare una scomparsa improvvisa.
Però l'ultimo avvistamento del giudice Joseph Force Crater risale al 6 di agosto.
Perché amici e familiari hanno aspettato più di un mese prima di dare l'allarme?
Per poter dare una risposta a questa domanda,bisogna fare un piccolo passo indietro.


TAMAN SHUD: LO STRANO CASO DELL' UOMO DI SOMERTON. -Ultimo Atto.

Le parti precedenti di questo Dossier sono uscite QUI e QUI.


"La morte sorride a tutti; l' uomo non può far altro che sorriderle di rimando."
Marco Aurelio

"C'é nelle cose umane una marea che colta al flusso mena alla fortuna:perduta,l'intero viaggio della nostra vita si arena su fondali di miserie."
Shakespeare.

Il 14 giugno del 1949 una piccola processione accompagna i resti mortali dell'uomo di Somerton verso il suo ultimo domicilio terreno.
O meglio, accompagna quanto ne rimane del corpo fatto mummificare.

John Burton Clelland, sia pur in mezzo a mille difficoltà, è riuscito a compiere dei nuovi esami sul cadavere e nei giorni immediatamente precedenti ed anche in quelli successivi alla sepoltura li comunica alla stampa ed agli investigatori.
Tanto per cominciare le scarpe del morto risultano fin troppo pulite e completamente libere da qualsiasi traccia di terriccio o di sabbia chiara indicazione, sempre secondo Clelland, che l'uomo senza nome sia stato ucciso in qualche altro luogo e poi solo in un secondo momento trasportato sulla spiaggia di Somerton.
In più l'uomo dalla probabile età di 40\45 anni e dai tratti anglosassoni dimostra condizioni fisiche perfette come quelle di un atleta. Il corpo sembra certamente quello di un uomo che non ha mai compiuto lavoro manuale in vita sua ma al contempo dimostra di non aver nessun tipo di problema fisico che possa aver dato luogo ad una morte naturale.  Ancora una volta non si riescono a trovare prove certe che possano confermare l'avvelenamento, ma non si riescono nemmeno ad escluderle.
Ancora una volta si pensa alla "digitale".
Un veleno che non lascia tracce.

TAMAN SHUD: LO STRANO CASO DELL'UOMO DI SOMERTON. - Sviluppo.

La prima parte è uscita QUI.

"Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo."
Hermann Hesse.

"Non c’è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino."
Joseph Conrad.

Quasi come un vento leggero il mistero dell'uomo senza nome comincia ad aleggiare per tutta l' Australia. In pochi giorni si passa dai trafiletti in terza e quarta pagina dei quotidiani locali alle prime pagine dei grandi giornali nazionali, già il 2 dicembre del 1948, la piccola rivista The Advertiser ritiene di poter rivelare l'identità dell' uomo senza nome; il cadavere ignoto altri non sarebbe che E. C. Johnson un qualunque uomo della strada di Adelaide.
E per un poco tutti sembrano concordare.
Peccato che già la mattina del 3 dicembre il vero  e vivo E. C. Johnson non i presenti alla sede della polizia negando ogni legame con il cadavere di Somerton.

TAMAN SHUD: LO STRANO CASO DELL'UOMO DI SOMERTON. - Premessa!

Cosa volete farci? Apprezzo molto la mia nuova creazione del Midnight Club, ma sentivo la mancanza di quei sani, corposi dossieroni in stile Mysteri Nocturni, quindi mi sa chi tocca sorbirvi una nuova incursione a puntate tra i casi più controversi delle Storia.
Magari sono troppo speranzoso, ma non sarà invece che i Mysteri Nocturni  erano mancati anche a voi?



"Sogna come se dovessi vivere per sempre. Vivi come se dovessi morire oggi".
James Dean.
"Ogni persona è un enigma. E’ un puzzle non solo per se stesso, ma anche per tutti gli altri, e il grande mistero del nostro tempo è il modo in cui decifrare questo puzzle." 
Theodore Zeldin.

Il mare d'inverno.
Da sempre le immense distese d'acqua hanno rappresentato il simbolo di un universo "altro", una realtà a noi vicina ma aliena e distante al tempo stesso, un luogo dove nonostante gli sforzi, non riusciremo mai a considerare casa nostra.
O a sopravvivere, se non più di qualche minuto.
E con la spiagge, vera e propria terra di confine tra i due mondi, questa simbologia è perfino più marcata. 
La stessa distesa di sabbia che durante l'estate ci è parsa così brulicante di vita, quasi un invito all'immortalità rivista d'inverno risulta talmente triste, ci comunica un tale senso di disfacimento da farci male tale è il senso d'estraneità che ne deriva.
Eppure stiamo parlando dello stesso luogo, delle stesse spiagge.
Dal mare è nata la vita, dal mare è cominciato tutto.
Dal mare cominciano anche certe storie.

- LA SPIAGGIA.


1948.
La Seconda Guerra Mondiale è finita da pochi anni eppure il mondo è ancora pieno di macerie.
Macerie fisiche, macerie psicologiche, brandelli di normalità che risultano difficili da ritrovare.
Un nuovo ordine mondiale sta faticosamente ricostruendosi ma ancora tante, troppe persone non hanno ancora trovato il loro posto all'interno di questo nuovo ordine mondiale.
Capita quindi così che luoghi come l'Australia si ritrovino trasformate in una sorta di crocevia, luoghi di raccordo per ogni tipo di anima persa, per tutte le vite distrutte dal conflitto.
 Per questo almeno inizialmente nessuno sembra dedicare eccessiva attenzione quando la nostra vicenda inizia.

Fa caldo a Somerton quella mattina del 1 dicembre, lo stato dell' Adelaide nell' Australia meridionale si sta preparando a vivere il suo Natale, un Natale con le alte temperature del posto ma pur sempre una festività da godersi come merita.
Così quella mattina sono solo pochi e frettolosi passanti che si aggirano per la strada adiacente alla spiaggia.
Finché qualcuno  non nota qualcosa di strano.
Sono le 06:30 di mattina e la polizia locale viene allertata: un cadavere è stato rivenuto tra le sabbie.

LO STRANO CASO DELLA FAMIGLIA SODDER. - Conclusione.

Le prime due parti di questo dossier sono uscite QUI e QUI.



"Le semplici verità avranno un effetto su una dozzina di uomini al massimo in una nazione, o in un secolo, mentre il mistero menerà per il naso milioni di persone."
Henry Saint-John Bolingbroke.

"E' comune defetto degli uomini, non fare conto, nella bonaccia, della tempesta."
Machiavelli.


Non tutte le Storie sono eguali, nessuna può essere sovrapposta perfettamente ad un altra.
Tuttavia, in alcuni casi, ci sono elementi che ritornano, similitudini anche inquietanti. Parliamo di particolari difficilmente inquadrabili presi singolarmente ma che messi in fila finiscono per dare una sorta di macabro senso a tutta la vicenda.
C'è la polizia che non brilla per iniziativa.
Che non ascolta le testimonianze, ad esempio.
E, credetemi, di queste ultime ne spuntano fuori diverse

LO STRANO CASO DELLA FAMIGLIA SODDER. -Seconda Parte

La prima parte di questo dossier è uscita QUI

"Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è una mortificazione dell’intelligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verità."
Antoine de Saint-Exupery

"Il dolore peggiore che un uomo può soffrire: avere comprensione su molte cose e potere su nessuna."
Erodoto

Ben presto si scatena l'inferno.
Un disperato George Sodder  prova in tutti i modi a rientrare all'interno della casa in fiamme: inizialmente sfonda il vetro di una finestra, ma come unico risultato si ferisce a un braccio, di entrare dalla porta di casa non se ne parla nemmeno dal momento che il fuoco l'ha raggiunta. L'uomo vorrebbe allora tentare di raggiungere il piano superiore dove si trovano le camere dei bambini.
Ma la vecchia scala che per molti anni è stata sempre nello stesso punto ora sembra misteriosamente scomparsa.
Qualcuno l'ha fatta sparire.
Fuori si gela, Mariam, la figlia maggiore, nel tentativo di chiedere aiuto prova a svegliare i vicini.
Si prova anche a chiamare i vigili del fuoco, solo per scoprire che degli sconosciuti lo hanno già fatto.
Fornendo l'indirizzo sbagliato.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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