Seconde Visioni #1 - I Link da Recuperare

 

Da questo mese lancio un nuovo spazio aperiodico. All'interno di questa rubrica ogni tanto segnalerò dei post che mi hanno particolarmente colpito e che secondo la mia opinione possono aprire delle riflessioni interessanti. Inizialmente volevo chiamare chiesta rubrica Nocturnia Reloaded, però visto che si tratta di post non miei ho optato per il titolo Seconde Visioni, per permettere a chi -magari se li fosse persi in origine di recuperarli. 

Fatemi sapere voi nei commenti quale titolo preferite tra: 

 

Seconde Visioni.

Oppure

Nocturnia Reloaded. 

Per questa prima puntata segnalo alla vostra attenzione solo due post ma ricchi di stimoli e che in un certo senso finiscono per affrontare argomenti molto collegabili tra loro:

Il Primo è apparso già da qualche settimana sul bel blog Io, la Letteratura e Chaplin ed affronta in maniera intelligente la questione del Colour Blind Casting

Perché il Colour Blind Casting non mi Convince

Il secondo è apparso più di recente sull'altrettanto splendido blog Il Manoscritto del Cavaliere e parla della Cancel Culture:

La Cancel Culture: Analisi di un Suicidio Intellettuale

 Personalmente condivido ogni singola parola di entrambi i post perché nel primo caso dubito che il colour blind casting sia attuabile in ogni circostanza sia che possa essere un valido modo per combattere il razzismo e le discriminazioni (come sarebbe accolto un film in cui Martin Luther King fosse interpretato da un attore caucasico? Aiuterebbe davvero a comprendere le difficoltà affrontate dagli afro-americani nella loro giusta lotta per la parità?). Nel secondo caso penso- ma forse sbaglio- che le storture del passato non debbano essere affrontate buttando la polvere sotto il tappeto ma anzi implementando lo studio della Storia e della Letteratura. Conoscere e ricordare gli sbagli del passato potrebbe aiutare a non ripeterli. Magari però sono io che sono un illuso, però una cosa di cui rimarrò sempre sicuro è che, come diceva quel tale: "Historia magistra vitae" e come tale debba rimanere sempre presente nella nostra memoria. E lo dico in quanto essere umano a cui niente farebbe più piacere di vivere in un mondo fatto di persone di pari dignità, diritti, doveri e possibilità e non diviso per sessi, orientamenti sessuali, razze, religioni o barriere.

Comunque la pensiate però, sono due post che meritano di essere letti e di non andare dispersi nel mare magnum della rete.

Buona ri-lettura a tutti quanti.

VOLTI DA FILM: STRANIERI IN ITALIA - ATTO TERZO!

Che io sia un amante della cinematografia del passato è cosa nota ormai anche ai sassi. Specie quando si tratta di parlare dei cosidetti film di "genere". Il perché è presto detto: che si tratti di un film di Totò, di un horror di Mario Bava o di un poliziottesco degli anni '70s si riscontra spesso una creatività che il più delle volte latita nel cosidetto (e molto a sproposito "Cinema Alto"). Per quanto riguarda la differenziazione Cinema d'autore - Cinema popolare, per me semplicemente non esiste. Conta quello che che il film riesce a comunicare. E tante volte, più di quelle che gli stessi critici riuscirebbero ad ammettere riescono più a comunicareal pubblico registi come Armando Crispino o gli stessi Fulci e Bava che nella loro vita hanno fatto quasi solo film di "genere"di tanti "autori" molto più incensati. E che dire di talenti come Elio Petri o Pupi Avati?

Lo stesso ragionamento si può fare per gli attori.

Osservando i cast, i nomi coinvolti in ogni pellicola si possono scoprire tante connessioni, decine di talenti, di professionisti a volte dignitosi a volte bravissimi che con la loro semplice presenza arricchiscono il film stesso, lo rendono riconoscibile.Inoltre ci danno la possibilità di comprendere l'evoluzione stessa del medium Cinema nel corso del tempo.

Così continuo a parllare di alcuni attori stranieri che lavorarono in Italia (ne ho parlato QUI e QUI e QUI) ma il discorso è bel lontano dall'essere concluso.

Ecco quindi un altro paio di nomi da ricordare tra coloro che impreziosirono il nostro Cinema:

AMERICAN HORROR STORY: DA "HOTEL" A "ROANOKE." - Introduzione.

 ALCUNE OPINIONI SULLA QUINTA E SESTA STAGIONE.

American Horror Story è una di quella serie che non concede mezze misure: o la si ama per principio o la si odia e nemmeno troppo cordialmente. Sin dalla sua prima apparizione nel 2011 la serie antologica della rete FX si è sempre contraddistinta nel suo generare emozioni e sensazioni forti tra gli spettatori.

 Reazioni forti e a volte anche contraddittorie.

Personalmente anche io ho avuto un rapporto decisamente molto controverso con American Horror Story (da qui in poi A.H.S) , ho visto tutte le puntate di tutte le nove stagioni fin qui realizzate, ne possiedo parecchie in cofanetto ed ammetto che in questi mesi di lockdown ne ho approfittato per rinsaldarne la conoscenza. Tuttavia le mie idee in proposito sono parecchio cambiate nel corso degli anni. Sono passato dall'entusiasmo più totale per le prime due stagioni Murder House o Asylum al tiepido gradimento per le successive senza però nascondere di aver provato enorme delusione per alcune annate (Coven o Kult)  fino a raggiungere le attuali punte di apatico distacco nei confronti delle ultime uscite.

Comunicato!

 Ciao gente!

Volevo solo informarvi che per quante giorno ancora sarò offline, niente di preoccupante, sto solo sbrigando un paio di lavori in casa che mi prendono tutto il tempo a disposizione.

 


 

Niente di che, in teoria entro fine settimana dovrei liberarmi, ci tenevo però ad avvertirvi, ci risentiamo a breve.


Buona Pasqua a Tutti!

 

Per qualche giorno non sarò molto online, quindi ne approfitto per fare a tutti quanti voi, alle vostre famiglie e a tutte le persone alle quali volete bene tutti i miei migliori auguri di Buona Pasqua

Certo, più che Pasqua sarà una "Pasquarantena", però cerchiamo di passare al meglio questi giorni, in serenità e al meglio.

Anche mia moglie ci tiene a fare i suoi auguri, mentre Trixie dal canto suo non può che dire:"Meooooowrrr!" . Da buona campana, Venusia sta cominciando a preparare alcuni dei piatti della tradizione, compreso un rustico chiamato "casatiello". Una roba leggerissima: un rustico nella cui farcitura sono presenti: salumi e formaggi di varie tipologie e uova sode sulla crosta. Piccante e pepato Q.B (ma attenzione Q.B nel dosaggio che si applicherebbe a Napoli, Caserta, Avellino e limitrofi....e cioè, come se non ci fosse un domani). 

 

Quello nella foto non è il casatiello di Venusia, il suo è ancora in preparazione, l'immagine serve giusto per fornire una idea a "non campani" di cosa si tratta.

Se vi va, giusto per fare una roba alla, scambiamoci le ricette, perché non dite nei commenti i piatti pasquali delle vostre tradizioni regionali che in questi giorni allieteranno le vostre tavole?

ZOMBIES OF THE STRATOSPHERE (1952)- LA PRIMA VOLTA CHE LEONARD NIMOY INTERPRETO' UN ALIENO.

 

 Il 26 di questo mese avrebbe compiuto novant'anni l'attore Leonard Nimoy, l'indimenticato Spock originale della saga di Star Trek. Per l'occasione tre grandi blogger hanno voluto celebrarlo con dei loro post. Nello specifico si tratta di Lucius Etruscus ne Il Zinefilo , di  Sam Simon del blog Vengono fuori dalle fottute pareti e Cassidy de La Bara Volante, tutti e tre- ovviamente e come è giusto che sia- si sono concentrati sul Spock e su Star Trek. Lo Zio Nick invece, famoso per il suo continuo non rispettare gli anniversari e le ricorrenze, in questo post omaggerà l'attore a modo suo ed in ritardo, così come più avanti farò lo stesso con Dante.  Come sappiamo l'attore ebbe nel corso della sua vita un rapporto quantomeno controverso ed ondivago con il suo personaggio più celebre ed anche di questo si parla in quei tre articoli, che consiglio a tutti di leggere perché lo meritano.  Ma l'artista bostoniano, di origine ucraina, però è stato molto di più. Nel corso della sua lunga carriera Nimoy è stato un apprezzato fotografo, poeta, scrittore oltre che, naturalmente, attore e regista. Io stesso, poco tempo fa, in questo post, ho parlato di una delle sue numerose attività al di fuori di Star Trek. Nel 1982, grazie ad una coproduzione internazionale, ebbe modo di lavorare anche con gli italiani (anche se, al momento di compilare le biografie, non lo ricorda quasi nessuno). Sto parlando del Marco Polo televisivio di Giuliano Montaldo,  dove ebbe modo di interpretare uno dei numerosi "cattivi"della sua lunghissima carriera.

Leonard Nimoy ebbe anche una proficua  frequentazione con il genere della fantascienza. Non mi riferisco solo a quel vulcaniano dalle orecchie a punta che tutti conosciamo, non parlo delle sue apparizioni in Fringe o del remake del 1978 de L'Invasione degli Ultracorpi. Mi riferisco alle sue orgini, agli inizi.  

E Spock non fu certo il primo extraterrestre interpretato da Nimoy. 

Preparatevi a fare la conoscenza con Narab il Marziano. 

QUALI SONO LE VOSTRE RIVISTE (DI FUMETTI, DI CINEMA, HORROR & SCI-FI) PREFERITE?

 Il lockdown sta imponendo molti sacrifici, una cosa però che sta capitando a molti di noi è quello di avere qualche spazio in più per le letture (avere voglia di leggere però, beh quello è un altro discorso...) lo Zio Nick poi, come molti di voi sanno, ha sempre avuto una predilezione per le riviste. Libri, antologie, raccolte, sono fantastiche ma le riviste richiedono un tipo di lettura e di fidelizzazione differente. Quindi prima di passare nel mese di aprile ad altri argomenti. Nelle prossime settimane ho intenzione di scrivere parecchio di Cinema con recensioni di film come The Nest e di serie televisive. I libri non spariranno certo, ci saranno segnalazioni e recensioni nel presente e nel futuro di Nocturnia ma per qualche giorno  i programmi prevedono anche altro.

Oggi parliamo di riviste, io ovviamente citerò quelle dei miei generi preferiti e degli ambiti di intervento di Nocturnia, voi però potrete allargare il gioco alle vostre di preferenze.

Di molte di queste pubblicazioni ho già parlato in passato, a volte intervistandone i direttori e\o i curatori, a volte semplicemente citandole.

INTERVISTA CON ALFONSO F. DAMA.

Come preannunciato vi propongo la mia intervista con lo scrittore e sceneggiatore Alfonso Dama, una chiacchierata a 360° sullo "stato dell'arte" della letteratura di genere nel nostro paese. Ringrazio Alfonso F. Dama per la sua gentilezza e disponibilità. A tutti voi -come sempre- auguro una buona lettura. 


Nick: Benvenuto su Nocturnia, caro Alfonso F. Dama, grazie per aver accettato di partecipare a questa intervista, è un piacere averti ospite. Per cominciare ti andrebbe di presentarti ai lettori di questo blog? 

Alfonso F. Dama: Certo. Innanzitutto il piacere è soprattutto mio, sono davvero onorato di essere qui. Seguo il tuo blog da anni, anche se ho interagito poco, ma lo ritengo fra i migliori del settore. Dunque, sono Alfonso Dama (la F sta per Frank, ma la uso solo su facebook e in altri rarissimi casi), nato a New York (Brooklyn) svariati anni fa... ho perso il conto... (risatina timida). Sono un appassionato di libri, musica e astrofisica da quando ero alto meno della mia scrivania. Vado matto per il caffè, i fagioli, le missioni spaziali e... le belle donne... (ehm!)... Quando mi si chiama “scrittore”, ancora oggi mi giro per vedere se ho qualcuno alle spalle. Una volta andai a denunciare lo smarrimento della patente e un appuntato, dopo che gli diedi le generalità, mi chiese “lei è quello che scrive libri?” Mi prese un coccolone, pensai: ma che mi stanno tenendo d’occhio? A casa smontai il telefono!

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...