ATTORI IN INCOGNITO.

 Sempre più spesso stiamo assistendo ad un fenomeno interessante per quanto riguarda le produzioni per il piccolo e grande schermo, un fenomeno che non va certo ad incidere sulla qualità di film e telefilm ma che aggiunge curiosità nei confronti dei singoli prodotti. Accade infatti di continuo di scoprire o di accorgersi in un secondo tempo della presenza di attori, se non proprio famosi almeno di una certa importanza, dei quali all'inizio non se ne è notata nemmeno la presenza. O perché impiegati in camei piccoli o solo verbali o perchè ingaggiati per parti per le quali risultano coperti e nascosti dalla computer grafica o da quintalate di trucco old style.

 Una pratica che nel Cinema è sempre esistita però nell'ultima decina\ quindicina di anni si è decisamente implementata, complici i successi di operazioni come il Batman Nolaniano o la vagonata delle produzioni del Marvel Cinematic Universe.

 Di uno di questi casi, quello di Alexis Denisof ne ho già parlato tanto tempo fa QUI.

Però si tratta solo della punta dell'iceberg, di situazioni interessanti e curiose ce ne sono diverse.

Oggi parlo di alcune di queste.

FUOCO CAMMINA CON ME (1992) - Un Guest Post di Arwen Lynch.

In oltre dieci anni i guest post su Nocturnia sono stati rari e tutti nati per motivi ben precisi, nel caso specifico l'occasione è nata  per merito del post sugli Attori per Caso, quell'articolo ha fatto nascere un interessante scambio di pareri tra appassionati, per questo ho chiesto ad Arwen Lynch del blog La Fabbrica dei Sogni di scrivermi un post sul film Fuoco Cammina con Me e sui motivi per cui ama tanto quella pellicola. Arwen, che non solo è bravissima, ma è una grande appassionata del cinema lynchiano ha accettato con entusiasmo racconandoci i motivi per merito dei quali ha apprezzato tanto Fuoco cammina con Me e per questo la ringrazio.

Si può scrivere un articolo in tanti modi, ci sono  quelli fin troppo "razionali" e dettagliati , stracolmi di informazione come quelli che scrivo di solito io e poi esistono quelli che io definisco "emozionali" proprio perchè raccontano le sensazioni , le emozioni per l'appunto, che una pellicola, un libro o una serie televisiva  regalano a coloro che li leggono o vedono. Quello che state per leggere è un post "emozionale", che parla d'amore per tutto il mondo di Twin Peaks ed oltre.

Buona lettura gente

FUOCO CAMMINA CON ME VISTO CON GLI OCCHI DI ARWEN LYNCH.

Tagliamo subito la testa al toro: Fuoco cammina con me è un film che non vuole piacere al grande pubblico, soprattutto perché è un film che l’antitesi e lo sfogo di un autore che ha creato una serie tv epocale e immortale come Twin Peaks. David Lynch voleva narrare Laura Palmer e il suo inferno privato perché lui adora Laura Palmer. Voleva narrare la sua ultima settimana di vita stop. Fuoco cammina con me comincia con la morte di Theresa Banks, ma le indagini arrivano a un punto morto, si fermano. David Lynch non è interessato a Theresa Banks, vuole narrare l’inferno privato di Laura, Theresa è messa all’inizio come pretesto per arrivare a Laura. 

 

Vidi Fuoco cammina con me che avevo venti anni, nel 1994, e ancora non avevo visto tutto Twin Peaks, per terminare di vederlo ci sono voluti altri dieci anni, perché Twin Peaks in televisione lo fanno in rare volte. Comunque dopo la visione del film ne rimasi sconvolta, non perché il film non mi era piaciuto, tutt’altro mi è piaciuto moltissimo come tutte le opere di David Lynch, solo che allora non immaginavo che avrei dovuto studiarmi i significati delle due logge, approfondire la mitologia di Twin Peaks e tutti i suoi misteri, però ebbi un intuizione, che Bob, il nano, il gigante e via dicendo, erano degli spiriti, questo bastava per farmi adorare un opera che nel bene e nel male ha segnato la mia vita per sempre.
 

L'inizio del film con altri due agenti dell'FBI, uno è Kiefer Sutherland.

Fuoco cammina con me nel 1992 è stato un fiasco, la gente non ne voleva sapere di Twin Peaks, non voleva vedere un film dove non si spiegavano tutti i misteri, tantomeno un film che parlava di incesto e omicidio, nel 1992, Fuoco Cammina con Me, ha ricevuto le peggiori critiche della carriera di David Lynch, ed è stato addirittura fischiato a Cannes, erano ovviamente altri tempi. Con il tempo però questo film ha acquistato valore, alcuni critici hanno riconosciuto in questa opera, nata dalla rabbia per la cancellazione di Twin Peaks, come l’opera di un autore che non vuole essere ironico e continuare a raccontare la storia di Laura Palmer come la serie tv; David Lynch ci fa entrare a casa Palmer, ci mostra come questa famiglia apparentemente perfetta è in realtà. Il padre è psicologicamente instabile, la madre nevrotica, Laura è una adolescente allo sbando, che combatte contro il suo lato oscuro designato nella figura di BOB, che la tormenta e la stupra sin da quando aveva dodici anni.

Frank Silva è ancora BOB, il ruolo della vita per lui.
 

David Lynch da grandissimo autore qual è, avendo in mano il mezzo cinematografico, tenta una strada più rischiosa, quella del caos e del disordine nella vita di Laura. Ci addentra all’inferno senza possibilità di ritorno, ci mostra i due volti di Laura, di giorno figlia modello ammirata da tutti, studentessa perfetta, di notte prostituta e cocainomane. David Lynch non poteva usare gli espedienti della tv, non al cinema, sarebbe stato stupido, e conoscendo il suo cinema adesso me ne rendo conto. Quindi Fuoco cammina con me narra Laura Palmer, perché la sua doppia vita, il suo dolore, le sue speranze distrutte, non potevano essere espresse con delle battute ironiche, o con scene comiche. Dovevano essere espresse secondo la grammatica delle tematiche di un regista come David Lynch. Se ci pensate bene, in Twin Peaks c’è tutto il cinema di David Lynch, perché è una specie di summa dei suoi temi. Adesso se cercate di leggere recensioni a questo straordinario (per me ovviamente) film, troverete anche recensioni positive, e non sono poche le persone a cui questo film piace, compresa la sottoscritta. Fuoco cammina con me per me è stato importantissimo per la mia formazione di cinefila, è un film a cui devo molto, sia per quanto riguarda il cinema in generale che l’horror in particolare, anche se parlare di horror suona strano per alcuni. Comunque, riguardarlo ogni tanto non fa mai male (soprattutto se possedete il cofanetto blu ray con tantissimi extra e i missing pieces) e forse Fuoco cammina con me è il film che ho visto di più in assoluto, anche se le volte che l’ho guardato ormai non si contano. 

Il rosso è il colore dominante. Per più di un motivo.
 

Per me si tratta di capolavoro e non solo per me, ma per tanti altri critici e cinefili, che ne hanno riconosciuto un valore che va aldilà della stessa Twin Peaks, e se avete visto la terza stagione Lynch stesso ne consigliava la visione. Adesso i critici la riconoscono come una delle sue migliori pellicole, e considerato che è nata da uno sfogo, non possiamo mai ringraziare abbastanza David Lynch per averla girata.

 

Kyle MacLachlan non era tanto convinto di questo film, per questo compare poco. Decenni dopo invece sarà lui una delle tante persone che si adopereranno per convincere David Lynch a girare la terza stagione dello show.
 

So che è un film difficile da mandare giù, il mio consiglio è guardatela senza avere in mente il linguaggio televisivo, allora le serie tv non esistevano come le conosciamo adesso. David Lynch comunque ha fatto un film coraggioso per i tempi, non è da tutti toccare tematiche così delicate come lo stupro, la prostituzione, l’omicidio, e farne un film. E’ riuscito a replicare (e molte donne hanno ringraziato Lynch per questo) come reagisce una donna vittima di violenza sessuale verso il suo aguzzino. Potremmo considerare BOB come una metafora del male e del lato oscuro che circonda l’essere umano. D'altronde Lynch tramite l’inconscio, i misteri, e i simboli, ce lo naarra per tutto Twin Peaks. Guardatelo sotto un altro punto di vista, se non vi piace pazienza, me ne farò una ragione, se vi piace ne sono contenta. Il film è infarcito di scene toccanti, come il finale di Laura ormai liberata che ride davanti all’angelo, o la scena dell’addio ad Harold, o le urla disperate con James e tante altre ancora. La scena che mi ha colpito maggiormente, è quella del messaggio della signora ceppo, che mette Laura di fronte alla realtà della sua vita. 

Si sarebbero rivisti ancora e ancora.
 

 Per me è stata un opera cinematografica che ha cominciato un percorso che continua ancora oggi, dopo ben 27 anni, sono ancora qui che guardo film, ricerco, studio cinema. Ma il tutto è cominciato con Fuoco Cammina con Me, ecco perché per me è un capolavoro, ecco perché ancora oggi, molti fans cercano di decifrare i simboli e i misteri della mitologia di Twin Peaks, perché è un viaggio che ti segna per la vita, siete sicuri di non volerlo fare?

MADRE DELLE OSSA (2020).

Dalla Sinossi Ufficiale: In origine: tre villaggi e i loro abitanti, una fabbrica di porcellana e i suoi segreti, intere generazioni cresciute in simbiosi con antiche creature. All’alba del XX secolo la guerra sconvolge la vita della comunità e, insieme agli invasori, l’attacco della spietata polizia della notte tenta di sradicarne l’esistenza assediando i luoghi dove la popolazione ha trovato rifugio. I profughi si nasconderanno, muovendosi tra gli interstizi della modernità, per mantenere vivi i ricordi e la memoria, nell’attesa di una rinascita 

"Madre delle Ossa" è uno di quegli incontri inaspettati. Un libro che si compra presagendo di trovare determinate cose all'interno delle sue pagine, salvo poi scoprire tra le righe della narrazione ben altro. Altro a livello di trama, di atmosfere e struttura. Ma proprio per questo la lettura si rivela una esperienza avvolgente e totalizzante. Brevi racconti di poche pagine, a volte semplicemente una o due, più raramente molto più strtturati e lunghi, tutti coesi nel narrare un unico grande affresco.

Un affresco gestito in maniera decisamente non lineare, con alcuni sfasamenti e balzi temporali ma dove tutto si combina in una macrostoria molto più generale e con diversi legami tra le varie microvicende. A volte viene spiegato tutto a volte, l'autore David Demchuk invece si limita a suggerire all'orecchio del lettore legami, presupposti e conseguenze racconto per racconto.

Il tutto viene gestito da Demchuk con uno stile tale da far ipotizzare che dietro a quanto narrato esistano altre vicende, che il tutto faccia parte di una vicenda ben più grande.

TUTTE LE STAGIONI DI AMERICAN HORROR STORY: "HOTEL" . - Esecuzione.

Prima dell'estate fa avevo pubblicato un post introduttivo (QUESTO) nel quale riprendevo il discorso su una delle serie contemporanee che più amo e che al tempo stesso mi fa più arrabbiare per come viene sviluppata. Sto parlando, come avrete capito dal titolo, di American Horror Story (da qui in poi AHS).

I motivi della mia passione e della mia frustrazione li ho già spiegati più e più volte, però, dato che mi conosco, è altamente probabile che su questo torneremo brevemente anche stavolta in corso d'opera. 

Non c'è dubbio però che, per vari motivi, la quinta e la sesta stagione di A.H.S rappresentino un vero e proprio giro di boa con più di un cambiamento nella struttura, per alcuni interpreti ed a livello di cronologia interna con l'aumento dei riferimenti alle stagioni precedenti.

Mi spiegherò meglio più avanti, adesso è ora di cominciare con delle brevi (brevi sempre secondo i canoni "Nocturniani" dello Zio Nick) schede su Hotel oggi e, prossimamente, su Roanoke. 

OGGETTI SMARRITI (2020) - Racconti dal XXVI Premio RiLL

Un poco in ritardo rispetto al solito, ma come da tradizione annuale, effettuo la mia consueta recensione delle raccolte del Premio RiLL, l'ultima uscita, per adesso, Oggetti Smarriti, contiene le opere finaliste ed il racconto vincitore dell'edizione 2020, una annata segnata-come sappiamo tutti- dall'esplosione della pandemia, del primo disastroso lockdown e di tutte le conseguenti restrizioni con le quali stiamo facendo i conti ancora oggi. Questo ha causato qualche conseguenza anche nei contenuti del volume, non tanto per quanto riguarda gli apporti degli autori italiani, ma per le componenti straniere, un paio dei concorsi internazionali gemellatisi con l'associazione romana hanno subito ritardi o cancellazioni a causa del Covid. Una mancanza che si fa sentire sicuramente ma compensata dalla buona, spesso ottima qualità delle altre opere presenti, italiane e straniere.

Altra novità, di questa annata, rispetto al passato riguarda il cambio di editore, con il presente volume infatti le antologie Rilliche passano sotto l'egida dell'etichetta Acheron Books, che con questa operazione arricchisce il suo già bel catallivello grafico e contenutistico si segnala comunque una precisa continuità con le edizioni passate e questo sicuramente farà felici i collezionisti che, com'è noto (sono un collezionista anch'io e so di quello di cui parlo) non sempre vedono di buon occhio le trasformazioni grafiche di una collana in corso, qualsiasi essa sia.

I PREMI DELLA FANTASCIENZA AMERICANA ( E NON SOLO.....) . - Seconda Parte.

 Ogni tanto mi capita di lanciare una iniziativa e poi di abbandonarla lì, è capitato due o tre volte nel corso di questi ultimi dieci anni. Non lo faccio per mancanza di volontà e nemmeno per cattiva fede. Semplicemente succede che le circostanze della vita impattino contro tutti i miei propositi finendo per distogliermi dagli impegni presi. Oggi (metà luglio mentre sto scrivendo) riprendo una di quelle cose lasciate in sospeso: l'elenco non ragionato dei Premi della Fantascienza americana.

Magari prima del prossimo decennio riuscirò anche a concluderlo, voi che ne dite?

Comunque, giusto per rievocare quanto già detto sull'argomento, ecco i miei  precedenti post: (QUI e QUI)

La mia intenzione è comunque quella di allargare il ragionamento non solo ai trofei statunitensi, ma anche a quelli canadesi e poi una volta terminato questo ragionamento anche a quelli britannici ed europei. E poi forse anche a quelli nel campo dell'horror e dela fantasy. Andiamo a ricominciare:

ATTORI PER CASO

 

 Anni fa mi è capitato di parlare di una persona e cioè Bill Hinzman diventato attore per caso, un uomo che di mestiere faceva ilfotografo di scena e il direttore delle luci per un giovanissimo George A. Romero, solo che per tutta una serie di circostanze nel 1968 si ritrovò a recitare in uno dei film più seminali di tutta la storia del Cinema tout court e cioè quel Night of the Living Dead . 

Frank Silva sul set di Twin Peaks.
 

Se siete curiosi la sua e tante altre storie le racconto QUI.

 Tuttavia il suo non è stato l'unico caso e nemmeno il più eclatante.

Ecco un altro paio di casi di persone arrivate sul set per lavorare dietro alle telecamere e poi finiti a lavorarci davanti come attori.

Le eccezioni in un mondo dove se cominci in una categoria rischi davvero di trascorrere tutta la vita in quel ruolo.

FRANK SILVA. (1950-1995)

Il suo è un caso veramente emblematico.  Ha cominciato come scenografo e sotto questa veste era stato assunto da David Lynch per lavorare nell'episodio pilota de I Segreti di Twin Peaks e, per la verità, Silva fece anche un lavoro egregio. Non tutti si fidavano perché lo scenografo un decennio prima aveva avuto problemi di droga, ma non il regista che volle dargli una possibilità. Poi però Lynch ebbe uno dei suoi periodici colpi di testa ( o di genio, che tanto è la stessa cosa) e volle girare la famosa scena con Silva accucciato ai piedi del letto nella stanza di Laura Palmer mentre la madre della ragazza defunta (interpretata da Grace Zabriskie urlava disperata). Per ammissione dello stesso regista e della maggior parte dei suoi collaboratori buona parte della trama non era ancora stata pensata, perlomeno non fino in fondo. 

"DIABLERO", L' HORROR CHE ARRIVA DAL MESSICO.

 

Città del Messico non è mai stata un luogo facile dove vivere, eppure ultimamente il numero delle persone scomparse pare aumentare, sopratutto bambini ed adolescenti. La polizia locale, distratta da molte, troppe altre cose non ha molta volontà di occuparsi del fenomeno mentre il Clero messicano ha i suoi motivi per nascondere o minimizzare il numero degli scomparsi. Dopo l'ennesima sparizione, Padre Ramiro Ventura, un giovane prete decide di agire per conto suo. Tutto sembra portare ad una pista soprannaturale, per questo Padre Ventura ha davanti a sè un' unica opzione: quella di rivolgersi ad un cacciatore di Demoni. O come li chiamano in Messico, un "Diablero".

Di solito quando si parla del Messico si passa tra due estremi fin troppo distanti tra loro: da un lato nomi come Acapulco, sinonimo di bianche spiagge vacanziere degne del turismo più cosmopolita possibile, dall'altro storie di corruzione, povertà, criminalità esasperata e narcotraffico. Mondi lontani l'uno dall'altro quanto possono essere le stelle e la torba. Stereotipi,  a volte molto esagerati. ma del resto ogni luogo ha i suoi. La realtà è che il popoloso paese centro-americano, a volte, fatica a difendere una sua dimensione identitaria schiacciato com'è dal suo fin troppo ingombrante vicino.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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