Essere blogger alle soglie del 2020?

Avevo smesso da tempo coi memi che girano per internet, in questi giorni ne sta circolando uno molto intelligente che  pone alcuni quesiti sull'essere blogger oggi.
 Lo ha  creato Nino Baldan, un blogger che non conoscevo prima, ma questo è un errore mio che mi prometto di rimediare quanto prima. Desideravo già partecipare per conto mio e su mia iniziativa poi per fortuna sono stato taggato da Emanuele Di Giuseppe a cui vanno tutte le mie perpetue maledizioni fino alla generazione dei suoi eredi che deciderò io  tutti i miei sinceri ringraziamenti per aver pensato a me.
Veniamo ora alle belle domande create da Nino Baldan.


Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

In realtà potrei parlare con maggior cognizione di causa delle ragioni che mi hanno spinto a continuare col blog! Come ho raccontato più volte io all'inizio non ci pensavo nemmeno ad aprire un blog. Provate ad immaginare la persona più retrograda ed anti tecnologica che conoscete.
Ecco quella ero io!
Subito dopo il matrimonio mia moglie Venusia ha insistito davvero molto perchè mettessimo internet ed io a ripeterle che andava bene ma che io in rete non ci sarei mai entrato. Avevo i miei interessi e non ne volevo anche un altro.
Sbagliavo profondamente lo so ma se esiste una costante nella mia vita è quella di essere sempre stato un grandissimo "Orso".
Poi poco alla volta ho cominciato a seguire e poi a commentare alcuni siti e blog che si occupavano degli stessi argomenti che interessavano al sottoscritto: libri, films, serie televisive horror & sci-fi ed il "danno" ha cominciato ad essere compiuto.
Lentamente iniziavo ad appassionarmi.
Un giorno mia moglie non contenta mi ha fatto trovare l'ossatura del primo Nocturnia già pronta grafica e tutto, mancavano solo i post.
Ne ho cominciati a scrivere un paio giusto perché mi dispiaceva lasciare il tutto vuoto ed è accaduto un qualcosa che mai avrei immaginato: non solo c'era chi commentava ma anche a me piaceva scrivere.
In quel momento mi sono detto: "Giusto un paio di mesi e poi mi fermo!"
Eravamo nel 2011, fate voi il calcolo di quanti mesi sono passati da allora.
Ecco quella che sentite nel sottofondo è la risata di mia moglie!

Come nasce l'idea dietro ai tuoi post?

Non esiste un'' unica modalità di ispirazione, fondamentalmente sono un uomo molto curioso, sono sempre alla ricerca di fonti e di notizie. Spesso è la lettura di un libro o un fumetto o la visione di un film a darmi lo spunto per scriverci sopra, a volte-come nel caso dei miei vecchi post sui film di George ARomero  (oppure QUI e QUI) - mi m'imbatto in dettagli troppo ghiotti perché non siano narrati. Più spesso è come se fosse la storia stessa ad impossessarsi di me e a pretendere di essere narrata (questo mi capita sovente con le storie di delitti e avvenimenti misteriosi) Il recente dossier sul serial killer Antonio Boggia era più di un anno che aspettava di "uscire fuori":  avevo letto su un giornale una breve citazione, giusto un due righe di accenno su di lui e per un anno non ho fatto che cercare info in merito. Del caso di Bodom Lake avevo invece letto su una rivista di Cinema una rece del (discutibile ) film che ne era stato tratto. Ogni volta mi auto-maledico perché comincio sempre dicendomi: "Stavolta sarò breve!"; "Voglio concludere tutto con un unico post" 
Ed invece faccio una fatica bestiale inserendo dettagli su dettagli in post interminabili e a puntate chilometriche. 
D'altro canto se trattenessi qualche dettaglio, se non fossi preciso mi sembrerebbe di non essere professionale e di non rispettare i lettori.
Sono strano lo so.

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Sempre e solo il mio Pc, il mio vecchio Asus, non riuscirei ad usare altro. Però sta avendo sempre più problemi, non ultima la tastiera che ci sta lasciando, e ciò aggiunto alla sempre maggiore mancanza di tempo sta diventando il primo motivo della mia lentezza in rete.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Dipende, paradossalmente riuscivo a gestirmi meglio quando lavoravo su turni. Sono molto lento e meticoloso nello scrivere e nella media impiego due o tre giorni per comporre un post. Di norma scrivo la sera o il pomeriggio o con la musica in sottofondo o con la Tv accesa.  Ricontrollo centinaia di volte quanto scritto ...e nonostante tutto capita sempre qualcosa che sfugge. Anni fa un bravissimo sceneggiatore mi disse che è una cosa normale, una delle tante varianti della legge di Murphy  Eppure ogni volta che esce un mio post mi sembra di aver combinato un qualcosa di perlomeno decente, qualcosa per cui ne è valsa la pena nonché una delle passioni e degli hobbies più belli del mondo che mi permette di conoscere sempre persone e cose nuove. Magari ridurrò l'impegno, magari mi prenderò sempre dei momenti di pausa ma non smetterò mai. 

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

La mia idea sui social è che possono essere degli strumenti decenti e a volte ottimi per condividere informazioni ma pessimi strumenti per comunicare, spesso - e qui parlo in generale - diventano il rifugio di tanti sfigati (Haters o Leoni da Tastiera) che un tempo si sarebbero limitati ad inveire e a vomitare il loro odio al bar dopo aver ingurgitato quantità variabili di alcolici più o meno legali. Ognuno dovrebbe aver diritto alle proprie opinioni ma dovrebbero essere opinioni motivate,  informate e rispettose di quelle altrui, invece tante volte sembra di assistere a veri e propri linciaggi o combattimenti tra polli (e dico polli perché la maggior parte di questi "eroi" se non fosse coperta dall'anonimato della rete non avrebbe nemmeno il coraggio di dire la metà di quanto dichiara sui social ).
 Per non parlare poi delle Fake News!
E la cosa peggiore è che ci stiamo abituando a questo clima. Detto questo se impiegati bene possono diventare i migliori alleati di un blogger (e parlo sempre dell'aspetto della "condivisione" e della diffusione dei post). Twitter è un'ottimo strumento di messaggistica, Facebook mi ha permesso di conoscere e contattare tantissimi scrittori e disegnatori anche stranieri per le mie interviste e sono riuscito a far arrivare le cose che scrivo a persone che altrimenti non le avrebbero mai lette, quindi si, dipende sempre da come i social vengono utilizzati. Usarli per condividere infos non per perdersi dietro sterili discussioni all'ultimo sangue.
Da due cose un blogger non dovrebbe mai farsi schiavizzare: la prima sono i flame sui social, la seconda sono le statistiche di accesso.

Vedi questa "crisi" del blogging in prima persona, al punto da avere avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui "social"?
La crisi esiste ed è inutile negarlo, io però non mi trasferirei mai sulle piattaforme social: non riuscirei a fare le stesse cose. La nuova "frontiera"però più che i social paiono essere i podcast che invece rappresentano una alternativa valida ai blog che anche io guardo con interesse. Ma non abbandonerei mai la mia creatura.
Bene è tutto! E' stato bello partecipare a questo gioco, presto arriva anche il mio Franken-Meme!

LE REGOLE DEL GIOCO
1) taggare altri cinque bloggers: visto che sono stati taggati quasi tutti quelli che conosco  per quanto mi riguarda siete tutti liberi di partecipare.
2) linkare il post originale (FATTO! )
3) lasciare lì un commento, per permettere a Nino Baldan di sapere che avete continuato il Meme.
4) L'immagine di copertina può essere questa oppure una a vostro piacimento.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO - Terza Parte

Le prime due parti sono uscite QUI e QUI.


" Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera."
Gandhi.
"Non avere paura | perché porto il coltello tra i denti, | ed agito il fucile come emblema virile. | Non avere paura della mia trentotto, | che porto qui sul petto. | Di questo invece devi avere paura: | io sono un uomo come te."
Franco Battiato.

Per quanto possano apparire diverse tra loro tutte le vicende umane si assomigliano almeno per una cosa, per un elemento specifico. Prima o poi potrebbe arrivare sempre il momento in cui tutti i segreti vengono svelati, le bugie potrebbero finire per essere scoperte e le azioni compiute e taciute venire fuori. E tanti dettagli o segnali sui quali in precedenza non ci si era soffermati a sufficienza adesso esplodono in tutta la loro singolare virulenza
Non sempre questo avviene ma quando capita, ebbene la vicenda si sta avvicinando al suo gran finale.
E spesso si tratta di un finale senza possibilità d'appello.
Per Antonio Boggia da Urio vicino Como quel momento giunge quando le forze dell'ordine cominciano a perquisire una certa cantina \magazzino a Stretta Bagnera in cerca di indizi.

ALLA STRETTA BAGNERA  UNA CANTINA UNA VOLTA C'ERA...

La Stretta Bagnera.
Un nome ben meritato.
Il viaggiatore che voglia addentrarsi per le vie  centrali di Milano senza volersi limitare solo ai suoi angoli più turisticamente conosciuti o nominati potrebbe ad un certo punto imbattersi in una stretta, strettissima viuzza a forma di L.

L'Angolo di Trixie #3!

Happy Halloween from Trixie the Cat!
Buon Halloween a tutti dalla gatta Trixie!




ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! - Seconda Parte

NOTA: Inizialmente il mio dossier sul Caso di Antonio Boggia avrebbe dovuto essere di sole due parti. Ma la seconda parte era venuta troppo lunga perfino per i miei standard. Data la mia assenza dal blog di questo periodo(causa impegni personali)  ho voluto dividere il post per poter disporre di una riserva di articoli per i presenti giorni. Di conseguenza il finale del dossier lo troverete in un terzo e conclusivo intervento che avverrà nei prossimi giorni e che conterrà anche una carrellata su alcuni serial killer precursori di Boggia e che operarono e furono condannati prima dell'Unità d'Italia.
Nel frattempo: Buona Lettura e Buon Halloween a tutti!

La prima parte è uscita QUI.

“Ero un errore della natura, una bestia impazzita”.
Andrej Romanovič Čikatilo

“In tutta sincerità noi odiamo questo mondo.”
Marshall Applewhite

Probabilmente in queste due frasi è racchiusa una parte della verità riguardo alla vera natura degli assassini seriali, qualcosa di quanto avviene all'interno delle loro menti o nel chiuso delle loro anime.
Sempre che ne possiedano una.
Già perché nonostante tutti gli studi in proposito, gli sforzi degli studiosi ed in barba a tutti i progressi fatti nel settore della Criminologia ci sarà sempre qualcosa che continuerà a sfuggirci del tutto, quella minuscola e sottile fiammella che ci fornisce il discrimine tra un essere umano ed i suoi simili.

Prendiamo il caso di Antonio Boggia, ad esempio.
Può essere definito un "errore della natura?" "Una bestia impazzita?" In tutta coscienza possiamo dire "Che odia il Mondo?"
Oppure si tratta semplicemente di un sociopatico che lucidamente persegue con fredda determinazione un suo -sia pur folle e malato- progetto personale?
E guai a chiunque si ponga sulla sua strada.
Anche questa però rischia di essere una definizione fin troppo riduttiva.
Nel frattempo il Mondo attorno a lui si è trasformato ancora una volta.

MIRROR MIDNIGHT

Non si dovrebbe rimanere soli in casa.
Ci sono libri che non dovrebbero mai essere aperti.
Ci sono desideri che non dovrebbero mai essere espressi.
Potrebbero essere esauditi.
Specie durante la notte di Halloween
Questa Notte!

Nei primissimi tempi di attività utilizzavo spesso il tag "Amici di Blogghe", mi serviva per diffondere e pubblicizzare e diffondere le iniziative in rete dei miei vicini di blog. Sia quelle a cui partecipava anche il sottoscritto sia quelle degli altri.
Recentemente e per vari motivi avevo quasi del tutto abbandonato questa pratica,probabilmente mi ero solo scocciato di vedere tanti Blogghe sparire da un giorno all'altro (Vite di Carta; Libri da Leggere; Nella Mente di RedrumSulla Strada e parecchi altri; giusto per citarne alcuni)e tantissimi Amici smettere da un giorno all'altro. In un certo senso avevo sostituito la rubrica con le segnalazioni ben più omni-comprensive di "Accade in Italia".
Oggi riprendo il tema ben volentieri parlando di uno splendido cortometraggio che ha avuto anche il merito di arrivare al momento giusto e di riuscire ad unire diversi talenti.
In questa sede mi concentrerò in particolare su tre di loro.

THE HAUNTING (OF HILL HOUSE) - Prima Stagione

C'è un trauma nel passato della famiglia Crain, molti anni prima la matriarca Olivia è morta in circostanze poco chiare all'interno  di Hill House, una sinistra dimora vittoriana che Olivia in compagnia del marito Hugh aveva rilevato per restaurarla e poi venderla ad un prezzo più alto. Le versioni sempre più reticenti sull'accaduto fornite da Hugh non hanno mai convinto del tutto, così da alimentare i sospetti sull'uomo. A distanza di molti anni i cinque figli della coppia cercano di andare avanti come possono, ma nessuno di loro è mai riuscito a superare totalmente i traumi vissuti. Le domande sono ancora parecchie, adesso però i Crain sono costretti a tornare loro malgrado ad Hill House.
Ma i fantasmi sono solo nella loro mente oppure tra le mura ed i corridoi di Hill House,c'è davvero qualcosa che trama e si agita nell'ombra?

Dopo Black Summer questa è la seconda produzione Netflix di cui parlo sul blog.
Anche stavolta parliamo di una serie horror, anche in questo caso ritroviamo alcuni dei marchi di fabbrica della società operante nel settore della distribuzione di contenuti via internet, come la messa in onda in contemporanea di tutti e dieci gli episodi della prima stagione (in questo caso il 12 ottobre del 2018) ma le similitudini finiscono praticamente qui, stavolta si affronta uno dei temi più classici dell' horror, quello della casa stregata, così come classicissima è anche l'origine materiale da cui è stato originato il tutto e cioè  uno dei romanzi più importanti di tutta la narrativa fantastica.
Un romanzo talmente importante e seminale da contenere al suo interno uno degli incipit più famosi ed universalmente conosciuti di tutta la storia della narrativa mondiale.
Sto parlando di queste parole:

«Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant'anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.»

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! -Prima Parte.

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere."
Sigmund Freud.

“La storia non è altro che una raccolta delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.”
Simone Weil.

Italiani Brava Gente!
Questo almeno si dice in giro.
Per anni, anzi per decenni ce lo siamo ripetuti in continuazione
Ingannandoci. Anzi, illudendoci alla grande.

Per lungo tempo ce la siamo raccontata dicendoci che eravamo un popolo gentile,incapace di cattiverie, per niente razzisti, generosi e lontanissimi da ogni tipo di ignoranza (e se per questo ci raccontavamo cose del tipo: "I No Vax non arriveranno mai in Italia". Vero?")
A questo poi si sono aggiunti i luoghi comuni che amano tanto all'Estero, quegli stereotipi romantici che vorrebbero ancora viva e presente l 'Italia degli anni '50s e dei film della Loren.
Eppure il Male è Male indipendentemente dalle latitudini, dal clima e dal tipo di alimentazione ed anche noi abbiamo avuto la nostra nemmeno troppo breve lista di criminali.
E non mi sto riferendo solo alla Mafia o alla Camorra, no sto parlando di quell'altra "lista della vergogna": gli assassini seriali !
Ecco una breve retrospettiva di coloro che aprirono l'oscura strada, dei primi serial killer italici.
Italiani Brava Gente?
Non tutti a quanto pare!

ANTONIO BOGGIA (1799- 1862)

.
Lui è stato il primo in assoluto a vedere la sua fine umana nell' Italia unita. Ma quando l' Italia ancora non era Italia c'era già quest'uomo conosciuto sotto diversi pseudonimi.
Uno peggiore dell'altro.
Mostro di Milano; Mostro di Stretta Bagnera e tantissimi altri.
Tutto questo e molto di più è stato Antonio Boggia.
Nato ad Urio dalle parti del Lago di Como sul finire del XVIII ° Secolo già in gioventù ha diversi problemi con la giustizia, sia per motivi economici (truffa e cambiali scadute) sia a causa del suo carattere (veniva spesso coinvolto in risse sempre più sanguinose). Per questo fa quello che gli indesiderabili e quelli pronti a ricominciare daccapo hanno sempre fatto.
Trasferirsi all'Estero dove nessuno li conosceva
Nella complicata e peculiare geografia italica ottocentesca non era nemmeno una cosa così difficile:alle volte bastava andare nella città più vicina per trovarsi in un altra Nazione.
E Boggia compie lo stesso passo. Dal Lombardo -Veneto governato dagli Asburgo dove ha sempre vissuto si trasferì inizialmente nel Regno di Sardegna. Ma non per questo riesce a lasciarsi dietro i suoi demoni.

LA BALLATA DI BLACK TOM (2016)


Sinossi Ufficiale: "New York, anni Venti. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?"

Il mondo della narrativa weird ed horror continua a fare i conti con una eredità importante ma- che in questi ultimi anni pare anche diventata-ingombrante quale quella di H.P. Lovecraft. Semmai è esistito nel corso del XX ° secolo uno scrittore tramutatosi in punto di riferimento per molti lettori e per tantissimi emuli artistici questi è stato proprio il Sognatore di Providence. Il suo personalissimo stile letterario fatto di atmosfere evocative e geometrie non euclidee, la sua altrettanto personale cosmogonia (I Miti di Cthulhu ) brulicante di riti più antichi della nostra razza, un pantheon fatto di creature talmente aliene da risultare inconcepibili per l'occhio e la mente umana, i suoi pseudobiblia (vi dice niente un certo Necronomicon?) e la sua geografia fittizia hanno costituito  un unicum letterario difficilmente replicabile ma che vanta lo stesso numerosi epigoni, veri o presunti eredi ed altrettanti tentativi di imitazione.
Però Lovecraft era un essere umano, come tale imperfetto e -di conseguenza - portatore di luci ma anche di ombre.
Sopratutto preda dei suoi demoni
Inutile girarci attorno, mi sto riferendo al rapporto dell'autore con le minoranze etniche, alle sue concezioni riguardo alle razze.
Temi difficili da affrontare in poche righe, il dibattito in America (così come in Europa) sulla figura dell'autore continua ancora oggi e non sembra che si arresterà tanto presto.
E' indubbio però che si sta assistendo ad una sorta di riposizionamento dell'ambiente letterario nei confronti dell'"uomo" Lovecraft e delle sue contraddizioni.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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