FIGLI DI UN CICLO MINORE, LA SAGA DI URBAN LEGEND! -Il Primo Capitolo

L' Horror cinematografico è un genere fatto di cicli, di trilogie e di ripetitiva serialità
Ma è anche un genere fatto di Mostri e di Personaggi difficili da dimenticare.
Alcuni di questi personaggi sono diventati iconici, altri sono assurti al rango di momentaneo fenomeno.
E poi ci sono tutti gli altri.
Già, perchè il Cinema del Terrore non è fatto solo dei vari Nightmare, Halloween o Venerdì 13, e per ogni Freddy Krueger; Michael Myers; Jason Voorhees o Saw ci sono decine e decine di cicli meno conosciuti, meno riusciti e di minor successo.
Eccone uno.
Anche in questo caso parliamo di una trilogia, sia pure completamente sgangherata e i cui capitoli non sono ben collegati l'uno con l'altro.
Urban Legend, almeno per quanto riguarda le prime due pellicole, è un chiaro prodotto derivativo e non fa nemmeno niente per nasconderlo.
Infatti il primo film intitolato semplicemente Urban Legend esce nei cinema statunitensi nel 1998 cercando di sfruttare il successo di Scream, iscrivendosi per l'appunto in quel filone citazionista e parzialmente revisionista dello slasher e dell' horror adolescenziale che al'epoca stava conoscendo un grandissimo spolvero grazie a serie come, per l'appunto, lo stesso Scream e i vari So Cosa hai Fatto.
L'idea iniziale,quella di ispirarsi alle tantissime leggende metropolitane che da sempre circolano sul territorio americano non è nemmeno troppo male ed il film si fa anche vedere, praticamente un tranquillo pop corn movie.

Accade in Italia # 52 - Le Segnalazioni del Lungo Ponte.

Si sta per appropinquare un lungo periodo colmo di giorni di festa tra  Pasqua; il 25 Aprile ed il 1° di maggio.  I più fortunati tra noi (non certo il sottoscritto) ne approfitteranno per concedersi un lungo ponte.
Cosa di meglio quindi che consigliare qualche buona lettura?
Eccovi una corposa lista di uscite recenti.
Procediamo senza indugio

1)"NUBILA" DI ALBERTO GRANDI BY "PROSPERO EDITORE" (LINK)



Sinossi:
Fuggiti dalla Terra gli esseri umani si sono stanziati su Nubila, un sistema planetario situato in un’altra galassia. Qui hanno fondato un impero che col tempo è diventato sempre più repressivo, creando malcontento e riducendo in schiavitù i mutanti, la specie autoctona che crede negli antichi dei. Per impedire che l’imperatore Elwaar Gassan sviluppi l’arma definitiva con cui diventare padrone dell’universo, i ribelli si affidano a Nero, un sicario mutante esperto nell'arte dell'avvelenamento e nel travestimento. Un’antica profezia però, cambia quella che doveva essere una missione contro l'impero in qualcosa di diverso, un’avventura da cui dipenderanno le sorti del tempo e dello spazio.

Bio:
Alberto Grandi è nato nel 1973 a Milano. Laureato in lettere moderne, lavora come giornalista nella redazione di Wired Italia. Ha fondato la community di social writing Penne Matte (www.pennematte.it), sito di riferimento per chi si interessa di letteratura in rete. Nel 2018, per Delos Digital, ha pubblicato il fantasy mitologico L'odissea di Timoteo, come self publisher la raccolta di racconti fantastici Tutte le bestie del mio giardino. Gli piace leggere e scrivere (soprattutto fantascienza).

Qui il link del sito dell'editore
https://www.prosperoeditore.com/autori/Alberto-Grandi
Quello dell'acquisto su Amazon
https://www.amazon.it/Nubila-Alberto-Grandi/dp/8885491758/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=%C3%85M%C3%85%C5%BD%C3%95%C3%91&keywords=Nubila&qid=1554735328&s=gateway&sr=8-1

Il prezzo di copertina è di 14 euro scontato a 11,90 se comprato sul sito di Prospero (è disponibile solo in formato cartaceo)

ANA NEL CAMPO DEI MORTI (2018) - Racconti dal XXIV Premio RiLL

Ci sono alcuni appuntamenti che si ripetono anno dopo anno, quasi una tradizione silenziosa, un modo per tracciare un bilancio di quanto avvenuto nel corso dei mesi precedenti.
Una di queste tradizioni riguarda le antologie che raccolgono i migliori racconti di una data annata.
Oppure le opere vincitrici di determinati concorsi.
Un esempio calzante di questa seconda categoria potrebbe dato dalle antologie urate dall'associazione romana RiLL (col supporto della Casa Editrice Wild Boar) dedicate al concorso omonimo.

Non è un segreto che di queste antologie io ne pensi tutto il bene possibile, al punto che è ormai la sesta volta che recensisco le loro uscite (potete leggere le mie precedenti  recensioni  QUIQUIQUI QUI e anche QUI).
Questa volta è il turno dell'ultima arrivata Ana nel Campo dei Morti uscita a fine anno scorso.
Se  continuo a parlare della collana è sia perchè i racconti presenti nelle varie raccolte sono nella loro quasi totalità di alto, anzi altissimo livello ( poi ovviamente, decidere le proprie preferenze o il proprio "non gradimento" dei singoli racconti sta sempre al gusto personale di ognuno di noi), sia perchè in passato questo concorso ha permesso a molti validi autori di cominciare a farsi conscere, sia perchè grazie al lavoro della RiLL e ai contatti internazionali allacciati edizione dopo edizione il concorso ha acquisito una validità che trascende i confini nazionali.
Veniamo ora all'analisi di Ana nel Campo dei Morti e ai tredici racconti in essa contenuti.
La RiLL  mantiene il solito equilibrio nella suddivisione in sezioni del volume, con una prima parte destinata ai racconti classificatisi nelle prime cinque posizioni del concorso, non importa se horror, fantasy o science-fiction , basta che apprtengano in senso lato al genere fantastico. Con questa siamo arrivati alla XXIV edizione del trofeo, un bel risultato, sicuramente. Subito dopo troviamo l'usuale seconda parte ribattezzata RiLL World Tour che ospita invece racconti provenienti da concorsi internazionali gemellatisi con quello italiano (si tratta della sezione da cui in passato sono provenute alcune delle maggiori sorprese per i lettori e che in uno spirito di mutuo scambio ha permesso la pubblicazione di diversi tra i vincitori del concorso italiano su riviste o antologie in Irlanda; Spagna e Sud Africa)  A chiudere il volume anche in questo caso c'è una terza sezione intitolata Sfida che raccoglie le opere vincitrici (stavolta 4 opere ) provenienti da un concorso parallelo riservato agli scrittori giunti in finale al concorso principale.

STAR TREK DISCOVERY -LA PRIMA STAGIONE

Questo post fa parte di una ideale trilogia dedicata alla serie Star Trek Discovery (gli altri due post li potrete trovare QUI e QUI).

Si prova una strana sensazione di straniamento nel guardare la prima stagione di Discovery: come scrivevo nel primo post di questa ideale trilogia, S.T Discovery, almeno nella sua prima stagione è' Star Trek ma al tempo stesso è come se non lo fosse!
Pur essendo un chiaro seguito di Enterprise ed un prequel della serie classica non sembra corrispondere alle idee che ci siamo fatti finora dell'Universo creato dalla fantasia del grande Gene Roddemberry, tanto per cominciare ci sono ancora i Klingon, sono ancora i grandi nemici storici della Federazione ma subiscono l'ennesimo restyling sia nell'aspetto fisico che nella loro cultura. La Federazione stessa ci appare irriconoscibile, distantissima da quegli stessi valori che avevano fatto la sua fortuna presso il grande pubblico presa com'è dal conflitto contro i suoi nemici interni ed esterni.
Cosa questa amplificata all'ennesima potenza dall'insaziabile comportamento guerrafondaio di un personaggio come quello del comandante della USS Discovery, il capitano Gabriel Lorca (il brillante attore e doppiatore britannico Jason Isaacs).
Questo almeno nei primi episodi

Michael Burnham.

STAR TREK DISCOVERY. - La Genesi

L' introduzione la trovate QUI.

In questi ultimi anni l'intero concetto di intrattenimento seriale televisivo ha vissuto una trasformazione epocale. I motivi e le cause sono state molteplici: crisi economiche, uno sciopero degli sceneggiatori avvenuto a cavallo tra il 2007 ed il 2008 che fu a dir poco storico, il progressivo cambio dei gusti del pubblico, la diffusione di internet (le web series), e come ultimo passo la nascita e lo sviluppo di servizi di streaming e di produzione on demand come Netflix e Hulu e la storia non è ancora finita. Le trasformazioni di cui parlo hanno riguardato sia gli aspetti produttivi (un esempio tra tutti riguarda il numero di episodi che vanno a comporre le singole stagioni: fino a qualche anno fa la durata media della quasi prevalenza delle serie veniva tranquillamente composta di 22 /24 episodi mentre adesso sono estremamente poche le produzioni che riescono a raggiungono questo numero e le stagioni durano -per la maggior parte dei casi- 10 o 13 episodi...e la tendenza futura sembra essere quella che porta ad un ulteriore abbassamento numerico. )
Ma ciò che è cambiato di più sono i contenuti.

ATTIS. -Una Recensione.

Qualche anno fa ero uno degli animatori di Il Futuro è Tornato una webzine dedicata alla fantascienza, qualcuno di voi se la ricorda? Tra le varie rubriche ce n'erano alcune create da me, quella che però amavo maggiormente era senza ombra di dubbio Visti da Lontano, che presentava recensioni di film o libri di genere fatte però da persone che non erano lettori o appassionati abituali di questo settore.
Su Nocturnia ho voluto recuperare la rubrica, ampliandola un poco non limitandola solo ai blogger non frequentatori della fantascienza com'era su Il Futuro è Tornato ma aggiungendo anche interventi di professionisti del settore, già in passato, per esempio,  ho ospitato articoli come quello su UT scritto dalla scrittrice Cristiana Astori. Oggi vi propongo una recensione di un romanzo italiano scritta da un professore liceale, una di quelle persone che sembrerebbero lontanissime dalla fantascienza.
Attenzione però! Ho detto "sembrerebbero"....Questa in fondo è pur sempre Visti da Lontano

ATTIS
Sogni dal terzo pianeta di Stefano Spataro

 A " Nocturnian" Guest Post.

Accade in Italia # 51 -Le Segnalazioni di Aprile.

Puntatina decisamente smart questa volta per Accade in Italia.
Vista la buona accoglienza del mese scorso, ripropongo ben volentieri una seconda poesia dell'amico Rockpoeta, tratta anche questa da  L'Agorà, il suo blog personale. Qualche giorno fa ho ne letto una che ha risvegliato i miei vecchi propositi animalisti e che spero faccia riflettere.
Accompagnano la rubrica le magiche illustrazioni di Alessia H.V del blog Sicilianamente

Cold by Alessia H.VCopyright e Diritti: Alessia H.V.

ARRIVANDO A STAR TREK DISCOVERY.

Se volessimo definire con poche circoscritte parole la prima stagione di S.T. Discovery si potrebbe dire che questa serie :"E' Star Trek ma al tempo stesso è come se non lo fosse!" E con questo potremmo anche tranquillamente chiudere qui la nostra ipotetica recensione con questo ossimoro pilatesco.
In realtà la cosa si spiega benissimo, e non è certo mia intenzione dare spiegazioni così semplicistiche
L'universo di Star Trek fa parte del del bagaglio culturale internazionale.
E questo è un semplice dato di fatto.
Scontato perfino.
Che lo si ami alla follia o che lo si odi cordialmente trovatemi una persona che non ne abbia mai sentito parlare.

2018! UN ANNO NELLA FANTASCIENZA FRANCESE!

INTERVISTA COLLETTIVA SULLO STATO DEL FANTASTICO IN FRANCIA E NEI PAESI DI LINGUA FRANCOFONA.


Sul finire dell'anno scorso ho pubblicato un articolo, per me molto importante, si trattava di una intervista collettiva realizzata con diversi scrittori italiani, tutti specializzati nei generi fantasy; fantascienza ed horror, l'argomento era lo stato di salute del fantastico italiano e sulle novità più importanti del 2018 nostrano (la trovate QUI). La cosa riscosse un certo successo, quindi perché non replicare? Magari anche con altri paesi?
Ecco quindi un secondo esperimento, che mi permette di poter dare uno sguardo alla produzione fantascientifica in lingua francese. La Francia ha una grande tradizione letteraria in questo senso ma della quale conosciamo molto poco. Ho quindi chiesto aiuto su Facebook ai miei contatti d'oltralpe, hanno risposto entusiasticamente in tre e grazie ad uno di loro ho potuto allargare il discorso anche alla fantascienza dal punto di vista di un altro territorio francofono: il Quebec canadese..
Come tutte le analisi non può ovviamente dirsi completa, consideriamola un punto di partenza per poter continuare ad approfondire il discorso anche in futuro
Desidero ringraziare quindi i francesi Jean-Claude Dunyach (QUI e QUI)  e Olivier Paquet ( QUI) ed il canadese di lingua francese Jean-Louis Trudel (QUI)
Al termine della versione in lingua italiana potrete trovare l'intervista originale in francese
Buona Lettura a Tutti!
Pour la version françaisese il vous plaît faites défiler vers le bas!)

Jean-Claude Dunyach.

Nick: Prima di diventare scrittore, cosa conoscevi della produzione francese di genere fantascientifico o di genere horror?

Jean-Claude Dunyach: Avevo letto in proposito (ho letto molto nel corso della mia vita), ma non conoscevo nè l'ambiente artistico né quello dell'editoria. Non sapevo nulla delle regole che governano questa professione. Gli scrittori, vivi o morti, erano per me esseri vaghi, diversi dal resto del mondo.
Inoltre ignoravo che esistessero collane specializzate (non ho letto molti romanzi di anticipazione della Fleuve Noir prima dell'inizio degli anni '80). In breve, ignoravo molte cose.

Jean-Louis Trudel: Ne avevo letto diverse cose. Jules Verne, per iniziare. Poi parecchi tra gli autori pubbliati all'interno della collana Anticipation della Fleuve Noir . Ho anche incontrato diversi scrittori francesi che hanno scritto fantascienza per i giovani, tra cui Philippe Ebly. Infine, ho scoperto alcuni autori più attuali, per esempio, nella collana J'ai Lu, letti proprio nel momento in cui ho iniziato a scrivere, come Christian Léourier o Michel Demuth.

Olivier Paquet: Quando ero nella fase dell'adolescenza, ho letto opere di SF tradotte, ma grazie alla rivista dedcata ai giochi di ruolo Casus Belli, durante gli anni '80, ho acquisito familiarità con i nomi di JM Ligne, Joëlle Wintrebert o Ayerdhal, grazie ai resoconti che Roland C. Wagner faceva su quella rivista. Conoscevo i nomi prima di leggerli e di incontrarli in seguito. Ma non ho davvero letto la SF francese prima di essere a mia volta pubblicato.

Nick: Quali dei libri e degli scrittori francesi hai apprezzato di più quando eri ancora un semplice lettore?

Jean-Claude Dunyach: In primo luogo Jeury . Molti romanzi suoi come Le Temps IncertainLes Yeux Géants erano opere magistrali, dello stesso livello di quelle di autori come Ballard o Delany che stavo leggendo in quello stesso periodo. L' ho scoperto grazie alla collana Ailleurs et Demain diretta da Gerard Klein. Che poi mi ha dato anche modo di scoprire autori come Steiner, Léourier e Curval.  Poi sono arrivati Andrevon, scoperto grazie all'antologia Utopies 75 e alla collana Présence du Futur, e Jean-Pierre Hubert. Ma molti dei romanzi francesi di genere fantastico pubblicati  a quei tempi, appartenevano, almeno parzialmente, alla corrente della SF politica, che non mi appassionava per niente. Così come non m'interessavano i romanzi più avventurosi della Fleuve Noir realizzati da quei venerabili anziani del genere, dei quali non mi attirava nè lo stile di scrittura e nemmeno le aspirazioni. C'erano delle eccezioni  (lo stile di Pelot / Suragne era già di per sè un piacere da assaggiare) ma nel complesso preferivo rivolgermi alla New Wave inglese o agli scrittori americani degli anni '60.

Gli anni '80  hanno cambiato la mia visione delle cose, ma ero anche già  diventato uno scrittore. Il dibattito tra il gruppo dei cosidetti "narratifs ", gente come Wagner, Pagel, Ligny e altri, e il gruppo dei cosiddetti "littératurants " come il gruppo Limite hanno aperto molte strade per la lettura. E anche per la scrittura, ovviamente.

Jean-Louis Trudel: Ne ho già citati diversi nella risposta sopra. Colgo l'occasione per aggiungere a tutte le mie letture giovanili tutti gli sceneggiatori dei fumetti fantascientifici. Nelle avventure di Tintin, ci sono già stati già diversi album che si sono riversati nella fantascienza: Obiettivo Luna e anche Volo 714 destinazione Sydney. La serie di Yoko Tsuno di Roger Leloup mi ha affascinato. Ho anche apprezzato le avventure di Luc Orient di Greg (Michel Régnier). Certo, Hergé, Leloup e Régnier sono tutti autori di origine belga, ma, dal punto di vista di quel giovane canadese che ero allora, appartenevano comunque alla sfera francese in Europa. Citerò anche la serie di Scrameustache di Gos---un altro belga. Quando giovanissimo iniziai a scrivere e a pubblicare, scoprii molti altri scrittori francesi, sia in letteratura sia nei fumetti, questo dopo aver fatto il mio debutto.

Olivier Paquet: Per me, c'è stato ancora un evento importante, ed è stato rappresentato nel 1999 dall'antologia Escales sur l’Horizon, diretta da Serge Lehman. Proprio nel momento in cui cercavo di farmi pubblicare, uest'antologia, con tutte le sue qualità e con tutte le sue debolezze mi ha fatto venire voglia di partecipare a questo movimento, ed è lì che ho davvero sentito che esisteva una fantascienza francese contemporanea e che ci sarebbe stato un posto aperto per me se lo avessi voluto. Pensavo già da tempo che se volevo debuttare avrei dovuto cominciare dalle storie brevi, ma questa antologa mi ha fornito una direzione interessante.
Più o meno nello stesso periodo apparvero "Étoiles Mourantes" di Jean-Claude Dunyach e Ayerdhal. Ancora una volta, ho pensato che fosse quella la SF che volevo leggere. C'era ambizione, una scrittura notevole e un vero spirito di avventura. Era importante, quando volevo pubblicare, avere questo tipo di lavoro come riferimento, lo stesso è capitato con les Guerriers du Silence  di Pierre Bordage.

Jean-Louis Trudel

Nick: Secondo te qual è lo stato di salute della letteratura fantastica francese ? Nel Bene e nel male.

Jean- Claude Dunyach: Ho visto questa situazione evolversi in maniera così imponente nel corso di questi ultimi quarant'anni che è difficile risponderti. Quando ho iniziato a leggere SF alla fine degli anni '60, era un sorta di letteratura ribelle, un po 'come il rock che stavo iniziando a praticare all'epoca, ma era già stato banalizzato. Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 ho assistito ad una vera e propria "occupazione del campo "da un folto gruppo di grandi autori che hanno saputo come trovare il loro pubblico (Bordage, Ayerdhal, Lehman Genefort per non parlare di tutti quei quarantenni  in salute che avevano già un lavoro su cui contare ma che preseveravano nel continuare a scrivere). L'effetto è stato rafforzato dall'arrivo dell'anno 2000 e dalle domande, dalle speranze e dalle paure che ha suscitato.

Ma da almeno dieci anni, e la cosa peggiora di anno in anno, la letteratura francese è in crisi: sempre meno lettori, sempre meno soldi per far sostenere la lattura. La letteratura dell'immaginario non sfugge alla crisi, al contrario, anche se ci sono molti nuovi ed entusiasmanti autori (Damasio, solo per citarne uno) e un'effervescenza di pubblicazioni che rende felice quel lettore che è dentro di me..

Sono quindi pessimista per quanto riguarda la sopravvivenza economica e ottimista in merito alla qualità dei testi e degli autori!

Altrimenti, se vuoi la mia opinione su ciò che caratterizza la SF francese, ho scritto un testo in proposito, che ti allego . Risale a qualche tempo fa ', ma quello che ho detto è probabilmente valido ancora oggi.(Nota di Nick: Dunyach mi ha mandato uno splendido articolo che traccia un quadro molto completo riguardo alla fantascienza francese e alla sua storia. Lo sto traducendo e spero di pubblicarlo presto su Nocturnia)

Jean-Louis Trudel: Limiterò la mia risposta alla fantascienza francese, che è l'unica che conosco. Fondamentalmente, direi che la fantascienza francese è meno popolare di prima come categoria editoriale, ma è più accettata dal grande pubblico. Autori come Bernard Werber, Michel Houellebecq o Tristan Garcia da almeno vent'anni stanno imponendo testi di fantascienza nella cornice della letteratura generalista. Hanno fatto bene anche autori un po 'più specializzati, come Ayerdhal, Alain Damasio, Pierre Bordage e Laurent Genefort. Ma,nel frattempo le collane e le riviste specializzate stanno morendo. Ne viene quindi fuori un quadro decisamente contraddittorio.

Olivier Paquet: Si dice sempre che la SF francese sia moribonda, più volte è stata annunciata la sua morte a beneficio delle storie fantasy o di Vampiri ma lei è ancora qui con noi. Continua a parlarci della nostra società e non ha veramente perso la sua importanza. Ci sono ancora scrittori francesi di SF ma rispetto al passato godono di molta meno visibilità.  E' meno facilmente identificabile e mi sembra molto frammentata e divisa tra le diverse tendenze, una di queste è molto focalizzata sul lato avventuroso, un po' nostalgica dell' età dell'oro, e cè un'altra tendenza decisamente più sperimentale o più esigente. Tutte queste componenti hanno spesso difficoltà a comunicare tra di loro, il che, a mio avviso, nuoce alla visibilità dell'insieme.

Nick: Scendendo più nel particolare, che anno è stato il 2018 e quale sono state le opere più importanti che ne sono venute fuori?

Jean-Claude Dunyach: Il 2018 ha visto molte uscite editoriali interessanti (raccomando la pagina del GPI (1)per i dettagli). C'è stata grandissima partecipazione a festival come gli Imaginales d'Epinal e agli Utopiales di Nantes. E ci sono state anche molte discussioni con il governo per cercare di risolvere i problemi dell'editoria francese ... Vedremo cosa ne verrà fuori.

Jean-Louis Trudel: Dal mio punto di vista, l'opera di riferimento del 2018 non è un romanzo, è l'enciclopedica Retrofictions che cerca di elencare tutti gli autori francofoni di fantascienza dal 1532 al 1951! Altrimenti, noto con interesse lo sviluppo dell'eco-fiction nella fantascienza francese, con Dernières fleurs avant la fin du monde di Cartelet econ Susto scrittoda Luvan


Il mio anno 2018 invece è stato dominato dal lancio della mia Petit Guide de la science-fiction au Québec (Piccola guida alla fantascienza in Quebec). Ho partecipato a due fiere del libro sempre nel Quebec, sono andato agli Imaginales d' Épinal a maggio e sono tornato in Francia per frequentare anche Utopiales a Nantes a novembre. E ho ricevuto il Prix Aurora-Boreal (2) per il miglior saggio per questo libro. Quindi, non ho avuto molto tempo per scrivere. Ma ho comunque pubblicato cinque racconti in francese, un mio racconto è stato tradotto in italiano, un altro è stato tradotto in inglese e ho scritto una poesia in inglese. Sono particolarmente soddisfatto del mio racconto « Semeuses d'amour en orbite instable » contenuto nell'antologia
Technosciences @ venir.

Olivier Paquet:  Il 2018 è stato un anno piuttosto tranquillo, sono uscite delle opere interessanti, ma per quanto riguarda la fantascienza, niente che spicchi per davvero, piuttosto abbiamo avuto la conferma che la fantascienza francese ha arrestato il suo declino e che sta tenendo le posizioni. Sulla stampa si parla ancora di fantascienza francese e il pubblico che frequenta i festival è in aumento.


Olivier Paquet

Nick:  Che previsioni fai per il futuro e cosa invece desideresti possa succedere (sia in generale che per la tua attività personale)

Jean-Louis Trudel: Quest'anno, spero di riprendere a scrivere in maniera più continuativa. Sono diffidente nei confronti delle previsioni, perché la vita prende in giro anche i nostri piani più solidi. Questo vale anche anche per la politica. A più lungo termine, sto monitorando lo stato del pianeta e i nostri sforzi per arginare il suo deterioramento. Rimango abbastanza ottimista da riconoscere in Occidente la nascita di un movimento che si opponga all'oscurantismo, al nazionalismo più gretto e all'avidità che è causa di tutte le diseguaglianze.

Olivier Paquet: Quello che percepiamo è che quando si vive in un periodo di dubbi e di minacce (pericoli ecologici, angoscie tecnologiche dovute a intelligenze artificiali o a reti sociali), questo deterina una ricerca di significati e di narrazioni in merito. Un po' come se sentissimo il bisogno che giunga qualcuno pronto a spiegarci quello che sta succedendo in questo e quello che avverrà poi La fantascienza ha quindi il suo scopo, non solo come strumento di monito, ma anche come mezzo per fornire nuove possibilità. Ed è proprio nell'alveo di questa seconda tendenza che s'inserisce il mio prossimo romanzo , les Machines Fantômesin uscita nel 2019, che tratta di come una comunità di intelligenze artificiali cominci a pensare ad una forma di utopia da destinare alla razza umana.  Sono parechi gli scrittori francesi che stanno trattando questo tema del evoluzione positiva, in maniera da smetterla con i futuri oscuri .

NOTE:
(1) GPI Il Grand Prix de l'Imaginaire è un importante premio della fantascienza francese.
(2) Il Prix Boreal era il maggiore premio attribuito in Canada nel mondo degli scrittori di fantascienza di lingua francese, mentre l'Aurora Award era il corrispondente premio per gli scrittori di lingua inglese, nel 2011 i due premi sono stati quasi unificati. Di conseguenza L'Aurora rimane operante per le migliori opere scritte in Canada in inglese mentre l'Aurora-Boreal premia il meglio della produzione SF delle aree francofone di quel paese.


2018! UNE ANNÉE DANS LA  SCIENCE-FICTION FRANÇAISE!

INTERVIEW COLLECTIVE SUR LE FANTASTIQUE EN FRANCE ET DANS LES PAYS DE LANGUE FRANÇAIS.


À la fin de l’année dernière, j’ai publié un article, très important pour moi: c’était un entretien collectif avec plusieurs écrivains italiens, tous spécialisés dans les genres fantastiques; science-fiction et horreur, le sujet était l’état de santé du fantastique italien et l’actualité la plus importante de 2018 (trouvez-le ICI). Ce fut un certain succès, alors pourquoi ne pas répondre? Peut-être même avec d'autres pays?

Voici donc une deuxième expérience qui me permet de jeter un regard sur la production de science-fiction en français. La France a une grande tradition littéraire dans ce sens, mais nous en savons très peu ici en Italie. J'ai ensuite demandé de l'aide sur Facebook à mes contacts d'outre-Alpes. Ils ont répondu avec enthousiasme en trois et grâce à l'un d'entre eux, j'ai pu élargir la discussion à la science-fiction du point de vue d'un autre territoire francophone: le Québec canadien.

Comme toutes les analyses, on ne peut évidemment pas dire qu'il soit complet, considérons le comme un point de départ pour pouvoir approfondir la discussion également à l'avenir.

Je voudrais donc remercier les écrivains français Jean-Claude Dunyach (ICI et ICI) et Olivier Paquet (ICI) et le Canadien  Jean-Louis Trudel (ICI)
Bonne lecture à tous!

Je m'excuse également pour toute erreur dans la langue française
Amitiés!
Nick Parisi

Nick: Avant de devenir écrivain, que saviez-vous de la production française de science-fiction ou d’horreur?

Jean-Claude Dunyach: J’en avais lu (j’ai énormément lu dans ma vie), mais je ne connaissais ni le milieu, ni l’édition. Je ne savais rien des règles qui régissent cette profession. Les écrivains, morts ou vivants, étaient pour moi des êtres vagues, différents du reste du monde.
J’ignorais aussi qu’il existait des collections spécialisées (je n’ai pratiquement pas lu de roman d’anticipation du Fleuve Noir avant le début des années 80). Bref, j’étais ignorant de beaucoup de choses.

Jean-Louis Trudel:  J'en ai lu un peu. Jules Verne, d'abord. Puis, certains des auteurs de la collection Anticipation du Fleuve Noir. J'étais aussi tombé sur plusieurs auteurs français qui écrivaient de la science-fiction pour les jeunes, dont Philippe Ebly. Enfin, j'ai découvert quelques auteurs plus actuels, par exemple, dans la collection J'ai Lu, à l'époque où je commençais à écrire, comme Christian Léourier ou Michel Demuth.

Olivier Paquet: Quand j’étais adolescent, je lisais d’abord des traductions en SF, mais grâce au magazine de jeu de rôle Casus Belli, dans les années 80, je me suis familiarisé avec les noms de JM Ligne, Joëlle Wintrebert ou Ayerdhal grâce aux chroniques de Roland C. Wagner. Je connaissais les noms avant de les lire et de les rencontrer plus tard. Mais je n’ai pas vraiment lu de SF française avant d’être publié.

Nick:  Quels sont les ouvrages et les auteurs français qui vous ont le plus impressionné quand vous étiez encore simple lecteur?

Jean-Claude DunyachJeury, en premier lieu. Le Temps incertain ou Les Yeux Géants ont été des claques magistrales, à la hauteur d’un Ballard ou d’un Delany que je lisais à cette époque. Je l’ai découvert grâce à la collection Ailleurs & Demain dirigée par Gérard Klein. C’est là aussi que j’ai lu Steiner, Léourier, Curval. Puis Andrevon, grâce à Utopies 75 et à la collection Présence du Futur, et Jean-Pierre Hubert. Mais beaucoup de roman français d’imaginaire publiés à cette époque relevaient, au moins partiellement, de la veine SF politique, qui ne me séduisait pas. Je n’étais pas non plus tenté par les romans d’aventure du Fleuve Noir produits par de vénérables anciens, dont ni l’écriture ni les ambitions ne me satisfaisaient. Il y avait des exceptions (le style de Pelot/Suragne était déjà un vrai bonheur à déguster) mais dans l’ensemble je me tournais plutôt vers la New Wave anglaise ou les auteurs américains des années 60.
Les années 80 ont changé mon regard, mais j’étais déjà écrivain moi aussi. Le débat entre les soi-disant « narratifs », Wagner, Pagel, Ligny et d’autres, et les soi-disant « littératurants » comme le groupe Limite ouvrait des tas de pistes de lecture. Et d’écriture, bien sûr.

Jean-Louis Trudel: J'en ai déjà nommé plusieurs ci-dessus. J'en profite pour ajouter à mes lectures de jeunesse tous les scénaristes de BD de science-fiction. Dans les aventures de Tintin, il y avait déjà plusieurs albums qui versaient dans la science-fiction : On a marché sur la Lune et Vol 714 pour Sydney. La série de Yoko Tsuno de Roger Leloup m'a fasciné. J'ai aussi beaucoup apprécié les aventures de Luc Orient par Greg (Michel Régnier). En fait, Hergé, Leloup et Régnier sont des auteurs d'origine belge, mais, de mon point de vue de jeune Canadien, ils appartenaient à la sphère française en Europe. Je citerai ici aussi la série du Scrameustache de Gos --- un autre Belge. Comme j'ai commencé à écrire et publier très jeune,¸j'ai découvert plusieurs autres auteurs français, en littérature ou en BD, après avoir fait mes débuts.

Olivier Paquet: Pour moi, il y a quand même eu un événement important, c’est l’anthologie Escales sur l’Horizon en 1999, dirigée par Serge Lehman. Alors que j’avais envie d’être publié, cette anthologie, avec ses qualités et ses faiblesses m’a donné envie de participer à ce mouvement, c’est vraiment là que j’ai senti qu’une SF française contemporaine existait et que l’endroit était ouvert si on le voulait. Je me disais déjà qu’il fallait écrire des nouvelles pour commencer, mais cette anthologie donnait une direction intéressante.
À peu près à la même époque est paru « Étoiles Mourantes » de Jean-Claude Dunyach et Ayerdhal. Là aussi, je me suis dit que c’était la SF que je voulais lire. Il y avait de l’ambition, une écriture remarquable et un vrai esprit d’aventure. C’était important, au moment de vouloir publier, d’avoir ce type d’oeuvres comme référence, tout autant que les Guerriers du Silence de Pierre Bordage.

Nick:  Quel est le statut de la fantastique fiction française à votre avis? En bien et en mal

Jean-Claude Dunyach: J’ai vu ce statut évoluer en quarante ans de façon tellement importante qu’il est difficile de te répondre. Quand j’ai commencé à lire de la SF à la fin des années 60, c’était une littérature rebelle, un peu comme le rock que je commençais à pratiquer à l’époque, mais elle était déjà en cours de banalisation. La fin des années 80 et les années 90 ont vu une véritable « occupation du terrain » par des tas d’auteurs majeurs qui ont su trouver leur public (Bordage, Ayerdhal, Lehman, Genefort, sans oublier les quadragénaires en forme qui avaient déjà une œuvre derrière eux et qui continuaient à écrire). L’effet a été renforcé par l’approche de l’an 2000 et par les questions, les espoirs et les peurs que cela suscitait.
Mais depuis dix ans, et ça s’aggrave tous les ans, la littérature française est en crise : de moins en moins de lecteurs, de moins en moins d’argent pour faire vivre les lecteurs. La littérature de l’imaginaire n’échappe pas à la crise, au contraire, même si il y a des tas de nouveaux auteurs passionnants (Damasio, pour n’en citer qu’un) et une effervescence de publication qui comble le lecteur que je suis.
Je suis donc pessimiste sur la survie économique et optimiste sur la qualité des textes et des auteurs !
Sinon, si tu veux mon avis sur ce qui caractérise la SF française, j’avais écrit un texte là-dessus, que je t’envoie. Il date un peu, mais ce que j’en disais reste sans doute valable. (Note de Nick: Dunyach m'a envoyé un magnifique article qui donne une image très complète de la science-fiction française et de son histoire. Je le traduis et j'espère le publier bientôt sur Nocturnia)

Jean-Louis Trudel: Je vais confiner ma réponse à la science-fiction française, qui est la seule que je connais. En gros, je dirais que la science-fiction française est moins populaire qu'avant comme catégorie éditoriale, mais qu'elle est plus acceptée par le grand public. Depuis vingt ans, des auteurs comme Bernard Werber, Michel Houellebecq ou Tristan Garcia imposent des textes de science-fiction dans la littérature générale. Des auteurs un peu plus spécialisés, comme Ayerdhal, Alain Damasio, Pierre Bordage ou Laurent Genefort, ont bien fait aussi. Mais les collections et les revues spécialisées périclitent, pendant ce temps. Le portrait est donc contrasté.

Olivier Paquet: On la dit moribonde, on l’a annoncée souvent morte face à la fantasy ou aux histoires de vampires, mais elle est toujours là. Elle continue de parler de notre société et n’a pas vraiment perdu de sa pertinence. Il y a toujours des auteurs français de SF, mais leur visibilité est moindre. Elle est moins facilement identifiable et me paraît très éclatée entre différentes tendances, l’une axée très aventure, un peu nostalgique d’un âge d’or, une autre plus expérimentale ou plus revendicatrice. Toutes ces composantes ont souvent du mal à communiquer entre elles, ce qui, de mon point de vue, nuit à la visibilité de l’ensemble.

Nick:  Plus en particulier en quelle année était 2018 et quels étaient les travaux les plus importants à paraître?

Jean-Claude Dunyach: 2018 a vu beaucoup de parutions intéressantes (je te recommande la page du GPI pour avoir des détails). Beaucoup de monde aux festivals comme les Imaginales d’Epinal et les Utopiales de Nantes. Et beaucoup de discussions avec le gouvernement pour essayer de régler les problèmes de l’édition française… On verra ce qu’il en sortira.

Jean-Louis Trudel: À mon point de vue, l'ouvrage de 2018 qui fera date n'est pas un roman, c'est l'encyclopédie Rétrofictions qui tente de recenser toute la science-fiction francophone de 1532 à 1951 !  Sinon, je constate avec intérêt le développement de l'éco-fiction en science-fiction française, avec Dernières fleurs avant la fin du monde de Cartelet ou Susto de Luvan.

Personnellemen mon année 2018 a été dominée par le lancement de mon Petit Guide de la science-fiction au Québec. J'ai participé à deux salons du livre au Québec, je suis allé aux Imaginales d'Épinal en mai et je suis revenu en France pour assister aux Utopiales de Nantes en novembre. Et j'ai obtenu le Prix Aurora-Boréal du meilleur essai pour ce livre. Du coup, je n'ai pas beaucoup eu le temps d'écrire. Mais j'ai quand même fait paraître cinq nouvelles en français, une nouvelle en traduction italienne, une nouvelle en traduction anglaise et un poème écrit en anglais. Je suis particulièrement content de ma nouvelle « Semeuses d'amour en orbite instable » dans l'anthologie Technosciences @ venir.

Olivier Paquet
2018 était plutôt une année calme, des oeuvres intéressantes, mais en science-fiction, aucune qui se démarque vraiment, plutôt la confirmation que la science-fiction française a cessé son recul et se maintient. On reparle de science-fiction française dans la presse, le public grandit dans les festivals.


Nick : Quelles sont vos prédictions pour l'avenir et que voudriez-vous qu'il se passe (en général et pour votre activité personnelle)?

Jean-Louis Trudel:  Cette année, j'espère reprendre l'écriture de manière plus suivie. Je me méfie des prédictions, car la vie se moque de nos plans les plus solides. Cela se vérifie aussi en politique. À plus long terme, je surveille l'état de la planète et nos efforts pour freiner sa détérioration. Je reste assez optimiste pour discerner en Occident un mouvement qui se construit pour s'opposer à l'obscurantisme, au nationalisme étroit et à l'avidité qui engendre les inégalités.

Olivier Paquet: On sent que dans une période de doutes et de menaces (péril écologique, angoisse technologique avec les intelligences artificielles ou les réseaux sociaux), il y a une demande de sens et de récit. Comme si on avait besoin que quelqu’un nous raconte ce qui se passe et ce qui va se passer. La science-fiction a sa place, pas seulement comme moyen d’avertissement, mais comme moyen d’offrir de nouvelles possibilités. C’est dans cette deuxième tendance que se place mon prochain roman pour 2019, « les Machines Fantômes », où une communauté d’Intelligences artificielles se mettent à penser une utopie pour les humains. Beaucoup d’auteurs français sont dans cette recherche d’un meilleur, pour trancher avec les avenirs sombres.



Mercì a Tous.
Amitiè
Nick

Nocturnia in Finale al Premio Italia (Per il Quarto Anno Consecutivo!)


Perdonatemi il momento di autopromozione ma per il quarto anno consecutivo Nocturnia è giunta fino alla finale del Premio Italia nella Categoria Miglior Rivista o Sito Web Non Professionale.

... E' un piccolo record!
Grazie a tutti! Grazie a chi mi ha sostenuto, chi mi ha votato, chi ha fatto campagna elettorale per il sottoscritto.
Ecco i vari candidati:
Inoltre un post di questo blog , l'intervista con Davide Pulici è giunto in finale in un'altra categoria, quella per il Miglior Articolo su Pubblicazione Amatoriale
Ecco le candidature:

  • Nick ParisiIntervista con Davide Pulici, Nocturnia
  • Francesco SpadaroSi può fare, Fondazione Sf
  • Franco PiccininiGrazia Nidasio, in memoriam, Sistema bibliotecario Bonetta di Pavia
  • Gian Filippo PizzoFuturismo e fantascienza, La bottega del Barbieri
  • Giovanni De MatteoAngeli killer per le strade di San Francisco, Holonomikon
Insomma, una bella soddisfazione, certo non nascondo che adesso mi piacerebbe riuscire a vincere almeno in una delle due categorie, sono un essere umano e lo sarebbe un bell'attestato, la dimostrazione di essere riuscito a combinare qualcosa di buono in questa mia passione.

Se volete vedere i finalisti delle varie categorie potrete trovare l'elenco completo QUI mentre il regolamento per poter vedere se si ha diritto al voto e per poterlo poi esercitare lo trovate QUI al punto 2 il sistema di voto invece lo potrete trovate QUI.
Complimenti a tutti i finalisti, un incoraggiamento a chi invece non ce l'ha fatta.
Un abbraccio a tutti!

SIBILLA, ARIMA & LE ALTRE : STREGHE A MILANO. -Seconda Parte.

La prima parte è uscita QUI


"Il solo medico del popolo, per mille anni, fu la strega. gli imperatori, i re, i papi, i baroni più ricchi avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro, qualche ebreo, ma la gente di ogni condizione, e si può dire tutti, non consultava che la saga o saggia donna. se non guariva, la insultavano, la dicevano strega. ma in genere, per rispetto e paura insieme, la chiamavano buonadonna o belladonna, dal nome che si dava alle fate."
Jules Michelet

"Adorabile strega, ami tu i dannati? / Dimmi, conosci l'irremissibile? / Conosci il Rimorso dai dardi avvelenati / cui il nostro cuore serve da bersaglio? / Adorabile strega, ami tu i dannati?"
Charles Baudelaire

La decapitazione alla quale viene sottoposto il presunto stregone Gaspare Grassi da Valenza rappresenta però solo un preludio, un semplice antipasto rispetto a quanto avverrà poi. Sarà un altro caso, un altro processo a fungere da spartiacque nella caccia alle streghe a Milano. Sia nella metologia della persecuzione, sia nel numero delle vittime coinvolte, ma sopratutto e specialmente nell'approccio che l'inquisizione attuerà nei confronti delle persone processate.
Una sorta di rito di passaggio che rappresenterà anche un sinistro punto di non ritorno.

- L'ALBA DELLA NOTTE.

La cosa comincia nel 1384 giusto un anno prima della condanna a morte del Grassi.

Comunicazione

Ciao gente!
Il mio PC fa di nuovo le bizze (a quanto pare è tradizione ormai che capiti una volta l'anno), potrebbero esserci ritardi di qualche giorno nei prossimi post, niente di preoccupante ma ho ritenuto giusto avvisarvi.
Questo post e altri li sto scrivendo con il portatile di mia moglie che uso ovviamente nei momenti in cui non lo usa lei,  per questo le cose vanno più lentamente



Un abbraccio a tutti e ci risentiamo tra qualche giorno con la seconda parte dell'articolo sulle streghe di Milano.

DESDY AND ME 2: INTERVISTA CON ALESSANDRO GIORDANI, IL REGISTA DE "L'INSONNE -OUVERTURE"!

Con l'odierna intervista riprendo per un attimo a parlare del corto L'Insonne-Ouverture, di cui ho parlato QUI. Come ricorderete tutto nasce da un fumetto nato dalla fantasia di Giuseppe Di Bernardo e di Andrea J.Polidori (QUI trovate la mia prima intervista a Di Bernardo risalente al 2015, quando venne annunciato il progetto e la fine della lavorazione dell'episodio pilota). Visto che credo molto nelle potenzialità del personaggio e ritengo che possa venirne fuori un buon prodotto televisivo, voglio continuare a sostenere il progetto. Proprio per questo oggi vi propongo la lettura della mia chiacchierata con Alessandro Giordani il regista di Ouverture
Se avete voglia di approfondire QUI trovate la mia seconda intervista a Di Bernardo effettuata di recente, mentre invece QUI trovate il link su You Tube dove è ancora possibile visionare gratuitamente L'Insonne-Ouverture
Se o quando ci saranno novità in proposito o se e quando riuscirò ad intervistare Chiara Gensini o qualcun altro degli attori coinvolti.
Buona Lettura!
Nick: Benvenuto Alessandro Giordani, è un piacere averti ospite di Nocturnia. Ti andrebbe di presentarti ai lettori del blog?

Alessandro Giordani: Ho avuto una formazione un po’ variegata: nasco come montatore, professione che porto avanti ancora oggi da 15 anni, poi ho avuto una mia società con cui ho anche prodotto delle cose e, nel tempo libero, mi sono occupato di miei progetti come regista. Anche se mi sono laureato in cinema a La Sapienza a Roma con una tesi su “Esoterismo e Cinema”, sono sempre stato un autodidatta nel mondo del lavoro: ho coltivato l’aspetto professionale stando sul campo o rubando parecchio con gli occhi. Oggi sono alla ricerca di possibilità per realizzare la mia opera prima.

Nick: Come sei stato coinvolto nel progetto " L'insonne-Ouverture"? E Cosa ti ha affascinato nel tema e nei personaggi?

Accade in Italia # 50- Le Segnalazioni di Marzo

Bentornati su Accade in Italia la rubrica di segnalazioni collettive di questo blog.
Voglio dedicare l'attuale puntata a Ximi- Marisa Forzani, scomparsa recentemente. Ho già dedicato alla sua memoria altri post, ma dato che Marisa con le sue foto era una collaboratrice di questa rubrica mi sembra giusto e doveroso ricordarla anche qui.
Lei meritava di meglio, sicuramente meritava di poter godere di una vita più lunga.


Going Abstract (2018)
Copyright & Diritti: Alessia H.V 

Veniamo ora al sommario della puntata.
Come collaborazioni con altri blogger ritroviamo alcune illustrazioni della bravissima Alessia H.V, inoltre ho voluto tentare un nuovo esperimento.
Rimaniamo nel campo dell'arte e della cultura, ma qualcosa di nuovo per Nocturnia.

L'ARTISTA OSPITE.

Se frequentate quest'angolo di blogosfera e se amate la poesia allora sicuramente conoscete Daniele Verzetti conosciuto anche come il Rockpoeta, da tanto tempo Daniele mette online le sue opere all'interno de L'Agorà, il suo blog personale. Qualche giorno fa ho ne letto una che mi sembra particolarmente adatta ai tempi che stiamo vivendo e che vi propongo oggi.
La mia idea, se l'autore sarà d'accordo, sarebbe quella di ospitare ogni tanto le sue poesie, magari intervallandole con le opere delle illustratrici abituali.
Per oggi diamo il benvenuto a Daniele Verzetti il Rockpoeta e al suo:

IL PELLEGRINO STANCO

Un Pellegrino stanco
Un porto lontano
Banchina solitaria
Nessun attracco.

DIABOLICH, L'ASSASSINO CHE SFIDO' TORINO. - Seconda Parte

La prima parte è uscita QUI

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere"
Sigmund Freud.

"Ognuno di noi è il suo proprio diavolo, e noi facciamo di questo mondo il nostro inferno "
Oscar Wilde.

La notizia dell'omicidio si propaga rapidamente.
Nel suo profondo la Torino del 1958 è un luogo che ama i suoi casi di cronaca, li coccola perfino perché questo ricorda ai suoi abitanti che anche sotto l'ombra delle Alpi l'imprevisto può accadere. I giornali locali finiscono così dare ampio spazio al delitto. Certo,come spesso accade nel nostro paese, non manca il rovescio della medaglia: diversi cronisti non fanno che rimarcare l'origine meridionale della vittima.
Come se queste cose non potessero certo accadere ad un nativo.
Quasi un modo per allontanare la paura, per renderla meno quotidiana. Ma alla fine si tratta solo la peggiore delle ipocrisie.

DIABOLICH, L'ASSASSINO CHE SFIDO' TORINO.-Prima Parte.

"L’odio e la cattiveria abitano due case confinanti: la seconda tiene sempre aperta la porta per la prima"
Proverbio Inglese.

"La cattiveria la puoi trovare anche nell’ultima delle creature. Quando Dio ha fatto l’uomo doveva avere il diavolo accanto."
Cormac McCarthy.


L'uomo è una ben strana creatura, in grado di aspirare alle più alte vette della creazione fino quasi alle stelle ma perfettamente capace delle più atroci bestialità. Un dualismo che ci ha sempre accompagnati sin dalle origini.
Un credente magari a questo punto tirerebbe fuori il Peccato Originale mentre un laico preferebbe parlare di scelte personali ed esperienze di vita.
Senza rendersi conto che probabilmente stanno parlando della stessa cosa.
La realtà è che non lo sappiamo, semplicemente non siamo in grado di saperlo. Nonostante tutto quello che abbiamo imparato ancora non ci conosciamo.
Probabilmente questo sarà un dualismo che accompagnerà la razza umana fino alla fine dei suoi giorni.
E gli esempi di malvagità pura non mancano.
Eccone uno.

DESDY AND ME: INTERVISTA A GIUSEPPE DI BERNARDO A PROPOSITO DELL'INSONNE.

Come sapete esiste un filo rosso che collega tutte le mie interviste le une con le altre, in questo caso torno ad incontrare il fumettista Giuseppe Di Bernardo (ne ho parlato QUI e potete trovare l'altra intervista che gli ho fatto QUI). E' sempre un piacere re-incontrare i miei precedenti intervistati, è un modo per fare il punto sul tempo trascorso e sui progetti annunciati e su quelli realizzati.  In questo caso specifico l'odierna intervista verterà su un personaggio in particolare: Desdemona "Desdy" Metus la DJ fiorentina creata dallo stesso Di Bernardo assieme ad Andrea Polidori, le cui avventure dal tono decisamente esoterico hanno appassionato numerosi lettori. Oggi parleremo sia della serie (anzi "delle" serie) a fumetti sia del corto live action ancora disponibile su You Tube (lo trovate QUI) di cui ho parlato verso la fine dell'anno scorso ( QUI).
Su l'Insonne tornerò presto con una mia recensione di Ouverture, inoltre spero di poter intervistare presto il regista Alessandro Giordani e qualcuno degli interpreti, magari proprio Chiara Gensini, l'interprete di Desdemona.
Oggi però è il giorno di Giuseppe Di Bernardo che ringrazio.
Buona lettura!
E fatemi sapere le vostre impressioni su Ouverture!

Nick:  Ciao Giuseppe, bentornato su Nocturnia, questa intervista sarà incentrata principalmente sul tuo personaggio Desdemona Metus, ovvero "L'Insonne", di cui recentemente avete reso disponibile una versione live action valida come episodio iniziale per una serie televisiva. Torniamo alle origini, raccontaci di come è nato il personaggio che poi avrebbe debuttato nel 1994.

Giuseppe Di Bernardo:  "Era una notte buia e tempestosa"... No. Forse tempestosa no, ma certamente nebbiosa, di fumo di sigarette e vapore acqueo. Con il mio sodale, Andrea Polidori, passavamo le serate in giro per la notte fiorentina, fantasticando di una serie a fumetti thriller con una ragazza come protagonista. Io stavo facendo un corso di fumetto e presentammo un progetto a una piccola casa editrice romana che lo accettò. Non è da tutti esordire nel mondo del fumetto direttamente con una serie da edicola. La casa editrice, però, era un gigante dai piedi d'argilla, e dopo poco tempo è andata a carte quarantotto. Sono seguiti dieci anni d'oblio per Desdemona, fino al 2005 quando è tornata in edicola con un reeboot. Sono stati 13 episodi ad alta tensione, sia narrativa che editoriale. La serie è autoconclusiva, quindi ve la potete leggere tutta d'un fiato, anche se gli ultimi tre volumi non sono facili da trovare.

SIBILLA, ARIMA & LE ALTRE : STREGHE A MILANO. - L'Inizio.

"Non lascerai vivere colei che pratica la magia."
 Antico Testamento. Libro dell' Esodo.

"Le streghe ammettevano nei processi di aver avuto rapporti col diavolo. Ci si rivolta il sangue! Come era possibile costringervele, se il diavolo non c'è! Ma la voce del buonsenso ci dice che non è vero, non è vero! Il diavolo esiste, era appunto l'inquisitore."
Stanisław Jerzy Lec.

Milano!
Una delle città più importanti d' Europa.
Quasi Un Milione e mezzo di abitanti.
I Celti Insubri che verosimilmente la fondarono la chiamavano Medhelan, un uomo, forse un capo, un certo Belloveso nel corso del suo peregrinare si trovò,racconta la leggenda, davanti un animale che stazionava nei pressi di un Santuario, la bestia in questione era una creatura quasi mitica: una Scrofa Semilanuta e ritenne che quello fosse il presagio che stava cercando per fermarsi e costruire un nuovo borgo. I romani che arrivarono di lì a poco l'avrebbero ribattezzata Mediolanum.
Sede della Finanza italiana, luogo di nascita di molte imprese ed attività.
Crediamo di conoscerla, in passato qualcuno ha pensato di poterla ridurre ad un semplice slogan.
Eppure non la conosciamo davvero.
Così come non conosciamo completamente nessuna delle città, dei luoghi e dei posti dove viviamo.
Alcune Storie si perdono col passare del Tempo; parecchie delle Umane Vicende che costellano il percorso degli eventi vengono dimenticati.
E' sintomatico. Scontato perfino.
Eppure ci sono Storie che fanno più male delle altre.
Che urlano perfino.
Eccone una.

Settima Puntata di "Nocturnia Files"a disposizione su FantascientifiCast!

Dedico sia questo post che la puntata odierna di "Nocturnia Files" alla memoria di Marisa Forzani (voi la conoscevate anche come Ximi o Blogghidee) una delle persone migliori che abbia mai conosciuto in rete e che è recentemente e prematuramente scomparsa.
Che la terra ti sia lieve cara amica!

Dopo una breve assenza è disponibile una nuova puntata di Nocturnia Files su FantascientifiCast il podcast di Omar Serafini dedicato alla fantascienza e al fantastico.
Questa volta abbiamo pensato di proporre una puntata autoconclusiva, oggi parliamo di Thelma Todd, l'attrice statunitense soprannominata per la sua morbida bellezza “bionda alla crema" , famosa nella storia del cinema per i suoi film(ne abbiamo parlato QUI e QUI) di cui alcuni horror, ma anche per la sua misteriosa morte degna di un romanzo hard boiled.


Come sapete in queste registrazioni io mi limito a lavorare da anfitrione e a scrivere i testi ma come narratrice troverete la bravissima Elena Elisa Carollo con la sua meravigliosa voce.

Ringrazio Omar per l'ospitalità ed Elisa per la sua grande professionalità, tutte le lodi del mondo non basterebbero a ringraziarla per il grande lavoro che sta svolgendo (voi comunque fategliele, perché se le merita!!!)
Dimenticavo! Il link per ascoltare la puntata è QUESTO!
Fateci  sapere cosa ne pensate!
Ci rivediamo tra qualche giorno per un post a tema "misterioso"!

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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