INTERVISTA A JEAN-CLAUDE DUNYACH .


Nick : Presentiamo oggi ai lettori di Nocturnia Jean-Claude Dunyach , il più importante e tradotto scrittore francese di fantascienza , in quella che è probabilmente la sua seconda intervista italiana. Nel ringraziarlo per la sua disponibilità procediamo con le domande:
oggi sei lo scrittore di Fantascienza francese più tradotto ed antologizzato all' Estero (in Inghilterra specialmente) ti chiediamo di parlare dei tuoi inizi: di quando e come ti è nata la passione per la fantascienza e di narrarci i tuoi primi passi da scrittore e gli autori che ti hanno più influenzato.


Jean-Claude Dunyach: Ho iniziato a scrivere le mie storie più di trent'anni fa - i dinosauri dominavano il mondo, all'epoca... Utilizzavo una macchina da scrivere (ho anche utilizzato schede perforate sui Programmi da Supercomputer, quindi devo ammettere che sono veramente un dinosauro.) La scrittura è stata un occasione per potermi sbarazzare di tutte le idee folli che ingombravano la mia mente.
A quei tempi, non pensavo certo di diventare uno scrittore professionista, figuriamoci poi essere tradotto all'estero. Ma ho avuto la fortuna di essere pubblicato quasi subito e da allora non ho mai più smesso di scrivere.
Trent'anni più tardi ci si ritrova ad avere una carriera alle spalle.
Quella della traduzione è un' altra questione, sopratutto nel mondo anglosassone. Il motivo per cui sono diventato uno degli autori di fantascienza francesi più tradotti al mondo è semplicemente perchè io sono abbastanza ricco da potermi pagare le traduzioni da solo - ho trovato il traduttore ideale in Canada (Ciao, Sheryl ) e lei fa meraviglie con i miei libri.
E quando le storie che sottoponi sono in Inglese, quando tu puoi mandare delle email in Americano agli editori U.S.A (nessuno legge il francese, lì), vieni trattato esattamente come un qualsiasi scrittore anglo-sassone, il che significa un sacco di lettere di rifiuti ma riuscire a fare una pubblicazione di tanto in tanto.
La SF l'ho scoperta quando avevo dodici anni e da allora ho letto tutto quello che potevo mettere tra le mie mani...Per lo più autori Anglo-sassoni ( Ballard fu una vera rivelazione, seguito da Delany e Silveberg), ma anche tanta fantascienza europea quando veniva tradotta. E molti scrittori francesi ( probabilmente il più influente fu Michel Jeury )

Nick : Sei laureato in matematica applicata, e lavori come ingegnere presso l'Airbus di Tolosa, molti tuoi colleghi sono scienziati o programmatori. Ritieni che il background scientifico sia indispensabile per scrivere fantascienza?

J-C Dunyach : No, non è certo essenziale- utile, forse si. Quando si tratta di idee relative alle Hard sciences, una minima conoscenza del "background scientifico" è necessaria per evitare errori stupidi, ma tutti noi abbiamo amici con conoscenze scientifiche in grado di rilevare e correggere. Noi sogniamo, loro consolidano.
Tuttavia, la scienza è un meraviglioso oceano di idee, immagini e concetti interessanti in cui uno scrittore può pescare tutti i tipi di storie. Noi, scrittori di fantascienza, siamo qui per condividere le meraviglie del mondo concettuale della scienza. Che sono ovunque.
In sostanza, il mio lavoro come ingegnere è molto vicino ad essere uno scrittore. Tutto inizia con un sogno di qualcosa che dovrebbe volare, poi c'è la simulazione, la progettazione, la produzione del paziente, fino a quando il primo volo ... Amo ogni passo del processo.




Nick: Sei l' autore del Saggio GUIDA GALATTICA ALLA FANTASCIENZA FRANCESE. Dovendo descriverne i caratteri, la fantascienza francese come la descriveresti, e in che cosa si differenza da quella anglofona?

J-C Dunyach: Noi non siamo così diversi dagli scrittori anglosassoni, fatta eccezione per un paio di cose: in primo luogo, in Europa, abbiamo letto un sacco di libri tradotti da altre lingue e culture (leggiamo romanzi polizieschi Svedesi o Italiani, racconti Giapponesi, bit-lit Australiana, filosofia in Tedesco ...) In Francia, quasi il 40% dei libri sono tradotti da un'altra lingua. Negli Stati Uniti, questa cifra è vicina al 2%. Uno scrittore fantascienza americana di solito legge solo fantascienza americana e scrive per i lettori che non hanno mai aperto un libro straniero.
In secondo luogo, in Europa, movimenti artistici come il surrealismo, "nouveau roman", ecc, fanno parte del nostro paesaggio letterario e ogni tanto si questo esce fuori ...

Nick: Da questo giungiamo alla domanda successiva e consequenziale: sappiamo che la maggior parte della letteratura di genere (forse anche l'ottanta per cento) diffusa a livello mondiale è di natura americana, ritieni che ci siano pregiudizi da parte di lettori ed editori nei confronti della narrativa non anglofona o ci sono degli effettivi limiti nelle fantascienze nazionali?

J-C Dunyach: Non in Francia. La sf francese non è stata respinta né dai lettori, né dagli Editori - e la situazione sta ancora migliorando per gli autori locali, perché i costi delle traduzioni e dei diritti delle opere straniere stanno davvero diventando un peso per la maggior parte degli editors, in maniera da spingerli sempre più alla ricerca di libri che non abbiano bisogno di essere tradotti.
Noi continuiamo a tradurre best-seller, naturalmente. Ma autori delle midlist straniere avranno sempre maggiori difficoltà ad essere esportati.




Nick :  Pur avendo scritto diversi ottimi romanzi (in Italia è arrivato solo ETOILES MOURANTES scritto in collaborazione con Ayerdhal) secondo il mio parere i tuoi lavori più rappresentativi si possono trovare all'interno dei racconti brevi, penso ad esempio ai bellissimi DECHIFFRER LA TRAME; SEPARATIONS e LE TEMPS, EN S'EVAPORANT. In questi trovo quasi due fili comuni: da un lato l'attenzione per la sfera onirica quasi surreale dello scorrere del tempo,per le sue visioni alternative nonché il concetto di identità umana, il suo mutare e la sua soggettività. E' solo una mia chiave di lettura? E nel caso, da dove nasce tutto questo interesse?

J-C Dunyach: E infatti sono più conosciuto per i miei racconti (ne avrò scritti più di un centinaio) che per i miei romanzi (sette ad oggi). Non mi oppongo a questo ,i racconti brevi sono molto importanti per me, che continuo a trovare l'esercizio sia affascinante e stimolante. Inoltre, io sono uno scrittore lento ... Un romanzo significa più di un anno trascorso nello stesso universo, con gli stessi personaggi che insistono nel fare le cose nello stesso modo. A volte, è gratificante sedersi davanti al computer e finire una storia in poche ore.
A proposito, l'analisi delle mie storie è davvero interessante e sono d'accordo con essa. Mi considero come un umanista più che uno scienziato quando si tratta di scrittura.

Nick: Nel Romanzo ETOILES MOURANTES ( STELLE MORENTI per i tipi della Fanucci) proponi invece un classico scenario galattico ricco però di speculazioni sociologiche. In più un' altra tua costante e che sembri spingere i lettori ad enpatizzare con i personaggi cosa che a non tutti gli scrittori riesce. Quanto è importante l'aspetto "umano" nelle tue storie?

J-C Dunyach : Sia in ETOILES MORTES ( il primo romanzo del ciclo delle Animalcities ) che in ETOILES MOURANTES (scritto col mio amico, nonché straordinario scrittore Ayerdhal ) ho voluto giocare con la sociologia, non solo come un modo per descrivere una civiltà di sfondo (o quattro, in ETOILES MOURANTES) ma come una forza trainante che avrebbe portato all'esplosione dell'universo umano. Ci sono storie individuali di ogni civiltà, naturalmente, ma le forze motrici sono sociologica, in sostanza, ed i protagonisti non sono "eroi" disposti a cambiare il mondo (anche se lo fanno), ma "semplici" esseri umani.




Nick:  Sei stato coinvolto in una delle più interessanti riviste Europee: GALAXIES. Ti va di parlarci un po di questa esperienza?

J-C Dunyach: Noi ( Stephanie Nicot; Jean-Daniel Brèque; Pierre K. Reye e il sottoscritto) creammo la rivista GALAXIES nel 1992 perchè
é a quel tempo non esistevano in Francia pubblicazioni professionali (nello stesso periodo, un paio di mesi prima o dopo, Olivier Girard ha lanciato BIFROST ( Nota di Nick, l'altra storica  rivista francese dedicata alla fantascienza  ...). Sono stato responsabile della sezione di fantascienza francese . L'idea era quella di offrire agli autori francesi, un posto dove non potevano non solo pubblicare, ma anche sperimentare e mantenere vivo lo spirito della SF.
La rivista (4 numeri l'anno) è durata per dieci anni - noi non eravamo pagati ( gli scrittori ed i traduttori invece si, ma per noi era un lavoro d'amore).
Poi lentamente abbiamo perso la nostra resistenza.
Alla fine ho rassegnato le dimissioni perché avevo voglia di ricominciare a scrivere.
Ma alcuni mesi fa abbiamo raccolto una collezione del BEST OF GALAXIES , dedicata agli autori francesi e mi sono reso conto in quella occasione che abbiamo pubblicato più di un centinaio di storie francesi ... Abbiamo vinto premi letterari, abbiamo scoperto nuovi autori Olivier Paquet, per citarne uno e ci siamo divertiti.
Non è una cosa che mi dispiace!

Nick: So che in Francia sei conosciuto anche come autore di testi per canzoni . In che misura quest'attività influenza il tuo lavoro di scrittore?

J-C Dunyach : Una grande influenza, credimi. Scrivere testi ti obbliga a essere sia conciso che poetico, di mettere in ritmo ogni frase ... E 'un po' come scrivere poesie, con tamburi e bassi come sottofondo.
E ho scritto un romanzo intitolato "AMUNDSEN AND HIS BAND" ispirato dalle mie avventure nel mondo della musica. Amundsen ,un cantante rock, un vero e proprio poco di buono viene inviato dai servizi segreti degli Stati Uniti per un tour nel'Antartide controllata dalle forze Giapponesi. E' accompagnato dal suo fedele agente, Freeky, e da una compagine di musicisti zombie rianimati dalla Detroit Philarmonic Orchestra. Ma il concerto previsto è una bufala, fa parte di un complotto gigantesco per riprendere il controllo sulle basi e Amundsen è costretto a fuggire in Australia per cercare vendetta. Ma la migliore scuola di sopravvivenza gli verrà data proprio dal Rock'n Roll!
I primi due capitoli in inglese, che si possono leggere come una storia indipendente breve possono essere scaricati in formato ePub o Kindle dal mio sito web. Vedi:
http://jean-claude.dunyach.pagesperso-orange.fr/Articles/rollover.epub.zip o
http://jean-claude.dunyach.pagesperso-orange.fr/Articles/rollover.mobi.zip

Nick: Adesso arriviamo ad una domanda che faccio spesso nel mio ciclo d'interviste. Parliamo della fantascienza come movimento e come mercato. In molti paesi, e l'Italia purtroppo è uno di questi, il genere è in crisi. Gli editori riducono le pubblicazioni, le librerie riducono gli spazi e i lettori diminuiscono in continuazione. Il tutto a vantaggio di una (dubbia a livello di qualità) fantasy commerciale per adolescenti. Com'è invece la situazione nell ' Esagono ?

J-C Dunyach : Succede lo stesso qui in Francia, purtroppo. Tuttavia, io sono fermamente convinto che la fantascienza come genere sopravviverà.

Nick : Arriviamo ad un altra questione che m'interessa: le nuove tecnologie. Il libro digitale. Vorrei conoscere la tua posizione in proposito, ritieni cioè che possano dare nuovo impulso al genere permettendo agli scrittori anche di autopubblicarsi o che possano contribuire alla sua crisi?

J-C Dunyach : Sono un convinto sostenitore delle nuove tecnologie. Ho scritto dei tutorial ( tutti in francese, in procinto però di essere tradotti in italiano da Selene Verri, dai un occhiata al suo BLOG) per spiegare come si possano trasformare i nostri documenti di Word in proprio in ePub o in Kindle e su come vendere su Amazon, ecc E 'qualcosa che ogni autore dovrebbe fare per i propri libri già pubblicati, ma non sono più disponibili in forma cartacea. Ci vuole pochissimo tempo, è facile e resuscita capolavori dimenticati.
L'ho fatto per molti dei miei libri, in francese e in inglese /controlla Amazon O Apple Store, e li vedrai là)).
Sinceramente io non so se il libro digitale sarà quello che aiuterà noi scrittori a sopravvivere, ma sono disposto a fare un tentativo.

Nick: Quando ci siamo sentiti la prima volta eri al festival ZONE FRANCHE di Bagneux dove hai anche presentato DESTINATION UNIVERS un antologia di cui sei co-curatore.
Ti posso chiedere a caldo un bilancio di quest'esperienza?

J-C Dunyach: Ero stato incaricato di raccogliere ed editare i testi assieme alla mia collega Jeanne A. Debats. Non avevo creato io però il progetto (era l'antologia ufficiale del Festival).
Il lavoro come antologista è sempre un esperienza interessante e faticosa, in particolare,quando lavori per proporre nuovi scrittori. E noi abbiamo avuto la fortuna di riuscire a pubblicare quattro nuovi debuttanti! E il libro è molto bello. Lo abbiamo presentato al Festival ZONE FRANCHE a Bagneux lo scorso week-end, ora staremo a vedere come verrà accolto dal pubblico.
Finora sono soddisfatto delle critiche ricevute ma incrociamo le dita.





Nick: Quale tuo lavoro ritieni che sia più rappresentativo di te? Anzi la metto in questa maniera: di quale tuo lavoro (anche non tradotto all' Estero) sei più orgoglioso al punto da consigliarlo ad un lettore che si avvicini per la prima volta alla tua opera?

J-C Dunyach : Consiglierei alcuni racconti :( DECHIFFRER LA TRAME; LA STATION DE L'AGNELLE; LES HARMONIQUES CELESTES... e forse il romanzo ETOILES MORTES (che si svolge 700 anni prima di STELLE MORENTI ed è una strana storia d'amore). Ma la maggior parte si possono leggere solo in Francese o in Inglese.
Spero solo di riuscire ad avere più storie mie brevi pubblicate in Italia, sarebbe meraviglioso.


Nick : C'è qualcosa che invece oggi non rifaresti o compieresti in maniera diversa?

J-C Dunyach: Vuoi una risposta sincera? Io non cambierei una virgola. La mia vita è stata estremamente interessante, e io mi sento davvero soddisfatto.

Nick: I tuoi colleghi al lavoro ti seguono con grande attenzione ed interesse?

J-C Dunyach : No, non esattamente. I miei colleghi sanno che sono uno scrittore ma, a parte per chi ha già letto SF, non hanno nemmeno chiesto di dare un'occhiata ai miei libri. E' un mondo diverso.



Nick: Progetti futuri: di cosa ti stai occupando in questo momento?

J-C Dunyach: Sto cercando di tornare al Romanzo - ho dei vecchi progetti che riposavano nel mio cassetto che adesso ho intenzione di resuscitare. Ma ho qualche problema con la mia mano sinistra, recentemente, tre mesi fa ho subito un operazione- e mi sto lentamente riprendendo.
Per il momento, sto scrivendo un romanzo dark fantasy di grosse dimensioni (un primo terzo è già stato pubblicato) e sto preparando una nuova raccolta di racconti. Amo le storie brevi, sono proprio il mio genere preferito. E più io divento vecchio e più loro diventano complesse e bizzarre. Ogni volta devo inventare nuove tecniche di narrazione, il che a pensarci bene è una cosa buona. Un autore non dovrebbe mai iniziare a scrivere senza crearsi dei pericoli.

Nick: Bene è tutto. Ti ringrazio per tua disponibilità e mentre mi accomiato sperando di vederti presto in Italia, ti chiedo se c'è una domanda che non ti ho fatto e a cui invece avresti risposto con piacere.

J-C Dunyach : No, credo che tu abbia chiesto tutto quello a cui avrei potuto pensare. E spero di tornare presto in Italia (ci sono stato una dozzina di volte, è davvero un paese fantastico).


INTERVIEW WITH JEAN-CLAUDE DUNYACH !
The English Version.



Nick : Today we present Jean-Claude Dunyach Nocturnia readers, the most important French writer of fiction translated, in what is probably his second Italian interview. In thanking him for his time, now we proceed with the questions:
Today you are the writer of Sci-Fi France's most translated to 'abroad (especially in England) we ask that you talk about your beginnings: when and how you did your passion for science fiction, tell us of your first steps as a writer and authors You have more influence.


Jean-Claude Dunyach : I started to write stories thirty years ago – dinosaurs ruled the world, then... I used a typewriter (I was also using punch cards to program supercomputers, so I have to admit I’m a dinosaur too). Writing was something I did to get rid of all the crazy ideas that were cluttering my mind. At that time, I wasn’t considering becoming a professional writer, not to mention being translated. But I was lucky enough to be published almost immediately and I never stopped writing since. Thirty years later, you have a career.
Translation is another matter, especially in the Anglo-Saxon world. The reason why I’m one of the most translated French SF authors is simply that I’m wealthy enough to pay for the translations myself – I’ve found the perfect translator in Canada (Hi, Sheryl) and she does wonder for my books. And when the stories you submit are in English, when you can email to US editors in American (nobody reads French, there), you’re treated exactly like any Anglo-Saxon writer, which means lots of rejections letters and a publication every now and then.
I discovered SF when I was twelve and I read everything I could put my hand on... Mostly Anglo-Saxons authors ( Ballard was a true discovery, so were Delany and Silverberg ) but also European SF when it was translated. And many French authors ( Michel Jeury was probably the most influential).



Nick :You are a graduate in applied mathematics and works as an engineer at Airbus in Toulouse, many of your colleagues are scientists or programmers. Do you think the scientific background is essential to write fiction?

Jean-Claude Dunyach : No it’s not essential – useful, maybe. When dealing with ideas related to hard sciences, a minimum knowledge of the “scientific background” is required to avoid stupid mistakes, but we all have scientific friends who can detect and correct them. We dream, they consolidate.
However, science is a wonderful ocean of ideas, images and exciting concepts where a writer can fish all sorts of stories. We, SF writers, we are here to share the wonders of the conceptual world of science. And they are everywhere.
In essence, my work as an engineer is very close to being a writer. It all start with a dream of something that should fly, then there’s simulation, design, patient manufacturing, until the first flight... I love each and every step of the process.



Nick :You 're the author of the Essay GUIDA GALATTICA ALLA FANTASCIENZA FRANCESE. Having to describe the characters, science fiction as the French describe it, and what is the difference from the Anglophone?

Jean-Claude Dunyach : We are not that different from Anglo-Saxon writers, except for a couple of things: first, in Europe, we read a lot of books translated from other languages and cultures (we read Swedish or Italian crime novels, Japanese short stories, Australian bit-lit, German philosophy...). In France, nearly 40% of books are translated from another language. In the USA, this figure is close to 2%. An American SF writer usually reads American SF only and writes for readers who never opened a foreign book.
Second, in Europe, art movements like surrealism, “nouveau roman”, etc., are part of our literary landscape and every now and then it shows...



Nick : From this we come to the next question and consequential: we know that most of genre fiction (perhaps eighty percent) is widespread in the world of American nature, you feel that there are prejudices on the part of readers and publishers against of fiction or non-Anglophone there are actual limits in the national fantascienze ?

J-C Dunyach : Not in France. French SF is not rejected by the readers nor by the publishers – and the situation is getting even better for the local authors because the cost of translation and foreign rights is really a burden for most of the editors, so they tend to look for books that don’t require to be translated.
We keep on translating best-sellers, of course. But midlist foreign authors will have more and more difficulties to be exported.



Nick : Despite having written several excellent novels (in Italy only came ETOILES MOURANTES written in collaboration with Ayerdhal ) in my opinion your most representative works can be found in short stories, I think for example the beautiful DECHIFFRER LA TRAME; SEPARATIONS; and LE TEMPS, EN S'EVAPORANT... In these I find nearly two common threads: on the one hand the focus for the ball almost surreal dream of passing time, its alternative visions as well as the concept of human identity, its changing and its subjectivity. It 's just me reading key? And if so, where does all this interest ?

J-C Dunyach :Indeed I’m more known for my short stories (I wrote more than a hundred of them) than for my novels (seven so far). I don’t object to that, short stories are very important to me, I keep finding the exercise both fascinating and challenging. Besides, I’m a slow writer... A novel means more than a year spent in the same universe, with the same characters who insist in doing things their way. Sometimes, it’s rewarding to sit in front of your computer and finish a story in a few hours.
By the way, your analysis of my stories is really interesting and I agree with it. I consider myself as a humanist more than a scientist when it comes to writing.



Nick : - In Fiction ETOILES MOURANTES ( STELLE MORENTI in Italian) propose instead a rich galactic Classic scenario, however, sociological speculation. In addition a 'your other constant and that seems to push the readers to empathize with the characters which can not all writers. How important is the aspect of "human" in your stories?

J-C Dunyach : In both ETOILES MORTES (the first novel of the Animalcities cycle ) and ETOILES MOURANTES (written with my friend and writer extraordinaire Ayerdhal ) I wanted to play with sociology not only as a way to describe a background civilisation (or four, in ETOILES MOURANTES ) but as a driving force that would ultimately lead to the explosion of the human universe. There are individual stories in each civilisation, of course, but the driving forces are sociological in essence and the protagonists are not “heroes” willing to change the world (even if they do) but “simple” human beings.

Nick : Have you been involved in one of the most interesting European magazines: "Galaxies ". Would you like to talk a bit about this experience?

J-C Dunyach :We ( Stephanie Nicot; Jean-Daniel Brèque; Pierre K. Rey and myself) created the "Galaxies " magazine in 1992 because, at that time, there were no professional publications available in France (at the same moment, give or take a couple of months, Olivier Girard launched "Bifrost "...). I was in charge of the French SF section. The idea was to offer to French authors a place where they could not only publish but experiment and keep the SF spirit alive.
The magazine (4 issues a year) went on during ten years – we were not paid (the authors and translators were, but for us it was a labour of love). Then we slowly lost our stamina. I finally resigned in order to start writing again. But we gathered a few months ago a "BEST OF GALAXIES " collection devoted to French authors and I realized at that occasion that we published more than a hundred of French stories... We won literary prizes, we discovered new authors ( Olivier Paquet, to name one) and we had fun. It’s not something that I regret!

Nick :I know that you are known in France as a lyricist for songs. To what extent this activity influence your work as a writer?

J-C Dunyach : To a great extend, believe me. Writing lyrics forces you to be both concise and poetic, to put rhythm in every sentence... It’s a bit like writing poetry, with drum and bass in the background.
And I wrote a novel called “Amundsen and his band” inspired by my adventures in the music industry. Amundsen, a no-good rock singer, is sent by the US secret service to a tour in Antartica — controlled by Japanese forces. He is accompanied by his faithful agent, Freeky, and a collection of zombies musicians resuscitated from the Detroit Philharmonic Orchestra. But the planned concert is a hoax, a part of a gigantic plot to regain control over the bases and Amundsen is forced to escape to Australia to seek revenge. But Rock’n roll is the best survival school!
The first two chapters in English, that can be read as an independent short story can be downloaded in epub or kindle format from my web site. See:
http://jean-claude.dunyach.pagesperso-orange.fr/Articles/rollover.epub.zip or
http://jean-claude.dunyach.pagesperso-orange.fr/Articles/rollover.mobi.zip



Nick :Now we come to a question that I often do in my cycle of interviews. We speak of science fiction as a movement and as a market. In many countries, and Italy is unfortunately one of these, the genus is in crisis. Publishers reduce publications, libraries and readers reduce the space decreases continuously. All in favor of a (dubious in quality) commercial fantasy for teens. How The situation in hex?

J-C Dunyach :Same here, unfortunately. However, I’m a firm believer that SF as a genre will survive.


Nick: -We come to another question that interests me: the new technologies. The digital book. I would like to know your position on the matter, believe that they can give new impetus to the genre by allowing writers to self-publish, or which may also contribute to its crisis?

J-C Dunyach : I’m a firm believer in new technologies. I’ve written tutorials (in French, about to be translated in Italian by Selene Verri, check her BLOG ) to explain how to turn your Word documents into proper ePub or Kindle and how to sell them on Amazon, etc. It’s something that each and every author should do for his books that were already published but are no longer available in paper. It takes almost no time, it’s easy and it resuscitates forgotten masterpieces.
I’ve done it for many of my books, in French and in English (check Amazon or the Apple store, you’ll see J).
I don’t know if the digital book is going to help us writers to survive but I’m willing to give it a try.


Nick : -When we felt the first time you were at the festival of Bagneux ZONE FRANCHE where you also have presented an anthology whose DESTINATION UNIVERSsix co-curator.
Can I ask you to heat a budget of this experience?


J-C Dunyach :I was just in charge to gather and edit the texts with my colleague Jeanne A. Debats, I didn’t create the project (it was the anthology of the festival). Being an anthologist is always an interesting and tiresome experience, in particular when you open the submission to new authors. We were lucky enough to publish 4 newcomers! And the book is beautiful. It was presented at the festival ZONE FRANCHE in Bagneux last week-end, we’ll see how it is received by the public. So far, I’m happy with the critics and I cross my fingers.



Nick : What you think your work is more representative of you? In fact I put it this way: what your work (even if not translated to 'abroad) are you most proud enough to recommend it to a player that comes close for the first time to your work?

J-C Dunyach : I would recommend a handful of short stories ( DECHIFFRER LA TRAME; LA STATION DE L'AGNELLE; LES HARMONIQUES CELESTES.... and maybe the novel ETOILES MORTES (it takes place 700 years before Stelle Morenti and it is a strange love story). But you have to read French – or English.
I just hope to have more short stories published in Italy, it would be marvellous.



Nick :And what would you do or not do again but now in a different way ?

J-C Dunyach : You want an honest answer? I wouldn’t change a thing. My life has been extremely interesting, and I feel really lucky to be there.


Nick: What are your colleagues follow with greater attention and interest ?

J-C Dunyach : No, not exactly. My colleagues know that I’m a writer but, apart for those who already read SF, they didn’t ask to take a look at my books. It’s a different world.


Nick : Future plans: what are you working on right now ?

J-C Dunyach : I’m trying to get back to novels – I have old projects sleeping in my drawer that I intend to resuscitate. But I had some trouble with my left hand, lately – I had an operation three months ago – and I’m slowly recovering.
For the moment, I’m writing a large dark fantasy novel (the first third has been already published ) and I’m preparing a new collection of short stories. I love short stories, that’s really my thing. And the more I grow old, the more complex and bizarre they turn. And I have to invent new narration techniques every time, which is good. An author should not start to write without being in danger.




Nick :Well-all. Thank you for your leave of availability and while I hope to see you soon in Italy, I wonder if there is a question that you'd rather I did and who responded with pleasure

Jean-Claude Dunyach : No, I think you’ve asked everything I could think of. And I hope to come back soon in Italy (I’ve been there a dozen times, it’s really a fantastic country).

36 commenti:

angie ha detto...

Come hai fatto a convincerlo a rilasciarti un'intervista? E' una persona davvero molto interessante e l'intervista è stata strepitosa.....
Insomma sono davvero contenta per te..
Complimenti dalla tua amica
Angie.
Presto un link a questo tuo post...

Judka ha detto...

Why is this post is so long? Hahah xD I have no chance to read it :D But I'm glad that obviously had a great time :D Ay! And finally write me an e-mail bro! xD

Nick ha detto...

@ Angie.
Grazie per i complimenti, metti tutti i link che vuoi.
@ Judka.
You're right! Excuse me now I'll answer right away.

Melinda ha detto...

Ho apprezzato molto questa intervista e ne viene fuori uno scrittore (ed una persona) davvero niente male ed un intervistatore capace: hai analizzato le sue storie così bene che secondo me lo hai reso felice.
Mi hai fatto venire voglia di leggere i suoi racconti. Ho preso nota e appena ho un po' di tempo mi do da fare.
Grazie mille.

Nick ha detto...

@ Melinda.
Ciao Melinda!
Adesso sei tu che rendi felice me.
Mercì... :D
Di Dunyach è stato tradotto poco in Italiano, ma s epuoi io ti consiglierei : Il TEMPO MENTRE EVAPORA e SEPARAZIONI.
Ciao e grazie mille!

Michela ha detto...

Grande!
Insomma ce l'hai fatta eh? E bravo :D

Nick ha detto...

@ Michela.
Anche questa intervista, ha dato le sue belle soddisfazioni. ;)

occhio sulle espressioni ha detto...

Leggo quando sono più concentrato!
A presto!

Nick ha detto...

@ Occhio.
A presto. ;)

Ariano Geta ha detto...

Sempre interessanti queste interviste, in gran parte merito dell'intervistatore che evita le domande banali.
Complimenti per il tuo ottimo lavoro Nick!

Nick ha detto...

Grazie mille Ariano.
Il merito è sempre dall'intervistato.

Iguana Jo ha detto...

Sarà che la fantascienza di Dunyach mi è sempre piaciuta, ma la tua intervista si legge davvero con gusto.
Bel lavoro, complimenti, stai diventando sempre più professionale!

(controlla solo il testo del post, che mi pare ci sia qualche refuso di troppo…)

Gianluca Santini ha detto...

E grande Nick! ;) Il merito è anche tuo, figurati, le domande sono farina del tuo sacco! :)

Ciao,
Gianluca

Angelo ha detto...

Mi sto togliendo il cappello. Penso sia la migliore intervista di quelle che hai pubblicato finora e per me questo autore era un perfetto sconosciuto (nel senso che ne conosco la nomea ma non l’opera). Adesso scatta la ricerca, almeno dei racconti. Grazie.

Nick ha detto...

@ Iguana.
Hai ragione, sarà l'effetto della febbre che ancora incombe. Stasera mi metto all'opera.
@ Gianluca.
Grazie. Mi sto rendendo conto che l'operazione interviste è quantomeno faticosa per tutto il lavoro che ne comporta ma che ti dà soddisfazioni immense una volta che un intervista è terminata e postata.
@ Angelo.
Grazie mille bro.
Infatti adesso scatta la ricerca.

Ferruccio gianola ha detto...

Più che farti i complimenti...
Bravissimo:-)

LadyGhost ha detto...

BRAVOOOOOOOOOOOOOOOOO!!! e altro pezzo da 90 calato dallo zio nick! E meno male che tenevi la febbre! Se stai bene cosa succede?! Grandissimo!!

Nick ha detto...

@ Ferruccio e LadyGhost.
Grazie per aver apprezzato.

TIM ha detto...

scusa, ma non sono riuscito a leggere il pezzo, perché tutto quel nero e la scritta bianca così fitta mi danno fastidio agli occhi. Comunque il tuo è un ottimo lavoro, specie per gli addetti al settore!

Nick ha detto...

@ TIM.
Nooooooooooooooooooooooooooooooooooo ! :(

Lady Simmons ha detto...

J-C Dunyach è senza dubbio una persona interessante. E questa intervista è splendida. Nick, dovresti farlo di mestiere, insomma, sei bravo.
Hai la capacità di fare le domande giuste, intelligenti. E queste risposte suscitano una grande curiosità per l’autore.
Mi piace molto la frase “La scrittura è stata un occasione per potermi sbarazzare di tutte le idee folli che ingombravano la mia mente” la condivido, la sento mia.
La sua posizione sulle traduzioni è importante, perché come spesso ha sottolineato Davide Mana, è preferibile cercare di pubblicare anche all’estero.
Certo, bisogna avere le risorse: Ma sono certa che sia più facile pubblicare all’estero che in Italia. Leggono di più e c’è un pelino meno feudalesimo editoriale.
E’ curioso come questi scrittori siano spesso “altro”, ovvero abbiano altri mestieri. Io lavoro nel suo mondo (settore aerospaziale) e ti assicuro che quello che dice è vero sul disinteresse dei colleghi. Insomma...a noi sembra eccezionale che uno scrittore di SF possa essere un compagno di merende al lavoro, ma in questo genere di professioni se ne infischiano. Mondo di ingegneri, appunto.
Mi affascina moltissimo la storia della rivista. Tutti noi alla fine ci siamo passati: l’autoproduzione, il “lavoro d’amore” non retribuito. E sono contenta che dica che ad un certo punto “abbiamo perso la nostra resistenza”, perché vuol dire che non siamo solo noi a perdere le forze e rinunciare a certi exploit semi-giornalistici.
Sarebbe bello se fosse tradotto.
E tu Nick, come sempre hai fatto un mirabile lavoro di intervista e traduzione. Non è lavoro da poco. Grazie

Nick ha detto...

@ Lady Simmons.
Commenti come il tuo danno senso a tutto il lavoro fatto dietro queste interviste.
Grazie mille, amica mia.
Se permetti: posso mandare il tuo commento a Dunyach?
Penso che gli farà piacere.

angie ha detto...

Caro Nick, come vedi sono tutti d'accordo con me...Quindi non sbaglio..non dire più che ti faccio i complimenti, perchè è vero hai talento.Forza ...
Un abbraccio Angie

Nick ha detto...

@ Angie.
Abbraccio ricambiato.

Lady Simmons ha detto...

certamente che puoi inviarglielo. Digli pure che lavoro in Avio, lui capirà.
E comunque, ci tenevo a ringraziarti perchè il tuo è un impegno enorme, gratuito e soprattutto competente. E non faccio i complimenti solo perchè siamo amici, ma perchè credo nel tuo lavoro, è prezioso.
Io non leggo molto di fantascienza, ma questo blog mi sta facendo imparare nuove cose.
Grazie ancora

Nick ha detto...

@ Lady Simmons.
Invio subito. ;)
Sulle interviste, come ho già detto è un lavoro impegnativo (specialmente in fase di traduzione...e ti assicuro, il mio rispetto per i traduttori è cresciuto enormemente ) ma continuerò perchè mi diverte tantissimo e mi permette di entrare in contatto con persone interessanti.

A. D. ha detto...

Bellissima intervista, Nick! Hai saputo mettere in risalto molte cose interessanti e ne è venuto fuori un quadro completo anche sotto il profilo psicologico e umano, oltre che sotto quello dello scrittore di sci-fi. Tra l'altro, questo autore mi aveva già colpito in passato per la sua originalità (spesso travasata anche nelle edizioni dei suoi libri, a volte un po' troppo "naif"). Grazie alla tua intervista, ho potuto apprezzarne ancora di più il profilo. Sei davvero bravo, complimenti...
(chissà se un giorno intervisterai anche il sottoscritto) :-)

Nick ha detto...

@ A.D.
Sicuramente capiterà. ;-)

occhio sulle espressioni ha detto...

Retorica a parte, queste tue interviste sono belle perché "diverse", sia per merito tuo e sia perché questi personaggi sono davvero "alternativi", o forse mi/ci sembrano tali perché in Italia siamo abituati ad analizzare i classici o a sentire gli emergenti delle storielle di zoccole e zoccoli.
È stato molto sincero, e mi ha colpito molto il fatto di come un artista come lui sia impegnato e famoso in tutto il mondo e poi non conosciuto dai colleghi! Cosa buffa, ma tipica del "di genere".
Comunque, da non appassionato estremo, mi rendo sempre più conto di quanto la fantascienza sia vasta ed uno dei settori più intelligenti dell'intrattenimento.

Nick ha detto...

@ Occhio sulle espressioni.
A me piace cercare la persona dietro lo scrittore\ autore\ regista, poi sono stato anche fortunato che ho trovato persone che si sono messe a nudo volentieri.
La prossima intervista rivolta ad uno sceneggiatore sarà più "classica", però mi auguro altrettanto interessante.

marco ha detto...

Bella intervista. Non l'ho mai letto, nè lui nè Ayerdahl, ma m'è venuta la curiosità. Magari in originale, che il francese è una delle lingue in cui leggo meno

Nick ha detto...

@ Marco.
Ma quante ne conosci di lingue?
T'invidio sai?

marco ha detto...

Inglese - Tedesco

poi

Francese - Spagnolo

poi

Portoghese, Olandese

e un pochino di diverse altre, ma il vocabolario si fa rarefatto. Però mi sono accorto che ad es. leggo molto di più in spagnolo (che non ho studiato a scuola) che in francese (tre anni)

Nick ha detto...

@ Marco.
Allanimadellamiseria....!?!?!?!?
Come direbbero a Bolzano. Veramente niente male.....

ha detto...

Ciao Nick, spero di non fare una gaffe nel segnalarti questa mia piccola intervista a Jean-Claude Dunyach sulle pagine di Delos. Il pezzo è di due anni fa, ma ho potuto documentare meglio la presentazione a Dunyach con la tua preziosa intervista. Grazie per l'aiuto e complimenti per il tuo blog, ricco e interessante.

http://www.fantascienza.com/magazine/rubriche/16315/da-tolosa-alle-stelle-con-jean-claude-dunyach/

Nick ha detto...

@ Fá.
Complimenti per la tu intervista. ;)

Hai fatto benissimo a segnalarla : io sono per queste cose, il nostro amato settore non dovrebbe mai essere a compartimenti stagni.
Hai fatto benissimo a mandarmi il tuo link.
Chi lo sa, magari un giorno voi della Delos, farete un articolo sullo sconosciuto blog italiano Nocturnia che intervista gli scrittori stranieri. ;)
Ciao e complimenti ancora.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...