Accade in italia #56 - Le Prime Segnalazioni in attesa del Natale

Il conto alla rovescia per la fine dell'anno è partito. Presto Nocturnia si fermerà per le vacanze di Natale e per alcune riorganizzazioni ( tanto per dirne una ne approfitterò per fare il passaggio da Windows Sette alla famigerata Versione Dieci,chi ci è passato prima di me ha descritto vari casini prima che la cosa si normalizzi. Io ho resistito fino alla fine ma adesso Windows mi avvisa che dall'anno prosismola versione che utilizzo non sarà più supportata) ma prima di allora vi dovrete subire potrete godere ancora qualche post a firma del sottoscritto.
Tra i medesimi un paio di articoli di segnalazioni.
Ecco il primo.

L' ARTISTA OSPITE.

Un gradito ritorno.
La nostra illustratrice storica Alessia.H.V ci onora della sua presenza con un paio delle sue illustrazioni. Ringrazio Alessia e ricordo che le opere degli artisti (illustrazioni, foto e poesie) che compaiono in questa rubrica sono di stretta proprietà dei loro autori.

Gargoyle by Alessia.H.V 2019
 La prossima puntata conto di avere ben due artisti in questa vetrina.
E procediamo con le segnalazioni.

PROFESSIONE TRADUTTORE: TRADURRE FANTASCIENZA IN ITALIA NEL 2019 .

INTERVISTA COLLETTIVA SULLO STATO DEL FANTASTICO IN ITALIA DAL PUNTO DI VISTA DI CHI TRADUCE I LIBRI CHE POI NOI LEGGEREMO.

Di solito quando si parla di editoria-di tutta l'editoria non solo quella di genere- nel nostro paese (ma non solo) di solito ci si sofferma solo su due o tre categorie: gli autori (ovviamente e giustamente), gli editori e gli autori delle copertine e spesso tutto il resto viene, se non proprio trascurato, messo in secondo e terzo piano.
Provate però un attimo a pensare a quante e a quali diverse figure professionali servono per realizzare un libro o una qualsiasi altra pubblicazione.
Provate a riflettere a quanto lavoro c 'è sotto.
I traduttori per esempio.

Persone il cui compito è quello di trasporre i testi da altre lingue ed adattarle alla nostra.
Quanto conosciamo del loro lavoro?

Ho quindi chiesto aiuto su Facebook ai miei contatti per realizzare una intervista collettiva, l'idea era (oltre a voler tentare un focus sui traduttori) era  quella di restituire a chi legge un quadro quanto più possibile sfaccettato e completo di quelli che sono gli aspetti di una attività importantissima ma non sempre adeguatamente valorizzata.
Hanno risposto in quattro, alcuni  hanno risposto a tutte le domande, altri ad una parte, cosa peraltro prevista dagli accordi presi.
Come tutte le analisi non può ovviamente dirsi completa, consideriamola un punto di partenza per poter continuare ad approfondire il discorso anche in futuro.

Certo, come ogni cosa  l'analisi è migliorabile, di conseguenza i traduttori e le traduttrici che lo vorranno potranno partecipare nei commenti di questo post (quindi.....sentitevi liberi di dire la vostra!)

Pubblico le risposte nell'ordine di arrivo.
Ringrazio con estrema gratitudine nell'ordine:  Ferdinando (Wanni) Temporin (WT),  Lia Tomasich (LT);  Chiara Reali (CR) , Marco Passarello (MP)
Senza di loro il presente post non esisterebbe.

CAPPUCCETTO ROSSO (1922) . Il Film Ritrovato di Walt Disney .

Ci sono Storie che cominciano da lontano, ci sono Storie che non si concludono mai del tutto, così come ce ne sono altre che prima di arrivare alla loro naturale conclusione compiono ed affrontano immensi stravolgimenti del loro percorso.
E poi ci sono altre Storie che contengono al loro interno un misto di tutti questi elementi.
Di norma sono le Storie più interessanti da narrare.
Ma anche le più misconosciute.

1919.
Cento anni fa.
Due ragazzi entrambi appena diciassettenni, entrambi col sogno di diventare animatori cinematografici, si incontrano in uno Studio pubblicitario di Kansas City.
Si trovano subito reciprocamente simpatici.
Il lavoro non durerà a lungo ma è quanto basta perché si possa cementificare un'amicizia che produrrà molti e duraturi frutti.
Ma questo i due ragazzi ancora non lo sanno.

Il primo dei due risponde al nome di Ub Iwerks, l'altro è un certo Walt Disney.
Accadono parecchie cose: sia Disney che Iwerks perdono e trovano diversi lavori però rimangono in contatto tra loro, ognuno dei due aiuterà l'altro a trovare nuovi mezzi per sbarcare il lunario e se in futuro sopratutto il secondo troverà più di un motivo di rinfacciare all'altro alcune scelte, per adesso a parlare è l'amicizia e la reciproca fiducia.

QUALI SONO I VOSTRI BLOG PREFERITI ? - Edizione 2019 !

Senza che quasi ce ne rendessimo conto siamo prepotentemente entrati dritti dritti nel penultimo mese di questa annata. Il 2019 si sta preparando a salutarci, quando andremo a fare i nostri bilanci in proposito riguardo alle cose serie ognuno di noi deciderà nel suo privato se è stato un anno positivo o meno.
Quest'anno diversi dei blog storici hanno per cause e situazioni diverse diradato le loro uscite, da più parti si parla di crisi se non di morte imminente ed irreversibile.
Io ovviamente non sono del tutto d'accordo.
Ci saranno trasformazioni, riposizionamenti e abbandoni di sicuro, ma parlare di morte del settore non è ancora il momento



Adesso però vorrei provare -forse per esorcizzare tutta una serie di cose di cui parlerò nel finale del mio articolo- a fare qualcosa di rilassante parlando di blog!
E, per fortuna, dato che siamo nel periodo giusto dell'anno, ci viene in aiuto uno dei post più amati.
Signore e signori, date il bentornato al Classico dei Classici di Noctunia, al meme dei memi:
Il Franken-Meme di Nocturnia, Edizione 2019!

Essere blogger alle soglie del 2020?

Avevo smesso da tempo coi memi che girano per internet, in questi giorni ne sta circolando uno molto intelligente che  pone alcuni quesiti sull'essere blogger oggi.
 Lo ha  creato Nino Baldan, un blogger che non conoscevo prima, ma questo è un errore mio che mi prometto di rimediare quanto prima. Desideravo già partecipare per conto mio e su mia iniziativa poi per fortuna sono stato taggato da Emanuele Di Giuseppe a cui vanno tutte le mie perpetue maledizioni fino alla generazione dei suoi eredi che deciderò io  tutti i miei sinceri ringraziamenti per aver pensato a me.
Veniamo ora alle belle domande create da Nino Baldan.


Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

In realtà potrei parlare con maggior cognizione di causa delle ragioni che mi hanno spinto a continuare col blog! Come ho raccontato più volte io all'inizio non ci pensavo nemmeno ad aprire un blog. Provate ad immaginare la persona più retrograda ed anti tecnologica che conoscete.
Ecco quella ero io!
Subito dopo il matrimonio mia moglie Venusia ha insistito davvero molto perchè mettessimo internet ed io a ripeterle che andava bene ma che io in rete non ci sarei mai entrato. Avevo i miei interessi e non ne volevo anche un altro.
Sbagliavo profondamente lo so ma se esiste una costante nella mia vita è quella di essere sempre stato un grandissimo "Orso".
Poi poco alla volta ho cominciato a seguire e poi a commentare alcuni siti e blog che si occupavano degli stessi argomenti che interessavano al sottoscritto: libri, films, serie televisive horror & sci-fi ed il "danno" ha cominciato ad essere compiuto.
Lentamente iniziavo ad appassionarmi.
Un giorno mia moglie non contenta mi ha fatto trovare l'ossatura del primo Nocturnia già pronta grafica e tutto, mancavano solo i post.
Ne ho cominciati a scrivere un paio giusto perché mi dispiaceva lasciare il tutto vuoto ed è accaduto un qualcosa che mai avrei immaginato: non solo c'era chi commentava ma anche a me piaceva scrivere.
In quel momento mi sono detto: "Giusto un paio di mesi e poi mi fermo!"
Eravamo nel 2011, fate voi il calcolo di quanti mesi sono passati da allora.
Ecco quella che sentite nel sottofondo è la risata di mia moglie!

Come nasce l'idea dietro ai tuoi post?

Non esiste un'' unica modalità di ispirazione, fondamentalmente sono un uomo molto curioso, sono sempre alla ricerca di fonti e di notizie. Spesso è la lettura di un libro o un fumetto o la visione di un film a darmi lo spunto per scriverci sopra, a volte-come nel caso dei miei vecchi post sui film di George ARomero  (oppure QUI e QUI) - mi m'imbatto in dettagli troppo ghiotti perché non siano narrati. Più spesso è come se fosse la storia stessa ad impossessarsi di me e a pretendere di essere narrata (questo mi capita sovente con le storie di delitti e avvenimenti misteriosi) Il recente dossier sul serial killer Antonio Boggia era più di un anno che aspettava di "uscire fuori":  avevo letto su un giornale una breve citazione, giusto un due righe di accenno su di lui e per un anno non ho fatto che cercare info in merito. Del caso di Bodom Lake avevo invece letto su una rivista di Cinema una rece del (discutibile ) film che ne era stato tratto. Ogni volta mi auto-maledico perché comincio sempre dicendomi: "Stavolta sarò breve!"; "Voglio concludere tutto con un unico post" 
Ed invece faccio una fatica bestiale inserendo dettagli su dettagli in post interminabili e a puntate chilometriche. 
D'altro canto se trattenessi qualche dettaglio, se non fossi preciso mi sembrerebbe di non essere professionale e di non rispettare i lettori.
Sono strano lo so.

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Sempre e solo il mio Pc, il mio vecchio Asus, non riuscirei ad usare altro. Però sta avendo sempre più problemi, non ultima la tastiera che ci sta lasciando, e ciò aggiunto alla sempre maggiore mancanza di tempo sta diventando il primo motivo della mia lentezza in rete.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Dipende, paradossalmente riuscivo a gestirmi meglio quando lavoravo su turni. Sono molto lento e meticoloso nello scrivere e nella media impiego due o tre giorni per comporre un post. Di norma scrivo la sera o il pomeriggio o con la musica in sottofondo o con la Tv accesa.  Ricontrollo centinaia di volte quanto scritto ...e nonostante tutto capita sempre qualcosa che sfugge. Anni fa un bravissimo sceneggiatore mi disse che è una cosa normale, una delle tante varianti della legge di Murphy  Eppure ogni volta che esce un mio post mi sembra di aver combinato un qualcosa di perlomeno decente, qualcosa per cui ne è valsa la pena nonché una delle passioni e degli hobbies più belli del mondo che mi permette di conoscere sempre persone e cose nuove. Magari ridurrò l'impegno, magari mi prenderò sempre dei momenti di pausa ma non smetterò mai. 

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

La mia idea sui social è che possono essere degli strumenti decenti e a volte ottimi per condividere informazioni ma pessimi strumenti per comunicare, spesso - e qui parlo in generale - diventano il rifugio di tanti sfigati (Haters o Leoni da Tastiera) che un tempo si sarebbero limitati ad inveire e a vomitare il loro odio al bar dopo aver ingurgitato quantità variabili di alcolici più o meno legali. Ognuno dovrebbe aver diritto alle proprie opinioni ma dovrebbero essere opinioni motivate,  informate e rispettose di quelle altrui, invece tante volte sembra di assistere a veri e propri linciaggi o combattimenti tra polli (e dico polli perché la maggior parte di questi "eroi" se non fosse coperta dall'anonimato della rete non avrebbe nemmeno il coraggio di dire la metà di quanto dichiara sui social ).
 Per non parlare poi delle Fake News!
E la cosa peggiore è che ci stiamo abituando a questo clima. Detto questo se impiegati bene possono diventare i migliori alleati di un blogger (e parlo sempre dell'aspetto della "condivisione" e della diffusione dei post). Twitter è un'ottimo strumento di messaggistica, Facebook mi ha permesso di conoscere e contattare tantissimi scrittori e disegnatori anche stranieri per le mie interviste e sono riuscito a far arrivare le cose che scrivo a persone che altrimenti non le avrebbero mai lette, quindi si, dipende sempre da come i social vengono utilizzati. Usarli per condividere infos non per perdersi dietro sterili discussioni all'ultimo sangue.
Da due cose un blogger non dovrebbe mai farsi schiavizzare: la prima sono i flame sui social, la seconda sono le statistiche di accesso.

Vedi questa "crisi" del blogging in prima persona, al punto da avere avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui "social"?
La crisi esiste ed è inutile negarlo, io però non mi trasferirei mai sulle piattaforme social: non riuscirei a fare le stesse cose. La nuova "frontiera"però più che i social paiono essere i podcast che invece rappresentano una alternativa valida ai blog che anche io guardo con interesse. Ma non abbandonerei mai la mia creatura.
Bene è tutto! E' stato bello partecipare a questo gioco, presto arriva anche il mio Franken-Meme!

LE REGOLE DEL GIOCO
1) taggare altri cinque bloggers: visto che sono stati taggati quasi tutti quelli che conosco  per quanto mi riguarda siete tutti liberi di partecipare.
2) linkare il post originale (FATTO! )
3) lasciare lì un commento, per permettere a Nino Baldan di sapere che avete continuato il Meme.
4) L'immagine di copertina può essere questa oppure una a vostro piacimento.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO - Terza Parte

Le prime due parti sono uscite QUI e QUI.


" Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera."
Gandhi.
"Non avere paura | perché porto il coltello tra i denti, | ed agito il fucile come emblema virile. | Non avere paura della mia trentotto, | che porto qui sul petto. | Di questo invece devi avere paura: | io sono un uomo come te."
Franco Battiato.

Per quanto possano apparire diverse tra loro tutte le vicende umane si assomigliano almeno per una cosa, per un elemento specifico. Prima o poi potrebbe arrivare sempre il momento in cui tutti i segreti vengono svelati, le bugie potrebbero finire per essere scoperte e le azioni compiute e taciute venire fuori. E tanti dettagli o segnali sui quali in precedenza non ci si era soffermati a sufficienza adesso esplodono in tutta la loro singolare virulenza
Non sempre questo avviene ma quando capita, ebbene la vicenda si sta avvicinando al suo gran finale.
E spesso si tratta di un finale senza possibilità d'appello.
Per Antonio Boggia da Urio vicino Como quel momento giunge quando le forze dell'ordine cominciano a perquisire una certa cantina \magazzino a Stretta Bagnera in cerca di indizi.

ALLA STRETTA BAGNERA  UNA CANTINA UNA VOLTA C'ERA...

La Stretta Bagnera.
Un nome ben meritato.
Il viaggiatore che voglia addentrarsi per le vie  centrali di Milano senza volersi limitare solo ai suoi angoli più turisticamente conosciuti o nominati potrebbe ad un certo punto imbattersi in una stretta, strettissima viuzza a forma di L.

L'Angolo di Trixie #3!

Happy Halloween from Trixie the Cat!
Buon Halloween a tutti dalla gatta Trixie!




ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! - Seconda Parte

NOTA: Inizialmente il mio dossier sul Caso di Antonio Boggia avrebbe dovuto essere di sole due parti. Ma la seconda parte era venuta troppo lunga perfino per i miei standard. Data la mia assenza dal blog di questo periodo(causa impegni personali)  ho voluto dividere il post per poter disporre di una riserva di articoli per i presenti giorni. Di conseguenza il finale del dossier lo troverete in un terzo e conclusivo intervento che avverrà nei prossimi giorni e che conterrà anche una carrellata su alcuni serial killer precursori di Boggia e che operarono e furono condannati prima dell'Unità d'Italia.
Nel frattempo: Buona Lettura e Buon Halloween a tutti!

La prima parte è uscita QUI.

“Ero un errore della natura, una bestia impazzita”.
Andrej Romanovič Čikatilo

“In tutta sincerità noi odiamo questo mondo.”
Marshall Applewhite

Probabilmente in queste due frasi è racchiusa una parte della verità riguardo alla vera natura degli assassini seriali, qualcosa di quanto avviene all'interno delle loro menti o nel chiuso delle loro anime.
Sempre che ne possiedano una.
Già perché nonostante tutti gli studi in proposito, gli sforzi degli studiosi ed in barba a tutti i progressi fatti nel settore della Criminologia ci sarà sempre qualcosa che continuerà a sfuggirci del tutto, quella minuscola e sottile fiammella che ci fornisce il discrimine tra un essere umano ed i suoi simili.

Prendiamo il caso di Antonio Boggia, ad esempio.
Può essere definito un "errore della natura?" "Una bestia impazzita?" In tutta coscienza possiamo dire "Che odia il Mondo?"
Oppure si tratta semplicemente di un sociopatico che lucidamente persegue con fredda determinazione un suo -sia pur folle e malato- progetto personale?
E guai a chiunque si ponga sulla sua strada.
Anche questa però rischia di essere una definizione fin troppo riduttiva.
Nel frattempo il Mondo attorno a lui si è trasformato ancora una volta.

MIRROR MIDNIGHT

Non si dovrebbe rimanere soli in casa.
Ci sono libri che non dovrebbero mai essere aperti.
Ci sono desideri che non dovrebbero mai essere espressi.
Potrebbero essere esauditi.
Specie durante la notte di Halloween
Questa Notte!

Nei primissimi tempi di attività utilizzavo spesso il tag "Amici di Blogghe", mi serviva per diffondere e pubblicizzare e diffondere le iniziative in rete dei miei vicini di blog. Sia quelle a cui partecipava anche il sottoscritto sia quelle degli altri.
Recentemente e per vari motivi avevo quasi del tutto abbandonato questa pratica,probabilmente mi ero solo scocciato di vedere tanti Blogghe sparire da un giorno all'altro (Vite di Carta; Libri da Leggere; Nella Mente di RedrumSulla Strada e parecchi altri; giusto per citarne alcuni)e tantissimi Amici smettere da un giorno all'altro. In un certo senso avevo sostituito la rubrica con le segnalazioni ben più omni-comprensive di "Accade in Italia".
Oggi riprendo il tema ben volentieri parlando di uno splendido cortometraggio che ha avuto anche il merito di arrivare al momento giusto e di riuscire ad unire diversi talenti.
In questa sede mi concentrerò in particolare su tre di loro.

THE HAUNTING (OF HILL HOUSE) - Prima Stagione

C'è un trauma nel passato della famiglia Crain, molti anni prima la matriarca Olivia è morta in circostanze poco chiare all'interno  di Hill House, una sinistra dimora vittoriana che Olivia in compagnia del marito Hugh aveva rilevato per restaurarla e poi venderla ad un prezzo più alto. Le versioni sempre più reticenti sull'accaduto fornite da Hugh non hanno mai convinto del tutto, così da alimentare i sospetti sull'uomo. A distanza di molti anni i cinque figli della coppia cercano di andare avanti come possono, ma nessuno di loro è mai riuscito a superare totalmente i traumi vissuti. Le domande sono ancora parecchie, adesso però i Crain sono costretti a tornare loro malgrado ad Hill House.
Ma i fantasmi sono solo nella loro mente oppure tra le mura ed i corridoi di Hill House,c'è davvero qualcosa che trama e si agita nell'ombra?

Dopo Black Summer questa è la seconda produzione Netflix di cui parlo sul blog.
Anche stavolta parliamo di una serie horror, anche in questo caso ritroviamo alcuni dei marchi di fabbrica della società operante nel settore della distribuzione di contenuti via internet, come la messa in onda in contemporanea di tutti e dieci gli episodi della prima stagione (in questo caso il 12 ottobre del 2018) ma le similitudini finiscono praticamente qui, stavolta si affronta uno dei temi più classici dell' horror, quello della casa stregata, così come classicissima è anche l'origine materiale da cui è stato originato il tutto e cioè  uno dei romanzi più importanti di tutta la narrativa fantastica.
Un romanzo talmente importante e seminale da contenere al suo interno uno degli incipit più famosi ed universalmente conosciuti di tutta la storia della narrativa mondiale.
Sto parlando di queste parole:

«Nessun organismo vivente può mantenersi a lungo sano di mente in condizioni di assoluta realtà; perfino le allodole e le cavallette sognano, a detta di alcuni. Hill House, che sana non era, si ergeva sola contro le sue colline, chiusa intorno al buio; si ergeva così da ottant'anni e avrebbe potuto continuare per altri ottanta. Dentro, i muri salivano dritti, i mattoni si univano con precisione, i pavimenti erano solidi, e le porte diligentemente chiuse; il silenzio si stendeva uniforme contro il legno e la pietra di Hill House, e qualunque cosa si muovesse lì dentro, si muoveva sola.»

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! -Prima Parte.

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere."
Sigmund Freud.

“La storia non è altro che una raccolta delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.”
Simone Weil.

Italiani Brava Gente!
Questo almeno si dice in giro.
Per anni, anzi per decenni ce lo siamo ripetuti in continuazione
Ingannandoci. Anzi, illudendoci alla grande.

Per lungo tempo ce la siamo raccontata dicendoci che eravamo un popolo gentile,incapace di cattiverie, per niente razzisti, generosi e lontanissimi da ogni tipo di ignoranza (e se per questo ci raccontavamo cose del tipo: "I No Vax non arriveranno mai in Italia". Vero?")
A questo poi si sono aggiunti i luoghi comuni che amano tanto all'Estero, quegli stereotipi romantici che vorrebbero ancora viva e presente l 'Italia degli anni '50s e dei film della Loren.
Eppure il Male è Male indipendentemente dalle latitudini, dal clima e dal tipo di alimentazione ed anche noi abbiamo avuto la nostra nemmeno troppo breve lista di criminali.
E non mi sto riferendo solo alla Mafia o alla Camorra, no sto parlando di quell'altra "lista della vergogna": gli assassini seriali !
Ecco una breve retrospettiva di coloro che aprirono l'oscura strada, dei primi serial killer italici.
Italiani Brava Gente?
Non tutti a quanto pare!

ANTONIO BOGGIA (1799- 1862)

.
Lui è stato il primo in assoluto a vedere la sua fine umana nell' Italia unita. Ma quando l' Italia ancora non era Italia c'era già quest'uomo conosciuto sotto diversi pseudonimi.
Uno peggiore dell'altro.
Mostro di Milano; Mostro di Stretta Bagnera e tantissimi altri.
Tutto questo e molto di più è stato Antonio Boggia.
Nato ad Urio dalle parti del Lago di Como sul finire del XVIII ° Secolo già in gioventù ha diversi problemi con la giustizia, sia per motivi economici (truffa e cambiali scadute) sia a causa del suo carattere (veniva spesso coinvolto in risse sempre più sanguinose). Per questo fa quello che gli indesiderabili e quelli pronti a ricominciare daccapo hanno sempre fatto.
Trasferirsi all'Estero dove nessuno li conosceva
Nella complicata e peculiare geografia italica ottocentesca non era nemmeno una cosa così difficile:alle volte bastava andare nella città più vicina per trovarsi in un altra Nazione.
E Boggia compie lo stesso passo. Dal Lombardo -Veneto governato dagli Asburgo dove ha sempre vissuto si trasferì inizialmente nel Regno di Sardegna. Ma non per questo riesce a lasciarsi dietro i suoi demoni.

LA BALLATA DI BLACK TOM (2016)


Sinossi Ufficiale: "New York, anni Venti. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?"

Il mondo della narrativa weird ed horror continua a fare i conti con una eredità importante ma- che in questi ultimi anni pare anche diventata-ingombrante quale quella di H.P. Lovecraft. Semmai è esistito nel corso del XX ° secolo uno scrittore tramutatosi in punto di riferimento per molti lettori e per tantissimi emuli artistici questi è stato proprio il Sognatore di Providence. Il suo personalissimo stile letterario fatto di atmosfere evocative e geometrie non euclidee, la sua altrettanto personale cosmogonia (I Miti di Cthulhu ) brulicante di riti più antichi della nostra razza, un pantheon fatto di creature talmente aliene da risultare inconcepibili per l'occhio e la mente umana, i suoi pseudobiblia (vi dice niente un certo Necronomicon?) e la sua geografia fittizia hanno costituito  un unicum letterario difficilmente replicabile ma che vanta lo stesso numerosi epigoni, veri o presunti eredi ed altrettanti tentativi di imitazione.
Però Lovecraft era un essere umano, come tale imperfetto e -di conseguenza - portatore di luci ma anche di ombre.
Sopratutto preda dei suoi demoni
Inutile girarci attorno, mi sto riferendo al rapporto dell'autore con le minoranze etniche, alle sue concezioni riguardo alle razze.
Temi difficili da affrontare in poche righe, il dibattito in America (così come in Europa) sulla figura dell'autore continua ancora oggi e non sembra che si arresterà tanto presto.
E' indubbio però che si sta assistendo ad una sorta di riposizionamento dell'ambiente letterario nei confronti dell'"uomo" Lovecraft e delle sue contraddizioni.

Accade in Italia # 55- Speciale StraniMondi

Lo so, lo so, ho da poco realizzato una puntata di "Accade in Italia" e adesso ne faccio uscire subito un altra.
Come mi permetto ? Chi me lo fa fare? Ho forse esaurito le idee?
No, semplicemente capita che a giorni a Milano ci sarà l'annuale convention di StraniMondi e quindi ho ricevuto un paio di segnalazioni aggiuntive riguardo a novità librarie che usciranno a cavallo della manifestazione, inoltre io non potrò essere a Milano nemmeno quest'anno però intendo lo stesso onorare la convention.
Oltretutto ne approfitterò per parlare anche di un paio di amici per le loro attività non strettamente collegate a StraniMondi, un post quindi suddiviso in due sezioni.
Cominciamo pure.

L'AUTORE OSPITE

Come già fatto altre volte in passato ospito una bella poesia dell'amico Daniele Verzetti, ringrazio il Rockpoeta per avermi concesso il permesso di ripubblicare la sua opera e vi invito a visitare il suo blog.
Anni fa ci sono passato anche io, come ricorderanno i più vecchi dei miei lettori, tempo fa sono stato vittima di una crisi e di una riconversione aziendale e da quel momento la mia vita è cambiata, non certo in meglio ma di questo ne riparleremo un altro giorno. Per adesso mi limito a ricordare che nella maggior parte dei casi le vere vittime delle crisi aziendali non sono certo le alte sfere ma sono solo i lavoratori.
Persone come voi e come me.

METAMORFOSI e RICONVERSIONI

Metamorfosi radicali
Sconvolgono
Realtà inermi.

Città, paesi, persone
Subiscono
le leggi implacabili del mercato.

Una Fabbrica chiude
E 470 persone – in maggioranza giovani –
Restano sul ciglio della strada
A guardare
Il loro futuro che muore.

Carotidi piangenti
Latrati di voci avariate
Corde vocali
Imputridiscono
Perdendo
L’ultimo brandello di credibilità.

Impianti riconvertiti
Fagocitano
Lavoratori obsoleti…

Ma se a 35 anni
Sei Vecchio
Perché vivere fino a 80?

La Vita biologica s’allunga
Quella dell’Anima si abbrevia

Allungateci l’Anima

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

BLACK SUMMER. La Serie.

I Morti si stanno risvegliando e sopratutto si stanno risvegliando sempre più famelici ed aggressivi. Le strutture umane e politiche si rivelano estremamente fragili, non ci vuole molto perché la Società frani su se stessa. Tutti contro tutti, l'unico scopo è la semplice sopravvivenza.
Una giovane madre di nome Rose, viene separata dalla figlia, assieme ad un eterogeneo gruppo di sopravvissuti, la donna farà di tutto per ritrovarla.
E nessuna pietà nei confronti di tutti quelli che cercheranno di fermarla.

Sono circolate opinioni differenti nei confronti di Black Summer, o quantomeno nei confronti della sua prima stagione. Se andrete a cercare informazioni in rete, troverete senza problemi sia recensioni e pareri entusiastici (tra cui anche quelli di un "certo" Stephen King, di certo non l'ultimo arrivato) che descrivono gli otto episodi distribuiti da Netflix come di una positiva ventata di aria nuova nel settore delle Apocalissi Zombi,sia stroncature più o meno assolute che bollano il prodotto come soporifero o addirittura inconcludente.
La verità come spesso avviene sta nel mezzo.
Ma questo lo vedremo dopo.
Prima di andare avanti c'è da aggiungere che, come abbiamo notato un po' tutti quanti ultimamente, nel corso di questi ultimi anni le produzioni cine-televisive dedicate ai morti viventi siano decisamente proliferate oltre ogni limite con creazioni non sempre all'altezza delle aspettative. Inoltre una delle regole non scritte dell'intrattenimento popolare prevede come l'inflazione di un determinato genere possa generare come non voluto effetto secondario una certa stanchezza ed un rigetto da parte di ampie porzioni di pubblico.


Ovviamente non siamo ancora a questi livelli e personalmente almeno il sottoscritto non si stancherà mai di film e serie televisive dedicate a zombie e revenants vari, però è indubbio che l'attuale stato dell'arte sta spingendo molti di noi fruitori non occasionali del genere ad essere sempre più esigenti e ci porta ad alzare l'asticella del gradimento sempre più in alto.

Accade in Italia ...ed anche in Francia # 54 - Le Segnalazioni di Ottobre

Pubblico volentieri una nuova puntata della mia rubrica Accade in Italia.
Solo due segnalazioni stavolta a causa della lunga fermata ma entrambe di peso.
Buona lettura!

LIBRI.

"TA-SHIMA" TOMO 1, DI ADRIANA LORUSSO.

Per cominciare una notizia davvero speciale ed importante.
Si tratta di parlare della prima traduzione nella nostra lingua di un romanzo di fantascienza già uscito in francese scritto da un'autrice italiana residente in  Belgio.
Lei si chiama Adriana Lorusso, il libro (il primo di una serie che oltralpe pare abbia spopolato) s'intitola Ta-Shima. La prima pubblicazione francese risale al 2007 per i tipi dell' Editore Bragellonne e per la cura di Jean-Claude Dunyach, grande autore francofono e grandissimo amico di Nocturnia.
Oggi arriva anche la versione italiana

SINOSSI:
Per otto secoli il pianeta Ta-Shima non ha avuto contatti con la Federazione dei mondi umani ed ha dato vita ad una società imperniata sugli imperativi di sopravvivenza in un mondo inospitale. Vi coesistono due razze di esseri umani, diverse come caratteristiche fisiche e comportamenti: gli Shiro, signori arroganti e sanguinari, pronti ad uccidersi l’un l’altro per un banale punto d’onore e gli Asei, tarchiati e villosi, che hanno per gli Shiro un’ammirazione sconfinata. Tuttavia l’equilibrio fra le due razze è ben più sottile di quanto appaia a prima vista.
La dirigente di Ta-Shima è morta in un incidente sospetto e i membri del consiglio decidono di richiamare in patria una dottoressa ribelle, Suvaidar Huang, che non ha nessuna voglia di tornare a casa: la vita è molto più comoda sui pianeti ipersviluppati della Federazione. Un concorso di circostanze la obbliga però a fuggire a Ta-Shima. Riuscirà ad abbandonare le abitudini straniere per ridiventare un’autentica Shiro? E scoprirà il segreto di Ta-Shima, che dev’essere protetto ad ogni costo?
La trama è condotta con una grande abilità a rilanciare costantemente l’interesse. Le considerazioni sociologiche, etnologiche e genetiche si fondono perfettamente in una planet opera che lascia ampio spazio all’avventura.

BIOGRAFIA:
Adriana Lorusso è nata in Italia ed è emigrata in Belgio dove ha lavorato come interprete simultanea e traduttrice. È autrice di quattro romanzi e di una raccolta di novelle, tutti pubblicati in Francia. Ta-Shima, cui è stato attribuito il premio Bob Morane, è il suo primo romanzo pubblicato in italiano

Prezzo Edizione Italiana: Euro 7,85
Formato:  Kindle
Lunghezza stampa: 832
Editore: Bruocsella (14 agosto 2019)
Lingua: Italiano

Prezzo Edizione Francese: 
- Cartaceo:  Euro 22,00 
- Kindle: Euro: 12,99
Editore: Bragellonne 
Lingua: Francese

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"LO STRANGOLATORE DI LITTLE ROCK", DI JURI CASATI.

Adesso parliamo di un giovane e bravissimo autore italiano. Un horror thriller che lascerà il segno.

Chi uccide a Little Rock, Arkansas? Chi è l’inafferrabile assassino che semina il panico e che nessuno sembra in grado di fermare? Forse solo i morti lo sanno…
SINOSSI:
Un imprendibile strangolatore semina il panico a Little Rock, uccidendo persone che sembrano scelte a caso. La catena degli omicidi ha una lontana origine: l’incendio dell’ospedale dei Veterani avvenuto trent’anni prima. Sarà una sensitiva che dice di parlare con i morti a indirizzare l’FBI sulla pista giusta. O forse verso qualcosa di ancora più terribile e inaspettato…


L'AUTORE :
Juri Casati è nato a Monza nel 1975.
Ha pubblicato America notte (DZ Edizioni, 2018) e Fuoco a Milano (La Sirena Edizioni, 2018). Tra i molti racconti pubblicati si possono ricordare Il bottone rosso in Voci nel buio: antologia di racconti horror (Catnip Edizioni, 2018); Segreti e  bugie a Los Alamos in Esescifi 2016 (Esescifi, 2017); Expo Zombi Milano in 666 (Leima Edizioni, 2016); La vendetta di Tim in Nove strati di buio (Echos editore, 2016); Cinque minuti prima e Attacco alla Base Luna sui n. 17 e 18 della rivista IF Insolito & FantasticoLa borsa in Scrittori in carrozza (Ponte alle Grazie, 2014); Il campo dei miracoli in La Serra Trema (Dunwich Edizioni, 2014).
Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui: primo classificato nel Premio Dino Buzzati “Cimitero Monumentale: un posto da vivere” nel 2015; secondo classificato nel concorso “Scrittori in carrozza”, indetto dall’Università Cattolica e da Trenord nel 2014. Nel 2015 il racconto Davanti alla mia vecchia scuola è stato trasmesso su Radio m2o durante la trasmissione MarioAndTheCity.


  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 505 KB
  • Lunghezza stampa: 201
  • Editore: Delos Digital 
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • Prezzo: 3,99 EURO (2,79 su Amazon)

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E per oggi abbiamo finito.
Ci risentiamo presto!

VOLTI DA FILM: EROI DUE O PIU' VOLTE!

Argomento decisamente riposante oggi per un post ancora più tranquillo.
Ormai se ne è accorto anche il più distratto o disinformato tra noi: i Cinecomics, cioè i film tratti da fumetti, rappresentano uno dei fenomeni più sfruttati dalla cinematografia moderna.  Che li si ami o che li si detesti non si può ignorare l'esistenza di pellicole come Logan o Avengers Endgame e di norma i Cinecomics più redditizi e fortunati salvo rare eccezioni sono quelli ad argomento super eroistico. Gli attori fanno a gara per interpretarli, i registi migliori si contendono i titoli, stessa cosa per gli sceneggiatori.
Eppure non è sempre stato così.


Copyright : Marvel &DC Comics

Fino a pochi anni fa per molti interpretare o lavorare in un film tratto da un fumetto veniva considerato come un incidente di percorso nella propria carriera.
Nel 1978 il regista Richard Donner dovette faticare non molto a convincere uno scrittore che conosceva per convincerlo a collaborare alla stesura della sceneggiatura del primo film di Superman, l'artista in questione (no non era Mario Puzo l'autore de Il Padrino, che invece partecipò senza problemi alla prima stesura realizzando però uno script ritenuto troppo lungo ma Tom Mankiewicz, che per puro sadismo cancellò tutto quello che era stato scritto da Puzo). Secondo Donner il suo amico Mankiewicz, almeno inizialmente, non ne voleva proprio sapere di lavorare ad una pellicola che parlasse di un personaggio dei fumetti.
Per la cronaca, non solo Tom Mankiewiz cambiò idea ma per la sua e la nostra fortuna realizzò un'ottima sceneggiatura.
Tuttavia la storia è significativa di quanti preconcetti ci siano stati e ci siano ancora riguardo all'argomento.
Ma non è questo quello di cui parleremo oggi.

DRAKULA ISTANBUL'DA - Un Guest Post by Obsidian Mirror

PREMESSA ESPRESSA:
Se c'è una cosa che ho imparato cercando notizie e situazioni interessanti da presentare su Nocturnia è che non solo esistono più cose in cielo e in terra di quante ne possa sognare la nostra filosofia ma che spesso per molte di queste medesime cose esistono più punti di vista. Prendiamo ad esempio un personaggio storicamente esistito come Vlad III di Valacchia detto Tepes (L'Impalatore) o Dracul (dell'Ordine del Drago appellativo quest'ultimo ereditato dal poco amorevole padre Vlad II) o Draculea (Figlio del Diavolo o del Drago) per non citare le decine di altre varianti. Provate a chiedere agli abitanti della Romania o della Moldavia e vi risponderanno parlandovi del loro grande eroe nazionale, del condottiero che per decenni li ha difesi contro l'invasione turca. Proviamo invece a scendere di qualche chilometro per fare la stessa domanda ad un abitante della Turchia.... beh, la risposta che riceverete sarà radicalmente diversa. Per non parlare della letteratura o del Cinema.... 
Il Dracula di Bram Stoker che si è solo lontanamente ispirato al personaggio storico distorcendone la figura è un perfetto caso di appropriazione infedele e di totale e volontario travisamento.
Eppure lo stesso romanzo di Stoker fu vittima, come sappiamo, di decine di plagi, di versioni non autorizzate se non di vere e proprie di scopiazzature in giro nel Mondo; se è universalmente noto quanto accadde in Germania col Nosferatu il celeberrimo film di Murnau qualche giorno fa l'amico TOM sul suo blog The Obsidian Mirror (QUI , QUI e  QUI) ha svelato un altro caso meno conosciuto, quello di un romanzo turco!
Ebbene, parlando con TOM è venuto fuori l'esistenza anche di un film, una pellicola turca ispirata al romanzo.
Un film dell'orrore turco? Sia l'orrore, sia i film di genere sconosciuti delle Cinematografie a torto considerate minori sono entrambi argomenti che m'interessano e parecchio anche.
L'occasione era troppo ghiotta per non parlarne ringrazio quindi lui e Simona per aver passato a Nocturnia questo splendido guest post.
Buona Lettura!
Nick

Drakula İstanbul'da

In questi stessi giorni, sul blog “The Obsidian Mirror”, si sta parlando di un curioso romanzo turco dal titolo "Kazıklı Voyvoda" (letteralmente “il principe impalatore”), un testo che, con novant'anni di ritardo, ha attraversato i confini del suo paese d'origine materializzandosi in una lingua occidentale. Sono quasi certo che state seguendo con attenzione l’analisi di Dracula in Istanbul (questo il titolo scelto dall’editore britannico Neon Harbor) ma, nel caso vi siate distratti, avete tutto il tempo di recuperarla una volta terminata la lettura di questo piccolo, chiamiamolo così, spin-off.
Brevemente in questa sede dirò solo che "Kazıklı Voyvoda" fu un clamoroso caso di plagio letterario, perpetrato dal poeta e scrittore turco Ali Rıza Seyfioğlu, che nel 1928 si appropriò del capolavoro di Bram Stoker, lo tradusse, tagliò via le parti a suo parere meno interessanti, aggiunse nuove situazioni e nuovi punti di vista e, una volta terminata quell'operazione di fine sartoria, lo presentò al pubblico spacciandolo come suo.
Nulla di nuovo sul fronte orientale, mi verrebbe da dire, visto che siamo di fronte ad una vecchia abitudine alla quale, grazie alle barriere linguistiche e culturali e ad una totale mancanza di controlli, la Turchia non ha mai rinunciato, sin dai tempi dell’antica Bisanzio (o quasi). È significativo tra l’altro il fatto che anche il più antico testo letterario turco conosciuto, risalente al 1816, sia un adattamento non accreditato dell’opera di Molière Il medico per forza” (Le Médecin malgré lui, 1666).
Il cinema turco, lo sappiamo bene, si è spinto ancora oltre: negli anni Settanta il novanta per cento dei suoi film sono stati remake, adattamenti e spin-off di opere occidentali (alcune riconoscibilissime, come già sottolineato da Nick Parisi in alcuni suoi vecchi post), la cui fonte è però sempre stata accidentalmente omessa. In questo scenario Dracula non fa eccezione. Per quanto ne so, del sedicente Dracula turco addirittura il mondo non seppe nulla fino ad una dozzina di anni fa (*), quando si sparse la notizia dell’uscita su un DVD targato Gala Film (in turco senza sottotitoli) di "Drakula İstanbul'da"un vecchio film in 8 millimetri che era passato sulle televisioni locali nei primi anni Cinquanta.

L' attore turco Atif Kaptan (1908-1977), più di 300 film all'attivo in patria
è Dracula in Drakula İstanbul'da.Kaptan ha recitato fino a pochi giorni prima della sua morte
(Nota di Nick)
Nonostante quel DVD fosse oggettivamente osceno, privo di qualsiasi tentativo di restauro e con il problema del "rotolamento" dell'immagine in vari punti (il lato inferiore di un'immagine finisce nella parte superiore dello schermo), ciò bastò a diffondere il titolo oltreconfine e far sorgere ai più curiosi le prime domande sulla sua genesi.
Entrambi regista (Mehmet Muhtar) e sceneggiatore (Ümit Deniz), infatti, non solo si scordarono clamorosamente di Bram Stoker, ma fecero in modo che nei crediti del film venisse espressamente citata come fonte, unica e originale, la versione farlocca del proprio connazionale. A chi stesse pensando che il nome Drakula sia di riflesso un riconoscimento all’opera dello scrittore irlandese, ricordo che in Turchia, così come in gran parte dell’Europa orientale, Dracula era un nome noto da qualcosa come cinque secoli, e non certo per via di un romanzo epistolare.
Su The Obsidian Mirror, sul quale come detto mi sono riservato il giusto spazio all’analisi del testo, non ho trovato il giusto modo per inserire qualche commento sul film e ringrazio Nick Parisi per avermi ceduto un po’ del suo spazio.

Al di là della pessima qualità con cui questo film è giunto sino a noi, è evidente che sia stato realizzato con mezzi scarsi o nulli, decisamente sorpassati anche negli anni Cinquanta: l’effetto è quello di trovarsi di fronte un film in stile anni Trenta, il che potrebbe tutto sommato essere considerato un “omaggio” al ben più celebre Dracula di Tod Browning, con il quale “Istanbul’da” condivide numerose inquadrature. È interessante tenere presente che, nonostante la grande popolarità del genere horror nel cinema occidentale, la Turchia non se ne è mai è avvicinata veramente, tanto che“Drakula Istanbul’da” può a tutti gli effetti essere considerato il primo esercizio di questo genere. In precedenza ci fu solo "Çığlık" (Scream), scritto e diretto da Aydın Arakon nel 1949, che non può però essere considerato un film dell'orrore in senso stretto. Dopo Drakula, passeranno quasi vent’anni prima che un altro horror venga sfornato nel paese, e sarà "Ölüler Konuşamaz ki" (I morti non parlano, 1970) di Yavuz Yalınkılıç, un goth in bianco e nero in perfetta tradizione Hammer. Questo fenomeno può essere ricercato nella stessa identità turca, che si basa fondamentalmente sull'essere imperturbabili, senza paura. L'Islam stesso è essenzialmente una religione di salvezza, non di paura, e ciò la pone su un piano diverso dalle altre religioni, nelle quali la paura, sin dai tempi più remoti, è stata primariamente un mezzo per il controllo delle masse e per il mantenimento della sovranità acquisita. L’Islam alimenta l'idea di un paradiso certo dopo la morte e l’inferno, se esiste, è solo un luogo di espiazione temporaneo.
Tutto ciò ha reso difficile per sceneggiatori, registi e produttori trovare delle soluzioni nel cinema dell’orrore. Tuttavia, l'Islam non ignora completamente l'elemento paura: la privazione della fede è una di queste paure, forse la più grande, così come lo sono l’ansia tecnologica e la misoginia (queste ultime ancora più evidenti in estremo oriente).

Ma torniamo a “Drakula Istanbul’da”. Il plot, come da copione, rispecchia effettivamente il romanzo di Ali Rıza Seyfioğlu: l’ambientazione viene spostata da Londra a Istanbul e i molti riferimenti al Cristianesimo (la croce, l’ostia consacrata) vengono sostituiti con altri più appropriati alla Cultura Islamica. L’ambientazione è moderna, al punto che troviamo dappertutto automobili e telefoni (spassoso, per inciso, il tentativo di uccidere Dracula nella bara a revolverate). I personaggi che si muovono sullo schermo sono tutti di nazionalità turca: non ci sono professori olandesi come Van Helsing, né tantomeno cowboy americani come Morris, lo sfortunato personaggio che Bram Stoker fece morire ad un passo dalla parola fine. I numerosi tagli già apportati dallo scrittore vengono confermati: niente più la parentesi del Demetra, il mercantile che trasportava Dracula nel suo viaggio dal Baltico a Londra, e niente più Renfield, il pazzo zoofago in cura dal dottor Seward. Ulteriori cambiamenti sono stati poi apportati nel film: se già Ali Rıza Seyfioğlu aveva rivoluzionato il finale (per la verità quasi tutti lo hanno fatto al cinema), qui è il solo Azmi (alias di Jonathan Harker) ad inseguire il vampiro in fuga, a scoperchiare la sua bara e a porre fine alla sua esistenza. In questo modo salta del tutto il concetto dei “cavalieri della fede” promosso da Bram Stoker, che già Seyfioğlu aveva ampiamente ridimensionato in quanto di matrice eccessivamente cristiana. La stessa Guzin (alias di Mina Murray), che Stoker elevò a figura di spicco nel suo concitato finale, qui viene retrocessa a ballerina di night club (notevole tuttavia la performance che Guzin concede a Dracula sul palcoscenico di un teatro vuoto). In questo Dracula cinematografico troviamo invece un personaggio che normalmente è più tipico di Frankenstein, ovvero il maggiordomo basso, brutto e deforme che, nella fase iniziale del film, intrattiene simpaticamente l’ospite del Conte quando questi svanisce durante il giorno.

L'Attrice e ballerina austriaca Annie Ball (1930) è invece Guzin
La Ball prima di trasferirsi in Turchia ha lavorato anche in Italia
(Nota
di Nick)

In questo enorme cocktail di elementi apocrifi, c’è un solo particolare che troviamo in“Drakula Istanbul’da” e che possiamo ricondurre a Bram Stoker anziché alla sua controparte turca: la scena in cui il conte vampiro esce da una delle finestre del suo castello e si avventura camminando come un ragno sulle pareti esterne. Questo, per inciso, è un particolare unico che è stato ignorato in tutte le altre riduzioni cinematografiche.
Concludo con una chicca citata nei Trivia della pagina IMdB che, se confermata, sarebbe fenomenale: siccome non erano disponibili macchine per produrre nebbia artificiale nella scena del cimitero, venne chiesto a 30 collaboratori di accendersi una sigaretta dopo l’altra e di sbuffare fumo sulla scena, stando ovviamente attenti a non farsi riprendere. Chissà, mi chiedo, se ha origine da questo episodio quel luogo comune sui turchi che tutti conoscono…
TOM ( The Obsidian Mirror)

(*) in precedenza lo aveva in realtà fatto presente Kaya Ozkaracalar nel capitolo "Between Appropriation &Innovation: Turkish Horror Cinema", pubblicato sul saggio “Fear Without Frontiers”, a cura di Steven Jay Schneider (FAB Press, luglio 2003)

BONUS CARD:POSTFAZIONE CAPPUCCINATA!

Posta tra Asia ed Europa (anche se ultimamente sembra guardare più verso l' Asia) la Turchia ha sempre goduto di una discreta produzione cinematografica, anche di genere, va detto però -come ha ricordato lo stesso TOM più sopra-che sovente si trattava  di trasposizioni non autorizzate da fumetti o romanzi o di film occidentali fatte senza pagarne i diritti agli autori. Inoltre -aggiungo io-il più delle volte si trattava di pellicole realizzate con due lire (turche ovviamente) rilasciate  in poche, pochissime copie.  I destini di queste produzioni erano segnati sin dalla nascita: o venivano proiettati solo nelle grandi città come Ankara, Smirne e la stessa Istanbul e poi dimenticate oppure venivano replicate per anni presso il maggior numero possibile di sale cinematografiche sperdute dell'Anatolia con scopo di guadagnare quanto più possibile fino al loro deterioramento finale. Col risultato prevedibile che oggi molti di questi film sono da considerarsi perduti mentre gli altri sono disponibili solo su bobine o su pellicole  super 8 gravemente danneggiate. C'era un po di tutto : Avventura; Western (Kebab Western?); Simil-007; Polizieschi; Cappa e Spada e da un certo punto in poi come abbiamo visto anche fantascienza, horror & gotici- ci fu anche un tentativo di coproduzione con l' Italia (mi riferisco a Le Amanti del Mostro e a La Mano che nutre la Morte girati in contemporanea e in doppia versione italiana e turca da Sergio Garrone nel 1974 con uno svogliatissimo Klaus Kinski presente in entrambi e tanti attori locali, spesso però accreditati solo nella versione turca). C'erano film tratti da idee originali (pochi) ma anche tantissimi plagi
Lo stesso avveniva coi fumetti: tante traduzioni di fumetti italiani (Zagor e Tex erano e sono ancora oggi popolarissimi ) e francesi ma quasi tutte pirata. Immaginate la faccia di Sergio Bonelli quando venne informato che in Turchia non solo c'erano editori che traducevano il "suo" Zagor senza pagargli i diritti- un escamotage classico era quello di far ridisegnare le cover da artisti locali per confondere un po le acque e perlomeno così, se si volesse vedere il bicchiere mezzo pieno, diversi disegnatori turchi cominciarono a farsi le ossa- ma che addirittura in quel paese erano stati girati due film pirata sul personaggio. Suppongo che per anni l'orgoglio dell'autore dovesse aver fatto a cazzotti con l'altrettanto legittima incazzatura dell'editore!

Ecco invece una immagine dal film "Zagor Kara Bela" del 1971
Il secondo dei due Zagor apocrifi. L'attore Levent Cakir (1950)
 interpreta il ruolo di Zagor
(Nota di  Nick)
Oggi le cose sono decisamente cambiate: almeno nei fumetti gli attuali editori licenziatari realizzano edizioni ufficiali e pagano regolarmente i diritti,un paio di disegnatori turchi sono finiti a lavorare per  la Bonelli (Ersin Burak su Volto Nascosto) e quando, qualche anno prima di morire, Gallieno Ferri lo storico disegnatore di Zagor si è recato nel paese islamico è stato accolto con onori degni di una Star , per quella nazione e per il popolo turco la sua è stata una visita epocale.  Lo stesso si può dire anche del Cinema bis turco.  Nel corso degli anni anni si sono sviluppate numerose produzioni horror decisamente  autoctone, come la serie Siccin, una saga sulle possessioni demoniache ormai arrivata al quinto capitolo. 
Restano alcune ispirazioni, diciamo così, come pure diversi plagi però aumentano sempre più i prodotti totalmente indipendenti come idee e realizzazioni.
Insomma, la cosa più vicina ad un lieto fine che si potesse desiderare.
Per quanto riguarda la qualità, ne riparleremo analizzando un paio di film tra qualche mesetto.
Intanto grazie ancora a TOM per lo splendido guest post e mi raccomando: non perdetevi la seconda parte del suo dossier sul "Drakula Turco" presto su The Obsidian Mirror.
Nick


FONTI:

SINEMATURK

ADDENDUM DEL 04/10/2019:

Aggiungo un altro tassello a questa ricostruzione, proprio oggi il bravo Gioacchino Di Maio  all'interno del suo blog "Duecento Pagine"  (che vi consiglio a prescindere ) ha aggiunto un nuovo capitolo al dossier sui Dracula apocrifi  con un bell'articolo su "I Poteri delle Tenebre" (Il Dracula islandese ritrovato) che si va ad aggiungere al caso del Dracula turco. Nel caso vi fosse sfuggito, vi raccomando di recuperarlo.
Ne vale la pena.
E chi lo sa quanti altri romanzi del genere che plagiano il Dracula di Bram Stoker esisteranno in giro per il Mondo

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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