Accade in italia #56 - Le Prime Segnalazioni in attesa del Natale

Il conto alla rovescia per la fine dell'anno è partito. Presto Nocturnia si fermerà per le vacanze di Natale e per alcune riorganizzazioni ( tanto per dirne una ne approfitterò per fare il passaggio da Windows Sette alla famigerata Versione Dieci,chi ci è passato prima di me ha descritto vari casini prima che la cosa si normalizzi. Io ho resistito fino alla fine ma adesso Windows mi avvisa che dall'anno prosismola versione che utilizzo non sarà più supportata) ma prima di allora vi dovrete subire potrete godere ancora qualche post a firma del sottoscritto.
Tra i medesimi un paio di articoli di segnalazioni.
Ecco il primo.

L' ARTISTA OSPITE.

Un gradito ritorno.
La nostra illustratrice storica Alessia.H.V ci onora della sua presenza con un paio delle sue illustrazioni. Ringrazio Alessia e ricordo che le opere degli artisti (illustrazioni, foto e poesie) che compaiono in questa rubrica sono di stretta proprietà dei loro autori.

Gargoyle by Alessia.H.V 2019
 La prossima puntata conto di avere ben due artisti in questa vetrina.
E procediamo con le segnalazioni.

PROFESSIONE TRADUTTORE: TRADURRE FANTASCIENZA IN ITALIA NEL 2019 .

INTERVISTA COLLETTIVA SULLO STATO DEL FANTASTICO IN ITALIA DAL PUNTO DI VISTA DI CHI TRADUCE I LIBRI CHE POI NOI LEGGEREMO.

Di solito quando si parla di editoria-di tutta l'editoria non solo quella di genere- nel nostro paese (ma non solo) di solito ci si sofferma solo su due o tre categorie: gli autori (ovviamente e giustamente), gli editori e gli autori delle copertine e spesso tutto il resto viene, se non proprio trascurato, messo in secondo e terzo piano.
Provate però un attimo a pensare a quante e a quali diverse figure professionali servono per realizzare un libro o una qualsiasi altra pubblicazione.
Provate a riflettere a quanto lavoro c 'è sotto.
I traduttori per esempio.

Persone il cui compito è quello di trasporre i testi da altre lingue ed adattarle alla nostra.
Quanto conosciamo del loro lavoro?

Ho quindi chiesto aiuto su Facebook ai miei contatti per realizzare una intervista collettiva, l'idea era (oltre a voler tentare un focus sui traduttori) era  quella di restituire a chi legge un quadro quanto più possibile sfaccettato e completo di quelli che sono gli aspetti di una attività importantissima ma non sempre adeguatamente valorizzata.
Hanno risposto in quattro, alcuni  hanno risposto a tutte le domande, altri ad una parte, cosa peraltro prevista dagli accordi presi.
Come tutte le analisi non può ovviamente dirsi completa, consideriamola un punto di partenza per poter continuare ad approfondire il discorso anche in futuro.

Certo, come ogni cosa  l'analisi è migliorabile, di conseguenza i traduttori e le traduttrici che lo vorranno potranno partecipare nei commenti di questo post (quindi.....sentitevi liberi di dire la vostra!)

Pubblico le risposte nell'ordine di arrivo.
Ringrazio con estrema gratitudine nell'ordine:  Ferdinando (Wanni) Temporin (WT),  Lia Tomasich (LT);  Chiara Reali (CR) , Marco Passarello (MP)
Senza di loro il presente post non esisterebbe.

CAPPUCCETTO ROSSO (1922) . Il Film Ritrovato di Walt Disney .

Ci sono Storie che cominciano da lontano, ci sono Storie che non si concludono mai del tutto, così come ce ne sono altre che prima di arrivare alla loro naturale conclusione compiono ed affrontano immensi stravolgimenti del loro percorso.
E poi ci sono altre Storie che contengono al loro interno un misto di tutti questi elementi.
Di norma sono le Storie più interessanti da narrare.
Ma anche le più misconosciute.

1919.
Cento anni fa.
Due ragazzi entrambi appena diciassettenni, entrambi col sogno di diventare animatori cinematografici, si incontrano in uno Studio pubblicitario di Kansas City.
Si trovano subito reciprocamente simpatici.
Il lavoro non durerà a lungo ma è quanto basta perché si possa cementificare un'amicizia che produrrà molti e duraturi frutti.
Ma questo i due ragazzi ancora non lo sanno.

Il primo dei due risponde al nome di Ub Iwerks, l'altro è un certo Walt Disney.
Accadono parecchie cose: sia Disney che Iwerks perdono e trovano diversi lavori però rimangono in contatto tra loro, ognuno dei due aiuterà l'altro a trovare nuovi mezzi per sbarcare il lunario e se in futuro sopratutto il secondo troverà più di un motivo di rinfacciare all'altro alcune scelte, per adesso a parlare è l'amicizia e la reciproca fiducia.

QUALI SONO I VOSTRI BLOG PREFERITI ? - Edizione 2019 !

Senza che quasi ce ne rendessimo conto siamo prepotentemente entrati dritti dritti nel penultimo mese di questa annata. Il 2019 si sta preparando a salutarci, quando andremo a fare i nostri bilanci in proposito riguardo alle cose serie ognuno di noi deciderà nel suo privato se è stato un anno positivo o meno.
Quest'anno diversi dei blog storici hanno per cause e situazioni diverse diradato le loro uscite, da più parti si parla di crisi se non di morte imminente ed irreversibile.
Io ovviamente non sono del tutto d'accordo.
Ci saranno trasformazioni, riposizionamenti e abbandoni di sicuro, ma parlare di morte del settore non è ancora il momento



Adesso però vorrei provare -forse per esorcizzare tutta una serie di cose di cui parlerò nel finale del mio articolo- a fare qualcosa di rilassante parlando di blog!
E, per fortuna, dato che siamo nel periodo giusto dell'anno, ci viene in aiuto uno dei post più amati.
Signore e signori, date il bentornato al Classico dei Classici di Noctunia, al meme dei memi:
Il Franken-Meme di Nocturnia, Edizione 2019!

Essere blogger alle soglie del 2020?

Avevo smesso da tempo coi memi che girano per internet, in questi giorni ne sta circolando uno molto intelligente che  pone alcuni quesiti sull'essere blogger oggi.
 Lo ha  creato Nino Baldan, un blogger che non conoscevo prima, ma questo è un errore mio che mi prometto di rimediare quanto prima. Desideravo già partecipare per conto mio e su mia iniziativa poi per fortuna sono stato taggato da Emanuele Di Giuseppe a cui vanno tutte le mie perpetue maledizioni fino alla generazione dei suoi eredi che deciderò io  tutti i miei sinceri ringraziamenti per aver pensato a me.
Veniamo ora alle belle domande create da Nino Baldan.


Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

In realtà potrei parlare con maggior cognizione di causa delle ragioni che mi hanno spinto a continuare col blog! Come ho raccontato più volte io all'inizio non ci pensavo nemmeno ad aprire un blog. Provate ad immaginare la persona più retrograda ed anti tecnologica che conoscete.
Ecco quella ero io!
Subito dopo il matrimonio mia moglie Venusia ha insistito davvero molto perchè mettessimo internet ed io a ripeterle che andava bene ma che io in rete non ci sarei mai entrato. Avevo i miei interessi e non ne volevo anche un altro.
Sbagliavo profondamente lo so ma se esiste una costante nella mia vita è quella di essere sempre stato un grandissimo "Orso".
Poi poco alla volta ho cominciato a seguire e poi a commentare alcuni siti e blog che si occupavano degli stessi argomenti che interessavano al sottoscritto: libri, films, serie televisive horror & sci-fi ed il "danno" ha cominciato ad essere compiuto.
Lentamente iniziavo ad appassionarmi.
Un giorno mia moglie non contenta mi ha fatto trovare l'ossatura del primo Nocturnia già pronta grafica e tutto, mancavano solo i post.
Ne ho cominciati a scrivere un paio giusto perché mi dispiaceva lasciare il tutto vuoto ed è accaduto un qualcosa che mai avrei immaginato: non solo c'era chi commentava ma anche a me piaceva scrivere.
In quel momento mi sono detto: "Giusto un paio di mesi e poi mi fermo!"
Eravamo nel 2011, fate voi il calcolo di quanti mesi sono passati da allora.
Ecco quella che sentite nel sottofondo è la risata di mia moglie!

Come nasce l'idea dietro ai tuoi post?

Non esiste un'' unica modalità di ispirazione, fondamentalmente sono un uomo molto curioso, sono sempre alla ricerca di fonti e di notizie. Spesso è la lettura di un libro o un fumetto o la visione di un film a darmi lo spunto per scriverci sopra, a volte-come nel caso dei miei vecchi post sui film di George ARomero  (oppure QUI e QUI) - mi m'imbatto in dettagli troppo ghiotti perché non siano narrati. Più spesso è come se fosse la storia stessa ad impossessarsi di me e a pretendere di essere narrata (questo mi capita sovente con le storie di delitti e avvenimenti misteriosi) Il recente dossier sul serial killer Antonio Boggia era più di un anno che aspettava di "uscire fuori":  avevo letto su un giornale una breve citazione, giusto un due righe di accenno su di lui e per un anno non ho fatto che cercare info in merito. Del caso di Bodom Lake avevo invece letto su una rivista di Cinema una rece del (discutibile ) film che ne era stato tratto. Ogni volta mi auto-maledico perché comincio sempre dicendomi: "Stavolta sarò breve!"; "Voglio concludere tutto con un unico post" 
Ed invece faccio una fatica bestiale inserendo dettagli su dettagli in post interminabili e a puntate chilometriche. 
D'altro canto se trattenessi qualche dettaglio, se non fossi preciso mi sembrerebbe di non essere professionale e di non rispettare i lettori.
Sono strano lo so.

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Sempre e solo il mio Pc, il mio vecchio Asus, non riuscirei ad usare altro. Però sta avendo sempre più problemi, non ultima la tastiera che ci sta lasciando, e ciò aggiunto alla sempre maggiore mancanza di tempo sta diventando il primo motivo della mia lentezza in rete.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Dipende, paradossalmente riuscivo a gestirmi meglio quando lavoravo su turni. Sono molto lento e meticoloso nello scrivere e nella media impiego due o tre giorni per comporre un post. Di norma scrivo la sera o il pomeriggio o con la musica in sottofondo o con la Tv accesa.  Ricontrollo centinaia di volte quanto scritto ...e nonostante tutto capita sempre qualcosa che sfugge. Anni fa un bravissimo sceneggiatore mi disse che è una cosa normale, una delle tante varianti della legge di Murphy  Eppure ogni volta che esce un mio post mi sembra di aver combinato un qualcosa di perlomeno decente, qualcosa per cui ne è valsa la pena nonché una delle passioni e degli hobbies più belli del mondo che mi permette di conoscere sempre persone e cose nuove. Magari ridurrò l'impegno, magari mi prenderò sempre dei momenti di pausa ma non smetterò mai. 

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

La mia idea sui social è che possono essere degli strumenti decenti e a volte ottimi per condividere informazioni ma pessimi strumenti per comunicare, spesso - e qui parlo in generale - diventano il rifugio di tanti sfigati (Haters o Leoni da Tastiera) che un tempo si sarebbero limitati ad inveire e a vomitare il loro odio al bar dopo aver ingurgitato quantità variabili di alcolici più o meno legali. Ognuno dovrebbe aver diritto alle proprie opinioni ma dovrebbero essere opinioni motivate,  informate e rispettose di quelle altrui, invece tante volte sembra di assistere a veri e propri linciaggi o combattimenti tra polli (e dico polli perché la maggior parte di questi "eroi" se non fosse coperta dall'anonimato della rete non avrebbe nemmeno il coraggio di dire la metà di quanto dichiara sui social ).
 Per non parlare poi delle Fake News!
E la cosa peggiore è che ci stiamo abituando a questo clima. Detto questo se impiegati bene possono diventare i migliori alleati di un blogger (e parlo sempre dell'aspetto della "condivisione" e della diffusione dei post). Twitter è un'ottimo strumento di messaggistica, Facebook mi ha permesso di conoscere e contattare tantissimi scrittori e disegnatori anche stranieri per le mie interviste e sono riuscito a far arrivare le cose che scrivo a persone che altrimenti non le avrebbero mai lette, quindi si, dipende sempre da come i social vengono utilizzati. Usarli per condividere infos non per perdersi dietro sterili discussioni all'ultimo sangue.
Da due cose un blogger non dovrebbe mai farsi schiavizzare: la prima sono i flame sui social, la seconda sono le statistiche di accesso.

Vedi questa "crisi" del blogging in prima persona, al punto da avere avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui "social"?
La crisi esiste ed è inutile negarlo, io però non mi trasferirei mai sulle piattaforme social: non riuscirei a fare le stesse cose. La nuova "frontiera"però più che i social paiono essere i podcast che invece rappresentano una alternativa valida ai blog che anche io guardo con interesse. Ma non abbandonerei mai la mia creatura.
Bene è tutto! E' stato bello partecipare a questo gioco, presto arriva anche il mio Franken-Meme!

LE REGOLE DEL GIOCO
1) taggare altri cinque bloggers: visto che sono stati taggati quasi tutti quelli che conosco  per quanto mi riguarda siete tutti liberi di partecipare.
2) linkare il post originale (FATTO! )
3) lasciare lì un commento, per permettere a Nino Baldan di sapere che avete continuato il Meme.
4) L'immagine di copertina può essere questa oppure una a vostro piacimento.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO - Terza Parte

Le prime due parti sono uscite QUI e QUI.


" Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera."
Gandhi.
"Non avere paura | perché porto il coltello tra i denti, | ed agito il fucile come emblema virile. | Non avere paura della mia trentotto, | che porto qui sul petto. | Di questo invece devi avere paura: | io sono un uomo come te."
Franco Battiato.

Per quanto possano apparire diverse tra loro tutte le vicende umane si assomigliano almeno per una cosa, per un elemento specifico. Prima o poi potrebbe arrivare sempre il momento in cui tutti i segreti vengono svelati, le bugie potrebbero finire per essere scoperte e le azioni compiute e taciute venire fuori. E tanti dettagli o segnali sui quali in precedenza non ci si era soffermati a sufficienza adesso esplodono in tutta la loro singolare virulenza
Non sempre questo avviene ma quando capita, ebbene la vicenda si sta avvicinando al suo gran finale.
E spesso si tratta di un finale senza possibilità d'appello.
Per Antonio Boggia da Urio vicino Como quel momento giunge quando le forze dell'ordine cominciano a perquisire una certa cantina \magazzino a Stretta Bagnera in cerca di indizi.

ALLA STRETTA BAGNERA  UNA CANTINA UNA VOLTA C'ERA...

La Stretta Bagnera.
Un nome ben meritato.
Il viaggiatore che voglia addentrarsi per le vie  centrali di Milano senza volersi limitare solo ai suoi angoli più turisticamente conosciuti o nominati potrebbe ad un certo punto imbattersi in una stretta, strettissima viuzza a forma di L.

L'Angolo di Trixie #3!

Happy Halloween from Trixie the Cat!
Buon Halloween a tutti dalla gatta Trixie!




ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! - Seconda Parte

NOTA: Inizialmente il mio dossier sul Caso di Antonio Boggia avrebbe dovuto essere di sole due parti. Ma la seconda parte era venuta troppo lunga perfino per i miei standard. Data la mia assenza dal blog di questo periodo(causa impegni personali)  ho voluto dividere il post per poter disporre di una riserva di articoli per i presenti giorni. Di conseguenza il finale del dossier lo troverete in un terzo e conclusivo intervento che avverrà nei prossimi giorni e che conterrà anche una carrellata su alcuni serial killer precursori di Boggia e che operarono e furono condannati prima dell'Unità d'Italia.
Nel frattempo: Buona Lettura e Buon Halloween a tutti!

La prima parte è uscita QUI.

“Ero un errore della natura, una bestia impazzita”.
Andrej Romanovič Čikatilo

“In tutta sincerità noi odiamo questo mondo.”
Marshall Applewhite

Probabilmente in queste due frasi è racchiusa una parte della verità riguardo alla vera natura degli assassini seriali, qualcosa di quanto avviene all'interno delle loro menti o nel chiuso delle loro anime.
Sempre che ne possiedano una.
Già perché nonostante tutti gli studi in proposito, gli sforzi degli studiosi ed in barba a tutti i progressi fatti nel settore della Criminologia ci sarà sempre qualcosa che continuerà a sfuggirci del tutto, quella minuscola e sottile fiammella che ci fornisce il discrimine tra un essere umano ed i suoi simili.

Prendiamo il caso di Antonio Boggia, ad esempio.
Può essere definito un "errore della natura?" "Una bestia impazzita?" In tutta coscienza possiamo dire "Che odia il Mondo?"
Oppure si tratta semplicemente di un sociopatico che lucidamente persegue con fredda determinazione un suo -sia pur folle e malato- progetto personale?
E guai a chiunque si ponga sulla sua strada.
Anche questa però rischia di essere una definizione fin troppo riduttiva.
Nel frattempo il Mondo attorno a lui si è trasformato ancora una volta.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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