ACCADE IN ITALIA #14 - Le Segnalazioni di Maggio.

Quella che si sta apprestando  a concludersi è stata una settimana infernale per il sottoscritto, tra una recrudescenza dell'asma e vari colloqui di lavoro in situazioni al limite del kafkiano.
Non nascondo una certa stanchezza, non escludo di prendermi qualche giorno più avanti qualche giorno di stacco totale. Nel frattempo cosa c'è di meglio per rinfrancarsi di una nuova carrellata di novità e di segnalazioni ?
Bene, procediamo senza indugio.

Galleria Abitata by Alessia H.V.
del blog "Sicilianamente"

Nel frattempo diamo spazio ad un'altra bella illustrazione di Alessia del blog Sicilianamente,  fantastica anche questa, vero?

1) " LA CASA SULLE SABBIE MOBILI" DI CARLTON MELLICK  III

Mi scrive Marco Carrara, il Duca di Vaporteppa per segnalarmi l'ultima uscita della sua Casa editrice. La ghiotta notizia è che si tratta un opera dello scrittore americano Carlton Mellick III


TITOLO: La Casa sulle Sabbie Mobili
TITOLO ORIGINALE: Quicksand House
AUTORE: Carlton Mellick III
TRADUTTORE: Silvia Sciascia
EDITORE: Vaporteppa - Antonio Tombolini Editore
GENERE: Fantascienza, Horror, Bizarro Fiction
PREZZO: 4,99 euro
PAGINE: 187 pagine stimate (58.000 parole, escluse note editoriali e postfazione), ma Amazon dice 244 conteggiando tutto... odio i conteggi pagine stimati...
DATA DI USCITA: 18/4/2016 
TRAMA:
Tick e Polly non hanno mai incontrato i loro genitori. Sono confinati nell’appartamento dei bambini dove crescono sotto le cure dell’anziana Tata Warbourogh, nell’attesa di poter incontrare mamma e papà e andare a vivere nel resto della casa. Dopo anni di attesa ormai Polly è diventata troppo grande per i vestiti che ha nell’armadio e dei genitori non c’è ancora nessuna traccia.

Quando i macchinari che rendono autosufficiente l’appartamento iniziano a guastarsi, Polly e Tick sono obbligati ad affrontare il resto della casa. Li aspetta un labirinto di stanze e corridoi in rovina, abitato da creature mostruose che cacciano nelle ombre. La ricerca dei genitori diventa una battaglia per la sopravvivenza, nella disperata speranza di trovarli prima di morire di fame. Il mondo fuori dalle poche stanze in cui sono cresciuti è molto diverso da quello che pensavano di trovare, e più attraversano la casa e più svelano misteri che non avrebbero mai voluto scoprire.

Uno dei libri più intimi e toccanti della produzione di Carlton Mellick III.
Articolo di uscita:
http://www.vaporteppa.it/elettrodiario/perduti-nella-propria-casa/ 
Approfondimento sulla Bizarro Fiction (allegata in tutti gli elettrolibri):
http://www.vaporteppa.it/approfondimenti/introduzione-alla-bizarro-fiction/


MINIBIO AUTORE:Carlton Mellick III è nato nel 1977 a Phoenix, in Arizona. È uno degli autori principali della Bizarro Fiction. Ha pubblicato decine tra romanzi e romanzi brevi, quasi tutti con Eraserhead Press. Ama scrivere segregandosi per settimane in un motel, senza contatti col mondo esterno, dormendo il meno possibile e lavorando il più possibile fino a raggiungere uno stato mentale in cui anche i sogni che fa trattano ciò di cui sta scrivendo e lo ispirano.
LINK ACQUISTO:
StreetLib: http://store.streetlib.com/la-casa-sulle-sabbie-mobili
Amazon: http://www.amazon.it/Casa-sulle-Sabbie-Mobili-Vaporteppa-ebook/dp/B01EDM5G5E/


2) "SELENE" DI VALERIO DALLA RAGIONE.

Qualche settimana fa mi ha contattato, Valerio Dalla Ragione, un giovane autore esordiente.
Io segnalo sempre con piacere gli esordienti perché mi ricordo ancora di quando l'esordiente ero io, quindi ben volentieri dedico spazio al suo "Selene".



Sinossi: 
Un mondo più volte ricostituitosi e riformato sulla base di una classicità ormai in degrado, una debole integrità sociale e un trattato che da secoli regola i rapporti fra le città-Stato sopravvissute alla guerra: Redui ed Eyodasmi. Nell'umanità complessa e delicata del sesto millennio, quattro studenti lasciano la loro città natale in vista di un'istruzione di più alto livello nella capitale culturale dell'epoca. Le tensioni sociali e i risvolti ideologici che dominano la scena trascinano e sconvolgono le vite dei quattro amici, le cui esperienze li porteranno a compiere azioni che non avrebbero mai pensato di dover giustificare né nei propri confronti che in quelli del mondo che li circonda.
L'ottimismo, la fiducia nella conoscenza e nelle proprie capacità si mostrano ora in tutta la loro illusorietà, e le ragioni dei più sporchi crimini come dei meriti più alti rimangono in sospeso, imbrigliate nelle azioni e nei dialoghi dei protagonisti.




Bio:
Toscano, anno 1995. Ho studiato al Liceo Classico F. Petrarca di Arezzo e al momento sto conseguendo la triennale in economia alla Copenhagen Business School. Selène è la mia prima pubblicazione, primo romanzo di una trilogia fantascientifica in lavorazione.

Link amazon (eBook): 
http://www.amazon.it/Sel%C3%A8ne-Valerio-Dalla-Ragione-ebook/dp/B00W2UZ11Y/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1460463006&sr=1-1&keywords=sel%C3%A8ne+valerio+dalla+ragione

Link pagina facebook della saga: 
https://www.facebook.com/sagadiselene 

3) "IL MONDO DELL'ALTROVE"  DI SABRINA BIANCU

Mi contatta Sabrina Biancu,  una scrittrice sarda per parlarmi della sua raccolta di racconti a tema fantastico. 
Sono ben felice di ospitare anche lei su questa rubrica:


Autore: Biancu Sabrina 
Titolo dell'opera: Il mondo dell'altrove
Genere: Narrativa
ISBN: 88-471-0785-4
Prezzo: € 12,00
Numero Pagine: 116
Casa editrice: Marco Del Bucchia Editore
Anno/data di pubblicazione: luglio 2015



Trama/sinossi breve: Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
Trama/sinossi lunga:
Il testo è composto da cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia.
Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima.
Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire.
La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati.
Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
Il prologo e l’epilogo rappresentano due parti della stessa storia, una metafora che descrive l’animo umano, dapprima in tumulto, sconsolato e triste, pieno di problemi e insicurezze, che, nella seconda parte   sboccia, grazie alla vicinanza delle persone che lo aiutano a credere in se stesso, a superare le difficoltà e a capire di avere uno scopo nella vita. Fa un viaggio introspettivo lungo e doloroso per arrivare ad essere felice e circondato da tanto amore da dare e ricevere. È come se ogni storia fosse una tappa di quel viaggio, in cui si cresce e si matura un po’ per volta per arrivare ad essere una persona meravigliosa, quella che si è sempre voluto essere ma che sembrava così lontana e non alla propria portata.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare: con Elia conosceremo l’animo buono di chi mette a disposizione la sua cucina senza chiedere nulla in cambio se non delle chiacchierate; Rosy, bambina viziata, grazie al suo anatroccolo si farà un esame di coscienza per capire cosa deve migliorare; Tea, dopo aver perso il figlio ha smesso di avere amici e di vivere, sarà l’animo buono di un bimbo di nome Pietro a farle capire da dove viene veramente il suo male; Desideria, ragazzina sempre allegra, aveva smesso di sorridere dopo un’epidemia che le aveva deturpato il viso, ma il suo amico André che le vuole molto bene le farà capire che ciò che conta di più è la bellezza interiore; la stellina Irina, infine, a differenza degli altri astri, ha uno scopo nella vita e aiuterà una giovane donna a capire che un amore non corrisposto si deve lasciar andare. 


Biografia: Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l'adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente, uno stato d’animo positivo, il ricordo di una giornata; cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione
Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

Estratto
"ogni problema ha una soluzione, solo alla morte non c’è rimedio. Se uno cade deve avere la forza di rialzarsi, se uno sbaglia deve capire i suoi errori e andare avanti con consapevolezza, se è in una brutta situazione deve rimboccarsi le maniche e dare una svolta alla sua vita e se non crede in sé deve cercare quella fiducia che gli permetterà di fare ciò che vuole. Non piangerti addosso, non serve a nulla, sii fiducioso, ottimista, credi in te e nelle tue capacità. Trova quello che più sai fare e metti in pratica la tua arte, prima per te stesso e poi per gli altri. Amati incondizionatamente, con tutto te stesso, con la forza che possiedi, e potrai pensare, provare e agire in tutto ciò che sai di riuscire. Tutto si può, basta volerlo.
Utilizza tutto questo, destati da questo stato d’insicurezza e paura e realizza la vita che vuoi. Credici con tutto te stesso e con orgoglio e tenacia riuscirai a uscire dallo stato di negatività in cui sei entrato. Una cosa ti chiedo: abbi fiducia, o fede, o speranza, chiamala come vuoi ma abbine tanta, questa è la chiave per aspirare a una vita migliore.”

Ed anche per questo giro, abbiamo terminato.
La prossima puntata di "Accade in Italia" sarà dedicata a qualcosa di diverso dai libri, anzi verterà su un film e per l'occasione potrei anche presentarvi qualche altro illustratore meritevole di segnalazione.
Nel frattempo, quale tra tutte le segnalazioni avete gradito maggiormente stavolta?

FANTASCIENZA IN RUSSIA: INTERVISTA CON ANDREY MALYSHKIN

Innanzitutto mi scuso per i ritardi di questi ultimi giorni ma tra una brutta influenza e alcuni colloqui di lavoro ho davvero avuto poco tempo per la rete. L'intervista di oggi sarà un poco diversa dal solito, tempo fa avevo voglia di approfondire quale fosse lo stato di salute del mondo della fantascienza in Russia ( all'epoca dell'Unione Sovietica il genere aveva fama di godere di una certa vivacità, ma oggi?). Lo scrittore Francesco Verso, che bazzica abbastanza spesso quelle latitudini, mi disse che la persona giusta con cui parlare per avere un primo quadro della situazione era l'appassionato Andrey Malyshkin.
Andrey ( e mi scuso anche con lui per i ritardi nella messa online di questa intervista ) è stato uno degli organizzatori dell' Eurocon 2015 tenutosi proprio a San Pietroburgo.
Quindi eccovi il risultato di quella nostra chiacchierata, consideratelo un primo passo per approfondire lo studio su una realtà poco conosciuta.
( For the english version, please: scroll down)



Nick:  Ciao Andrey, è un piacere averti ospite del mio blog. Come prima domanda io ti chiedo di presentarti ai lettori del mio blog.

Andrey Malyshkin:   Ehi, io non so nemmeno come presentare me stesso. intendo così cominciare dal semplice - io sono un lettore di fantascienza, nell'accezione del termine che ad esso dà Clute (principalmente  all'estero). Sono un lettore di fantascienza e fantasy, e realismo magico, e le opere del 18° e del 19° secolo, opere che i ricercatori considerano come precorritrici del genere e influenzato lo sviluppo del genere. In secondo luogo, io sono un Fan, che, anche se non spesso, ha partecipato a varie convention, sia russe che europee. In terzo luogo, in alcuni casi  ho potuto contribuire alla organizzazione di eventi, in particolare, sono stato uno dei curatori della sezione anglofona di Eurocon-2015,  una convention tenuta a San Pietroburgo. Cerco anche di diffondere la  fantascienza in Russia (e, per questo sto partecipando a questa intervista), sono anche uno dei membri dell'amministrazione del più grande sito web in lingua russa dedicato al fantastico - Fantlab.ru. Probabilmente ci sarebbe ancora tanto altro da dire

MIDNIGHT CLUB #6 : IL MORTO VIVENTE !


"Questo è il Midnight Club!
B
envenuti!
mettetevi comodi e raccontateci la vostra storia.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
Sentitevi a casa vostra.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
I bambini lasciati incustoditi saranno venduti come schiavi"


Domani  1 Maggio, sarà il compleanno del sottoscritto, di conseguenza, fedele ad una tradizione consolidata da anni per qualche giorno il sottoscritto rallenterà un poco le sue attività online, ufficialmente per rimanere solo con il mio dolore ed accettare l'idea che ormai la vecchiaia e la decadenza incombono sovrane nella mia vita. Ufficiosamente perché sempre da tradizioni millenarie impiegherò le prossime giornate a gozzovigliare come se non ci fosse un domani, tra libri, fumetti, DVD, un calice di Bordeaux ed un tagliere di formaggi.

Il blog non si fermerà, semplicemente potrei ritardare nel rispondere a qualche mail o a qualche commento.
Vi assicuro però che penserò ad ognuno di voi, l'occasione infatti mi serve per ringraziare tutti voi che mi seguite da anni.
Se Nocturnia ha potuto continuare a partire da quel lontano giorno del 2011 e se ha ottenuto qualche successo il merito è vostro.
Grazie gente! Nel frattempo: vi cuccate una nuova puntata del Midnight Club! 

Non invitata, assolutamente inaspettata giunge  uno di quei brevi e strani post per brevi storie, in alcuni casi dei semplici flash.
 Storie macabre, fantastiche, dedicate a figure particolari della storia, eventi e personaggi "strani," a volte semplicemente fuori dalla norma ma incastonati in vicende troppo brevi da inserire nei normali Dossier Mysteri Notturni 
Questo post come tutti quelli futuri contrassegnati con questo banner  andrebbe letto sul finire del giorno, quasi verso la mezzanotte, un po come quei racconti sui fantasmi che i nostri nonni raccontavano  attorno ad un fuoco; figurine di un album,  tessere di un antico domino, ospiti non invitati delle vostre serate, desiderosi di raccontarvi la loro vicenda umana.

Ed anche le loro vicende inumane.
Chiudete bene la porta, assicuratevi di aver serrato correttamente le finestre e soprattutto lasciate accesa la luce.
Andiamo a cominciare.

- LA SEPOLTURA PREMATURA


Qual'è la paura più grande della razza umana?
Da sempre, dal momento in cui abbiamo cominciato ad aver coscienza di noi stessi, c'è un timore che ci ha sempre accompagnato.
La paura della morte.
Chiunque di noi ci ha pensato almeno una volta nel corso della vita.
Possiamo temerla, possiamo fingere di esserne indifferenti ma sappiamo che quel momento arriverà.
Eppure se ci fermiamo a riflettere, esiste qualcosa di perfino peggiore, un timore che renderebbe tutto quanto il resto infinitesimale.
Soprattutto perché si tratta di una esperienza che è capitata.
Ad un numero infinitesimale di persone ma è avvenuta.
Sto parlando dell'essere considerati defunti per errore.
Anche in tempi piuttosto recenti.

- UNA NOTTE IN SUD AFRICA.

E' il 1993 e per Sipho William MdLetshe sembra essere arrivata la fine di una giornata come tante altre.   Sipho William MdLetshe sta decisamente vivendo in periodo interessante, il suo Sud Africa dopo decenni sembra stia finalmente dando l'addio alla politica dell' Aparteid 
C'è un presidente bianco, Frederik de Klerk che sta decisamente concedendo più diritti ai neri come Sipho.  C'è un leader nero, Nelson Mandela che dopo essere stato liberato dalla prigione si sta trasformando nel leader di tutta una nazione.
Dopo anni di scontri adesso si sta trattando e pochi mesi prima, entrambi il leader nero ed il presidente bianco sono stati insigniti del Nobel per la Pace.
Si, decisamente spira un vento nuovo per il Sud Africa, si respira un clima diverso e già si vocifera che il prossimo presidente avrà la pelle dello stesso colore di Sipho.
Ma in quella sera tutto questo a Sipho non interessa.
Sipho William MdLetshe è in macchina, è in compagnia della compagna della sua vita. Sipho è giovane: ha solo 24 anni.
 Ha tutta la vita davanti, ha tutto il mondo nelle sue mani.
Questo almeno fino al momento dell'incidente.

Perché anche nel Sud Africa in via di pacificazione del 1993 capitano gli incidenti stradali e quello in cui viene coinvolta la giovane coppia è davvero uno di quelli brutti.
Ci sono sangue e rottami ovunque, una confusione indescrivibile e quando arrivano i soccorsi lo scenario non è certo dei migliori.
Mentre la moglie viene medicata, tra tutti, Sipho sembra essere quello che ha avuto la peggio.
Il giovane viene dichiarato clinicamente morto.

- IO ZOMBI.


Trasportato in ospedale, il decesso viene confermato ed  il corpo viene rinchiuso in una delle celle mortuarie dell'obitorio.
Ci rimane due giorni.
Alla fine del secondo giorno, il silenzio dell'obitorio viene infranto.
I pochi addetti presenti quasi non riescono a credere alle loro orecchie.
Da uno dei loculi, da quello dove è rinchiuso un certo Sipho William MdLetshe, dichiarato morto due giorni prima, provengono forti rumori ed urla disperate.
Uno di questi addetti si fa coraggio, apre la finestra del loculo e ne tira fuori un uomo indubitabilmente spaventato ma vivo.

Vivo.
Sipho William MdLetshe è vivo.
Le analisi non lasciano dubbi. il giovane sud africano era semplicemente entrato in una sorta di coma da cui si è risvegliato spontaneamente.
A 24 anni Sipho è come se fosse venuto al mondo per la seconda volta.
Un vero e proprio sopravvissuto.

Un lieto fine?
Non completamente.

Quando la moglie rivede Sipho si rifiuta di tornare assieme a lui, si rifiuta finanche di farlo tornare nella loro casa.
La donna si dichiara troppo spaventata, per lei quello che si trova davanti non è più suo marito, ma uno" zombi", un "morto vivente" che ha preso il posto del suo uomo.
Cosa di cui è convinta tuttora oggi.
C'è qualcosa di peggiore della morte o della paura della morte, c'è qualcosa di più pericoloso del coma.
E si chiama "superstizione".
Sipho William MdLetshe è riuscito a sconfiggere il coma, ma di sicuro non ha sconfitto la superstizione.
Magari, volendo ribaltare anche questa prospettiva, potremmo invece arrischiarci a dire che in Sipho è stato fortunato anche sotto questo aspetto.
In fondo chi di noi vorrebbe accanto a sé un compagno o una compagna che non sanno amarci nei momenti di difficoltà?

VOLTI DA FILM.

Il recente post su 4 Mosche di Velluto Grigio a quanto sembra ha avuto successo, segno che sull'argomento "Cinema di Genere italiano" (o se preferite, "Cinema Bis") c'è ancora tanto interesse.
Proviamo quindi a tornare sulla materia, affrontandola però da un punto di vista differente.
In passato ho parlato spesso delle "Facce da Telefilm", cioè di quegli attori, che magari non notiamo immediatamente, ma  i cui nomi e volti ricorrono spesso nelle produzioni per il piccolo schermo.
Quindi, perché non provare a fare lo stesso tipo di discorso anche per il "grande" schermo?
Quindi, ecco a voi, un paio di esempi di "Volti da Film".

-FULVIO MINGOZZI (1925-2000)

Confrontandola con l'attuale pochezza sembra quasi incredibile pensare alla grande qualità e varietà di attori coinvolti nel nostro Cinema durante gli anni d'oro. Molto spesso si tratta di caratteristi, altre volte di attori talmente apprezzati da ben determinati registi, al punto di essere chiamati - magari anche per piccoli ruoli, magari anche per semplici comparsate - in tutti i film che quei registi si accingevano a girare.
Prendiamo il caso del ferrarese Fulvio Mingozzi.
 Il nome probabilmente non vi dirà niente, però se in vita vostra avete visto anche solo "un" film di Dario Argento allora sicuramente avete visto la sua faccia.
Già, perché Mingozzi, che aveva comunque avuto una discreta carriera già a partire dai primi anni '60s ( tra le altre cose era apparso nel Kriminal del 1966) era talmente stimato dal regista romano al punto che questi lo chiamò praticamente in tutti i suoi primi lavori.

Ecco quindi che nel film del debutto  argentiano L'Uccello dalle Piume di Cristallo,  realizzato nel 1970  il buon Mingozzi interpreta la parte di un poliziotto,  ruolo che riprenderà nel successivo Il Gatto a Nove Code: In 4 Mosche di Velluto Grigio, lo rivediamo invece nelle vesti del Manager musicale del protagonista. In Profondo Rosso (1975)  Dario Argento si concede una divertita  citazione affidando ancora una volta all'attore il ruolo di un agente e per rincarare la dose battezza il personaggio chiamandolo Mingozzi esattamente come il suo amico attore.
 Due anni dopo, ritroviamo l'interprete nelle primissime sequenze di Suspiria: è infatti  lo scortese tassista tedesco che accompagna Jessica Harper all' Accademia della Danza di Friburgo.
In Tenebre del 1982  è  Alboreto, il custode del residence dell' Eur dove va a risiedere Anthony Franciosa nel suo sanguinario soggiorno romano.


Nel frattempo, Mingozzi non è stato certo con le mani in mano, nell'intervallo tra un film di Dario Argento e l'altro, l'uomo ha partecipato a decine di altre pellicole, tra spaghetti western;  pellicole del terrore; poliziotteschi e commedie. Però il suo volto ed il suo nome continuano ad essere associati alle produzioni argentiane, quasi un marchio di fabbrica, un sigillo di continuità.
Sembra un binomio indissolubile, però ad un certo punto qualcosa succede.
Phenomena è l'ultima collaborazione tra i due, nella pellicola del 1985 Fulvio Mingozzi appare quasi nascosto in un minuscolo cameo, nel ruolo del padre di una delle vittime.
La scena facente parte di un finto servizio televisivo, appare quasi un malinconico commiato dell'attore e al tempo stesso la fine di un epoca e l'inizio del de profundis per la creatività di Dario Argento.
Molto probabilmente Fulvio Mingozzi era già stanco e cominciava ad avvertire i primi sintomi della malattia che avrebbe condizionato gli ultimi anni della sua vita.
La stessa malattia che ha finito a per portarlo alla morte nel corso degli scampoli dell'Estate del 2000.

- IAN MCCULLOCH  (1939 -.....)


Che il Cinema italiano (almeno fino a parte degli anni '80's) fosse dotato di una ricchezza e di una varietà invidiabile è un dato di fatto.
 I motivi erano tanti: la presenza di tanti geniali artigiani alla regia, produttori magari anche furbetti e cialtroni ma che erano in grado di fiutare l'affare giusto, la capacità di trovare soluzioni sia a livello narrativo che tecnico anche con bassi budget e tante altre combinazioni favorevoli.
Quel tipo di Cinema, tra le altre cose, attirava la presenza di attori di tutto il mondo, spesso si trattava di ex star americane che venivano nel belpaese a godersi gli ultimi scampoli di carriera ( o a sognare un non così improbabile rilancio), altre volte si trattava di attori europei chiamati dalle allora frequenti coproduzioni...ed è proprio grazie a quelle coproduzioni che le pellicole italiane potevano vantare ricche presenze di interpreti francesi, tedeschi, spagnoli ma anche greci, inglesi, olandesi, brasiliani ed austriaci ( e del resto, la cosa era reciproca visto che è possibile rintracciare  la presenza anche dei nostri attori in molte pellicole francesi e tedesche degli anni '70s). A volte ancora si trattava di modelle internazionali che si fermavano a Cinecittà in cerca di ingaggi, o di amanti danarosi. C'era poi un 'ultima categoria che gravitava attorno a quel mondo, e cioè interpreti che una volta ottenuto un enorme successo nel loro paese in produzioni televisive o cinematografiche tentavano la strada del successo internazionale partecipando a produzioni di genere nostrane.

Lo scozzese Ian McCulloch apparteneva proprio a quest'ultima categoria.
McCulloch - i lettori di Nocturnia appartenenti alla mia stessa generazione lo ricorderanno - era un attore che godeva di una certa notorietà presso il pubblico televisivo degli anni 70s; per tre anni, dal 1975 al 1977 ) aveva vestito i panni di Greg Preston uno dei protagonisti de I Sopravvissuti ( Survivors ) la serie culto BBC  a tema apocalittico a sbarcata parzialmente anche sugli schermi Rai.


Il personaggio di Preston, deciso e pragmatico al limite del cinismo era diventato ben presto uno dei beniamini del pubblico, ma per dissidi con la produzione nel corso della terza stagione  (inedita in Italia) il suo ruolo era stato prima ridotto e poi totalmente cancellato dallo show). Inoltre l'attore nel corso dei tre anni di vita della serie si era progressivamente imbolsito diventando sempre meno credibile nel ruolo del prestante eroe.
Però a fine decennio il suo era ancora "un nome" spendibile e che poteva essere investito a livello internazionale.
E , negli anni 70 s cosa c'era di meglio a livello internazionale di un film italiano? Magari di un bell'horror?
Le cose però sarebbero andate in maniera leggermente diversa rispetto alle aspettative.


L'attore di Glasgow venne chiamato infatti da Lucio Fulci per un film entrato nella storia, ma che sin da subito subì diverse accuse di plagio da parte di Dario Argento e George A. Romero: Zombi 2.

Fulci, regista geniale ma dotato di un leggendario caratteraccio e di comportamenti ai limiti del sadismo, specie nei confronti delle attrici, non era certo una persona facile con cui lavorare.
In più si scontrarono due diversi modi di lavorare, due differenti maniera di intendere il professionismo.

Su Zombi 2 nacquero diverse leggende, numerosi gustosi aneddoti, molti dei quali raccontati dallo stesso divertito McCulloch.
Un primo segnale (ed anche un primo scontro ) arrivò nel momento dello sbarco in terra americana per girare alcune scene all'interno della città di New York. Ingenuamente McCulloch si recò negli uffici competenti per richiedere un permesso a fini lavorativi, ma, non solo gli venne risposto che non risultava a nessuno il fatto che si dovesse girare un film italiano in quei giorni a New York quanto subito dopo l'attore  dovette sorbirsi le rimostranze di un arrabbiatissimo  Fulci.
Infatti la quasi totalità delle scene girate nella Grande Mela, compresa quella famosissima del finale in cui gli zombi attraversano il Ponte di Brooklyn furono girate di nascosto, nelle ore dell'alba, senza chiedere nessun permesso.



In un altra scena, per salvare l'attrice Auretta Gay che, pur non sapendo nuotare, era stata costretta dal regista ad immergersi nelle acque dell'oceano l'attore britannico sbattè con la testa contro una bombola dell'ossigeno rimediando almeno quattordici punti di sutura mentre un sempre più nevrastenico regista sbraitava per via delle riprese rovinate.
Dopotutto il nervosismo di Lucio Fulci era anche parzialmente comprensibile, il regista romano proveniva da alcuni flop al botteghino, in più Fulci era giunto a questa regia solo dopo la rinuncia dell'amico Enzo G. Castellari.  Quindi per lui Zombi 2 rappresentava l'occasione per il rilancio, la possibilità di poter riemergere, pur sapendo di poter contare solo un ridottissimo budget a disposizione.
Da quel giorno in poi però l'incolpevole Auretta Gay venne ribattezzata dal vendicativo regista con il soprannome l'avrebbe accompagnata per il resto della sua (breve ) carriera, e cioè  "Caghetta Gay" !
Per quanto riguarda invece i rapporti tra Fulci e McCulloch, tutto sommato rimasero improntanti ad una sorta di "rispetto professionale", il film venne portato a termine e -polemiche a parte - divenne uno dei più famosi di Fulci.

Per quanto concerne Ian McCulloch, l'attore per un certo periodo, continuò ad orbitare nell'ambiente del Cinema Bis italico interpretando ancora un paio di horror (ricordo in particolare Zombi Holocaust girato da Marino Girolami e il Contamination di  Luigi Cozzi, entrambi realizzati nel 1980) prima di tornare in patria.
Ancora oggi racconta con piacere la sua esperienza "italiana" e accetta con piacere le vesti di icona (sia pure per un breve periodo ) del nostro Cinema Bis.
Tuttavia rivedendo  quel tipo di film che producevamo, gli attori europei che bazzicavano i nostri film e le coproduzioni tra nazioni che ne erano coinvolti e i vari generi e sottogeneri che venivano fuori, mi è sorto un leggerissimo dubbio: non è che eravamo più "in" Europa nel periodo compreso tra gli anni 50'  e i 70's rispetto ad adesso?
E non è che forse c'era "più" Europa all'epoca ?
Io la risposta me la sono data.
E non mi è piaciuta.

Un Quasi MeMe Cinematografico...anche per Nocturnia!

Sono un grande appassionato di Cinema, penso che questa mia affermazione non stupirà nessuno tra quelli che mi conoscono. Uno dei miei sogni sarebbe proprio quello di poter parlare(in un futuro dossier notturno)  di quanto accadde al Cinema italiano all'epoca della Seconda Guerra Mondiale, nel tragico e grottesco periodo di Salò, quando alcuni artisti come Luchino Visconti rifiutarono (giustamente, per quanto concerne il sottoscritto)  di aderire, anzi contrastarono quella fallimentare parodia di governo - che però ricordiamolo Salò ebbe il torto di contribuire a trascinare l' Italia  dentro una sanguinosa guerra civile ed oltretutto chi era dalla parte di Salò, ricordiamoci anche questo stava dalla stessa parte delle SS che rastrellavano gli ebrei per mandarli ad Aushwitz (perdonatemi la nota politica, ma oggi è comunque il 25 Aprile e  i negazionisti, i giustificazionisti o quelli che sostengono che "tutti i morti sono uguali", "che non esisteva una parte giusta o una parte sbagliata" in questo caso non sanno nemmeno di cosa parlano!) Altri come Amedeo Nazzari ripararono al sicuro in Spagna, mentre altri ancora aderirono alla Cinematografia di Salò andando a lavorare negli studi veneziani della Scalera Film: si tratta di nomi oggi dimenticati come Bianca Doria, Elio Steiner; Luisa Ferica; Osvaldo Valenti e così via.
Fu un periodo molto complesso, che si intreccia con momenti drammatici e con episodi crudeli, quali le scorribande della Banda Koch,  e che ancora non mi sento pronto ad affrontare.
Forse l'anno prossimo, forse mai dato che mi sento inadeguato a trattarne.



Dopo questa lunga introduzione ( e me ne scuso) ne approfitto per partecipare aduna bella iniziativa nata dal blog Sofàsophia e continuata da amici come MikiMoz; Ivano Landi e Ariano Geta, lo faccio con piacere. Lo farò comunque nel solito modo Nocturniano, spero che l'autrice mi perdoni qualche piccola deviazione.
Del resto la invito a passare sul blog per farmi sapere le sue impressioni.

25 INDISCRETE DOMANDE CINEMATOGRAFICHE

1. Il personaggio cinematografico che vorrei essere?

Da bambino avrei amato essere Zorro, oppure un misto di Bud Spencer e Terence Hill, oggi che ho compiuto quasi 47 anni e che di Bud Spencer ho preso solo i chili mi accontenterei di essere un personaggio del gruppo del film Gli Amici del Bar Margherita di Pupi Avati.
O del Bar Sport di Stefano Benni.
Apprezzo molto questi film che non si prendono troppo sul serio.

4 MOSCHE DI VELLUTO GRIGIO.

Roberto Tobias, giovane batterista di un gruppo Rock da diversi giorni sente di essere pedinato da un oscuro individuo in impermeabile nero. Una sera  si decide ad affrontare il suo misterioso persecutore all'interno di un teatro abbandonato, nella colluttazione che ne segue per un tragico errore il musicista finisce per ammazzare l'uomo misterioso.
All'interno del Teatro però qualcun altro, una persona col volto nascosto da una maschera infantile, ha fotografato l'omicidio.
Da quel momento in poi per Roberto Tobias inizia un incubo ben peggiore: l'uomo viene continuamente minacciato ed aggredito, le persone accanto a lui cominciano ad essere uccise mentre il musicista finisce per non sentirsi più sicuro nemmeno dentro la propria casa.
Per paura l'uomo non svela niente né alla moglie Nina e nemmeno ai suoi migliori amici, ma quando le morti cominceranno ad essere troppe, quando anche la sua amante Delia finirà sotto i colpi dell'assassino Roberto Tobias non potrà più far finta di niente.
Quando anche Nina sarà partita un sempre più spaventato Roberto Tobias potrà contare solo sull'aiuto di tre persone: del clochard "Diomede" detto Dio, del suo amico detto "il Professore" e di Gianni Arrosio un bizzarro investigatore gay con alle spalle 84 casi non risolti.
La soluzione all'enigma può celarsi all'interno dei sogni che sempre più spesso accompagnano le notti del musicista?

Ci sono incontri che sembra non possano mai avvenire, sopratutto per quanto riguarda il Cinema.
Si tratta spesso di universi che collidono, di collaborazioni che sembrerebbero impossibili.
Bud Spencer e Dario Argento, per esempio.
Si tratta di due personalità artistiche agli antipodi l'una dell'altra, di due maniere di intendere la Settima Arte apparentemente inconciliabili, a cui non penserebbe nessuno, nemmeno il più sfrenato appassionato di Cinema di Genere.
Eppure è avvenuto, c'è stato un caso in cui questo è successo.



TAMAN SHUD: LO STRANO CASO DELL'UOMO DI SOMERTON. - Sviluppo.

La prima parte è uscita QUI.

"Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo."
Hermann Hesse.

"Non c’è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino."
Joseph Conrad.

Quasi come un vento leggero il mistero dell'uomo senza nome comincia ad aleggiare per tutta l' Australia. In pochi giorni si passa dai trafiletti in terza e quarta pagina dei quotidiani locali alle prime pagine dei grandi giornali nazionali, già il 2 dicembre del 1948, la piccola rivista The Advertiser ritiene di poter rivelare l'identità dell' uomo senza nome; il cadavere ignoto altri non sarebbe che E. C. Johnson un qualunque uomo della strada di Adelaide.
E per un poco tutti sembrano concordare.
Peccato che già la mattina del 3 dicembre il vero  e vivo E. C. Johnson non i presenti alla sede della polizia negando ogni legame con il cadavere di Somerton.

INTERVISTA CON MAICO MORELLINI.


Come promesso oggi vi propongo l'intervista con lo scrittore Maico Morellini, l'autore di opere come il romanzo Il Re Nero e il lungo ciclo de I Necronauti. Ringrazio Maico per la sua gentilezza e disponibilità ed anche per essersi sobbarcato questa lunga intervista ( Mi sa che, almeno finora, questa sia stata l'intervista più complessa a cui tu ti sia dedicato, vero Maico?). Questa chiacchierata in origine era nata per essere pubblicata solo su Nocturnia, ma in occasione del progetto Pax Fantascientifica apparirà in contemporanea  (grazie anche all'entusiastica collaborazione di Alessandro Iascy) anche sulla rivista digitale Andromeda. Un' ottima occasione per i lettori di entrambi i siti di conoscere meglio ambedue le pubblicazioni. Il link dell'intervista su Andromeda è questo.
Mentre per approfondire meglio la conoscenza di Morellini: qui trovate il blog dell'autore, mentre questa è la scheda da me dedicata allo scrittore di Reggio Emilia.
Buona lettura!!!
Attendo i vostri commenti! 

Nick:  Ciao Maico ! Benvenuto. Come prima domanda ti chiedo di presentarti ai nostri lettori e di parlarci del primo momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore.

Maico Morellini:  Ciao, e grazie dell’invito!
Cercherò di presentarmi in due parole, senza ammazzare di noia i lettori. Sono nato nel 1977, mi sono fatto le ossa leggendo fumetti e ho militato a lungo tra le fila del vasto esercito dei giocatori di ruolo. Ho iniziato a battere i primi tasti di una bella Olivetti intorno alle seconda media, fine anni ottanta per intenderci, ma ho deciso di dedicarmi con determinazione alla scrittura qualche anno più tardi. Alcuni esperimenti, complici insegnanti che accettavano temi fuori dagli schemi, e poi ho iniziato a scrivere con regolarità. Del mio primo racconto ricordo che moriva un sacco di gente e che ho dovuto scrivere l’incipit quattro volte perché, visto che lo lasciavo ovunque, i miei genitori buttavano via il foglio di continuo.

 Nick:  In particolare cosa ti ha avvicinato alla fantascienza e al fantastico e quali sono stati gli scrittori ed i romanzi che ti hanno formato maggiormente come lettore prima ancora che come scrittore? Naturalmente puoi citare anche film, serie televisive, musica e tutto quello che ti viene in mente.

Maico: Il mio amore per il fantastico si è svolto in tre tempi. Sono stato letteralmente folgorato da ‘Il Ritorno dello Jedi’, visto al cinema nel 1983 quando avevo sei anni e di sicuro questo ha inchiodato il timone della mia creatività nella direzione della fantascienza. Poi mi sono avvicinato al mondo dei fumetti intorno ai dodici leggendo Dylan Dog, e questo ha dato sfogo alla mia vena horror. Poi, più o meno sempre in quel periodo, ho scoperto i romanzi. Asimov per primo, grazie ad amici e a un fratello più grande di me. Poi Bradbury, Heinlein, E alla fine è arrivato anche anche il fantasy che ha monopolizzato le mie letture per un bel pezzo. Poi cinema horror, di fantascienza e ‘Star Trek’ visto che di nuovi Guerre Stellari, all’epoca, non c’era nemmeno l’ombra.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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