Nuovi Ospiti Nocturniani!

Ottobre e novembre saranno per il sottoscritto due mesi- se possibile- ancora più incasinati del solito, di conseguenza potrebbe esserci qualche articolo corposo in meno (concluderò  il dossier sul Killer del Rossetto, ci sarà un netto ritorno all' horror, un apertura nei confronti del fantasy non commerciale, più una novità di cui parleremo alla fine) e anche qualche segnalazione mirata.
Come sapete, non amo particolarmente effettuare segnalazioni, ne ho sempre effettuate pochine e quasi esclusivamente per prodotti in cui credevo molto.
Dovendo scegliere preferisco le recensioni, le sento molto più mie.
Per il nuovo anno vorrei trasformare le segnalazioni in qualcosa "altro",  per ora però è ancora prematuro parlarne.
Di conseguenza nei prossimi giorni ci saranno un paio di segnalazioni classiche destinate a progetti interessanti.
Quelle che non mancheranno in questi due mesetti saranno le Interviste Nocturne
Anzi, eccovi un paio di anticipazioni sui prossimi intervistati:

Jonathan Maberry.

Sentivate nostalgia dell' Horror su Nocturnia?
Bene, tra poche settimane, prima della fine di ottobre troverete una bellissima intervista con uno dei nuovi maestri del settore, l'americano
Jonathan Maberry.

Autore di numerose zombie novels come le Benny Imura series, plurivincitore del Bram Stoker Awards, una storia personale e professionale affascinante dietro le spalle. Maberry una volta tanto, è un autore abbondantemente tradotto anche da noi grazie alle Edizioni Delos Books.
Un uomo che ha saputo prendere in mano il suo destino e cambiarlo in meglio.

Walter Jon Williams.

Rimaniamo negli States con l'autore di fantascienza Walter Jon Williams.
Williams è stato a lungo associato alla feconda stagione del Cyberpunk ma è un autore indiscutibilmente eclettico, in grado di passareattraverso la barriera dei generi letterari. 
Due volte trionfatore ai Nebula Awards Williams è stato pubblicato spesso nel nostro paese da Fanucci; Mondadori e Delos
 Un innovatore che si muove nel solco della tradizione, la sua sarà l prima intervista di novembre.

 

Jean-Pierre Fontana.

Con il francese Jean-Pierre Fontana torniamo invece nel vecchio continente.
Di origini italiane (venete per la precisione) Fontana è uno dei padri della moderna fantascienza francofona.
E anche del suo fandom.
Scrittore di romanzi e racconti, traduttore dall'italiano, organizzatore di Festival, Club e Convention in patria, è una di quelle figure imprescindibili
del fantastico europeo.
Da noi diversi suoi racconti sono stati presentati da Elara e Delos.
Con la sua presenza su Nocturnia continuiamo ad analizzare e a riscoprire
il mondo del fantastico internazionale in tutte le sue forme, in tutte le lingue e nazionalità possibili, senza limitarci al settore anglofono.

E le scrittrici? I disegnatori di fumetti? Gli attori?
Non svelo tutto, sono previste alcune sorprese, per il momento svelo solo che diverse interviste sono state mandate in giro, alcuni personaggi interessanti sono stati contattati ed hanno dato la loro adesione.

Il Giro d'Europa a Fumetti.

  In particolare per quanto riguarda gli illustratori e i disegnatori a fumetti, vi posso dire, che farò ripartire una cosa che ho battezzato come Il Giro d'Europa a Fumetti con alcuni articoli ed interviste con autori provenienti da diversi paesi del Continente, anche di realtà poco pubblicizzate o poco tradotte da noi, ma non per questo meno importanti.


Nelle mie intenzioni Il Giro d'Europa a Fumetti dovrebbe piano piano diventare un vero e proprio Dossier (con conseguente annessa pagina ) in cui far confluire recensioni, articoli e alcune interviste (tra cui alcune cose già effettuate)

Al momento ho trovato un ambiente ideale in Portogallo, con molti contatti interessanti.
Quindi troverete alcuni interventi dedicati al paese lusitano.
Dopo si passerà ad un altra nazione (considerando che alcune cose sulla Germania, sulla Francia e l' Olanda sono già uscite in passato, ma questo non vuol dire che non si possa riprendere ed allargare il discorso....)
Avete preferenze in proposito?

Alcuni tra voi, in particolare Salomon Xeno
mi hanno sempre chiesto di allargare i miei interventi senza limitarmi solo a Nord America e all' Europa, altri mi hanno chiesto come mai m'interessassi  solo a queste realtà.
I motivi sono presto detti: sento molto più vicine a me, al mio modo di essere, alla mia sensibilità la mentalità europea. La conosco anche un pochettino meglio e penso (spero ) di compiere meno errori quando ne parlo sul mio blog.
Presto però allargherò il campo d'intervento anche al resto del mondo, cominciando con l'America Latina.
Per ora rimaniamo con la barra salda sull' Europa, perché, credetemi c'è ancora tanto da scoprire.

INTERVISTA CON DAVID LANGFORD

Pubblico qui la mini intervista con David Langford, l'intervista uscirà in contemporanea anche su IFET.
Ringrazio molto Langford per la sua gentilezza, per la sua disponibilità ed anche per il suo umorismo. Se siete interessati ad approfondire su Ansible e su Langford stesso potrete cercare QUI e QUI.
(For english version please scroll down )

Nick:  Quando è nata in te la passione per la fantascienza?

David Langford:  Quando è cominciata? Con un piccolo e senza dubbio orribilmente precoce ragazzo che leggeva di tutto.
Lessi tutte le storie  di Enid Blyton della serie "La Banda dei Cinque " (  però non era SF ), tutti i  romanzi dello scrittore  Captain WE Johns dedicati all'asso dell'aviazione "Biggles" (e in questo caso ce n'erano almeno un paio che erano indiscutibilmente di fantascienza), e una robusta dose della Children's Encyclopedia che mi ha dato una malsana familiarità con i convertitori Bessemer e il cui volume dedicato alla lettera V mi ha posto in una situazione memorabile  durante la scuola media.
Insegnante: " Dimmi il Nome di un personaggio storico che comincia con la V. "
Io:" Alessandro Volta, in cui onore è stato battezzato il volt "!
Maestro: " Temo che tu ti sia confuso con Voltaire! Dì il nome giusto.".
Ne rimasi totalmente sopraffatto.

IT' S BRITISH TIME: TALKING ABOUT DAVID LANGFORD.

Era da parecchio tempo che desideravo intervistare David Langford .
Ci provai due anni fa, gli mandai anche il link di una mia recensione di un antologia che conteneva anche un suo racconto (  QUESTA per la precisione)  l'autore gradì anche parecchio, purtroppo però mi disse anche che, in quel momento, non se la sentiva di impegnarsi con delle interviste lunghe come quelle che solitamente faccio io.
Non mi ricordo nemmeno più quante volte si scusò con me, apprezzai comunque molto la sua sincerità....voglio dire: le interviste sono la parte della mia attività che comporta più lavoro: ricerche, contatti, trovare le domande giuste, tradurle nella lingua dell'intervistato, ritradurle in italiano, verificare le traduzioni, controllare  eventuali errori...e, credetemi, anche se le soddisfazioni finali sono enormi, enorme è anche tutto lo stress che ne viene fuori.


La cosa peggiore che possa accadere in questa attività - e credetemi anche in questo- è quando una persona accetta l'intervista, si fa mandare le domande, le sollecita anche....per poi scomparire nel nulla, anzi magari non ti rispondono nemmeno più alle mail!
A me personalmente non è capitato poi tantissime volte, circa una decina da quando ho cominciato, l'ultima volta con un disegnatore di Dampyr.
Ma quando succede vi assicuro che brucia.
Certo, il risultato che preferisco è sempre il successo, quello a cui tendo è portare a casa l'intervista. E' quello per cui lavoro, un insuccesso o un rifiuto è sempre una cosa brutta.
Però potendo scegliere, potendo indicare l'ipotesi meno brutta direi che è senza dubbio quando il potenziale intervistato ti dice subito che non può rispondere alle tue domande.
Molto meglio quindi uno che ti dice subito di no piuttosto di uno che ti fa perdere solo tempo, quello che ti dice subito di no si dimostra molto più professionale.

Quando vi Dicono....

Quando vi dicono....
Sono solo animali.

Quando vi dicono....
Tanto  non provano sentimenti.

Quando vi dicono....
Che non ci sono alternative alla vivisezione.

Quando vi dicono....
Che l'uomo ha il diritto di fare tutto quello che vuole.

Quando vi dicono tutte queste cose....
Allora, ricordatevi di immagini come questa.


Foto di Alessia Cerqua.
Copyright della medesima foto di Alessia Cerqua.

Naturalmente non voglio imporre le mie idee a nessuno, né cerco di convincervi a forza.
Però di tanto in tanto è giusto ricordare (e ricordarsi ) da che parte si sta.

IL SOLE DEI SOLI

Questo post uscirà oggi pomeriggio anche sul "Il Futuro è Tornato", se non ci siete mai passati andate a farvi un giro. Troverete tante cose interessanti.


Dalla Sinossi Ufficiale : Virga è una sfera di dimensioni planetarie piena d’aria. Al suo interno, privo di gravità, si muovono isole, alberi e città tenute insieme da un misto di forze centrifuga e centripeta, e trasportate dai moti convettivi delle masse d’aria che riempiono la sfera. Ad alimentare la vita di Virga c’è Candesce, il Sole dei soli, da cui deriva tutta l’energia disponibile. Hayden Griffin è un orfano di guerra in cerca di vendetta. Venera Fanning è decisa a tutto pur di ottenere quello che vuole. Insieme si imbarcheranno in una missione per salvare il mondo. Tra pirati e mitici tesori, foreste fantasma e impressionanti battaglie aeree, per loro la vita su Virga non sarà più la stessa.



Da tempo sono convinto che la lettura possa dare le stesse sensazioni e gli stessi risultati che dà la cucina.
Aspettate, fermi tutti un attimo!
 Non statemi a guardare come se fossi impazzito o, peggio ancora, come se avessi detto una bestemmia!
Pensateci un attimo.
La lettura di un libro, quando questi è stato scritto bene, è un operazione che  può essere paragonata alla miglior pietanza culinaria che si possa aver provato nella nostra vita; quando invece affrontiamo un libro  scritto male oppure che non rientra nei nostri gusti allora, come risultato finale corrisponderà ad una indigestione, oppure il senso di fame per non essere stati nutriti come volevamo oppure ancora alla fuga da un ristorante subito dopo aver letto il menù troppo astruso ( o a causa di prezzi troppo esosi).
Ci sono poi libri che potremmo paragonare ad una bella e soddisfacente pastasciutta, altri invece che sono più come le aragoste.
Capito dove voglio arrivare adesso?
Terminato questo sproloquio. diciamo subito che Il Sole dei Soli è un piatto che va consumato porzione dopo porzione. Una di quelle portate a cui avvicinarsi con aspettative alte, sicuri di non essere delusi  e che, oltretutto, ci aprono un mondo di sapori, odori e colori inaspettati.
O magari, semplicemente sapori provati in passato e poi dimenticati.
Come quei romanzi di Robert Louis Stevenson o di Emilio Salgari che leggevamo da piccoli.
Altro paragone che più in là tornerà nella nostra recensione.

ANSIBLE- STORIA DI UNA FANZINE BRITANNICA.

Parecchio tempo fa avevo cominciato una serie di articoli sulle riviste mondiali di genere fantastico.
Come sempre avevo cominciato con la mia prima passione, l' Inghilterra con la rivista  Interzone
proseguendo poi con il mio secondo amore e cioè la Francia quando ho parlato invece della rivista Galaxies
Adesso, in attesa di riprendere il discorso, magari parlando di riviste pubblicate in altre nazioni come l' Ungheria, l'Irlanda, il Portogallo e il Brasile ritengo sia il caso di tornare un istante oltremanica.
Stavolta però non parliamo di una rivista intesa nel senso classico del termine ma di realtà molto diversa, di un qualcosa che negli anni si è trasformata, si è evoluta molto pur rimanendo sempre estremamente fedele a se stessa.
Mai sentito nominare Ansible ?


Il  Logo di Ansible
creato da Dan Steffan.

Parlare di Ansible significa parlare di un pezzo della storia della critica e del fandom non solo britannico o anglosassone mondiale, descrivere la natura di Ansible significa inoltre raccontare di un qualcosa nato come una fanzine e poi trasformatosi in una via di mezzo tra la newsletter ed il sito d'informazione.
Compio subito una piccola precisazione: questo non è e non pretende di essere un post esaustivo sull' argomento, consideratelo come un primo assaggio, un modo per introdurre una pubblicazione così completa ed interessante come Ansible e la sua vita editoriale. 

THE LIPSTICK KILLER: LE NOTTI DELL'ASSASSINO- Seconda Parte

Attenzione, questo post potrebbe contenere situazioni o immagini in grado di urtare la sensibilità di alcuni lettori!
La prima parte di questo dossier è uscita QUI.


"Sopraggiunge la sera.
Benvenuta, oscurità.
Addio, luce del giorno."
Adam Zagajewski.








"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere. "
Sigmund Freud.


Due delitti avvenuti fino a questo momento, due vittime con scarsi o nulli collegamenti tra loro.
Resta solo una frase scritta con un rossetto su un muro.

Una richiesta d'aiuto da parte dell'assassino oppure un ulteriore forma di sfida?
Molti manifestano profondi dubbi, eppure la stampa comincia a parlare di un unico Serial Killer, il sindaco Kelley fa loro eco sollecitando la polizia ad effettuare quanti più arresti possibili.
Come unico risultato di tutta questa situazione gli abitanti di Chicago vivono ogni giorno di più in un regime di paranoia continua.
Fino al giorno in cui le cose precipitano davvero.
Attenzione però: questa è la parte della storia che fa davvero male!

RODDY MCDOWALL: L'UOMO CHE VISSE SUL PIANETA DELLE SCIMMIE - Seconda Parte

La prima parte di questo post è apparsa QUI.

 Riprendiamo un attimo le redini del discorso su Roddy McDowall.
E, stavolta si che sarà il caso di cominciare dall'inizio.

Roderick Andrew Anthony Jude McDowall nasce a Londra il 17 settembre 1928, il ragazzo è figlio di un mercante marittimo di origine scozzese.
Ma, tra tutti i familiari, il padre sarà la persona meno influente nella vita e nell'educazione del giovane Roddy.
Ben più importante sarà la figura materna.
Lucinda Winsfriede Corcoran è infatti una giovane ragazza irlandese con la passione per il Teatro e che sogna di diventare un attrice.

Lei personalmente non farà poi una così gran carriera, ma farà in modo che i suoi figli Virginia e Roddy seguano le sue orme.

A soli 10 anni Roddy McDowell ha già un avviata carriera di modello di pubblicità per bambini oltre ad essere comparso in almeno una ventina di film britannici.
Già, Roddy McDowall è quello che si dice un "bambino prodigio".
Per sua fortuna sarà anche uno dei pochissimi "bambini prodigio" che continuerà ad avere una florida carriera cinematrografica anche in età adulta.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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