LA BALLATA DI BLACK TOM (2016)


Sinossi Ufficiale: "New York, anni Venti. Charles Thomas Tester è un “intrattenitore” nella Harlem del jazz. Lui sa come lanciare un incantesimo anche senza magia e come attirare la gente. Ma quando dovrà consegnare un pericoloso libro a una maga solitaria nel cuore del Queens e s’imbatterà in un ricco occultista di nome Robert Suydam a Flatbush, sulle cui tracce è l’investigatore Thomas Malone, il giovane nero di Harlem aprirà la porta a un regno di profonda e imperscrutabile magia, attirando l’attenzione di creature che sarebbe meglio lasciare dormienti. L’umanità sarà davvero spazzata via? Il globo tornerà di nuovo ad appartenere a… Loro?"

Il mondo della narrativa weird ed horror continua a fare i conti con una eredità importante ma- che in questi ultimi anni pare anche diventata-ingombrante quale quella di H.P. Lovecraft. Semmai è esistito nel corso del XX ° secolo uno scrittore tramutatosi in punto di riferimento per molti lettori e per tantissimi emuli artistici questi è stato proprio il Sognatore di Providence. Il suo personalissimo stile letterario fatto di atmosfere evocative e geometrie non euclidee, la sua altrettanto personale cosmogonia (I Miti di Cthulhu ) brulicante di riti più antichi della nostra razza, un pantheon fatto di creature talmente aliene da risultare inconcepibili per l'occhio e la mente umana, i suoi pseudobiblia (vi dice niente un certo Necronomicon?) e la sua geografia fittizia hanno costituito  un unicum letterario difficilmente replicabile ma che vanta lo stesso numerosi epigoni, veri o presunti eredi ed altrettanti tentativi di imitazione.
Però Lovecraft era un essere umano, come tale imperfetto e -di conseguenza - portatore di luci ma anche di ombre.
Sopratutto preda dei suoi demoni
Inutile girarci attorno, mi sto riferendo al rapporto dell'autore con le minoranze etniche, alle sue concezioni riguardo alle razze.
Temi difficili da affrontare in poche righe, il dibattito in America (così come in Europa) sulla figura dell'autore continua ancora oggi e non sembra che si arresterà tanto presto.
E' indubbio però che si sta assistendo ad una sorta di riposizionamento dell'ambiente letterario nei confronti dell'"uomo" Lovecraft e delle sue contraddizioni.

Accade in Italia # 55- Speciale StraniMondi

Lo so, lo so, ho da poco realizzato una puntata di "Accade in Italia" e adesso ne faccio uscire subito un altra.
Come mi permetto ? Chi me lo fa fare? Ho forse esaurito le idee?
No, semplicemente capita che a giorni a Milano ci sarà l'annuale convention di StraniMondi e quindi ho ricevuto un paio di segnalazioni aggiuntive riguardo a novità librarie che usciranno a cavallo della manifestazione, inoltre io non potrò essere a Milano nemmeno quest'anno però intendo lo stesso onorare la convention.
Oltretutto ne approfitterò per parlare anche di un paio di amici per le loro attività non strettamente collegate a StraniMondi, un post quindi suddiviso in due sezioni.
Cominciamo pure.

L'AUTORE OSPITE

Come già fatto altre volte in passato ospito una bella poesia dell'amico Daniele Verzetti, ringrazio il Rockpoeta per avermi concesso il permesso di ripubblicare la sua opera e vi invito a visitare il suo blog.
Anni fa ci sono passato anche io, come ricorderanno i più vecchi dei miei lettori, tempo fa sono stato vittima di una crisi e di una riconversione aziendale e da quel momento la mia vita è cambiata, non certo in meglio ma di questo ne riparleremo un altro giorno. Per adesso mi limito a ricordare che nella maggior parte dei casi le vere vittime delle crisi aziendali non sono certo le alte sfere ma sono solo i lavoratori.
Persone come voi e come me.

METAMORFOSI e RICONVERSIONI

Metamorfosi radicali
Sconvolgono
Realtà inermi.

Città, paesi, persone
Subiscono
le leggi implacabili del mercato.

Una Fabbrica chiude
E 470 persone – in maggioranza giovani –
Restano sul ciglio della strada
A guardare
Il loro futuro che muore.

Carotidi piangenti
Latrati di voci avariate
Corde vocali
Imputridiscono
Perdendo
L’ultimo brandello di credibilità.

Impianti riconvertiti
Fagocitano
Lavoratori obsoleti…

Ma se a 35 anni
Sei Vecchio
Perché vivere fino a 80?

La Vita biologica s’allunga
Quella dell’Anima si abbrevia

Allungateci l’Anima

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

BLACK SUMMER. La Serie.

I Morti si stanno risvegliando e sopratutto si stanno risvegliando sempre più famelici ed aggressivi. Le strutture umane e politiche si rivelano estremamente fragili, non ci vuole molto perché la Società frani su se stessa. Tutti contro tutti, l'unico scopo è la semplice sopravvivenza.
Una giovane madre di nome Rose, viene separata dalla figlia, assieme ad un eterogeneo gruppo di sopravvissuti, la donna farà di tutto per ritrovarla.
E nessuna pietà nei confronti di tutti quelli che cercheranno di fermarla.

Sono circolate opinioni differenti nei confronti di Black Summer, o quantomeno nei confronti della sua prima stagione. Se andrete a cercare informazioni in rete, troverete senza problemi sia recensioni e pareri entusiastici (tra cui anche quelli di un "certo" Stephen King, di certo non l'ultimo arrivato) che descrivono gli otto episodi distribuiti da Netflix come di una positiva ventata di aria nuova nel settore delle Apocalissi Zombi,sia stroncature più o meno assolute che bollano il prodotto come soporifero o addirittura inconcludente.
La verità come spesso avviene sta nel mezzo.
Ma questo lo vedremo dopo.
Prima di andare avanti c'è da aggiungere che, come abbiamo notato un po' tutti quanti ultimamente, nel corso di questi ultimi anni le produzioni cine-televisive dedicate ai morti viventi siano decisamente proliferate oltre ogni limite con creazioni non sempre all'altezza delle aspettative. Inoltre una delle regole non scritte dell'intrattenimento popolare prevede come l'inflazione di un determinato genere possa generare come non voluto effetto secondario una certa stanchezza ed un rigetto da parte di ampie porzioni di pubblico.


Ovviamente non siamo ancora a questi livelli e personalmente almeno il sottoscritto non si stancherà mai di film e serie televisive dedicate a zombie e revenants vari, però è indubbio che l'attuale stato dell'arte sta spingendo molti di noi fruitori non occasionali del genere ad essere sempre più esigenti e ci porta ad alzare l'asticella del gradimento sempre più in alto.

Accade in Italia ...ed anche in Francia # 54 - Le Segnalazioni di Ottobre

Pubblico volentieri una nuova puntata della mia rubrica Accade in Italia.
Solo due segnalazioni stavolta a causa della lunga fermata ma entrambe di peso.
Buona lettura!

LIBRI.

"TA-SHIMA" TOMO 1, DI ADRIANA LORUSSO.

Per cominciare una notizia davvero speciale ed importante.
Si tratta di parlare della prima traduzione nella nostra lingua di un romanzo di fantascienza già uscito in francese scritto da un'autrice italiana residente in  Belgio.
Lei si chiama Adriana Lorusso, il libro (il primo di una serie che oltralpe pare abbia spopolato) s'intitola Ta-Shima. La prima pubblicazione francese risale al 2007 per i tipi dell' Editore Bragellonne e per la cura di Jean-Claude Dunyach, grande autore francofono e grandissimo amico di Nocturnia.
Oggi arriva anche la versione italiana

SINOSSI:
Per otto secoli il pianeta Ta-Shima non ha avuto contatti con la Federazione dei mondi umani ed ha dato vita ad una società imperniata sugli imperativi di sopravvivenza in un mondo inospitale. Vi coesistono due razze di esseri umani, diverse come caratteristiche fisiche e comportamenti: gli Shiro, signori arroganti e sanguinari, pronti ad uccidersi l’un l’altro per un banale punto d’onore e gli Asei, tarchiati e villosi, che hanno per gli Shiro un’ammirazione sconfinata. Tuttavia l’equilibrio fra le due razze è ben più sottile di quanto appaia a prima vista.
La dirigente di Ta-Shima è morta in un incidente sospetto e i membri del consiglio decidono di richiamare in patria una dottoressa ribelle, Suvaidar Huang, che non ha nessuna voglia di tornare a casa: la vita è molto più comoda sui pianeti ipersviluppati della Federazione. Un concorso di circostanze la obbliga però a fuggire a Ta-Shima. Riuscirà ad abbandonare le abitudini straniere per ridiventare un’autentica Shiro? E scoprirà il segreto di Ta-Shima, che dev’essere protetto ad ogni costo?
La trama è condotta con una grande abilità a rilanciare costantemente l’interesse. Le considerazioni sociologiche, etnologiche e genetiche si fondono perfettamente in una planet opera che lascia ampio spazio all’avventura.

BIOGRAFIA:
Adriana Lorusso è nata in Italia ed è emigrata in Belgio dove ha lavorato come interprete simultanea e traduttrice. È autrice di quattro romanzi e di una raccolta di novelle, tutti pubblicati in Francia. Ta-Shima, cui è stato attribuito il premio Bob Morane, è il suo primo romanzo pubblicato in italiano

Prezzo Edizione Italiana: Euro 7,85
Formato:  Kindle
Lunghezza stampa: 832
Editore: Bruocsella (14 agosto 2019)
Lingua: Italiano

Prezzo Edizione Francese: 
- Cartaceo:  Euro 22,00 
- Kindle: Euro: 12,99
Editore: Bragellonne 
Lingua: Francese

Link per l' Acquisto:
Per l'edizione francese : QUI.
Per l'edizione italiana:  QUI.

"LO STRANGOLATORE DI LITTLE ROCK", DI JURI CASATI.

Adesso parliamo di un giovane e bravissimo autore italiano. Un horror thriller che lascerà il segno.

Chi uccide a Little Rock, Arkansas? Chi è l’inafferrabile assassino che semina il panico e che nessuno sembra in grado di fermare? Forse solo i morti lo sanno…
SINOSSI:
Un imprendibile strangolatore semina il panico a Little Rock, uccidendo persone che sembrano scelte a caso. La catena degli omicidi ha una lontana origine: l’incendio dell’ospedale dei Veterani avvenuto trent’anni prima. Sarà una sensitiva che dice di parlare con i morti a indirizzare l’FBI sulla pista giusta. O forse verso qualcosa di ancora più terribile e inaspettato…


L'AUTORE :
Juri Casati è nato a Monza nel 1975.
Ha pubblicato America notte (DZ Edizioni, 2018) e Fuoco a Milano (La Sirena Edizioni, 2018). Tra i molti racconti pubblicati si possono ricordare Il bottone rosso in Voci nel buio: antologia di racconti horror (Catnip Edizioni, 2018); Segreti e  bugie a Los Alamos in Esescifi 2016 (Esescifi, 2017); Expo Zombi Milano in 666 (Leima Edizioni, 2016); La vendetta di Tim in Nove strati di buio (Echos editore, 2016); Cinque minuti prima e Attacco alla Base Luna sui n. 17 e 18 della rivista IF Insolito & FantasticoLa borsa in Scrittori in carrozza (Ponte alle Grazie, 2014); Il campo dei miracoli in La Serra Trema (Dunwich Edizioni, 2014).
Ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui: primo classificato nel Premio Dino Buzzati “Cimitero Monumentale: un posto da vivere” nel 2015; secondo classificato nel concorso “Scrittori in carrozza”, indetto dall’Università Cattolica e da Trenord nel 2014. Nel 2015 il racconto Davanti alla mia vecchia scuola è stato trasmesso su Radio m2o durante la trasmissione MarioAndTheCity.


  • Formato: Formato Kindle
  • Dimensioni file: 505 KB
  • Lunghezza stampa: 201
  • Editore: Delos Digital 
  • Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
  • Lingua: Italiano
  • Prezzo: 3,99 EURO (2,79 su Amazon)

Link per l'Acquisto: QUI.

E per oggi abbiamo finito.
Ci risentiamo presto!

VOLTI DA FILM: EROI DUE O PIU' VOLTE!

Argomento decisamente riposante oggi per un post ancora più tranquillo.
Ormai se ne è accorto anche il più distratto o disinformato tra noi: i Cinecomics, cioè i film tratti da fumetti, rappresentano uno dei fenomeni più sfruttati dalla cinematografia moderna.  Che li si ami o che li si detesti non si può ignorare l'esistenza di pellicole come Logan o Avengers Endgame e di norma i Cinecomics più redditizi e fortunati salvo rare eccezioni sono quelli ad argomento super eroistico. Gli attori fanno a gara per interpretarli, i registi migliori si contendono i titoli, stessa cosa per gli sceneggiatori.
Eppure non è sempre stato così.


Copyright : Marvel &DC Comics

Fino a pochi anni fa per molti interpretare o lavorare in un film tratto da un fumetto veniva considerato come un incidente di percorso nella propria carriera.
Nel 1978 il regista Richard Donner dovette faticare non molto a convincere uno scrittore che conosceva per convincerlo a collaborare alla stesura della sceneggiatura del primo film di Superman, l'artista in questione (no non era Mario Puzo l'autore de Il Padrino, che invece partecipò senza problemi alla prima stesura realizzando però uno script ritenuto troppo lungo ma Tom Mankiewicz, che per puro sadismo cancellò tutto quello che era stato scritto da Puzo). Secondo Donner il suo amico Mankiewicz, almeno inizialmente, non ne voleva proprio sapere di lavorare ad una pellicola che parlasse di un personaggio dei fumetti.
Per la cronaca, non solo Tom Mankiewiz cambiò idea ma per la sua e la nostra fortuna realizzò un'ottima sceneggiatura.
Tuttavia la storia è significativa di quanti preconcetti ci siano stati e ci siano ancora riguardo all'argomento.
Ma non è questo quello di cui parleremo oggi.

DRAKULA ISTANBUL'DA - Un Guest Post by Obsidian Mirror

PREMESSA ESPRESSA:
Se c'è una cosa che ho imparato cercando notizie e situazioni interessanti da presentare su Nocturnia è che non solo esistono più cose in cielo e in terra di quante ne possa sognare la nostra filosofia ma che spesso per molte di queste medesime cose esistono più punti di vista. Prendiamo ad esempio un personaggio storicamente esistito come Vlad III di Valacchia detto Tepes (L'Impalatore) o Dracul (dell'Ordine del Drago appellativo quest'ultimo ereditato dal poco amorevole padre Vlad II) o Draculea (Figlio del Diavolo o del Drago) per non citare le decine di altre varianti. Provate a chiedere agli abitanti della Romania o della Moldavia e vi risponderanno parlandovi del loro grande eroe nazionale, del condottiero che per decenni li ha difesi contro l'invasione turca. Proviamo invece a scendere di qualche chilometro per fare la stessa domanda ad un abitante della Turchia.... beh, la risposta che riceverete sarà radicalmente diversa. Per non parlare della letteratura o del Cinema.... 
Il Dracula di Bram Stoker che si è solo lontanamente ispirato al personaggio storico distorcendone la figura è un perfetto caso di appropriazione infedele e di totale e volontario travisamento.
Eppure lo stesso romanzo di Stoker fu vittima, come sappiamo, di decine di plagi, di versioni non autorizzate se non di vere e proprie di scopiazzature in giro nel Mondo; se è universalmente noto quanto accadde in Germania col Nosferatu il celeberrimo film di Murnau qualche giorno fa l'amico TOM sul suo blog The Obsidian Mirror (QUI , QUI e  QUI) ha svelato un altro caso meno conosciuto, quello di un romanzo turco!
Ebbene, parlando con TOM è venuto fuori l'esistenza anche di un film, una pellicola turca ispirata al romanzo.
Un film dell'orrore turco? Sia l'orrore, sia i film di genere sconosciuti delle Cinematografie a torto considerate minori sono entrambi argomenti che m'interessano e parecchio anche.
L'occasione era troppo ghiotta per non parlarne ringrazio quindi lui e Simona per aver passato a Nocturnia questo splendido guest post.
Buona Lettura!
Nick

Drakula İstanbul'da

In questi stessi giorni, sul blog “The Obsidian Mirror”, si sta parlando di un curioso romanzo turco dal titolo "Kazıklı Voyvoda" (letteralmente “il principe impalatore”), un testo che, con novant'anni di ritardo, ha attraversato i confini del suo paese d'origine materializzandosi in una lingua occidentale. Sono quasi certo che state seguendo con attenzione l’analisi di Dracula in Istanbul (questo il titolo scelto dall’editore britannico Neon Harbor) ma, nel caso vi siate distratti, avete tutto il tempo di recuperarla una volta terminata la lettura di questo piccolo, chiamiamolo così, spin-off.
Brevemente in questa sede dirò solo che "Kazıklı Voyvoda" fu un clamoroso caso di plagio letterario, perpetrato dal poeta e scrittore turco Ali Rıza Seyfioğlu, che nel 1928 si appropriò del capolavoro di Bram Stoker, lo tradusse, tagliò via le parti a suo parere meno interessanti, aggiunse nuove situazioni e nuovi punti di vista e, una volta terminata quell'operazione di fine sartoria, lo presentò al pubblico spacciandolo come suo.
Nulla di nuovo sul fronte orientale, mi verrebbe da dire, visto che siamo di fronte ad una vecchia abitudine alla quale, grazie alle barriere linguistiche e culturali e ad una totale mancanza di controlli, la Turchia non ha mai rinunciato, sin dai tempi dell’antica Bisanzio (o quasi). È significativo tra l’altro il fatto che anche il più antico testo letterario turco conosciuto, risalente al 1816, sia un adattamento non accreditato dell’opera di Molière Il medico per forza” (Le Médecin malgré lui, 1666).
Il cinema turco, lo sappiamo bene, si è spinto ancora oltre: negli anni Settanta il novanta per cento dei suoi film sono stati remake, adattamenti e spin-off di opere occidentali (alcune riconoscibilissime, come già sottolineato da Nick Parisi in alcuni suoi vecchi post), la cui fonte è però sempre stata accidentalmente omessa. In questo scenario Dracula non fa eccezione. Per quanto ne so, del sedicente Dracula turco addirittura il mondo non seppe nulla fino ad una dozzina di anni fa (*), quando si sparse la notizia dell’uscita su un DVD targato Gala Film (in turco senza sottotitoli) di "Drakula İstanbul'da"un vecchio film in 8 millimetri che era passato sulle televisioni locali nei primi anni Cinquanta.

L' attore turco Atif Kaptan (1908-1977), più di 300 film all'attivo in patria
è Dracula in Drakula İstanbul'da.Kaptan ha recitato fino a pochi giorni prima della sua morte
(Nota di Nick)
Nonostante quel DVD fosse oggettivamente osceno, privo di qualsiasi tentativo di restauro e con il problema del "rotolamento" dell'immagine in vari punti (il lato inferiore di un'immagine finisce nella parte superiore dello schermo), ciò bastò a diffondere il titolo oltreconfine e far sorgere ai più curiosi le prime domande sulla sua genesi.
Entrambi regista (Mehmet Muhtar) e sceneggiatore (Ümit Deniz), infatti, non solo si scordarono clamorosamente di Bram Stoker, ma fecero in modo che nei crediti del film venisse espressamente citata come fonte, unica e originale, la versione farlocca del proprio connazionale. A chi stesse pensando che il nome Drakula sia di riflesso un riconoscimento all’opera dello scrittore irlandese, ricordo che in Turchia, così come in gran parte dell’Europa orientale, Dracula era un nome noto da qualcosa come cinque secoli, e non certo per via di un romanzo epistolare.
Su The Obsidian Mirror, sul quale come detto mi sono riservato il giusto spazio all’analisi del testo, non ho trovato il giusto modo per inserire qualche commento sul film e ringrazio Nick Parisi per avermi ceduto un po’ del suo spazio.

Al di là della pessima qualità con cui questo film è giunto sino a noi, è evidente che sia stato realizzato con mezzi scarsi o nulli, decisamente sorpassati anche negli anni Cinquanta: l’effetto è quello di trovarsi di fronte un film in stile anni Trenta, il che potrebbe tutto sommato essere considerato un “omaggio” al ben più celebre Dracula di Tod Browning, con il quale “Istanbul’da” condivide numerose inquadrature. È interessante tenere presente che, nonostante la grande popolarità del genere horror nel cinema occidentale, la Turchia non se ne è mai è avvicinata veramente, tanto che“Drakula Istanbul’da” può a tutti gli effetti essere considerato il primo esercizio di questo genere. In precedenza ci fu solo "Çığlık" (Scream), scritto e diretto da Aydın Arakon nel 1949, che non può però essere considerato un film dell'orrore in senso stretto. Dopo Drakula, passeranno quasi vent’anni prima che un altro horror venga sfornato nel paese, e sarà "Ölüler Konuşamaz ki" (I morti non parlano, 1970) di Yavuz Yalınkılıç, un goth in bianco e nero in perfetta tradizione Hammer. Questo fenomeno può essere ricercato nella stessa identità turca, che si basa fondamentalmente sull'essere imperturbabili, senza paura. L'Islam stesso è essenzialmente una religione di salvezza, non di paura, e ciò la pone su un piano diverso dalle altre religioni, nelle quali la paura, sin dai tempi più remoti, è stata primariamente un mezzo per il controllo delle masse e per il mantenimento della sovranità acquisita. L’Islam alimenta l'idea di un paradiso certo dopo la morte e l’inferno, se esiste, è solo un luogo di espiazione temporaneo.
Tutto ciò ha reso difficile per sceneggiatori, registi e produttori trovare delle soluzioni nel cinema dell’orrore. Tuttavia, l'Islam non ignora completamente l'elemento paura: la privazione della fede è una di queste paure, forse la più grande, così come lo sono l’ansia tecnologica e la misoginia (queste ultime ancora più evidenti in estremo oriente).

Ma torniamo a “Drakula Istanbul’da”. Il plot, come da copione, rispecchia effettivamente il romanzo di Ali Rıza Seyfioğlu: l’ambientazione viene spostata da Londra a Istanbul e i molti riferimenti al Cristianesimo (la croce, l’ostia consacrata) vengono sostituiti con altri più appropriati alla Cultura Islamica. L’ambientazione è moderna, al punto che troviamo dappertutto automobili e telefoni (spassoso, per inciso, il tentativo di uccidere Dracula nella bara a revolverate). I personaggi che si muovono sullo schermo sono tutti di nazionalità turca: non ci sono professori olandesi come Van Helsing, né tantomeno cowboy americani come Morris, lo sfortunato personaggio che Bram Stoker fece morire ad un passo dalla parola fine. I numerosi tagli già apportati dallo scrittore vengono confermati: niente più la parentesi del Demetra, il mercantile che trasportava Dracula nel suo viaggio dal Baltico a Londra, e niente più Renfield, il pazzo zoofago in cura dal dottor Seward. Ulteriori cambiamenti sono stati poi apportati nel film: se già Ali Rıza Seyfioğlu aveva rivoluzionato il finale (per la verità quasi tutti lo hanno fatto al cinema), qui è il solo Azmi (alias di Jonathan Harker) ad inseguire il vampiro in fuga, a scoperchiare la sua bara e a porre fine alla sua esistenza. In questo modo salta del tutto il concetto dei “cavalieri della fede” promosso da Bram Stoker, che già Seyfioğlu aveva ampiamente ridimensionato in quanto di matrice eccessivamente cristiana. La stessa Guzin (alias di Mina Murray), che Stoker elevò a figura di spicco nel suo concitato finale, qui viene retrocessa a ballerina di night club (notevole tuttavia la performance che Guzin concede a Dracula sul palcoscenico di un teatro vuoto). In questo Dracula cinematografico troviamo invece un personaggio che normalmente è più tipico di Frankenstein, ovvero il maggiordomo basso, brutto e deforme che, nella fase iniziale del film, intrattiene simpaticamente l’ospite del Conte quando questi svanisce durante il giorno.

L'Attrice e ballerina austriaca Annie Ball (1930) è invece Guzin
La Ball prima di trasferirsi in Turchia ha lavorato anche in Italia
(Nota
di Nick)

In questo enorme cocktail di elementi apocrifi, c’è un solo particolare che troviamo in“Drakula Istanbul’da” e che possiamo ricondurre a Bram Stoker anziché alla sua controparte turca: la scena in cui il conte vampiro esce da una delle finestre del suo castello e si avventura camminando come un ragno sulle pareti esterne. Questo, per inciso, è un particolare unico che è stato ignorato in tutte le altre riduzioni cinematografiche.
Concludo con una chicca citata nei Trivia della pagina IMdB che, se confermata, sarebbe fenomenale: siccome non erano disponibili macchine per produrre nebbia artificiale nella scena del cimitero, venne chiesto a 30 collaboratori di accendersi una sigaretta dopo l’altra e di sbuffare fumo sulla scena, stando ovviamente attenti a non farsi riprendere. Chissà, mi chiedo, se ha origine da questo episodio quel luogo comune sui turchi che tutti conoscono…
TOM ( The Obsidian Mirror)

(*) in precedenza lo aveva in realtà fatto presente Kaya Ozkaracalar nel capitolo "Between Appropriation &Innovation: Turkish Horror Cinema", pubblicato sul saggio “Fear Without Frontiers”, a cura di Steven Jay Schneider (FAB Press, luglio 2003)

BONUS CARD:POSTFAZIONE CAPPUCCINATA!

Posta tra Asia ed Europa (anche se ultimamente sembra guardare più verso l' Asia) la Turchia ha sempre goduto di una discreta produzione cinematografica, anche di genere, va detto però -come ha ricordato lo stesso TOM più sopra-che sovente si trattava  di trasposizioni non autorizzate da fumetti o romanzi o di film occidentali fatte senza pagarne i diritti agli autori. Inoltre -aggiungo io-il più delle volte si trattava di pellicole realizzate con due lire (turche ovviamente) rilasciate  in poche, pochissime copie.  I destini di queste produzioni erano segnati sin dalla nascita: o venivano proiettati solo nelle grandi città come Ankara, Smirne e la stessa Istanbul e poi dimenticate oppure venivano replicate per anni presso il maggior numero possibile di sale cinematografiche sperdute dell'Anatolia con scopo di guadagnare quanto più possibile fino al loro deterioramento finale. Col risultato prevedibile che oggi molti di questi film sono da considerarsi perduti mentre gli altri sono disponibili solo su bobine o su pellicole  super 8 gravemente danneggiate. C'era un po di tutto : Avventura; Western (Kebab Western?); Simil-007; Polizieschi; Cappa e Spada e da un certo punto in poi come abbiamo visto anche fantascienza, horror & gotici- ci fu anche un tentativo di coproduzione con l' Italia (mi riferisco a Le Amanti del Mostro e a La Mano che nutre la Morte girati in contemporanea e in doppia versione italiana e turca da Sergio Garrone nel 1974 con uno svogliatissimo Klaus Kinski presente in entrambi e tanti attori locali, spesso però accreditati solo nella versione turca). C'erano film tratti da idee originali (pochi) ma anche tantissimi plagi
Lo stesso avveniva coi fumetti: tante traduzioni di fumetti italiani (Zagor e Tex erano e sono ancora oggi popolarissimi ) e francesi ma quasi tutte pirata. Immaginate la faccia di Sergio Bonelli quando venne informato che in Turchia non solo c'erano editori che traducevano il "suo" Zagor senza pagargli i diritti- un escamotage classico era quello di far ridisegnare le cover da artisti locali per confondere un po le acque e perlomeno così, se si volesse vedere il bicchiere mezzo pieno, diversi disegnatori turchi cominciarono a farsi le ossa- ma che addirittura in quel paese erano stati girati due film pirata sul personaggio. Suppongo che per anni l'orgoglio dell'autore dovesse aver fatto a cazzotti con l'altrettanto legittima incazzatura dell'editore!

Ecco invece una immagine dal film "Zagor Kara Bela" del 1971
Il secondo dei due Zagor apocrifi. L'attore Levent Cakir (1950)
 interpreta il ruolo di Zagor
(Nota di  Nick)
Oggi le cose sono decisamente cambiate: almeno nei fumetti gli attuali editori licenziatari realizzano edizioni ufficiali e pagano regolarmente i diritti,un paio di disegnatori turchi sono finiti a lavorare per  la Bonelli (Ersin Burak su Volto Nascosto) e quando, qualche anno prima di morire, Gallieno Ferri lo storico disegnatore di Zagor si è recato nel paese islamico è stato accolto con onori degni di una Star , per quella nazione e per il popolo turco la sua è stata una visita epocale.  Lo stesso si può dire anche del Cinema bis turco.  Nel corso degli anni anni si sono sviluppate numerose produzioni horror decisamente  autoctone, come la serie Siccin, una saga sulle possessioni demoniache ormai arrivata al quinto capitolo. 
Restano alcune ispirazioni, diciamo così, come pure diversi plagi però aumentano sempre più i prodotti totalmente indipendenti come idee e realizzazioni.
Insomma, la cosa più vicina ad un lieto fine che si potesse desiderare.
Per quanto riguarda la qualità, ne riparleremo analizzando un paio di film tra qualche mesetto.
Intanto grazie ancora a TOM per lo splendido guest post e mi raccomando: non perdetevi la seconda parte del suo dossier sul "Drakula Turco" presto su The Obsidian Mirror.
Nick


FONTI:

SINEMATURK

ADDENDUM DEL 04/10/2019:

Aggiungo un altro tassello a questa ricostruzione, proprio oggi il bravo Gioacchino Di Maio  all'interno del suo blog "Duecento Pagine"  (che vi consiglio a prescindere ) ha aggiunto un nuovo capitolo al dossier sui Dracula apocrifi  con un bell'articolo su "I Poteri delle Tenebre" (Il Dracula islandese ritrovato) che si va ad aggiungere al caso del Dracula turco. Nel caso vi fosse sfuggito, vi raccomando di recuperarlo.
Ne vale la pena.
E chi lo sa quanti altri romanzi del genere che plagiano il Dracula di Bram Stoker esisteranno in giro per il Mondo

MIDNIGHT CLUB #12 : MISTERI MARZIANI ! - Seconda Parte.

La Prima Parte è uscita QUI.

"Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
mettetevi comodi e raccontateci la vostra storia.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
Sentitevi a casa vostra.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
I bambini lasciati incustoditi saranno venduti come schiavi"



Ci sono cose e luoghi che, per la loro stessa natura, affascinano i nostri occhi e le nostre menti di esseri umani.
E' sintomatico, perfino normale.
E' la nostra stessa natura che ci porta a questo.
E alle volte è anche un bene perché così siamo portati a farci domande, a cercare di superare i nostri limiti per comprendere cosa ci sia veramente oltre l'orizzonte delle cose che possiamo vedere.
Ecco, Marte è uno di questi luoghi: da ben prima delle osservazioni di Giovanni Virginio Schiaparelli e di Percival Lowell o dei romanzi di Edgar Rice Burroughs molti di noi hanno sempre sperato di trovare tracce di vita su quel pianeta.
Vita intelligente ovviamente.

MIDNIGHT CLUB #12 : MISTERI MARZIANI ! -Prima Parte.

"Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
Mettetevi comodi e raccontateci la vostra storia.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
Sentitevi a casa vostra.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
I bambini lasciati incustoditi saranno venduti come schiavi"


Dopo così tanto tempo riesumo brevemente il "Midnight Club", la mia raccolta di post di storie difficili da classificare o da risolvere.
 Storie macabre, fantastiche, dedicate a figure particolari della storia, eventi e personaggi "strani," a volte semplicemente fuori dalla norma ma incastonati in vicende troppo brevi da inserire nei normali Dossier Mysteri Notturni Questo post come tutti quelli futuri contrassegnati con questo banner  andrebbe letto sul finire del giorno, quasi verso la mezzanotte, un po come quei racconti sui fantasmi che i nostri nonni raccontavano  attorno ad un fuoco; figurine di un album,  tessere di un antico domino, ospiti non invitati delle vostre serate, desiderosi di raccontarvi la loro vicenda umana.
Ed anche le loro vicende inumane.
Chiudete bene la porta, assicuratevi di aver serrato correttamente le finestre e soprattutto lasciate accesa la luce.
Andiamo a cominciare.

-IL VICINO DI CASA.

C'è stato un tempo nemmeno troppo lontano in cui sognavamo le Stelle, un passato in cui veramente sembrava che mancasse davvero poco alla conquista dello Spazio.
A cominciare dal Sistema Solare.
Il Giardino di Casa, lo chiamavano.
Ma come in ogni giardino anche in questo caso c'era un fiore che ci ha sempre attratto più degli altri.


Marte.
Marte il Rosso; Marte l'Incompiuto; Marte il Pianeta Misterioso.
Un mondo abbastanza vicino da poterci tentare col suo colore rosso accesso. Ma abbastanza lontano da frustrare la maggior parte dei nostri tentativi di raggiungerlo.
Ci hanno provato gli Americani a più riprese e, se in anni recenti, i rover Spirit ed Opportunity ci hanno fornito numerose foto interessanti del pianeta, è anche vero che in diverse occasioni ci hanno fornito più domande che risposte.
Ci provarono anche i Russi, in una fase particolare della loro Storia recente.
Quando ancora esisteva l'Unione Sovietica.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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