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QUANDO I SUPEREROI ESISTONO REALMENTE : DIECI ANNI DOPO! - Terza Parte.

La prina parte è uscita QUI, la seconda invece QUI.

Se si fermassero dieci persone scelte a caso in mezzo alla strada, età, posizione sociale e sessi diversi e si rivolgesse ad ognuno di loro la stessa semplice domanda, cioè se sanno da dove provengono i fumetti su Super eroi, penso che la stragrande maggioranza di loro (compresi i pensionati) risponderebbe senza esitare che Batman, Superman e Spider Man provengono dagli Stati Uniti.

Forse una o due persone ammetterebbero di non sapere nulla di queste cose, ma tutti quanti gli altri compreso chi dirà di non essere per nulla interessata all'argomento, avrà sentito quantomeno nominare qualche nome, assistito sbadamente ad uno o due film durante i loro passaggi televisivi, regalato a qualche nipote\figlio\ pargolo dei vicini di casa qualche gadget giocattolo di Hulk o Captain America.

Dopo il Jazz i Comics sono una delle poche o tante (decidete voi) influenze culturali arrivate da oltreoceano.

Ma penso che ben pochi nemmeno i fans più scatenati avrebbero mai lontamente immaginato che qualcuno nella realtà avrebbe tentato di imitare i loro beniamini.

Nella puntata precedente mi sono concentrato principalmente su alcuni RLSH apparsi in varie parti del globo. Adesso è arrivato il momento di tornare a dove tutto è cominciato: gli Stati Uniti.

QUANDO I SUPEREROI ESISTONO REALMENTE : DIECI ANNI DOPO! -Seconda Parte.

 La prina parte è uscita QUI.

Secondo molti studiosi del fenomeno i Guardian Angels furono gli antesignani dei Real Life Super heroes, diciamo una sorta di antenati, un primo passo verso la creazione di un qualcosa che fino a quel momento era rimasto relagato alla fantasia e ai desideri di molti appassionati di fumetti. Ma da quel momento le dighe risultarono aperte. Decenni e decenni di influenze di cultura popolare fecero il resto e diversi tra uomini e donne cominciarono a pensare di poterlo veramente fare.

Di potersi cioè trasformare in Super Eroi nella realtà ad imitazione di quei tanto amati personaggi dei fumetti.

Ma contrariamente a quello che si potrebbe pensare non si trattò di un qualcosa linitato solo agli Stati Uniti o al mondo anglosassone.

Anzi, uno dei primi nomi a salire alla ribalta non venne fuori da New York o Chicago o Los Angeles. O da Chattanooga nel Tennessee.

Bensì da Città del Messico. 

QUANDO I SUPEREREROI ESISTONO REALMENTE : DIECI ANNI DOPO! -Prima Parte.

 

Una decina di anni fa, agli albori del blog scrissi un articolo, QUESTO dedicato ad un fenomeno all'epoca in piena espansione, quello dei cosidetti RLSH,  i Real Life Super Heroes, in sintesi gente normale magari il vostro vicino di casa o la cassiera del supermercato dove di solito fate la spesa che, esattamente come si legge nei fumetti ed ispirati dagli stessi, nel loro tempo libero di infilano una maschera ed un costume e si comportano in tutto e per tutto come i personaggi dei comics. Una vera e propria sottocultura urbana nata negli anni '90s e diffusasi a macchia d'olio un poco in tutti i paesi occidentali, compreso il nostro, come si vedrà.

Che si tratti di vigilanti in lotta contro il sistema, di ambientalisti o di attivisti di Social Justice oppure ancora semplici cittadini desiderosi di aiutare la loro comunità il panorama è sempre stato molto variegato, alcuni si limitavano ad azioni dimostrative come il pattugliare notturno delle zone cittadine  degradate o di segnalazioni alla polizia in caso di crimini, lezioni di diritto civico nelle scuole o più semplicemente il far attraversare la strada alle vecchiette mentre altri hanno agito in prima persona intervenendo contro scippatori, ladri, violentatori o semplici bulli di periferia.

Un panorama complesso, a volte anche contraddittorio, a suo tempo li descrissi forse ingenerosamente, come cosplayer che vivevano una loro personale convention che durava tutto l'anno, quando sicuramente la radice del fenomeno era qualcosa di più profondo e sentito. Il più delle volte si tratta - o si è trattato- di uomini e donne realmente benintenzionati, desiderosi di aiutare, anche se in alcune circostanze, vedere costumi ben studiati ed elaborati dai quali però spiccano imbarazzanti pelate o pancette leva quasi tutta la magia che si vorrebbe ricreare. Inoltre, pur senza volerlo, in diversi casi hanno finito con intralciare le forze dell'ordine. Esiste ad ogni modo una vera e propria realtà parallela, queste persone si sono dotate di un proprio registro, una propria community e molti tra loro hanno perfino degli account personali sui vari social media. Pagine personali, fans club e tutto quello che è umanamente possibile collegare al fenomeno.

TALKING ABOUT ADRIANA LORUSSO. -Scrittrice di Fantascienza Ma non Solo....


 Riprendo un'altra pratica risalente ai primi anni di vita del blog. Li ho sempre chiamati "Talking About..." in realtà non sono altro che delle piccole schede di presentazione dei futuri intervistati di Nocturnia. Che si tratti di autori, registi, attori\trici, disegnatori di fumetti. Prima dell'intervista preparavo un mini articoletto di introduzione.

Stavolta questo spazio è dedicato ad una scrittrice di fantascienza. L'intervista mi permetterà di soffermarmi su diversi argomenti e numerosi temi.

Si parla di fantascienza europea, ma come vedrete si tratta di un ambito molto più complesso di quanto si possa immaginare. Nei prossimi giorni avremo ospite un nome poco conosciuto da noi ma popolarissimo nell'area linguistica francofona. Si parla di delle autrici più famose del Belgio, per quanto attiene al nostro genere preferito, ma come vedrete e scoprirete con piacere, una delle più importanti scrittrici di fantascienza del Belgio, in realtà è di origine (e di doppio passaporto) italiana.

Adriana Lorusso infatti, classe 1946, è nata e cresciuta a Treviso, poi le situazioni della vital'hanno portata a trasferirsi a Bruxelles e in quella città ha lavorato come traduttrice ed interprete per conferenze e manifestazioni. In francese ovviamente, ma la Lorusso parla o comprende molte altre lingue giapponese compreso. Ma sempre in quella cicostanza si è realizzata in un altro ambito.

La Sesta Volta di Nocturnia al Premio Italia.

 Ieri è capitata una cosa molto bella e vorrei condividerla con voi.

Come sapete sin dalla sua nascita questo blog ha spesso ottenuto delle candidature al Premio Italia. In particolare negli ultimi cinque anni Nocturnia è riuscita a conquistare la finale in almeno una categoria (Miglior Rivista o Sito Web non Professionale) e tantissime volte anche nella categoria Miglior Articolo su Pubblicazione Amatoriale. L'anno scorso Nocturnia ha anche vinto l'ambito premio come Miglior Sito Web, vittoria ancora più bella perchè era da tempo che non arrivava alla vittoria un blog gestito da una persona sola.


 

Certo, il covid ha impedito che ci fossero le premiazioni dal vivo, la cerimonia si è tenuta online e tutti i vincitori dovranno (speriamo che la situazione sanitaria ce lo permetta, quindi incrociamo le dita) aspettare l'edizione di quest'anno per ricevere i rispettivi premi però l'anno scorso il settore tutto ha dato una bella dimostrazione di resilienza e resistenza.

Già, l'edizione di quest'anno.

Buona Pasqua a Tutti!

 

Per qualche giorno non sarò molto online, quindi ne approfitto per fare a tutti quanti voi, alle vostre famiglie e a tutte le persone alle quali volete bene tutti i miei migliori auguri di Buona Pasqua

Certo, più che Pasqua sarà una "Pasquarantena", però cerchiamo di passare al meglio questi giorni, in serenità e al meglio.

Anche mia moglie ci tiene a fare i suoi auguri, mentre Trixie dal canto suo non può che dire:"Meooooowrrr!" . Da buona campana, Venusia sta cominciando a preparare alcuni dei piatti della tradizione, compreso un rustico chiamato "casatiello". Una roba leggerissima: un rustico nella cui farcitura sono presenti: salumi e formaggi di varie tipologie e uova sode sulla crosta. Piccante e pepato Q.B (ma attenzione Q.B nel dosaggio che si applicherebbe a Napoli, Caserta, Avellino e limitrofi....e cioè, come se non ci fosse un domani). 

 

Quello nella foto non è il casatiello di Venusia, il suo è ancora in preparazione, l'immagine serve giusto per fornire una idea a "non campani" di cosa si tratta.

Se vi va, giusto per fare una roba alla, scambiamoci le ricette, perché non dite nei commenti i piatti pasquali delle vostre tradizioni regionali che in questi giorni allieteranno le vostre tavole?

"NAILA DI MONDO9" : INTERVISTA A DARIO TONANI!

 Oggi vi  propongo una mia intervista con Dario Tonani dedicata al volume "Naila di Mondo9", l'intervista così come il dossier che vi ho presentato giorni fa sono nati per essere pubblicati in cartaceo sulla rivista Andromeda dell'amico Alessandro Iascy. Lo slittamento dell'uscita del suddetto numero ha fatto sì che sia io che Iascy concordassimo una uscita quasi in contemporaneo sui nostri siti di entrambi i pezzi. Anche stavolta darò io il via alle danze  presentando in anteprima l'intervista Alessandro mi seguirà con uno o due giorni di distanza

Ringrazio sia Dario Tonani che Alessandro Iascy con il quale mi felicito perchè è appena diventato padre per la seconda volta, un abbraccio Ale, a te e alla tua splendida famiglia . Buona lettura a tutti.

Nick:  Ciao Dario, benvenuto su Andromeda (e anche su Nocturnia Nota di Nick), grazie per aver accettato questa intervista. Come sai verterà principalmente sul ciclo di "Mondo9", ti andrebbe di presentare il ciclo a chi nonlo avesse mai letto?

Dario Tonani: Grazie innanzitutto, è sempre un piacere tornare sulle pagine di Andromeda. Mondo9
Cominciamo col dire che è una saga, un progetto seriale che al momento si compone già di tre parti: “Mondo9” propriamente detto (pubblicato in prima battuta da Delos Books nel 2012); “Mechardionica” (che assieme a “Mondo9” è uscito nel 2015 nel primo Millemondi interamentededicato a un autore italiano, “Cronache di Mondo9”) e “Naila di Mondo9”, approdato nel 2018 in Oscar Fantastica, sempre per Mondadori. Ci tengo molto a dire, che sono tre capitoli che per loro stessa natura (e struttura) possono essere comunque letti in modo indipendente l’uno dall’altro,specie l’ultimo che rispetto agli altri si configura come un vero e proprio romanzo che riprende, a distanza di trent’anni esatti, alcuni dei personaggi conosciuti nelle “Cronache”. Questo per ciò che concerne la struttura. Il tipo di setting e di storia è in realtà un patchwork di generi ibridati tra loro: fantascienza, planetary romance, steampunk, fantasy, un po’ di horror… si sono spese tante opinioni e parole sull’appartenenza del ciclo a un genere definito. In realtà, come sai, detesto le etichette, e preferisco la semplice definizione di “avventura”.

MONDO9- Un Dossier

 Nelle edicole del Belpaese è stato distribuito per la collana Urania Jumbo il volume "Naila di Mondo9" scritto da Dario Tonani , io oggi vi propongo in anteprima un dossier che ho scritto qualche mesetto fa dedicato al ciclo e al suo autore. Questo dossier a giorni verrà riproposto anche dal bravo Alessandro Iascy sul bel sito Andromeda. Seguirà poi, prima della fine di gennaio sui due siti, anche una intervista che ho realizzato con Tonani. Entrambi i pezzi, tra qualche mese, verranno poi pubblicati in cartaceo sul prossimo numero di Andromeda rivista.

Ringrazio nell'ordine: Dario Tonani, Alessandro Iascy nonché il mitico Franco Brambilla che ha voluto rilasciare un suo commento\ integrazione al presente articolo.

Godetevi quest'anteprima e come dico sempre: Buone Letture a tutti!

 

 Fantascienza in Italia e fantascienza italiana, un binomio che ha vissuto parecchie fasi.

 Non tutte felici.

Potremmo stare giorni anzi forse mesi  a discuterne e a sviscerarne  i come e i perché (ed in certo senso si può dire che è una cosa che avviene praticamente tutte le volte che noi appassionati, lettori, scrittori ed operatori del settore ne parliamo tra noi ) ma non è questo il tema del presente articolo. Quello che però è indubbio è che nel nostro strambo paese a forma di stivale le fortune del genere sono state quantomeno altalenanti. Potremmo in tutta coscienza definirla una vera e propria corsa sull'ottovolante. On questi decenni siamo passati dalla famigerata e spregiativa frase che ancora ci condiziona di Fruttero & Lucentini sui Dischi Volanti a Lucca, che rischiò di rappresentare la pietra tombale su tante cose (e che ancora ci condiziona ) ai grandi sceneggiati come A come Andromeda realizzati negli anni ' 70s dalla Rai del monopolio. Tra parentesi, non bisognerebbe mai dimenticare che  A come Andromeda venne adattato per lo schermo proprio da un grande e non abbastanza ricordato scrittore italiano di nome Inisero Cremaschi. Ma siamo passati anche dai tempi in cui gli autori di casa nostra erano spesso costretti ad adottare pseudonimi americaneggianti  (e il fatto che la bravissima Roberta Rambelli dovette utilizzare più volte un nickname maschile come Robert Raimbell è una cosa che ancora oggi grida vendetta, ma questo è solo un esempio tra tanti) al successo e alle traduzioni internazionali di autori nostrani come  Valerio Evangelisti, Francesco Verso e Dario Tonani.

Ecco, Dario Tonani, concentriamoci un attimo su di lui...

PREMIO ITALIA 2020! I RISULTATI.


Come promesso vi posto i risultati dell'ultimo Premio Italia, la premiazione data la crisi del Covid-19 si è tenuta online.
 Col prossimo articolo si torna alla programmazione ordinaria, con il post odierno col quale spero di compiere un servizio utile a tutti si chiude questa fase 2020 della manifestazione.
Ne approfitto per fare i miei più sentiti complimenti a tutti i vincitori e a tutte le vincitrici della varie categorie, tra i quali riconoscerete senza dubbio molti nomi ben conosciuti ai frequentatori di Nocturnia.
Un saluto particolare all'amico Alessandro Iascy di Andromeda- Rivista di Fantascienza  che si è dimostrato ancora una volta un competitor leale e sportivo (molto più di quanto io abbia meritato) nonché un grande amico. Ed i miei complimenti alla coppia Giulia Abbate & Elena Di Fazio vincitrici nella categoria Articolo su Pubblicazione Amatoriale e che con il loro La tesi dell’Apostolo Cattivo (dedicato alle controversie relative agli ultimi adattamenti di Evangelion) hanno scritto un grande articolo del quale condivido praticamente quasi tutto.
Buona lettura e congratulazioni anche ai vari finalisti e finaliste.
All'anno prossimo.
Io adesso mi prendo qualche giorno per festeggiare e poi all'inizio della settimana prossima ci rivediamo con nuovi post e nuove sorprese.
Ciao a tutti!

CATEGORIE:

Copertina o Illustrazione.

Vincitore

Franco Brambilla, Locandina Stranimondi 2019, Stranimondi

-Finalisti (in ordine alfabetico)

(2°) Maurizio Manzieri, Locandina Cartoons on the Bay 2019, Rai Com
(3°) Annalisa Antonini, La città dell'orca, Zona 42
Ivo Torello, Hypnos 10, Edizioni Hypnos
Ksenja Laginja, Cacciatore di Sirene, Kipple Officina Libraria
Luca Oleastri, Simbiosi, Simbiosi, Edizioni Scudo, 2019

Nocturnia ha vinto il Premio Italia!

Ve lo giuro, questo sarà l'ultimo post auto celebrativo per un bel pezzo, ma questa notizia ve la dovevo dare.
Credetemi sono felicissimo!
Poche ore fa Nocturnia ha ottenuto il Premio Italia nella Categoria Rivista o sito web non professionale, ancora stento a crederci.
Sono anche arrivato Secondo nella Categoria Articolo su pubblicazione amatoriale ed anche questa è una bella soddisfazione.

Questa vittoria  mi ripaga di tante piccole e grandi battute d'arresto avvenutemi nella mia "cosidetta" Vita reale.
Per la verità il mio avvicinamento al Premio Italia è stato graduale, prima alcune segnalazioni e poi cinque finali consecutive compresa quest'ultima.
Nei prossimi giorni pubblicherò l'elenco dettagliato dei vincitori categoria per categoria.
Mi prenderò qualche giorno per festeggiare la bella notizia.
Nel frattempo ci tenevo a ringraziare tutti quanti voi che mi seguite, che mi leggete ed anche tutte le persone che mi hanno votato.

Dedico questo premio a due donne meravigliose: mia moglie Venusia che mi supporta e sopporta da anni e a mia madre morta di cancro nel 1991 a soli 46 anni (mamma se tuo figlio è riuscito a combinare qualcosa di buono nella sua vita lo deve a te). Dedico la vittoria anche a mio padre, ai miei fratelli e sorelle, ai loro mariti e mogli e ai miei nipoti.
Per finire ci tengo a ringraziare due città: Napoli dove sono nato e Mira in provincia di Venezia dove vivo.
In passato in effetti avevo reagito troppo male per la sconfitta e me ne scuso, a mia parziale scusante, posso solo dire che in quel periodo stavo affrontando dei grossi problemi lavorativi e di salute quindi avevo investito la mia partecipazione di valenze di riscatto per tutto. Quest'anno invece avevo vissuto le cose in maniera molto più tranquilla.
Un grande abbraccio a tutti quanti e grazie ancora!

TRATTI PER UNA GUIDA POCO RAGIONATA DEI PREMI LETTERARI DELLA FANTASCIENZA (E NON SOLO)- Introduzione Ancora Meno Ragionata.


La ricorrenza dell'assegnazione Premio Italia mi ha fatto venire l'idea per una serie di post riguardanti proprio i vari premi che animano il nostro amato settore. Chi mi segue da tempo sa che sono sempre abbastanza attento a questo argomento e che ogni volta che recensisco o segnalo un libro non dimentico mai di ricordare se il testo in questione (o qualcuno dei racconti che lo compongono nel caso si tratti di antologie o raccolte ) abbia vinto un determinato concorso o premiazione varia. Da un lato senza dubbio c'entrerà la mia maniacale natura di collezionista compulsivo  ma d'altro canto bisogna riconoscere che-come per tutti campi dello scibile umano- un riconoscimento rappresenta sempre l'attestazione di un gradimento presso lettori e colleghi.
Riconoscimento parziale e magari incompleto quanto si vuole, ma pur sempre un atto di gratificazione per il lavoro compiuto da quel determinato autore.
E dico parziale perché un Trofeo non rappresenta l' indice assoluto del successo di un autore, o della riuscita o meno di testo scritto ma finisce per diventare un ottimo biglietto di presentazione degli stessi.
I premi sia chiaro hanno un valore enorme,  fatti bene  per un opera letteraria possono diventare un attestato di qualità.
Non l'unico, uno dei tanti, non l'unico.
Volendo fare un paragone, proviamo a pensare ad un Mare, grande o piccolo che sia decidetelo voi.
Ma perché esista il Mare, bisogna che ci siano piogge abbondanti, fiumi che portano acqua.
Ecco i Premi sono uno dei fiumi, di quegli affluenti che portano l'acqua al settore.
Tanti affluenti, tanti metodi per giudicare.
Inoltre fenomeni come le fasi di candidatura, le cerimonie di assegnazione, le premiazioni e le manifestazioni in loro stesse costituiscono un importante momento di aggregazione per appassionati ed addetti ai lavori.
Nonché una occasione, anch'essa non certamente completa in maniera assoluta quanto si vuole ma importante per far si che l'intero settore si ponga della domande ed emetta dei punti fermi al riguardo della produzione letteraria e sull'evolvere delle sue tendenze annata dopo annata.
Insomma, i vari premi concorrono a creare un fenomeno importante per la vita del settore, non danno certo il quadro completo di quanto sta avvenendo ma ne compongono una parte non certo secondaria di questo stesso quadro.

2020! E non più 2020! :D

Buongiorno a tutti e benritrovati!
Ci ho messo un poco prima di ritornare e per più di un motivo.
Niente di grave e anzi sono accadute anche un paio di cose belle in queste settimane, semplicemente -non so voi -ma a me capita sempre che il periodo tra la fine di un anno e l'inizio del successivo si trasforma in un coacervo di cose da fare, impegni, rotture di scatole burocratiche (che non sono ancora finite) e tant'altro !
Questi primi giorni del nuovo anno sono stati e continueranno ad esserlo pieni di impegni,
Alcune cose sono ancora da fare, altre compiute però -come dico sempre -pian piano si ricomincia.


Chi mi segue da tempo sa già che prima che io riesca a raggiungere la piena efficienza i post saranno pochi e distribuiti mooolto in là nel tempo, ormail i miei cinquant'anni me li sento tutti ( e pure qualcosa di più) ma ritengo di avere ancora qualche obiettivo da raggiungere e spero col vostro aiuto di potercela fare in questo 2020, ma ne parleremo più avanti.
Per adesso un abbraccione a tutti.

TRA TOPI E PAPERI: ALCUNI PERSONAGGI SCOMPARSI DEI FUMETTI E DEI FILM DI WALT DISNEY. -Seconda Parte.

La prima parte è uscita QUI.

Nel 1934 le cose vanno decisamente molto meglio per Walter Elias Disney, seppur ancora agli albori i suoi nuovi Studios di Burbank in California viaggiano a gonfie vele, l'azienda può contare su un personaggio come Mickey Mouse che ha un forte impatto commerciale in patria e all'estero (il primo numero della prima serie del Topolino italiano edito dalla CE fiorentina Nerbini risale al 1932) e questo consente a Walt e ai suoi dipendenti di potersi dedicare con relativa tranquillità a tante altre iniziative.


Vi sembra Paperina? Beh, credetemi non lo è !


 Una di queste, la più famosa è la serie di cortometraggi delle Silly Sinphonies (Sinfonie Allegre in italiano), pur non avendo un protagonista fisso, nel corso degli anni -la serie durerà dal 1929 al 1938- le Silly Sinphonies rappresenteranno non solo il modo per provare nuove tecniche di animazione ma anche il banco di prova per alcuni personaggi già creati come il cane Pluto ed il lancio per nuovi protagonisti dell'universo disneyano come I Tre Porcellini ed il Lupo Cattivo che, in una sequela di quattro episodi cominceranno a costruire la loro interminabile saga (da segnalare che almeno all'inizio Ezechiele Lupo avrà ben tre figli malvagi e famelici come lui, i tempi del buonissimo Lupetto amico dei porcellini sono ancora lontani).
 Nel 1934 all'interno di questa serie esce un cartoon tra i tanti.
S'intitola The Little Wise Hen (La Gallinella Saggia) una favola morale su una chioccia che cerca di educare nel modo migliore i suoi pulcini

The Little Wise Hen (1934) con Paperino e Meo Porcello
A complicare le cose penseranno due personaggi minori, due veri e propri sfaticati che vivono all'interno di una capanna ribattezzata con una certa classe Club o Circolo dei Pigri, un maiale chiamato Peter Pig (Meo Porcello) e uno sgraziato papero.
Donald Fauntleroy Duck.
In italiano Paolino Paperino. 

INTERVISTA CON ANDREA BERNESCHI.


L'anno scorso avevo pubblicato una intervista collettiva a diversi scrittori italiani sullo stato della fantascienza e sulla narrativa italiana di genere (il post è QUI). La cosa ottenne un certo riscontro e mi ripromisi di continuare l'esperimento sotto altre forme (ad esempio il recente post sui traduttori ). Ci fu però un autore che l'anno scorso non riuscì a partecipare ma che aveva voglia di mettersi in gioco come i suoi colleghi. Per questo abbiamo deciso di proporre l'intervista a questo scrittore in forma singola quasi una sorta di antipasto verso più corpose chiacchierate che faremo l'anno prossimo. L'anno prossimo infatti ho intenzione di rilanciare il format delle mie interviste dando molto più spazio a questo come ad altri artisti italiani e stranieri.

Nel frattempo cari amici ed amiche diamo il benvenuto ad Andrea Berneschi.

INTERVISTA:

Nick: Prima di diventare scrittore cosa conoscevi della narrativa italiana di genere?
Andrea Berneschi: Salgari, Calvino, Buzzati, Sclavi, Evangelisti, Gianfranco Manfredi, i connettivisti, Giuseppe Genna... sono un lettore onnivoro e modestamente ho sempre avuto ottimi gusti.

TRA TOPI E PAPERI: ALCUNI PERSONAGGI SCOMPARSI DEI FUMETTI E DEI FILM DI WALT DISNEY. -Prima Parte.

No, non ho intenzione di far diventare Nocturnia un blog tutto incentrato sulla materia disneyana, questo post diviso in due parti per il momento rappresenterà la mia ultima incursione nel mondo creato dal grande Walt, forse l'anno prossimo affronterò qualche altro momento sugli inizi dell'avventura disenyana parlando della guerra mossagli dal produttore Charles Mintz che gli fece perdere buona parte dei collaboratori iniziali nonchè i diritti di Oswald the Lucky Rabbit, l'ultimo personaggio creato da Walt prima della nascita di Topolino e del suo Impero, però per quello ci sarà da aspettare ancora un pochino.
C'è però un motivo se, ultimamente, ho parlato così tanto di Walt Disney.

A parle il fatto che siamo quasi a Natale e i film disneyani sono un argomento decisamente molto adatto per il periodo....

SCIOCCO DETTAGLIO PERSONALE.

Sin dalla più tenera età sono stato un lettore complulsivo, ormai lo sapete.
In particolare delle lunghe saghe ho sempre amato i personaggi meno conosciuti, quelli che apparivano per un poco e di cui poi improvvisamente se ne perdevano le tracce, gli errori di percorso, le direzioni prese e poi abbandonate lungo il viaggio, i cambi improvvisi delle trame e tutto questo è cominciato(come per molti altri ritengo) proprio con i fumetti di Topolino.
Certo da Topolino sono poi passato ad altre letture, anche questo fa parte del percorso della vita, prima Jacovitti, poi la fantascienza e l 'horror e poi e poi......Ma questa è un altra storia, però conservo ancora una buona parte dei "giornaletti" che leggevo da bambino e proprio da quei numeri sono nate tante delle mie passioni.
Compresa quella sui personaggi. 

I primi disegni conosciuti di Mickey Mouse (circa 1928)

Avrò avuto tra i nove e i dieci anni quando presi la decisione di "catalogare" tutti i personaggi Disney ricorrenti e cioè quelli che comparivano in più di una storia compresi i più rari e sconosciuti....e questo la dovrebbe dir lunga sugli stani processi mentali che già allora animavano i più oscuri reconditi del mio cervelletto.
Ebbene, ben presto scoprì anzi scopersi, per una volta utilizziamo pure questo arcaismo, che la cosa semplicemente non era possibile.
Non per una persona sola perlomeno.
Troppi erano i personaggi creati dai vari autori che prima o dopo si erano succeduti alla corte di Walt Disney : i personaggi delle origini, quelli creati dalla casa madre nel corso dei suoi novant'anni di attività, ma anche quelli creati dagli artisti di molti dei paesi in cui si creavano le storie disneyane, come l' Italia, il Brasile o la Danimarca.
Eppure proprio per questo si possono scoprire tanti dettagli interessanti.
E poco o per niente conosciuti dalla maggior parte dei lettori attuali. 

I GENITORI DI MINNI.

Floyd Gottfredson al lavoro.

Walter Elias Disney cominciò a pensare ad un topo antropomorfo già ai nel 1925 ai tempi del Laugh-O-Gram Studio e sulla base delle sue idee Ub Iwerks cominciò ad effettuare i primi schizzi del personaggio.
Si trattava di un personaggio molto diverso rispetto a quello che poi verrà fuori.
La tesi più accreditata è che Walt prese come fonte d'ispirazione un topo che bazzicava per i locali dello studio. L'artista inizialmente voleva chiamare il nuovo ipotizzato personaggio col nome di Mortimer Mouse fortunatamente però sua moglie Lilian lo convinse (Storia vera, come direbbe il mio amico Cassidy) che non sarebbe stato un nome adatto per un personaggio per bambini. Come spesso accade nei matrimoni la moglie ci aveva visto più lungo del merito e Walt Disney di buon grado accettò di ripiegare sulla miglior scelta Mickey Mouse.


Mrs Mouse, la madre di Minni.

Mickey Mouse \Topolino debuttò quindi nei cartoon nel 1928 e poi nelle strisce a fumetti nel 1930.
Disney comunque non rinunciò del tutto al nome Mortimer e lo fece impiegare più volte per alcuni personaggi secondari inseriti nelle prime avventure del Topo, primo tra tutti uno zio di Minni un riccone che appare già a cavallo della seconda avventura Mickey Mouse in Death Valley (in italiano Topolino nella Valle Infernale) del 1930 , in seguito poi sarebbe arrivato anche uno Zio Martino anch'esso miliardario ma stavolta parente di Mickey e questo ha fatto si che talvolta (ma non sempre) i due personaggi risultino accorpati ed intercambiabili tra loro.
L'universo topoliniano delle prime avventure è un ambiente ancora rurale anzi totalmente contadino, che risente della grande depressione e che vive di riflesso della realtà americana. I personaggi rischiano di vedere le case pignorate, le banche fallire da un momento all'altro, però di contempo proprio l'ambientazione agreste faceva sì che nelle varie vicende aleggiasse quasi un'aurea di innocenza ed entusiasmo per il futuro.
A disegnare le prime storie c'erano all'inizio (a parte qualche intervento di Walt Disney ai testi) lo stesso Iwerks e Win Smith in seguito però sarebbe arrivato quel talento naturale di Floyd Gottfredson (1905-1986)  in sostituzione di Smith.

I genitori di Minni.


Gottfredson (che all'inizio non voleva dedicarsi alle strisce disegnate desiderando piuttosto essere assegnato al reparto animazione) s'innamorò talmente dell'incarico al punto da essere considerato come una sorta di "Terzo Padre di Topolino"dopo gli stessi Disney ed Iwerks creando buona parte della sua caratterizzazione del character.
Oltretutto rimanendo come disegnatore delle strisce del Topo fino al 1975.


 Ma nelle prime storie compaiono anche dei genitori veri.
Quelli di Minni.

I genitori di Minerva "Minnie" Mouse (così si chiama in originale anche se quel Minerva non viene quasi mai usato) compaiono con un ruolo di primo piano in Topolino e il bel Gagà (Mr. Slicker and the Egg Robbers) la terza avventura di Mickey ospitata dai quotidiani statunitensi dal settembre al dicembre del '30 per poi tornare come comparse l'anno dopo nella quinta vicenda Topolino vince Spaccafuoco (Mickey Mouse Vs. Creamo Catnera) per poi scomparire del tutto senza più essere nemmeno nominati.


Marcus Mouse (Tognone nell'edizione italiana)
Marcus Mouse (in italiano ribattezzato Signor Tognone) e sua moglie Mrs. Mouse (in Italia chiamata Signora Tognone) fisicamente sono più alti e magri rispetto alla figlia e al dilei fidanzato Topolino, personalmente ho sempre pensato che questo sia stato fatto apposta per dare una caratterizzazione più infantile quasi da adolescenti a Mickey e a Minnie, però questa è solo una mia impressione.
Tognone è un agricoltore mentre sua moglie ha più una connotazione da casalinga,si trovano a dover lottare contro i debiti che stanno strozzando la loro fattoria, cosa che finirà per coinvolgere anche il rapporto tra Mickey e Minnie.
Con Mickey che farà di tutto compreso provare un improbabile suicidio per salvare il suo rapporto con Minerva.
Ma nell'universo disnenyano delle origini c'era un poco di tutto, tanti personaggi secondari che poi sarebbero andati dimenticati, tipo Bill Barba, l'inetto caprone sceriffo della citadina abitata da Mickey tutti esponenti di quell' America che stava cambiando e come tali anche loro dopo un poco non ebbero più ragione di esistere.
 Ma c'era anche una certa dose di riciclo nel Topolino primordiale.
Qualcosa di inaspettato.
Non certo sconosciuto ma ignorato dalla maggior parte degli attuali lettori dei fumetti Disney.

 IL PERSONAGGIO DISNEY PIU 'LONGEVO E' QUELLO MALVAGIO.

 Nei primi cartoon che nelle prime avventure disegnate delle avventure di Mickey compare come villain un certo Pete che già era comparso in una precedente serie di cartoon : le Alice Comedies (anche conosciute col titolo di Alice in Cartoonland)
 Bisogna fare un passo indietro.

Dopo la conclusione del ciclo dei Laugh-o-Grams e nonostante il fallimento del suo Studio di Kansas City il buon Walt assieme ai suoi collaboratori dell'epoca  (cito tra gli altri  Freeleng, Harmon, Iwerks e Roy Disney nonchè Lilian Bounds-cioè il fratello e la futura moglie di Walt- quella che trovò il definitivo nome del Topo) decisero di lanciare una seconda serie di 57 episodi e che durò dal 1923 al 1927 che mescolava animazione ed attori dal vero e almeno all'inizio vagamente ispirata alla Alice di lewis Carroll .
Walt su invito di Roy si era già trasferito a Los Angeles ed era fortemente motivato a ricominciare.
Ed anche se in seguito Disney ne  perse i diritti le Alice Comedies rappresentarono nel bene e nel male un grandissimo banco di prova per i futuri lavori dell'artista sia a livello tecnico sia per la catena di reazioni che provocarono.

La prima versione di Gambadilegno (qui battezzato Bootleg Pete) nel cartoon Alice solves the Puzzle (1925)

 Si cominciò nel 1923 con l'episodio pilota Alice's Wonderland all'interno del quale assieme alla prima Alice comparivano anche Walt ed Ub in compagnia degli animatori Harman, Maxwell ed Ising che interpretavano loro stessi mentre lavoravano.
In seguito però, nelle puntate successive sarebbe comparsa solo Alice.
Il ruolo Alice venne interpretata da varie baby artiste, prima tra tutte la piccola Virginia Davis i cui genitori accettarono sia per potersi finalmente trasferire in California per curare la figlia malata sia per il previsto pagamento del 5% degli incassi mentre tutti gli altri personaggi erano realizzati in animazione.
A filmare la Davis pensò Roy mentre Walt, Iwerks e gli altri disegnatori si occuparono dei disegni.
In seguito però Virginia Davis una volta superati i sette anni venne rimpiazzata prima da Margie Gay e poi da altre bambine.
Molti di questi film ( non però Alice's Wonderland ed Alice solves the Puzzle di cui parlerò adesso che sono ancora disponibili) però risultano perduti.
A partire dal 1925 (più precisamente dal' appena ricordato episodio Alice solves the Puzzle) in quei corti  cominciò ad apparire una sorta di via di mezzo tra un orso e un gatto che cambiò tanti nomi : Bootleg Pete, Black Pete; Terrible Tom; Peg Leg Pete e tanti  ma alla fine si trattava sempre e solo di lui, della prima incarnazione del buon vecchio Pietro Gambadilegno che, dopo essere comparso in diversi episodi della serie di Alice dopo la sua conclusione venne trascinato senza troppi problemi in quella di Mickey Mouse.

LA QUESTIONE "JULIUS THE CAT".

Non era però tutte rose e fiori.
 Disney & Soci sin dall'inizio avevano utilizzato animali antropomorfi nelle loro produzioni, del resto quella era la tendenza del periodo, già ai tempi del primissimo Cappuccetto Rosso comparirono  un cane bianco ed un gatto nero entrambi senza nome, entrambi tornarono poi in altri cartoni dei Laugh-O-Grams, non si trattava di una scelta voluta piuttosto servivano degli intermezzi comici per movimentare la trama.

Sempre da Alice solves the Puzzle, il gatto Julius affronta Pete.
.
Senza quasi accorgersene la presenza del gatto diventò una piacevole abitudine, un vero e proprio marchio di fabbrica di quelle originarie produzioni e gli spettatori cominciarono ad apprezzarne le apparizioni. 
La cosa subì una significativa evoluzione con le Alice Comedies.

Per questa sua seconda serie Walt aveva finalmente trovato un distributore importante, una azienda che gli poteva garantire una più ampia diffusione, purtroppo però le persone scelte non erano semplicemente le più adatte di cui potersi fidare in quel momento.

La contraente scelta, Margaret J. Winkler fino a poco tempo prima era stata la distributrice dei cartoon di Felix the Cat, solo che non si era lasciata esattamente in buoni rapporti con Pat Sullivan che deteneva i diritti del famoso personaggio. Consigliata probabilmente anche dal fidanzato Charles Mintz, il futuro irriducibile nemico della famiglia Disney, chiese con una certa insistenza a Walt (praticamente glielo impose) di sviluppare un personaggio quanto più possibile "simile" a Felix.
Così quel felino nerofocato che sovente era apparso nei Laugh-O-Grams ribattezzato col nome di Julius the Cat divenne il comprimario (anzi il vero co-protagonista delle Alice Comedies) l'eroe che spesso e volentieri salvava la bambina umana dai vari pericoli che si trovava a dover affrontare.
Disney che evidentemente, pur affezionato al personaggio,  non doveva amar troppo la situazione una volta conclusa la serie npon riprese quasi più Julius optando per lo sviluppo di altre figure che, forse, sentiva più sue.
In questo fu quasi obbligato anche dalle azioni della Winkler e di Mintz, ma di questo ne parleremo probabilmente l'anno prossimo.
Per adesso con l'ultima parte di questo post in onda tra pochi giorni affronteremo alcune questioni dedicate a Paperino, ai suoi primi anni, ad alcuni dei suoi comprimari scomparsi ....con qualche sorpresa di Natura ...beh, Romantica.
Già, anche Paperino ha il suo passato.
 (Continua...)

Copyright & Diritti delle immagini: Disney\Panini Comics (A parte Alice Comedies i cui diritti dovrebbero essere liberi, se mi sono sbagliato contattatemi pure che correggerò ed aggiungerò info ben volentieri)

ALCUNE  FONTI:

-Per info sul Laugh-O-Gram-Studio
In lingua Inglese:

LAUGH-O-GRAM_FILMS

DISNEY WIKI

 -Per Ub Iwerks:

DIGITAL MEDIA FX

-In generale:
Link in italiano:

I.N.D.U.C.K.S.

Link in Inglese:

LAMBIEK COMICLOPEDIA.

TVTROPES. 

DISNEY FILM PROJECT

-Per Zio Mortimer

TOPOLINO.IT

-Per Marcus Mouse \Tognone

PAPERPEDIA

WIKIPEDIA.

I.N.D.U.C.K.S

-Per Bootleg Pete (Pietro Gambadilegno in "Alice solved the Puzzles)

DISNEY FILM PROJECT

-Per Mrs. Mouse

PAPERPEDIA.

Alti link nella seconda parte del post.

DESDY AND ME: INTERVISTA A GIUSEPPE DI BERNARDO A PROPOSITO DELL'INSONNE.

Come sapete esiste un filo rosso che collega tutte le mie interviste le une con le altre, in questo caso torno ad incontrare il fumettista Giuseppe Di Bernardo (ne ho parlato QUI e potete trovare l'altra intervista che gli ho fatto QUI). E' sempre un piacere re-incontrare i miei precedenti intervistati, è un modo per fare il punto sul tempo trascorso e sui progetti annunciati e su quelli realizzati.  In questo caso specifico l'odierna intervista verterà su un personaggio in particolare: Desdemona "Desdy" Metus la DJ fiorentina creata dallo stesso Di Bernardo assieme ad Andrea Polidori, le cui avventure dal tono decisamente esoterico hanno appassionato numerosi lettori. Oggi parleremo sia della serie (anzi "delle" serie) a fumetti sia del corto live action ancora disponibile su You Tube (lo trovate QUI) di cui ho parlato verso la fine dell'anno scorso ( QUI).
Su l'Insonne tornerò presto con una mia recensione di Ouverture, inoltre spero di poter intervistare presto il regista Alessandro Giordani e qualcuno degli interpreti, magari proprio Chiara Gensini, l'interprete di Desdemona.
Oggi però è il giorno di Giuseppe Di Bernardo che ringrazio.
Buona lettura!
E fatemi sapere le vostre impressioni su Ouverture!

Nick:  Ciao Giuseppe, bentornato su Nocturnia, questa intervista sarà incentrata principalmente sul tuo personaggio Desdemona Metus, ovvero "L'Insonne", di cui recentemente avete reso disponibile una versione live action valida come episodio iniziale per una serie televisiva. Torniamo alle origini, raccontaci di come è nato il personaggio che poi avrebbe debuttato nel 1994.

Giuseppe Di Bernardo:  "Era una notte buia e tempestosa"... No. Forse tempestosa no, ma certamente nebbiosa, di fumo di sigarette e vapore acqueo. Con il mio sodale, Andrea Polidori, passavamo le serate in giro per la notte fiorentina, fantasticando di una serie a fumetti thriller con una ragazza come protagonista. Io stavo facendo un corso di fumetto e presentammo un progetto a una piccola casa editrice romana che lo accettò. Non è da tutti esordire nel mondo del fumetto direttamente con una serie da edicola. La casa editrice, però, era un gigante dai piedi d'argilla, e dopo poco tempo è andata a carte quarantotto. Sono seguiti dieci anni d'oblio per Desdemona, fino al 2005 quando è tornata in edicola con un reeboot. Sono stati 13 episodi ad alta tensione, sia narrativa che editoriale. La serie è autoconclusiva, quindi ve la potete leggere tutta d'un fiato, anche se gli ultimi tre volumi non sono facili da trovare.

Tanti Auguri a Tutti !



Ci siamo!
E' arrivato il momento !
Il blog si ferma, ci rivediamo verso metà gennaio.
Nel frattempo, buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti quanti voi, alle vostre famiglie e a tutte le persone alle quali volete bene.
Tanta serenità a tutti quanti.



Buon Tutto a Tutti!

2018 L'ANNO CHE SE NE VA- PARLANO GLI AUTORI.

INTERVISTA COLLETTIVA SULLO STATO DEL FANTASTICO IN ITALIA.

"L'Anno che verrà" cantava  in tempi non sospetti il sommo Lucio Dalla per distrarsi un pò,  rifacendosi a tutti i desideri e le speranze che da sempre noi esseri umani affidiamo alle stelle ogniqualvolta si sta per chiudere un ciclo (o un cerchio) e ne desideriamo un altro,con maggiori promesse ed offerte di felicità.
L'anno che invece si sta per chiudere, il 2018 invece, meriterebbe una serie di aprofondite considerazioni in merito a quanto è stato fatto, nel bene come nel male, e su cosa si sarebbe potuto fare di più. Per questo, almeno per quanto riguarda la lettura e lo stato di salute della narrativa di genere italiana, ho provato ad effettuare un esperimento.
Su Facebook ho chiesto agli scrittori e alle scrittrici weirdhorror,science fiction e fantasy del nostro paese di rispondere ad una breve intervista collettiva (e questo valeva anche per gli autopubblicati).
L'idea era quella di restituire a chi legge un quadro quanto più possibile sfaccettato e completo di quello che è stato pubblicato durante questi ultimi 12 mesi visto dalla parte degli scrittori.
Queste sono le risposte.
Certo, come ogni cosa è migliorabile, per esempio mi sarebbe piaciuto poter avere un maggior numero di risposte da parte di scrittrici , magari l'anno prossimo, consideriamo questa esperienza come una sorta di numero Zero.
Se Nocturnia ed il sottoscritto ci saranno ancora ripeterò l'esperienza ancora- magari allargando il discorso anche agli editori,curatori, traduttori eccetera eccetera...
Anzi chi vuole potrà anche partecipare nei commenti di questo post (quindi,scrittori e scrittrici sentitevi liberi di dire la vostra)
Dopo questo seguirà un ulteriore post (tra qualche giorno) con le mie idee e segnalazioni riguardo alla produzione letteraria di genere del 2018.

INTERVISTA CON LAURA SCARPA!- Direttrice della Rivista "Scuola di Fumetto"

Oggi vi presento la mia intervista con l'artista veneziana Laura Scarpa, Laura (che ringrazio per la sua gentilezza, la  sua sincerità e per la sua disponibilità) è un'artista a tutto tondo, nel corso degli anni è stata ed è una bravissima autrice, una grande disegnatrice ed anche un' ottima direttrice di riviste. In questa veste da anni è la guida del periodico Scuola di Fumetto, un magazine sui fumetti ma anche sul come fare fumetti. "Scuola di Fumetto" esce dal maggio 2002 ed è uno dei miei appuntamenti fissi in edicola ( gli altri sono Fumo di China, di cui ho parlato QUI e Nocturno, di cui spero di parlare presto). Con laura abbiamo parlato anche del suo lavoro di autrice e della situazione generale del fumetto italiano ed internazionale in questa bella chiacchierata.
Il Giro d'Europa a Fumetti riprende presto con altre interviste con ospiti di valore internazionale.
Ringrazio ancora una volta Laura Scarpa e a tutti voi auguro una buona lettura!

Nick:  Ciao Laura benvenuta su Nocturnia. E' un piacere averti ospite. Come prima domanda ti chiedo di raccontarci i tuoi inizi. In particolare cosa ti ha avvicinato al mondo del fumetto e quali sono stati gli autori e le opere che ti hanno maggiormente influenzato come lettrice prima e come artista poi?

Laura Scarpa:  Sono cose che risalgono a tantissimi anni fa ;)
A formarmi è stato «il Corriere dei Piccoli», leggevo anche Topolino e Geppo e Soldino e di Topolino ricordo bene le storie di Carl Barks e anche di Scarpa, ma il Corrierino è stato maestro perché, e lo si dice sempre troppo poco, faceva leggere cose per diverse età e ti portava avanti. Ma soprattutto perché vi pubblicavano i grandissimi (poi usciti su «Linus», in gran parte) del fumetto italiano: Pratt, Battaglia, Toppi e Nidasio! Illustratori immensi come Di Gennaro e Iris De Paoli, sceneggiatori e scrittori quali Milano, Ongaro... Rodari! E grandi serie e firme straniere, Mignolino e Clorofilla, i Puffi, Gaston La Gaffe di Franquin, Comanche di Hermann, Alberto Breccia persino... una lezione culturale e di lettura grafica incredibile. È stato il culo di nascere nel '57, perciò beccarmi gli anni più intriganti all'età giusta. Valentina Mela Verde a 12 anni, La Ballata del Mare Salato a 14. Loro sono i miei due maestri. Con il fumetto di Pratt capii che si poteva fare del fumetto moderno e adulto, Valentina lavorò più inconsciamente, in profondità e riemerse col tempo.
Negli anni guardai molto quello che succedeva, e la mia originalità maggiore la trovai, proprio quando si creò un vuoto editoriale, alla fine anni 80, e nei 90. L'ho capito ora, cercando i materiali per la mostra dei miei 40 anni al Comicon.

INTERVISTA CON CRAIG SPECTOR.

Sono tornato! Le cose non vanno ancora benissimo fisicamente però oggi con una enorme gioia vi posso presentare l'intervista con lo scrittore Craig Spector, uno dei mostri sacri della narrativa horror, uno dei padri del genere splatterpunk che tanto ha rinnovato la narrativa di genere tra la fine degli anni '80 s e l'inizio dei '90s del secolo scorso. L'intervista è importante anche dal punto di vista umano. Spector, che è anche un valido sceneggiatore cinematografico è stato senza alcun dubbio uno degli intervistati più diretti e sinceri che abbia mai avuto. Ringrazio quindi Craig, grande scrittore, grande combattente e anche grandissimo amico per avermi concesso questa splendida intervista.
Se avete voglia di approfondire qui trovate la mia scheda su Spector.
A tutti quanti auguro una Buona Lettura! In fondo alla versione italiana troverete la versione originale in lingua inglese.

(For english version, please scroll down )

Nick:   Benvenuto su Nocturnia, è un piacere averti come ospite Craig.Le mie sono una sorta di "Interviste -Carriera", nel senso che cercano di ripercorrere buona parte della vita editoriale dei miei intervistati, anche nel tuo caso sarà così, quindi cominciamo dall'inizio: non so se ricordo bene ma mi sembra che in molte interviste passate tu abbia sempre dichiarato come l'horror sia stato un argomento che ti ha sempre interessato,  una cosa che ha sempre fatto parte della tua vita ma che almeno all'inizio non intendevi diventare uno scrittore professionista, ce lo spieghi meglio?

Craig Spector:  Ciao Nick, e Nocturnia, e grazie! Sì, è vero - l' horror è stato un qualcosa che mi ha incuriosito fin dalla più tenera infanzia, ma  è stato solo al compimento dei miei 22 anni quando ho avuto l'ispirazione per In Fondo al Tunnel che l'idea di "diventare" uno scrittore horror mi è venuta in mente .

Ho subito delle orribili scottature a causa di un incidente infantile- si trattava di ustioni da grasso di 2 ° e 3 ° grado su tutto il lato sinistro della mia faccia e avevo solo undici mesi, ero davvero piccolo, l'altra conseguenza di questo incidente è stato un intenso incubo ricorrente che mi ha accompagnato durante tutta la mia infanzia. Appena sono diventato un poco più grande, avrò avuto forse 8 anni, mia madre mi ha fatto leggere un breve racconto che aveva scritto sull'incidente, che aveva un titolo tipo My 11 Month Old Baby Pulled a Pun of Frying Chicken on his Head , o qualcosa del genere. Quando l'ho letto, sono successe due cose: ho scorto immediatamente la connessione tra i sogni che facevo, il mio subconscio e il trauma che avevo subito. E non ho mai più avuto incubi.

Sono cresciuto guardando i film dei mostri di Creature Feature (1)  in TV, ed anche  le vecchie serie di Twilight Zone e Outer Limits. Erano i primi anni '60,  avrò avuto forse 3 anni al massimo. Più tardi, sempre durante durante l'infanzia ho cominciato a guardare show come la Night Gallery di Rod Serling, e a leggere Edgar Allan Poe, ma anche Ray Bradbury e Kurt Vonnegut, ma lì avevo già 8 anni. Durante  la prima fase dell' adolescenza ho letto molti vecchi numeri di fumetti come Creepy e Eerie, contemporaneamente guardavo tonnellate di film horror, Hammer Horror, e così via.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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