Visualizzazione post con etichetta Sangue a Hollywood.. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sangue a Hollywood.. Mostra tutti i post

SANGUE A HOLLYWOOD: L' ESTATE DI CORDELIA.

 


"Finché il ricordo di alcuni carissimi amici resterà nel mio cuore, dirò che la vita è bella."

Helen Keller 

 "Certamente non v’è sulla terra alcun uomo giusto che faccia il bene e non pecchi mai."

 Dal Libro dell'Ecclesiaste 

Nel corso di una vita, nel corso di tutte le vite ci sono momenti in cui non abbiamo nessun controllo, influenze dall'esterno che come il peggiore degli incubi cercano di condizionarci. Quello che cambia è il modo con cui reagiamo. Anche quando tutto sembra perduto.

Vi racconterò una storia, ma voglio avvertirvi, non si tratta di una fiaba o del frutto della mia immaginazione. Questa è una storia vera e come tutte le storie vere ha un inizio, uno svolgimento ed una fine. Che potrebbero non soddisfarvi del tutto.

E' l'una di notte del 15 agosto del 1991,l'estate californiana sta vivendo i suoi momenti migliori. Perfino a San Diego, perfino in quei momenti quando in città sta imperversando uno dei più crudeli stupratori seriali che la California ricordi.

SANGUE A HOLLYWOOD: STORIA DI UNA INSEGNA E DEI SUOI FANTASMI. - Conclusione!

Le Precedenti parti di questo dossier sono uscite QUI e QUI. e QUI.


Quando nel 1923 l'imprenditore Harry Chandler che tra le altre cose era anche editore del Los Angeles Times  aveva fatto costruire la Hollywoodland Sign per pubblicizzare il suo progetto di speculazione edilizia non aveva certo programmato per essa una vita lunga, la scritta, come abbiamo più volte detto, sarebbe dovuta rimanere in piedi sulla cima del monte Lee per un periodo limitatissimo: un anno, un anno e mezzo al massimo.
Di conseguenza i materiali impiegati non erano stati progettati per durare, si trattava di pannelli di legno e metallo, di comuni lampadine che ben difficilmente potevano resistere al degrado, alle incurie e alle intemperie.
Le prime a sparire, secondo quando riporta la vulgata popolare, furono proprio le lampadine trafugate una dopo l'altra a partire dal 1939 quando il fondo immobiliare che fino a quel momento aveva detenuto il terreno decise di dismettere la proprietà, Nessuno ci aveva badato, anzi per decenni in parecchi avevano fatto finta di non accorgersene ma adesso giunti agli anni '70s le condizioni di quanto rimaneva di tutta la struttura erano diventate evidenti nella loro disastrata e disastrosa fragilità.

Ecco quà, non ve l'avevo mostrato finora
ma ecco a voi Harry Chandler l'imprenditore
che nel 1923 fece costruire la scritta di Hollywood
Nel 1923 per costruire la scritta Chandler aveva speso più o meno 21.000 dollari, adesso per restaurarla si calcola ne servirebbero molti di più, a metà anni '70s qualcuno alla Camera di Commercio prova ad effettuare un calcolo di massima.
Quella che ne viene fuori è una somma da far tremare i polsi.

SANGUE A HOLLYWOOD: STORIA DI UNA INSEGNA E DEI SUOI FANTASMI ! - Terza Parte

Le Prime due parti sono uscite QUI e QUI.

La notizia del suicidio di Peg Entwistle occupa a lungo le prime pagine statunitensi: Hollywood è già il luogo dei sogni per molti americani e si sa, i sogni mancati degli altri assumono un valore particolare e forse-perverso nelle attenzioni dell'uomo della strada. Un misto non sempre ben amalgamato tra l' humana pietas nei confronti di una giovane vita spezzatasi troppo presto e la malsana curiosità verso i dettagli più macabri dell'accaduto. In morte la giovane attrice trova quella fama che in vita le era sempre sfuggita.
Le viene assegnato perfino un soprannome.
Per tutti da quel giorno in poi sarà semplicemente la "Hollywood Sign Girl".
Si racconta un poco ovunque della sua depressione,della sua probabile lotta contro la dipendenza dall'alcool, della sua vita difficile, del fatto che sia stata da bambina affidata al padre a causa di una probabile "pazzia" della madre, delle accuse di crudeltà rivolte dal'attrice all'ex marito Robert Keith.
I giornali rivelano anche un altro particolare, anzi due: il primo è che l'identità del cadavere sia rimasta anonima a lungo perché nessuno era in grado di riconoscere la donna, questo finché non si era fatto avanti un lontano parente dell'attrice segnalandone le generalità. Poi che, sperduta tra le piante, era stata rinvenuta una borsa con l'ultimo messaggio scritto dalla Entwistle che annunciava il suo imminente suicidio.
L'ultimo messaggio?

"I am afraid I am a coward. I am sorry for everything. If I had done this a long time ago, it would have saved a lot of pain. P.E."

"Ho paura, sono una vigliacca. Mi dispiace per tutto. Se avessi fatto questo molto tempo fa, mi sarei  risparmiata un sacco di dolore   P.E. ".

Il Tempo però non aspetta e sopratutto non fa sconti .
Le notizie hanno una data di scadenza, ben presto altri avvenimenti soppiantano l'interesse verso il suicidio di una giovane donna senza più speranze.
Ben presto tutti quello che resta sono foto sbiadite e ritagli ingialliti di vecchi quotidiani.

Le cose non paiono andare meglio alla "Hollywood Sign."

Una foto giovanile di Albert Kothe


SANGUE A HOLLYWOOD: STORIA DI UNA INSEGNA E DEI SUOI FANTASMI ! -Seconda Parte.

La prima parte è uscita QUI.


Agli albori del XX° Secolo più che un distretto vero e proprio Hollywood è ancora solo un coacervo non ben definito, una sorta di commistione tra un paesino di frontiera e grossi ranch più o meno collegati tra loro, la percentuale totale degli abitanti totali è ancora molto bassa.
Ma questo stato di cose sta per cambiare.
Motivo del cambiamento sarà una guerra,  una guerra particolare, di  quelle che non si combattono sui campi di battaglia ma di quelle che si disputano a suon di brevetti.
Più lontano sulla Costa Est si è sviluppata una nuova industria, quella del Cinema.
C'è una società la Motion Picture Patent Company che ne detiene i brevetti per buona parte del territorio americano e che praticamente ne monopolizza il mercato. Solo gli aderenti alla MPPC possono  realizzare pellicole cinematografiche e per i produttori indipendenti la vita è estremamente difficile a Chicago e a New York, le prime capitali del Cinema americano.

COSI' VICINA, COSI' LONTANA.

Ma la California è lontana e lì i brevetti della MPPC non hanno nessun valore, non coprono nemmeno il valore della carta su cui sono scritti.

SANGUE A HOLLYWOOD: STORIA DI UNA INSEGNA E DEI SUOI FANTASMI ! -Prima Parte


 Per quanto possa sembrare inverosimile c'è una cosa che accomuna tutti i luoghi abitanti.
Ovunque ci siano delle persone riunite tra loro in una comunità ogni luogo possiede una sua Storia. Questo vale per le metropoli più grandi come per il più minuscolo dei paesini, per le città che tutti conoscono e per il villaggio sperduto e a stento segnato sulle carte.
Ma al tempo stesso c'è qualcosa che accomuna tra loro tutte le Storie.
C'è sempre un qualcosa che dà origine a tutta una serie di conseguenze.
Che si tratti di un singolo evento casuale o di una scelta volontaria e personale ogni Storia ha un suo inizio.
Questa Particolare Storia inizia nel 1886.

BOSCO DI AGRIFOGLI.

Si dice che l 'America sia nata nel sangue, in realtà probabilmente è il denaro il vero motore di tutta l'evoluzione subita da quella Nazione. Nonchè la vera costante della maggior parte degli avvenimenti ivi accaduti.
Non ci saranno eccezioni nemmeno in questo caso.
Torniamo per un attimo ad un dato momento del 1886.
Se passassimo dalle parti di Los Angeles ci troveremmo davanti ad una città, anziad  un insieme di villaggi faticosamente ed ancora non completamente collegati tra loro e non ancora tramutati nella grande megalopoli che conosciamo, una località di frontiera come tante altre del Sud della California circondata da colline, dove l'agricoltura la fa ancora da padrona un poco in tutta la zona: aranceti, mandorli e piante di noci pecam un poco ovunque e sopratutto tanti, tantissimi orti . I grossi giacimenti di petrolio, prima fonte di ricchezza e di sviluppo della regione devono ancora essere scoperti. Se volessimo insistere nella nostra esplorazione ci troveremmo davanti ad un uomo ed una donna in viaggio di nozze.

Hobart J. Whitley ( 1847-1931).

Niente di più comune.
Ma non c'era niente di comune nella figura dello sposo.
 Hobart Johnstone Whitley è un imprenditore,un costruttore per la precisione, nato in Canada ma ormai cittadino americano a tutti gli effetti. Volendo definire H. J. Whitley potremmo considerarlo come una di quelle classiche persone che non possono fare a meno di pensare agli affari nemmeno durante la loro luna di miele, eppure proprio mentre con l'adorata e fresca seconda moglie Margaret Virginia Whitley, detta "Gigi" (1867-1953), s'inerpica per le colline losangeline in cerca di refrigerio l'uomo ha una di quelle rare intuizioni in grado di cambiare non solo la sua vita ma anche i destini di molte altre persone.


Sua moglie Margaret

Galeotto sarà un incontro fortuito.
Quello con un vecchio uomo cinese, uno di quei tanti immigrati asiatici che è così frequente incrociare nelle città californiane di fine ottocento.
Il vecchio immigrato guida un carro, sudicio, malandato ma traboccante di legname. Un materiale che nella zona non sembra proprio mancare, Whitley, che si legno e di piante se ne intende, crede di riconoscere diverse varietà di arbusti  nelle vicinanze e giusto per scambiare due parole con uno dei pochi esseri umani che abbia incrociato nella zona chiede al vecchio immigrato che cosa stia facendo.


La prima mappa conosciuta di Hollywood risalente al 1887.

Esistono diversi modi per poter raccontare la risposta dell'anziano orientale, ma la maggior parte di queste racconterebbe che quest'ultimo, non sapendo o non volendo parlare bene l'inglese storpi la risposta, che invece di dire "Io trasporto legna", (in inglese" I am hauling wood") gli risponda " I holly wood" che tradotto significherebbe un qualcosa sul genere legno o bosco di agrifogli)
Sia come sia l'espressione piace ai due neo-sposini, così come piace quella parte di territorio che hanno appena scoperto.

In seguito Whitley comprerà numerosi terreni tra quelle colline, la sua intenzione da buon imprenditore edile è quella di creare un intero nuovo quartiere.
Il nome del nuovo sobborgo?  
Hollywood naturalmente.

IL RANCH DEI FICHI E DELLE ALBICOCCHE.

 Whitley che non è un palazzinaro come gli altri  nel corso dei decenni successivi investirà parecchio nel territorio, in seguito costruirà anche alcune infrastrutture come una locale banca e l 'Hollywood Hotel.
Per tutti l'impreditore da quel momento in poi sarà ribattezzato come "il Padre di Hollywood".


I coniugi Wilcox: Daeida & Harvey.

Manca ancora qualcosa.
Manca l'ufficialità.

Ironia della sorte a questo penserà un'altra coppia, anch'essa arrivata e fermatasi dopo un viaggio, anch'essa composta da un uomo anziano e dalla sua molto più giovane seconda moglie.
Stavolta però l'occasione di questo spostamento è un lutto, il tentativo di superare la morte di un giovane figlio.

Harvey Henderson Wilcox ( 1832-1891) è anche lui un imprenditore in pensione,ma non solo. Wilcox ha cominciato come calzolaio e poi si è dato alla politica.
L'idea di trasferirsi in California ce l'avrebbe già da tempo, ma ancora non ha deciso dove.
Sarà sua moglie Daeida Hartell detta "Ida" a decidere per lui. 

"Ida" s'innamora dei canyon e delle colline dell'area già visitata qualche tempo prima dai coniugi Whitley, per lei l'innamoratissimo marito comprerà una vasta area di oltre 160 ettari tappezzata di alberi di fichi e di albicocchi.

E sempre per lei Wilcox lì ci costruirà un immenso ranch lasciandole la facoltà di sceglierne il nome.
Alla moglie qualcuno racconta di quell'incontro con un immigrato cinese accaduto l'anno prima.
Il nome del ranch è presto scelto: si chiamerà anch'esso Hollywood e questo sarà il nome presente negli atti ufficiali.

 Wilcox non otterrà molto successo come agricoltore e dopo pochi mesi preferirà suddividere parte della sua proprietà in lotti destinati alla vendita.
La prima delle tante speculazioni edilizie che riguarderanno la zona.
Ma lo sviluppo vero doveva ancora arrivare.
Complice un'arte nuova.
E un'industria che stava appena nascendo.
(Continua...)

SANGUE A HOLLYWOOD: VIRGINIA RAPPE ! - Seconda Parte

La prima parte si trova QUI.

Attenzione: alcuni tra i contenuti di questo post potrebbero offendere la sensibilità delle persone.

E' il 5 di settembre del 1921 che avviene tutto quanto.
Per tutta la mattinata a San Francisco sono giunti folti gruppi di viaggiatori provenienti da Los Angeles.
Si tratta di attori e produttori accompagnati da grosse altre personalità di Hollywood; critici cinematografici; festaioli per professione; amici degli amici;attrici; modelle o semplici
 belle ragazze in cerca di scrittura e tanta altra varia umanità.
L'occasione è di quelle importanti: una festa privata organizzata dal famoso attore Roscoe "Fatty"Arbuckle per festeggiare il suo nuovo contratto con la Paramount.
Col un cachet di un milione di dollari l'anno, per tre anni; Arbuckle è uno dei comici più pagati d' America.
Sicuramente è uno dei più amati.
In quell'ultimo sprazzo d' Estate californiana il pubblico considera Arbuckle come una sorta di "gigante gentile", l'ingenuo ragazzone venuto dalla campagna con il quale in tanti amano identificarsi.

Il party di Roscoe quindi si candida a diventare l'evento sociale del momento, una di quelle opportunità che non si possono perdere se si vuole entrare a far parte del "giro giusto".

SANGUE A HOLLYWOOD: VIRGINIA RAPPE ! -Prima Parte.

San Francisco. Istituto di Medicina Legale.
10 settembre 1921.
Sembrerebbe una giornata come tante altre, almeno così pensa il vice responsabile Michael Brown.
Una telefonata decisamente inaspettata infrange per sempre la sua convinzione.
Dall'altro capo del telefono una voce decisamente tremante chiede confusamente informazioni su una certa autopsia, lo sconosciuto inoltre cerca di sapere se è tutto a posto e se "il problema" sia stato risolto.
C'è qualcosa nel tono ed anche nel tipo di domande che insospettisce Brown.

Il medico è una di quelle persone coscienziose, di quelle che non siamo mai abituati a notare dato che siamo perennemente distratti da tutti gli altri, quelli che coscienziosi non sono, ed è abituato a svolgere bene il suo lavoro.
Brown sa anche che all'ospedale di San Francisco in quei giorni è avvenuto un decesso molto "particolare"
Decide quindi di intervenire in prima persona.
Quello che trova, quello che scopre appena giunto sul luogo, è una frenetica quanto incompetente attività di insabbiamento.
C'è un medico che sta per far incenerire un barattolo, ad esempio. Il barattolo contiene i resti degli organi femminili di una giovane donna morta da poco, la donna è una giovanissima attrice, una quasi debuttante chiamata Virginia Rappe.
La causa ufficiale della morte sembrerebbe essere un attacco di peritonite.
Eppure la vescica della defunta appare lacerata in maniera violenta.
Brown fa la cosa giusta: sospende tutte le operazioni e fa chiamare la polizia.
Questo però è solo il penultimo ultimo atto di una vicenda cominciata molto tempo prima.

SANGUE A HOLLYWOOD : THELMA TODD !

Con questo post (decisamente molto poco natalizio lo ammetto) Nocturnia si accommiata dai suoi lettori in occasione delle feste natalizie, con l'eccezione naturalmente degli auguri che ci faremo più avanti. Ci sarebbe stato, per la verità, anche un articolo sulle Migliori Letture del 2016, ma per motivi di tempo l'ho spostato ai primi giorni del 2017. Prima di chiudere voglio compiere un esperimento, una nuova rubrica dedicata ai casi di cronaca nera verificatisi ad Hollywood.
Fatemi sapere cosa ne pensate dell'esperimento e di questa nuova rubrica.


Thelma Todd.
Vi dice niente questo nome?
Probabilmente no.
Troppo lontani nel tempo  risultano gli del suo successo cinematografico. Troppo pochi sono stati i film con questa attrice distribuiti nel nostro paese.
E parliamoci sinceramente, a chi interessa oggi come oggi parlare di una vecchia diva del periodo del Muto o dei primi anni del Sonoro?

Eppure c'è stato un periodo, a cavallo tra la fine degli anni '20s e l'inizio degli anni '30s in cui il nome di Thelma Todd era uno dei più popolari nel mondo dello Star System hollywoodiano.
Popolare ma controverso.

"Hot Toddy" la chiamavano i fans.
Oppure come "The Ice Cream Blonde", la biondona alla crema, sia per la sua evidente fisicità e per le sue forme burrose sia per il tipo di ruoli da donna disponibile e disinibita che l'attrice era solitamente chiamata ad interpretare.
Indubbiamente era una bella donna, la Todd, fatta di quel tipo di bellezza platinata, tutta bollicine ed esuberanza che tanto era di moda in quel periodo, anche il suo percorso umano non era stato poi così diverso rispetto a quello di tante sue colleghe.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...