SANGUE A HOLLYWOOD: STORIA DI UNA INSEGNA E DEI SUOI FANTASMI. - Conclusione!

Le Precedenti parti di questo dossier sono uscite QUI e QUI. e QUI.


Quando nel 1923 l'imprenditore Harry Chandler che tra le altre cose era anche editore del Los Angeles Times  aveva fatto costruire la Hollywoodland Sign per pubblicizzare il suo progetto di speculazione edilizia non aveva certo programmato per essa una vita lunga, la scritta, come abbiamo più volte detto, sarebbe dovuta rimanere in piedi sulla cima del monte Lee per un periodo limitatissimo: un anno, un anno e mezzo al massimo.
Di conseguenza i materiali impiegati non erano stati progettati per durare, si trattava di pannelli di legno e metallo, di comuni lampadine che ben difficilmente potevano resistere al degrado, alle incurie e alle intemperie.
Le prime a sparire, secondo quando riporta la vulgata popolare, furono proprio le lampadine trafugate una dopo l'altra a partire dal 1939 quando il fondo immobiliare che fino a quel momento aveva detenuto il terreno decise di dismettere la proprietà, Nessuno ci aveva badato, anzi per decenni in parecchi avevano fatto finta di non accorgersene ma adesso giunti agli anni '70s le condizioni di quanto rimaneva di tutta la struttura erano diventate evidenti nella loro disastrata e disastrosa fragilità.

Ecco quà, non ve l'avevo mostrato finora
ma ecco a voi Harry Chandler l'imprenditore
che nel 1923 fece costruire la scritta di Hollywood
Nel 1923 per costruire la scritta Chandler aveva speso più o meno 21.000 dollari, adesso per restaurarla si calcola ne servirebbero molti di più, a metà anni '70s qualcuno alla Camera di Commercio prova ad effettuare un calcolo di massima.
Quella che ne viene fuori è una somma da far tremare i polsi.


Per un lavoro appena appena decente servirebbero circa 225.000 dollari.
Una cifra che nessuno pare disposto a spendere.
Per la Scritta più famosa al mondo sembrerebbe arrivato davvero l'ultimo atto.
Ma qualcuno si fa avanti.
Qualcuno di decisamente inaspettato.

GLI UOMINI CHE SALVARONO LA SCRITTA.

Un primo tentativo viene fatto nel 1975 quando alcune radio private lanciano la campagna "Save the Sign" ma la raccolta fondi ottiene solo un risultato parziale e la cosa viene abortita.
Due uomini, due cittadini illustri di Los Angeles si fanno avanti quasi in contemporanea nel 1978, il primo è un imprenditore, ancora una volta si tratta di un editore. L'uomo risponde al nome di Hugh Hefner (Già proprio quell' Hugh Hefner, l'editore di PlayBoy), l'altro è un musicista.
Si chiamerebbe Vincent Damon Furnier.
Ma tutti lo conoscono meglio con lo pseudonimo di Alice Cooper.

Il rocker Alice Cooper ai tempi della sua campagna per 
salvare dal degrado e dalla distruzione la "Hollywood Sign"
Se entrambi si dimostrano sinceri nella loro campagna per salvare l'iconico simbolo, entrambi si danno molto da fare, anche se il rocker, da vero uomo di spettacolo, si rivela quello più attivamente seguito dai media.
Ben presto altri li seguono: si tratta di società come la Warner Brothers Records, ma anche di ex attori western come Gene Autry e cantanti come Andy Williams.
Ma cosa fare?
E sopratutto come?
Meglio restaurare quanto già c'è oppure creare qualcosa di nuovo?

IL PATTO DEI NOVE.

Se c'è qualcosa per cui Hugh Hefner è sempre stato famoso (oltre che per gli argomenti trattati dalle sue pubblicazioni, ovviamente) sono sempre state le feste da lui tenute nella sua residenza di lusso, la cosiddetta Playboy Mansion.
Nel'estate del 1978 però il miliardario decide di tenerne una diversa dal solito.
Si tratta di una serata di gala con annessa Asta.
Quello che viene messo in "vendita"è il privilegio di poter comprare le vecchie lettere per finanziare la creazione di una nuova scritta .
Ho detto vendita ma il termine giusto sarebbe "adozione".
Infatti nove personalità illustri s'impegnano a stanziare quanto basta per permettere la costruzione di una singola nuova lettera in sostituzione di quelle vecchie.
Ognuno dei nove  vip offrirà la cifra di 27.777 dollari, non un centesimo di più, non un centesimo di meno.
Per rendere più appetibile la cosa ognuno dei nove benefattori potrà scegliersi la "sua" lettera.


Hugh Hefner all'epoca della campagna "Save the Sign"
Hugh Hefner stesso dà il buon esempio adottando la Y, Gene Autry sceglie una delle due LWilliams in omaggio al proprio cognome opta per la W, c'è anche un italiano in mezzo, il produttore Giovanni Mazza che "compra" una delle due O. L'altra O la sceglie Alice Cooper che, essendo da sempre appassionato di Cinema,  dedica il gesto alla memoria dell'amico Groucho Marx che è venuto da poco a mancare.
La cifra utile viene raggiunta, così verso la fine dell'agosto del 1978, la vecchia gloriosa ma acciaccata Insegna scompare una volta per semre, i pezzi vengono rimossi una volta per tutte per essere sostituiti da nuove e più resistenti lettere.
Per qualcuno questo gesto rappresenta la fine di una Era.

NEW HOLLYWOOD,  NEW "SIGN".

Gli ultimi scorci degli anni '70s rappresentano anche il momento del riscatto per Hollywood, una nuova generazione di cineasti si è ormai formata, i grandi studios e le grosse produzioni stanno tornando ad investire e a girare in loco.
E i soldi, da sempre motore di questa parte del mondo, stanno ricominciando a circolare in grande quantità.
E' arrivato anche il momento di ricostruire la Scritta.

Ricostruzione.

Così tre mesi dopo la rimozione della vecchia insegna sul Monte Lee cominciano altri lavori.
A novembre la "nuova" Hollywood Sign" risorge nello stesso posto dove era situata la vecchia.
Così a partire dal 1980 nuovi finanziamenti permettono di ricostruire diversi monumenti simbolo della città di Los Angeles ed Hollywood, il distretto simbolo di milioni di sogni e di miliardi di incubi riprende la sua funzione di moderna sirena in grado di attrarre i più disparati sguardi e desideri umani.
Un lunghissimo cerchio si è appena concluso.
Ma non è ancora tutta la Storia.

GLI ANNI RECENTI.

Nel 1992 la Procura della California ha suddiviso le responsabilità della protezione della Scritta tra tre diversi poteri: la Città di Los Angeles che vanta la proprietà del Monte Lee, la Camera di Commercio che detiene i diritti di copyright del nome e la fondazione Hollywood Sign Trust,il cui scopo è la cura, la conservazione ed il restauro continuo della scritta stessa. Oltre che la valorizzazione ed il sostegno economico del Cinema losangelino.

La Tomba di Peg Entwistle.

E'stata proprio la Hollywood Sign Trust tra il 2000 ed il 2005 ad implementare i sistemi di sorveglianza (anche via internet) e di prevenzione per impedire sia nuovi atti di vandalismo sia altri tentativi di suicidio come quello di Peg Entwistle.

EPILOGHI.

Molte delle precedenti vie d'accesso sono state chiuse ed oggi risulta estremamente difficile raggiungere la Scritta.
Questo però non ha impedito ad alcuni ignoti burloni di imbrattare nuovamente il monumento la notte del 31 dicembre del 2016,. Per la seconda volta nella sua storia la città di Los Angeles si è risvegliata con la scritta trasformata in HOLLYWEED.
A quanto pare anche la nuova scritta non è del tutto immune al destino della vecchia.
In un altro caso durante una visita papale è stato lo stesso comune ad autorizzare la trasformazione momentanea del suo cimelio in HOLYWOOD con qualche riferito omaggio alla Santa Sede.
Continuano però anche gli atti di generosità.
Alcune tra le nove persone che un tempo salvarono la Scritta persistono a prendersene cura, sia pure a modo loro.


La cerimonia di consegna alla fondazione HST
degli ettari comprati da Hugh Hefner. Tra i presenti
l'allora governatore della California Arnold Schwarzenegger.

In particolare Hugh Hefner ha impedito la distruzione di una buona parte del terreno adiacente all'insegna,grazie alle sue donazioni quasi 56 ettari di territorio (circa 138 acri secondo la misurazione americana) sono stati acquistati e poi donati alla Hollywood Sign Trust.
Terreni su cui non verrà mi costruito niente.
Continuano in maniera discontinua anche i controversi avvistamenti di una figura femminile vestita in abiti antiquati.
In cerca forse di risposte che non troverà mai più.
Rimarrebbe un' ultima cosa da dire.
E per farlo bisogna tornare agli ultimi anni di vita di Peg Entwistle.
Ricordate quando ho detto che per un paio di anni la donna era stata sposata con un altro attore chiamato Robert Keith?
La coppia non aveva avuto figli ma, come eredità dei suoi matrimoni precedenti, Keith possedeva già un nutrita famiglia.
Difficile, quasi impossibile, quantificare quanta e quale influenza abbia avuto su quei bambini una psiche debole e già compromessa come quella di Peg Entwistle.
Fatto sta che uno dei figli di Robert avrebbe seguito la carriera di famiglia.
Vi dice niente il nome di Brian Keith?

L'attore Brian Keith (1921-1997)

Registrato all'anagrafe come Robert Keith Richey Jr,il buon Brian aveva cominciato a recitare praticamente da bambino comparendo in un paio di film muti, in seguito sarebbe diventato (a partire dagli anni '40s) un apprezzato volto ricorrente della cinematografia western.
In Italia lo ricordiamo però quasi esclusivamente per la serie comica Tre Nipoti e un Maggiordomo (Family Affair) andata in onda dal 1967 al 1971.
O per la successiva Hardacastle and McCormick ( 1983-1986)
Come già accaduto per la sua matrigna i suoi ultimi anni di vita non furono per niente facili, come la sua matrigna prima di lui anche Brian Keith soffrì di depressione, un cancro ai polmoni peggiorò poi le cose.
E come la sua matrigna prima di lui anche Brian concluse la sua esistenza terrena suicidandosi.
Stavolta però utilizzando una pistola.
Accadeva nel giugno del 1997.
Due mesi prima si era suicidata anche Daisy,una delle figlie di Brian.
Il destino alle volte sa essere perverso.

Ecco, questa è stata una delle Storie di Hollywood, uno dei pochi posti al mondo dove una Insegna pubblicitaria può trasformarsi nel corso degli anni in un Monumento Nazionale.
Un posto del quale la definizione forse migliore è stata data da un'altra attrice.
Una certa Marilyn Monroe,che una volta ebbe modo di dire:

"Hollywood è quel posto dove ti pagano migliaia di dollari per un tuo bacio, ma solo cinquanta centesimi per la tua anima!"

Definizioni migliori non ne riesco a trovare.
Esistono diversi tipi di fantasmi.
I peggiori sono quelli che creiamo noi.

FINE!

ALCUNE FONTI:

HOLLYWOODSIGN.ORG.

HOLLYWOODLAND.

26 commenti:

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Interessante la storia su come e chi salvò la scritta. Conosco Alice Cooper ma non sapevo minimamente che fosse uno dei favolosi 9 che salvarono la scritta. Sempre interessantissime le storie che racconti, complimenti.

Pirkaf ha detto...

Ho aspettato la fine per ringraziarti dell'ennesima chicca che ci hai offerto.
Grazie Nick!

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Verzetti il Rockpoeta®
Lo ignorano in tanti, però si può proprio dire che se non ci fosse stato Alice Cooper molto verosimilmente la scritta di Hollywood non si sarebbe salvata, Hefner ha fatto molto ma il vero motore di tutta la campagna benefica è stato Cooper. Il che è anche ovvio visto il grande amore che il musicista ha sempre dimostrato per il Cinema, quello horror in primis.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Stavolta dubitavo di riuscire ad arrivare fino in fondo, adesso a breve vorrei vedere di chiudere anche quei due vecchi dossier che ho lasciato a metà, a cominciare da quello sulle Streghe di Milano.

Patricia Moll ha detto...

E Bravo Nick! Tutta questa storia della scritta proprio non la conoscevo. Come d'altronde non sapevo dei 9 salvatori. Oppur che il giudice Hardcastle fosse il figliastro della povera Peg.

Massimo Citi ha detto...

Alice Cooper... bella storia, Nick, e grazie per averla ripescata.

Grazia Gironella ha detto...

Non sapevo che Brian Keith si fosse suicidato. Bella storia, per me del tutto nuova.

Obsidian M ha detto...

Adesso mi spiego come mai non riuscii ad avvicinarmi alla scritta quella volta che andai a visitare la città degli angeli. Tentai un po' in ogni modo ma alla fine decisi di lasciar perdere. Meglio non scherzare con le guardie, negli Stati Uniti.
In fondo, se uno vuole fingere di esserci andato vicino, basta andare agli Universal Studios.. lì se vuoi ti fanno una di quelle foto da turisti in posa davanti a una riproduzione della scritta.
PS: Me lo ricordo "Tre nipoti e un maggiordomo"! Probabilmente o hanno replicato in tivù anni dopo, perché non posso credere di averlo visto tra il '67 e il '71..

Ariano Geta ha detto...

Interessante davvero. Non avrei mai immaginato che la scritta più famosa del mondo avesse avuto una "vita" così tribolata.

Lucius Etruscus ha detto...

Che storia! Ora ho voglia di andare a visitare di persona la scritta ^_^
Non sapevo del triste destino di Brian Keith, davvero la fortuna su schermo non sempre (anzi, raramente) corrisponde ad una vita felice.

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Pochi conoscono la parentela tra i due, anche io fino a qualche anno fa ignoravo diverse cose, certo che è un triste destino quello che hanno subito quei due.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Da vecchio metallaro non potevo non parlare di Alice Cooper e questa era l'occcasione giusta per farlo.

Nick Parisi. ha detto...

@ Grazia Gironella
Se ne parla poco in effetti, penso dipenda dal fatto che negli ultimi anni della sua vita si era praticamente ritirato da tutto e d tutti,il fatto di essersi ammalato di cancro poi non doveva certo averlo aiutato.Grazie per i complimenti!

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M
Per quello che ne so vengono dati per i permessi per le visite guidate, specie per quelle delle troupe cinematografiche e per le occasioni speciali, però dopo tutto quello che è accaduto, specie dopo l'11 settembre, penso che sia normale che in quella nazione siano particolarmente vigili nei confronti dei loro luoghi sensibili.
"Tre nipoti e un maggiordomo" in effetti è stata replicata più volte, era molto popolare in italia specie negli anni 70s. Penso che quella sia stata una delle fasi più belle della carriera di Keith

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Già, molti ignorano perfino che quella che si vede adesso non è quella originale, anche io lo ignoravo fino a qualche anno fa.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lucius Etruscus
Il povero Keith non ha avuto un bel destino, purtroppo la storia di Hollwood è piena di brutti fatti. Detto tra noi, un bel viaggio a L.A ora come ora ci starebbe bene. ^^

Pia ha detto...

Mi ricordo "Tre nipoti e un maggiordomo", cavolo, adoravo quel telefilm. Mannaggia, che tristezza questi suicidi.
Davvero tutto di grande interesse, grazie di avercelo raccontato Nick. Ciao.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pia
"Tre Nipoti e un Maggiordomo" è una di quelle serie che ha creato l'immaginario degli anni '60'se 70's. Penso che almeno due generazioni sono cresciute vedendo quella serie e di sicuro fa male sapere come tante cose sono andate a finire.
Ciao!

Long John Silver ha detto...

Una conclusione d'effetto per la più famosa scritta del mondo. Una ottima storia come sempre Nick.

Nick Parisi. ha detto...

@ Long John Silver
Grazie di cuore! E' stata una lunga cavalcata ma alla fine sono riuscito a concludere questo dossier.

Mariella ha detto...

Insomma la musica salvifica e protegge. L'ho sempre pensato.
Bell'inchiesta Nick ci ha tenuto con il fiato sospeso fino all'ultimo.
Se un giorno mi troverò davanti a quella scritta, non potrò fare a meno di pensare a chi mi ha fatto scoprire tutti i retroscena oltre che alla sua storia lunga e complicata.
Grazie!

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
E io ti auguro di riuscire a realizzare presto questo tuo desiderio quanto prima. Un abbraccio!

Marco Lazzara ha detto...

E gli altri 4 acquirenti delle lettere non si sa chi siano?

Brian Keith è anche quello di Parent Trap!

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Si, certo si conoscono,io non li avevo inseriti perchè temevo di annoiare troppo. Ma dato che me lo chiedi oggi pomeriggio li aggiungo.

Ema ha detto...

Cooper e Hefner, due miti per me! Non sapevo proprio che avessero partecipato alla rinascita della scritta.
Sei stato fin troppo buono a chiamarli "ignoti burloni" a quei vandali!
Comunque bravissimo! Anche se ci ho messo un po', mi sono gustato con molto piacere tutte e 4 le parti!
👏👏👏👏

Nick Parisi. ha detto...

@ Ema il ricambista
Alice Cooper è uno dei miei miti da quando ero adolescente, il fatto poi che abbia contribuito a salvare la scritta me lo rende ancora più simpatico. In quanto a Hugh Hefner, di solito si pensa a lui solo in base agli stereotipi, a certi luoghi comuni: PlayBoy, donnine nude, conigliette e feste luculliane, in realtà oltre tutte queste cose ha fatto anche tanta beneficenza e l'aver salvato la scritta è solo una delle tante opere buone che ha fatto.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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