NERO E' IL COLORE DELLE DALIE: LO STRANO CASO DI ELIZABETH SHORT- Prima Parte

Prima di Cominciare: Questo post è per Halloween, per ricordare ancora una volta che il mostro peggiore di tutti è l'essere umano.
Nel post sono presenti foto e descrizioni che potrebbero (ancora a distanza di anni) urtare la sensibilità di qualche lettore.
Se questo dovesse accadere me ne scuso: non era mia intenzione.
Il mio compito, anche in questo caso, è meramente quello di un semplice cantastorie.
Anche quando la storia in questione è ben lontana dalle favole.
Buon Halloween a tutti !

Il mondo è troppo complesso e interessante perché un unico modo di conoscerlo possa contenere tutte le risposte.
Stephen J. Gould

Los Angeles, la Città degli Angeli, California.
Con un nome così si penserebbe ad un luogo dall'estate perenne, al regno della luce.
Non è  così!  Non per tutti perlomeno.

E' la sera del 7 gennaio del 1947, l' America si sta ancora faticosamente riprendendo dalle cicatrici del secondo conflitto mondiale, proprio per questo gli americani hanno solo voglia di divertirsi: è la sera del 7 gennaio 1947 la ventiduenne Elizabeth Ann Short, una giovane aspirante attrice, esce dalla hall dell' Hotel Bitmore.
Forse è in compagnia di un uomo, forse no. Il caos è l'eccitazione delle festività natalizie sono ancora troppo vicine perché la gente ci faccia caso.
E poi, ventidue anni è appena l'inizio di una vita. Cosa potrebbe mai capitare di male ad una ragazza di ventidue anni?
.... Dissolvenza, stacco.....




E' la mattina del 15 gennaio 1947, un altra donna chiamata  Betty Bersinger passeggia tranquillamente per le strade periferiche di Los Angeles, quando qualcosa attira la sua attenzione. Un qualcosa che per il resto della sua vita continuerà a perseguitarla. Betty però non si perde d'animo: corre in cerca di un telefono pubblico e quando lo trova avverte immediatamente la polizia.
La polizia arriva abbastanza in fretta, ma prima ancora fanno in tempo ad arrivare, nemmeno  fossero cavallette umane, decine e decine di curiosi.
E lì sul bordo di un campo si trova un cadavere di donna. Ma non è solo questo quello che attrae i curiosi.
E' più che altro il modo in cui viene trovato quel particolare cadavere a far nascere un morboso interesse.

Il corpo infatti è completamente dissanguato, perfino sezionato in due parti ben separate all'altezza dell'addome, già ad una prima indagine si capisce che mancano diversi organi interni. Tuttavia il particolare, macabro ed agghiacciante al tempo stesso, è lo sfregio che attraversa tutto il volto del cadavere da un orecchio all'altro.
Il detective Harry Hansen, fa fatica a tenere indietro la folla: attorniato da curiosi, giornalisti  il corpo viene faticosamente avviato all'obitorio. 
Molti tra i presenti si sentiranno male, non riusciranno a sopportare la visione della scena.
Perfino Hansen, un uomo che nel corso della sua carriera, ne ha viste di tutti i colori fa fatica a rimanere lucido.


Altre sorprese arriveranno dall'autopsia: le gambe del cadavere senza nome risultano spezzate, gli organi genitali asportati così come risultano asportati molti organi interni come fegato, cuore e milza, il cranio presenta molte fratture.
L'ipotesi più probabile è che la vittima sia stata torturata da viva per un lasso di tempo che va dalle 24 alle 48 ore
Nel frattempo le foto scattate da cronisti e semplici curiosi cominciano ad apparire sui giornali, penetrano nelle case degli americani che, per la prima volta, cominceranno a vedere infranta l'illusione dell'American Dream fatto di pace e sicurezza in patria per tutti.
Succederà ancora in futuro, ma l'America degli anni 40s sotto tanti punti di vista è ancora una nazione vergine e largamente impreparata ad affrontare il male e la barbarie.

Il cadavere viene finalmente identificato: è quello di Elizabeth Short ma per tutti, data la passione della donna per gli abiti di colore nero e per un film, LA DALIA AZZURRA da quel momento sarà conosciuta semplicemente come The Black Dahlia.
La Dalia Nera.

Harry Hansen giura a sé stesso che a qualsiasi costo troverà il colpevole.

....Campo Lungo, Dissolvenza...Il film può finalmente cominciare....
(Continua...)

22 commenti:

Donata Ginevra ha detto...

Wow zio Nick perfetto x Halloween! Grande bellissimo post attendo il seguito! !

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata
Sono contento! Sono stato indeciso fino alla fine se scegliere questa storia per Halloween oppure no !
La violenza è sempre esecrabile, ma quando avviene nei confronti di donne, bambini o animali mi fa ancora più schifo chi la compie.

Obsidian M ha detto...

Mi sono spesso chiesto, senza troppa convinzione, di cosa parlasse "Black Dalhia" (il film, intendo). Azz! Non avevo davvero idea che fosse una storia così orrenda.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian.
E pensa che la storia è appena all' inizio. ;)
A parte gli scherzi diversi film raccontano la vicenda, ma nessuno la racconta fino in fondo.

Obsidian M ha detto...

Allora aspetto che finisci di scrivere la tua versione prima di andarmi a recuperare il film... (non sapevo neanche che ce ne fosse più di uno, tra l'altro)

cily ha detto...

Ahhh Nick!Troppo breve questo post...
Aspetto il resto della storia, anche perchè io Black Dalhia l'ho visto ma non mi ha detto granchè.
Eppoi questi tuoi post tra la narrazione e il reportage dei fatti sono fatti davvero bene e mi mettono sempre i brividi.

Lady Simmons ha detto...

Ci voleva proprio un bel post noir alla vigilia di Halloween.
Qualche mese fa mi era capitato di seguire la vicenda della Dalia NEra inn uno di quei programmi tv che parlano di mistero.
Non sapevo ci fossero dei film!!!

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian
Guarda...a parte "Black Dahlia" che comunque, pur rimanendo uno dei più completi, si sofferma solo su alcuni aspetti della vicenda c' è stato anche "L' Assoluzione" che parte da un punto di vista totalmente diverso. Senza contare le serie televisive che hanno dedicato almeno un episodio alla Dahlia, i romanzi o i saggi, i fumetti e perfino numerose canzoni dedicate alla vicenda di Susan Short, che ti assicuro è già complicata di suo.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cily
Ho provato a fare un esperimento, perchè di solito mi dicono tutti che i miei post sono troppo lunghi. :P
"Tra la narrazione e il reportage" mi piace come definizione, più bel complimento non me lo potevi fare.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lady Simmons
Si ci sono dei film, il piú conosciuto è Black Dahlia di DePalma che si basa sull' omonimo romanzo di Ellroy. Però il film ( e il romanzo) non è che seguano fedelmente la vicenda paro paro.

Massimo Citi ha detto...

Come sarebbe che fai post troppo lunghi? A me sembravano appena appena sufficienti :-)
No, a parte gli scherzi, non riesco a capire che gusto ci sia nel leggere dieci striminzite righe... Comunque direi che come intro all'argomento sei andato bene. Personalmente ho letto la vera storia di Black Dahlia su un vecchio numero di «Cannibale». L'insieme della storia è ad dir poco agghiacciante e ancor più agghiacciante provare a seguire le numerose ipotesi nate per spiegarla. Seguirò con attenzione la tua storia di Halloween, confidando che sia un po' meglio del film.

Ariano Geta ha detto...

Effettivamente impressionante. Già l'inizio mi fa tornare alla mente casi come quello del famigerato "canaro" di Roma, a un certo punto smisi di leggere l'articolo di giornale che riportava la sua confessione perché certi dettagli erano troppo agghiaccianti.

Nick Parisi. ha detto...

@ MaxCiti
Vorrà dire che tornerò- con somma gioia- a fare post belli lunghi e corposi.;)
Tornando alla vicenda della Dahlia Nera, bisogna dire che è talmente complicata, talmente ingarbugliata che si rischia di perdersi dentro.
I film hanno fatto solo brevissimi accenni alla storia vera e molto sovente hanno complicato e stravolto delle vicende che di già per loro non erano per niente facili.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano
Il caso del "Canaro", me l' ero dimenticato....un giorno o l' altro potrei anche dedicargli un post o magari si potrebbe pensare a un dossier sulle vicende della repubblica di Salò, con la banda Koch, Villa Triste e i loro collegamenti con le star decadute della cinematografia italiana di Venezia e Salò. Voi cosa ne dite?

Loredana Gasparri ha detto...

Mi era piaciuto molto lo stile di Black Dahlia di James Ellroy. Distaccato e feroce nello stesso tempo. Mi ricordo anche del film, che mi era piaciuto, ma mi sembra che avesse aggiunto della morbosità in più che, visto già il soggetto, poteva essere superflua...una vicenda molto forte, in ogni caso.

Nick Parisi. ha detto...

@ Loredana Gasparri
Black Dahlia è un po la summa di tutti i topoi narrativi di Ellroy, il suo stile lì è al suo meglio. Diciamo anche che la vicenda della Dahlia in sé stessa attira molta morbosità, lo hanno fatto tutti coloro che hanno dedicato film o romanzi alla fine di Elizabeth Short....una vicenda forte che a distanza di 66 anni ancora fa ribrezzo. Forse anche perchè è stato il primo evento traumatico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Romina Tamerici ha detto...

Ho appena finito di vedere "La vera storia di Jack lo squartatore" e ora ho letto il tuo post... no, non mi fa orrore, mi fa tristezza: quanto le donne non dovranno più sopportare tutto questo?
Comunque attendo il seguito.

P.S Io ho 22 anni compiuti da poco e mi ha fatto uno strano effetto leggere le domande di inizio post.

Nick Parisi. ha detto...

@ Romina
La violenza sulle donne è una delle piaghe più schifose della storia umana e vicende come quela della Black Dahlia sono particolarmente efferate. A leggere certe notizie di cronaca recente non sembra che sia passato poi così tanto tempo dal 1947, vero?
P.s
Non dar retta ai miei post! Ventidue anni è, e rimane, un età bellissima.
Goditela alla grande! ;)

Romina Tamerici ha detto...

@Nick: Questa è la cosa peggiore: non cambia niente! Gli anni passano, la civiltà progredisce (così almeno dicono, io non ci credo molto)... e poi? Poi noi donne siamo sempre a quel punto: gli amici e i genitori ci consigliano di non uscire da sole la sera, ogni persona incrociata con lo sguardo ha qualcosa di sinistro se ci osserva anche da lontano... e la maggior parte dei femminicidi avviene in famiglia, magari da parte dell'uomo che diceva di amarci? Eh, mi dispiace, ma non trovo giustizia in questo andamento delle cose.
Scusa lo sfogo, ma è un argomento che sento molto vicino.

Nick Parisi. ha detto...

@ Romina
No, per carità non occorre che ti scusi, hai pienamente diritto di pensare e dire queste cose. Io ritengo che in passato della violenza contro le donne se ne sia parlato troppo poco, che il fenomeno della violenza domestica sia stato sottovalutato e che certi uomini andrebbero isolati e puniti seriamente. Forse è semplicemente arrivato il momento di rendercene conto.

angie ha detto...

Terribile ma vi è un seguito immagino, fu trovato il colpevole di tanta ferocia?
Un abbraccio
Angie

Nick Parisi. ha detto...

@ Angie
Cosa ti posso dire cara Angie? Un seguito questa storia ce l'ha e nei prossimi giorni la racconterò. Per adesso ti posso dire che questo caso viene considerato come uno dei più "misteriosi"di tutta la storia americana.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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