2018 L'ANNO CHE SE NE VA- PARLANO GLI AUTORI.

INTERVISTA COLLETTIVA SULLO STATO DEL FANTASTICO IN ITALIA.

"L'Anno che verrà" cantava  in tempi non sospetti il sommo Lucio Dalla per distrarsi un pò,  rifacendosi a tutti i desideri e le speranze che da sempre noi esseri umani affidiamo alle stelle ogniqualvolta si sta per chiudere un ciclo (o un cerchio) e ne desideriamo un altro,con maggiori promesse ed offerte di felicità.
L'anno che invece si sta per chiudere, il 2018 invece, meriterebbe una serie di aprofondite considerazioni in merito a quanto è stato fatto, nel bene come nel male, e su cosa si sarebbe potuto fare di più. Per questo, almeno per quanto riguarda la lettura e lo stato di salute della narrativa di genere italiana, ho provato ad effettuare un esperimento.
Su Facebook ho chiesto agli scrittori e alle scrittrici weirdhorror,science fiction e fantasy del nostro paese di rispondere ad una breve intervista collettiva (e questo valeva anche per gli autopubblicati).
L'idea era quella di restituire a chi legge un quadro quanto più possibile sfaccettato e completo di quello che è stato pubblicato durante questi ultimi 12 mesi visto dalla parte degli scrittori.
Queste sono le risposte.
Certo, come ogni cosa è migliorabile, per esempio mi sarebbe piaciuto poter avere un maggior numero di risposte da parte di scrittrici , magari l'anno prossimo, consideriamo questa esperienza come una sorta di numero Zero.
Se Nocturnia ed il sottoscritto ci saranno ancora ripeterò l'esperienza ancora- magari allargando il discorso anche agli editori,curatori, traduttori eccetera eccetera...
Anzi chi vuole potrà anche partecipare nei commenti di questo post (quindi,scrittori e scrittrici sentitevi liberi di dire la vostra)
Dopo questo seguirà un ulteriore post (tra qualche giorno) con le mie idee e segnalazioni riguardo alla produzione letteraria di genere del 2018.

Hanno risposto e li cito tutti nell'ordine di arrivo delle risposte: Moreno Pavanello (MP); Angelo Frascella (AF); Fabio Lastrucci (FL); Angelo Berti (AB); Andrea Viscusi (AV); Michele Borgogni (MB); Vincenzo Barone Lumaga (VBL); Marco Lazzara (ML) e Irene Drago
Ringrazio di cuore tutti loro.

DOMANDE & RISPOSTE.

Nick: Prima di diventare scrittori cosa conoscevate della narrativa italiana di genere?

Moreno Pavanello: solo gli autori più famosi, i soliti Evangelisti e pochi altri. Anche perché viaggiavo quasi solo su cartaceo.

Angelo FrascellaAll'epoca cercavo le mie letture soprattutto in libreria (o al limite in edicola) e non conoscevo ancora il sottobosco delle piccole CE. Quindi, almeno per quello che riguarda fantascienza, fantastico e horror, leggevo soprattutto romanzo anglosassoni. Almeno fino a quando Urania ha iniziato a proporre qualche autore italiano (prima Evangelisti, poi Masali)

Fabio Lastrucci:  Essendo innamorato della letteratura anglosassone, in effetti di autori italiani ai tempi non ne ho letto molto. Romanzi e antologie di Zuddas, Malaguti e Sandrelli sulle pagine di Galassia, ma per lo più diversi racconti su Robot edizione Armenia, dai fondamentali Curtoni e Catani a Mauro Antonio Miglieruolo ad altri di cui ho perso le tracce come Leveghi o Gaffo

Angelo Berti:  Considera che sono piuttosto “datato” e proprio per quanto riguarda i miei bei tempi andati, i riferimenti italiani erano molto pochi, anche se di uno spessore che oggi, secondo me, non ha ancora trovato uguali. Parlo di Italo Calvino e Dino Buzzati. Il Fantastico era tale e generico, non era denso di sottogeneri e soprattutto aveva riferimenti diversi da quelli di oggi.

Andrea Viscusi: Sono "diventato scrittore" frequentando quelli che all'epoca erano forum dedicati in cui si scambiavano letture e opininion: Tela Nera, XII, Minuti Contati. quindi la mia formazione sulla narrativa di genere italiana arriva principalmente da lì e mi ha portato a scoprire diversi autori sia in ambito sf che horror o weird

Michele Borgogni: Sono stato per molti anni un assiduo lettore delle pubblicazioni della galassia di Urania. Per molti anni ho provato a cimentarmi nella scrittura del "mio" romanzo di fantascienza con il sogno di partecipare al Premio Urania ed essere pubblicato su quelle storiche pagine. La sfortunata collana Epix mi ha aperto gli occhi anche ad altre strade forse più vicine al mio gusto, e mi ha introdotto ad autori come Samuel Marolla che poi ho continuato a seguire anche successivamente. Internet ed i siti specializzati dove cercavo informazioni e nuovi autori da scoprire hanno fatto il resto.

Vincenzo Barone Lumaga: molti dei contemporanei importanti e attivi li ho conosciuti quando già stavo dando più continuità alla scrittura, quindi letti con un'ottica non da semplice lettore. A cominciare da Baldini e Arona

Marco LazzaraSarò onesto: praticamente nulla.


Irene Drago:    Innanzitutto ti ringrazio per definirmi “scrittrice”: in realtà, è un termine che uso raramente per me stessa, dato che nella vita faccio tutt’altro. La scrittura è un amore che è cresciuto con me, parallelo a quello per la lettura: se dovessi stabilire un momento preciso nel quale ho deciso di scrivere, direi che tutto è avvenuto ai tempi della prima elementare, quando ho letto “La fattoria degli animali” di Orwell convinta che fosse una favola e ho deciso di riscriverne il finale. Se invece mi chiedi a che età ho voluto approcciarmi in modo più “professionale” alla scrittura, studiando sui manuali e tentando, per esempio, di “scomporre” le sceneggiature dei miei fumetti preferiti, allora direi tre i 15 e i 16 anni, quando mi sono innamorata della scrittura di Paola Barbato. Per quanto abbia pubblicato più fantascienza, il mio primo amore resta la narrativa fantastica in senso lato, in particolare l’opera di Dino Buzzati: non posso dire di conoscere “tutta” la narrativa italiana di genere, sarebbe molto arrogante da parte mia, ma diciamo che leggo da sempre, senza preferenze tra italiani e stranieri, e la lettura è sempre andata di pari passo con la scrittura.

Nick: Quali sono state le opere e gli autori italiani che più vi hanno colpito quando eravate ancora semplici lettori o lettrici?

Moreno Pavanello: in realtà nessuno, perché ho cominciato a scribacchiare già che avevo una decina d'anni e all'epoca leggevo solo Urania, cosmo oro e simili. Quando poi ho ricominciato più seriamente ho iniziato a frequentare la blogosfera del fantastico ho conosciuto molti autori, ma già non ero più "semplice" lettore


Angelo Frascella: Ricordo, ai tempi del liceo, un libro pubblicato dall'editrice Nord e intitolato "Il mio amico Stone" di Luigi Menghini. Se mi capitasse tra le mani ora forse scoprirei che non era un capolavoro; ma allora rilessi più volte e con gusto la storia di questa sorta di armata Brancaleone dello spazio che si portava dietro un enorme masso senziente.
Poi venne il momento di Nathan Never (e Legs Weaver) e, qualche tempo dopo, di Eymerich di Valerio Evangelisti.



Fabio Lastrucci:  Di sicuro ho un gran bel ricordo de “I ritorni di Cameron Mc Lure” di Sandro Sandrelli, carico di atmosfera, suggestivo, poco classificabile. L’altro lavoro che mi è rimasto impresso per fantasia e modalità di raccontare è la raccolta di Vittorio CurtoniLa sindrome lunare”, con racconti originalissimi e bizarri. Tra i più recenti, conosciuti quando muovevo i primi passi editoriali, citerei senza alcun dubbio Evangelisti

Angelo Berti: Sono rimasti incisi nella memoria Il barone Rampante e il Visconte Dimezzato di Calvino e la novella di Buzzati Nuovi Strani Amici. Storie ancora modernissime

Andrea Viscusi: In conseguenza del punto 1, alcuni dei lavori che mi hanno colpito di più nella fase in cui stavo ancora muovendo i primi passi appartengono a quella cerchia di autori, quindi molti si ritrovano nei libri pubblicati da XII. posso citare "Melodia" di Daniele Bonfanti, "Malapunta" di Danilo Arona, e le raccolte Archetipi e Carnevale. di queste ricordo in particolare i racconti "La fenice" di David Riva e "Contagio" di Samuel Marolla.

Michele Borgogni: Malarazza del già citato Samuel Marolla è stato il colpo di fulmine definitivo, ma devo anche citare i romanzi di Valerio Evangelisti, Danilo Arona e più recentemente Alessandro Girola.

Vincenzo Barone Lumaga: in precedenza conoscevo le incursioni nel fantastico di autori non prettamente legati al genere, da Pirandello a Calvino. E tanto Buzzati. E Tiziano Sclavi, ovviamente.

Marco Lazzara
All'epoca non leggevo granché di autori italiani. Però ero rimasto colpito da Guido Gozzano e ne avevo letto tutti i componimenti poetici; in lui ho ritrovato quella sottile ironia tipicamente piemontese, che direi si senta anche in ciò che scrivo io.







Irene Drago: Oltre al già citato Dino Buzzati, in particolar modo i suoi "Sessanta racconti", non posso non citare Italo Calvino, Gianni Rodari e Giovannino Guareschi.

Nick:  Qual'è lo stato della narrativa fantastica italiana secondo te? Nel bene e nel male .

Moreno Pavanello: Non farei che ripetere quello che dicono tutti gli addetti ai lavori. In due parole, siamo messi male, visto la maggioranza dei lettori sono anche autori. Sta diventando sempre più un circolo chiuso, in cui oltretutto si stanno creando altri sotto-circoli. Se invece vogliamo parlare della qualità delle opere, abbiamo cose molto belle che non hanno nulla da invidiare agli autori anglosassoni, ma bisogna andarsele a cercare, in ebook, da piccoli editori o addirittura autoprodotti. Da qualche anno ormai in libreria nemmeno ci entro più.

Angelo Frascella:  Tante proposte interessanti, ma il mondo degli autori è ancora troppo frammentato e questo penalizza tutti. Bisognerebbe trasformarsi in un esercito solidale lanciato nella conquista di librerie e lettori, come a suo tempo fece il Gruppo 13 con giallo, thriller e noir.

Fabio LastrucciDa ottimista inguaribile vedo più il bicchiere mezzo pieno e, con tutti i limiti possibili, vedo positiva la presenza di molti italiani su testate un tempo inespugnabili come Urania, oltre alle numerose case editrici specializzate come Dunwich, Delos, Watson che offrono spazi a un’offerta letteraria nazionale in crescita.


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Angelo Berti: Nel bene: ci sono autori italiani di altissima qualità,spesso sottovalutati. Nel male: sempre meno case editrici investono sul fantastico.

Andrea Viscusi:  Ancora un po' chiusa in se stessa, un circolo che a causa della concezione diffusa per cui la narrativa di genere non è letteratura "vera" è diventato autoreferenziale. nonostante questo ci sono autori e progetti di grande qualità, ma quello che manca al momento è uno sbocco verso il pubblico generalista che permetta di far diventare questi generi non dico mainstream, ma quanto meno riconosciuti come opere valide.

Michele BorgogniLa narrativa fantastica italiana sta crescendo in consapevolezza, e soprattutto sono contento che sempre più di frequente gli autori stiano cercando strade nuove e personali, senza scopiazzare i maestri del genere o le ultime tendenza dal mondo anglosassone. Pecchiamo ancora di ingenuità e in qualche caso di approssimazione. Ho avuto modo di leggere qualche antologia anche molto pubblicizzata che peccava di un editing penoso... ma sono ottimista, sono i problemi della crescita.


Vincenzo Barone Lumaga:  C'è un grosso potenziale, vi sono dei poli aggregativi in alcune città e regioni, a cominciare da Milano e Torino, anche a Napoli io e altri stiamo cercando di fare rete per canalizzare un humus creativo in una voce identitaria che lasci emergere una sensibilità locale interessante per il lettore nazionale. Mancano però, o sono comunque circoscritti, fenomeni editoriali tali da sdoganare il genere presso il lettore nazional popolare. Un romanzo o una saga che sia in grado di avere impatto generazionale, come è stato per King con It e come viceversa in ambito nazionale è stato Dylan Dog.


Marco LazzaraSecondo me attualmente non versa troppo bene. Oggi quello che va forte in Italia, parlando di narrativa di genere, è il giallo/noir. Il che non lascia molto spazio a fantasy/fantascienza/horror.

Irene Drago: Domanda difficile! Come autrice frequento da relativamente poco tempo l’ambiente (ho iniziato a pubblicare nel 2012), ma in questi anni ho notato un grande fermento: molte idee, molte iniziative (pensiamo solo a Stranimondi, giunto alla quarta edizione), tanta voglia di mettersi in gioco da parte di autrici/autori e anche da parte di molti professionisti dell’editoria, per quanto ci siano ancora, purtroppo, difficoltà di varia natura, anche a causa dei pregiudizi che appesantiscono la narrativa di genere… Ancora adesso si incontrano persone convinte che la fantascienza non sia letteratura!

Nick: Più in particolare che anno è stato il 2018 e quali sono state le opere più importanti venute fuori?

Moreno Pavanello: Come lettore non sto tanto a guardare la data di uscita. Tonani è forse il nome più importante che ha tirato fuori qualcosa quest'anno, ma io sto seguendo in particolar modo le uscite di Acheron Books, La Ponga e Hypnos. Oltre a seguire diversi autori direttamente sulle loro pagine. Ma ammetto di non aver effettivamente letto nessun libro uscito quest'anno

Angelo Frascella:  Ne cito solo due:


- il Potere di Alessandro Vietti per la capacità di questo autore di scrivere storie originali, stilisticamente innovative, rivolte non solo all’appassionato del genere, ma anche a chi non ha mai letto il fantastico: credo, infatti, che cercare di parlare al pubblico più ampio possibile possa essere una delle chiavi per far uscire il genere dal ghetto

- Naila di Mondo9 di Dario Tonani, che riesce nell'impresa di portare un romanzo italiano di fantascienza in libreria: spero davvero che abbia successo e, in questo modo, faccia da apripista per uno sbarco in grande stile degli autori italiani di fantastico in libreria

Inoltre, permettimi di aggiungere alla lista una CE: la Fanucci, che sta proponendo in libreria diversi romanzi fantastici di autori italiani. Spero che questa scommessa possa essere vincente


Fabio Lastrucci:  Non mi sento abbastanza aggiornato per rispondere, avendo spostato le mie letture negli ultimi tempi su altri territori narrativi e sulla saggistica.

Angelo Berti Watson ha sparato una raffica di uscite molto interessanti, come il Weird Vittoriano di Maico Morellini; poi cito il secondo capitolo di Eternal War di Livio Gambarini per Acheron e sono molto incuriosito da Il Profeta del Nulla, uscito con Plesio. E da non perdere le iniziative dei ragazzi di Lethal Books Una vera ventata di novità.

Andrea Viscusi: Purtroppo anche se seguo abbastanza le vicende editoriali spesso recupero solo con un certo ritardo le uscite, quindi non ho letto moltissimi titoli del 2018. certamente da segnalare è l'uscita di Tonani per Mondadori Oscar, cosa mai successa prima per un autore italiano di sf. e il nuovo romanzo di Vietti secondo me lascerà il segno. per il resto credo che saprò quali sono state le migliori uscite del 2018 solo col senno di poi, tra un paio d'anni...

Michele Borgogni: Un buon anno. C'è stato un bel fermento sia nell' underground che nel mondo più (relativamente) mainstream, con tanti romanzi intriganti e nuove realtà editoriali che hanno cominciato ad affermarsi. Tra le uscite che più mi hanno colpito devo citare almeno Nightbird di Lucia Patrizi (in assoluto il mio romanzo preferito del 2018), il folle Riviera Napalm del duo Sensolini - Mazza e il surreale Levitazione - Una guida pratica di Andrea Berneschi

Vincenzo Barone Lumaga:  sicuramente posso per quanto mi riguarda essere contento che nel 2018 Maurizio Cometto uno dei miei autori preferiti, abbia partecipato a numerose iniziative editoriali e abbia pubblicato raccolte personali. Diciamo che si stanno forse iniziando a sdoganare di più le antologie e se sarà davvero così non posso che gioirne.

Marco Lazzara: 
Direi che il 2018 è stato come gli anni precedenti. Per me le opere più interessanti che sono uscite sono state: Tutto Quel Buio (Cristiana Astori), La Scrittrice del Mistero (Alice Basso), A Bocce Ferme (Marco Malvaldi).

Irene Drago: Tra le tante belle pubblicazioni di quest'anno direi che una delle più importanti per il futuro della narrativa italiana di genere, in particolare la fantascienza, è stata la pubblicazione di “Naila di Mondo9” di Tonani, edito da Oscar Mondadori. Si è trattato di un grande traguardo, che secondo me contribuirà a mettere sotto una nuova luce la narrativa di genere del nostro Paese

Nick:  Che previsioni fate per il futuro e cosa invece desidereste possa succedere (sia in generale che per la vostra attività personale)
Moreno Pavanello:  mi augurerei che, in generale, la gente legga di più, anche non solo del genere fantastico... Ma la vedo grigia, vista la situazione della cultura in Italia (giusto per non ribadire le solite ovvietà, eh! :D ). Poi, ovvio, mi piacerebbe che le mie cose vendessero di più!
E, soprattutto, vorrei avere più tempo da dedicare alla scrittura, visti tutti i progetti che ho e che vengono regolarmente accantonati per colpa della maledetta vita reale... :D

Angelo Frascella: C'è stato un momento in cui lo scaffale della fantascienza era scomparso dalle librerie. Da un paio di anni invece i volumi del genere hanno ritrovato il loro posto e contengono diverse proposte italiane. Spero che si tratti di un trend in crescita irreversibile.


Per quello che riguarda me, sono al momento in libreria con un romanzo storico su Cleopatra (seppure a firma con lo pseudonimo del collettivo Valery Esperian, di cui faccio parte). Su questo non mi dilungo oltre. Ne avevo pronto anche uno di fantascienza che avrebbe dovuto uscire nel 2019; purtroppo, però, l’editore che l’avrebbe pubblicato ha chiuso i battenti, col dispiacere di tanti. Spero, dunque, che questo romanzo a cui tengo molto, trovi una nuova casa

Fabio Lastrucci:  La sopravvivenza del fantastico oggi, in un mercato sempre più asfittico e con pochi lettori, credo tenda allo spostamento infiltrandosi in ambiti altri, generalmente chiusi o impermeabili al genere. L’augurio è quello di internazionalizzarsi sempre più approdando in percentuale maggiore sulle piazze straniere, nonostante le barriere culturali, approfittando dell’interesse che sta sviluppandosi verso le letterature fin’ora poco conosciute, come quella cinese. Nel mio piccolo, sto provando anch’io a esportare qualche mio lavoro, trovando finora spazio come illustratore su alcuni magazine americani (Perihelion SF, Typehouse) e come narratore in un’antologia francese (Malpertuis IX) e una spagnola (Extravagancias) di prossima pubblicazione.

Angelo Berti: Quello che vorrei davvero è che i lettori imparassero a leggere gli autori Italiani. Ma i primi a educare i lettori dobbiamo essere proprio noi scrittori. Ogni volta che vedo su qualche social una richiesta di indicazioni di lettura, tutti propinano sempre una lista di autori stranieri. Quello che mi rattrista è che questi consigli sono dati proprio dagli autori italiani che più di altri dovrebbero tutelare il lavoro di bravissimi colleghi.


Andrea Viscusi: Da qualche anno vedo dei movimenti interessanti, grazie alla nascita di piccoli progetti che cercano di sfondare quelle barriere che a volte sono anche in parte autoimposte. secondo me si sta tracciando una strada giusta, quello che serve è qualche autore o editore che riesca a fare da apripista per portare al grande pubblico la narrativa di genere. in questo senso (parlo per la sf che seguo meglio) è molto importante l'uscita di Tonani e il lavoro che stanno facendo Zona 42 e Future Fiction. il passo successivo è riuscire a far uscire qualche storia italiana su riviste internazionali, e già qualcuno ci sta riuscendo. in effetti ci sto provando anch'io ma finora ho solo battuto il muso nel muro, ma non demordo...

Michele BorgogniMi aspetto che sempre più progetti originali e coraggiosi vedano la luce, e che gli autori (me compreso!) imparino a comunicare più efficacemente con i lettori. Non mi aspetto grandi rivoluzioni, ma spero che si riesce a proseguire sulla strada intrapresa negli ultimi anni...

Vincenzo Barone Lumaga:  Appunto, spero più antologie per il futuro, per quanto mi riguarda mi piacerebbe pubblicare un secondo volume di critica divulgativa e una seconda antologia di racconti.


Marco Lazzara: Credo che il trend continuerà ancora a lungo in questo modo. Il nostro paese non ha una robusta tradizione fantasy/fantascientifica, quanto piuttosto giallo/horror. Sarebbe bello poter invertire la tendenza.

Irene DragoPiù che fare previsioni, spero che si continui a cercare di dimostrare al grande pubblico come la distinzione tra “letteratura alta” e “letteratura di genere” sia ghettizzante e fuori luogo: esistono opere belle e brutte, nient'altro. Questo obiettivo si può perseguire solo se ci si impegna ogni giorno con passione e professionalità. In questi anni, nella fantascienza italiana ci sono state iniziative eccellenti, come la nascita di Zona 42, la casa editrice fondata da Giorgio Raffaelli e Marco Scarabelli. Per quanto mi riguarda, partecipo sempre più che volentieri alle iniziative che sostengono la bella letteratura! ll mio ultimo racconto del 2018 sarà pubblicato in “NeXT-Stream - Visioni di realtà contigue”, antologia a cura di Giulia Abbate e Lukha B. Kremo per la Kipple e disponibile tra pochi giorni: si tratta di un progetto nato proprio con l'obiettivo di abbattere barriere, contaminare la fantascienza con altri generi, cercare “il meraviglioso” oltre, anzi, dentro la realtà quotidiana.

BIOGRAFIE:


Moreno Pavanello è nato nel 1978 in provincia di Torino. Appassionato di lettura sin da bambino (le sue prime letture sono stati i numeri di Tex e Zagor ereditati dal padre). Come scrittore  ha pubblicato numerosi racconti di genere horror, weird e fantascientifico con diverse case editrici nazionali, oltre a diversi racconti ucronici autoprodotti.Tra i quali segnaliamo Attento Trinità...Arrivano i Vampiri! Per le Edizioni Delos Digital ha pubblicato il romanzo western Chaveyo, scritto con Luigi Iapichino Un suo racconto Il Suo Sguardo ha vinto la prima edizione del Premio Hypnos  ed è stato  pubblicato sul terzo numero della rivista Hypnos  Gestisce il blog Storie da Birreria.

Angelo Frascella nasce a Taranto nel 1972. Dal 2005, vive a Bologna dove lavora come ricercatore. Sposato da dieci anni, ha una figlia a cui sta cercando di trasmettere la passione per lettura e per il fantastico.
Legge da sempre, ma si avvicina alla scrittura abbastanza tardi. Nel 2008 partecipa come autore alla serie radiofonica l’Insonne, spin-off dell’omonimo fumetto di Giuseppe di Bernardo e Andrea J. Polidori. Da allora pubblica diversi racconti con vari editori, fra cui Delos Book, le Edizioni XII e le Edizioni della Vigna, fino all’uscita, nell’ottobre 2018, del suo racconto “Il Karmaleonte” sul numero 1659 di Urania.
Nel 2013 vince il premio Nazionale di Letteratura Fantascientifica Giulio Verne, nel 2015 si aggiudica il titolo di campione della Terza Era di Minuti Contati e nel 2017 è segnalato al Premio Robot e finalista al Premio Letterario per racconti inediti “I sapori del Giallo”.
Nel novembre del 2018 esce in libreria “Cleopatra”. Il romanzo, edito da Fanucci e scritto a quattro mani con Massimo Lunati, fa parte della serie “il Romanzo dei Faraoni” del collettivo Valery Esperian.

Fabio Lastrucci nasce a Napoli nel 1962. Scultore e illustratore, ha lavorato per le principali reti televisive nazionali, lirica e teatro di prosa. Come scrittore ha pubblicato romanzi horror e umoristici, una saga fantasy e alcuni saggi. I suoi ultimi lavori sono il saggio "Com'era weird la mia valle" (scritto con Vincenzo Barone Lumaga - Milena edizioni 2018) e l'omaggio a Stephen King "La pelle del re". (racconto lungo - Delos Digital 2018).

Angelo Berti: emiliano di nascita ma romagnolo di adozione, ha pubblicato vari racconti e una decina di romanzi che spaziano dal Fantasy al thriller allo storico.
Già direttore di Fantasy Planet, nella sua attività di collaboratore di vari Blog, nella locanda virtuale di Mastro Angelo ha intervistato alcuni tra gli autori italiani e internazionali tra i più popolari del genere fantastico, da Terry Brooks a Sapkowski, da Licia Troisi a Cecilia Randall ecc. ecc.
Il suo nono romanzo, Nonaroth edito da Watson edizioni è stato candidato al premio Italia quale miglior romanzo fantasy pubblicato nel 2017


Andrea Viscusi: nato in Toscana nel 1986, dove risiede tuttora. Laureato in statistica, è prima di tutto un vorace lettore e appassionato di fantascienza. Ha iniziato a scrivere nel 2008, pubblicando racconti in antologie di vari editori (Edizioni Della Vigna, Edizioni Scudo, Edizioni XII) e classificandosi nelle prime posizioni in concorsi di livello nazionale (Trofeo RiLL, Premio Robot, Premio Giulio Verne). Nel 2013 ha pubblicato Spore, la sua prima raccolta di racconti, con la Factory Editoriale I Sognatori. Tre suoi racconti sono stati tradotti in francese e uno è apparso sulla rivista Galaxies. Oltre alla scrittura si interessa di musica elettronica, merchandising M&M’s e oggetti a forma di lumaca. Ha ideato e realizzato il sito di indovinelli online Cinenigmi. Scrive sul blog Unknown to Millions di libri, musica, film e fantascienza. Nei forum, social network e blogosfera è noto come Piscu. Si autodefinisce il maggior fan italiano di Futurama e finora nessuno è stato in grado di smentirlo.

Michele Borgogni: Sono nato ad Arezzo nel 1979 e scrivo racconti fin da bambino. La prima storia che riesco a ricordare di avere inventato metteva Ercole di fronte a dieci nuove fatiche, tra creature terribili e viaggi in luoghi misteriosi; evidentemente la passione per i mostri è stata sempre presente in me.
Per anni mi sono limitato a scrivere per me, pubblicando i miei racconti su blog personali o su siti dedicati alla scrittura creativa amatoriale. Ho collaborato con riviste online e cartacee, parlando di fumetto, cinema, televisione, politica.
Nel 2007 ho pubblicato un libro di ricette (Zuppe e Minestre di Arezzo) per la Editrice Zona. Non sono mai stato un cuoco, ma ho colto l'occasione per intervistare uno dei più noti ed esperti chef della mia città e di raccogliere le sue storie.
Nel 2014 ho raccolto alcuni miei vecchi racconti in una raccolta autopubblicata (Il Giorno che uccisi Fabio Volo e altri racconti) su Amazon.
Dal 2015 collaboro con il sito di Razione ILZ per il quale ho scritto articoli, racconti brevi e storie a puntate. Nel 2017 con gli altri autori del collettivo ho scritto il capitolo dedicato a Paride di Elena, una rivisitazione della Guerra di Troia ambientata nel nostro meridione ai giorni d'oggi.
Nel 2018 ho partecipato con due racconti alle antologie Una punta di malinconia e tristezza (mai) infinita – tributo a Mellon Collie and the Infinirìte Sadness e Raccontini epici – 12 raccontini più uno di storie epiche successe a concerti. A settembre ho pubblicato la mia seconda raccolta di racconti, Storie di romanticismo, creature orribili e MOSTRI GIGANTI, sia in formato cartaceo che ebook.
Il mio blog è www.cumbrugliume.it

Vincenzo Barone Lumaga è nato il 4/7/1978 a Torre del Greco(NA). Sin dall’infanzia e adolescenza è stato appassionato di letteratura fantastica, dalla mitologia greca e letteratura fiabesca prima, e in seguito da Edgar Allan Poe, letteratura gotica, Howard Phillips Lovecraft, Stephen King e tanti altri autori di genere, ma anche dalla fantascienza nelle sue varie declinazioni, il giallo, il mystery, il noir e l’hard boiled.
Dopo la maturità classica si è iscritto alla facoltà di Giurisprudenza, laureandosi nel 2005. È avvocato penalista. Inoltre è appassionato di musica e come bassista ha militato e milita attualmente in numerose band campane suonando i generi più disparati, con una decisa predilezione per il blues e la musica di contaminazione.


Scrive narrativa fin dall’adolescenza, tuttavia la sua produzione si incrementa intorno ai ventisei anni, quando viene in contatto con alcuni portali online di letteratura e cinema fantastico e inizia a partecipare ad alcuni concorsi letterari indetti sul web. Ha poi pubblicato racconti su vari e-books, sulle riviste Inchiostro, Necro e Cronaca Ve
ra, sulle antologie N.O.I.R.- quindici passi nel buio (editore Tracce Diverse), Vamp 2005 e Living Dead 2006(entrambe della Ferrara Edizioni), Polpa e Copa (lulu), Dieci Lune Noir (Bel Amì Edizioni). Nell’aprile del 2013 pubblica per la casa editrice Milena Edizioni il primo libro totalmente a suo nome, un’antologia di letteratura fantastica che aveva in cantiere da lungo tempo, intitolata “Le ore buie
Nell'autunno del 2016 viene pubblicato, sempre per la Milena Edizioni, il suo primo romanzo, il thriller horror "Lame di tenebra".
Nel 2018 pubblica il saggio scritto a quattro mani con Fabio Lastrucci "Com'era weird la mia valle".


Marco Lazzara (1984) è nato e vive a Moncalieri, Torino. È laureato in Chimica ed è insegnante di scienze. Come autore ha pubblicato cinque raccolte di racconti e un saggio scientifico.

Irene Drago è nata a Genova nel 1990. Ha iniziato a scrivere da adolescente, con articoli per il giornalino del liceo “Andrea D’Oria”, “Dragut”. Ha pubblicato per La Ponga Edizioni, Altrimedia Edizioni e Delos Digital, mentre sotto lo pseudonimo di Oskar Felix Drago ha scritto racconti per Cordero Editore, Delmiglio Editore, Liberodiscrivere, Edizioni Tabula Fati. Sempre sotto pseudonimo ha collaborato a “Guida alla letteratura fantastica” e “Guida alla letteratura esoterica” (Odoya Edizioni), entrambe a cura di Claudio Asciuti, e a “Io Scrivo per Voi”, iniziativa dello scrittore Andrea Franco dedicata alle popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016, alle quali sono stati devoluti tutti i fondi raccolti. Con il suo vero nome, infine, ha scritto per “Thrillernord” e attualmente collabora con “PULP Libri”. Medico, vive a Genova con quattro gatti.

30 commenti:

sinforosa c ha detto...

Davvero interessante conoscere tutti questi autori, alcuni davvero molto giovani. Complimenti a loro per le risposte e complimenti a te. Buona giornata.
sinforosa

Ariano Geta ha detto...

Io credo che che ormai conti molto la pubblicità e il traino di altri mass-media come cinema e televisione. Il successo di un certo film o di una certa serie tv che appartiene a un certo genere traina anche il successo di narrativa analoga, purché sia a sua volta "spinta" dall'editore di turno. Per fortuna l'underground continua a esistere e a fornire prodotti diversificati, purtroppo per una platea di lettori sempre molto ristretta e di nicchia.

Moreno Pavanello ha detto...

Felice di sapere di essere in buona compagnia!

Nick Parisi. ha detto...

@ sinforosa c.
Grazie a te per essere passata, buona giornata!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Io credo che finora sia stato il lavoro di tanti singoli a salvare l'editoria e con questo intendo i piccoli e medi editori che hanno rischiato in proprio, i singoli lettori,gli scrittori e gli appassionati come noi che magari come blogger hanno pubblicizzato le varie uscite anche dei grossi editori.I lavoratori,traduttori,curatori delle varie case editrici anche grandi che fanno con passione il loro lavoro.
Quello che finora è mancato sono le grandi sinergie, la capacità di fare squadra.
Vediamo se riusciamo a far cambiare le cose.

Nick Parisi. ha detto...

@ Moreno Pavanello
A te debbo un ringraziamento doppio perché sei stato il primo a rispondere e a mandarmi le risposte.
Questo post è anche merito tuo.

Marco Lazzara ha detto...

E' stato interessante leggere l'opinione di altri autori. Però concordo: una sola donna, troppo poco!

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Io su Facebook avevo fatto un invito collettivo, lasciando le persone libere di scegliere se accettare o meno, purtroppo hanno aderito quasi solo scrittori uomini e la cosa mi dispiace, sopratutto perché sono cresciuto leggendo scrittrici come Gilda Musa e Anna Rinonapoli, scrittrici che hanno letteralmente creato la fantascienza italiana!
Spero che almeno se le cose cambino l'anno prossimo se riproporrò il post.

Massimo Citi ha detto...

Ciao Nick. Mi dispiace di non aver partecipato ma i tempi erano un po' stretti, se non altro per me che in questi giorni avevo millanta cose da fare – cose serie, sia chiaro, non scrivere. In ogni caso ho segnalato il tuo post su FB anche nel gruppo di ALIA Evo e spero che non manchino le reazioni.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Ti aspetto l'anno prossimo, intanto se ti va puoi usare anche questo spazio per dire la tua.

Ivano Landi ha detto...

Avevo visto l'invito su fb ma non essendo propriamente del settore non avrei saputo rispondere a nulla. Comunque ne è uscito fuori un bel post!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
L' anno prossimo ripeto l' esperimento anche con i bloggers, vedrai che ci divertiremo. ;)

Luz ha detto...

Bella idea questa intervista "cumulativa". Sono autori di genere che leggo poco, ma apprezzo oltremodo il loro impegno e le loro carriere di tutto rispetto. Peccato, solo una donna nel gruppo!

Mariella ha detto...

Nick, torno con calma per leggere con attenzione il tuo post.
Un abbraccio a Fabio Lastrucci con cui ci sentimmo tempo fa, quando recensii "Da zero a infinito". Ottimo autore e gran bella persona.

Nick Parisi. ha detto...

@ Luz
Lo so, Luz è un peccato davvero. Io su Facebook avevo invitato scrittori di entrambi i sessi ad intervenire liberamente, purtroppo hanno aderito quasi solo uomini.
Magari l'anno prossimo ci saranno più donne, ne lo auguro vivamente.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Concordo! Ho conosciuto personalmente Lastrucci una volta che sono sceso a Napoli: è davvero una gran bella persona.

Michele Borgogni ha detto...

È stato un piacere partecipare... E leggere le risposte degli altri :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Michele Borgogni
E' stato un piacere averti ospite. :)

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ottima idea Nick e grandissima intervista.
Sereno giorno.

Lucius Etruscus ha detto...

Ah, è la prima volta che mi spiace di non essere più su facebook :-P
No, scherzo, non rimpiango la "cacciata", comunque ti faccio i complimenti per l'iniziativa e auguro a tutti gli autori intervistati un buon anno letterario ^_^

Alessia H.V. ha detto...

Bellissimo questo post, Nick! Soprattutto bellissima l'idea di raccogliere le voci dei diversi scrittori. Noto che Calvino è un po' nel cuore di tutti, come nel mio. Quest'estate ho letto Il barone rampante e riconfermo l'idea che fosse un visionario incredibile. Buona giornata!

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Straordinario questo post perché mi ha permesso di abbeverarmi alla finta di un'acqua molto dissetante per la mente facendomi scoprire autori e persino molto interessanti ed aiutandomi ad entrare in un mondo affascinante anche se per me poco conosciuto.

Michele il menestrello pignolo ha detto...

Quando in libreria chiesi consigli su qualche lettura sci-fi, l' espressione del viso della titolare era come uno studente interrogato che non ha studiato, che tristezza...

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Grazie per i complimenti! Spero che i problemi del tuo facebook si risolvano presto.
Buona serata.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lucius Etruscus
Facebook, facebook...la mia idea personale di Facebook è che sia un buon supporto per condividere ma pessimo per comunicare, oltretutto c'è quel sempre più fastidioso e crescente "rumore di fondo"che mi costringe ogni volta a stare attento alle parole da utilizzare per evitare che arrivi il solito "disinformato" che non è in grado di leggere bene è che polemizza per qualsiasi cosa, oltretutto la creatura di Mr.Zuckemberg sembra diventata il ritrovo di tutti i peggio frustrati, degli haters più sfigati e dei peggiori "leoni da tastiera" (gente che se la incontri di persona non ha nemmeno il coraggio di alzare la faccia a guardarti in muso)che però in rete scatenano il peggio di loro.
Però per fortuna Fb, se usato bene, resta un buon luogo per contattare gente in gamba (come i miei amici scrittori) e per organizzare iniziative come quella odierna. In questo senso se usato così si rivela uno strumento affidabile, basta non esagerare con l'utilizzo.

Nick Parisi. ha detto...

@ Alessia H.V
Credo che Calvino sia il vero padre nobile del fantastico italiano, almeno da quello che esce fuori da questa intervista.
E' bello vedere come sia ancora amato da così tanta gente.

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Verzetti il Rockpoeta
Grazie per le splendide parole, sei davvero molto gentile! L'anno prossimo cercherò di organizzare qualcosa in modo da coinvolgere anche te e le tue doti di poeta.

Nick Parisi. ha detto...

@ Michele il menestrello pignolo
Conosco molto bene quella sensazione, purtroppo.
Comunque ti assicuro che c'è anche di peggio: in Olanda quando all'interno di una delle più grandi librerie di Amsterdam chiesi se avevano qualcosa di scrittori sf olandesi sia il commesso che la titolare mi risero in faccia. (SIC)

Cristina M. Cavaliere ha detto...

Mi piacciono le interviste collettive, perché spiccano molto le varie sensibilità. Degli autori menzionati conosco personalmente Marco Lazzara, e anche Livio Gambarini di cui ho letto "Le colpe dei padri" che però è un romanzo storico. So che ha scritto appunto anche "Eternal War" con Acheron Books, ho il primo capito nell'ereader, uno dei molti ancora da leggere.
Come autori italiani ho letto tutta la saga di Eymerich di Valerio Evangelisti, romanzi davvero molto originali.
Ad ogni modo concordo che l'editoria italiana non se la passa bene, in senso generale. Quando leggo che statistiche di persone che leggono un libro all'anno, e sono magari visti con ammirazione, rimango strabiliata ogni volta.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristina M. Cavaliere
Quelle statistiche di lettura rapresentano qualcosa di veramente agghiacciante perché testimoniano il bassissimo livello culturale che sta vivendo il paese e la società nella quale vivivamo. La cosa peggiore è che non si riesce ad invertire la tendenza. L'unico modo -secondo me- sarebbe quello di educare i bambini alla lettura sin da piccoli e per educare non intendo certo obbligarli a leggere Manzoni come succede nelle scuole italiane (così si fa odiare la lettura) ma cercare di comprendere i vari gusti e fare percorsi di invito alla lettura.
Magari sbaglio io però

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Ricordando il passato

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