INTERVISTA CON GIUSEPPE DI BERNARDO.


Oggi vi propongo l'intervista con il fumettista Giuseppe Di Bernardo, un nome che, come saprete, è stato fatto diverse volte su Nocturnia.
Ringrazio di vero cuore Giuseppe Di Bernardo per la disponibilità dimostratami e anche per la velocità che ha impiegato nel rispondermi. 
Come sempre vi auguro una buona lettura e per chi tra voi fosse interessato ad approfondire, QUI trovate una breve scheda da me scritta sull'autore.

Nick:  Ciao Giuseppe, sei il benvenuto su Nocturnia, era da parecchio che desideravo intervistarti, quindi come prima domanda ti chiedo cosa ti ha avvicinato al mondo del fumetto e quando hai deciso che avresti voluto lavorare in questo settore.

Giuseppe Di Bernardo: Ciao e un saluto che arriva dal profondo della notte, giusto per essere in tema.
Da sempre ho scritto e disegnato fumetti. Ne ho ricordo almeno dalla quinta elementare. Mi piaceva inventare storie e raccontarmele, e mi piace ancora. Lo faccio per quello, infatti, dentro di me c'è acciambellata come un gatto, la netta sensazione che il mio non sia un lavoro vero e proprio.

Nick:  Quali sono in particolare gli autori ed i comics che sono stati maggiormente importanti per te, prima come lettore e poi come autore?
Naturalmente poi citare anche libri, film, telefilm e dischi.

Di Bernardo: Se dicessi che è stato tutto importante direi una apparente banalità, ma sarebbe vero. Diciamo che a farmi amare il fumetto sono stati i Dylan Dog di Sclavi e Watchmen, mentre a formarmi come una persona che scrive (permettetemi di non usare il termine scrittore che mi pare abusato e degno di ben altri), Calvino, Benni, Fante, DeLillo e Poe. Poi ci sono Kolosimo, Coelho e Sibaldi, senza i quali non sarei quello che sono.

Nick:  Nel corso della tua carriera hai lavorato sia come sceneggiatore che come disegnatore, ma sotto quale veste ti senti maggiormente a tuo agio?

Di Bernardo: Oh, mi piacerebbe capirlo. Forse nessuna delle due cose ed è stato tutto un fottutissimo equivoco.

Nick: Se non erro cominci a farti notare nel 1994 al Concorso del festival di Prato ( ti classifichi terzo, giusto?) Quanto ritieni siano importanti manifestazioni come Prato (ma non solo ) per i giovani esordienti.

Di Bernardo: Vent'anni fa molto importanti. Oggi, grazie alla rete, direi assolutamente inutili.

Nick:  Sempre nel 1994 assieme ad Andrea J.Polidori crei la prima serie di Desdy Metus-L'Insonne, quella prima stagione dura poco però è il primo tassello di una serie che ha avuto diverse incarnazioni ed un personaggio alla quale io da lettore sono molto affezionato, sia per l'ambientazione fiorentina sia per il suo melange di thriller ed esoterismo. Vorrei quindi che tu parlassi di questo personaggio e di cosa rappresenta per te.

Di Bernardo: Desdemona è una parte di me, rappresenta il confrontarsi con un mondo che ci circonda, che è appena percepibile e che diventa appena più concreto quando calano tenebre. L'Insonnia di Desdemona è la metafora di chi non vuole concedersi a Morfeo e non ha nessuna intenzione di chiudere gli occhi sia di fronte al visibile che all'invisibile.

Nick:  Sbaglio o -a parte le varie incarnazioni a fumetti - hai dedicato anche dei romanzi a Desdy Metus?

Di Bernardo: Solo uno. Si intitola "La lunga notte de L'Insonne" ed è una specie di raccolta di storie brevi cucite insieme da una storia più lunga. Sono gli adattamenti romanzati di una serie di audiofumetti andati in onda in una piccola radio locale e che potete trovare in rete.
L'origine "onirica" dell' insonnia di
Desdemona Metus

Nick:  Il 2002 si rivela un altro anno fondamentale per te dal momento che cominci a lavorare per Diabolik della Astorina (a proposito: complimenti per episodi come "Doppia Trappola" e "Una Maschera per Ginko").
Diabolik è un personaggio iconico, uno dei characters più riconoscibili del fumetto italiano. Cosa ha significato per te arrivare a scrivere le avventure di Diabolik?  E come ti sei approcciato al personaggio.

Di Bernardo: Per i casi della vita. Dopo otto anni di prove e porte in faccia stavo per smetterla coi fumetti quando per caso ho conosciuto una persona che mi ha presentato un'altra persona che mi ha presentato alla casa editrice Astorina. Prove fatte, piaciute e subito al lavoro. Forse le mie oltre quaranta tavole di prova fatte in precedenza per altri editori non erano così male, ma si sa che le dinamiche umane sono più misteriose di una reazione alchemica. Oggi faccio Diabolik cercando di innovare restando fedele alla tradizione.

Nick: Ci sono alcuni punti fermi nella tua opera, alcuni temi che ritornano spesso nelle sceneggiature (come "Breve Storia degli UFO a Fumetti" del 2011) sia nelle storie da te disegnate (" Chirurgia Parallela " del 2000) Dell'esoterismo abbiamo già parlato ma anche ci sono anche l'interesse per le Arti, le teorie dei complotti e per i rapimenti alieni. Da cosa deriva la passione per questi temi?

Di Bernardo: Ci sarebbe anche "The Secret", una miniserie di otto numeri edita nel 2011 da Star Comics che tratta appunto il folklore che orbita intorno alle teorie del complotto. L'argomento è nato quando ero ragazzino leggendo i libri di Kolosimo, Erich Von Daniken, Hopkins, Strieber e Pinotti. mi interessavano sopratutto le teorie legate ad una antica civiltà antidiluviana e ai rapimenti alieni. Questi miei interessi sono confluiti in "The Secret", una miniserie che si vanta di essere basata su ricerche reali anche se borderline, e che sto ristampando per le Edizioni Inchiostro.

Nick: Nel corso della tua carriera successiva hai lavorato per molti editori: Bonelli, Free Books, la già ricordata Astorina ma il tuo nome rimane particolarmente legato alla collaborazione per le miniserie della Star Comics, in particolare vorrei soffermarmi su due di queste: "Cornelio, Delitti d'Autore" e "Nuvole Nere". nate a cavallo tra il 2008 e il 2009
La seconda è tratta dai racconti di Lucarelli mentre per quanto riguarda la prima il personaggio è costruito proprio sul personaggio dello scrittore. Per "Cornelio" oltre ad essere stato uno degli autori assieme a Mauro Smocovich e allo stesso Lucarelli ne hai scritto diverse sceneggiature Come sono stati in questi due casi i passaggi dal reale e dalla narrativa al fumetto?

Di Bernardo: Ho sempre apprezzato Carlo Lucarelli, la stessa genesi di Desdemona ne risente. L'amico Mauro Smocovich mi propose l'idea e io lo aiutai a svilupparla, fino a scrivere le prime tre sceneggiature della serie. E' stato un esperimento divertente che ha avuto anche un buon successo. In "Nuvole Nere", invece, ho avuto solo un ruolo marginale nella revisione del materiale, non creativo.

Nick: Per un breve periodo sei stato editor presso la Star Comics per il fumetto italiano gestendo alcune miniserie . Un esperienza al momento conclusa ( o sbaglio?) Vorrei che tu ce la raccontassi.

Di Bernardo: Breve non è stato, perché è durato due anni. E' stata la casa editrice a chiedermi di seguire la produzione italiana e io ho accettato con entusiasmo. Poi le testate italiane hanno iniziato a diminuire, vittime del mercato e della crisi. Io ho provato a presentare qualcosa di nuovo proponendo alla casa editrice di pubblicare "Davvero" di Paola Barbato e "Suore Ninja" di La Rosa e Cardinali, fino a inventare la formula delle "Graphic Novel", un formato che potesse reggere in edicola e in libreria, iniziando con il trasformare in carta il fenomeno Chef Rubio, diventato fumetto in "Food Fighter" di Cajelli e Fontana. Certamente ho commesso degli errori, ma ci tengo a sottolineare per l'ennesima volta che non ero io a decidere cosa e come pubblicare. Io proponevo delle idee che a volte venivano respinte e a volte accettate. Sono stati due anni difficili, dove ero in prima linea nei confronti dei lettori, dei critici (spesso polemici fino al parossistico), e degli autori. Mi interessava produrre dei buoni fumetti, almeno per quelli che sono i miei parametri e credo di esserci riuscito. Poi qualcosa è cambiato, sono subentrate nuove figure, nuove idee, nuove politiche e io ho fatto un passo indietro. Auguro alla casa editrice di Perugia e a tutti gli amici che ancora ci lavorano, un futuro di grandi successi. Il fumetto italiano ne ha bisogno.

Nick:  Di solito a questo punto domando sempre al mio intervistato una sua impressione sull'attuale stato di salute del fumetto italiano e su cosa si potrebbe fare per riportare lettori al media. Rigiro anche a te la stessa domanda.

Di Bernardo: Avete provato con qualche rito tribale? Magia nera, Sacrifici umani? Quando sul mio blog ho provato a dare delle "ricette" sono stato sbeffeggiato, perché tutti quanti hanno la ricettina giusta, peccato che siano in pochi a saper cucinare davvero e in tanti a saper solo aggiornare il loro status di Facebook..

Nick: Tra i tuoi colleghi sceneggiatori e disegnatori quali segui con maggiore attenzione ed interesse? E con quali sceneggiatori e disegnatori ti trovi maggiormente a tuo agio a collaborare?

Di Bernardo: Non posso di certo farti nomi. Ci sono autori che rappresentano esattamente quello che racconto e che anzi, lo migliorano. Ci sono anche sceneggiatori che amo disegnare mentre con altri faccio un po' più di fatica. Direi che in generale non ho problemi.

Nick: Se tu dovessi consigliare qualcosa di tuo ad una persona che non ha mai letto le tue opere cosa gli consiglieresti sia per quanto riguarda i fumetti da te disegnati sia per quanto riguarda quelli in cui hai lavorato come sceneggiatore?

Di Bernardo: Gli consiglierei qualcun altro, ovviamente. A parte gli scherzi, gli consiglierei di leggersi tutta "L'Insonne" e "The Secret". Del Di Bernardo disegnatore, invece proporrei certamente il prossimo volume che disegnerò, perché non sono mai troppo contento di ciò che ho fatto nel passato.

Nick:  Progetti futuri: a cosa ti stai dedicando adesso e cosa ci dobbiamo aspettare da Giuseppe Di Bernardo nei prossimi mesi? Su cosa sei al lavoro in questo periodo ? Sopratutto ti vedremo ancora al lavoro su Desdy Metus?

Di Bernardo:  Ho appena consegnato il mio diciottesimo albo della serie regolare di Diabolik. Sono maggiorenne. A Lucca Comics verrà pubblicato il terzo volume su quattro della ristampa di The Secret. L'Insonne è ferma al palo. Ai grossi editori italiani pare proprio non interessare, presi come sono a pubblicare questo o quell'altro fenomeno. Desdemona non è mai stata un fenomeno mediatico, bisogna impegnarsi un po' per capirla. In compenso hanno finito di girare la puntata pilota della serie L'Insonne, interpretata da Chiara Gensini, ma se il mondo del fumetto italiano è complesso c'è da immaginarsi come lo sia quello della fiction televisiva. (1)
Nuovi progetti? Sì, fare altro. Magari un corso di Tip Tap o cake design, perché a volte penso che fare fumetti al di fuori dei grossi circuiti e dei salottini giusti, sia assolutamente inutile. Ideare una serie e farsela produrre oggi è davvero complicato, a meno che non si abbia dietro certi nomi che dovrebbero portare risultati in fatto di vendite. Per adesso mi fermo e vado a fare cose che mi fanno soffrire di meno e magari anche guadagnare due spiccioli. Lascio volentieri il palcoscenico a giovani rampanti intraprendenti e sgomitanti. Mi ritiro nell'ombra da cui provengo ad aspettare il momento giusto. Come recitavano i manifesti affissi a Firenze per allertare le coppiette sul rischio Mostro: "Occhio ragazzi".


L'attrice Chiara Gensini nel ruolo di
Desdemona Metus
Nick:  Bene, è tutto. Ti ringrazio ancora per la tua disponibilità e ti saluto rivolgendoti la classica domanda finale di Nocturnia: c'è una domanda a cui avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?

Di Bernardo:  Speravo in qualche domanda sui significati ermetici de L'Insonne e su quello che è scritto tra le righe di The Secret, ma vabè... in fondo i misteri sono affascinanti proprio perché restano tali.(1)

Nota di Nick:
 (1) : A quanto pare per ora è stato prodotto almeno un corto metraggio, ma su questo chiedo lumi all'autore.
(2):  Ah beh! Sono sempre in tempo per fartele quando vuoi quelle domande. ;)

Diabolik. diritti e copyright Edizioni Astorina.

32 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Interessante come sempre. E purtroppo, in un certo, senso, rivelatrice di quanto sia sempre maledettamente difficile fare fumetti in Italia.

Ivano Landi ha detto...

A giudicare dalla tavola che presenti qui, direi che è la prima volta che Diabolik ha un bravo disegnatore. Ed era l'ora. Prima su quelle pagine non c'era mai stato nulla di paragonabile non dico a un Magnus (o al limite un Romanini) ma neanche alla sua ombra.

AleK ha detto...

Quando si entra in una fumetteria in Francia ci si rende davvero conto della differenza tra noi e loro... O__O
Non solo per la quantità e varietà nell'offerta, ma anche per la cura editoriale, roba che da noi non si riserva più neppure per i libri. Non so come facciano a mantenere un simile mercato, io non avrei né i soldi né lo spazio per supportarlo. Meglio per loro. ^^

massimiliano riccardi ha detto...

Ueilà, non conoscevo questo autore, ma conoscevo i suoi lavori. Ora ha anche un volto. Grande Nick, bell'intervista. Da collezionista di fumetti non posso che apprezzare.

Giuseppe Di Bernardo ha detto...

Grazie di cuore a Nick e grazie a tutti quelli che hanno letto e commentato! :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Riuscire a sfondare nel mondo del fumetto italiano è molto difficile, il mercato è piccolo e sopratutto le produzioni italiane - a meno di non chiamarsi Bonelli o Diabolik- sono quelle che soffrono maggiormente la concorrenza con gli americani e i giapponesi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Di Bernardo è bravissimo, questo è indubbio ed il suo Diabolik è sicuramente molto elegante, però non è vero che su Diabolik non ci siano mai stati bravi disegnatori, recentemente ricordo il bravissimo Giuseppe Palumbo, tanto per dirne uno.

Nick Parisi. ha detto...

@ AleK
In Francia è un mercato diverso, a parte che lì i fumetti sono considerati arte e non roba da bambini come da noi. I giornali, i programmi televisivi recensiscono tranquillamente i fumetti assieme ai libri di narrativa, il presidente della Repubblica assegna la Legion d'Onore ai fumettisti senza che nessuno trovi niente da ridire. E poi sono le dimensioni stesse del mercato ad essere diverse: in Francia decisamente leggono molto di più rispetto a noi.
Quello che possiamo fare noi è cercare di invertire la tendenza e continuare a provare a dimostrare che non è vero che i fumetti sono roba per bambini come sostengono i soliti "benpensanti".
E' una battaglia complicata ma bisogna provarci.
Un abbraccio.

MikiMoz ha detto...

Bellissima intervista con un autore che apprezzo moltissimo (da diaboliko e non)

Moz-

Nick Parisi. ha detto...

@ massimiliano riccardi
Sono contento di aver fatto felice un altro appassionato di fumetti, specie se come me è un collezionista. ^^

Nick Parisi. ha detto...

@ Giuseppe Di Bernardo
Grazie a te per avermi concesso questa splendida intervista.

Ivano Landi ha detto...

Sai indicarmi qualche numero? Ogni tanto lo apro in edicola, ma mi trovo davanti sempre gli stessi disegni senza infamia e senza lode...

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
Sapevo che eri un appassionato di Diabolik. :)
Lo sono anche io solo che mi sono reso conto che, per un motivo o per l'altro, questa è la prima volta che parlo del personaggio su Nocturnia.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Allora, vediamo...nel 2002 Palumbo ha disegnato il volume speciale per il remake del numero uno "Il Re del Terrore" su soggetto di Alfredo Castelli. Inoltre a novembre -s enon erro dovrebbe uscire il primo numero di una miniserie di quattro chiamata "DK", una sorta di Diabolik alternativo, sempre disegnata da Palumbo. Il primo numero si dovrebbe intitolare "Il Morto, il Massacro, la Trappola ".

Ivano Landi ha detto...

Di "DK" avevo letto. Tra l'altro dovrebbe uscire anche il nuovo "Kriminal" versione Mondadori. Prima doveva essere in edicola ad aprile, poi a settembre. Ma non mi sembra di averlo ancora visto :O

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Non l'ho visto neanche io... tra parentesi sono anni che si parla di una nuova versione di Kriminal ma alla fine non si riesce a farla concretizzare.
Almeno finora.... incrociamo le dita.

Rento Portento ha detto...

Purtroppo non ho mai letto Desdemona e se devo essere sincero, tranne qualche sporadica apparizione in fiera, non sono nemmeno mai riuscito a trovare un albo in giro.
Ho però letto una maschera per ginko ed è un albo che conservo con gelosia, anche perché è uno dei pochi Diabolik che mi sia mai realmente piaciuto, non sono mai stato un suo grande fan!
Non sapevo che Di Bernardo fosse editor quando la SC ha fatto uscire il graphic novel dedicato a Chef Rubio, certo non si può parlare di pietra miliare del fumetto, ma ricordo che ho letto Food Fighter "di gusto" e ne rimasi comunque sorpreso!
Ottima intervista!

Nick Parisi. ha detto...

@ Rento Portento
Desdy Metus- L'Insonne nella edizione della Free books ebbe numerosi problemi sia a livello di puntualità nelle uscite che di distribuzione.

Riguardo a Diabolik , a me è sempre piaciuto, purtroppo però in questi ultimi anni lo compro molto di meno, però devo dire che l'episodio che nomini è uno di quelli che ho apprezzato maggiormente ultimamente.

Si Di Bernardo era l'editor della Star Comics all'epoca della graphic novel su Chef Rubio, anzi fu proprio lui ad averne l'idea e a scriverne il soggetto.
Una piccola confessione personale: non amo molto i programmi di D-Max e di Real Time però quello di Chef Rubio era una delle eccezioni, lo guardavo e mi divertivo molto per quel misto di cucina regionale, ambientazioni locali e personaggi ben riusciti.

massimiliano riccardi ha detto...

Vinto dalla curiosità sono andato a scartabellare e ho trovato dei suoi lavori per la star comics. Bravo davvero.

Nick Parisi. ha detto...

@ massimiliano riccardi
Come disegnatore e sceneggiatore è veramente bravissimo.

PiGreco ha detto...

Commento qui dopo aver letto anche l'altro articolo dedicato a questo artista nostrano: ottimo post introduttivo e altrettanto ottima intervista!

Recentemente ho vissuto sulla mia pelle la possibilità di fare un'intervista, o meglio, scambiare qualche parola con un autore, e penso sia una cosa parecchio appagante, specialmente per chi, come me, ha una voglia matta di curiosare nei meandri dei retroscena. E devo ammettere che ho molto da imparare :D

Tralasciando l'aspetto "tecnico", leggendo il percorso di Giuseppe, cui vanno i miei complimenti e tutti gli auguri -scaramantici- del caso, pare che il destino di molti artisti che calpestano il suolo italico sia sempre troppo spesso travagliato (e se non il loro, quello delle loro opere). Mi viene in mente Federico Memola (Nick, un'intervistina ci starebbe, no? :P) con i suoi Jonathan Steele e Agenzia Incantesimi, o anche Luca Enoch (idem come sopra :P), che, con pubblicazioni come Gea e Lilith, penso abbia trovato la sua dimensione.

Forse trovare la ricetta giusta per rilanciare il fumetto tricolore è difficile, ma non impossibile fino a quando ci saranno artisti che ci mettono cuore e anima. Ad maiora.

Nick Parisi. ha detto...

@ PiGreco

Sinceramente, se davvero ci tieni io ti consiglierei di farla sul serio questa intervista , è una esperienza bellissima, certo c'è molto da lavorarci: contattare la persona, pensare a domande non scontate e che possano stimolare l'intervistato a rispondere con piacere e che possano- al contempo- interessare i lettori, trascrivere tutto senza errori, tradurre bene se l'intervistato è straniero ed alla fine postare il tutto.
Un lavoraccio che però ti ripaga abbondantemente.

Riguardo ai due nomi che mi hai fatto, penso molto bene di entrambi. Di Memola ho apprezzato la prima incarnazione di Jonathan Steele (quella bonelliana) e un po meno quella per la Star, mentre di Enoch inutile dire che ricordo con piacere la sua SprayLiz. Ad entrambi però una intervista ci starebbe bene, non escludo di contattare almeno uno dei due per l'anno prossimo.
Incrociamo le dita.
Ad maiora.

PiGreco ha detto...

Nick, forse l'ho espresso male, ma per il momento è fatta (e l'hai anche commentata :D). Sicuramente se ne avrò la possibilità (con la complicità degli autori) ripeterò l'esperienza, cercando di migliorarmi volta per volta. E tu sarai un buono spunto viste le tue capacità ;)

Sprayliz mi manca, purtroppo, ma presto o tardi riuscirò a recuperarla.

E mi metto comodo in attesa delle future interviste :P

Belushi ha detto...

Bella intervista. Di Bernardo è uno che parla chiaro e senza ipocrisie, cosa che apprezzo molto. Ottimo lavoro, come al solito. Che te lo dico a fare. Ciao!!!

Diego ha detto...

Non amo Diabolik ma ho letto con interesse The Secret. Una miniserie a mio avviso molo ben riuscita e forse unica, nel triste panorama del fumetto italico, a trattare tematiche "complottiste".

Nick Parisi. ha detto...

@ PiGreco
No, ero io a ricordare male. ;)
Che ci vuoi fare, già sono distratto di mio ma anche l'età sta rendendomi sempre più scemo.^^
Dopo ho ricordato di aver perfino letto e commentato :D
Ahahahah.
SpreyLiz è stata una delle serie culto degli anni '90, ti consiglierei di provare a recuperarne qualcosina.

Nick Parisi. ha detto...

@ Belushi
La sincerità è sempre una qualità molto apprezzabile e, in particolare, Di Bernardo non le manda certo a dire.
Sono sempre contento quando i miei intervistati sono senza peli sulla lingua ed oggi è stato uno di quei casi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Diego
The Secret, ammetto di non averla letta, quindi non posso giudicare però sulla base di molti altri fumetti scritti da Di Bernardo concordo con te sul fatto che Di Bernardo come sceneggiatore sia uno dei pochi che sta provando ad inserire argomenti diversi dai soliti .

Marco Lazzara ha detto...

Ma è una mia impressione ho già sentito questo nome su Dylan Dog? Forse come sceneggiatore? O mi confondo?

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Probabilmente lo avrai sentito su Mister No, di cui ha realizzato i disegni di un numero.

Glò ha detto...

Ottima l'intervista, davvero una grande personalità Di Bernardo. Mi piace la schiettezza e fare il punto di situazioni che, ahimè, non son certamente facili. Molte delle riflessioni fatte sull'ambiente del fumetto qui da noi, valgono più in generale, purtroppo... Tutto ciò che è produzione artistica o d'intelletto viaggia, all'incirca, su medesimi binari.
Alla prossima ^_^

Nick Parisi. ha detto...

@ Glò
Grazie per i complimenti! Apprezzo molto la sincerità e Di Bernardo ne possiede tanta! Una intervista che per me è una delle più belle che io abbia mai fatto!

Ricordando il passato

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