ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! -Prima Parte.

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere."
Sigmund Freud.

“La storia non è altro che una raccolta delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.”
Simone Weil.

Italiani Brava Gente!
Questo almeno si dice in giro.
Per anni, anzi per decenni ce lo siamo ripetuti in continuazione
Ingannandoci. Anzi, illudendoci alla grande.

Per lungo tempo ce la siamo raccontata dicendoci che eravamo un popolo gentile,incapace di cattiverie, per niente razzisti, generosi e lontanissimi da ogni tipo di ignoranza (e se per questo ci raccontavamo cose del tipo: "I No Vax non arriveranno mai in Italia". Vero?")
A questo poi si sono aggiunti i luoghi comuni che amano tanto all'Estero, quegli stereotipi romantici che vorrebbero ancora viva e presente l 'Italia degli anni '50s e dei film della Loren.
Eppure il Male è Male indipendentemente dalle latitudini, dal clima e dal tipo di alimentazione ed anche noi abbiamo avuto la nostra nemmeno troppo breve lista di criminali.
E non mi sto riferendo solo alla Mafia o alla Camorra, no sto parlando di quell'altra "lista della vergogna": gli assassini seriali !
Ecco una breve retrospettiva di coloro che aprirono l'oscura strada, dei primi serial killer italici.
Italiani Brava Gente?
Non tutti a quanto pare!

ANTONIO BOGGIA (1799- 1862)

.
Lui è stato il primo in assoluto a vedere la sua fine umana nell' Italia unita. Ma quando l' Italia ancora non era Italia c'era già quest'uomo conosciuto sotto diversi pseudonimi.
Uno peggiore dell'altro.
Mostro di Milano; Mostro di Stretta Bagnera e tantissimi altri.
Tutto questo e molto di più è stato Antonio Boggia.
Nato ad Urio dalle parti del Lago di Como sul finire del XVIII ° Secolo già in gioventù ha diversi problemi con la giustizia, sia per motivi economici (truffa e cambiali scadute) sia a causa del suo carattere (veniva spesso coinvolto in risse sempre più sanguinose). Per questo fa quello che gli indesiderabili e quelli pronti a ricominciare daccapo hanno sempre fatto.
Trasferirsi all'Estero dove nessuno li conosceva
Nella complicata e peculiare geografia italica ottocentesca non era nemmeno una cosa così difficile:alle volte bastava andare nella città più vicina per trovarsi in un altra Nazione.
E Boggia compie lo stesso passo. Dal Lombardo -Veneto governato dagli Asburgo dove ha sempre vissuto si trasferì inizialmente nel Regno di Sardegna. Ma non per questo riesce a lasciarsi dietro i suoi demoni.


Anzi, la discesa verso l'Inferno appare solo peggiorata.
Litigi sempre più sanguinosi lo fanno incarcerare anche nel regno sabaudo. L'accusa stavolta è tentato omicidio. Ma siamo nell'epoca d'oro dei feuillleton e come nella maggior parte dei feuilleton il colpo di scena è sempre dietro l'angolo. Il colpo di scena in questo caso è che la prigionia non dura poi molto dal momento che Boggia riusce subito ad evadere a seguito ad una rivolta carceraria pare da lui stesso organizzata.
Comincia una fase nuova, l'uomo prova a cambiare vita, si trasferisce a Milano viene assunto come fuochista al comando militare austriaco e per qualche tempo riga dritto.
Nel 1831 si sposa perfino.
A vederlo da vicino appare come un uomo tranquillo, estremamente religioso e perfino affabile con tutti.
Come si direbbe oggi?
Ah già! Uno che salutava sempre!

Trascorrono alcuni anni particolarmente anonimi.
Con la moglie si trasferisce come affittuario di una certa Ester Maria Perrocchio al Numero Civico 2 in Via Nerino e prende anche uno scantinato in Via Stretta Bagnera.
Ricordatevi bene questi ultimi indirizzi.

Certi uomini sono come le piante, se le radici sono malate, se il terreno che li ospita risulta sterile allora l'albero crescerà anch'egli malato.
E come un albero malato anche la mente e l'animo di Antonio Boggia comincia a marcire.

Ma sono tempi di grandi sconvolgimenti, di tensioni epocali, di contestazioni politiche e di guerre sanguinose. Il biennio 1848 /49 si dimostra estremamente sanguinoso per l'Europa: popolazioni che fino a quel momento avevano vissuto divisi insorgono per poter vivere uniti. E popolazioni che fino a quel momento avevano vissuto assieme insorgono per andare ognuno per la propria strada. Intere Nazioni si sollevano per ottenere Costituzioni e Leggi che siano più umane e liberali.
La Primavera dei Popoli.
Così viene definito quel periodo.
E Milano, la Milano governata dagli Austriaci non fa eccezione.

Sedizioni e sommosse sono all'ordine del giorno. Per questo nessuno fa caso quando nel mese di aprile del '49 si verifica l'ennesima scomparsa. La persona in questione è un operaio, un certo Angelo Serafino Ribbone.
La prima vittima .


Apparentemente l'uomo è scappato per godersi una grande somma di denaro. Ribbone aveva avuto una buona fortuna sul lavoro e portava sempre con se una cospicua quantità di svanziche, o meglio i zwanzig kreuzer (i 20 kreuzer) le pregiate monete d'argento in uso nell' Impero Austriaco. Particolare questo conosciuto da chiunque lo frequentasse.
C'è un particolare che sul momento nessuno nota: come Boggia anche Angelo Serafino Ribbone è nato e cresciuto ad Urio. I due si conoscono dall'infanzia e più volte il fuochista ha chiesto soldi all'operaio.
Ma come si diceva prima, sono tempi di grandi sconvolgimenti e sul momento nessuno indaga sul legame tra i due.
Capita anche qualcos'altro.
 Ben due anni dopo Boggia viene denunciato da un suo altro conoscente chiamato Giovanni Comi.
Comi dichiara ai gendarmi che Boggia avrebbe tentato di ammazzarlo con un'ascia.
Ma gli austriaci in quel momento sembrano aver ben altro a cui pensare e Boggia se la cava con qualche mese di manicomio
Come spesso accade tutti i segnali vengono ignorati.
Col tempo e col senno di poi saranno in tanti a pentirsene.

( Continua....)

28 commenti:

Obsidian M ha detto...

Il nome Antonio Boggia non mi diceva niente , ma quando hai scritto de "la stretta Bagnera" mi si è accesa una gran lampadina. Si tratta di una vicenda piuttosto famosa qui a Milano, anche se dubito che molti ne conoscano i dettagli. Ricordo che da ragazzo mi ero anche avventurato, da solo, la sera in via Bagnera ("stretta" è solo un aggettivo che non ha nulla a che fare con la toponomastica) ed avevo trovato una strada assurdamente deserta, nonostante si trovi a pochi passi dalla centralissima via Torino. Un mezzo brivido ammetto di averlo provato...

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Io sono tra quelli che non conosceva la storia e l'ha letta con molto interesse.

Mariella ha detto...

Non conoscevo la storia, il personaggio e soprattutto la strada.
Sono spesso da quelle parti, andrò a curiosare. Ma di giorno e con il sole :-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
In molti mi hanno parlato di Via Bagnera o de la stretta Bagnera, un luogo legatissimo alla vicenda del primo serial killer italiano e delle sensazioni che passare di lì procura quindi, come immaginerai, sono molto felice che tu abbia introdotto l'argomento confermandomi la cosa. Come avrai anche capito nella seconda e ultima parte via Bagnera tornerà prepotentemente protagonista della narrazione, conquistandosi tutto lo spazio che si merita.

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Verzetti il Rockpoeta
E siamo ancora solo all'inizio. Vedrai che diventa ancora più interessante.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Come dicevo ad @ Obsidian di via Bagnera si parlerà molto durante la seconda parte e detto sinceramente, almeno sulla base dei racconti che ne vengono fatti, credo che in quel posto sia davvero meglio andarci di giorno. ;)

MikiMoz ha detto...

Wao, ecco il Nocturnia che mi piace! :)
Bene, non conoscevo questo tizio e la sua vicenda... Certo che tante volte la Storia ci mette lo zampino: se non ci fossero stati quegli sconvilgimenti sociali, magari avrebbero badato di più a certi piccoli e grandi fatti di cronaca!

Moz-

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
E per farti ancora più felice ti pre-annunzio che a novembre riprenderò e concluderò anche il ciclo sulle streghe milanesi. Poi cambierò città, hai qualche mistero delle tue parti da sottopormi?

Ariano Geta ha detto...

Anche a me non diceva nulla questo nome. Vedi come sono le cose: Jack lo squartatore lo conosce tutto il mondo e di un serial killer italiano che lo ha preceduto anagraficamente non si sa nulla.
Attendo il seguito, anche se so già che mi causerà qualche raccapriccio.

Il Moro ha detto...

Articolo interessantissimo come sempre, attendo il seguito... ma su una cosa devo dissentire: non fu il primo!
A San Giorgio Canavese, dove abito io, nel 1835, quindi precedentemente alla vicenda che tu hai raccontato, fu impiccato un uomo per tre omicidi di giovani ragazze e di una bambina. La leggenda vuole che, essendo costui un macellaio, ne avesse fatto a pezzi i corpi e li vendesse nel suo negozio. La vera storia, ben documentata, viene raccontata in un libro scritto da un'altra mia compaesana e in un documentario a cui hanno collaborato diversi sangiorgesi, e un altro libro della stessa autrice racconta le vicende quasi altrettanto cruente di cui si rese protagonista il nipote. Il serial killer in questione si chiamava Giorgio Orsolano, poi detto "La Iena di San Giorgio", e la sua vicenda meritò per decenni l'appellativo di "mangiacristiani" a tutti i sangiorgesi. Anch'io mi sono sentito chiamare così una volta!

Nick Parisi. ha detto...

@ Il Moro
Allora ....mi costringi ad anticipare alcune cose che avrei scritto durante la seconda parte del post, ma trattandosi di eventi storici poco importa. Antonio Boggia viene considerato il primo serial killer italiano perché venne messo a morte il giorno 8 aprile del 1862 quindi viene considerato il Primo Assassino Serial (o come si diceva allora allora assassino recidivo riconosciuto) dell' Italia Unita. Indubbiamente prima di lui ci sono stati altri casi nei vari regni che si dividevano il territorio italiano,tu hai citato Orsolano io ci potrei aggiungere anche i casi controversi delle siciliane Giulia Tofana e di sua figlia Girolama Spana condannate nel 1659 per aver avvelenato un numero imprecisato di persone.Ma si tratta di eventi precedenti all'Unità d'Italia e Boggia infatti pur avendo cominciato ad uccidere sotto gli Asburgo venne impiccato sotto i Savoia Re d'Italia.Quindi per questo lo si considera in questo senso. Nel secondo post avrei comunque citato Orsolano e la Tofana. Ora probabilmente avrei anche potuto essere io più chiaro dall'inizio specificando meglio alcune cose, però visto che come sai dato che mi leggi i miei sono post scritti in più puntate magari aspettate prima la chiusura dell'ultima parte prima di partire in quarta (o magari se avete dubbi scrivetemi prima in prvt) Nondimeno il tuo spunto è giusto ed interessante, quindi visto che conosci bene la vicenda di Orsolano ti invito-se ti va- a scrivere un guest post su di lui che io pubblicherei ben volentieri su Nocturnia.O magari sul tuo stesso blog, io lo leggerei e lo linkerei volentieri. Ti andrebbe ?

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
No dai, almeno stavolta c'è una fine chiara e definitiva della vicenda.

Pirkaf ha detto...

Per fortuna io di questa storia non conosco nulla, e potrò godermi tutti gli articoli. :-P

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Cercherò di non farti aspettare troppo per la seconda parte.

MAX ha detto...

Eh...eh , qua stavo a pensare "vedi che il Moro inchiappetta Nick!"
E invece c'hai le mutande di ghisa ...ahahha!!!
Comunque a parti gli scherzi un bell'articolo su Orsolano suo ,da te o da lui non sarebbe per niente una brutta idea!
Confermo quello che ha scritto Moz..è tornato in Nocturnia man che mi piace di piu'!
Aspetto il seguito della storia e complimenti.
Ciao

Vanessa Varini ha detto...

Non conoscevo Antonio Boggia e la sua storia, molto interessante come post, sono curiosa di leggere il seguito! :)

Marco Lazzara ha detto...

Un contemporaneo del Boggia quale Lomnbroso avrebbe dissentito del tuo esergo, per quanto la sua visione fosse imperfetta.

Nick Parisi. ha detto...

@ Vanessa Varini
Grazie per aver apprezzato! A breve la seconda parte.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
E infatti e non a caso la maggior parte delle teorie di Lombroso sono state sbugiardate! LOL
Comunque se ti può interessare Cesare Lombroso studiò anche il caso di Boggia.

Nick Parisi. ha detto...

@ MAX
Eh...eh, da ex sindacalista le mutande di ghisa sono necessarie per poter sopravvivere in ambiente lavorativo visto che i colpi lì arrivano da entrambe le parti: dall'azienda ma anche dai cari colleghi di lavoro...ahhahaha!
L' articolo su Orsolano penso proprio che uscirà presto, mi sono sentito col Moro in prvt, lui ha detto che ci penserà ma che deve ritrovare e rileggere quel libro che citava. Per questo se non riuscirà a farlo lui ci penserò io. Per adesso ti confermo che -com'era in programma dall'inizio- che Orsolano verrà citato assieme alla Giulia Tofana nella seconda parte del post come uno degli assassini seriali che operarono prima dell'Unità d'Italia.
Il tuo commento mi consente anche di poter dire una cosa parlando in senso generale senza riferirmi al caso in questione:le obiezioni sono legittime e le segnalazioni tutte gradite però prima di partire in quarta aspettate di leggere tutte le parti e tutte le puntate di un dossier. Insomma,non fate come quelli che svelano il finale di un romanzo davanti a quelli che non l'hanno ancora letto. Più che altro perché si toglie il piacere della lettura e si rovina parte della sorpresa a qualche lettore e si vanificano parte degli sforzi di chi sta scrivendo.
Tutto qui ;)
Comunque dai...niente di irreparabile. :D

Long John Silver ha detto...

Molto interessante, come sempre aspetto tue nuove sull'argomento.

Nick Parisi. ha detto...

@ Long John Silver
Non ci vorrà molto, prima però presenterò un certo cortometraggio nato dalla fantasia di un blogger che probabilmente conosci anche tu! ;)

Patricia Moll ha detto...

Accidenti, mancando dal blog a momenti mi perdevo questo post.
A parte cghe conosco pochissimo MIlano, non conoscevo questa storia che però deve essere intrigante e nera.
Ciao Nick

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Ne riparleremo a breve, vedrai non sarà un'attesa lunga.
Ciao Pat!

Ema ha detto...

Sono questi i tuoi post che più adoro!
Questo tizio rissoso credo di conoscerlo ma o ne ho sentito parlare su YouTube o mi confondo con un altro di cui hai già parlato in passato...

Ottimo per i post sulle streghe! Te lo stavo per chiedere ma ho visto che hai già risposto a Moz 👍

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
La seconda parte uscirà entro un paio di giorni, in occasione di Halloween. Purtroppo il post è venuto lunghissimo di conseguenza (complice anche il fatto che ho poco tempo ultimamente ) ho suddiviso il dossier in tre parti, nell'ultima ci sarà anche lo speciale sui serial killer precursori di Boggia. La cosa mi permetterà di poter avere un post pronto in questi giorni di quasi latitanza. ;)
Dopo a fine novembre si riprende anche con le streghette lombarde. :)

Cristina M. Cavaliere ha detto...

Ho letto l'articolo avidamente... anche perché ambientato a Milano, e quindi sono un po' campanilista. :) In effetti all'epoca era facilissimo emigrare, ridotti com'eravamo tra stati, regni e staterelli. E poi nel 1848 Boggia avrà senz'altro sperato di passare inosservato, come scrivevi. Un po' come quando c'è un corteo o una festa in maschera che degenera, l'assassino approfitta per colpire. Ora vado a leggere la seconda parte!

Clarke è vivo ha detto...

Niente male come anteprima. Un birbantello questo Boggia. Chissà che combina dopo.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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