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A Volte anche i Nick Ritornano....Ma Senza Il Futuro.

"Il sottoscritto per il suo blog pratica una strategia a lungo termine che consiste nell'assoluta mancanza di strategie"
 Nick Parisi

Perdonatemi l'autocitazione, ma dal momento che la frase che ripeto ogni tanto nelle mie conversazioni private, pare abbia ottenuto una certa echo in rete quando l'ho inserita (in forma leggermente diversa) nel mio precedente post, non ho saputo resistere nell'inserirlo ad inizio del post, quasi come portafortuna.
Non preoccupatevi, non mi sono montato la testa, semplicemente questa frase è quanto di più si potrebbe avvicinare ad una sorta di manifesto per Nocturnia.
Comincia un nuovo anno per Nocturnia.
Bello o brutto, questo lo decideremo assieme giorno dopo giorno- come sempre del resto.

Alessia H.V., ‘The male Moon and female Sun’, pen and watercolour on paper, 2014.

Il mio periodo di vacanza dalla rete  si è appena concluso, si riprende a bloggare.
Come preannunciato in questo 2015 ridurrò di parecchio le segnalazioni librarie, ci sarà al massimo un post al mese in cui sceglierò tra tutte le cose che mi arrivano quei due\ tre \ quattro prodotti che riterrò più interessanti per i lettori di Nocturnia.  
Cominceremo a metà mese, con una segnalazione molto particolare.
Nei primi due o tre mesi di quest'anni ci saranno anche più interviste nello stesso mese, per tornare poi verso marzo alla cadenza naturale di una o due al mese.
Negli archivi del blog ho a disposizione ora diverse chiacchierate interessanti e non voglio farle "invecchiare" troppo.
Per il resto si procederà come sempre. divertendoci (almeno spero.... LOL)


Ho spazio anche per una notizia meno piacevole: col nuovo anno la blogzine Il Futuro è Tornato
-che avevo contribuito a creare e a cui collaboravo- chiude.
La decisione l'avevamo presa qualche mese fa ma - di comune accordo- avevamo deciso di comunicarla solo adesso.
Naturalmente la cosa ci è dispiaciuta, credevamo in quel progetto, ci credevo io, ci credeva Angelo Benuzzi, ci credevano Gianluca Santini, Davide Mana ed anche Sekhemty prima di doversi ritirare per motivi di lavoro.
Da più parti mi hanno chiesto i motivi della chiusura...beh, è preso detto: due anni e mezzo fa ci eravamo posti degli obiettivi, ci siamo resi conto che quegli obiettivi non sono stati raggiunti e date le condizioni generali del nostro settore di riferimento non ce la siamo sentiti di andare avanti.
Per quanto mi riguarda, per rispetto dei miei colleghi questa sarà anche l'ultima volta che utilizzerò il "Tag" Il Futuro è Tornato".
E' stata una bella esperienza, comunque, molto istruttiva.

Rimane un ultima cosa,  una citazione in musica per una brutta notizia che è accaduta oggi. Avevo giurato di non pubblicare più necrologi e, questa sarà una promessa che manterrò, tuttavia è appena scomparso Pino Daniele, forse colui che ha dato al mondo, in questi ultimi anni, la più bella definizione della mia amata Napoli.
Probabilmente anche una delle più vere, alla faccia dei luoghi comuni.
E volevo ricordarlo anche io nel mio piccolo. consentitemi anche questa perché oggi davvero il mio cuore di napoletano  ( sia pure di "napoletano della diaspora" ) sanguina:


"Napule è mille culure
Napule è mille paure Napule
è a voce de' criature
che saglie chianu chianu e
tu sai ca nun si sulo.
Napule è nu sole amaro
Napule è addore 'e mare
Napule è 'na carta sporca
e nisciuno se ne importa e
ognuno aspetta a' ciorta.
Napule è 'na cammenata
inte viche miezo all'ato
Napule è tutto 'nu suonno
e 'a sape tutti o' munno ma
nun sanno a verità. "
Pino Daniele

INTERVISTA CON JEAN-PIERRE FONTANA!

 Benvenuti! oggi vi propongo la mia intervista con lo scrittore francese Jean-Pierre Fontana, una delle personalità più importanti del mondo della fantascienza francofona.
Ringrazio lo scrittore per la sua disponibilità, la sua gentilezza ed anche per al sua pazienza...dal momento che mi ha rilasciato questa intervista a fine settembre ed io a causa dei miei problemi lavorativi e col PC riesco a pubblicarla solo in questo momento, cosa di cui mi scuso con l'autore.

Una scheda su Jean-Pierre Fontana la trovate QUI.
L'intervista uscirà in contemporanea anche su IFET.
A tutti voi auguro una buona lettura, aspetto i vostri commenti!

( Pour la version française, se il vous plaît faites défiler vers le bas!)


NickBenvenuto su Nocturnia Jean-Pierre è un onore averti ospite del mio blog. Come prima domanda di raccontarci il momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore


Jean-Pierre Fontana: Non posso dirti il momento esatto. In quinta elementare, l'insegnante di francese aveva proposto a noi studenti di scrivere un saggio su un viaggio. Io allora ho scritto un'avventura nei pianeti del sistema solare. E in cambio, ho avuto dal mio insegnante questo apprezzamento come nota a margine: "Le tue fantasie non mi interessano !" È possibile che in quel momento io stessi stavo pensando di diventare uno scrittore? Ho anche avuto un amico con cui avevamo programmato di scrivere, non so ... un romanzo, una storia ... Scherzi a parte, credo che sia stato durante il mio servizio militare - che allora da noi in Francia durava 28 mesi - che ho ho iniziato seriamente a pensarci, scarabocchiando alcune storie nei momenti che passavo all'interno  dell' ufficio che mi avevano assegnato.

INTERVISTA CON DAVID LANGFORD

Pubblico qui la mini intervista con David Langford, l'intervista uscirà in contemporanea anche su IFET.
Ringrazio molto Langford per la sua gentilezza, per la sua disponibilità ed anche per il suo umorismo. Se siete interessati ad approfondire su Ansible e su Langford stesso potrete cercare QUI e QUI.
(For english version please scroll down )

Nick:  Quando è nata in te la passione per la fantascienza?

David Langford:  Quando è cominciata? Con un piccolo e senza dubbio orribilmente precoce ragazzo che leggeva di tutto.
Lessi tutte le storie  di Enid Blyton della serie "La Banda dei Cinque " (  però non era SF ), tutti i  romanzi dello scrittore  Captain WE Johns dedicati all'asso dell'aviazione "Biggles" (e in questo caso ce n'erano almeno un paio che erano indiscutibilmente di fantascienza), e una robusta dose della Children's Encyclopedia che mi ha dato una malsana familiarità con i convertitori Bessemer e il cui volume dedicato alla lettera V mi ha posto in una situazione memorabile  durante la scuola media.
Insegnante: " Dimmi il Nome di un personaggio storico che comincia con la V. "
Io:" Alessandro Volta, in cui onore è stato battezzato il volt "!
Maestro: " Temo che tu ti sia confuso con Voltaire! Dì il nome giusto.".
Ne rimasi totalmente sopraffatto.

CORPI SPENTI (2014)

Articolo già uscito su Il Futuro è Tornato.


Nel 2049 sono cominciate le operazioni della Sezione Investigativa Speciale di Polizia Psicografica, un gruppo di agenti che possono estrarre informazioni dai morti, recuperandone la memoria. Sono i necromanti e il loro uomo di punta, Vincenzo Briganti, ha risolto nel 2059 il caso battezzato ufficiosamente Post Mortem (ma pubblicato su “Urania” come Sezione π²). Ora siamo nel 2061, anno del bicentenario dell’Unità italiana, e la Bassitalia sta per secedere dal resto del paese “come una coda di lucertola”. Sulla manovra gravano pesanti ipoteche, perché qualcuno pensa di trasformare il Territorio Autonomo del Mezzogiorno in una vera e propria riserva di caccia per i signori della nuova società feudale. Briganti e i suoi colleghi avranno poco meno di un mese per scoprire tutti gli intrighi ed evitare che il Territorio si trasformi in un ghetto tecnologico per schiavi del lavoro… o molto peggio.
Sinossi Ufficiale del Romanzo.

Le Grandi Coppie della Fantascienza: Gerry & Sylvia Anderson

Riesumiamo la Rubrica sulle Grandi Coppie della Fantascienza, e per la prima volta non ci occupiamo di una coppia di scrittori bensì di Produttori Televisivi.
Probabilmente la Coppia  più influente e feconda del nostro genere televisivo.
GLI ANDERSON.



Gerry & Sylvia Anderson  con la marionetta di
Lady Penelope uno dei personaggi della serie
Thunderbirds
1947.
La guerra è appena finita.
 L'Europa è un cumulo di macerie e un intera generazione è scomparsa inghiottita dal conflitto.
Anche chi è rimasto, deve reinventarsi in una realtà praticamente nuova, dove cercare una illusione di ricostruzione.
Tra questi, un giovanissimo Gerald Alexander Anderson, un ragazzo di Bloomsbury ritiene di poter trovare la sua strada all'interno della RAF, la gloriosa aeronautica militare del Regno Unito.
La cosa non dura molto l'esperienza però lascia al giovane Gerry la passione per la tecnologia e per il modellismo.

INTERVISTA CON ROBERT REED

Oggi pubblico l'intervista che mi ha concesso lo scrittore americano Robert Reed, indiscusso maestro delle short story di fantascienza, nonché vincitore del Premio Hugo.
L'intervista uscirà oggi in contemporanea su Nocturnia e su IFET , come sempre ringrazio il mio intervistato per la sua gentilezza e per aver avuto fiducia in uno sconosciuto blogger italiano.
Questa è assolutamente la primissima intervista che Robert Reed concede ad un blog italiano! Ancora un piccolo record per Nocturnia, c'è di che esserne orgogliosi!
A voi invece, auguro ancora una volta, buona lettura.
Aspetto i vostri commenti!
( For english version, please scroll down )




Nick:   Benvenuto su Nocturnia  Robert, grazie per aver accettato questa intervista.
Come prima domanda ti chiedo di parlarci dei tuoi inizi e del momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore.

Robert Reed:  Diversamente dalla maggior parte dei bambini, non ho mai rinunciato a giocare nella mia testa. Avevo 17 anni e nel seminterrato della casa di mia madre, mi divertivo a creare le immagini e la storia storia di un mondo che era solo mio e, anche, qualche personaggio che poi non ha lasciato nessuna traccia  di sé. Ma mi venne in mente che avrei potuto scrivere di questa roba e venderne il risultato. Ho pensato che sarebbe stato un lavoro facile. Naturalmente mi sbagliavo sul particolare della facilità. Ma se c'è stato un momento, bene è stato questo.

GALAXIES: STORIA DI UN ALTRA RIVISTA

Qualche tempo fa ho scritto un articolo dedicato alla rivista inglese Interzone e sulla sua vita editoriale.
La mia idea era quella di creare una serie sulle maggiori riviste di fantascienza europee.
Mi accingevo a cercare informazioni su Galaxies, la maggiore rivista francese, quando ho scoperto -con sommo divertimento, peraltro- che la vita editoriale delle due riviste è stata abbastanza simile, però non solo non mi andava di rinunciare all'articolo, ma dentro di me confrontando la storia delle due pubblicazioni che è solo grazie agli sforzi degli appassionati che le cose migliori vengono realizzate.
A quanto pare ci sono davvero più cose in Cielo o in Terra di quante se ne possano immaginare.
Ma procediamo con calma.

Il primo numero di Galaxies

INTERZONE: STORIA DI UNA RIVISTA.

Articolo già uscito, sia pure in forma leggermente diversa su IFET.
Volendo osservare per bene il mercato della fantascienza, si capisce immediatamente che la parte del leone da decenni a questa parte, la fanno i romanzi.
Romanzi  sempre più voluminosi, Cicli  sempre  più lunghi e scrittori sempre più tecnici e specializzati.
Tuttavia la moderna  science fiction è nata grazie alle riviste cartacee e tuttora oggi molti -ed io sono tra questi- ritengono che le cose migliori di questa letteratura siano uscite sotto la forma del racconto su questi supporti.

Il primo numero di Interzone.
L'anno è il 1982
Certo quello delle riviste è un mondo moribondo, un  mercato che a stento sopravvive, in America come nel resto del mondo.
Tuttavia c'è. Esiste e resiste, nonostante le periodiche crisi, nonostante i tagli,  magari combattendo contro il costante diminuire dei lettori e vale la pena affrontarlo.
Però, io ho sempre cercato di vedere il fenomeno nella sua globalità, senza limitarmi solo al' America e ,
 anche in questo caso continuerò a farlo  a modo mio, cercando di porre l'attenzione non a riviste americane,  ma a pubblicazioni nate nel resto del mondo.
Ecco quindi, che da oggi, per cominciare di tanto in tanto dedicherò brevi focus alle maggiori riviste europee del settore.

L'EDIZIONE ITALIANA DI FANTASY & SCIENCE FICTION: UN PRIMO BILANCIO

Questo post esce contemporaneamente anche su" Il Futuro è Tornato"
- ORIGINE DI UNA RIVISTA
Cover del Numero 1 di F&SF

Da qualche mese a questa parte si può rintracciare una "nuova " rivista per le edicole dello Stivale, dico "nuova" perchè in realtà in America esce già dal 1949 .  In quell'anno infatti a New York l'editor J. Frances McComas  e lo scrittore Anthony Boucher annunciarono la nascita di una pubblicazione dedicata a tutti ma proprio tutti gli aspetti del fantastico letterario. Ora il periodo , a differenza dell'attuale era fecondo per il genere: riviste apposite nascevano tutti i giorni, gli americani avevano anche voglia di dimenticare la guerra appena finita.

Eppure sin dalla sua nascita The Magazine of Science Fiction  si differenziò dalle riviste concorrenti per la cura data all'aspetto culturale e letterario. Già dal secondo numero, quello in cui subentrò lo stesso Boucher al titolo venne aggiunto anche il termine Fantasy e da allora il magazine si occupò anche di tutte le branche del fantasy e perfino dell'horror.

 Il merito principale fu -inutile dirlo -dello stesso Anthony Boucher, ottimo autore sia nel campo della fantascienza che in quello del giallo che riuscì a circondarsi dei migliori professionisti e ad ottenere i migliori racconti in circolazione agrazie al suo carattere gentile e disponibile con tutti ( James Gunn, uno degli storici della fantascienza per far comprendere meglio il carattere del personaggio  si è spinto al punto di scrivere che il curatore Boucher quando rifiutava un racconto, scriveva lettere talmente signorili che i rifiuti parevano accettazioni ).

La vita di Philip K. Dick.

In attesa di pubblicare la seconda parte del Dossier dedicato alla Black Dahlia ( arriva lunedì, nel caso qualcuno lo chiedesse ) spero che gradiate questo articolo dedicato al grande Philip K. Dick.



Mi riesce difficile poter dare una descrizione lineare della vita di Philip Kindred Dick, non tanto per la vita complicata dello scrittore, le vite degli artisti lo sono molto spesso.
No, è difficile poter dare un quadro asettico della storia personale di Philip K. Dick, perchè sto andando ad affrontare una vita complicata, piena di sofferenza e nella quale se dovessi trovare un unico comun denominatore non avrei nessun dubbio a scegliere la parola paranoia.

Lo scrittore nasce a Chicago il 16 Dicembre 1928 in una famiglia che non è nè ricca nè felice e già con la nascita arrivano le prime sofferenze: la sorella gemella Jane, muore quasi subito e lo scrittore che non la conoscerà mai ne sentirà la mancanza, si sentirà sempre legato a lei odiando invece la madre descritta come una gran nevrotica nonchè come colei che abbandonerà la famiglia al suo destino.

THE DAY AFTER ( 1983)

Recentemente  su IL FUTURO E' TORNATO abbiamo ospitato un corposo ed interessante dossier dedicato al genere del NukePorn a firma di Coriolano ( Qui e QUI ) ottenendone dei buoni riscontri, talmente buoni che ci sembrava un peccato lasciar cadere l'argomento.
Sopratutto considerando che la paura di un conflitto nucleare ha attraversato in maniera trasversale la vita di molti di noi.
C'è in particolare un film: The Day After che può, a ragione, essere considerato al tempo stesso simbolo e pellicola emblematica di quel genere.
Immaginate due Superpotenze che si guardano in cagnesco ognuna delle due convinta di essere depositaria del concetto di Verità Universale; un nazione, la Germania, divisa in due stati ognuno dei quali soggetto all'influenza di una delle due succitate Superpotenze; immaginate immensi arsenali nucleari puntati in direzione del nemico; immaginate anche il clima di paranoia strisciante tra i cittadini comuni , conditelo con decine di trasmissioni, dibattiti, docufiction televisive che in quel periodo tentavano di spiegare ai sempre più attoniti spettatori cosa sarebbe potuto accadere in caso di attacco nucleare. In Francia ad esempio, fu l'ex cantante Yves Montand a condurre in prima serata una contestata ma seguitissima trasmissione che terrorizzò i telespettatori francofoni perchè privileggiava l'aspetto sensazionalistico all'argomento, mentre in casa nostra, grazie ad una RAI più potente e credibile di quella attuale il più sobrio Piero Angela grazie ai suoi programi fornì una chiave di lettura molto più credibile sull'argomento.
Ecco, The Day After è frutto di quel clima, di quegli anni.
Ed anche lui nasce inizialmente come fiction televisiva.

Renato Pestriniero: Il Gentiluomo della SF

Articolo già uscito su IL FUTURO E' TORNATO.
E' realmente un impresa ardua il cercare di descrivere in poche righe la vita e la carriera di Renato Pestriniero, dopotutto non stiamo parlando  "solo" di uno scrittore, ma di uno dei padri stessi della Fantascienza nel nostro paese.

Volendo semplificare potremmo dire che esiste un Pestriniero ufficiale nato a Venezia nel 1933 che si è sposato, che ha avuto una figlia da lui amatissima, e che fino al 1988 ha lavorato come Capo Reparto presso la filiale italiana di una grossa multinazionale svizzera.
Ma quel Renato Pestriniero per così dire ufficiale in un certo senso è stato la maschera di un altro uomo, con un altra vita ben più interessante e vissuta.
Una vita in cui la fantasia è stata non certo una valvola di sfogo, quanto piuttosto la più grande ragione di vita.


In un certo senso l'anno di svolta è il 1958, quando alla personalità per così dire ufficiale si affianca la seconda: quella del Renato Pestriniero autore.
In quel periodo cominciano a nascere anche nella penisola di Dante, Manzoni ed Andreotti le prime riviste di fantascienza.
Urania è arrivata da almeno sei anni, abbastanza perchè si potesse cominciare a creare un primo piccolo bacino di potenziali lettori, e sopratutto di potenziali scrittori.
Ma Urania avrà per decenni un rapporto "non propriamente fiduciario" con gli scrittori italiani,aggravatosi specialmente con la gestione Fruttero & Lucentini che avranno idee ben precise e di certo non favorevoli nei confronti di una via italiana al fantastico.

Saranno quindi altre pubblicazioni, spesso dalla durata più effimera a fornire spazio agli scrittori autoctoni, tra queste una delle migliori sarà senza alcun dubbio  una rivista che si occupava sia di scienza che di narrativa chiamato Oltre il Cielo.


Nel 1958 su Oltre il Cielo compare un racconto da titolo poetico: I SILENZIOSI , l'autore si firma semplicemente Pi Erre avrà una carriera quasi sessantennale.
Forse non  se lo immagina nemmeno lui.

I SILENZIOSI è solo l'inizio, Pestriniero macina racconti su racconti, due anni dopo un altro suo racconto: UNA NOTTE DI 21 ORE attrae l'attenzione del regista Mario Bava che da quel racconto trae uno dei pochi film di fantascienza mai realizzati nel nostro paese, quel film diventerà Terrore nello Spazio, un cult assoluto per ogni appassionato.
Noi ne abbiamo parlato qui



Pestriniero non si ferma qui, la scrittura sarà una costante della sua vita, così come la pittura del resto.
Le sue opere vengono tradotte in diversi paesi, principalmente in Spagna e in Romania, nel 1982 poi allo scrittore capita un evento curioso: approfittando di una sua corrispondenza con il decano della fantascienza d'oltreoceano A. E. Van Gogt lo scrittore veneziano ottiene il permesso di  espandere sotto forma di romanzo il racconto Il Villaggio Incantato  scritto da Van Gogt decenni prima. Pestriniero è entusiasta di questo permesso, farà di tutto per scrivere un bel romanzo in modo da rendere onore al collega d'oltreoceano.

Solo che quando proporrà il suo romanzo ad una casa editrice italiana, quello stesso romanzo sempre col titolo IL VILLAGGIO INCANTATO uscirà intestato al solo Van Gogt.


Pestriniero non si lascia scoraggiare da questo incidente di percorso, l'uomo continua a scrivere continua a comporre sia racconti che romanzi e se la fantascienza non sarà più il suo unico argomento( ci sarà anche tanta saggistica e tante iniziative culturali dedicate alla sua amata Venezia) di certo non abbandonerà mai il genere.




Al 1994 risale infatti l'antologia DI NOTTE, LUNGO I CANALI... a tema più onirico che fantastico mentre nel 2005 raccoglie la maggior parte dei suoi racconti fantascientifici nel bellissimo volume C' ERA UNA VOLTA LA LUNA.


Renato Pestriniero ha superato indenne il passare delle mode letterarie, degli stili rimanendo sempre fedele al suo modo di scrivere, alla sua prosa estremamente letteraria ma chiara e scorrevole ma anche alle sue trame semplici e stranianti al tempo stesso.

la sua è una fantascienza che non cerca di costruire o ipotizzare come potrebbe essere il futuro, ma che cerca di analizzare come potremmo essere noi e cosa potrebbero diventare i nostri sentimenti e le nostre sensazioni in quell'ipotetico futuro.
Forse a pensarci bene, è proprio quella la chiave di una tale longevità letteraria.

Le Invasioni Silenziose di John Wyndham

Questo post è uscito la settimana scorsa sulla blogzine Il Futuro é Tornato.

Due sono i termini chiave da utilizzare nel caso si volesse descrivere
ad un neofita la natura intrinseca del fantastico inglese.
Il primo di questi termini è understatement cioè minimizzare,sminuire magari la gravità e la pesantezza di una situazione con una battuta, una constatazione.
Quindi ecco che i fantasmi esistono all'interno degli antichi manieri
però il padrone di casa è legittimato a lamentarsi con loro per i rumori notturni, gli alieni possono arrivare sulla Terra ma non per conquistarla quanto piuttosto per costruire al suo posto una nuova autostrada galattica.
Il secondo termine è più che altro un aggettivo: apocalittico.
Quante volte durante un film\ telefilm\ romanzo britannico Londra
è stata distrutta? Quante volte il Doctor Who ha cominciato le sue avventure sbarcando dal Tardis sul suolo inglese solo  per scoprire uno scenario di rovine?

THE TWILIGHT ZONE: UNA CAVALCATA TRA LE STAGIONI

Ok, c'è un piccolo cambiamento: mi hanno richiamato al lavoro, non so per quanti giorni, probabilmente sarà come l'ultima volta  una cosa momentanea, ma ancora non posso dirlo. Quello che so per certo, l'unica cosa che so è che oggi pomeriggio sarò presente (con mia grossa gioia ) al lavoro.
Questo però comporta che a differenza delle altre volte che ero stato richiamato in questo caso farò dei turni particolari, quindi almeno per questa prima settimana sarò poco o per nulla presente in rete.
Per quanto riguarda Nocturnia risolveremo così: oggi esce la seconda parte di questo articolo sulla classica serie THE TWILIGHT ZONE uscito in precedenza su IL FUTURO E' TORNATO poi con tra qualche giorno la traduzione completa della mia intervista con Kevin J. Anderson, poi si vedrà...
Invece almeno per i primi giorni temo che non potrò visitare  blog altrui e me ne scuso.
Non sarà la mia assenza a cambiare i destini del mondo: magari qualcuno non se ne accorgerà nemmeno, qualcun altro invece smetterà di dare la mia presenza in rete come scontata, ma anche questo fa parte della vita.
Comunque sia ci rivedremo, per adesso ci lascio alla lettura di questo post: ieri Nocturnia ha compiuto i suoi primi due anni di vita!
Grazie a tutti voi ! Il merito è vostro!
Il viaggio continua 

Cinque anni durò in tutto l'avventura  televisiva di THE TWILIGHT ZONE ma nel momento in cui i primi episodi andarono in onda Rod Serling ancora non poteva immaginare che per tutta la vita il suo nome sarebbe stato associato quasi esclusivamente al questa serie.
Nel bene come nel male.

Contemporaneamente però mano a mano che si andava avanti con le stagioni Serling avrebbe progressivamente
perso il controllo della "sua " creatura a vantaggio dei produttori e pubblicitari.

THE TWILIGHT ZONE: LE RADICI DI UNA SERIE

 Oggi siamo abituati al fatto che le reti televisive trasmettano serie televisive ad argomento fantastico. In anni recenti abbiamo assistito ai fenomeni globali di LOST e, in misura minore, di FRINGE. 
Negli anni novanta invece c'erano stati gli exploit di TWIN
PEAKS e X-FILES, veri e propri telefilm di culto.
I Network, nonostante la crisi, investono molto nel settore convinti di assicurarsi buoni indici di ascolto.



Tuttavia, non è stato sempre così.
Ci sono stati momenti in cui era praticamente impensabile proporre l'idea di una serie televisiva sull'ignoto, momenti in chiunque avesse un idea del genere veniva quasi guardato come un visionario.
Questa è la storia di una serie: THE TWILIGHT ZONE e di  Rod Serling,  l' uomo che dovette combattere la sua personale guerra prima per lanciare la sua creatura poi per difenderne l'indipendenza e infine per salvarla.

Poche Gentili Parole per Alberto Lisiero


Ristampo qui il post dedicato alla figura di Alberto Lisiero  scritto per Il Futuro è Tornato. 
Il 2 gennaio di quest'anno un attacco cardiaco ha stroncato la vita a soli 48 anni di Alberto Lisiero.
Lisiero  assieme alla moglie Gabriella Cordone, era diventato nel corso degli anni un punto di riferimento per tutti gli appassionati italiani di Star Trek, ma non solo, grazie allo Star Trek Italian Club.
Star Trek, la serie, il suo franchise, la filosofia del suo creatore originario Gene Roddemberry rappresentano qualcosa di fondamentale nel panorama dell'immaginario tout court del ventesimo secolo. Può piacere o meno, però è indubbio che l'universo della Federazione abbia avvicinato tantissime persone alla fantascienza, come è altrettanto indubbio che nei tempi in cui serviva, abbia contribuito alla causa dell'esplorazione spaziale, ben più di un qualsiasi programma di divulgazione scientifica.

La Via Italiana alla Fantascienza.

Da più parti ci si chiede come mai non parliamo abbastanza di fantastico Made in Italy.
Il problema è annoso e a dire la verità, anche abbastanza complesso.
Per quanto riguarda il cinema, ad esempio, vi rimando a QUESTO bell'articolo di Gianluca Santini, con la promessa che quanto prima ne parleremo anche su Nocturnia.

Per quanto riguarda la narrativa invece...
Beh, forse possiamo fare qualcosa già da adesso nel nostro piccolo.
Su IL FUTURO E' TORNATO, lanciamo una settimana dedicata al Fantastico Italiano.
Ecco il programma: 



Domani 27 Novembre: un post su Francesco Troccoli scritto da Salomon Xeno.

Dopodomani 28 Novembre: una bella intervista scritta sempre dal nostro Salomon Xeno effettuata proprio a Francesco Troccoli,  una nostra esclusiva.
Ne approfitto per fare pubblicamente i complimenti a Salomon \ Marco per questa sua prima intervista, anzi gli auguro di farne tante altre in seguito, dal momento che se l'è cavata alla grandissima.

il 29 Novembre invece è il turno di una mega combo-recensione de I SENZA TEMPO, il romanzo di cui abbiamo parlato recentemente QUI.
Troverete molti pareri in merito.
Attendiamo quindi anche i vostri.

Non è finita qui, però:
Il 30 Novembre  infatti presenteremo una nuova intervista inedita proprio con Alessandro Forlani, l'autore de I SENZA TEMPO.
L'intervista sarà un collettivo di redazione.
Speriamo che vi piaccia.
Domenica 02 Dicembre si conclude alla grande con la riproposizione della mia intervista con Alda Teodorani.

Vi ricordo il solito invito: non siamo un gruppo o una comunità chiusa, chiunque di voi voglia aggiungersi a noi con i suoi commenti, con le sue opinioni o magari proporsi come collaboratore è il benvenuto.
Lo so, l'ho fatto altre volte quest'invito, però repetita iuvant....:)
Possiamo contare su di voi ?

Agente Speciale: Gli Attori e i Personaggi. - Seconda Parte.

Seconda parte del post su THE AVENGERS   -  la prima è uscita QUI   in attesa di presentarvi un articolo su Patrick Mcnee.
Nel frattempo, vi segnalo che su IL FUTURO E' TORNATO stiamo presentando la settimana tematica dedicata alla serie televisiva chiamata  AGENTE SPECIALE da noi in Italia con pezzi miei, di "mastro" Mana e di "Captain" Benuzzi.
Quarta Stagione: 1965-1966
26 Episodi     b\n.


La partenza di Honor Blackman dal set di THE AVENGERS creò diverse ripercussioni sulla serie, tanto per cominciare la serie rimase ferma per un anno. Il Network rimase a lungo indeciso se continuare o meno.
Alla fine si decise di ricominciare spinti anche dall'enorme successo riscontrato dalle stagioni precedenti presso il pubblico britannico.

Elizabeth Shepherd: ce la vedete
voi nel ruolo di Emma Peel?
Vennero decisi però diversi, benefici cambiamenti.
In primo luogo l'arrivo in pianta stabile nel ruolo di produttori degli sceneggiatori Albert Fennel e Brian Clemens diede luogo all'ultimo decisivo cambio di tono delle atmosfere della serie.
Gli ultimi residui  delle passate trame poliziesche e spionistiche vennero definitamente messe in secondo piano, mentre la fantascienza diventò preminente. Lo stile delle sceneggiature virò definitivamente sull'umorismo
"British Style", cambiò anche la tecnica delle riprese: per le strade di Londra - ricreate in studio -non si sarebbero dovute vedere comparse, le riprese esterne invece sarebbero state girate quasi esclusivamente nella campagna dell'  Hertfordshire e questo alla fine divenne uno dei punti di riconoscimento della serie. Gli episodi cominciarono a venire pubblicati su pellicola.

Cambiò anche la colonna sonora grazie al coinvolgimento di  Laurie Johnson che creò una nuova sigla d'apertura perfettamente in stile con la nuova impostazione ironica e scanzonata dello show.
Mancava però ancora una cosa.
La nuova prima attrice.

In un primo momento Fennel e Clemens si orientarono verso l'attrice televisiva Elizabeth Shepherd ed effettivamente vennero girate un paio di puntate di prova,  ma le cose non funzionarono fino in fondo.
Sopratutto non funzionò il feeling tra l'attrice e Patrick Mcnee.
Alla fine l'attrice venne sostituita e le scene vennero rigirate.
Diana Rigg al suo meglio.

Emma Peel: alla fine venne scelta una giovane e sconosciuta Diana Rigg.
La Peel viene presentata come una brillante ed intelligente vedova.
Totalmente disinibita, ancora più indipendente di Cathy Gale finì per diventare il contraltare perfetto di John Steed arrivando a creare un rapporto totalmente paritario tra i due personaggi.
Sopratutto fu l'interazione tra i due attori sul set a risultare determinante per il successo dello show, non solo in Inghilterra ma anche nel resto del mondo, Italia compresa, dal momento che la maggior parte degli episodi di questa stagione prima o dopo sono stati trasmessi anche da noi.
La Rigg fornì il classico tocco in più, facendo entrare la serie nell'olimpo dei classici grazie alla sua interpretazione.
C'è però un particolare da considerare: bisogna ricordare che quegli anni, il decennio dei sixties erano anni di grande trasformazione, anche per quanto riguarda la figura femminile.Purtroppo però personaggi ed attrici apripista come potevano essere figure come Diana Rigg spesso subivano contestazioni e censure. Larghe parti del pubblico e molti dirigenti televisivi non accettarono facilmente la presenza di un personaggio così disinibito ed indipendente. L'attrice da un lato si ritrovò ad essere considerata, a volte suo malgrado, un icona della liberazione sessuale nonché come desiderio erotico di larga parte del pubblico maschile, dall'altro cominciò a sentirsi stretta dal personaggio .

Una scena da
"Un Pizzico di Zolfo"
Il costume pare fosse
stato disegnato dalla
stessa Rigg.
In particolare fu un episodio chiamato Un Pizzico di Zolfo a scatenare diverse polemiche: nella puntata erano presenti diverse scene che ancora oggi sarebbero considerate ai limiti del fetish.
Naturalmente arrivò pronta la censura nella maggior parte dei paesi in cui la puntata venne programmata.
La stessa Rigg dopo aver girato quest'episodio aumentò i suoi atteggiamenti  di rifiuto verso lo show e verso il trattamento riservatele dalla produzione, non solo a livello economico, ma anche e sopratutto, a livello umano. Indicativa questo proposito fu una battuta, nemmeno troppo scherzosa, che l'attrice rilasciò durante un intervista, sostenendo di avere solo due amici nella troupe di THE AVENGERS : uno era Patrick Mcnee, l'altro era l'autista che tutte le mattine l'accompagnava sul set.




Quinta Stagione: 1967.
24 Episodi a Colori.




Alla fine grazie al diretto intervento dello stesso Mcnee che si battè come un leone per tutelare i diritti della collega, egrazie anche ad un sostanzioso aumento del trattamento economico la Rigg , dopo un lungo tentennamento sciolse le sue riserve ed accettò di girare un altra stagione.
Non fu questo però l'unico cambiamento.
Arrivò anche il colore.

L'occasione venne data dalla vendita dei diritti di THE AVENGERS in America.
Già da alcuni anni il Network NBC si era detto interessato a trasmettere la serie sul territorio americano, il fatto che come molte altri programmi europei lo show fosse ancora in black and white raffreddava duramente gli entusiasmi  statunitensi. Per questo motivo Fennel e Clemens decisero di investire sul colore:
nacque quindi THE AVENGERS IN COLOUR.
Ironia della sorte non fu però la NBC ad aggiudicarsi i diritti americani, ma la rivale ABC.
Diana Rigg   grazie anche ad un ennesima intuizione di  Brian Clemens , approfittò  del colore per abbandonare le aderenti tutine nere a vantaggio di  completi più colorati, nel mentre le sceneggiature diventavano sempre più barocche e surreali.
Niente però dura per sempre: al termine della stagione l'attrice annunciò il ritiro dallo show; ancora una volta l'occasione venne data da un film di 007. Diana Rigg accettò di interpretare la protagonista femminile in 007 : AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA MAESTA', il primo senza Sean Connery.
Lei ancora non poteva saperlo ma si sarebbe trattato, non solo di uno dei più brutti 007 di sempre, ma anche di uno dei più clamorosi flop di tutti i tempi.

Sesta Stagione: 1968-1969
33 Episodi a Colori.

Linda Thorson: nemmeno troppo male come attrice
purtroppo non molto aiutata dalle sceneggiature.
Per gestire meglio l'ultima transizione venne deciso in questo caso di eseguire un vero e proprio cambio in corsa: in Il Non Ti Scordar Di Me,  il primo episodio delle sesta stagione  Steed e Peel per risolvere un caso particolarmente complicato
si trovano a dover chiedere l'aiuto di un' altra agente segreta: Tara King.
Alla fine dello stesso episodio una telefonata inaspettata comunica ad un incredula Ms Peel del ritrovamento del
marito scomparso in Amazzonia, l'agente lascerà quindi il
servizio segreto per ricongiungersi col coniuge mentre la
giovanissima King diventerà la nuova partner di John Steed.

Ad interpretare Tara King  venne designata la giovanissima attrice canadese Linda Thorson.
Ed è qui che cominciarono i guai.
La Thorson a causa della sua giovanissima età (era appena ventenne quando si aggiudicò il ruolo) era ancora abbastanza acerba come attrice, in più si trovò a dover subire il confronto con le donne che l'avevano preceduta.
L'errore fu dovuto anche ad alcuni passi falsi degli sceneggiatori che decisero di rendere più sfumata  e decisamente meno paritaria la relazione del suo personaggio con quello di Mcnee.
Tara King è decisamente affascinata da John Steed,  ne subisce - non corrisposta -  il fascino, in più nonostante tante affermazioni di facciata il personaggio stesso risulta sottoutilizzato in più di un episodio.

Era però l'intero format ad essere in crisi, con gli ascolti in continuo calo; non servì a nulla nemmeno l'introduzione di nuovi personaggi come il corpulento capo di Steed, un uomo paraplegico conosciuto col nome in codice di Mamma ( e in un episodio anche del suo vice, una donna cieca conosciuta come Papà).
Nonostante una manciata di episodi ben riusciti, tra cui il divertentissimo Elizabethan Hotel, il  3 marzo 1969 si conclusero definitivamente  le riprese di THE AVENGERS.
Negli anni successivi sia Albert Fennel che Brian Clemens tentarono molte volte di rivitalizzare la serie, ad un certo punto ci riuscirono anche parzialmente negli anni settanta con THE NEW AVENGERS, ma la vecchia magia era definitivamente tramontata.
THE AVENGERS ( o Agente Speciale , come lo conosciamo in Italia )  nei quasi dieci anni della sua vita ha rappresentato un pezzo di storia della storia della televisione.
In un certo senso ha anche cambiato il modo di fare televisione ed esso stesso è cambiato con gli anni, nessuno avrebbe mai immaginato nel 1961 quando si proiettarono i primi episodi con Ian Hendry e Patrick Mcnee che si stava semplicemente creando uno dei serial più importanti e seminali di tutti i tempi.

Agente Speciale : Gli Attori e I Personaggi- Prima Parte.

Questo post è uscito anche su IL FUTURO E' TORNATO proprio oggi.

The Avengers, o  Agente Speciale come la chiamiamo in Italia è stata una di quelle serie che ha formato il gusto del pubblico inglese in primis ma anche nel resto del mondo.
Decisamente ha contribuito, pur non essendo una serie a tematiche esclusivamente fantascientifiche, molto a far entrare il linguaggio e gli elementi del genere nel lessico comune.
In più ha rappresentato un epoca: quella dei sixties, della swingin' London, delle trasformazioni sociali, della progressiva liberalizzazione della donna.

Oggi noi ricordiamo sopratutto la bombetta di John Steed, le tute sensuali di Emma Peel, il loro affiatamento e la carica di british humour nonché il continuo understatement  che trapelava da ogni episodio.
 Arrivare a questo però non è stato un processo semplice e nemmeno coerente. 
Ci si è arrivati per caso, in oltre sei stagioni e almeno nove anni di programmazione.
E in quegli anni sono cambiate tante, tantissime cose all'interno della serie.
Attori e personaggi compresi.
la prima sigla di Agente Speciale:quando John
Steed era solo la spalla dell'eroe.

Prima Stagione: 1961.
26 Episodi. b\n.
L'idea per una nuova serie viene ai dirigenti della rete  televisiva ABC, la futura ITV,  la prima rete privata britannica. La creazione e la gestione della serie viene affidata al brillante creativo Sidney Newman, tra le altre cose anche creatore del Doctor Who.
La serie secondo le intenzioni del suo creatore dovrà vertere su un brillante medico il Dottor David Keel, un uomo all'apparenza felice, a  cui però pochi giorni prima del matrimonio viene ammazzata davanti agli occhi  la sua  fidanzata di nome Peggy da un gruppo di criminali. Affranto dal dolore Keel viene avvicinato da un misterioso individuo : John Wickham Gascone Berresford Steed  (un nome un tantino lungo, lo so) che gli offre di entrare in una misteriosa organizzazione per poter vendicare la ragazza morta.

Il Dottor Keel: Ian Hendry,
l'eroe  protagonista
delle prime puntate.
Ad interpretare Keel  viene chiamato l'attore Ian Hendry che negli anni precedenti aveva raggiunto una enorme popolarità in Gran Bretagna interpretando Police Surgeon una serie poliziesca di gran successo.
Mentre il ruolo di John Steed venne affidato ad un giovane  sconosciuto attore senza esperienza: Patrick Mcnee.
In questa sua prima incarnazione The Avengers era ancora una normale ed anche un po scontata serie a sfondo spionistico popolata da personaggi tutti d'un pezzo con la tendenza a prendersi troppo sul serio.
Protagonista assoluto era David Keel mentre a Steed, al massimo veniva lasciato il ruolo di spalla.
In alcuni episodi non solo il personaggio di Steed non compariva nemmeno, ma in altri veniva perfino affiancato da un altro agente segreto, un comprimario conosciuto solo con la sigla Uno-Dieci interpretato dall'attore Douglas Muir.
Oltretutto in quegli anni le tecnologie di registrazione erano ancora troppo costose, di conseguenza  secondo una tradizione delle reti inglesi molti degli episodi venivano trasmessi in "presa diretta" con gli attori che recitavano dal vivo  (vorrei vedere se gli attori specialmente in Italia riuscirebbero a farlo ai giorni nostri ) ed anche in quei rari casi in cui un episodio venisse registrato, spesso i nastri venivano riutilizzati per registrare altri programmi.
 Di conseguenza su oltre ventisei episodi girati solo uno, il quindicesimo dal titolo The Frighteneres è arrivato intatto fino a noi.
Alla fine della stagione, approfittando di uno sciopero degli sceneggiatori Ian Hendry decise di abbandonare la serie per tentare la strada del Cinema.

Uno-Dieci: il terzo agente.
Interpretato da Douglas Muir
compare nelle prime due stagioni
come comprimario di lusso.
Seconda Stagione: 1962-63.
26 Episodi. b\n.

 I produttori risolvono immediatamente il problema elevando Steed al ruolo di protagonista principale affiancandogli però ben tre "aiutanti". Del cast della prima stagione oltre a Macnee viene conservato solo
l'agente Uno-Dieci di Douglas Muir.



Il Dottor Martin King interpretato da Jon Rollason.
Nonostante sia apparso solo in tre episodi, Rollason ha sempre dichiarato che recitare in The Avengers ha dato una grossa spinta alla sua carriera,  permettendo in seguito a lui che fino a quel momento non riusciva nemmeno a mantenere la famiglia di poter approdare ad un duraturo e remunerativo ruolo in diverse soap.



Venus Smith ( l'attrice e cantante Julie Stevens ) compare in sei
episodi.
Venus è una cantante di Night Club che Steed coinvolge spesso nelle sue missioni. A differenza delle altre compagne dell'agente segreto che compariranno in futuro, il personaggio è ancora abbastanza convenzionale finendo spesso per rappresentare la classica "damsel in distress". Più che altro il ruolo servì alla Stevens per sfruttare le sue
( indubbie ) doti canore, dal momento che in ognuno degli episodi in cui compare il personaggio le viene affidato almeno un numero musicale.



Cathy Gale .
Si può dire che sia lei la vera comprimaria di John Steed in questa stagione.
L'attrice Honor Blackman crea la prima delle tante donne forti, emancipate ed indipendenti che popoleranno la serie negli anni avvenire.
Cathy Gale viene introdotta come un antropologa criminale con una passione per lo Judo e per le motociclette.
 Inizialmente disapprova Steed ed i suoi metodi, specialmente il fatto che l'uomo la trascini di volta in volta in missioni sempre più pericolose senza chiederne il parere, in seguito però tra i due nasce una grande stima ed una sempre più crescente tensione sessuale (sempre suggerita ma mai esplicitata secondo la prassi di quegli anni).

Cathy Gale è anche il prototipo delle donne disinibite che si stavano affermando nella società, che non accettano la subordinazione al modello maschile ma che reclamano un ruolo paritario.
Intuizione geniale dei costumisti è quella di far vestire alla donna quasi esclusivamente tutte di pelle nera.
Inutile dire che il personaggio, per motivi diversi divenne subito estremamente popolare sia tra il pubblico maschile che tra quello femminile.
In Italia la seconda stagione di Agente Speciale è ancora completamente inedita.

Terza Stagione : 1963-1964.
26 Episodi.    b\n

La via era ormai tracciata. Nella nuova stagione vennero confermati solo Macnee e la Blackman che ormai a livello recitativo avevano raggiunto un intesa perfetta arrivando al punto di far dichiarare ancora oggi a molti critici britannici come gli episodi di questa terza stagione siano da ritenersi a tutti gli effetti i migliori della serie.




C'erano però altri cambiamenti in atto nella serie.
Nelle trame, grazie anche all'ingresso di nuovi sceneggiatori come Brian Clemens acquistava sempre maggior spazio l'elemento fantastico a scapito del realismo delle prime puntate. Anche il personaggio di Steed stava evolvendo, acquistando sempre eleganza, finendo per trasformarsi così dal comunissimo agente segreto degli esordi in un sofisticato e flemmatico dandy, dotato però di una volontà ed intelligenza ferree .
Le cose però non potevano durare, come Ian Hendry prima di lei anche Honor Blackman lasciò la serie attratta dalle sirene Hollywoodiane: la aspettava un ruolo da coprotagonista di 007  nel film Goldfinger.
E mentre la Blackman si divertiva a recitare assieme a Sean Connery, la serie che l'aveva lanciata subì pesantemente il colpo.
The Avengers rimase ferma un anno in attesa della sostituta giusta.
E non sarebbe nemmeno stato facile trovarla.
Nota: della terza stagione solo tre episodi sono stati tradotti in italiano dalla RAI, nell'anno 1965.
( Continua.....)

Un Piccolo Esperimento per "Il Futuro è Tornato".

Ecco a voi la Settimana Tematica su U.F.O !


Compio un piccolo break nella programmazione  per compiere un ( bieco, biechissimo ma godurioso ) atto di utilizzo privato del mezzo pubblico privato.
Per la prima volta nella blogosfera nostrana una blogzine amatoriale come Il Futuro è Tornato darà vita ad una settimana tematica.
Abbiamo scelto la serie U.F.O di cui abbiamo parlato spesso anche sulle piccole  immeritevoli pagine
virtuali di Nocturnia.
La scelta è caduta sulla serie creata dai coniugi Anderson perché in un certo senso è stata l'origine della passione e dell'interesse per molti nei confronti del fantastico e della fantascienza.

Se il progetto funzionerà sia in termini di interesse che di commenti ripeteremo presto l'iniziativa, magari con altre serie...o magari con saghe cinematografiche, autori ...o perché limitarsi verso correnti , filoni o sottogeneri ben definiti della narrativa.
Per farlo però abbiamo bisogno - io ho bisogno- del vostro sostegno.
Ecco il programma della settimana:

Martedì 23 ottobre.
UFO: 1999 di  Nicola Parisi  (Nick il Nocturniano) che sarei io...Lol !
Mercoledì 24 ottobre.
UFO 2 - il progetto australiano di Giuseppe Massari
Giovedì 25 ottobre.
UFO: i film di montaggio di Giuseppe Massari
Venerdì 26 ottobre.
Le grandi coppie della fantascienza - Gerry e Sylvia Anderson di  Nicola Parisi (Nick il Nocturniano) che sarei sempre io...ri-Lol !
Sabato 27 ottobre.
UFO: come poteva essere di Giuseppe Massari
Domenica 28 ottobre.
UFO: la serie Edifumetto di Giuseppe Massari


L'invito è aperto a tutti.
anche se non vi piace la fantascienza, anche se non avete mai visto U.F.O siete i benvenuti.
Vi aspetto?

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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