VOLTI DA FILM: STRANIERI IN ITALIA - ATTO TERZO!

Che io sia un amante della cinematografia del passato è cosa nota ormai anche ai sassi. Specie quando si tratta di parlare dei cosidetti film di "genere". Il perché è presto detto: che si tratti di un film di Totò, di un horror di Mario Bava o di un poliziottesco degli anni '70s si riscontra spesso una creatività che il più delle volte latita nel cosidetto (e molto a sproposito "Cinema Alto"). Per quanto riguarda la differenziazione Cinema d'autore - Cinema popolare, per me semplicemente non esiste. Conta quello che che il film riesce a comunicare. E tante volte, più di quelle che gli stessi critici riuscirebbero ad ammettere riescono più a comunicareal pubblico registi come Armando Crispino o gli stessi Fulci e Bava che nella loro vita hanno fatto quasi solo film di "genere"di tanti "autori" molto più incensati. E che dire di talenti come Elio Petri o Pupi Avati?

Lo stesso ragionamento si può fare per gli attori.

Osservando i cast, i nomi coinvolti in ogni pellicola si possono scoprire tante connessioni, decine di talenti, di professionisti a volte dignitosi a volte bravissimi che con la loro semplice presenza arricchiscono il film stesso, lo rendono riconoscibile.Inoltre ci danno la possibilità di comprendere l'evoluzione stessa del medium Cinema nel corso del tempo.

Così continuo a parllare di alcuni attori stranieri che lavorarono in Italia (ne ho parlato QUI e QUI e QUI) ma il discorso è bel lontano dall'essere concluso.

Ecco quindi un altro paio di nomi da ricordare tra coloro che impreziosirono il nostro Cinema:

 ANTON DIFFRING. (1918-1989)

Tedesco di Coblenza. Lo avrete visto in centinaia di parti da "cattivo" o comunque da "antagonista". In particolare la sua fisionomia "nordica", gli occhi azzurrissimi e la pelle ancora più chiara lo condannarono a rivestire spesso il ruolo dell'ufficiale nazista. Ho utilizzato l'espressione a proposito, perché quella fu la sua maledizione.

 Diffring  i nazisti li odiava e nemmeno troppo cordialmente perché avevano rovinato la sua infanzia e la sua gioventù. 

Diffring infatti proveniva da una famiglia mista costituita da un padre di religione ebraica e madre cristiana. Il vero nome dell'attore era Alfred Pollack e riuscì a salvarsi dalle persecuzioni hitleriane solo nascondendosi. Nonostante questo Diffring interpretò sempre con grandissima professionalità anche quel tipo di parti. Spesso lavorò per produzioni britanniche, oltre ai film sulla Guerra, l'attore conparve in numerosi thriller, polizieschi e per produzioni horror e di fantascienza. Cito a caso alcuni titoli come The ManWho Could Cheat Death  ( L'Uomo che Ingannò la Morte ) di Terence Fisher del 1959; Circus of Horror ( Il Circo degli Orrori) del 1960 e sopratutto il Fahrenheit 451 diretto nel 1966 dal grandissimo Francois Truffaut e trato dall'omonimo romanzo di Ray Bradbury.

Col cinema italiano i suoi contatti furono meno frequenti ma non per questo meno fecondi.

L'anno da tener d'occhio è il 1973 quando l'interprete tedesco comparve in due film notevoli: il "noir" Tony Arzenta  (con un cast notevole, un film che vi consiglio di vedere senza se e senza ma) girato da Duccio Tessari e l'orrorifico La Morte negli Occhi del Gatto diretto da Antonio Margheriti (al quale parteciparono anche due nomi solitamente non collegati al cinema horror e cioè, gli allora fidanzati Jane Birkin e Serge Gainsbourg, freschi reduti dal successo e dallo scandalo di una certa canzone....)

All'epoca accadeva anche quello nel Cinema italiano.

MARC POREL.  (1949-1983).

Nato in Svizzera ma francese di origine e per passaporto, la sua era una famiglia di attori. Il suo vero nome ( e preparatevi a qualcosa di chilometrico) era Marc Michel Marrier de Lagatinerie.

Considerato come uno dei belli della cinematografia francofona fu anche attore raffinato e sensibile. Purtroppo ebbe in dote un carattere molto fragile. Caratteristica, a quanto pare, comune in famiglia: un suo fratello si icidò in età giovanile e lo stesso Marc ebbe grossi problemi di dipendenza per buona parte della sua vita, la sua stessa fine molto 

probabilmente venne causata da una overdose di stupefacenti.

L'attore aveva solo 34 anni.

Come tanti altri attori francesi della sua generazione Porel fu molto attivo nel nostro paese.

Ovviamente i più ricordati sono i noir o poliziotteschi (anche lui prese parte al già ricordato Tony Arzenta \ Big Guns) ma anche la commedia in costune Il Soldato di Ventura (altra pellicola che consiglio senza se e senza ma) con Bud Spencer.  Però, a parer mio, le cose più notevoli vennero fuori dalle sue collaborarazioni con cineasti come Lucio Fulci e Mario Bava.

Con Bava l'attore lavorò nel film televisivo La Venere d'Ille del 1979.

Mentre con Fulci, Porel lavorò nei due classici Non si Sevizia un Paperino (ne ho parlato QUI) del '72 e Sette Note in Nero ( del 1977, ne ho parlato QUI). Non si trattò comunque di esperienze serene, della prima pellicola sono rimasti famosi i dissidi col coprotagonista Tomas Milian. I rapporti col famoso "Cubano de Roma" non dovettero essere per niente sereni e secondo molte testimonianze dell'epoca durante la famosa scena finale del film i due finirono per picchiarsi davvero.

Questo non impedì comunque alla pellicola di acquisire un suo "status" ed una sua fama anche internazionale.

BONUS CARD: QUANDO LA MAGNANI NON VOLEVA LAVORARE CON TOTO'. 


Non c'entra niente con l'argomento artisti stranieri in Italia però quello che sto per narrare (alcuni tra voi penso conosceranno già l'aneddoto) dimostra come anche tra attori nascano gerarchie ed intolleranze. Che lavorare con una certa persona veniva considerato come un titolo di demerito, un passo indietro nella carriera. Oggi Totò viene universalmente riconosciuto come un attore geniale e come il re dei comici. Non sempre però è stato così.

Se infatti il pubblico si riversava entusiasta nelle sale, non si poteva dire lo stesso con la critica. Ed anche con i colleghi non sempre erano tutte rose e fiori.

Carlo Mazzarella che poi diventò un ottimo giornalista per la Rai ( fu lui a ribattezzare Emilio Fede come Sciupone l'Africano), autore di tanti servizi sul Cinema e sulla Mostra di Venezia, non era mai troppo contento quando gli ricordavano i suoi inizi nelle pellicole del Principe della Risata. Galeazzo Benti che attore lo rimase per tutta la vita, incazzava come una belva quando gli chiedevano di fare la spalla dell'attore napoletano (anche perché di solito gli chiedevano di fare quasi sempre il ruolo del Gagà sfaccendato per quel tipo di film)

Ma l'esempio più lampante avvenne nel 1960 quando chiesero alla Magnani di partecipare come protagonista femminile per "Risate di Gioia".

"Nannarella", si sa , non aveva certo un buon carattere ma quel film nacque sin da subito sotto una cattiva stella. 

L'attrice doveva dei soldi ad un produttore, o forse era il produttore a dovere dei soldi alla grande artista romana, le fonti sono discordi in proposito, i due però ben presto finirono in tribunale. Ne venne fuori un accordo, si sarebbe realizzato un film per saldare gli impegni dell'uno con l'altro. 

Una commedia per la regia di Mario Monicelli.

Quando però proposero alla Magnani di lavorare in coppia con Totò, la donna diede di matto. I due avevano lavorato per anni a Teatro e da quello che si sa si stimavano reciprocamente, quindi in teoria non ci sarebbero dovuti essere problemi. Ma se il Principe de Curtis si dichiarò sin dall'inizio entusiasta di lavorare di nuovo  con la sua ex partner professionale, la Magnani ebbe una reazione molto differente.

Narrano le cronache che si recò come una furia nell'ufficio del produttore a lamentarsi. La tesi che portò che i film che faceva lei erano film impegnati, pellicole d'autore e che non voleva associare il suo nome a quello di Totò che invece realizzava "filmetti", cose di cassetta. Va detto, a parziale discolpa dell'attrice, che pochi anni prima aveva  vinto un Oscar, quindi le sue preoccupazioni erano se non giustificabili, perlomeno capibili in parte.

La risposta del produttore fu breve ma concisa.

 

Si limitò a ricordare all'attrice umiliandola anche un po, che si era vero, lei realizzava film d'autore, ma che poi nelle sale si rivelavano sempre dei clamorosi fallimenti commerciali mentre Totò faceva si filmetti ma i cosidetti  filmetti di Totò facevano sempre il tutto esaurito .

E questo chiuse definitivamente la questione.

Per la cronaca "Risate di Gioia" si rivelò un flop al botteghino, la Magnani s'infortunò durante la lavorazione e i due attori (che pure avevano interagito bene durante le riprese) non lavorarono mai più insieme.

 


38 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Diffring me lo ricordo, l'ho visto in qualche film.
Non sapevo l'episodio della Magnani con Totò, però non è stata l'unica a "schifarlo" (sul piano professionale, s'intende) da vivo. Ricorso che lo stesso Totò in un'intervista in vecchiaia disse con ironia (ma anche con una certa amarezza) che probabilmente sarebbe stato rivalutato dopo la morte...

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
La cosa che mi ha lasciato perplesso è che nella realtà i due avevano già lavorato a teatro durante gli anni '40s. La canzone "Geppina" che i loro personaggi improvvisano durante la serata al ristorante, per esempio, faceva parte del repertorio teatrale dei due artisti. Quindi l'atteggiamento dell'attrice romana, per quanto comprensibile con la paura di vedersi la carriera rovinata, non è tanto giustificabile. Non fu l'unica certo, però si tratta di uno dei casi più eclatanti.
Durante uno dei tre funerali in onore di Totò, il grande Eduardo De Filippo, che di Totò era anche amico, pure lui sostenne nel suo discorso di addio che adesso che il comico era morto in parecchi lo avrebbero rivalutato...e così è stato.

Lory ha detto...

Marc Porel! 🤦 l'avevo dimenticato, rimosso, davvero un bello! Non sapevo della sua storia, finì veramente a botte con Tomas Milian? Mi sa che non c'era storia purtroppo...

Post interessante, aneddoti che non conoscevo... insomma la gerarchia sta dappertutto. 😉👋

Ivano Landi ha detto...

Con questo post sei tornato a trattare uno dei miei temi preferiti e può farmi solo piacere. Sì, la lista dei volti stranieri che hanno impreziosito il nostro cinema di genere è lunghissima, e anche stavolta, prima di aprire il post, ho cercato di indovinare: parlerà di lui? Di lei? Ti posso dire che non avevo pensato né a Diffring, che non avevo in realtà presente come nome, né a Marc Porel, che invece conosco bene. Magari prima o poi qualcuno indovino :-D

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Ciao Lory! Si, tra Milian e Porel finì davvero a botte, al punto che la cosa uscì sui giornali dell'epoca. Non so dire di chi fu la colpa tra i due. Porel, aveva problemi di droga mentre Milian era sicuramente un grandissimo attore ma doveva essere -come molti attori- una vera e propria primadonna. ebbe spesso problemi con i suoi colleghi, sono rimaste celebri le sue antipatie con Maurizio Merli (altro carattere non facile), anche lì i due se le diedero sul set di "Roma a Mano Armata", anzi fu Milian che tempestò di calci Merli. Quei due si odiavano proprio! In un 'altra occasione, nel film "Vamos a Matar Companeros" fu Franco Nero a lamentarsi del fatto che, nonostante fossero in teoria co-protagonisti, in pratica venisse dato più spazio a Milian. Insomma, non doveva essere per niente facile lavorare con Milian....
In quanto alle gerarchie, purtroppo ci sono dappertutto. Negli anni 50 e 60 in Italia lavorare in televisione era quasi considerato come il penultimo gradino, l'ultimo proprio l'ultimo era invece la pubblicità. In una delle sue ultime interviste l'attore Ernesto Calindri, raccontò di come i suoi colleghi lo guardarono male quando accettò di fare la reclame, anzui i caroselli -come si diceva all'epoca-prima per la China Martini e poi per il Cynar. Dopo- raccontò- la reclame la fecero tutti, ma per alcuni anni venne praticamente allontanato da molti colleghi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Nel periodo che tu eri meno presente sul web, avevo pubblicato anche questo:
http://wwwwelcometonocturnia.blogspot.com/2020/08/volti-da-film-i-naturalizzati.html
Parlavo dei fratelli Rassimov, che so tu apprezzi tanto.
Comunque ti prometto che presto parlerò anche di altri attori e magari prima o poi ci azzeccherai con le previsioni. ;)

Lory ha detto...

Caro Nick, è davvero interessante questo post e quanto racconti, a volte i personaggi escono lentamente dalla tua visuale e te ne rendi conto soltanto quando qualcuno torna a parlarne. Da un attore che avevo dimenticato, subito mi è venuto in mente dove l'avevo visto ed è "Il Marsigliese". Senz'altro avrò visto anche altro con lui, ma questo mi è tornato alla memoria. È pazzesco se ci pensi, perché in altra maniera non lo avrei ricordato, ed è successo perché ne ho letto qua da te. Mi hai raccontato davvero cose che non avrei immaginato neanche lontanamente, ma in effetti il set, è pur sempre un ambiente lavorativo e litigi e baruffe non a quei livelli altrimenti ti licenziano, capitano in ogni ambiente.
Stavo ripensando ad altri del passato che mi piacevano e seguivo e mi è venuto in mente Mariano Rigillo, ovviamente lo conoscerai, ne hai per caso parlato in qualche occasione?
Grazie Nick.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Conosco Mariano Rigillo, lo apprezzo molto, Finora però l'ho affrontato solo di striscio, ne parlerò però abbastanza preso visto che affronterò almeno uno dei due sceneggiati degli anni '70s nei quali ha partecipato l'attore napoletano: "Dov'è Anna?" e la produzione per bambini "Saturnino Farandola".

Lory ha detto...

Non ci posso credere! ,"Dov'è Anna'!!!! Ma lo sai che mi ricordo ancora la musica, la colonna sonora? Io che nella musica sono una capra e ricordo a fatica colonne sonore o altro, questa la ricordo!
Ogni tanto vado su YouTube e faccio un' immersione nei telefilm che ricordo e ho amato: "Gianni e il magico Alverman" "Il tesoro del castello senza nome", " I ragazzi di padre Tobia", "Immagini dal mondo", questi nel pomeriggio.
La sera "Ritratto di donna velata", "La baronessa di Carini" ho sbirciato nel blog ho visto che ne hai parlato...conosci qualcosa di queste cose che ti ho citato?

Ivano Landi ha detto...

Il post sui Rassimov l'ho letto. Anche se non avevo lasciato commenti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Ne ricordo due: "I Ragazzi di Padre Tobia", con quel caratterista della mia citta chiamato Franco Angrisano, direi che da quello poi sono arrivate tutte le serie successive con preti come protagonisti. Poi ovviamente "Il Tesoro del Castello senza Nome" che mi piaceva sia per l'ambientazione dei castelli nel Belgio sia perché i protagonisti erano dei ragazzi, Mi interessava il fatto che fossero ragazzi di nazioni diverse che facevano amicizia tra loro e che vivevano delle avventure assieme, da bambino mi sarebbe piaciuto il fatto di avere anche io degli amici stranieri. Poi crescendo ho scoperto-con molta delusione- che già fare amicizia con bambini di altre regioni fosse una cosa difficile. Io sono nato nel 1969 ed è difficile far capire a chi è nato anni dopo cosa fosse quella RAI che dava tante attenzioni ai ragazzi e l'importanza di programmi come, per l'appunto, la "Tv dei Ragazzi". Potevano trasmettere vecchi film di Zorro o di Tarzan, o cartoni animati di Topolino. Oppure queste fiction , ma davvero hanno contribuito a costruire l'immaginario di una intera generazione di bambini.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Bene mi fa piacere. L'importante non è il commento ma che tu l'abbia potuto leggere. ;)

Lory ha detto...

👍 Assolutamente d'accordo!

Francesco ha detto...

beh, in generale il cinema anni 70 visto con gli occhi di adesso ha maggiore attualità del cinema 80/90. non a casa da quel cinema si attinge a piene mani

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Mi hai ispirato. Penso che quanto prima dedicherò qualche riga al "Tesoro del Castello senza Nome".

Nick Parisi. ha detto...

@ Francesco
Benvenuto su Nocturnia! Oggi in parecchi rimpiangono il cinema anni 70, anche lì c'erano dei difetti e dei limiti però secondo molti-me compreso- c'era più libertà. Ora non dico che oggi non escano dei bei film, ce ne sono molti ottimi, solo che a volte il politically correct si rivela un grosso limite alla creatività.
Un caro saluto e di nuovo benvenuto.

Mirtillo14 ha detto...

Anche per me, conta quello che il film riesce a comunicare .Bello l'aneddoto che riporti, riguardo alla Magnani e a Totò, in effetti i film più leggeri di Totò si rivedono sempre più volentieri, rispetto a quelli della Magnani, attrice bravissima ma drammatica. Saluti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mirtillo14
Il problema più grande della Magnani è che pare avesse un pessimo carattere, molti colleghi ed ancora più registi ebbero problemi a lavorare con lei. Negli ultimi anni arrivata a fine carriera venne praticamente "salvata" dalla Rai che le fece fare da protagonista in un breve ciclo di film per la televisione. In quel periodo nessuno più voleva lavorare con lei. Il suo atteggiamento con Totò fu solo uno dei tanti esempi delle sue sfuriate, anche se poi durante le riprese i due andarono d'amore e d'accordo.

Himawan Sant ha detto...

Anche se non ho familiarità con i vecchi film sopra menzionati, mi piacciono gli attori stranieri coinvolti nella produzione con produzioni locali.
Questo può aiutare indirettamente a promuovere una varietà di film.
Saluti dall'Indonesia

Nick Parisi. ha detto...

@ Himawan Sant
La penso nello stesso modo, in Europa poi questo tipo di coinvolgimento era la norma almeno fino agli anni '8os. Era facile trovare attori francesi o tedeschi che interpretavano ruoli di personaggi italiani e viceversa.
Ricambio volentieri i saluti. Un abbraccio dall'Italia.

Obsidian M ha detto...

Di tutti i film di Totò che ho visto, e li ho visti quasi tutti decine di volte, "Risate di gioia" è uno di quelli che mi manca. Credo fosse perché avevo letto da qualche parte che era un titolo minore o forse proprio perché Anna Magnani non mi è stati mai simpaticissima. Di lei ricordo solo la scena madre nel finale di "Roma città aperta" (che mi confondo sempre con "L'Agnese va a morire", che però non c'entra nulla) e poco altro.
Già che nei commenti avete citato la colonna sonora di "Dov'è Anna", sappi che per diverso tempo l'ho utilizzata come melodia per la sveglia mattutina.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Film che bisogna rivedere.
Saluti a presto.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
Un altro film bello con la Magnani è Lo Sconosciuto di San Marino del 1946 in pieno clima post bellico.
La colonna sonora di "Dov'è Anna" è davvero molto d'effetto, angosciante quanto basta. Ne ricordo anche la scena della sigla con Rigillo e gli altri due protagonisti che camminano a piedi addentrandosi dentro una galleria autostradale mi ancora oggi un certo effetto.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Saluti anche a te.

Lory ha detto...

Davvero??!?!? Leggo soltanto adesso, e sono strafelice!!!! 😊💚

Lory ha detto...

👍 grande!

Mariella ha detto...

Non conoscevo nessuno degli attori di cui hai parlato anche se Marc Porel è un viso conosciuto, ma non penso di averlo visto nei film di cui parli. Avrà sicuramente recitato anche altro e magari mi è capitato di vederlo anche se non riesco a focalizzare.
Sapevo dei rapporti non proprio idilliaci tra Totò e Anna Magnani durante la lavorazione del film. Lei aveva un pessimo carattere, credo fosse davvero molto difficile lavorare con lei. Ma era un'attrice magnifica, per cui le si poteva perdonare ogni cosa. Anche di avere bistrattato il nostro grande Totò.
Un abbraccio.

SamSimon ha detto...

Giusto stamani ho ricordato ascoltando un podcast che Boris Karloff lavorò con Mario Bava a fine carriera in I tre volti della paura!

(ma solo a me non funzionano i link ai due post precedenti sugli attori stranieri in Italia?)

Lucius Etruscus ha detto...

Diffring dagli occhi azzurri l'ho visto in mille film, solo ora che ti ho letto ho fatto mente locale: l'altro attore invece non mi dice niente, magari l'ho visto ma non mi ha colpito.

Non sapevo quell'aneddoto sulla Magnani, in effetti noi che siamo cresciuti con il mito di Totò tendiamo a dimenticare che all'epoca era considerato il "cinepattone" della sua èra, roba che faceva storcere il naso a critici e cineasti "seri" e ci sono voluti decenni perché acquistasse dignità.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Un poco di tempo e organizzo il tutto in modo da far arrivare quanto prima almeno uno dei post promessi. ;) Indovina tu quale. ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Che poi durante le riprese di "Risate di Gioia" Totò e la Magnani interagirono anche bene assieme, fu dutante tutta la preparazione del film che l'attrice romana fece le bizze. In effetti sia la bravura che il pessimo carattere di "Nannarella Nostra", come la chiamavano a Roma sono rimasti impressi nella leggenda.

Nick Parisi. ha detto...

@ SamSimon
Vero, verissimo. Bava e Karloff lavorarono assieme ne "I Tre Volti della Paura" e secondo le testimonianze di Lamberto, il figlio di Bava il grande attore americano e il geniale regista italiano si trovarono anche bene a lavorare assieme. Il destino aveva voluto che entrambi scettici e razionalisti fino al midollo finissero per essere associati al genere horror e questo particolare li unì parecchio. Possiedo il film in DVD ed è tutt'ora uno dei miei preferiti.
Riguardo ai link avevi ragione, non funzionavano, adesso dorebbero essere corretti ( ne ho anche aggiunto un terzo) Fammi sapere.

Nick Parisi. ha detto...

@ Lucius Etruscus
IL destino di Totò è stato quello di essere stato rivalutato dalla maggior parte dei critici, ma anche da molti colleghi solo dopo la morte. Lui stesso però aveva contribuito a questa sottovalutazione del suo talento accettando di partecipare a molti film ignobili quando era vivo. Il motivo però c'erà: aveva paura di essere dimenticato com'era accaduto per tanti altri artisti prima di lui. Non voleva fare la fine di comici come Armando Falconi o Angelo Musco. Comici popolarissimi in vita ma dimenticati immediatamente dopo la morte, per questo Totò era sempre iperattivo. Almeno in questo-ad essere ricordato dopo la morte- si può dire che il grande comico napoletano ci sia riuscito.
Ed anche alla grande.

Lory ha detto...

👍 intanto questo esercizio mnemonico mi ha fatto ricordare anche "Ho incontrato un'ombra" che insieme a "Dov'è Anna" sono stati gli sceneggiati più seguiti, quest'ultimo addirittura ho letto ottiene il primato di ascolti, oggi irraggiungibile forse anche da "Sanremo".
E anche di "Ho incontrato un'ombra", ho riletto la trama, assolutamente non la ricordavo, ma è la musica che mi è rimasta in testa, quella colonna sonora non l'ho dimenticata. Questa cosa è davvero strana, per me che il cinema lo conosco abbastanza, (oggi non guardo fiction, serie), ma sulla musica non sono ferrata per niente, molto strano invece che proprio le colonne sonore sono quelle rimaste impresse.
Il tesoro del castello senza nome aveva dei protagonisti interessanti, ho evitato di riguardare, lo farò in caso di un tuo post.

Scusa per i numerosi OT Nick, qualunque sarà l'argomento del post in base alla tua scelta è ok, deve "infervorare" innanzitutto te! 👋

SamSimon ha detto...

Si, si, ora funzionano! Molto interessante il secondo (che belle attrici che ci portavamo in Italia al tempo!), e curioso leggere di Bava pur se con un altro attore!

Non mi stupisce che Karloff e Bava si fossero trovati bene insieme, erano due grandi professionisti. Il primo pur di lavorare perse pure la salute, ma anche quando era vicino alla fine non rinunciava a nessun film gli venisse offerto!

Nick Parisi. ha detto...

@ Lory
Nessun OT, anzi lo scopo di un post è proprio quello di scatenare sensazioni, emozioni, ricordi e discussioni. In questo senso mi hai dato tantissime soddisfazioni e mi hai scatenato molti ricordi della mia infanzia. Lo hai fatto anche con "Ho Incotnrato un Ombra", con quell'attore chiamato Giancarlo Zanetti, che pensava di aver svoltato come attore e invece si è dimostrato poi un ottimo direttore artistico.

Nick Parisi. ha detto...

@ SamSimon
Avevo infatti letto che Karloff si era rovinato la schiena durante le riprese di "Frankenstein", fu una bella partecipazione quella nel film di Bava, si vedeva che i due si erano divertiti a lavorare assieme.
Grazie per aver apprezzato gli altri post del ciclo.

Lory ha detto...

😊

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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