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"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER. - Conclusione.

Le due precedenti parti sono uscite QUI e QUI.

 Incubus non fa in tempo a venir presentato in anteprima al San Francisco Film Festival nell'ottobre del 1966 che cominciano i veri problemi. Provate a pensare al gioco del Domino, basta che una tessera cada a terra e come un effetto incontrollabile ogni elemento finirà per trascinare con sé nella sua caduta tutti quanti gli altri. 

Effetto voluto? Gli strali di un avverso destino? Errori passati che si sommano? Vite in bilico? A volte semplicemente le cose brutte succedono.

Ma quello che succede ai diversi membri del cast di Incubus  è quanto di peggio si possa immaginare. 

E intanto le schede del Domino cominciano a cadere.

UN COMPLICATO INTRIGO DI DONNE VICOLI E DELITTI.

A cominciare le danze è l'attrice Ann Atmar, l'interprete di Arndis, la sorella del personaggio di Shatner. Le riprese sono appena finite che la donna si suicida, ho detto donna ma dovrei dire ragazza, Ann Atmar aveva appena 27 anni. Un altro membro del cosidetto Club27 (anche se nel 1966 questo termine non si usava ancora), una poco felice espressione giornalistica utilizzata per indicare quegli artisti morti in circostanze violente o comunque dubbie a quell'età.

Ann Atmar.
 

"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER. -Svolgimento.

La prima parte è uscita QUI.

Nel 1965 Shatner all'epoca trentaduenne, non era certo un attore alle prime armi, poteva vantare già diversi di anni di attività recitativa, il suo non era neanche un nome totalmente sconosciuto al grande pubblico, tra Cinema e Televisione si era fatto notare in numerose produzioni, se per esempio gli appassionati di fantascienza avevano apprezzato le sue apparizioni nella serie antologica The Twilight Zone  il pubblico mainstream lo aveva intercettato nel capolavoro Vincitori e Vinti di Stanley Kramer (1961)Tuttavia gli mancava ancora il grande exploit, il colpo definitivo che assegnasse alla sua carriera la direzione giusta. Non so quanto credesse in "Incubus" quando accettò di parteciparvi ruolo del protagonista maschile, però era una di quelle persone che avevano già lavorato con Leslie Stevens nella serie The Outer Limits (era comparso nell'episodio Cold Hands, Warm Heart del 1964, fatalità nel ruolo di un astronauta!) Di conseguenza fece parte del gruppo degli ex collaboratori di quella serie che Stevens chiamò attorno a sé quando si trattò di girare quel film. Lo stesso si può dire della co protagonista femminile di Incubus la bionda texana Allyson Ames. Con ben due episodi al suo attivo anche lei era stata presente sui set della serie di Stevens.

Ricordiamoci di questo riferimento a The Outer Limits, ci torneremo sul finale.

"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER.- Premessa!

Il destino di un film è determinato da numerosi fattori, ci sono pellicole nate con tutte le migliori intenzioni che non ottengono il successo sperato. Così come è vero anche il caso opposto, pellicole sulle quali nessuno avrebbe scommesso che si tramutano in inaspettati fenomeni mondiali. Tuttavia la Storia della settima Arte è costellata di esempi di film che entrano nell'alone della Leggenda.

Pellicole avvolte da dicerie, da ventilate maledizioni, ma anche una manciata di queste semplicemente molto diverse dalla media delle altre, create appositamente per differenziarsi, con quel particolare in più rispetto alla massa.

E poi esiste un terzo gruppo di film, di cui abbiamo parlato spesso in passato. Quella di film scomparsi, dei quali se ne è persa la traccia, a volte anche ricomparsi, ritrovati e riprogrammati in giro.

Ancora più raramente, semplicemente succede che un film in particolare finisca per appartenere a tutte e tre queste categorie.

Questo è un racconto speciale, la cronaca di quanto accaduto ad una pellicola veramente differente da tutte le altre.

Questa è la storia di "Incubus".

Un film che sembra dotato di una vita propria. 

INTERVISTA CON LEVENT CAKIR! L'UOMO CHE FU "ZAGOR".

"MOLTI FILM TRASH TURCHI MERITANO DI RICEVERE UN AMICHEVOLE RISPETTO, NON UNA FORMA SUPERFICIALE DI DERISIONE."

INTERVISTA ESCLUSIVA A LEVENT CAKIR / ACTION STAR TURCA  E STUNTMAN, IL PRIMO E -ANCORA - IL SOLO “ZAGOR” NELLA STORIA DEL CINEMA MONDIALE
Di Nick Parisi
Levent Cakir oggi.


Oggi è il giorno di Levent Cakir, vi propongo l'intervista realizzata con l'attore turco, interprete nel suo paese di molti film di genere. In Italia lo conosciamo sopratutto per la sua interpretazione del bonelliano "Spirito con la Scure"in due pellicole "apocrife" dell'inizio degli anni '70s. 
Parlare con Levent Cakir significa scoprire un mondo cinematografico quasi totalmente sconosciuto per noi italiani, ma anche parlare del mondo dei fumetti, di come essi possano influenzare intere vite e di come possano creare legami di amicizia tra persone provenienti di paesi diversi.
Ci sono alcune persone che desidero ringraziare: in primis ovviamente lo stesso Levent Cakir per la sua gentilezza e disponibilità,tutte le mie interviste sono importanti, tutti i miei intervistati mi hanno regalato qualcosa di speciale però raramentedurante tutta la mia vita di blogger ho visto qualcuno mettersi a nudo in maniera così totale e con una tale partecipazione trasmettendoci una passione così totalizzante come ha fatto Levent Cakir oggi. Se noi esseri umani siamo fatti della stessa materia con cui sono fatti i sogni, beh...per fare una citazione a tema, la Forza scorre ancora potente in Levent Cakir. Poi c'è il mio amico TOM che mi ha fornito molti spunti interessanti. Infine il giornalista ed esperto di cinema turco Ali Murat Guven, il cui apporto è stato fondamentale per la riuscita finale di questa intervista. Tra le altre cose Mr. Guven mi ha inviato tantissime immagini stupende, mi dispiace anche di non averle usare tutte.
Queste tre persone meritano tutta la gratitudine ed i complimenti possibili ed anche se ne ricevessero a milioni ancora non sarebbero abbastanza.
A tutti voi lettori auguro buona lettura ! Dò il benvenuto a tutti, un saluto speciale a tutti i lettori ed appassionati turchi che dovessero venire per la prima volta su Nocturnia a leggere questa intervista.
Alla fine della versione italiana troverete l'originale in lingua inglese.
Attendo le vostre impressioni e commenti in proposito.

(For english version please scroll down )

Nick: Benvenuto su Nocturnia Levent Çakır, quali sono stati i tuoi inizi nel mondo del cinema?

Levent Çakır:  Mio padre è morto nel 1952, io ero un bambino piccolo di appena due anni. Quindi, non ho nessun ricordo nemmeno di come fosse la faccia del mio papà. So solo che mio padre è andato nella Turchia orientale per svolgere il servizio militare. Lui era in artiglieria ed è morto accidentalmente durante un' esercitazione sul campo dell'esercito turco. Le condizioni naturali sono molto difficili in Anatolia. Soprattutto nei periodi invernali ... Alcuni suoi amici del servizio militare hanno parlato della sua morte negli anni successivi e hanno detto che è morto in una giornata molto nevosa a causa di un errore di calcolo. Il proiettile sparato da un mortaio è caduto vicino ad una intera squadra che è andata completamente sterminata. Il suo corpo è stato sepolto in un cimitero nella città di Erzurum, nell'Anatolia orientale. Molti anni fa ho visitato Erzurum, ma non sono riuscito a trovare la sua tomba. Non c'erano abbastanza informazioni nei registri militari.

TRA TOPI E PAPERI: ALCUNI PERSONAGGI SCOMPARSI DEI FUMETTI E DEI FILM DI WALT DISNEY. -Prima Parte.

No, non ho intenzione di far diventare Nocturnia un blog tutto incentrato sulla materia disneyana, questo post diviso in due parti per il momento rappresenterà la mia ultima incursione nel mondo creato dal grande Walt, forse l'anno prossimo affronterò qualche altro momento sugli inizi dell'avventura disenyana parlando della guerra mossagli dal produttore Charles Mintz che gli fece perdere buona parte dei collaboratori iniziali nonchè i diritti di Oswald the Lucky Rabbit, l'ultimo personaggio creato da Walt prima della nascita di Topolino e del suo Impero, però per quello ci sarà da aspettare ancora un pochino.
C'è però un motivo se, ultimamente, ho parlato così tanto di Walt Disney.

A parle il fatto che siamo quasi a Natale e i film disneyani sono un argomento decisamente molto adatto per il periodo....

SCIOCCO DETTAGLIO PERSONALE.

Sin dalla più tenera età sono stato un lettore complulsivo, ormai lo sapete.
In particolare delle lunghe saghe ho sempre amato i personaggi meno conosciuti, quelli che apparivano per un poco e di cui poi improvvisamente se ne perdevano le tracce, gli errori di percorso, le direzioni prese e poi abbandonate lungo il viaggio, i cambi improvvisi delle trame e tutto questo è cominciato(come per molti altri ritengo) proprio con i fumetti di Topolino.
Certo da Topolino sono poi passato ad altre letture, anche questo fa parte del percorso della vita, prima Jacovitti, poi la fantascienza e l 'horror e poi e poi......Ma questa è un altra storia, però conservo ancora una buona parte dei "giornaletti" che leggevo da bambino e proprio da quei numeri sono nate tante delle mie passioni.
Compresa quella sui personaggi. 

I primi disegni conosciuti di Mickey Mouse (circa 1928)

Avrò avuto tra i nove e i dieci anni quando presi la decisione di "catalogare" tutti i personaggi Disney ricorrenti e cioè quelli che comparivano in più di una storia compresi i più rari e sconosciuti....e questo la dovrebbe dir lunga sugli stani processi mentali che già allora animavano i più oscuri reconditi del mio cervelletto.
Ebbene, ben presto scoprì anzi scopersi, per una volta utilizziamo pure questo arcaismo, che la cosa semplicemente non era possibile.
Non per una persona sola perlomeno.
Troppi erano i personaggi creati dai vari autori che prima o dopo si erano succeduti alla corte di Walt Disney : i personaggi delle origini, quelli creati dalla casa madre nel corso dei suoi novant'anni di attività, ma anche quelli creati dagli artisti di molti dei paesi in cui si creavano le storie disneyane, come l' Italia, il Brasile o la Danimarca.
Eppure proprio per questo si possono scoprire tanti dettagli interessanti.
E poco o per niente conosciuti dalla maggior parte dei lettori attuali. 

I GENITORI DI MINNI.

Floyd Gottfredson al lavoro.

Walter Elias Disney cominciò a pensare ad un topo antropomorfo già ai nel 1925 ai tempi del Laugh-O-Gram Studio e sulla base delle sue idee Ub Iwerks cominciò ad effettuare i primi schizzi del personaggio.
Si trattava di un personaggio molto diverso rispetto a quello che poi verrà fuori.
La tesi più accreditata è che Walt prese come fonte d'ispirazione un topo che bazzicava per i locali dello studio. L'artista inizialmente voleva chiamare il nuovo ipotizzato personaggio col nome di Mortimer Mouse fortunatamente però sua moglie Lilian lo convinse (Storia vera, come direbbe il mio amico Cassidy) che non sarebbe stato un nome adatto per un personaggio per bambini. Come spesso accade nei matrimoni la moglie ci aveva visto più lungo del merito e Walt Disney di buon grado accettò di ripiegare sulla miglior scelta Mickey Mouse.


Mrs Mouse, la madre di Minni.

Mickey Mouse \Topolino debuttò quindi nei cartoon nel 1928 e poi nelle strisce a fumetti nel 1930.
Disney comunque non rinunciò del tutto al nome Mortimer e lo fece impiegare più volte per alcuni personaggi secondari inseriti nelle prime avventure del Topo, primo tra tutti uno zio di Minni un riccone che appare già a cavallo della seconda avventura Mickey Mouse in Death Valley (in italiano Topolino nella Valle Infernale) del 1930 , in seguito poi sarebbe arrivato anche uno Zio Martino anch'esso miliardario ma stavolta parente di Mickey e questo ha fatto si che talvolta (ma non sempre) i due personaggi risultino accorpati ed intercambiabili tra loro.
L'universo topoliniano delle prime avventure è un ambiente ancora rurale anzi totalmente contadino, che risente della grande depressione e che vive di riflesso della realtà americana. I personaggi rischiano di vedere le case pignorate, le banche fallire da un momento all'altro, però di contempo proprio l'ambientazione agreste faceva sì che nelle varie vicende aleggiasse quasi un'aurea di innocenza ed entusiasmo per il futuro.
A disegnare le prime storie c'erano all'inizio (a parte qualche intervento di Walt Disney ai testi) lo stesso Iwerks e Win Smith in seguito però sarebbe arrivato quel talento naturale di Floyd Gottfredson (1905-1986)  in sostituzione di Smith.

I genitori di Minni.


Gottfredson (che all'inizio non voleva dedicarsi alle strisce disegnate desiderando piuttosto essere assegnato al reparto animazione) s'innamorò talmente dell'incarico al punto da essere considerato come una sorta di "Terzo Padre di Topolino"dopo gli stessi Disney ed Iwerks creando buona parte della sua caratterizzazione del character.
Oltretutto rimanendo come disegnatore delle strisce del Topo fino al 1975.


 Ma nelle prime storie compaiono anche dei genitori veri.
Quelli di Minni.

I genitori di Minerva "Minnie" Mouse (così si chiama in originale anche se quel Minerva non viene quasi mai usato) compaiono con un ruolo di primo piano in Topolino e il bel Gagà (Mr. Slicker and the Egg Robbers) la terza avventura di Mickey ospitata dai quotidiani statunitensi dal settembre al dicembre del '30 per poi tornare come comparse l'anno dopo nella quinta vicenda Topolino vince Spaccafuoco (Mickey Mouse Vs. Creamo Catnera) per poi scomparire del tutto senza più essere nemmeno nominati.


Marcus Mouse (Tognone nell'edizione italiana)
Marcus Mouse (in italiano ribattezzato Signor Tognone) e sua moglie Mrs. Mouse (in Italia chiamata Signora Tognone) fisicamente sono più alti e magri rispetto alla figlia e al dilei fidanzato Topolino, personalmente ho sempre pensato che questo sia stato fatto apposta per dare una caratterizzazione più infantile quasi da adolescenti a Mickey e a Minnie, però questa è solo una mia impressione.
Tognone è un agricoltore mentre sua moglie ha più una connotazione da casalinga,si trovano a dover lottare contro i debiti che stanno strozzando la loro fattoria, cosa che finirà per coinvolgere anche il rapporto tra Mickey e Minnie.
Con Mickey che farà di tutto compreso provare un improbabile suicidio per salvare il suo rapporto con Minerva.
Ma nell'universo disnenyano delle origini c'era un poco di tutto, tanti personaggi secondari che poi sarebbero andati dimenticati, tipo Bill Barba, l'inetto caprone sceriffo della citadina abitata da Mickey tutti esponenti di quell' America che stava cambiando e come tali anche loro dopo un poco non ebbero più ragione di esistere.
 Ma c'era anche una certa dose di riciclo nel Topolino primordiale.
Qualcosa di inaspettato.
Non certo sconosciuto ma ignorato dalla maggior parte degli attuali lettori dei fumetti Disney.

 IL PERSONAGGIO DISNEY PIU 'LONGEVO E' QUELLO MALVAGIO.

 Nei primi cartoon che nelle prime avventure disegnate delle avventure di Mickey compare come villain un certo Pete che già era comparso in una precedente serie di cartoon : le Alice Comedies (anche conosciute col titolo di Alice in Cartoonland)
 Bisogna fare un passo indietro.

Dopo la conclusione del ciclo dei Laugh-o-Grams e nonostante il fallimento del suo Studio di Kansas City il buon Walt assieme ai suoi collaboratori dell'epoca  (cito tra gli altri  Freeleng, Harmon, Iwerks e Roy Disney nonchè Lilian Bounds-cioè il fratello e la futura moglie di Walt- quella che trovò il definitivo nome del Topo) decisero di lanciare una seconda serie di 57 episodi e che durò dal 1923 al 1927 che mescolava animazione ed attori dal vero e almeno all'inizio vagamente ispirata alla Alice di lewis Carroll .
Walt su invito di Roy si era già trasferito a Los Angeles ed era fortemente motivato a ricominciare.
Ed anche se in seguito Disney ne  perse i diritti le Alice Comedies rappresentarono nel bene e nel male un grandissimo banco di prova per i futuri lavori dell'artista sia a livello tecnico sia per la catena di reazioni che provocarono.

La prima versione di Gambadilegno (qui battezzato Bootleg Pete) nel cartoon Alice solves the Puzzle (1925)

 Si cominciò nel 1923 con l'episodio pilota Alice's Wonderland all'interno del quale assieme alla prima Alice comparivano anche Walt ed Ub in compagnia degli animatori Harman, Maxwell ed Ising che interpretavano loro stessi mentre lavoravano.
In seguito però, nelle puntate successive sarebbe comparsa solo Alice.
Il ruolo Alice venne interpretata da varie baby artiste, prima tra tutte la piccola Virginia Davis i cui genitori accettarono sia per potersi finalmente trasferire in California per curare la figlia malata sia per il previsto pagamento del 5% degli incassi mentre tutti gli altri personaggi erano realizzati in animazione.
A filmare la Davis pensò Roy mentre Walt, Iwerks e gli altri disegnatori si occuparono dei disegni.
In seguito però Virginia Davis una volta superati i sette anni venne rimpiazzata prima da Margie Gay e poi da altre bambine.
Molti di questi film ( non però Alice's Wonderland ed Alice solves the Puzzle di cui parlerò adesso che sono ancora disponibili) però risultano perduti.
A partire dal 1925 (più precisamente dal' appena ricordato episodio Alice solves the Puzzle) in quei corti  cominciò ad apparire una sorta di via di mezzo tra un orso e un gatto che cambiò tanti nomi : Bootleg Pete, Black Pete; Terrible Tom; Peg Leg Pete e tanti  ma alla fine si trattava sempre e solo di lui, della prima incarnazione del buon vecchio Pietro Gambadilegno che, dopo essere comparso in diversi episodi della serie di Alice dopo la sua conclusione venne trascinato senza troppi problemi in quella di Mickey Mouse.

LA QUESTIONE "JULIUS THE CAT".

Non era però tutte rose e fiori.
 Disney & Soci sin dall'inizio avevano utilizzato animali antropomorfi nelle loro produzioni, del resto quella era la tendenza del periodo, già ai tempi del primissimo Cappuccetto Rosso comparirono  un cane bianco ed un gatto nero entrambi senza nome, entrambi tornarono poi in altri cartoni dei Laugh-O-Grams, non si trattava di una scelta voluta piuttosto servivano degli intermezzi comici per movimentare la trama.

Sempre da Alice solves the Puzzle, il gatto Julius affronta Pete.
.
Senza quasi accorgersene la presenza del gatto diventò una piacevole abitudine, un vero e proprio marchio di fabbrica di quelle originarie produzioni e gli spettatori cominciarono ad apprezzarne le apparizioni. 
La cosa subì una significativa evoluzione con le Alice Comedies.

Per questa sua seconda serie Walt aveva finalmente trovato un distributore importante, una azienda che gli poteva garantire una più ampia diffusione, purtroppo però le persone scelte non erano semplicemente le più adatte di cui potersi fidare in quel momento.

La contraente scelta, Margaret J. Winkler fino a poco tempo prima era stata la distributrice dei cartoon di Felix the Cat, solo che non si era lasciata esattamente in buoni rapporti con Pat Sullivan che deteneva i diritti del famoso personaggio. Consigliata probabilmente anche dal fidanzato Charles Mintz, il futuro irriducibile nemico della famiglia Disney, chiese con una certa insistenza a Walt (praticamente glielo impose) di sviluppare un personaggio quanto più possibile "simile" a Felix.
Così quel felino nerofocato che sovente era apparso nei Laugh-O-Grams ribattezzato col nome di Julius the Cat divenne il comprimario (anzi il vero co-protagonista delle Alice Comedies) l'eroe che spesso e volentieri salvava la bambina umana dai vari pericoli che si trovava a dover affrontare.
Disney che evidentemente, pur affezionato al personaggio,  non doveva amar troppo la situazione una volta conclusa la serie npon riprese quasi più Julius optando per lo sviluppo di altre figure che, forse, sentiva più sue.
In questo fu quasi obbligato anche dalle azioni della Winkler e di Mintz, ma di questo ne parleremo probabilmente l'anno prossimo.
Per adesso con l'ultima parte di questo post in onda tra pochi giorni affronteremo alcune questioni dedicate a Paperino, ai suoi primi anni, ad alcuni dei suoi comprimari scomparsi ....con qualche sorpresa di Natura ...beh, Romantica.
Già, anche Paperino ha il suo passato.
 (Continua...)

Copyright & Diritti delle immagini: Disney\Panini Comics (A parte Alice Comedies i cui diritti dovrebbero essere liberi, se mi sono sbagliato contattatemi pure che correggerò ed aggiungerò info ben volentieri)

ALCUNE  FONTI:

-Per info sul Laugh-O-Gram-Studio
In lingua Inglese:

LAUGH-O-GRAM_FILMS

DISNEY WIKI

 -Per Ub Iwerks:

DIGITAL MEDIA FX

-In generale:
Link in italiano:

I.N.D.U.C.K.S.

Link in Inglese:

LAMBIEK COMICLOPEDIA.

TVTROPES. 

DISNEY FILM PROJECT

-Per Zio Mortimer

TOPOLINO.IT

-Per Marcus Mouse \Tognone

PAPERPEDIA

WIKIPEDIA.

I.N.D.U.C.K.S

-Per Bootleg Pete (Pietro Gambadilegno in "Alice solved the Puzzles)

DISNEY FILM PROJECT

-Per Mrs. Mouse

PAPERPEDIA.

Alti link nella seconda parte del post.

GLI ALTRI FILM RITROVATI DI WALT DISNEY.



Alcuni giorni fa ho parlato (QUI)  di una delle produzioni del Walt Disney pre-invenzione di Topolino, un cartoon intitolato Little Red Riding Hood, il primo mai realizzato da Walt, a lungo considerato perduto e poi ritrovato fortuitamente da un collezionista dall'occhio lungo ma inconsapevole.
Oggi ritorno sull'argomento parlando brevemente di alcune delle altre produzioni perse e ritrovate degli inizi del disegnatore ed imprenditore dello spettacolo più famoso del mondo.

 Nei suoi anni a Kansas City, l'artista realizzò diversi cortometraggi, una buona parte considerati perduti immediatamente dopo il fallimento del Laugh-O-Gram, il suo primo studio.
Tra questi c'erano una buona parte dei filmati della serie omonima (che riadattava fiabe famose in maniera ben poco fedele alle trame classiche) ribattezzata per l'appunto dei Laugh-O-Grams 
E qui sorgono i primi problemi.
Tanto per cominciare gli esperti ed i collezionisti non riuscivano nemmeno ad accordarsi sul numero dei cartoon presenti nella serie, se si trattava di Sei o di Sette pellicole, tutte comunque realizzate nel 1922.
Solo di tre di loro si era abbastanza certi
I motivi?

CAPPUCCETTO ROSSO (1922) . Il Film Ritrovato di Walt Disney .

Ci sono Storie che cominciano da lontano, ci sono Storie che non si concludono mai del tutto, così come ce ne sono altre che prima di arrivare alla loro naturale conclusione compiono ed affrontano immensi stravolgimenti del loro percorso.
E poi ci sono altre Storie che contengono al loro interno un misto di tutti questi elementi.
Di norma sono le Storie più interessanti da narrare.
Ma anche le più misconosciute.

1919.
Cento anni fa.
Due ragazzi entrambi appena diciassettenni, entrambi col sogno di diventare animatori cinematografici, si incontrano in uno Studio pubblicitario di Kansas City.
Si trovano subito reciprocamente simpatici.
Il lavoro non durerà a lungo ma è quanto basta perché si possa cementificare un'amicizia che produrrà molti e duraturi frutti.
Ma questo i due ragazzi ancora non lo sanno.

Il primo dei due risponde al nome di Ub Iwerks, l'altro è un certo Walt Disney.
Accadono parecchie cose: sia Disney che Iwerks perdono e trovano diversi lavori però rimangono in contatto tra loro, ognuno dei due aiuterà l'altro a trovare nuovi mezzi per sbarcare il lunario e se in futuro sopratutto il secondo troverà più di un motivo di rinfacciare all'altro alcune scelte, per adesso a parlare è l'amicizia e la reciproca fiducia.

INTERVISTA CON DAVIDE PULICI. -Della Rivista "Nocturno Cinema"!

NOCTURNIA INTERVISTA NOCTURNO

L'ospite di oggi è Davide Pulici  (1964), critico cinematografico e autore di numerosi saggi dedicati al grande schermo. Assieme a Manlio Gomarasca è tra i fondatori della splendida rivista "Nocturno Cinema", all'interno della quale attualmente ricopre il ruolo di vice-caporedattore. L'occasione è ghiotta per un blog come Nocturnia che si occupa spesso anche di cinema di genere per avviare una informale (e speriamo piacevole) chiacchierata sul Cinema,sulla passione e sulle scelte di una vita vissuta sempre con estrema sincerità. Ringrazio Davide per la sua gentilezza e per la sua disponibilità (ed anche della pazienza che ha avuto con il sottoscritto) e lunga vita sia a Nocturnia che a Nocturno!

Nick: Benvenuto Davide, è un piacere averti ospite di Nocturnia. Se sei d'accordo vorrei dividere l'intervista in due versanti diversi:vorrei partire con il Davide Pulici appassionato e poi continuare parlando di quella grande rivista che corrisponde al nome di "Nocturno Cinema". Cominciamo con l' appassionato. Mi piacerebbe sapere quando è nata in te l' amore per la cinematografia e cosa ti ha avvicinato in particolare al cinema bis (espressione che peraltro voi di Nocturno avete creato e contribuito a diffondere)?

FILM PERDUTI, IL CASO "DRAKULA HALA'LA" (1921)

Se si dovesse attribuire una forma riconoscibile alla storia del Cinema, questa potrebbe essere quella di una creatura a più teste. Ogni tanto salta fuori una nuova estremità, ogni tanto si scopre una nuova sconosciuta "terra incognita".
Questo vale principalmente per le cinematografie ritenute-a torto- minori, per quei territori quasi mitologici dei primi decenni di vita del medium Cinema.

Le vicende da narrare sono molte, diversissime e spesso si incrociano tra loro.
Nel 1922 nella Germania uscita a stento da quell'operazione di grande macelleria mobile che fu la Prima Guerra Mondiale, il regista Friedrich Wilhelm Murnau decide di realizzare il suo nuovo film praticamente plagiando il romanzo Dracula del romanziere irlandese Bram Stoker.
Il film che ne viene fuori s'intitola Nosferatu, eine Symphonie des Grauens ( Nosferatu, il Vampiro) e si dimostra un perfetto testimone dei fantasmi che in quel periodo si aggirano per l'Europa, non solo quelli simbolici ma anche quelli più materiali della fame e dell'odio e delle pulsioni che agitano la terra tedesca.
Ma non solo.
Nascono molte dicerie sul film Nosferatu, vengono create decine di leggende in merito.
Parte le abbiamo narrate QUI.
Eppure il Nosferatu di Murnau non fu la prima pellicola ad essersi ispirata alla figura del vampiro Dracula.
Ci fu qualcuno che arrivò prima.
E di cui poi dopo poco se ne sarebbero perse quasi tutte le tracce.
Questa storia comincia in Ungheria.

IL FILE DEI FILM PERDUTI: IL DOSSIER

Quando alcuni anni fa ho scritto il post dedicato al film London After Midnight, una pellicola interpretata da Lon Chaney Sr. -e ormai assunta all'aura del mito per tutta una serie di motivi ma principalmente per il fatto che sono andate smarrite o distrutte tutte le copie disponibili- non immaginavo certo che avrei continuato a scrivere altri articoli sullo stesso argomento, né che la rubrica dei film perduti sarebbe diventata uno degli appuntamenti più apprezzati dai lettori.


Lon Chaney Sr. in London after Midnight (1927)
Ormai ho realizzato un certo numero di post, credo che sia arrivato il momento, per comodità mia ma anche vostra, di raccogliere quanto stato fatto in un'unica pagina.
Un nuovo Dossier Nocturno.
Stavolta il discrimine utilizzato come criterio di catalogazione è quello temporale, l'analisi avviene classificando le pellicole per decenni.
Dalle origini del Cinema fino ai giorni nostri.
Naturalmente si parlerà solo di film horror, science fiction e fantasy ed anche di cartoon (come il Cappuccetto Rosso del 1922 -di cui parlerò presto- creato da un giovanissimo Walt Disney prima che creasse Topolino e diventasse famoso)
Film perduti, ma anche film ritrovati in tutto o in parte per un dossier che, come tutti i Dossier Nocturni, è da considerarsi come non completo ma in itinere, cioè perennemente in aggiornamento (almeno finché esisterà Nocturnia)

I FILM RITROVATI: GLI ANNI DIECI DEL XX° SECOLO

Questo post rappresenta l'ideale seguito di quest'altro.
Piano piano mi auguro di riuscire a costituire una lista -anche se non del tutto completa su quanto è stato perso (e quanto è stato ritrovato) riguardo ai film horror, fantasy e di fantascienza, e magari anche riguardo i cartoon durante la centenaria storia del Cinema.


Charles T. Ogle è il primo mostro in Frankenstein (1910)

Il tag completo con tutti i post relativi lo trovate alla voce Il File dei Film Perduti
In alcuni casi questo spazio, non oso ancora chiamarlo rubrica, è stato usato e lo sarà ancora per parlare di produzioni televisive come episodi di serie tv o sceneggiati andati distrutti.

Oggi si parla di Lost and found ossia di un paio di pellicole a lungo considerate perdute, scomparse,distrutte e poi ritrovate.

SERIE CLASSICHE: GLI EPISODI RITROVATI.

Da sempre un posto fondamentale dell'immaginario è costituito dalle serie televisive, in particolare per la mia generazione, quella dei quasi cinquantenni (1), buona parte di questo immaginario è stato formato da serie di provenienza britannica.
Certamente non sono state le uniche basi della nostra formazione al fantastico, però è indubbio che senza l'avvento e la fruizione di quegli shows oggi staremmo a raccontarci una realtà molto diversa, spesso si trattava del primo approccio nei confronti di una dimensione che era al contempo, certamente avventurosa, ma anche sofisticata ed intelligente, praticamente un primo stimolo per la fantasia.

Patrick Troughton
Il secondo Doctor Who (1966-1969)
quello di cui sono andati perduti il
maggior numero di episodi.

Però non sempre le reti televisive in passato hanno dimostrato di rispettare quelle serie come le rispettava il pubblico al quale erano dirette. Questo vale sia per le reti produttrici sia per le reti che si limitavano a trasmettere il prodotto finale (spesso ma non sempre le due categorie si sovrappongono)
Spesso e volentieri le produzioni del passato sono andate perdute o distrutte in tutto o in parte,a volte singoli episodi altre volte è stata coinvolto tutto il materiale girato.
A volte si è trattato di scelte volute da parte dei vertici delle emittenti (per liberare spazio in magazzino o per distruggere una produzione ritenuta secondaria). Altre volte si è trattata si semplice (e per questo ancora peggiore) incuria.

I FILM PERDUTI: GLI ANNI DIECI DEL XX° SECOLO.

Se pure fossero ancora disponibili, difficilmente queste pellicole sarebbero programmate su Iris o su RaiMovie, forse ci avrebbero provato quelli di Fuori Orario se solo ne avessero avuto la possibilità.
Se ne avessero avuto la possibilità.
Già,  perché la maggior parte di queste pellicole non esistono più.

Da sempre la Storia del Cinema è costellata di pellicole scomparse o andate distrutte in tutto o in parte.
A volte alcune tra queste pellicole vengono anche ritrovate.
In tutto o in parte.


L'attrice del Cinema Muto Phyllis Gordon
Ci credereste che questa paciosa e florida
signorina ha interpretato il primo spaventoso
"Lupo Mannaro" della storia del Cinema?

Più spesso però rimangono perdute, mere archeologiche testimonianze degli anni che furono.
Dopo una lunga latitanza riprendiamo a parlare de Il File dei Film Perduti.
E lo facciamo "quasi" dalle origini.
Ecco a voi alcune pellicole ( horror e science fiction) realizzate nel secondo decennio del XX secolo, quando il Cinema era giovane e quando gli attori venivano considerati quasi alla stregua di nuove divinità.
Divinità che- come vedremo -spesso cadevano miseramente nella polvere.
Ecco, alcuni film scomparsi dell'epopea del Muto, solo uno di questi è stato -al momento- recuperato.
Gli altri aspettano ancora il loro personale Howard Carter.
Andiamo ad incominciare.

SETTE PASSI VERSO SATANA (1929) : IL FILM PARZIALMENTE PERDUTO

Alcune settimane fa avevo raccontato la vicenda umana e mortale di Thelma Todd, un' attrice molto attiva negli anni '20 s e '30 s , oggi torno a parlarne, perché tra i film da lei interpretati  ce n'è almeno uno che può interessare i lettori di Nocturnia.
Per più di un motivo.
Tanto per cominciare si tratta di un film - della durata di sessanta minuti in tutto - squisitamente horror, l'adattamento cinematografico dell'omonimo romanzo scritto nel 1927, dal giornalista e scrittore Abraham Merritt, uno dei maggiori autori dell'epoca.
Figura interessante quella di Merritt, di cui prima o poi parleremo:  i suoi romanzi ricchi di spunti fantasy e del terrore, traboccanti di riferimenti a civiltà perdute, Merritt si differenziava da molti dei suoi colleghi dell'era dei pulp magazines per la sua prosa ricercata e per l'attenzione maniacale nei confronti di tutti gli aspetti della trama, perfino di quelli più marginali.
Però Abraham Merritt non era per nulla uno scrittore prolifico, per lui la scrittura era solo una forma di svago, un hobby divertente che gli permetteva di rilassarsi dalla sua vera attività, quella di direttore di The American Weekly, una delle maggiori testate giornalistiche dell'epoca.
Un'attività stressante ma ben pagata, al punto che Abraham Grace Merritt fu uno dei giornalisti più pagati e ricchi della sua epoca.

IL BATMAN DI ANDY WARHOL: STORIA DI UN FILM PERSO E (PARZIALMENTE ) RITROVATO.

Nocturnia, si prende il week end lungo per esigenze familiari, mettiamola così: quest'anno non ho voglia di far niente. Ci rivediamo mercoledì.
Nel frattempo: buona lettura e buon fine settimana.

Film perduti, film ritrovati.
Pellicole scomparse per sempre e lungometraggi riapparsi improvvisamente dalla polvere di vecchi armadi o forzieri.
Andy Warhol dietro la macchina da presa.

Ne abbiamo parlato spesso in passato (infatti gli articoli precedenti della serie li potete trovare QUI.)
Eppure rimane ancora molto da dire, specie per alcune produzioni di confine, difficilmente inquadrabili.
Produzioni di nicchia che definiamo "artistiche" solo perché probabilmente non conosciamo altro modo per definirle.
Tuttavia ci sono state anche loro, specie in periodi come gli anni '60s, quando tutto sembrava possibile, specie quando "l'arte" s'intersecava con generi quali l'horror e i comics.
Eccone un esempio.

- BATMAN DRACULA   Anno: 1964    Origine : USA    


E' un oggetto molto strano questo Batman Dracula, tanto per cominciare non è nemmeno un vero e proprio film e non è stato pensato per essere proiettato al Cinema.
Però nondimeno la sua storia è legata a doppio filo alla storia della settima arte.
Ed è anche una delle pellicole più misteriose, una delle più bizzarre, una delle meno viste.
Cominciamo però a svelare qualche arcano.
Tanto per cominciare,il film è conosciuto anche come il Batman ( o il Dracula ) di Andy Warhol.
E questo dà vita a gran parte del mito.
Grande appassionato di fumetti l'artista realizzò infatti diverse scene come sorta di omaggio al supereroe fungendo sia da regista che da produttore.
Warhol non ebbe mai l'autorizzazione da parte della DC Comics e fece proiettare il film solo in occasione delle sue mostre o all'interno della sua factory.

Chi all'epoca ebbe modo di vedere la pellicola lo descrive come un film sperimentale, molto underground,  una folle cavalcata senza senso e quasi senza fine, ma anche un pellicola che preannunciava   i toni camp che un paio di anni dopo avrebbe seguito la serie televisiva con Adam West e Burt Ward
Si è sempre saputo poco della(scarsa) trama, non si sapeva nemmeno se fosse mai stato realmente terminato. Si conoscevano solo pochi elementi come la durata (circa 120 minuti), il particolare che fosse in b\n edil fatto che fosse stato girato tra i tetti di New York  e le spiagge di Long Island. Così come si conoscevano i nomi degli interpreti coinvolti, quasi tutti artisti o gente del "giro" dello stesso Warhol


Tanto per dirne uno, i ruoli di Batman ed anche quello di Dracula (che, praticamente vennero fusi tra loro) furono affidati a Jack Smith, uno dei pionieri dell'underground.
Le immagini non circolarono a lungo e dopo poco il montato venne considerato come "un film perduto".
Molti vociferavano che almeno una gran parte del girato fosse nella mani dello stesso Smith, che purtroppo era famoso per non parlare mai troppo dei suoi lavori, restio com'era a pubblicizzare perfino le proprie foto.
Le ultime residue speranze andarono deluse nel momento della morte di Smith avvenuta nel 1989.
Però poi qualcosa avvenne, anche se si dovettero aspettare ancora molti anni.

Fu infatti nel 2006 quando Mary Jordan, un'altra artista decise di realizzare un documentario sulla vita di Jack Smith lavorando sia su interviste che su immagini dei suoi lavori, molte prese dagli archivi privati del regista.
Il risultato fu un' opera intitolata Jack Smith and the Destruction of Atlantis
E venne proiettata in anteprima nello stesso anno al Festival di Tribeca.

Jack Smith.

Per la sorpresa di molti  il documentario conteneva molte scene del Batman di Andy Warhol.
Il finale della ricerca non è ancora stato scritto, la ricerca di tutto il girato non può dirsi conclusa, anche perché in tutti i casi di ricerca di opere d'arte il cammino non è mai lineare, così come non sono mai attuate da una persona sola.
Così come nascono anche percorsi paralleli, se provate  a cercare notizie di questa pellicola in rete troverete poche immagini sgranate e sovraesposte, spesso accompagnate dalla musica dei Velvet Underground Immagini che non fanno altro che aumentare la confusione sul film.
Singolare destino anche quello dei film su Batman realizzati negli anni Sessanta, dopo il perduto film filippino di cui abbiamo parlato in una delle puntate precedenti è quantomeno strano il ritrovarsi di fronte ad un altra pellicola nata negli stessi anni e con una base, quale l'incontro \ scontro tra Batman e Dracula, apparentemente simile.
Si vede che la cosa faceva parte della zeitgeist, del clima culturale  del periodo.
Un clima che abbiamo sempre mitizzato, ma che forse non siamo mai riusciti a capire fino in fondo.

CRISTIANA ASTORI: L' INTERVISTA COMPLETA!

Benvenuti!
Oggi vi propongo l'intervista completa con la scrittrice Cristiana Astori.
Ringrazio Cristiana per la gentilezza con cui si è prestata alle mie domande ed anche per la simpatia dimostrata. Nonché per la pazienza dimostrata nell'attesa che l'intervista fosse da me postata.
Ringrazio ancora il BloggerSenzaBlog  Marco Lazzara che ha reso possibile l'intervista, mentre a quelli tra voi che volessero approfondire la conoscenza, QUI trovate la mia scheda sulla scrittrice.
Buona lettura!

Nick: Ciao Cristiana, Benvenuta su Nocturnia! Come prima domanda ti chiedo di parlarci dei tuoi inizi e del momento in cui hai deciso di diventare una scrittrice.

Cristiana Astori: Ciao Nick, e grazie per l'invito! I primi momenti in cui ho cominciato a scrivere risalgono alle elementari: abitavo di fronte a un cinema e mi divertivo a inventare storie prendendo spunto dalle locandine dei film horror vietati ai 14 che esponevano fuori. Mi ispiravano pure le gite di classe: ricordo una volta che ci avevano portati al Museo egizio e obbligati a scrivere una relazione sulla visita: io l'avevo svolta con precisione, ma alla fine avevo inventato di esser rimasta chiusa nel museo al buio ed essere inseguita da una mummia. L'insegnante si era preoccupata, temendo che mi fossi spaventata durante la visita, in realtà mi ero divertita molto, soprattutto a raccontarlo. Riguardo al momento in cui ho deciso di diventare scrittrice, lo ricordo bene: avevo sedici anni e, appena finito di leggere It di King, avevo esclamato: “Io da grande voglio scrivere roba così!”

IL MOSTRO DI FRANKENSTEIN : IL FILM PERDUTO ITALIANO DEGLI ANNI VENTI!

C'è stata un epoca in cui il Cinema era fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Per lungo tempo, specialmente nei suo decenni iniziali l'ambiente della "Settima Arte" è stata appannaggio di persone che non pensavano certo di lavorare per il futuro, non credevano di fare arte, ma se è per questo nemmeno pensavano a creare grandi blockbuster  (anzi, il termine non esisteva nemmeno ) commerciali. Erano persone che semplicemente lavoravano per il momento, per l'attimo.
Definiteli come preferite: cialtroni, pionieri, sognatori, affaristi senza scrupoli, dilettanti, precursori....
Probabilmente coloro che hanno lavorato nel Cinema degli esordi sono stati un misto di tutte queste cose ed altro ancora, quello che è certo è che hanno costituito l'ossatura di quello che sarebbe venuto  poi.

Di quei primi anni è più quello che si è perduto rispetto a quanto è rimasto, spesso non c'era nemmeno la propensione a conservare quello che si creava.
Non serve ricordare i motivi per cui tanti film non sono arrivati fino a noi, tutto è stato spiegato ne
Il File dei Film Perduti  in questo caso quello che è importante è ricordare alcuni film  che sono considerati perduti per sempre.
Per quanto  riguarda il decennio degli anni 20s abbiamo già parlato, ad esempio de Il Fantasma del Castello, ma infinite sono le pellicole disperse, eccone un' altra.
Ci sarà qualche sorpresa.

CAPTAIN VIDEO: LA SERIE DIMENTICATA!


Nei mesi scorsi nel tag: Il File dei Film Perduti  ho affrontato una piccola disanima di alcuni film scomparsi, anche di film ritrovati, in futuro potrei anche affrontare il discorso di qualche film considerato maledetto, adesso con il presente articolo (e con il suo seguito ) sposto leggermente il campo d'intervento.
La Televisione.
Già, perché a partire dagli anni 40s, nei primi decenni di vita delle reti televisive, un pò in tutto il mondo molti tra i primi programmi, comprese serie televisive e sceneggiati andarono perduti.
I motivi sono i più vari: perdita o distruzione delle registrazioni originali, riciclo dei supporti con nuove registrazioni, serie recitate dal vivo, fallimento del Network che trasmetteva i programmi, scelte dirigenziali.
Insomma, come per le pellicole cinematografiche i motivi possono essere molteplici, quello che non cambia è il risultato finale.
Se vorrete, ogni tanto potrò scrivere un breve e parziale elenco di alcune produzioni televisive horror o di fantascienza andate perdute in tutto o in parte.
Intanto, ecco un anticipo dedicato ad una serie dimenticata e perduta.

I FILM RITROVATI DEGLI ANNI TRENTA- Conclusione !

Sono un po in ritardo con la traduzione del'intervista con Zienia Merton, purtroppo ho un po di problemucci di tempo, mi auguro comunque di riuscire a combinare tutto per questa settimana. 
Nel frattempo continuiamo con la programmazione solita.

Finora abbiamo limitato la nostra analisi al solo territorio americano, ma  negli anni 30s anche nel resto del mondo si verificarono casi eclatanti di film prodotti e poi dimenticati
In particolare ci fu un episodio in Inghilterra.

THE GHOUL    Anno: 1933    Origine:  UK



Nel 1933 il britannico William Henry Pratt era ormai un attore famoso.
O meglio, era famoso lo pseudonimo che utilizzava quando lavorava.
Perché in realtà William Henry Pratt era il vero nome di Bor.is Karloff.
Però la fama di Boris Karloff era dovuta quasi esclusivamente al suo lavoro nei film del Macabro.
E quasi tutti i suoi film di maggior successo erano stati girati negli States.

Proprio per questo l'attore cercò di diversificare, almeno in parte, la sua attività;  per quanto riguardava il genere non c'era niente da fare: per anni, anzi per decenni a Karloff sarebbero stati proposti solo ruoli in film horror o al massimo in qualche giallo investigativo.


Però l'attore cercò di lavorare quanto più possibile anche in patria; almeno questo, in cuor suo sapeva di poterlo fare.

I FILM RITROVATI: GLI ANNI TRENTA ! - Seconda Parte.

STORIA DI STATUE E DI SCANDALI.
La prima parte è uscita QUI.
Col passare del tempo, il numero dei ritrovamenti aumentò proporzionalmente, in particolare a cavallo degli anni 70s, sembrò che dovessero essere risolti la maggior parte dei misteri legati al mondo del Cinema, che dovessero essere riempite tutte le caselle mancanti alla voce Film Perduti degli anni 30.
In particolare si verificarono un paio di casi particolarmente eclatanti, eccone uno:

- LA MASCHERA DI CERA  ( MYSTERY OF THE WAX MUSEUM ) Anno: 1933   Origine: USA



A quanto pare la povera Fay Wray  non era molto fortunata nella scelta dei copioni.
Ancora una volta avrebbe recitato in una pellicola che sarebbe scomparsa per decenni.
Ancora una volta poi si sarebbe tratato di un film seminale nella storia del' horror mondiale con decine, se non centinaia di adattamenti o di remakes girati in ogni parte del mondo anche in anni più recenti.
Il problema è che proprio la versione originale, cioè quella di cui parleremo adesso, venne data per scomparsa almeno fino al 1978.

La trama de La Maschera di Cera è piuttosto nota: Ivan Igor (avete notato come il nome del cattivo nella maggior parte dei film statunitensi degli anni 30s, ma non solo, abbia sempre delle assonanze russe o quantomeno slave?) è  uno scultore reso invalido da un incendio, però continua a realizzare somigliantissime  statue di cera dalle sembianze perfette.
Igor però nasconde un macabro segreto:  le sue creazioni sono ottenute coi corpi di veri esseri umani. Una giornalista comincia ad investigare senza accorgersi che rischia di diventare lei stessa la nuova vittima di Igor.

Ad interpretare la giornalista c'era proprio la Wray, probabilmente una delle primissime Scream Queen della Storia, mentre il bravo caratterista Lionel Atwill indossò con garbo i non facili panni del folle Ivan Igor. Atwill ( 1885- 1946) era un attore britannico di gran talento che compariva spesso nei film gotici (era apparso anche ne Il Figlio di Frankenstein ) ma la cui carriera qualche anno dopo sarebbe stata distrutta da uno scandalo di natura sessuale. Inoltre a dirigere il film fu chiamato Michael Curtiz uno dei registi più leggendari di Hollywood che creò un gran prodotto.
La Maschera di Cera ottenne un discreto successo e per un breve periodo venne distribuito e proiettato senza problemi. Poco alla volta tutte le copie esistenti vennero ritirate dalla circolazione, qualcuno ordinò di farle sparire perfino dagli archivi e non fu più possibile per nessuno poter visionare il film.



Come si è detto, le cose cambiarono solo nel 1978 alla morte di Jack L. Warner.
Già, ma chi era Jack L.Warner?
Jack L.Warner era uno degli uomini più potenti di Hollywood. 
Assieme ai suoi tre fratelli nel 1918 aveva creato la casa di produzione Warner Bros. di cui era stato fino alla morte l'influente presidente, tra le altre cose era stato anche uno dei padri del' Academy Award (eh già, il famoso "Oscar"!) Insomma, Jack L. Warner era uno dei padroni di Los Angeles.
Immaginate la sorpresa dei suoi esecutori testamentari quando dalla camera blindata personale di Warner videro rispuntare fuori copie intonse di diversi film di cui si erano perse le tracce da decenni.

Tra queste c'era anche La Maschera di Cera.
Che Warner avesse agito così spinto dalla passione per il Cinema oppure per eliminare dalla circolazione alcuni film considerati ormai pericolosi, ad oggi non è ancora dato saperlo.
Un abitudine molto diffusa ad Hollywood  era infatti quella di acquisire e poi nascondere o distruggere tutte le copie di film di cui desiderava realizzare prima o poi un remake, poteva trattarsi quindi di film stranieri o anche di produzioni di qualche Studios concorrente. Oppure semplicemente poteva trattarsi di pellicole in cui erano stati coinvolti attori o registi in seguito allontanati dalla comunità  Hollywoodiana  a causa d qualche scandalo o perché accusati di essere comunisti.
In questo caso, però possiamo solo ipotizzare.
Magari Jack Warner era semplicemente un collezionista.
Casi del genere però avvenivano un po in tutto il mondo, un altro film horror, un altro caso importante di scomparsa e di ritrovamento sarebbe avvenuto nello stesso 1933, stavolta però dal' altro lato del' Oceano.
In Inghilterra.
Ma di questo parleremo tra breve .
(Continua e finisce col prossimo post...)

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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