LO STRANO CASO DEL MOSTRO DI PIAZZA SAVOIA. - Seconda Parte.

 La prima parte è uscita QUI

Attenzione: immagini e contenuti di questo post potrebbero offendere la sensibilità di alcuni lettori.

 " Che cos'è la verità?"

Il Vangelo secondo Giovanni

" La calunnia non può distruggere l'uomo onesto, perché passata l'inondazione la pietra riappare sempre".

Proverbio Cinese.  

Il 13 di gennaio del 1902 la città di Torino si risveglia avvolta in un clima di paranoia, la scomparsa della piccola Veronica Zucca si diffonde con una rapidità inconsueta. La città immensa già di suo vive, ma ancora con una mentalità da provincia estrema vive con partecipazione e curiosità, anche con un pizzico di morbosità, la notizia. Dopotutto la sparizione di una bambina di cinque anni fa notizia.

Si diffondono sin da subito le voci più diverse, alcuni cittadini sostengono di aver visto dei nomadi aggirarsi nelle vicinanze di Via della Consolata, altri se ne escono fuori con pettegolezzi più luciferini: la bambini, e chi lo sostiene ne è sicuro,sarebbe stata avvicinata e portata via da una creatura con fattezze almeno parzialmente da caprone.

Un simbolo sulfureo, ma del resto, a sentire molti (ma non l'umile narratore di questa triste storia nera) lo zolfo sarebbe di casa a Torino.

 Una cosa però va detta con sicurezza, le ricerche cominciano immediatamente, le forze dell'ordine del tempo si muovono con celerità.

Anche perché tra tutte le accuse ne arriva anche una leggermente più credibile delle altre.

TORINO NERA: LO STRANO CASO DEL MOSTRO DI PIAZZA SAVOIA. - Prima Parte

 Attenzione: alcune immagini e alcuni contenuti di questo post potrebbero urtare la sensibilità dei lettori!

" Il fascino dell’ignoto domina tutto."
Omero.

  "Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è una mortificazione dell’intelligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verità."
Antoine de Saint-Exupery.

Questo mondo non è mai stato un posto completamente sicuro.

Non è qualcosa che nasce adesso, non c'entra niente la modernità, non c'entrano niente le  ragioni dell'evoluzione. Non è colpa del progresso che ha portato ulteriori preoccupazioni. 

Ci piacerebbe poter credere in una passata età dell'oro, in un periodo in cui tutto era più semplice, dove il Male non esisteva.

Idea rinfrancante di sicuro, consolante forse.

Ma inesatta.

Perchè un' epoca del genere non è mai esistita.

 E arriva un momento, arriva per tutti, nel quale questo semplice concetto ci diviene improvvisamente ma drammaticamente chiaro. Nella vita di ciascuno di noi giunge un istante, avviene un evento che ci trasporta dalla fase dell'innocenza a quella della consapevolezza.

La consapevolezza  che le cose cattive semplicemente avvengono, anche alle persone che non ne hanno nessuna colpa. A volte in maniera progressiva, un poco alla volta, evento dopo evento, ma in alcune circostanze è come se arrivasse una rivelazione improvvisa, una "epifania" come l'avrebbero definita gli antichi greci.

Questa è la Storia di quando una intera città  andò incontro alla sua "epifania" delle Tenebre.

Ma attenzione, questa non è una favola, anche se- credetemi- l'Orco purtroppo non manca.

TORINO, LA CITTA'.

Torino, 1902.

Ogni città ha una sua anima. Un'anima che la differenza, la distingue dalle altre, che ne determiina la caratteristiche.

L'anima di Torino è stata ridefinita più volte, ha vissuto i suoi momenti di sospensione quasi come se si fosse lasciata trasportare dagli eventi piuttosto che viverli. Uno strato patrizio e nobiliare perso in un eterno confronto con una incombente marea popolare. Una città che ha vissuto, come tutte le altre, le sue vittorieed i suoi momenti  accompagnate da grandi drammi.

Nonché la sua dose di rimpianti.

I PREMI DELLA FANTASCIENZA AMERICANA (E NON SOLO) - Terza Parte.

Per rievocare quanto già detto sull'argomento, ecco i miei  precedenti post: (QUI e QUI  QUI)

 Dopo un ennesimo iato riprendo un argomento che mi sta molto a cuore, una guida anzi un elenco non ragionato e per niente conclusivo (la materia non è vasta, di più) dei premi e dei riconoscimenti che animano (secondo alcuni peggiorano, secondo altri arricchiscono) il mondo della fantascienza americana. Come per molte altre cose gli americani sono fantastici nella loro specificità e settorialità, non esiste genere o sottogenere della narrativa di fantascienza che non sia stato dotato di un suo riconoscimento, una precisione ed attenzione che, a volte, ha del miracoloso. Dall'ucronia all'ecofemminismo, dal premio per i debuttanti fino al miglior romanzo pubblicato direttamente in volume c'è solo l'imbarazzo della scelta ovviamente come ho detto nel corso delle puntate precedenti, alcuni riconoscimenti sono più rappresentativi di altri, così come alcuni sono ( non sempre meritatatamente) considerati come quelli più importanti e prestigiosi ( lo Hugo di cui parlerò nelle prossime puntate, il Nebula di cui parlerò oggi ed il Locus affrontato nel precedente intervento sono probabilmente i più conosciuti, quelli per capirci, considerati come l'Oscar per il Cinema- i primi due sicuramente!)

Accade in italia # 82- le Segnalazioni di Inizio primavera.

 Nelle scorse settimane sono stato ancora parecchio assente, i motivi li spiegherò presto. Adesso i motivi della mia distrazione dovrebbero ( almeno me lo auguro) essersi risolti,  l'unica cosa che anticipo oggi è che sono stato impegnato anche nella stesura di alcuni articoli per un paio di riviste, ma per il momento non svelo nulla di più. Oggi riprendo le mie attività (blogghistiche, ( bloggatorie? blogghereccie?). Comincio con un piccolo post con alcune segnalazioni, la settimana prossima ne uscirà anche un altro dedicato esclusivamente o quasi ad una certa manifestazione, mentre questa settimana dovrebbero uscire altri post che ricominciano ad affrontare alcuni discorsi lasciati in sospeso. Tornerò ovviamente anche a visitare i siti di ognuno di voi. Nel frattempo, buona lettura a tutti voi.

LIBRI

 1) "SEX AND HORROR: THE ART OF EMANUELE TAGLIETTI", BY KORERO PRESS

Di Emanuele Taglietti ho già parlato QUI, è uno dei maestri dell'illustrazione italiana, con molto piacere vi ripropongo in maniera più approfondita questo bel volume uscito all'estero a cura dell'editore britannico Korero Press che raccoglie molte delle copertine realizzate dall'artista nel corso della sua carriera.

Autore : Emanuele Taglietti / Editore Korero Press/ Prezzo £ 22.99 / Pagine 160/ Introduzione di Mark Alfrey/ Uscita in Inghilterra : 2015/ISBN-13:9780957664944

 Vi riposto il link del volume, andate a dare un'occhiata alle splendide illustrazioni, ne vale la pena: QUI.

2)  "LA NOTTE DELLA STRIGE" DI GIOVANNI ASCOLANI, BY DELOS DIGITAL.

 

 Sinossi:

Un uomo, vittima di paralisi notturne, riprende conoscenza in un pronto soccorso. Non ricorda nulla di ciò che è successo quella notte. È ossessionato dall’immagine di una donna dagli occhi dorati. Non sa chi sia, né se appartenga alla realtà onirica. È l’inizio di un incubo senza fine…

 l'Autore.

Giovanni Ascolani è nato a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, nel 1989. Sin da piccolo si appassiona a libri, film e serie tv di fantascienza, horror e fantasy. Il suo autore preferito è H.P. Lovecraft.

Ha iniziato a scrivere nel 2018. Il suo primo racconto Psicosi è stato selezionato nell’antologia Racconti horror – Volume I della Historica Edizioni.

Nel 2019 i racconti Vudù, La Sindrome di Ekbom e Il Krampus vengono inseriti rispettivamente nelle antologie Z di Zombie 2019, Halloween all’Italiana 2019 e Un Natale Horror 2019 curate da LetteraturaHorror.it. Nello stesso anno pubblica il racconto Il sabba nella raccolta I racconti della Masca – Volume II della Masca Servizi Editoriali.

Nel 2020 il racconto Il Viaggiatore viene pubblicato sulla rivista Dimensione Cosmica del Gruppo Editoriale Tabula Fati. Nel 2021 i racconti Incubi e Il culto cananeo appariranno rispettivamente sulle riviste Il Grimorio del Fantastico (Numero VII) e Dimensione Cosmica.

 Racconto lungo | pagg. 49 | 26/04/2022 | Edizione Digitale| Euro 1,99

3) " ULFHEDNAR STORES-SETTE STORIE DI LUPI" DI ALESSIO DEL DEBBIO, BY NPS EDIZIONI.


 Titolo: Ulfhednar Stories – Sette storie di lupi

Autore: Alessio Del Debbio

Editore: NPS Edizioni

Genere: Raccolta di racconti fantastici

Formato: cartaceo e digitale

Prezzo: 14 euro (cartaceo), 2,99 euro (digitale)

Pagine: 162

ISBN cartaceo: 978-88-31910-460

ISBN digitale: 978-88-31910-477

Copertina di Iacopo Donati.

Uscita: 10 maggio 2022 Sito NPS: https://www.npsedizioni.it/p/ulfhednar-stories/

 Link Amazon: https://www.amazon.it/Ulfhednar-Stories-Sette-storie-lupi-ebook/dp/B09Z9C1W8Y/

Quarta di copertina:

Italia, terra di santi, cacciatori e lupi.

Terra ospitale, accogliente, ma anche impaurita. Da ciò che non conosce. Da ciò che non comprende.

Nella sorte degli ulfhednar di Odino vive questo dualismo: sono uomini e lupi. Uomini ma anche lupi. Attirati dal mondo degli umani, ma invisi, cacciati, perseguitati dai Figli di Cardea. Sempre pronti a stringere i denti e lottare, sempre pronti a resistere. A mostrare alla vita chi sa azzannare più forte.

Il volume comprende sette racconti ambientati nella penisola italiana e lungo le coste del Mediterraneo, dal ‘400 ai giorni nostri. Sette storie autonome dedicate ai personaggi della saga “Ulfhednar War”: Il cavaliere (Alois), La bestia errante (Markus), Il libraio (Aristide), Il berserkr (Daniel), Il Messia (Raul), La valchiria (Marina). Gli esploratori (Ascanio).

 

«Tu… ti fidi di me?»

«Non dovrei? Ho forse sbagliato a salvarti dal giudizio divino?»

«Non è questo che intendevo. Ma ci conosciamo appena. Metteresti la tua vita nelle mie mani?»

L’altro parve considerare la domanda, finché un sorriso non gli si allargò sul volto.

«Questo significa vivere in branco, no? Fidarsi dei propri fratelli».

Biografia:

Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste e in antologie, cartacee e digitali. I suoi ultimi libri sono la saga fantasy contemporanea Ulfhednar War, composta da “La guerra dei lupi” e “I Figli di Cardea” (Edizioni Il Ciliegio), l’urban fantasy “Berserkr” (DZ Edizioni) e le antologie “L’ora del diavolo” e “Quando Betta filava” (NPS Edizioni).

Cura il blog “i mondi fantastici”, che sostiene la letteratura fantastica italiana. Presiede l’associazione culturale “Nati per scrivere”, che organizza eventi e incontri letterari con scrittori locali. Tiene laboratori e workshop di scrittura e lettura creativa e editoria, in giro per l’Italia.

Contatti:

Blog “I mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it

Pagina Facebook “I mondi fantastici –Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio

 

FUMETTI.

 A)" FUMO DI CHINA" # 317 



Il mensile "Fumo di China" n.317 di aprile 2022, disponibile nelle migliori edicole e fumetterie, segnalandovi anche la descrizione dei contenuti in forma più discorsiva qui sul nostro blog.

Oltre all'intervista con copertina inedita a Rachele Aragno,e un dossier sui nuovi orizzonti dal graphic novel al fumetto digitale,segnaliamo il consueto inserto Manga Giornale sui 40 anni di Nausicaa e i 50 anni di Lady Oscar, oltre a interviste esclusive, segnalazioni e recensioni a tutto campo.

E con questo ho concluso, stay tuned!

Buon Primo Maggio a Tutti \ Tutte!

 In queste ultime settimane sono stato più assente del solito, almeno rispetto alla media degli ultimi mesi.


 

In realtà sarei stato pronto a riprendere i vecchi ritmi però assieme ai soliti problemi logistici in questi ultimi periodi si sono aggiunte rogne burocratiche (che mi auguro di veder risolti entro la prossima settimana) ed una cosa bella, che svelerò a tempo debito. Insomma tempo ce ne è stato poco.

Aggiungiamoci che tra un paio di giorni compirò cinquantatre anni (eh si, proprio il Primo di Maggio) e la cosa, dal momento che non sono più un tenero virgulto ma sto entrando nella fase dell' "Usato Sicuro" per me è tempo di bilanci su alcune scelte di vita del recente passato ( niente di trascendentale, nessuna discussione sui massimi sistemi) solo voglia di pensare un poco a me e meno ai problemi quotidiani

Mi prendo alcuni giorni per festeggiare ed anche per riprendere un poco il fiato, ci rivediamo il tre o il quattro di maggio con nuovi post.

Nel frattempo trascorrete un grande Primo di maggio a tutti quanti voi!

"LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO" (1976)- Recensione .

 Attenzione il presente post potrebbe contenere immagini o contenuti che alcuni lettori potrebbero ritenere forti. Le immagini presenti appartengono agli aventi diritto e ai detentori dei copyright. Nel frattempo: BUON 25 APRILE A TUTTI!
 
PREMESSA:

La mia intenzione è ricordare il recentemente scomparso Gianni Cavina, un attore- per me- fenomenale ma non sempre apprezzato quanto avrebbe meritato, nella stessa maniera ho l'occasione di parlare di alcuni lavori davvero fondamentali per il Cinema tout court, quali quelli di Pupi Avati.

 

Bob Tonelli & Gianni Cavina ne "La casa dalle Finestre che Ridono"
 

 Nei primi anni di vita del blog prima di iniziare i miei post ripetevo spesso una premessa, ogni tanto - tipo oggi- mi piace ripescarla, dato l'argomento trattato: chi scrive non è un esperto della materia e non pretende di esserlo, quanto piuttosto un appassionato, quindi quelle che leggerete sono le mie opinioni legittime come le altre, opinabili quanto le altre. Non si tratta di vangelo ma delle sensazioni che il film ha generato in me in quanto spettatore ed appassionato, come tali vanno prese, mi auguro che- da appassionato ad appassionati facciano nascere in chi legge la voglia di vedere o rivedere il film e nel caso di far nascere in voi le vostre di sensazioni e di emozioni.Così come mi auguro di poterne parlare assieme, in questo spazio virtuale o davanti ad una bella birra fredda \ calice di vino\ tazza di caffè fumante fate vobis in base alle vostre preferenze. Niente arricchisce più il cuore e la mente quanto il parlare di cultura, perchè questo è per me: Cultura! Se siete interessati all'argomento vi consiglio di recuperare anche il precedente post. E quello di un paio di anni fa.

SINOSSI: 

 Stefano, un giovanissimo restauratore viene chiamato dal sindaco di un piccolo paese della provincia di Ferrara per occuparsi di un inquietante affresco che da tempo sta marcendo all'interno della locale chiesa.  L'opera in questione, "Il Martirio di San Sebastiano" risulta realizzata da un oscuro pittore locale, un certo Buono Legnani morto suicida, conosciuto anche come il "Pittore delle Agonie", per la sua ossessione nel voler ritrarre uomini e donne in punto di morte, e sul cui nome circolano diverse leggende una più sinistra dell'altra. Stefano affascinato dall'affresco si convince di avere a che fare con il lavoro di un grande artista, ma sembra essere il solo. Gli abitanti del posto sembrano vivere in un costante regime di paura e di omertà, perfino il parroco in più riprese mette in guardia Stefano dal lasciarsi troppo coinvolgere dalla vicenda. In passato Legnani aiutato dalle due sorelle pare essere stato coinvolto in più di un mistero e tante, troppe sono le persone scomparse nel nulla dopo aver incontrato il sinistro trio. Gli unici disposti a voler parlare dei fatti sono Francesca, una maestra anche lei appena arrivata in paese e con la quale Stefano intreccia una relazione, l'amico Antonio ed un bizzarro personaggio chiamato Coppola, proprio quest'ultimo, un nevrotico ed alcolizzato tassista si rivela essere in possesso di informazioni importanti sul passato .  I misteri si moltiplicano e quando Antonio muore improvvisamente dopo aver promesso a Stefano di portarlo a visitare una "Casa dalle Finestre che Ridono" che potrebbe cominciare a dare qualche risposta.la situazione precipita di colpo. Ben presto Stefano si trova precipitato in un vero e proprio vortice di eventi più grandi di lui. Riuscirà a trovare le risposte che cerca? E sopratutto riuscirà a sopravvivere?

IL FILM:

Nell'agosto del 1976, le cronache parlano nello specifico del giorno 16, appena dopo ferragosto, nelle sale del Belpaese veniva distribuito un piccolo film, opera di un regista, non certo debuttante, ma che era ancora alle prime fasi di una carriera che sarebbe stata lunga ed enormemente feconda. Il film era un concentrato di elementi thriller ed horror, fornito di un titolo lungo ma non chilometrico come invece dettava la moda del periodo "La Casa dalle Finestre che Ridono" ed il regista era il bolognese Giuseppe "Pupi" Avati.

LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO: IL RICORDO DI EMANUELE TAGLIETTI

 In questi giorni sarebbe dovuto uscire il mio post con la recensione del film culto di Pupi Avati, a quanto pare però il post così com'è viola le norme di Google, non intendo contestare. se esistono delle norme significa che saranno sicuramente importanti. Nell'attesa che il post sia sottoposto a revisione (e sopratutto che mi facciano capire cosa sia successo) per non fare torto a nessuno e nemmeno ad Emanuele Taglietti che mi ha voluto omaggiare dei suoi ricordi in merito al film al quale ha contribuito, vi presento il suo commento. Quando il post sarà ammesso riunirò il tutto.

Nel frattempo: Buon 25 Aprile a tutti!

BONUS CARD: IL RICORDO DI EMANUELE TAGLIETTI.

Mio padre Otello era un pittore decoratore che iniziò a lavorare come pittore di scena nel film Ossessione nel 1942. Divenne un pittore molto conosciuto nell'ambiente del cinema. Si trasferì a Roma dove rimase fino al 1964, anno in cui tornò a vivere a Ferrara per stare accanto a mia mamma, gravemente ammalata. Io invece rimasi a Roma dove iniziai a lavorare nel cinema come assistente scenografo, dopo essermi diplomato al Centro Sperimentale Di Cinematografia. Nel 1974 lascio il cinema per un nuovo lavoro: copertinista per la Edifumetto e contemporaneamente insegnante di pittura all'Istituto d'arte. Naturalmente, di tanto in tanto collaboravo con mio padre per lavori di decorazione e quadri soprattutto di soggetto religioso. Nell'estate del 1975 Pupi Avati commissiona a Otello un dipinto di circa cm 270 x 250, ad imitazione di un affresco. Trattandosi di un lavoro molto impegnativo, Avati suggerisce a Otello di farsi aiutare da me... e così fu. Oltre a diverse foto, la lettera di incarico conteneva le indicazioni del regista, dalle quali traspariva l'interesse e la preoccupazione per un elemento scenico importantissimo per il film. 

Cominciammo subito a preparare lo studio. Trattandosi del garage sotto casa, non potevamo lavorare su un pannello ligneo, perché lo "studio" aveva il soffitto troppo basso. Quel giorno ero impegnato con la scuola, perciò Otello da solo si occupo della preparazione. L'indomani sarebbe arrivato Avati ed io ero di nuovo impegnato con la scuola. Quando arrivò, aveva con sé altre foto che riguardavano altri quadri di piccole dimensioni, forse sei o sette che dovevano apparire dello stesso stile e rappresentare soggetti maschili, truccati in maniera molto effeminata. Lo stile doveva essere naif e molto personale. Ci alternavamo al lavoro, io andavo il pomeriggio e mano a mano che si progrediva, alzavamo la tela arrotolandola dall'alto.. Per dipingere usavamo i colori lavabili "Morgan" piccoli barattoli di circa 2 etti, veramente eccezionali.
 
L'Affresco de "Il Martirio di San Sebastiano"
 
Tra i quadri e la grande tela del San Sebastiano impiegammo circa due mesi di lavoro. Credo che Avati sia venuto ancora un paio di volte a Ferrara, poi presa fiducia, ci lascio lavorare con tranquillità. Terminato il lavoro, il tutto fu trasportato a Minerbio, paese del bolognese. Li vicino, in zona molto isolata si trovava la chiesa di San Giovanni in  Triario, dove ci aspettavano i macchinisti della troupe con un ispettore di produzione. La chiesa era aperta e nella prima cappella sulla destra era già stato predisposto un ripiano con appoggiato un grande pannello ligneo che avrebbe supportato il finto affresco. A quel punto io tornai a Ferrara, dove mi aspettava una lezione di disegno dal vero. Il resto del lavoro lo svolse Otello da solo. Tornai a Minerbio qualche giorno dopo, durante le riprese, e fui sorpreso dall'effetto muffa che Otello aveva creato. Imitava a perfezione la barbetta che fa il Salnitro sui muri intrisi di umidità. Aveva usato sapone da barba spray, spargendola su tutta la superfice col palmo della mano. Lasciata asciugare era abbastanza docile per il bisturi che il restauratore Capolicchio avrebbe tolto poco a poco.
 
San Giovanni in Triario oggi. Foto di Emanuele Taglietti.
 
Ricordo che questa non era la prima volta che Otello utilizzava questa tecnica. Nel film Giulietta degli Spiriti, dove io lavoravo come assistente di Piero Gherardi, vidi mio padre invecchiare una parete con questa tecnica. Dopo tanti anni, preso da curiosità tipica dell'età senile ho voluto rivedere quel luogo, rivivere quei ricordi. Lunedì di Pasqua sono tornato a Minerbio. Era una bellissima giornata e sul piazzale, in uno stand si friggevano delle deliziose Crescentine. Dopo 45 anni finalmente entro nella chiesa di San Giovanni in Triario a Minerbio. Ora all'interno della chiesa è allestito un museo della religiosità popolare, mentre all'epoca era piuttosto spoglia. Accompagnato da responsabile del museo, ho scattato alcune foto dell'interno e della cappella utilizzata per il film. La prima cappella a destra.
 

 
La cappella dell'affresco oggi. Foto di Emanuele Taglietti

 
San Giovanni in Triario oggi. Foto di Emanuele Taglietti

 
 
San Giovanni in Triario oggi. Foto di Emanuele Taglietti

 
 
 
Emanuele Taglietti ( Ferrara 1943) è pittore, scenografo, arredatore, illustratore, fumettista, copertinista. Ha prestato la sua opera nel Cinema lavorando con tutti i più grandi (nei primi anni assieme al padre Otello), tra gli altri cito: Elio Petri; Dino Risi; Ettore Scola; il già ricordato Pupi Avati e Federico Fellini ( per il quale ha curato la scenografia e l'arredamento in "Giulietta degli Spiriti" e il mai realizzato "Il Viaggio di G. Mastorna"). Per la Televisione ha lavorato per gli sceneggiati '"Odissea" (1968), al "Jekyll" di Albertazzi (1969) e  al "Marco Polo" (1982) di Giuliano Montaldo.
A partire dal 1973 ha lavorato anche nel campo del fumetto collaborando con la casa editrice Edilfumetto in particolare nel ruolo di copertinista, collaborazione durata fino all'anno 1988. Ha collaborato anche con Rizzoli e Mondadori.
Sarebbe però riduttivo limitare l'attività di Emanuele Taglietti a queste attività, Taglietti ha prestato il suo lavoro in numerosi campi: ha insegnato a più riprese e per più centri importanti pittura e decorazione, si è occupato di restauro di quadri antichi e molto altro.
Nel 2014 l'editore britannico Korero Press ha pubblicato un volume della collana Sex and Horror che raccoglie molte delle copertine realizzate da Taglietti.
 

Accade in Italia # 81- le Segnalazioni di Pasqua.

 Questo sarebbe dovuto essere un post da pubblicare dopo Pasqua però visto che nei prossimi giorni sarò offline ne approfitto per farvi anche gli auguri!  Io, mia moglie Venusia e perfino la nostra gatta Trixie vi facciamo i nostri migliori auspici di Buona Pasqua, passate delle meravigliose giornate, divertitevi, rilassatevi, festeggiate voi, le vostre famiglie e tutte le persone alle quali volete bene!

Ci rivediamo tra qualche giorno. Ed ora spazio alle segnalazioni:

FUMETTI

 α) "MEGARETTE" DI A.PIRONDINI,F.GOVONI, G.PILATO BY WEIRD BOOK.

 

 In un vicino futuro, lo scontro tra due specie umane provocherà una guerra che, nell’arco di trecento anni, aprirà scenari neoprimitivi in cui Anna, una ragazzina dotata di poteri straordinari, e per questo ritenuta divina, si troverà a deciderne le sorti nelle vesti della gigantessa Megarette.

Megarette è un fumetto in tre volumi scritto da Andrea Pirondini e disegnato da Fabio Govoni e Giacomo Pilato.

Il primo volume è una introduzione al personaggio principale di Anna, la nemesi di Megarette, e al climax della Terra futura e ai pericoli che la abitano.

Il secondo volume entra nel vivo dell’azione, dove i pericoli si manifestano prepotentemente e i misteri cominciano a svelarsi, ed entrano in scena personaggi nuovi che costituiranno la base per il terzo volume.

Il terzo volume è il viaggio verso la battaglia finale, narra la crescita e l’accettazione di Anna/Megarette come eroe e come individuo, e segna il passaggio tra adolescenza ed età adulta. Il finale svela tutti i misteri, ma al contempo apre a qualcosa di nuovo e di portata cosmica.

"LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO", ALCUNI PARERI SU UN FILM DIVENTATO DI CULTO.

 RICORDANDO GIANNI CAVINA.

Questi ultimi anni non sono stati certo benevoli con il Cinema italiano e nemmeno con il mondo dello spettacolo in senso generale. Non parlo per l'ennesima volta delle restrizioni causate dal Covid o della perennemente richiamata crisi del settore anche se, secondo me, in queste ultime annate abbiamo assistito ad una piccola rinascita della cinematografia di genere e con alcune produzioni di un certo rilievo che, magari non avranno convinto proprio tutti, come The Nest o Lo Chiamavano Jeeg Robot oppure lo stesso Il Signor Diavolo, tre film apprezzatissimi dal sottoscritto).. Stavolta intendo esprimere altri concetti, una cosa fisiologica forse, ma che però per i vecchi appassionati come il Buon Vecchio Zio Nick è devastante è stato l'assistere alla scomparsa di tanti attori ed attrici delle vecchie generazioni, nomi che hanno fatto la Storia letteralmente del mondo del Cinema, della Televisione, del Teatro italiano e mondiale. Recentemente, tra i tanti nomi (tutti importanti) è venuto a mancare il grandissimo Gianni Cavina (1940-2022), un attore che ha attraversato un po tutti i generi, i campi ed i settori, che ha lavorato con molti dei maggiori registi italiani ma che, come molti sanno, è stato spesso associato ai lavori del suo conterraneo Pupi Avati.

2021 ! UN ANNO NEL FANTASTICO ITALIANO. - L'Intervista Collettiva!

Mi ci è voluto qualche giorno in più del previsto, a causa imprevisti burocratici, ringraziando i tanti  "Uffici Complicazioni Cose Semplici" sparsi per il nostro meraviglioso Stivale, sono finalmente riuscito a pubblicare questa intervista collettiva con alcuni autori italiani. Lo scopo era  tentare di fornire un quadro sullo "Stato dell'Arte", uno sguardo, certamente parziale e non conclusivo su quanto avvenuto nel nostro paese  lo scorso anno a livello letterario. In special modo nei nostri generi preferiti: fantascienza, fantasy e horror.  Sia per il loro lavoro sia in ambito generale.  Ringrazio nell'ordine: Davide Del Popolo Riolo (D.D.P.R.) ; Diego Rossi (D.R.);  Marco Crescizz (M.C.); Alfonso F.Dama  (A.F.D) ; Linda De Santi ( L.D.S);  Giacomo Festi (G.F.); Silvia Treves (S.T.); Valeria Barbera (VB);  Maurizio Cometto ( M.Co.); Romina Braggion (R.B); Massimo Citi (Ma.C.)   Inizialmente pensavo di dividere il post in due parti, ma -visto che siamo quasi a fine settimana e dal momento che nei prossimi giorni sarò un poco assente dal web -vi propongo il post (lungo ma, spero piacevole) completo. Ringrazio gli autori intervenuti, qualsiasi errore o imprecisione è imputabile solo alla mia persona. Al termine troverete le biografie di tutti gli scrittori e le scrittrici intervenuti\e.

Buona lettura!

PARLANO GLI AUTORI!       

Davide Del Popolo Riolo
  

1) Nick: Prima di diventare scrittori\scrittrici cosa conoscevate della narrativa italiana di genere?

Davide Del Popolo Riolo : Devo riconoscere che ne sapevo poco. Ma è una mancanza cui sto cercando di rimediare

Diego Rossi: La lettura di genere italiana è ricca di autori bravissimi. Conosciamo tutti le case editrici più importanti: Urania, Fanucci, Delos, Zona42, Edizioni Della Vigna, Hypnos, Edizioni Scudo, Watson, Future Fiction, Kipple... Poi ci sono gli autori indipendenti, e tra questi ammiro Adriana Lorusso (che ho scoperto su Nocturnia) e Paolo Broccolino. 

Marco Crescizz:  Prima di cimentarmi nella scrittura, quindi prima dei 18 anni, tra gli italiani conoscevo i classici che si studiavano a scuola. Buzzati, Calvino, Rodari, Baricco. I primi che mi vengono in mente. L'approccio alla materia era principalmente scolastico/accademico.

Alfonso F. Dama:  poco o nulla. All’epoca ne girava poca sia nelle edicole che nelle librerie e non c’era il web

Linda De Santi: Poco. Avevo letto alcuni romanzi di Tullio Avoledo e Valerio Evangelisti per la fantascienza, conoscevo il nome di Licia Troisi per il fantasy. Non ne sapevo molto più di così.
 
 

Giacomo Festi:  Ciao Nick, e grazie per l’ospitata!
Beh, la narrativa fantastica mi è sempre piaciuta. Ho iniziato coi cartoni animati e i film fantastici, inoltre ero abbonato a Il Giornalino che faceva degli ottimi dossier per i più piccoli sulla mitologia greca, che divenne una delle mie passioni. Poi come tutti quelli della mia generazione sono stato un figlio di Peter Jackson, che con le sue trasposizioni tolkieniane ha fatto conoscere quel monumentale romanzo a tutti.
Ecco, credo sia stato lì che iniziò la mia passione vera e propria verso il fantastico, sfociando poi nelle sue derivazioni.
Di italiano però, lo ammetto... sapevo davvero poco. Erano altri tempi e internet non era entrato così prepotentemente nelle vite di tutti noi. Mi piaceva molto Valerio Evangelisti, ma in gioventù ho peccato di eccessiva esterofilia

Silvia Treves: Quando ero ragazzina, a casa c’erano libri ovunque e i miei leggevano con il medesimo interesse mainstream e fantastico, in particolare fantascienza. Di conseguenza io non ho mai imparato a sparare la letteratura di genere dal mainstream: per me, tra gli scrittori italiani, Calvino e Capuana (e più tardi Landolfi, Buzzati e Morselli), stavano nel medesimo luogo mentale di Aldani, Cremaschi, Gilda Musa, Catani… Il mio periodo di “semplice lettrice”, però, non è durato molto. Ho provato a scrivere abbastanza presto, alcuni miei vecchi raccoglitori sono pieni di quei tentativi. E quando si comincia a scrivere, indipendentemente dalla qualità delle storie prodotte, si guardano le cose in modo diverso: per esempio si fa maggiore attenzione, anche quando si legge, alla struttura dei testi e delle frasi, alla scelta delle parole… Molti autori e autrici italiani non compaiono in questa prima domanda perché li ho letti in seguito.


Valeria Barbera
 

Valeria Barbera : Ciao a tutti. Purtroppo, conoscevo poco e niente. Essendo della generazione X e nata in provincia di Napoli, sono cresciuta nel mondo offline, senza poter frequentare community o leggere i volumetti di Urania, collana sconosciuta anche agli edicolanti. Grazie a internet ho rimediato.

Maurizio Cometto: Ho iniziato a scrivere nel 1995 e a pubblicare nel 1997, quindi stiamo parlando di un periodo molto lontano nel tempo, tanto che mi è difficile pescare nei ricordi per capire cosa conoscessi in merito all’epoca. Credo che di certo avessi già letto almeno Calvino e Buzzati. Di una cosa sono certo: ero un grande fan dei fumetti Bonelli e dei Disney italiani. Autori come Alfredo Castelli, Tiziano Sclavi e  Romano Scarpa hanno molto formato il mio immaginario e la mia scrittura. E sappiamo bene comesoprattutto i primi due pescassero a piene mani nel fantastico.

Romina Braggion: Nick, grazie per avermi definita scrittrice. Se per “genere” intendi fantascienza, conoscevo quasi nulla.

Massimo Citi:  Conoscevo relativamente poco della sf scritta da italiani. Mi regalarono un’antologia, «I labirinti del terzo pianeta» che apprezzai particolarmente ma poco più. Conoscevo e amavo Buzzati ma in generale leggevo soprattutto traduzioni.Poco prima di iniziare a scrivere lessi Gilda Musa, Inisero Cremaschi e Lino Aldani epoco dopo, grazie a Robot, lessi e apprezzai Daniela Piegai, Vittorio Catani e Vittorio Curtoni. Ma cominciai scrivendo una storia di sf lunghissima – peraltro mai pubblicata – e diverse storie soprannaturali: in entrambi i casi poco a che vedere con la sf classica.

GLI ERRORI SULLO SCHERMO.


Siamo esseri imperfetti e come tale compiamo errori, facciamo sbagli. a volte siamo disattenti.

No, non fate quella faccia, tranquilli! Non vi farò la morale. Non vi starò a sfruculiare i cabasisi,discutendo sopra i massimi sistemi filosofici. No! Tutt'altro! Il concetto iniziale mi serve per introdurre l'argomento odierno, una materia molto più divertente di quanto la seriosa introduzione possa far pensare.

Dicevamo degli errori. Avvengono in tutti i campi umani e a volte impreziosiscono anche le cose, tutti conosciamo per esempio la storia del Gronchi Rosa, vero? 

Ecco, proprio la vicenda di quel vecchio sbaglio relativo ai confini del Perù è esemplare sotto molti aspetti. Se certe cose avvengono a livello ufficiale, figuriamoci nelle attività culturali o comunque legate al mondo delle Arti.

Da sempre anche i campi di cui si occupa Nocturnia non ne sono esenti: fumetti, narrativa di genere, film, serie televisive, anzi. Alle volte è perfino divertente notarli, c'è gente che trascorre ore a cercarli ed annotarli, c'è chi lo fa come mera curiosità, per aggiungere elementi di interesse all'argomento, delle peculiarità di cui parlare tra appassionati o come gags da inserire nelle parti speciali dei DVD o nei Blu Ray. in alcune pellicole poi sono stesso i registi o i produttori ad inserire alcuni "errori" nei titoli di coda dei film da loro realizzati, Jackie Chan, tanto per fare un esempio, lo ha fatto spesso. Come per tutte le attività umane poi c'è anche chi esagera, sui social ma non solo a volte nascono dei flame immensi, a volte decisamente spropositati ed inutili nei quali si scatenano sterili discussioni di lana caprina oppure proprio sul nulla.

Accade in Italia # 80 - Le Altre Segnalazioni di Marzo.

Preparatevi, quello odierno sarà un post particolarmente corposo, le segnalazioni tra novità e "recuperi" saranno tante 

L'ARTISTA OSPITE. 

Stavolta affronto una forma di espressione diversa dal solito, in quest'angolo passato ho postato interviste a scrittori, illustrazioni, poesie, diorami e quant'altro. Oggi invece vi propongo un'arte più particolare, dei lavori all'uncinetto basati sui bronzetti nuragici sardi.Apprezzo molto il lavoro manuale, apprezzo molto la passione e l'interesse per tutte, dico tutte le forme espressive, quindi vi propongo molto volentieri una selezione dei lavori.

Li ha realizzato Innassia Z del blog Il Taccuino delle Voci.

 


ricordo che le immagini così come i lavori sono di stretta proprietà personale, fisica ed intellettuale dell'artista che ne detiene anche il copyright, l'autrice (che ringrazio) mi ha concesso l'utilizzo delle immagini solo in funzione di questo post. 


 Vi segnalo anche il link del post dove l'autrice ha parlato in prima persona dei suoi lavori, con diverse immagini aggiuntive.


Ecco, se vi piacciono ricordatevi  passare da Innassia Z per farle i vostri complimenti

RIVISTE 

A) "MOZ O'CLOCK MAGAZINE #7

Questa è una segnalazione per un amico, non che lui ne abbia bisogno, Miki Moz è abbondantemente conosciuto ed apprezzato nell'ambiente, ma dal momento che-come tutti sapete- apprezzo molto le riviste, sia cartacee che digitali vi segnalo l'uscita del nuovo numero di quest asua impresa, una rivista frutto di più voci, più collaborazioni e più argomenti- Tutti a tematica orgogliosamente e sbandieratamente "nerd".

Vi propongo la copertina.


 Qui invece il link sull'uscita del Magazine.

Qui invece il post con notizie più importanti e dettagliate.

Buona lettura.

E adesso veniamo al corpus librario del mese, le segnalazioni (a parte quella relativa alla raccolta di Sam J. Miller che recupero dai mesi scorsi) vengono effettuate in base al loro ordine cronologico di arrivo.

"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER. - Conclusione.

Le due precedenti parti sono uscite QUI e QUI.

 Incubus non fa in tempo a venir presentato in anteprima al San Francisco Film Festival nell'ottobre del 1966 che cominciano i veri problemi. Provate a pensare al gioco del Domino, basta che una tessera cada a terra e come un effetto incontrollabile ogni elemento finirà per trascinare con sé nella sua caduta tutti quanti gli altri. 

Effetto voluto? Gli strali di un avverso destino? Errori passati che si sommano? Vite in bilico? A volte semplicemente le cose brutte succedono.

Ma quello che succede ai diversi membri del cast di Incubus  è quanto di peggio si possa immaginare. 

E intanto le schede del Domino cominciano a cadere.

UN COMPLICATO INTRIGO DI DONNE VICOLI E DELITTI.

A cominciare le danze è l'attrice Ann Atmar, l'interprete di Arndis, la sorella del personaggio di Shatner. Le riprese sono appena finite che la donna si suicida, ho detto donna ma dovrei dire ragazza, Ann Atmar aveva appena 27 anni. Un altro membro del cosidetto Club27 (anche se nel 1966 questo termine non si usava ancora), una poco felice espressione giornalistica utilizzata per indicare quegli artisti morti in circostanze violente o comunque dubbie a quell'età.

Ann Atmar.
 

"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER. -Svolgimento.

La prima parte è uscita QUI.

Nel 1965 Shatner all'epoca trentaduenne, non era certo un attore alle prime armi, poteva vantare già diversi di anni di attività recitativa, il suo non era neanche un nome totalmente sconosciuto al grande pubblico, tra Cinema e Televisione si era fatto notare in numerose produzioni, se per esempio gli appassionati di fantascienza avevano apprezzato le sue apparizioni nella serie antologica The Twilight Zone  il pubblico mainstream lo aveva intercettato nel capolavoro Vincitori e Vinti di Stanley Kramer (1961)Tuttavia gli mancava ancora il grande exploit, il colpo definitivo che assegnasse alla sua carriera la direzione giusta. Non so quanto credesse in "Incubus" quando accettò di parteciparvi ruolo del protagonista maschile, però era una di quelle persone che avevano già lavorato con Leslie Stevens nella serie The Outer Limits (era comparso nell'episodio Cold Hands, Warm Heart del 1964, fatalità nel ruolo di un astronauta!) Di conseguenza fece parte del gruppo degli ex collaboratori di quella serie che Stevens chiamò attorno a sé quando si trattò di girare quel film. Lo stesso si può dire della co protagonista femminile di Incubus la bionda texana Allyson Ames. Con ben due episodi al suo attivo anche lei era stata presente sui set della serie di Stevens.

Ricordiamoci di questo riferimento a The Outer Limits, ci torneremo sul finale.

Accade in Italia # 79 - Le Segnalazioni di Inizio Marzo

 Da bambino ero decisamente un carattere molto solitario, non che avessi problemi ad interagire con gli altri però preferivo concentrarmi all'interno dei mondi di fantasia che le letture mi permettevano di scoprire. Topolino e gli altri "giornaletti" in primis e poi, le riviste sia a fumetti che letterarie e solo mooolto molto dopo i libri.

Vedendo l'attuale realtà che mi circonda quasi quasi rimpiango quei mondi di fantasia.  A voi non capita mai?

 Per questo oggi dedico una grossa fetta dell'odierno post ad alcune riviste uscite nei mesi scorsi.  Cominciamo però con un concorso:

A) 28 ° TROFEO RILL, PROROGA FINO AL 5 APRILE.

 

Le iscrizioni al nostro concorso resteranno aperte sino al 5 aprile.
Le richieste di proroga che abbiamo ricevuto sono tantissime, e così... eccoci a dare più tempo a tutte/i gli/le aspiranti partecipanti. Ora dovete "solo" inviarci i vostri racconti: fantasy, horror, di fantascienza o “semplicemente” al di là del reale...
aspettiamo le vostre storie!!

In allegato il regolamento del concorso, con la scadenza aggiornata.
Ricordiamo che i racconti partecipanti possono essere spediti, a discrezione di ogni partecipante, in modalità cartacea oppure elettronica.

Per maggiori informazioni sul 28esimo Trofeo RiLL rimandiamo alla nostra e-mail (trofeo@rill.it) e alla pagina https://rill.it/proroga-28

Ancora, segnaliamo la pagina di FAQ sul Trofeo RiLL, con oltre 100 risposte alle domande che i/le partecipanti ci hanno fatto negli anni:https://rill.it/trofeo-faq

"INCUBUS" (1965) IL FILM RITROVATO CON WILLIAM SHATNER.- Premessa!

Il destino di un film è determinato da numerosi fattori, ci sono pellicole nate con tutte le migliori intenzioni che non ottengono il successo sperato. Così come è vero anche il caso opposto, pellicole sulle quali nessuno avrebbe scommesso che si tramutano in inaspettati fenomeni mondiali. Tuttavia la Storia della settima Arte è costellata di esempi di film che entrano nell'alone della Leggenda.

Pellicole avvolte da dicerie, da ventilate maledizioni, ma anche una manciata di queste semplicemente molto diverse dalla media delle altre, create appositamente per differenziarsi, con quel particolare in più rispetto alla massa.

E poi esiste un terzo gruppo di film, di cui abbiamo parlato spesso in passato. Quella di film scomparsi, dei quali se ne è persa la traccia, a volte anche ricomparsi, ritrovati e riprogrammati in giro.

Ancora più raramente, semplicemente succede che un film in particolare finisca per appartenere a tutte e tre queste categorie.

Questo è un racconto speciale, la cronaca di quanto accaduto ad una pellicola veramente differente da tutte le altre.

Questa è la storia di "Incubus".

Un film che sembra dotato di una vita propria. 

2021: UN ANNO NEL FANTASTICO ITALIANO- Una Proposta di Intervista Collettiva per gli Scrittori italiani.

 Nei primi anni di vita di Nocturnia le intervista con scrittori e disegnatori rappresentavano una porzione importantissima nella vita del blog, è vero che negli ultimi anni avevo parzialmente abbandonato la pratica, i motivi sono molteplici, però piano piano intendo riprendere il discorso. Voglio cominciare proprio con l'ultimo "format" impiegato, quello delle interviste collettive.

Alcuni anni fa infatti lanciai una proposta di "Intervista Collettiva con gli Autori Italiani di letteratura fantastica", seguita poi dalla gemella dedicata agli "Autori Francesi o di Area Francofona". A completare momentaneamente il "quadro" arrivarono poi "L'Intervista ai Traduttori" e quelle con gli "Illustratori" (QUI e QUI). Oggi ricomincio a parlare degli autori e delle autrici, quindi apro un invito libero agli scrittori italiani di narrativa fantastica, invitandoli a partecipare a questa iniziativa e per parlarci anche di quello che è stato per loro narrativamente parlando l'anno che è appena trascorso.

A volte dovrei.....

 Oggi dovrei scrivere un post su un film perduto e poi ricomparso.

Oggi dovrei leggere qualche articolo su altri blog.

Oggi dovrei fare la spesa.

Oggi dovrei cucinare qualcosa.

Oggi dovrei pensare a cose belle.

Oggi dovrei dire ti amo.

Oggi dovrei....

Poi capita che stamattina accenda la televisione....

E l'impensabile diviene realtà.

Una nuova guerra in Europa.

Uno Stato che ne invade un altro.

Controversie vecchie e nuove che si intrecciano all'interno di una storia milleniaria di confini, vicini che si odiano.

E io penso.

Penso a quello che ho fatto, a quello che non ho fatto a quello che avrei potuto fare.


 

A quello che magari nessuno farà.

Al sonno della ragione che continua a generare mostri.

Solo che i mostri siamo noi.

Vestiti da soldati, vestiti da politici, vestiti da affaristi.

Vestiti perfino da quei leoni da tastiera che blaterano difendendo l'indifendibile su un social.

Penso a mio nonno tornato da un 'altra guerra quasi ottanta anni fa.

A sua madre, sfollata, che nel rivederlo ancora vivo urla di gioia e per la felicità dimentica la tanica  d'acqua faticosamente trovata dopo un lungo viaggio.

A tutte le altre donne, madri, mogli, figlie che si affollano vicino chiedendo a mio nonno se ha notizie di nomi e volti mai visti prima.

Nomi e volti di altri soldati non ancora tornati.

Alcuni che non torneranno mai più.


 

E penso ad altre mogli, madri, figli e figlie.

A quello che sta accadendo adesso.

Penso a quello che non ho fatto.

Alle persone con cui magari ho discusso anche per motivi stupidi.

In cosa sono diverso io ? In cosa sono migliore io?

Piccolo essere umano 

Perso in un mondo che faccio sempre più fatica a comprendere.

Penso a chi potrei chiamare.

Alle scuse che potrei fare verso chi non sento più da tempo

Penso ad un paese vicino eppure così lontano

a chi oggi perderà tutto

A chi magari vincerà ma perderà la sua anima

In cosa sono diverso io?

Cosa abbiamo imparato finora dal passato?

Oggi dovrei urlare la mia rabbia, sputare al cielo intero il mio NO!

Oggi dovrei piangere.


 

Oggi dovrei dire il mio amore a tutte quelle persone alle quali non lo dico più da tempo.

Oggi dovrei accogliere chi ha perso tutto.

Oggi dovrei ricordare

Si, a volte dovrei.....

A volte dovrei....

A volte....

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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