I PREMI DELLA FANTASCIENZA AMERICANA ( E NON SOLO.....) . - Seconda Parte.

 Ogni tanto mi capita di lanciare una iniziativa e poi di abbandonarla lì, è capitato due o tre volte nel corso di questi ultimi dieci anni. Non lo faccio per mancanza di volontà e nemmeno per cattiva fede. Semplicemente succede che le circostanze della vita impattino contro tutti i miei propositi finendo per distogliermi dagli impegni presi. Oggi (metà luglio mentre sto scrivendo) riprendo una di quelle cose lasciate in sospeso: l'elenco non ragionato dei Premi della Fantascienza americana.

Magari prima del prossimo decennio riuscirò anche a concluderlo, voi che ne dite?

Comunque, giusto per rievocare quanto già detto sull'argomento, ecco i miei  precedenti post: (QUI e QUI)

La mia intenzione è comunque quella di allargare il ragionamento non solo ai trofei statunitensi, ma anche a quelli canadesi e poi una volta terminato questo ragionamento anche a quelli britannici ed europei. E poi forse anche a quelli nel campo dell'horror e dela fantasy. Andiamo a ricominciare:

 Premio Locus -Locus Award.

 

Il vecchio formato del trofeo.

Nato nel 1971 su iniziativa della omonima rivista è ormai diventato per importanza il terzo premio in ordine di valore del settore dopo lo Hugo ed il Nebula.

Si differenzia da molti altri trofei similari per essere stato destinato alle votazioni dei lettori di quella rivista, i quali possono votare assegnando un punteggio a varie opere per diverse categorie. La somma dei voti totali determina la classifica finale con i vincitori e le varie posizioni di merito dalla seconda alla decima posizione.  All'inizio di ogni anno i lettori di Locus hanno la facoltà di votare le loro preferenze questo fino alla scadenza  che si attesta quasi sempre attorno al 15 di aprile.Ovviamente si vota sulla base delle opere uscite nel corso del precedente anno solare. Ogni lettore più emettere un massimo di cinque preferenze per categoria dalla prima alla quinta posizione per gradimento, la premiazione viene tenuta nella città di Seattle nella cornice dello Science Fiction Museum, inoltre viene lasciata la possibilità di votare anche solo ad una parte delle categorie incluse. Una cosa da tener sempre presente è che il Locus Award è nato con lo specifico intento di fornire indicazioni al "fratelli maggiori" (alle giurie degli Hugo in primo luogo) riguardo alle opere più meritevoli e interessanti da premiare. Spesso infatti capita che un romanzo o un racconto trionfatore ai Locus abbia buone se non ottime chances di vittoria anche in altre competizioni.

La nuova versione della targa.

 

le categorie coi vari vincitori anno per anno le trovate QUI, però come potete immaginare sono comprese: Miglior Romanzo Science-Fiction; Fantasy; Young Adult; Horror Novel e a differenza di tanti altri anche Miglior Romanzo d'esordio ( Best First Novel) mentre per la narrativa breve, troviamo le altrettanto usuali : Miglior romanzo breve (Novella); racconto lungo (Novellette) e Racconto Breve (Short Story).

Nel 2018 il Trofeo ha cambiato forma (e secondo me la nuova versione è molto più bella della precedente)

Tra i vari vincitori si possono annoverare Hyperion di Dan Simmons nel 1990 e Desperation di Stephen King nel 1997.

Chesley Award.

Stavolta parliamo di un premio riservato agli illustratori. Quindi, niente scrittori o editors ma solo disegnatori, autori di cover, illustrazioni interne, grafica e così via. Un modo tangibile per riconoscere il valore di un determinato aspetto artistico dell'editoria. In fondo, non è forse vero che tanti di noi scelgono i libri sulla base della copertina? (Anche se come dice il maestro Ray Bradbury non si dovrebbe mai giudicare un libro dalla cover)

Battezzati in questo modo in onore del'artista Chesley Bonestell, gli awards in questione sono stati istituiti nel 1985 dai membri dell'ASFA ( Association of Science Fiction & Fantasy Artists). I premi vengono assegnati annualmente durante la Worldcon.

Anche in questo caso sono previste diverse categorie: dalla Miglior Copertina in edizione paperback a quella Miglior Copertina Rigida (Cover Illustration- Hardcover) ; dall'illustrazione di copertina -Magazine a quella interna (Interior Illustration)  passando per il miglior Art Design in senso generale. Tutte le varie categorie ed i premiati anno per anno le trovate QUI.

James Tiptree Jr Memorial Award.

Si cambia di nuovo tema.  

 Prima di andare avanti però è giusto che io vi parli di una persona e della sua vita in particolare. Preparatevi a fare la conoscenza con Alice  Bradley Sheldon ( 1915-1987)

Alice Sheldon fu tante cose: figlia di intellettuali, illustratrice, pittrice, imprenditrice (assieme al marito Will Davey), una delle prime aviatrici dello USAAF, membro della CIA (sempre assieme al marito),  poi insegnante e....ed e quì arriviamo alla parte che c'interessa anche una grandissima scrittrice di fantascienza.

Purtroppo però fu una donna in un mondo fatto su misura per gli uomini, un mondo dove parole come parità ed uguaglianza erano ben lungi dall'essere non dico vicine ma quantomeno in corso d'opera. A questo punto sono certo che alcune tra le lettrici che magari in questo momento mi stanno leggendo proveranno una sensazione di vicinanza e di comprensione per la Sheldon, visto che a quella parità siamo ancora lontani.

Alice Sheldon \James Tiptree Jr.
 

Oltretutto Alice B. Sheldon  era anche una persona confusa dal punto di vista sessuale, lei stessa un giorno ebbe modo dichiarare che, pur amando moltissimo suo marito, si era sempre sentita sin da quando ne aveva memoria sempre più attratta dalle donne che dagli uomini. E, ricordatevi, che la Sheldon si era sposata nel 1946, quindi provate ad immaginare che inferno dovesse essere la vita per una persona che non potesse sentirsi libera di essere sè stessa in quel periodo (ma anche adesso).

Dopo la laurea la Sheldon cominciò a scrivere in maniera più continuativa racconti di fantascienza, le sue passate esperienze lavorative la convinsero ad adottare un pseudonimo maschile, consigliata in questo anche dal consorte, per potersi più agevolmente costruire una propria strada. Il nome scelto fu quello di James Tiptree Jr (e quel Jr fu una intuizione di Davey). Di tanto in tanto però la scrittrice utilizzò anche un secondo pseudonimo stavolta femminile, quello di Racoona Sheldon.

La donna entrò talmente in parte che ogni volta che scriveva un racconto con uno di questi alias o anche semplicemente come sé stessa adottava una grafia diversa nelle firme.

Quella di James Tiptree Jr fu sostanzialnmente una narrativa breve, se non ricordo male solo due furono i romanzi dati alle stampe, ma quella narrativa breve...beh, si fece notare eccome se si fece notare. Le sue opere partivano spesso da idee e concetti della fantascienza classica, perfino di quella pulp (anche se non disdegnava la fantascienza tecnologica) per poi allargare lo sguardo verso tematiche moderne quali l'alienazione, il rapporto dei vari personaggi con la morte, la difficoltà di poter esercitare il libero arbitrio, la sessualità. I racconti di James Tiptree Jr sono infarciti di idee femministe (a volte confuse, a volte ambigue) ma per la prima volta tante lettrici e tanti lettori potevano trovare riversate sulla carta idee che contrastavano le barriere ed i preconcetti sulla scrittura femminile.

Mi chiederete dello pesudonimo e se qualcuno avesse compreso quale fosse la vera identità che si nascondeva dietro a quello strano nome Tiptree Jr. 

Ebbene no! Fino al 1977 nessuno ebbe la minima idea o nemmeno il sospetto che si trattasse di una scrittrice e non di uno scrittore.

Alice Sheldon in età matura.

 

Intendiamoci, tutti avevano capito che James Tiptree Jr era un nome fittizio,troppo artefatto ed artificioso per poter essere vero,  ma si pensava ad un uomo, magari un uomo dalle idee insolitamentre progressiste e femministe, ma pur sempre un maschio. Un uomo che faceva un lavoro pericoloso, magari nei servizi segreti e per questo tutti credevano avesse bisogno di tutelare la sua privacy.

Quando a fine anni '70s venne fuori la verità.....qualche strascico ci fu. Non tanto tra i lettori dato che alla maggior parte di loro interessava giustamente solo la qualità di quello che leggevano, ma per un paio di figuracce fatte da "esperti" e colleghi della Sheldon. Tanto per cominciare il grandissimo Harlan Ellison si era detto sempre sicuro dell'identià maschile di James Tiptree Jr, un altro scrittore eccezionale come Robert Silveberg in una sua introduzione (proprio relativa ad una raccolta della Sheldon \Tiptree ) si era spinto al punto di dire che i racconti in questione erano scritti in una maniera tale che potevano venir fuori solo dalla testa di un uomo, andò un po meglio, ma non proprio tantissimo, ad Isaac Asimov, il quale nello scrivere un'altra introduzione, stavolta relativa ai racconti del Premio Hugo....ammise di non aver mai conosciuto o incontrato la persona in questione, salvo poi aggiungere di essere regolarmente in corrispondenza con "Tip", come lo chiamava lui e di ritenerlo un uomo molto simpatico.

Alice Sheldon e il marito nel 1946.

Non era la prima volta che una donna nell'ambiente veniva scambiata per un uomo, qualche decennio prima era capitato anche a C.L. Moore agli inizi della sua carriera, ma in quel caso fu un errore involontario, che l'autrice stessa risolse subito ...finendo anche per sposare  uno dei colleghi che in buona fede era incappato nell'errore. (Se siete curiosi ne ho parlato QUI)

Insomma il caso generò una bella dose di imbarazzi, chiariti questi e superato il momento però Alice Sheldon  non ebbe problemi ad essere accettata ed integrata col suo vero nome e la sua reale personalità nel settore.

Si trattava però di una personalità molto fragile e questo in un certo senso determinò le cause della sua fine: i suoi anni conclusivi non furono facili per lei, alcune delle sue ultime opere non ebbero il successo che sperava, le problematiche irrisolte che si trascinava da sempre dietro fecero il resto e così, e così, e così....fa male perfino a dirlo, figuriamoci a scriverlo.....

Successe il 19 maggio del 1987.

Fu un evidente caso di suicidio-omicidio.

La Sheldon prima si occupò del marito poi si tolse la vita, chi li trovò li trovò insieme mano nella mano, una lettera spiegava come la cosa fosse stata decisa anni prima e che i motivi andavano cercati nelle insicurezze e nell'ipersensibilità dell'animo di Alice. 

Vista come sempre col senno di poi in parecchi ritennerò di aver trovato segnali nell'intera narrativa di Alice Sheldon \James Tiptree Jr.

Il settore non l'avrebbe però dimenticata, le altre scrittrici in particolare non l'avrebbero permesso. 

Nel 1991  le scrittrici Karen Joy Fowler e Pat Murphy nel corso di una manifestazione dedicata alla fantascienza femminista lanciarono così l'idea di indire un concorso intitolato alla loro collega scomparsa, un premio sia per la fantasy che per la fantascienza che omaggiasse la loro collega scomparsa, un contest oltretutto che andasse alle migliori opere letterarie in grado di le barriere dei generi sessuali e personali predefiniti e che non scadessero nel più becero politically correct. Ogni anno quindi l'organizzazione del premio nomina cinque giurati indipendenti ai quali spetta il compito di selezionare una rosa di opere ritenute meritevoli e, all'interno di queste di eleggere i vincitori.

Per una volta ci sono in palio anche soldi veri: mille dollari che andranno in dote ai trionfatori, alcuni li definirebbero pochi, maledetti e subito, altri invece li considerebbero molto di più che pochi, quello che è certo che si tratta di un ottimo aiuto per pagare più di qualche bolletta. Inoltre sempre ai vincitori vengono assegnate una spilletta, una maglietta e una targa celebrativa e in più una ricca dotazione in cioccolata (che, almeno personalmente, considero come una ottima ricetta contro tutti i mali). Le premiazioni sono da considerarsi come retroattive: l'ultima edizione si è tenuta l'anno scorso per celebrare le opere ritenute più rappresentative del 2019.

Non sarà un modo per vincere contro tutte le discriminazioni, però è una maniera concreta per rendere più equitario il genere e la narrativa di fantascienza.

E' dai piccoli passi che si ottengono i migliori risultati.

22 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Particolare e purtroppo tragica la storia della Sheldon, quando il finale è così drammatico è arduo anche solo commentare. Non so se avrebbe senso creare un premio letterario solo al femminile, soprattutto al giorno d'oggi, comunque certamente negli anni del dopoguerra la situazione era molto diversa. A quei tempi davvero si pensava che le donne non potessero scrivere fantascienza.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Per fortuna tante valide autrici hanno dimostrato che le donne sanno scrivere ottima fantascienza. Io ad esempio ho una vera passione per la narrativa di Connie Willis.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Intanto ti ringrazio. Sei uno di quelli che ultimamente mi sta dando più soddisfazione come commentatore.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

"ALICE IN CHAINS"

Sì io
Proprio io
Li ho scritti, immaginati
Pensati proprio tutti io

Io
Una donna
Non un essere pensante come solo voi maschi
Ritenete di essere
Voi maschi illusi di avere l'esclusiva sul pensiero
E sull'intelletto

Proprio io
Alice
La vostra cara Alice Sheldon
Un po' strana
Magari anche inquietante
E poi suvvia, malata!

Ai miei tempi ammettere una
Più che latente omosessualità
O forse perfino bisessualità
Era uno scandalo
Figuriamoci anni dopo
Che sconvolgimento vi avrò provocato
Nel farvi scoprire che l'uomo
Che tanto apprezzavate
Quel Tiptree autore di fantascienza di ottimo livello
Era una donna
Ero io
Alice Sheldon

Oh che liberazione
Dirvelo
E vedere ora le vostre facce
Che vedevano in me un uomo solo perchè
Non si poteva immaginare una donna con tale talento
Un talento che si spingesse oltre il saper gestire
Le tanto impegnative faccende domestiche
O al massimo potesse diventare una eccentrica
E forse sotto sotto malvista, diva di Hollywood

Ma una scrittrice
Impossibile
Ed invece
Questa lesbica
Questa Donna
Vi ha sorpreso tutti
Una sorpresa da molti accolta con vero fastidio...

Tranquilli
Io al contrario di voi uomini
So quando si deve uscire di scena
Quando il sipario va chiuso
Ed ho compreso infatti
Quando il mio sipario andava abbassato
Sul palcoscenico amaro della mia vita.

Ho portato mio marito con me
Per pietà
Per non lasciarlo solo non potendo più
Lui essere in grado di badare a se stesso.

Mano nella mano
Per l''ultima volta
Lui come un marito che ho comunque amato
Io finalmente come Alice Sheldon
Donna e scrittrice
Finalmente non più in catene.

DANIELE VERZETTI ROCKPOETA®

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Versetti il Rockpoeta
Ma è un bellissimo regalo. :D
È una delle più belle tra le tue che ho letto finora. :) Grazie davvero tanto.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

La posto lunedì sul mio blog ovviamente citandoti e mettendo il link a questo tuo post. Grazie per avermela ispirata

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Versetti il Rockpoeta
Grazie ste per questa meraviglioso regalo.

Ema ha detto...

Se era più attratta dalle donne che dagli uomini, almeno era bisessuale. Certo, reprimere uno dei due lati non è piacevole ma in passato erano messi peggio gli omosessuali costretti a condurre una vita etero. Oh, se non ti piace un sesso, che sia l'opposto o lo stesso, non c'è cosa peggiore che sforzarsi, secondo me!

Venendo alla professionista, fa strano pensare ad una società maschilista nella letteratura in quegli anni, quando in passato, c'erano state donne come Emily Brontë (2 secoli prima) o Agatha Christie (qualche decennio prima), le prime due che mi vengono in mente. Oh, poi magari hanno avuto anche loro i problemi di patriarcato ma, le ho studiate troppi anni fa, chi se le ricorda...

Nick Parisi. ha detto...

@ Ema
Diciamo che il mondo della fantascienza americana a cavallo tra le due guerre e nei primi anni del secondo dopoguerra era un mondo piccolo, chiuso e ancora in fase di sviluppo. Inoltre c'erano curatori di riviste (in pratica il maggiore, se non l'unico sfondo commerciale per la maggior parte degli autori) erano molto conservatori, se non completamente razzisti come Campbell il direttore di "Astounding", la rivista più importante del periodo. Autori uomini di colore o di autrici donne non erano esattamente benvenuti\e.
Purtroppo le cose andavano così.
Un grande saluto amico mio.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Ci sono tante brave autrici, che spesso questa società dimentica.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web.
Concordo....vale anche per gli autori, comunque....

Farfalle Libere ha detto...

Non conoscevo la storia di Alice Sheldon, anche se avevo già sentito parlare di lei. Purtroppo le donne hanno dovuto sempre subire i pregiudizi di una società maschilista che impediva loro di potersi esprimere liberamente, che impediva loro di avere un ruolo da protagoniste in campi che la società aveva definito “ per maschi”. Erano tempi difficili allora, e tutt’ora, nonostante siamo migliorati su diversi aspetti, certi pregiudizi ancora resistono. Grazie del post interessante. Buon weekend.

Nick Parisi. ha detto...

@ Farfalle Libere
Si, purtroppo le donne in molti ambiti hanno dovuto subire molti pregiudizi. Nel dopoguerra poi se non eri bianco, maschio, anglosassone e di religione protestante negli USA eri un cittadino di serie B ovunque.

Vivì ha detto...

Trovo molto interessante il tuo blog per la varietà e l'importanza degli argomenti che tratti e sono felice di averlo scoperto. Ti seguo volentieri e ti auguro una buona domenica.

Nick Parisi. ha detto...

@ Vivì
Ti ringrazio molto per le belle parole che mi hai dedicato.Sono felice anche io di cominciare a fare la tua conoscenza. Buona domenica e benvenuta

Rajani Rehana ha detto...

Super blog

Nick Parisi. ha detto...

@ Rajani Rehana
Thank you so much!

°°valeria°° ha detto...

Grazie, oggi la biblioteca del mio paese è aperta e così andrò alla ricerca di uno dei suoi libri perchè il tuo post mi ha incuriosito. Ciao Valeria

Nick Parisi. ha detto...

@ °°valeria°°
Grazie a te per essere passata! Fammi sapere se riesci a trovare qualcosa, so che non sempre si riescono a reperire le opere di Alice Sheldon.
Fammi sapere, sono curioso lo ammetto.

Mariella ha detto...

La tua chiusa finale è perfetta. Perché è anche una delle massime della mia vita. Aggiungerei che tutto si può raggiungere con umiltà e perseveranza. Non avevo idea dei premi americani e tanto meno conoscevo la storia di Alice. Riflettendoci su, siamo ancora ben lontane dal riconoscimento di quei diritti sacrosanti che dovrebbero essere uguali per tutti. Ma bene che storie di vita come quella dell'autrice americana vengano alla luce, perché l'oblio è dietro ogni angolo.
Grazie Nick.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
I premi della letteratura di genere in America sono infiniti e se è vero che per la fantascienza i più importanti sono lo Hugo, il Nebula ed il Locus volendo osservare bene ce ne sono decine di altri ognuno con la propria leggitimità e valenza. Ho solo iniziato ad intaccare la superfice dell'argomento.
Riguardo alla storia di Alice Sheldon pensavo che meritasse di essere ricordata, sia perchè è sempre (purtroppo ) attuale, sia perché non tutti noi esponenti del sesso maschile siamo dei retrogradi difensori della cultura patriarcale. Anzi...
Il jio sogno sarebbe il poter finalmente arrivare ad una società dove non ci sia più bisogno di combattere e dove si possa finalmente parlare di "persone" senza distinzioni di lingua, sesso, razza, religioni, colori ed altro. dove nessuno prevarichi l'altro, senza discriminazioni e dove tutti siano sullo stesso piano.
Una società, finalmente fata di esseri umani e basta.
Lo so che sono un illuso, l'importante è provarci perlomeno.;)
Un grande abbraccio.

Mariella ha detto...

Caro Nick, perseguo lo stesso sogno. Sono un'illusa pure io ma non demordo. Ed è il motivo per cui sul mio blog i post che affrontano argomenti quali parità e diritti per tutti, sono sempre in evidenza. Grazie per le tue precisazioni sempre interessanti e competenti. Un grande abbraccio a te!

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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