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LO STRANO CASO DEL MOSTRO DI PIAZZA SAVOIA. - Terza Parte.

 Le parti precedenti del dossier sono uscite QUI e QUI.

Attenzione: immagini e contenuti di questo post potrebbero offendere la sensibilità di alcuni lettori.

 "La casa nasconde ma non ruba". 

Vecchio Proverbio Italiano.

" Gli uomini di norma si preoccupano più di quello che non possono vedere piuttosto che di quello che possono vedere"

Giulio Cesare. 

Il ritrovamente del cadavere della piccola Veronica Zucca trasforma radicalmente ed in peggio il prosieguo di questa storia. L'unica cosa che si sa di sicuro è che in città circola ancora del tutto indisturbato un assassino..

LO STRANO CASO DEL MOSTRO DI PIAZZA SAVOIA. - Seconda Parte.

 La prima parte è uscita QUI

Attenzione: immagini e contenuti di questo post potrebbero offendere la sensibilità di alcuni lettori.

 " Che cos'è la verità?"

Il Vangelo secondo Giovanni

" La calunnia non può distruggere l'uomo onesto, perché passata l'inondazione la pietra riappare sempre".

Proverbio Cinese.  

Il 13 di gennaio del 1902 la città di Torino si risveglia avvolta in un clima di paranoia, la scomparsa della piccola Veronica Zucca si diffonde con una rapidità inconsueta. La città immensa già di suo vive, ma ancora con una mentalità da provincia estrema vive con partecipazione e curiosità, anche con un pizzico di morbosità, la notizia. Dopotutto la sparizione di una bambina di cinque anni fa notizia.

Si diffondono sin da subito le voci più diverse, alcuni cittadini sostengono di aver visto dei nomadi aggirarsi nelle vicinanze di Via della Consolata, altri se ne escono fuori con pettegolezzi più luciferini: la bambini, e chi lo sostiene ne è sicuro,sarebbe stata avvicinata e portata via da una creatura con fattezze almeno parzialmente da caprone.

Un simbolo sulfureo, ma del resto, a sentire molti (ma non l'umile narratore di questa triste storia nera) lo zolfo sarebbe di casa a Torino.

 Una cosa però va detta con sicurezza, le ricerche cominciano immediatamente, le forze dell'ordine del tempo si muovono con celerità.

Anche perché tra tutte le accuse ne arriva anche una leggermente più credibile delle altre.

TORINO NERA: LO STRANO CASO DEL MOSTRO DI PIAZZA SAVOIA. - Prima Parte

 Attenzione: alcune immagini e alcuni contenuti di questo post potrebbero urtare la sensibilità dei lettori!

" Il fascino dell’ignoto domina tutto."
Omero.

  "Il mistero non è un muro, ma un orizzonte. Il mistero non è una mortificazione dell’intelligenza, ma uno spazio immenso, che Dio offre alla nostra sete di verità."
Antoine de Saint-Exupery.

Questo mondo non è mai stato un posto completamente sicuro.

Non è qualcosa che nasce adesso, non c'entra niente la modernità, non c'entrano niente le  ragioni dell'evoluzione. Non è colpa del progresso che ha portato ulteriori preoccupazioni. 

Ci piacerebbe poter credere in una passata età dell'oro, in un periodo in cui tutto era più semplice, dove il Male non esisteva.

Idea rinfrancante di sicuro, consolante forse.

Ma inesatta.

Perchè un' epoca del genere non è mai esistita.

 E arriva un momento, arriva per tutti, nel quale questo semplice concetto ci diviene improvvisamente ma drammaticamente chiaro. Nella vita di ciascuno di noi giunge un istante, avviene un evento che ci trasporta dalla fase dell'innocenza a quella della consapevolezza.

La consapevolezza  che le cose cattive semplicemente avvengono, anche alle persone che non ne hanno nessuna colpa. A volte in maniera progressiva, un poco alla volta, evento dopo evento, ma in alcune circostanze è come se arrivasse una rivelazione improvvisa, una "epifania" come l'avrebbero definita gli antichi greci.

Questa è la Storia di quando una intera città  andò incontro alla sua "epifania" delle Tenebre.

Ma attenzione, questa non è una favola, anche se- credetemi- l'Orco purtroppo non manca.

TORINO, LA CITTA'.

Torino, 1902.

Ogni città ha una sua anima. Un'anima che la differenza, la distingue dalle altre, che ne determiina la caratteristiche.

L'anima di Torino è stata ridefinita più volte, ha vissuto i suoi momenti di sospensione quasi come se si fosse lasciata trasportare dagli eventi piuttosto che viverli. Uno strato patrizio e nobiliare perso in un eterno confronto con una incombente marea popolare. Una città che ha vissuto, come tutte le altre, le sue vittorieed i suoi momenti  accompagnate da grandi drammi.

Nonché la sua dose di rimpianti.

SIBILLA, ARIMA & LE ALTRE: STREGHE A MILANO. - Terza Parte.

Le due puntate precedenti sono uscite QUI e QUI.

"In ogni caso è proprio a causa dei demoni malvagi che la stregoneria si realizza in ogni sua forma ed essi – in particolare il loro capo – sono venerati da quanti compiono cattive azioni per via d'incantesimi"
Porfirio.

 
 

"Dichiaro, che tra le molte donne che io condussi al rogo per presunta stregoneria, non ve ne era una sola della quale avrei potuto dire con sicurezza che fosse una strega. Trattate i superiori ecclesiastici, i giudici e me stesso, come quelle povere infelici, sottoponeteci agli stessi martiri e scoprirete in noi tutti dei maghi"
Friedrich von Spee.

Dove eravamo rimasti?

Non si sono ancora spente le ultime braci dei roghi di Sibilla Zanni e di Pierina Bugattis che altri supplizi, ben diversi fuochi agitano le notti e gli incubi dei milanesi.

E non quelli degli abitanti della grande città.

  - IL MONDO E' LA CITTA', LA CITTA' E' IL MONDO.

Per un lungo periodo, infatti, o i processi dell'inquisizione paiono spostarsi in provincia, nei dintorni di Como l'inquisitore Antonio da Casale nel corso di un solo anno, il 1416 cattura e processa più di trecento presunte streghe. Praticamente quasi una al giorno.

I MISTERI DI ROANOKE: IL DOSSIER COMPLETO.

"Per coloro che credono nessuna prova è necessaria, per coloro che non credono nessuna prova è sufficiente". 

 Stuart Chase.

 " Il mondo spezza tutti, e poi molti sono forti proprio nei punti spezzati." 

Hemingway. 


 

Roanoke è stato uno dei primi misteri di cui mi sono occupato. Erano gli albori del blog, un'era geologica fa. Ero molto più sintetico di quanto sia adesso. Ma in Roanoke c'era praticamente tutto: storia, mistero, domande rimaste irrisolte. La vicenda della prima colonia europea sorta sulla terraferma del nuovo mondo, oltre 117 persone scomparse nel nulla: uomini, donne e bambini. Compresa Virginia Dare, la prima bambina nata nel territorio di quelli che poi sarebbero diventati i fututi Stati Uniti d'America.

Proprio perchè sono molto affezionato a questo argomento, oggi unifico il tutto in un'unica scheda. In questo modo un cerchio aperto anni fa potrà dirsi chiuso. Rimane aperto solo il discorso sulle serie televisive ispirate al tema, ma di questo se ne parlerà un'altra volta.

 


LE SPARIZIONI DI ROANOKE.

PRIMA PARTE.

SECONDA PARTE.

Quello che avviene dopo:la ricerca dei coloni scomparsi, le ipotesi e il caso delle Dare Stones. Quando prima della seconda guerra mondiale cominciarono ad essere rinvenute tante pietre colme di iscrizioni a firma di Eleanor White Dare, una dei coloni, la madre di Virginia.

RITORNO A ROANOKE: L'ENIGMA DELLE DARE STONES.


PRELUDIO

OUVERTURE.

ESPANSIONE!

FINALE

In questo modo chi vorrà potrà trovare in un'unica soluzione tutta la vicenda fino ai giorni nostri.

LO STRANO CASO DEL CECIL HOTEL.

 

"Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali"

 Emily Dickinson. 

"Dimora in pace nella casa del tuo spirito e il messaggero della morte non potrà toccarti".

 Guru Nanak.

 Ci sono luoghi che raccontano una storia, così come ci sono luoghi che sono essi stessi la storia che raccontano.

Poi, come se questo non non bastasse, esistono anche posti perseguitati dalla loro storia.

Si tratta di una categoria più limitata, ma esiste. Ed in un certo senso è come se la creassimo noi, con la nostra attenzione, con le nostre azioni. Gli antichi, i nostri progenitori, davano un nome ad ogni cosa, facendo questo lo deificavano. Gli attribuivano un potere. Di vita o di morte, sempre di potere si parlava.

Genius Loci, lo chiamavano i latini.

Lo spirito di un determinato posto. Abitato in via temporanea o permanente, ogni luogo frequentato da persone possiede un suo genius loci.

I Latini però aggiungevano nelle loro invocazioni ai vari "genii locorum" la frase " sive mas sive foemina". 

"Che sia Maschio o che sia Femmina", "Che sia uomo oppure donna non importa". Perchè degli spiriti non si conosce il sesso.

Ora provate ad immaginare un posto, un luogo, una abitazione il cui "genius loci" sia impazzito.

Prendiamo il Caso dell' Hotel "Stay on Main". Ma se questo nome non vi dice niente, non preoccupavi. Il nome è stato aggiunto da poco. Per lungo tempo questo albergo di Los Angeles ha posseduto un altro nome. Gli abitanti della città delle Stelle lo conoscevano come il Cecil. L'hotel Cecil. E tutti loro conoscevano la sua storia.

Iniziò tutto con tre entusiasti sognatori.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Conclusione.

  I post precedenti di questo ciclo sono apparsi QUI, QUI e QUI Il dossier orginale su Roanoke invece è uscito in due parti QUI e QUI

"Gli uomini non sono prigionieri del fato, ma piuttosto rimangono più facilmente  prigionieri delle loro menti. "

 Franklin Delano Roosevelt

 "Tutto è un enigma e la chiave di un enigma è un altro enigma."  

Ralph Waldo Emerson

A volte i peggiori disastri vengono compiuti da persone anche in buona fede ma fin troppo convinte di avere ragione, anche quando più di un dettaglio dovrebbe far nascere almeno qualche dubbio, perfino quando è il mondo intero che urla in maniera sempre più disperata la falsità delle convinzioni riportate. Questo è quanto è successo finora nella vicenda delle Dare Stones. L'ostinazione e l'ossessione del professor Haywood Pearce Jr nel fidarsi delle persone sbagliate è l'esempio del caso in questione. La rivelazione della frode attuata da Bill Eberhardt rappresenta a lungo l'atto tombale di tutta la ricerca del destino dei coloni scomparsi.

Le ricerche si fermano, molti studiosi tolgono il sostegno inizialmente dato, troppo forte è la paura di vedere associato il proprio nome a quello che si sta rivelando il più grande abbaglio della Storia dell'archeologia statunitense. Lo stesso esimio professor Morison dell'Università di Harvard, dopo l'entusiasmo iniziale, si affretta a dichiarare al mondo intero di aver sempre dubitato della veridicità delle Dare Stones. La Seconda Guerra Mondiale che sempre più forte sta battendo alle porte della giovane nazione fa il resto. 

Rimane però la prima delle Pietre, quella trovata sul fiume Chowan da Louis Hammond e che ha dato inizio a tutta la ricerca.

Anche se Boyden Sparkes, il giornalista che ha rivelato la falsità di tutte le altre, promette di investigare anche su di questa molti elementi, diversi dettagli rimangono aperti.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Espansione!

I primi due post sono apparsi  QUI e QUI.

"Alcuni luoghi sono un enigma, altri una spiegazione."
F. Caramagna

 "Se tutti gli enigmi sono risolti, allora le stelle si spengono. Se tutto il segreto è restituito al visibile, e più che al visibile, all'evidenza oscena, se ogni illusione è restituita alla trasparenza, allora il cielo diventa indifferente alla terra. " 

Baudrillard

 C'è qualcosa di sottilmente perverso e nascosto nella mente umana, per parecchi tra noi prima o poi scatta quello spunto che si trasforma in un ossessione, è un fuoco che divora dall'interno e che solo al momento dei bilanci finali potremo dire se è stato benefico o distruttivo. Per il professor Haywood Pearce Jr e per i suoi familiari quell'ossessione è rappresentata dalla ricerca di prove del passaggio dei coloni perduti di Roanoke sul territorio americano. 

Lo studioso, sulla base degli indizi forniti dalla pietra del Chowan River, si dice sicuro di aver individuato il luogo dove i sette coloni superstiti si sarebbero diretti.

Edenton nel North Carolina.

Comincia così una ricerca che cambierà il corso di parecchie vite. 

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. - Ouverture.

L'introduzione è apparsa QUI

 


  " La vita non è un problema da risolvere. È  un  mistero da vivere. "

 Soren Kierkegaard.

  "Non c’è cura per la nascita e la morte se non  godersi l’intervallo. "

George Santayana.

  Per ogni cosa c'è sempre un evento scatenante.

Di solito è un qualcosa di piccolo, inavvertito, trascurato perfino sottovalutato. Un fulmine si abbatte su un albero e un ominide scopre il fuoco, un viandante sul ciglio di una montagna sposta con le sue scarpe un granello di terriccio e sul villaggio ai piedi della montagna si abbatte una valanga. Si comincia sempre da un unico piccolo passo. Un  singolo ben definito avvenimento. Poi le cose  sfuggono di mano....  

O forse, ancora più semplicemente, acquistano vita propria.

 Nel nostro di caso, quel simbolico primo granello cade dall'ancora più simbolica montagna nel 1937. Ma se fossimo dei registi e dovessimo dar vita ad un film, questa vicenda potremmo farla iniziare così: con una porta che si apre e un viaggiatore arrivato da lontano che è anche portatore di un antico messaggio.

RITORNO A ROANOKE: LO STRANO CASO DELLE DARE STONES. -Preludio.

E' il momento di riprendere alcuni dei miei primi dossier sul Mistero, dandogli alcune ggiunte o aggiornamenti. Cose magari non inserite all'inizio per mancanza di spazio o perchè all'epoca non li conoscevo, oppure alcune novità intervenute nel frattempo dalla stesura degli articoli iniziali.

 

“Nella storia del mondo ci sono avvenimenti misteriosi, ma non insensati.” 

Vladimir Solovyov.

“Uomo, nessuno ha mai misurato la profondità dei tuoi abissi; mare, nessuno conosce le tue ricchezze segrete, tanto siete gelosi di conservare il vostro mistero."

Baudelaire.

Niente finisce mai del tutto, ci sono vicende che invece di esaurirsi nel tempo ci conducono per mano seguendo nuove diramazioni, direzioni inaspettate e tasselli che si agigungono l'uno dopo l'altro. I Miti si dice che si auto-alimentino da soli, in realtà siamo noi a non mettere mai la parola fine. E' la nostra sete di conoscenza, la nostra curiosità ed anche le nostre paure a fare la differenza. Se da un lato questo mondo ci appare sempre più piccolo, dall'altro le sorprese che ci riserva rendono giustizia alle nostre più recondite aspirazioni. 

Già, perché alcune umane vicende travalicano i confini della Storia ufficiale e finiscono per permeare in confini del Mito.

La vicenda della Colonia Perduta di Roanoke, ad esempio.

YOGT'ZE! LO STRANO CASO DI GUNTHER STOLL!- Seconda parte.

La prima parte è uscita QUI.


"Mai nessuno giudichi felice un uomo prima del giorno della morte, prima che la sua vita sia trascorsa priva di dolore."
Sofocle (Edipo re)

"Il futuro lo conoscerete quando sarà arrivato; prima di allora dimenticatelo"
Eschilo.

In tutte le storie arriva sempre un momento ben preciso.
Quello in cui gli eventi si fanno confusi.
Non solo dal punto di vista della narrazione, ma della natura fattuale stessa dei fatti. 
C'è un vuoto in quell'ultima notte del 26 ottobre del 1984.
Un vuoto quasi senza testimoni.
Quasi.

YOG'TZE ! LO STRANO CASO DI GUNTHER STOLL!- Prima Parte.

"Non c'è giorno a cui non segua la notte, non c'è notte senza alba...né gioia imperitura...né dolore infinito"
I- Ching.

"Il mistero fa parte della storia del mondo, è il lato oscuro della mente dove prendono vita le emozioni che non hanno una spiegazione. Senza il mistero tutto sarebbe piatto, l’arte e la scienza naufragherebbero in un lago stagnante e perfino il destino rimarrebbe ingabbiato nella rete dell’ovvio."
Romano Battaglia.

Siamo attratti da quello che non conosciamo, inutile negarlo.
Sin dai tempi dei nostri antenati più ancestrali abbiamo sempre cercato di conoscere quello che esisteva oltre i limiti di quello che vedevamo, abbiamo sempre tentato di scoprire quanto esistesse oltre i confini che delimitavamo.
E di volta in volta siamo andati oltre.
E' la nostra forza più grande e al tempo stesso il nostro limite maggiore.
Siamo condannati a non trovare pace.
Eppure per quanta strada potremo mai fare, per quante scoperte potremo effettuare rimarrà lo stesso qualcosa che non riusciremo mai a comprendere fino in fondo.
La mente umana.

Prendiamo il caso di Gunther Stoll, ad esempio.

TRATTI PER UNA GUIDA POCO RAGIONATA DEI PREMI LETTERARI DELLA FANTASCIENZA (E NON SOLO)- Introduzione Ancora Meno Ragionata.


La ricorrenza dell'assegnazione Premio Italia mi ha fatto venire l'idea per una serie di post riguardanti proprio i vari premi che animano il nostro amato settore. Chi mi segue da tempo sa che sono sempre abbastanza attento a questo argomento e che ogni volta che recensisco o segnalo un libro non dimentico mai di ricordare se il testo in questione (o qualcuno dei racconti che lo compongono nel caso si tratti di antologie o raccolte ) abbia vinto un determinato concorso o premiazione varia. Da un lato senza dubbio c'entrerà la mia maniacale natura di collezionista compulsivo  ma d'altro canto bisogna riconoscere che-come per tutti campi dello scibile umano- un riconoscimento rappresenta sempre l'attestazione di un gradimento presso lettori e colleghi.
Riconoscimento parziale e magari incompleto quanto si vuole, ma pur sempre un atto di gratificazione per il lavoro compiuto da quel determinato autore.
E dico parziale perché un Trofeo non rappresenta l' indice assoluto del successo di un autore, o della riuscita o meno di testo scritto ma finisce per diventare un ottimo biglietto di presentazione degli stessi.
I premi sia chiaro hanno un valore enorme,  fatti bene  per un opera letteraria possono diventare un attestato di qualità.
Non l'unico, uno dei tanti, non l'unico.
Volendo fare un paragone, proviamo a pensare ad un Mare, grande o piccolo che sia decidetelo voi.
Ma perché esista il Mare, bisogna che ci siano piogge abbondanti, fiumi che portano acqua.
Ecco i Premi sono uno dei fiumi, di quegli affluenti che portano l'acqua al settore.
Tanti affluenti, tanti metodi per giudicare.
Inoltre fenomeni come le fasi di candidatura, le cerimonie di assegnazione, le premiazioni e le manifestazioni in loro stesse costituiscono un importante momento di aggregazione per appassionati ed addetti ai lavori.
Nonché una occasione, anch'essa non certamente completa in maniera assoluta quanto si vuole ma importante per far si che l'intero settore si ponga della domande ed emetta dei punti fermi al riguardo della produzione letteraria e sull'evolvere delle sue tendenze annata dopo annata.
Insomma, i vari premi concorrono a creare un fenomeno importante per la vita del settore, non danno certo il quadro completo di quanto sta avvenendo ma ne compongono una parte non certo secondaria di questo stesso quadro.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO - Terza Parte

Le prime due parti sono uscite QUI e QUI.


" Un uomo può uccidere un fiore, due fiori, tre... Ma non può contenere la primavera."
Gandhi.
"Non avere paura | perché porto il coltello tra i denti, | ed agito il fucile come emblema virile. | Non avere paura della mia trentotto, | che porto qui sul petto. | Di questo invece devi avere paura: | io sono un uomo come te."
Franco Battiato.

Per quanto possano apparire diverse tra loro tutte le vicende umane si assomigliano almeno per una cosa, per un elemento specifico. Prima o poi potrebbe arrivare sempre il momento in cui tutti i segreti vengono svelati, le bugie potrebbero finire per essere scoperte e le azioni compiute e taciute venire fuori. E tanti dettagli o segnali sui quali in precedenza non ci si era soffermati a sufficienza adesso esplodono in tutta la loro singolare virulenza
Non sempre questo avviene ma quando capita, ebbene la vicenda si sta avvicinando al suo gran finale.
E spesso si tratta di un finale senza possibilità d'appello.
Per Antonio Boggia da Urio vicino Como quel momento giunge quando le forze dell'ordine cominciano a perquisire una certa cantina \magazzino a Stretta Bagnera in cerca di indizi.

ALLA STRETTA BAGNERA  UNA CANTINA UNA VOLTA C'ERA...

La Stretta Bagnera.
Un nome ben meritato.
Il viaggiatore che voglia addentrarsi per le vie  centrali di Milano senza volersi limitare solo ai suoi angoli più turisticamente conosciuti o nominati potrebbe ad un certo punto imbattersi in una stretta, strettissima viuzza a forma di L.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA, IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! - Seconda Parte

NOTA: Inizialmente il mio dossier sul Caso di Antonio Boggia avrebbe dovuto essere di sole due parti. Ma la seconda parte era venuta troppo lunga perfino per i miei standard. Data la mia assenza dal blog di questo periodo(causa impegni personali)  ho voluto dividere il post per poter disporre di una riserva di articoli per i presenti giorni. Di conseguenza il finale del dossier lo troverete in un terzo e conclusivo intervento che avverrà nei prossimi giorni e che conterrà anche una carrellata su alcuni serial killer precursori di Boggia e che operarono e furono condannati prima dell'Unità d'Italia.
Nel frattempo: Buona Lettura e Buon Halloween a tutti!

La prima parte è uscita QUI.

“Ero un errore della natura, una bestia impazzita”.
Andrej Romanovič Čikatilo

“In tutta sincerità noi odiamo questo mondo.”
Marshall Applewhite

Probabilmente in queste due frasi è racchiusa una parte della verità riguardo alla vera natura degli assassini seriali, qualcosa di quanto avviene all'interno delle loro menti o nel chiuso delle loro anime.
Sempre che ne possiedano una.
Già perché nonostante tutti gli studi in proposito, gli sforzi degli studiosi ed in barba a tutti i progressi fatti nel settore della Criminologia ci sarà sempre qualcosa che continuerà a sfuggirci del tutto, quella minuscola e sottile fiammella che ci fornisce il discrimine tra un essere umano ed i suoi simili.

Prendiamo il caso di Antonio Boggia, ad esempio.
Può essere definito un "errore della natura?" "Una bestia impazzita?" In tutta coscienza possiamo dire "Che odia il Mondo?"
Oppure si tratta semplicemente di un sociopatico che lucidamente persegue con fredda determinazione un suo -sia pur folle e malato- progetto personale?
E guai a chiunque si ponga sulla sua strada.
Anche questa però rischia di essere una definizione fin troppo riduttiva.
Nel frattempo il Mondo attorno a lui si è trasformato ancora una volta.

ITALIAN MONSTER: ANTONIO BOGGIA IL PRIMO SERIAL KILLER ITALIANO ! -Prima Parte.

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere."
Sigmund Freud.

“La storia non è altro che una raccolta delle deposizioni fatte dagli assassini circa le loro vittime e se stessi.”
Simone Weil.

Italiani Brava Gente!
Questo almeno si dice in giro.
Per anni, anzi per decenni ce lo siamo ripetuti in continuazione
Ingannandoci. Anzi, illudendoci alla grande.

Per lungo tempo ce la siamo raccontata dicendoci che eravamo un popolo gentile,incapace di cattiverie, per niente razzisti, generosi e lontanissimi da ogni tipo di ignoranza (e se per questo ci raccontavamo cose del tipo: "I No Vax non arriveranno mai in Italia". Vero?")
A questo poi si sono aggiunti i luoghi comuni che amano tanto all'Estero, quegli stereotipi romantici che vorrebbero ancora viva e presente l 'Italia degli anni '50s e dei film della Loren.
Eppure il Male è Male indipendentemente dalle latitudini, dal clima e dal tipo di alimentazione ed anche noi abbiamo avuto la nostra nemmeno troppo breve lista di criminali.
E non mi sto riferendo solo alla Mafia o alla Camorra, no sto parlando di quell'altra "lista della vergogna": gli assassini seriali !
Ecco una breve retrospettiva di coloro che aprirono l'oscura strada, dei primi serial killer italici.
Italiani Brava Gente?
Non tutti a quanto pare!

ANTONIO BOGGIA (1799- 1862)

.
Lui è stato il primo in assoluto a vedere la sua fine umana nell' Italia unita. Ma quando l' Italia ancora non era Italia c'era già quest'uomo conosciuto sotto diversi pseudonimi.
Uno peggiore dell'altro.
Mostro di Milano; Mostro di Stretta Bagnera e tantissimi altri.
Tutto questo e molto di più è stato Antonio Boggia.
Nato ad Urio dalle parti del Lago di Como sul finire del XVIII ° Secolo già in gioventù ha diversi problemi con la giustizia, sia per motivi economici (truffa e cambiali scadute) sia a causa del suo carattere (veniva spesso coinvolto in risse sempre più sanguinose). Per questo fa quello che gli indesiderabili e quelli pronti a ricominciare daccapo hanno sempre fatto.
Trasferirsi all'Estero dove nessuno li conosceva
Nella complicata e peculiare geografia italica ottocentesca non era nemmeno una cosa così difficile:alle volte bastava andare nella città più vicina per trovarsi in un altra Nazione.
E Boggia compie lo stesso passo. Dal Lombardo -Veneto governato dagli Asburgo dove ha sempre vissuto si trasferì inizialmente nel Regno di Sardegna. Ma non per questo riesce a lasciarsi dietro i suoi demoni.

SIBILLA, ARIMA & LE ALTRE : STREGHE A MILANO. -Seconda Parte.

La prima parte è uscita QUI


"Il solo medico del popolo, per mille anni, fu la strega. gli imperatori, i re, i papi, i baroni più ricchi avevano qualche dottore di Salerno, qualche moro, qualche ebreo, ma la gente di ogni condizione, e si può dire tutti, non consultava che la saga o saggia donna. se non guariva, la insultavano, la dicevano strega. ma in genere, per rispetto e paura insieme, la chiamavano buonadonna o belladonna, dal nome che si dava alle fate."
Jules Michelet

"Adorabile strega, ami tu i dannati? / Dimmi, conosci l'irremissibile? / Conosci il Rimorso dai dardi avvelenati / cui il nostro cuore serve da bersaglio? / Adorabile strega, ami tu i dannati?"
Charles Baudelaire

La decapitazione alla quale viene sottoposto il presunto stregone Gaspare Grassi da Valenza rappresenta però solo un preludio, un semplice antipasto rispetto a quanto avverrà poi. Sarà un altro caso, un altro processo a fungere da spartiacque nella caccia alle streghe a Milano. Sia nella metologia della persecuzione, sia nel numero delle vittime coinvolte, ma sopratutto e specialmente nell'approccio che l'inquisizione attuerà nei confronti delle persone processate.
Una sorta di rito di passaggio che rappresenterà anche un sinistro punto di non ritorno.

- L'ALBA DELLA NOTTE.

La cosa comincia nel 1384 giusto un anno prima della condanna a morte del Grassi.

DIABOLICH, L'ASSASSINO CHE SFIDO' TORINO. - Seconda Parte

La prima parte è uscita QUI

"Proprio l'imperiosità del comando "non uccidere" ci assicura che discendiamo da una serie lunghissima di generazioni di assassini i quali avevano nel sangue, come forse ancora abbiamo noi stessi, il piacere di uccidere"
Sigmund Freud.

"Ognuno di noi è il suo proprio diavolo, e noi facciamo di questo mondo il nostro inferno "
Oscar Wilde.

La notizia dell'omicidio si propaga rapidamente.
Nel suo profondo la Torino del 1958 è un luogo che ama i suoi casi di cronaca, li coccola perfino perché questo ricorda ai suoi abitanti che anche sotto l'ombra delle Alpi l'imprevisto può accadere. I giornali locali finiscono così dare ampio spazio al delitto. Certo,come spesso accade nel nostro paese, non manca il rovescio della medaglia: diversi cronisti non fanno che rimarcare l'origine meridionale della vittima.
Come se queste cose non potessero certo accadere ad un nativo.
Quasi un modo per allontanare la paura, per renderla meno quotidiana. Ma alla fine si tratta solo la peggiore delle ipocrisie.

DIABOLICH, L'ASSASSINO CHE SFIDO' TORINO.-Prima Parte.

"L’odio e la cattiveria abitano due case confinanti: la seconda tiene sempre aperta la porta per la prima"
Proverbio Inglese.

"La cattiveria la puoi trovare anche nell’ultima delle creature. Quando Dio ha fatto l’uomo doveva avere il diavolo accanto."
Cormac McCarthy.


L'uomo è una ben strana creatura, in grado di aspirare alle più alte vette della creazione fino quasi alle stelle ma perfettamente capace delle più atroci bestialità. Un dualismo che ci ha sempre accompagnati sin dalle origini.
Un credente magari a questo punto tirerebbe fuori il Peccato Originale mentre un laico preferebbe parlare di scelte personali ed esperienze di vita.
Senza rendersi conto che probabilmente stanno parlando della stessa cosa.
La realtà è che non lo sappiamo, semplicemente non siamo in grado di saperlo. Nonostante tutto quello che abbiamo imparato ancora non ci conosciamo.
Probabilmente questo sarà un dualismo che accompagnerà la razza umana fino alla fine dei suoi giorni.
E gli esempi di malvagità pura non mancano.
Eccone uno.

SIBILLA, ARIMA & LE ALTRE : STREGHE A MILANO. - L'Inizio.

"Non lascerai vivere colei che pratica la magia."
 Antico Testamento. Libro dell' Esodo.

"Le streghe ammettevano nei processi di aver avuto rapporti col diavolo. Ci si rivolta il sangue! Come era possibile costringervele, se il diavolo non c'è! Ma la voce del buonsenso ci dice che non è vero, non è vero! Il diavolo esiste, era appunto l'inquisitore."
Stanisław Jerzy Lec.

Milano!
Una delle città più importanti d' Europa.
Quasi Un Milione e mezzo di abitanti.
I Celti Insubri che verosimilmente la fondarono la chiamavano Medhelan, un uomo, forse un capo, un certo Belloveso nel corso del suo peregrinare si trovò,racconta la leggenda, davanti un animale che stazionava nei pressi di un Santuario, la bestia in questione era una creatura quasi mitica: una Scrofa Semilanuta e ritenne che quello fosse il presagio che stava cercando per fermarsi e costruire un nuovo borgo. I romani che arrivarono di lì a poco l'avrebbero ribattezzata Mediolanum.
Sede della Finanza italiana, luogo di nascita di molte imprese ed attività.
Crediamo di conoscerla, in passato qualcuno ha pensato di poterla ridurre ad un semplice slogan.
Eppure non la conosciamo davvero.
Così come non conosciamo completamente nessuna delle città, dei luoghi e dei posti dove viviamo.
Alcune Storie si perdono col passare del Tempo; parecchie delle Umane Vicende che costellano il percorso degli eventi vengono dimenticati.
E' sintomatico. Scontato perfino.
Eppure ci sono Storie che fanno più male delle altre.
Che urlano perfino.
Eccone una.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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