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KULT ACTRESS: ROSALBA NERI & PATRIZIA VIOTTI, TRA VENERE E DRACULA.

 LE ATTRICI DEL "CINEMA BIS" ITALIANO.


 La storia del Cinema italiano è sempre stata costellata di varie fasi, momenti di grande crisi e attimi di rilancio, successi e fallimenti, Cinema d'autore accompagnato da una proliferazione di generi. Generi che spesso tra il pubblico italiano ed estero hanno ottenuto più successo del cosidetto " Cinema Alto".

I generi sono stati molteplici, dal peplum allo spaghetti western o lo spionistico passando per l'horror ed il poliziottesco, fino alla commedia erotica (quella con le varie Fenech e Bouchet per intenderci)  e quella all'italiana ( dai vari Totò e De Filippo fino ai quattro "Colonnelli" fino ai più recenti fenomeni odierni) giusto per citare quelli più conosciuti e ricorrenti .

Lo stato di salute di una cinematografia ha sempre dipeso dalla floridezza dei suoi tanti "rivoli" compresi quelli ritenuti, a torto secondo l'umile parere di chi scrive, più infimi. Rivoli che spesso hanno potuto approfittare della presenza di alcune presenze diventate di " Culto". Presenze di attori e di attrici i cui volti e nomi sono stati indissolubilmente legati a quei film.

Oggi però si parlerà principalmente di Attrici.

L'altra metà del Cielo si sarebbe detto una volta .

Creature bellissime, il cui aspetto fisico in alcuni casi ha finito per eclissarne il talento.

ATTORI IN INCOGNITO.

 Sempre più spesso stiamo assistendo ad un fenomeno interessante per quanto riguarda le produzioni per il piccolo e grande schermo, un fenomeno che non va certo ad incidere sulla qualità di film e telefilm ma che aggiunge curiosità nei confronti dei singoli prodotti. Accade infatti di continuo di scoprire o di accorgersi in un secondo tempo della presenza di attori, se non proprio famosi almeno di una certa importanza, dei quali all'inizio non se ne è notata nemmeno la presenza. O perché impiegati in camei piccoli o solo verbali o perchè ingaggiati per parti per le quali risultano coperti e nascosti dalla computer grafica o da quintalate di trucco old style.

 Una pratica che nel Cinema è sempre esistita però nell'ultima decina\ quindicina di anni si è decisamente implementata, complici i successi di operazioni come il Batman Nolaniano o la vagonata delle produzioni del Marvel Cinematic Universe.

 Di uno di questi casi, quello di Alexis Denisof ne ho già parlato tanto tempo fa QUI.

Però si tratta solo della punta dell'iceberg, di situazioni interessanti e curiose ce ne sono diverse.

Oggi parlo di alcune di queste.

ATTORI PER CASO

 

 Anni fa mi è capitato di parlare di una persona e cioè Bill Hinzman diventato attore per caso, un uomo che di mestiere faceva ilfotografo di scena e il direttore delle luci per un giovanissimo George A. Romero, solo che per tutta una serie di circostanze nel 1968 si ritrovò a recitare in uno dei film più seminali di tutta la storia del Cinema tout court e cioè quel Night of the Living Dead . 

Frank Silva sul set di Twin Peaks.
 

Se siete curiosi la sua e tante altre storie le racconto QUI.

 Tuttavia il suo non è stato l'unico caso e nemmeno il più eclatante.

Ecco un altro paio di casi di persone arrivate sul set per lavorare dietro alle telecamere e poi finiti a lavorarci davanti come attori.

Le eccezioni in un mondo dove se cominci in una categoria rischi davvero di trascorrere tutta la vita in quel ruolo.

FRANK SILVA. (1950-1995)

Il suo è un caso veramente emblematico.  Ha cominciato come scenografo e sotto questa veste era stato assunto da David Lynch per lavorare nell'episodio pilota de I Segreti di Twin Peaks e, per la verità, Silva fece anche un lavoro egregio. Non tutti si fidavano perché lo scenografo un decennio prima aveva avuto problemi di droga, ma non il regista che volle dargli una possibilità. Poi però Lynch ebbe uno dei suoi periodici colpi di testa ( o di genio, che tanto è la stessa cosa) e volle girare la famosa scena con Silva accucciato ai piedi del letto nella stanza di Laura Palmer mentre la madre della ragazza defunta (interpretata da Grace Zabriskie urlava disperata). Per ammissione dello stesso regista e della maggior parte dei suoi collaboratori buona parte della trama non era ancora stata pensata, perlomeno non fino in fondo. 

I CLONI DI BUD SPENCER & TERENCE HILL.

 


 Ultima puntata della stagione per Kult Actors, nei miei sempre più estemporanei interventi sugli attori e sui caratteristi che hanno animato il Cinema di genere. Stavolta devierò dai soliti temi nocturniani e mi concentrerò su un genere, uno molto popolare, all'epoca della mia infanzia (tanto tempo fa lo so) quello della commedia avventurosa (a volte western a volte di ambientazione contemporanea) con protagonista una coppia di riparatorti.

Era la prima metà degli anni '70s ed eh si, avete capito tutti che mi riferisco alle pellicole del duo Bud Spencer- Terence Hill. E del resto lo avevo preannunciato già dal titolo.

Erano commedie garbate, per famiglie come si direbbe oggi, con tante scazzottate, come si diceva allora, ma dove alla fine non si faceva mai male nessuno. Chiunque sia stato bambino in quegli anni ricorda i pomeriggi al Cinema in famiglia (nel mio caso era il mio amatissimo nonno materno a portare me e mia sorella Raffaella alle prime visioni), le colonne sonore degli "Oliver Onions", le Dune Buggies -altro status simbol dei primi del decennio- le mangiate stratosferiche a suon di birra e salsicce, le continue battitine tra i due e, tanto per ripetermi, le botte da orbi che i vari comprimari si beccavano a suon di risate.

Commedie per famiglie, dicevo. O quasi....

Perché, a volerli vedere insieme, la coppia pareva talmente male assortita: c'era il " bello" Hill, idealista, sensibile, protettore delle cause perse e sempre pronto a gettarsi a capofitto in tutte le situazioni apparentemente senza via d'uscita. E poi c'era il "grosso" Spencer, corpulento, finto- burbero, apparentemente più cinico e restio a farsi trascinare dal suo compagno nelle avventure sempre più improbabili ma che poi alla prova dei fatti rivelava una insospettabile umanità.

VOLTI DA FILM: STRANIERI IN ITALIA - ATTO TERZO!

Che io sia un amante della cinematografia del passato è cosa nota ormai anche ai sassi. Specie quando si tratta di parlare dei cosidetti film di "genere". Il perché è presto detto: che si tratti di un film di Totò, di un horror di Mario Bava o di un poliziottesco degli anni '70s si riscontra spesso una creatività che il più delle volte latita nel cosidetto (e molto a sproposito "Cinema Alto"). Per quanto riguarda la differenziazione Cinema d'autore - Cinema popolare, per me semplicemente non esiste. Conta quello che che il film riesce a comunicare. E tante volte, più di quelle che gli stessi critici riuscirebbero ad ammettere riescono più a comunicareal pubblico registi come Armando Crispino o gli stessi Fulci e Bava che nella loro vita hanno fatto quasi solo film di "genere"di tanti "autori" molto più incensati. E che dire di talenti come Elio Petri o Pupi Avati?

Lo stesso ragionamento si può fare per gli attori.

Osservando i cast, i nomi coinvolti in ogni pellicola si possono scoprire tante connessioni, decine di talenti, di professionisti a volte dignitosi a volte bravissimi che con la loro semplice presenza arricchiscono il film stesso, lo rendono riconoscibile.Inoltre ci danno la possibilità di comprendere l'evoluzione stessa del medium Cinema nel corso del tempo.

Così continuo a parllare di alcuni attori stranieri che lavorarono in Italia (ne ho parlato QUI e QUI e QUI) ma il discorso è bel lontano dall'essere concluso.

Ecco quindi un altro paio di nomi da ricordare tra coloro che impreziosirono il nostro Cinema:

IL CINEMA ITALIANO CHE NON TI ASPETTI #3: MACISTE ALL'INFERNO (1926)

Esistono diversi pregiudizi attorno al Cinema italiano, ma anche troppi luoghi comuni. Una convinzione sbagliatissima sviluppatasi in questi ultimi decenni, come ben sanno tutti gli appassionati e gli esperti nostrani della settima arte, è che nel nostro paese si possano e si debbano realizzare solo film che "mimino" la realtà, di conseguenza a lungo sono stati considerati come "socialmente accettabili" solo quei pochi film d'autore o le tantissime commedie che ancora si producevano, dimenticando così che per tanti anni i registi nostrani hanno prodotto tantisissimi horror\ thriller\ poliziotteschi o western diventati kult mondiali. Per fortuna si tratta di un luogo comune che, sia pur molto lentamente, si sta infrangendo, anzi stiamo assistendo ad una,sia pur piccola, inversione di tendenza grazie all'azione di tanti validi registi. Poi però ci sono anche delle abitudini, magari involontarie, magari anche legittime, portate avanti dagli esperti nostrani e dalle "teste pensanti" delle nostre televisioni.

Mi riferisco ad una politica attuata dalla maggior parte delle emittenti italiane nel trascurare interi decenni (diciamo fino al 1939) della produzione cinematografica italiana allontanandola dalla programmazione delle varie reti televisive. I motivi possono essere tanti: le pellicole mute possono risultare ostiche a molti, buona parte delle commedie prodotte durante gli anni '30s spesso risultano superate o ricche di riferimenti ad una estetica o morale diciamo così vicine agli ideali del regime fascista. Senza contare fattori più tecnici: obiettiva lentezza di alcune produzioni, il  cambio dei gusti del pubblico o le difficiltà nel reperire diverse pellicole in buone condizioni e così via.

Eppure facendo così spesso si finisce per far cadere nel dimenticatoio alcune cose interessanti. Nel corso delle puntate precedenti di questa serie ho cercato di recuperare dall'oblio due pellicole atipiche (QUI e in due puntate QUI e QUI) uscite nel lontano passato, oggi arrivato alla fine dei questo ciclo, vado più indietro nel tempo per occuparmi esattamente di un film muto.

Come molte delle cose di cui mi occupo però anche stavolta ci saranno diramazioni impreviste.

QUALI SONO LE VOSTRE ATTRICI PREFERITE DI FILM & SERIE TELEVISIVE HORROR, SCI-FI E FANTASY?

 Un paio di giorni fa la mia amica Mariella sul suo blog ha proposto un articolo che lei stessa definisce goliardico se non proprio pecoreccio. No, fermi, alt! Non aspettatevi nulla di eccessivo o a luci rosse, quella di Mariella era stato un garbato divertissement per sfuggire per un attimo a quel pesante clima che stiamo respirando da tanto troppo tempo fatto di virus contagiosi, di "esperti" litigiosi che si smentiscono a vicenda e di zone rosse, gialle, arancione, fucsia, a pois o a righe irregolari.

  Prima di andare avanti, una premessa: sono ovviamente molto preoccupato per la situazione e prendo molto sul serio la lotta al coronavirus e le metodiche di prevenzione dello stesso, ma cerco di fare anche io la mia parte per rendere qualche ora più gradevole per tutti noi.

In sintesi e con molto garbo Mariella ha presentato una sua personale classifica di quelli che ritiene i cinque attori più gnocchi ahem affascinati del momento. Se siete interessati, il blog è QUESTO mentre QUI trovate il post in questione. L'idea mi è sembrata divertente e sono intervenuto nei commenti dando una mia personale lista di alcune tra quelle che considero le attrici più belle del momento. Non certo le uniche e nemmeno le più famose ma quelle attualmente per il sottoscritto possiedono quel quid seduttivo in più.

Però, però, però, perché non sfruttare tutto questo, l'ispirazione ricevuta per un bel post a casa mia su Nocturnia?

Niente di complicato e cerebrale. Una semplice lista.

Naturalmente, essendo Nocturnia un blog che si occupa di determinati argomenti e generi, citerò solo alcune attrici contemporanee apparse in produzioni fantascientifiche, horror, fantasy o thriller.  Ma voi se preferite potrete nei commenti (in base ai vostri gusti e alle vostre conoscenze) citare anche attori di entrambi i sessi, oppure riandare indietro con la memoria e ricordare bellezze del passato..



 

Ringraziando sempre Mariella, per la bella idea che mi ha fornito. in sintesi: se non vi piace date pure la colpa a me, ma se l'idea vi sconfinfera riconoscete tutti i meriti a lei.

Ecco quindi la mia personale lista delle attrici che mi hanno colpito maggiormente come bellezza ma anche come talento in questi ultimi tempi:  

VOLTI DA FILM: I NATURALIZZATI.

 Volevo solo avvertirvi che per la prossima settimana potrebbe non uscire nessun post su Nocturnia. Ricordate quando dissi che questa estate avrei dovuto dipingere casa? Beh, per tutta una serie di motivi (concorsi anticipati e lutti familiari) ho dovuto rimandare a questi giorni, domani comincio l'impresa, inoltre ho promesso ad un amico di scrivere un articolo per una bella rivista che lui sta dirigendo. Di conseguenza la prossima settimana sarò ancora più assente, ma non vi preoccupate ( o non nutrite troppe speranze LOL) Tornerò presto a postare e a visitare i vostri blog.....è una minaccia una promessa. RI-LOL. Nel frattempo godetevi questo post.

 

 

Oggi mantengo una mia vecchia promessa.
Due anni fa (QUI per la precisione) al termine di un articolo di questa ormai longeva serie sugli attori di "culto" televisivi e cinematografici europei che avevano arricchito il nostro Cinema di genere con la loro presenza avevo preannunciato un imminente post incentrato su quegli artisti che avevo definito come "naturalizzati".
Definizione forse non esaustiva e magari anche riduttiva, però l'occasione mi permette di potermi concentrare su un gruppo di attori importantissimi, di cui non si parla quanto meriterebbero.
Poi a causa di tutta una serie di imprevisti non ero stato in grado di tener fede all'impegno preso.
La vita e le sue rogne spesso infieriscono sui programmi più di quanto si tenda a pensare, oggi però riprendo pienamente la barra almeno con questo ciclo.
E presto tornerò ancora sull'argomento.
Se volete approfondire ecco i post precedenti (QUI e QUI)

KULT ACTORS: GLI INSOSPETTABILI.


Una delle maggiori maledizioni per un attore o per un'attrice avviene quando cominciano ad essere associati sempre e solo con le stesse tipologie di ruoli. Certo, tutti gli artisti hanno le loro peculiarità e ci sono attori più bravi in un ruolo rispetto ad un altro, però ci sono ad esempio fior fiori di attori comici che poi risultano crediblissimi anche quando recitano in parti drammatiche. Però, pubblico, registi e produttori (e a volte anche gli stessi attori) molto spesso si dimostrano estremamente pigri e preferiscono non rischiare. Per questo capita sovente che attori identificati con un certo tipo di Cinema raramente finiscano per andare oltre determinati tipi di ruoli o di generi.


Non sempre però.
Le eccezioni avvengono.
E sono molto meno rare di quanto si pensi.
A volte si tratta di piccole parti avvenute all'inizio di una carriera, volte di ruoli recitati quando si era già famosi però queste cose avvengono.
Ed ogni volta quando rivediamo quelle scene è sempre una sorpresa.
E' capitato anche nel Cinema italiano, con attori che anche noi di solito identifichiamo per i loro film brillanti  hanno recitato in film horror; fantastici o comunque molto vicini a quei generi.

Ecco a voi: gli Insospettabili"

GLI ATTORI DEL GOTICO PADANO.

I VOLTI DEI PRIMI FILM HORROR DI PUPI AVATI.

Mentre stavo lavorando ai seguiti dei miei dossier ancora in corso (non preoccupatevi arrivano presto le nuove parti sul "Caso Yog'tze" e "Le Streghe di Milano") mi sono reso conto che Nocturnia si sta avvicinando a raggiungere il Milione di visualizzazioni dalla sua nascita ad oggi, anzi probabilmente quando leggerete queste righe potremmo aver già superato questo simbolico traguardo. 
Mi rendo conto che non si tratta davvero di un milione di persone passate in questi nove anni di blogging ma degli stessi lettori che spesso e volentieri tornano a leggere i miei deliri, ma la cifra mi fa lo stesso tremare i polsi e mi rende felice.
Per un piccolo blog che racconta argomenti di nicchia questo è un traguardo importante, grazie a tutti.
Ne approfitto per realizzare un piccolo post, su un argomento per me riposante.


Alcune settimane fa diverse reti nazionali, compreso il neonato canale Cine34 hanno voluto omaggiare il grande regista Pupi Avati trasmettendendo molti dei suoi film, compresi diversi dei suoi lavori delle origini che da decimillenni non venivano più replicati e non trovavano più spazio nei palinsesti delle reti nostrane. Molti appassionati, specialmente quelli che conoscevano solo i lavori più recenti del cineasta bolognese hanno scoperto un lato, per loro, inedito di Avati. Sto parlando della sua fase horror, quando per lui venne praticamente coniato il termine di "Gotico Padano".
Si trattava di film a volte tipicamente perturbanti a volte semplicemente grotteschi che tratteggiavano una immagine molto diversa da quella solita dell' Emila-Romagna godereccia e disinibita che conosciamo tutti ma che spesso finisce per diventare un mero stereotipo. Quella dei film di Avati era una realtà di leggende e superstizioni contadine, di paure secolari, di villaggi isolati rinchiusi su sè stessi e difficilmente raggiungibili, di indicibili orrori nati tra i canali e gli acquitrini del ferrarese, di pittori maledetti che ritraggono vere agonie, di nebbie autunnali e di estati malate, di deviazioni umane partorite all'interno di un humus sociale e territoriale umido ed afoso.
Ma anche di atmosfere appicicaticcie e disperate.

INTERVISTA CON LEVENT CAKIR! L'UOMO CHE FU "ZAGOR".

"MOLTI FILM TRASH TURCHI MERITANO DI RICEVERE UN AMICHEVOLE RISPETTO, NON UNA FORMA SUPERFICIALE DI DERISIONE."

INTERVISTA ESCLUSIVA A LEVENT CAKIR / ACTION STAR TURCA  E STUNTMAN, IL PRIMO E -ANCORA - IL SOLO “ZAGOR” NELLA STORIA DEL CINEMA MONDIALE
Di Nick Parisi
Levent Cakir oggi.


Oggi è il giorno di Levent Cakir, vi propongo l'intervista realizzata con l'attore turco, interprete nel suo paese di molti film di genere. In Italia lo conosciamo sopratutto per la sua interpretazione del bonelliano "Spirito con la Scure"in due pellicole "apocrife" dell'inizio degli anni '70s
Parlare con Levent Cakir significa scoprire un mondo cinematografico quasi totalmente sconosciuto per noi italiani, ma anche parlare del mondo dei fumetti, di come essi possano influenzare intere vite e di come possano creare legami di amicizia tra persone provenienti di paesi diversi.
Ci sono alcune persone che desidero ringraziare: in primis ovviamente lo stesso Levent Cakir per la sua gentilezza e disponibilità,tutte le mie interviste sono importanti, tutti i miei intervistati mi hanno regalato qualcosa di speciale però raramentedurante tutta la mia vita di blogger ho visto qualcuno mettersi a nudo in maniera così totale e con una tale partecipazione trasmettendoci una passione così totalizzante come ha fatto Levent Cakir oggi. Se noi esseri umani siamo fatti della stessa materia con cui sono fatti i sogni, beh...per fare una citazione a tema, la Forza scorre ancora potente in Levent Cakir. Poi c'è il mio amico TOM che mi ha fornito molti spunti interessanti. Infine il giornalista ed esperto di cinema turco Ali Murat Guven, il cui apporto è stato fondamentale per la riuscita finale di questa intervista. Tra le altre cose Mr. Guven mi ha inviato tantissime immagini stupende, mi dispiace anche di non averle usare tutte.
Queste tre persone meritano tutta la gratitudine ed i complimenti possibili ed anche se ne ricevessero a milioni ancora non sarebbero abbastanza.
A tutti voi lettori auguro buona lettura ! Dò il benvenuto a tutti, un saluto speciale a tutti i lettori ed appassionati turchi che dovessero venire per la prima volta su Nocturnia a leggere questa intervista.
Alla fine della versione italiana troverete l'originale in lingua inglese.
Attendo le vostre impressioni e commenti in proposito.

(For english version please scroll down )

Nick: Benvenuto su Nocturnia Levent Çakır, quali sono stati i tuoi inizi nel mondo del cinema?

Levent Çakır:  Mio padre è morto nel 1952, io ero un bambino piccolo di appena due anni. Quindi, non ho nessun ricordo nemmeno di come fosse la faccia del mio papà. So solo che mio padre è andato nella Turchia orientale per svolgere il servizio militare. Lui era in artiglieria ed è morto accidentalmente durante un' esercitazione sul campo dell'esercito turco. Le condizioni naturali sono molto difficili in Anatolia. Soprattutto nei periodi invernali ... Alcuni suoi amici del servizio militare hanno parlato della sua morte negli anni successivi e hanno detto che è morto in una giornata molto nevosa a causa di un errore di calcolo. Il proiettile sparato da un mortaio è caduto vicino ad una intera squadra che è andata completamente sterminata. Il suo corpo è stato sepolto in un cimitero nella città di Erzurum, nell'Anatolia orientale. Molti anni fa ho visitato Erzurum, ma non sono riuscito a trovare la sua tomba. Non c'erano abbastanza informazioni nei registri militari.

VOLTI DA FILM: EROI DUE O PIU' VOLTE!

Argomento decisamente riposante oggi per un post ancora più tranquillo.
Ormai se ne è accorto anche il più distratto o disinformato tra noi: i Cinecomics, cioè i film tratti da fumetti, rappresentano uno dei fenomeni più sfruttati dalla cinematografia moderna.  Che li si ami o che li si detesti non si può ignorare l'esistenza di pellicole come Logan o Avengers Endgame e di norma i Cinecomics più redditizi e fortunati salvo rare eccezioni sono quelli ad argomento super eroistico. Gli attori fanno a gara per interpretarli, i registi migliori si contendono i titoli, stessa cosa per gli sceneggiatori.
Eppure non è sempre stato così.


Copyright : Marvel &DC Comics

Fino a pochi anni fa per molti interpretare o lavorare in un film tratto da un fumetto veniva considerato come un incidente di percorso nella propria carriera.
Nel 1978 il regista Richard Donner dovette faticare non molto a convincere uno scrittore che conosceva per convincerlo a collaborare alla stesura della sceneggiatura del primo film di Superman, l'artista in questione (no non era Mario Puzo l'autore de Il Padrino, che invece partecipò senza problemi alla prima stesura realizzando però uno script ritenuto troppo lungo ma Tom Mankiewicz, che per puro sadismo cancellò tutto quello che era stato scritto da Puzo). Secondo Donner il suo amico Mankiewicz, almeno inizialmente, non ne voleva proprio sapere di lavorare ad una pellicola che parlasse di un personaggio dei fumetti.
Per la cronaca, non solo Tom Mankiewiz cambiò idea ma per la sua e la nostra fortuna realizzò un'ottima sceneggiatura.
Tuttavia la storia è significativa di quanti preconcetti ci siano stati e ci siano ancora riguardo all'argomento.
Ma non è questo quello di cui parleremo oggi.

SCHEGGE DAL BUIO #1: ISTANTANEE DA "IL FANTASMA DELL'OPERA "(1943)


Oggi provo a lanciare una nuova rubrica.
Più che altro si tratta di un tentativo, un modo per parlare di un argomento (che sia un film, un libro o di qualsiasi altra cosa) semplicemente tramite brevi schede, piccole informazioni legate tra loro tramite un fil rouge estremamente definito.
Iniziamo parlando di una pellicola del 1943, per la precisione Il Fantasma dell'Opera, uno dei tantissimi adattamenti cinematografici del romanzo di Gaston Leroux, non una delle più famose, non una delle più recenti.
Non sarà quindi una recensione, ma una serie di dettagli sul film.
Delle schegge, per l'appunto.
Vediamo come andranno le cose.

Per il ruolo di Erique Claudin, l'incarnazione in carica del "Fantasma" venne scelto l'attore britannico Claude Rains ( 1889-1967). Londinese di origine, Rains era dotato di una bella voce e di una certa mimica facciale molto posata ed aristocratica,sempre apparentemente imperturbabile. L'una e l'altra però non erano innate ma erano frutto nel primo caso (la voce) di un lungo e costante esercizio. Rains in gioventù aveva sofferto di gravi problemi di dizione (secondo la testimonianza della figlia, l'uomo non riusciva a pronunciare diverse consonanti come la erre e solo grazie ai ripetuti corsi di dizione era riuscito a risolvere parzialmente il problema )mentre per il secondo caso (l'espressione) era dovuta ad una parziale cecità dovuta ad alcune ferite riportate durante la grande guerra che costringevano l'attore a limitare le sue azioni sul set ponderandole sempre bene.
Fu sopratutto grazie alla sua rinnovata ed esercitata voce che Rains cominciò ad essere notato, in principio come attore teatrale e poi successivamente come interprete per il grande schermo.

VOLTI DA FILM : I NATURALIZZATI -Prima Parte.

Il presente post rappresenta il seguito ideale di una serie dedicata agli attori stranieri che fecero grande il Cinema di genere italiano e straniero. I post precedenti li potete leggere QUI e QUI


Il mondo è bello perché è vario, questo almeno si diceva un tempo e, personalmente, ritengo che la ricchezza stia nella varietà, nell'amalgama delle differenze.
Certo, mi rendo conto che non si tratta di una cosa semplice, da un lato ci vuole una gran volontà di accettare il diverso, dall'altro lato ci vorrebbe una grandissima volontà di integrarsi, di comprendere a tutte le gradazioni possibili della scala cromatica la realtà dove si va a vivere.
In ogni modo quello che è sempre fondamentale è il reciproco e totale rispetto.
Tranquilli, non fate quelle facce,non intendo mettermi a fare un discorso politico, ancora una volta sto per mettermi a parlare del nostro Cinema Bis.
Anché perché certe cose sono sempre avvenute, magari su dimensioni più piccole, leggermente più ridotte rispetto all'attuale momento.
Però sono sempre avvenute.
Come il fenomeno dei "natualizzati" nel calcio o nel Cinema.

Volendo andare a comprenderne meglio il significato, alla voce naturalizzare il dizionario Treccani, fornisce questa definizione:  1. Concedere a uno straniero il diritto di cittadinanza che si diceva un tempo naturalità; nel rifl., non com., chiedere e ottenere tale diritto: s’è naturalizzato italiano
In un certo senso può essere considerato come "naturalizzato" anche il buon Tom Felleghy, di cui si è parlato nel primo capitolo di questa serie, oggi però voglio dedicarmi a tre figure in particolare.
Andiamo a cominciare.

- ANDREA BOSIC

Di questo attore di origine slovena (era nato a Maribor nel 1919) ma diventato orgogliosamente italiano d'adozione si parla sempre troppo poco, tutavia con il suo aspetto elegante e la sua recitazione, al tempo stesso, sobria ed auto-ironica ha impreziosito numerose piece teatrali, diversi sceneggiati dei primissimi anni della Rai e parecchi film della cinematografia nostrana.

La sua avventura comincia nel 1945 quando dopo essersi diplomato all'Accademia d' Arte Drammatica di Roma comincia a recitare per i Teatri dello Stivale, calca le scene assieme a personaggi come Anna Magnani e Vittorio Gasman, poi negli anni '50s passa al Cinema e alla nascente televisione di Stato.
Sul grande schermo appare spesso in varie produzioni peplum o di avventura, sempre e comunque in ruoli secondari,più raramente come comprimario. Come accadrà più avanti al già citato Felleghy, anche Bosic vivrà il destino di essere scelto per rivestire parti da anglosassone, ma lo sloveno-romano non solo non se ne curerà ma, anzi, reciterà sempre i suoi personaggi con gran divertimento e professionalità anche quando si troverà ad affiancare i benemeriti (e lo dico con tutto il rispetto e l'ammirazione possibili) Franco & Ciccio in parodie quali Due Mafiosi contro GoldGinger del 1965.
Ricapitolando, quindi: tanti film in costume, numerosi spaghetti-western, comedie come se piovesse, però piano piano, arrivano anche i film che ci interessano come horror e cine-comix


Si comincia nel 1962 quando Riccardo Freda lo chiama ad affiancare il Maciste interpretato da Kirk Morris (in realtà l'ex gondoliere e culturista veneziano Adriano Bellini) nel bislacco
Maciste all' Inferno, singolare prototipo di incontro tra il peplum e l'horror,streghe e demoni che incontrano semidei ed eroi greco-romani, insomma uno di quei film che prima o poi il buon Quentin Tarantino desiderebbere copiare omaggiare.
Nel  biennio'66/ 67 Bosic interpreta il baffuto ispettore Milton nel dittico Kriminal ('66) e Il Marchio di Kriminal  dell'anno dopoe, tanto per non farsi mancare niente, una piccola parte anche nel "concorrente" Diabolik di Mario Bava (è il direttore della Banca beffata dal ladro mascherato)

La carriera di Andrea Bosic terminerà negli anni '80s giusto in tempo per accompagnare gli ultimi sussulti del nostro Cinema del Terrore.
Nel 1982 è infatti parte del cast di Manhattan Baby di Lucio Fulci, mentre tre anni dopo sarà un prete esorcista nel demoniaco 7, Hyden Park-La Casa Maledetta di Alberto De Martino.

Superata quella soglia Bosic compirà le sue valutazioni, piuttosto di essere l'ennesimo testimone di una cinematografia morente preferirà ritirarsi e trascorrere i suoi ultimi anni a Bologna, nella Casa di Riposo Lyda Borrelli per artisti drammatici, lì morirà nel 2012 in silenzio e dignità.
Esattamente com'era sempre vissuto.
Ma non era nemmeno lui l'esempio più importante dei frutti dell'impegno degli attori "naturalizzati" nel nostro mondo dello spettacolo, questo verrà -e ne parleremo nel prossimo post- da altri due artisti  provenienti sempre dall'area dell' ex-Jugoslavia.
Un uomo e sua sorella.
I Rassimov.
(Continua....)

VOLTI DA FILM: STRANIERE IN ITALIA

Questo post rappresenta il seguito ideale di quest'altro pubblicato QUI.

Donne.
L'altra metà del cielo.
Anche nel Cinema.
Come ripetuto più volte c'è stato un periodo in cui la nostra industria cinematografica era molto fiorente, al punto che a Roma giungevano attori ed attrici da tutto il mondo pronti a tutto pur di lavorare da noi.
Il nostro era un Cinema a metà strada tra l'alta professionalità e l'estrema artigianalità (nel senso buono del termine) nel quale si poteva davvero trovare di tutto, nel bene e nel male.
La vera forza della nostra cinematografia non stava però solo nell'industria autoriale, ma era data dall'alta pluralità di generi, di produzioni minori dalle più dignitose a quelle più scassate e cialtronesche.
I generi erano molteplici, in questa sede ovviamente ci limiteremo alle pellicole del terrore, a quelle fantascientifiche e a quelle del cosiddetto giallo all'italiana (che spesso confluiva nell'horror,o si confondeva con esso)
Ecco quindi una piccola e parziale carrellata di artiste straniere transitate in Italia, alcune erano attrici vere,altre modelle che attrici lo sarebbero diventate poi, qualcuna sarebbe rimasta a lungo nel nostro paese, qualcun altra sarebbe durata giusto per la durata di un batter di ciglia tutte loro però hanno contribuito alla fama del nostro Cinema Bis

VOLTI DA FILM : STRANIERI IN ITALIA -Prima Parte

Un film può essere considerato più o meno interessante anche grazie agli attori coinvolti.
Lo stesso si può dire a proposito di una intera cinematografia, quella italiana durante i suoi anni d'oro ha avuto la fortuna ed il merito di attirare attorno ad essa un numero infinito di attori ed attrici provenienti da tutto il pianeta.
A volte ottimi interpreti.
In altri casi stupende modelle e bellissimi indossatori.
Più spesso bravissimi caratteristi, di quelli che aggiungevano valore ai film nei quali recitavano.
Qualche volta si trattava di ex  divi americani ormai decaduti che venivano a recuperare qualche briciola di popolarità nella Hollywood sul Tevere
Più spesso si trattava di giovani di belle speranze provenienti da tutta Europa per cominciare una brillante carriera a Roma.
Già in passato (QUI e QUI) ho dedicato spazio ai cosiddetti Volti da Film, come li chiamo io.
Oggi aggiungo un nuovo tassello, dedicando maggiore attenzione agli attori di origine europea.
In questo post e nel suo seguito (tra un mesetto) mi soffermerò su alcuni attori stranieri che hanno recitato principalmente in Italia.
In seguito parlerò di attori italiani e stranieri che hanno avuto una carriera in diversi paesi grazie alle co-produzioni internazionali (come la tedesca Helga Liné che ha recitato spesso in Italia e Spagna ma anche in patria)
E infine si parlerà anche di veri e propri mostri sacri come i britannici Christopher Lee e Barbara Steele autentiche icone del Cinema di genere internazionale.
Cominciamo con un passo alla volta.
Ecco a voi, gli Euro-Kult
Gli attori europei che hanno trovato una loro nicchia in Italia.

QUANDO L' ORRORE INCONTRA LA PARODIA -Seconda Parte

La prima parte la trovate QUI.


La trama di Bud Abbott Lou Costello Meet Frankenstein è semplice e contorta al tempo stesso.
Semplice perché mette in scena i tentativi del Conte Dracula di resuscitare la creatura di Frankenstein e di fare  proprio schiavo il mostro.
Serve però anche un modo per rendere controllabile e manipolabile l'essere che controllabile e docile non è per niente.
Un' alleata del sinistro vampiro, una dottoressa in possesso del diario del barone Victor von Frankenstein e praticante di sinistre discipline occulta, propone un trapianto di cervello. I'ignaro donatore viene individuato nella persona di un tranquillo e sempliciotto impiegato di una ditta di spedizioni: un certo Pinotto.
Da Londra, venuto a conoscenza del folle piano, Larry Talbot che più volte in passato aveva contrastato le mire di Dracula, tenta di avvertire Pinotto ed il suo collega Gianni.
C'è però un problema.
Anche Larry Talbot è vittima di una maledizione.
Ad ogni notte di luna piena l'uomo si trasforma in un sanguinario lupo mannaro.

QUANDO LA PARODIA INCONTRA L' ORRORE.-Prima Parte.


Paura e divertimento.
Sembrerebbero due sentimenti contrapposti, due sensazioni agli antipodi eppure si tratta di stati d'animo che s'incontrano -anzi che si intersecano - più spesso di quanto ci si immagini.
Spesso guardiamo i film horror perché "amiamo" avere paura.
Probabilmente così contribuiamo ad esorcizzare il nostro timore della morte
Allo stesso modo quando ci capita di vedere una qualche parodia di un film horror (o anche qualche scena resa comica in maniera involontaria dagli autori) molto spesso questa assurge al rango di capolavoro assoluto.
In un certo senso così è come se ridessimo delle nostre paure, ridicolizzassimo i nostri timori, questo per compiere il tentativo di rendere materiale il più immateriale dei momenti.
Quello del passaggio tra il nostro reale e l'eternità.

La storia del Cinema è stata costellata di parodie più o meno riuscite di questo o di quel particolare film. O di un intero sottogenere cinematografico.
Già in passato ho avuto modo di parlare di quella che a parer mio rimane la più riuscita parodia mai fatta, ed anche delle pellicole a cui si era ispirata.
Tuttavia non fu questa la prima presa in giro del settore.
E sopratutto ci fu una coppia di attori che si specializzò in questo tipo di operazioni.

Molto probabilmente i nomi di Abbott e Costello non vi diranno niente.
Questo vale sopratutto per i lettori più giovani, mentre quelli leggermente più stagionatelli come il sottoscritto avranno delle vaghe reminiscenze riguardo ad una coppia di comici americani del passato, quasi sicuramente quegli stessi lettori con qualche primavera in più sul groppone si diranno certi di aver visto, magari en passant, qualche commedia di questo duo del passato giunto da noi col nome poco rutilante di Gianni e Pinotto.


In effetti Bud Abbott e Lou Costello (questi i loro veri nomi) in Italia non ebbero mai lo stesso successo che ottennero molte altre coppie comiche come Laurel &Hardy ( Stanlio &Ollio) o Jerry Lewis e Dean Martin, sepolti come furono da quel mare magnum di proposte concorrenti. Però è indubbio che negli States la fama dei due comici non solo sia altissima ancora oggi risultando una delle coppie brillanti più famose di tutti i tempi ma che la loro fama in alcuni momenti, specie negli anni '40s del XX secolo, sia stata molto più forte perfino dei loro "rivali" Laurel &Hardy.

Formatasi ufficialmente nel 1936, la coppia formata dal longilineo Bud Abbott e dal corpulento italo -americano Lou Costello, prima di arrivare al Cinema (a partire dal 1940) aveva seguito la trafila classica Teatro - Radio di quegli anni. Tecnicamente tra Abbott \ Gianni e Costello \ Pinotto esisteva sullo schermo un rapporto carnefice -vittima con Abbott sempre pronto a schiavizzare il goffo e pasticcione Pinotto e con quest'ultimo decisamente meno coraggioso ma estremamente più intelligente del suo compare spesso in grado di rintuzzare e di rispedire al mittente le carognate dell'amico.

La Classica mimica facciale tra Gianni e Pinotto.

In breve i due diventarono i re delle parodie.
Fino al momento in cui, per esigenze di risparmio e per rendere ancora più riconoscibili i loro film da parte dei frequentatori abituali delle sale, gli venne chiesto di riutilizzare personaggi, idee e scenografie intere tratte dalle saghe del Terrore Cinematografiche.

Quello degli anni '40s non era stato certo un decennio facile per gli Stati Uniti: gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale, la scoperta degli Orrori hitleriani, il complicato ritorno a casa per molti reduci; la paura del nuovo nemico comunista e tante altre cose rendevano inquieta quella società.
Un effetto secondario ma non certo limitato di quel comune sentire fu la proliferazione e l'enorme successo di storie gotiche, del terrore e del brivido attraverso tutti i mezzi di comunicazione: dai programmi radiofonici alle pellicole per il grande schermo (principalmente grazie alle case di produzione Universal ed RKO Pictures), passando per i fumetti .
Un poco ovunque si assisteva ad un tripudio di Case del Terrore; Mostri; Fantasmi; Maledizioni Familiari e Mad Doctors.
Il fenomeno arrivò anche a lambire le comics strip giornaliere di Topolino (che fino a quel momento erano state il tripudio dell' American Way of  Life) con la produzione di storie come Topolino e la Casa Misteriosa (tit.or. The House of Mystery) scritta da Bill Walsh e disegnata da Floyd Gootfredson; Paul Murry; Dick Moores e George Waiss; apparsa sui giornali tra il novembre 1944 ed il gennaio 1945.
Una storia decisamente molto poco disneyana, sia per i canoni dell'epoca sia per quelli attuali.
In buona sostanza, quel tipo di orrori della finzione servivano per distrarre la maggior parte delle persone dagli orrori reali che il mondo stava effettivamente vivendo.


Tuttavia nel 1948 quel filone si stava avviando verso la sua naturale fine, se ne accorgevano gli esercenti, se ne accorgeva il pubblico che ormai desiderava vedere altro, se ne accorgevano le grandi icone come Boris Karloff che venivano chiamate sempre meno. Soprattutto se ne accorse la Universal che un decennio prima aveva creato il filone grazie a  Dracula e Frankenstein (entrambi del 1931) e La Mummia (1932)

La casa produttrice di Los Angeles negli anni precedenti aveva dato la stura a numerosi cicli gotici per lo schermo ed a questo punto si ritrovava proprietaria dei diritti di diversi personaggi ( i cosiddetti Mostri della Universal o Universal Classic Monsters). Era ormai arrivata al punto di farli scontrare tra loro in pellicole dal tono sempre più weird quali Al di là del Mistero ( House of Frankenstein , del 1944) o La Casa degli Orrori, ( House of Dracula del 1945) veri e propri Team-Up dell' horror.
Tuttavia serviva qualcosa che potesse dare un alito nuovo al genere e, al contempo, fornisse una chiusura definitiva ad  alcuni cicli dai quali si era obiettivamente spremuto tutto lo spremibile e che giunti a quel punto non avevano più niente da dire.

Ecco quindi giungere la proposta: un film che combinasse risate e brividi, che riunisse i comici Abbott & Costello ad alcune icone (sia pure invecchiate e sulla strada del tramonto) come Glenn Strange ( che aveva interpretato la Creatura di Frankenstein negli ultimi Universal); Lon Chaney Jr (il licantropo buono Lawrence "Larry" Talbot della saga dell' Uomo Lupo) ed il Dracula originale Bela Lugosi)

La proposta per la verità rischiò di spaccare la coppia con un Abbott più "possibilista" ed un Costello che non se la sentiva di girare un film da lui ritenuto troppo ridicolo, tuttavia alla fine la cosa si fece.
Nel 1948 ecco quindi che usciva Bud Abbott Lou Costello meet Frankenstein (in Italia, Il Cervello di Frankenstein) uno degli esperimenti più strani di tutti i tempi. un prodotto talmente bizzarro da essere annoverato sia tra le pellicole più genuinamente del Terrore sia tra i film comici.
Ed era solo l'inizio.
(Fine Prima Parte.....)

ALTRI VOLTI DA FILM.

Ho sempre amato molto il Cinema, ma con questo non intendo certo parlare di quei film di moda, quelli dei quali "bisogna" parlare per forza o di quei grandi capolavori che fanno epoca ( purtroppo sempre di meno ogni anno che passa) No io intendo quelle cinematografie minori, quei generi considerati secondari, che però sovente regalano vere e proprie perle. Ma se siete qui a leggermi, credo che questo lo sappiate già, starei ore ed ore a discutere e a scrivere di produzioni horror o di fantascienza ed un giorno anche di peplum, spaghetti western  o perché no?  Anche delle loro coeve varianti spagnole e tedesche  ( eh già! Sono esistite anche cose come il paella western o il kraut western ). Allo stesso modo rimarrei ore ed ore ad ascoltare discussioni sulla vita professionale delle britanniche case di produzione Hammer o Amicus.

Immagine da ¿Quién Puede Matar a un Niño? (1976)
di
Narciso Ibanez Serrador ( Spagna)

O da quelle dell'americano Roger Corman. O ancora dal nostrano Mario Bava.
Si tratta di film impreziositi dall'opera di tanti attori non sempre ricordati quanto meriterebbero, volti e nomi non sempre in primo piano ma che hanno impreziosito il Cinema di genere italiano, europeo e mondiale, visi che siamo abituati a vedere in più di una produzione, magari riconoscendone le sembianze ma senza mai ricordarne i nomi.
Volti da Film, per l'appunto
Vogliate seguirmi in questa serie di articoli, mettetevi comodi, allacciate le cinture e riprendiamo il lungo viaggio attraverso la lunga storia del Cinema.
(QUI trovate il precedente post della serie)

- HUGO STIGLITZ       MEXICO   ( 1940/ .....)

Sembra quasi strano a pensarci oggi, ma c'è stato un periodo in cui anche in paese come il Messico esisteva una fiorente industria cinematografica dove si realizzavano fior fior di horror o di thriller.
Certo, i risultati finali variavano molto: si andava da pellicole decisamente naif come le serie di Santo o di Blue Demon, in cui i vari wrestler, anzi luchadores per utilizzare l'espressione locale, veri e propri eroi nazionali in quel paese finivano per scontrarsi contro invasioni aliene, mummie, scienziati pazzi e sanguinari vampiri fino a giungere ad exploitation di tutto rispetto come quelle del vulcanico René Cardona Jr in grado di rivaleggiare con quelle più blasonate e più ricche di mezzi provenienti dagli States o dall' Europa Occidentale.

ACCADE IN ITALIA #14 - Le Segnalazioni di Maggio.

Quella che si sta apprestando  a concludersi è stata una settimana infernale per il sottoscritto, tra una recrudescenza dell'asma e vari colloqui di lavoro in situazioni al limite del kafkiano.
Non nascondo una certa stanchezza, non escludo di prendermi qualche giorno più avanti qualche giorno di stacco totale. Nel frattempo cosa c'è di meglio per rinfrancarsi di una nuova carrellata di novità e di segnalazioni ?
Bene, procediamo senza indugio.

Galleria Abitata by Alessia H.V.
del blog "Sicilianamente"

Nel frattempo diamo spazio ad un'altra bella illustrazione di Alessia del blog Sicilianamente,  fantastica anche questa, vero?

1) " LA CASA SULLE SABBIE MOBILI" DI CARLTON MELLICK  III

Mi scrive Marco Carrara, il Duca di Vaporteppa per segnalarmi l'ultima uscita della sua Casa editrice. La ghiotta notizia è che si tratta un opera dello scrittore americano Carlton Mellick III


TITOLO: La Casa sulle Sabbie Mobili
TITOLO ORIGINALE: Quicksand House
AUTORE: Carlton Mellick III
TRADUTTORE: Silvia Sciascia
EDITORE: Vaporteppa - Antonio Tombolini Editore
GENERE: Fantascienza, Horror, Bizarro Fiction
PREZZO: 4,99 euro
PAGINE: 187 pagine stimate (58.000 parole, escluse note editoriali e postfazione), ma Amazon dice 244 conteggiando tutto... odio i conteggi pagine stimati...
DATA DI USCITA: 18/4/2016 
TRAMA:
Tick e Polly non hanno mai incontrato i loro genitori. Sono confinati nell’appartamento dei bambini dove crescono sotto le cure dell’anziana Tata Warbourogh, nell’attesa di poter incontrare mamma e papà e andare a vivere nel resto della casa. Dopo anni di attesa ormai Polly è diventata troppo grande per i vestiti che ha nell’armadio e dei genitori non c’è ancora nessuna traccia.

Quando i macchinari che rendono autosufficiente l’appartamento iniziano a guastarsi, Polly e Tick sono obbligati ad affrontare il resto della casa. Li aspetta un labirinto di stanze e corridoi in rovina, abitato da creature mostruose che cacciano nelle ombre. La ricerca dei genitori diventa una battaglia per la sopravvivenza, nella disperata speranza di trovarli prima di morire di fame. Il mondo fuori dalle poche stanze in cui sono cresciuti è molto diverso da quello che pensavano di trovare, e più attraversano la casa e più svelano misteri che non avrebbero mai voluto scoprire.

Uno dei libri più intimi e toccanti della produzione di Carlton Mellick III.
Articolo di uscita:
http://www.vaporteppa.it/elettrodiario/perduti-nella-propria-casa/ 
Approfondimento sulla Bizarro Fiction (allegata in tutti gli elettrolibri):
http://www.vaporteppa.it/approfondimenti/introduzione-alla-bizarro-fiction/


MINIBIO AUTORE:Carlton Mellick III è nato nel 1977 a Phoenix, in Arizona. È uno degli autori principali della Bizarro Fiction. Ha pubblicato decine tra romanzi e romanzi brevi, quasi tutti con Eraserhead Press. Ama scrivere segregandosi per settimane in un motel, senza contatti col mondo esterno, dormendo il meno possibile e lavorando il più possibile fino a raggiungere uno stato mentale in cui anche i sogni che fa trattano ciò di cui sta scrivendo e lo ispirano.
LINK ACQUISTO:
StreetLib: http://store.streetlib.com/la-casa-sulle-sabbie-mobili
Amazon: http://www.amazon.it/Casa-sulle-Sabbie-Mobili-Vaporteppa-ebook/dp/B01EDM5G5E/


2) "SELENE" DI VALERIO DALLA RAGIONE.

Qualche settimana fa mi ha contattato, Valerio Dalla Ragione, un giovane autore esordiente.
Io segnalo sempre con piacere gli esordienti perché mi ricordo ancora di quando l'esordiente ero io, quindi ben volentieri dedico spazio al suo "Selene".



Sinossi: 
Un mondo più volte ricostituitosi e riformato sulla base di una classicità ormai in degrado, una debole integrità sociale e un trattato che da secoli regola i rapporti fra le città-Stato sopravvissute alla guerra: Redui ed Eyodasmi. Nell'umanità complessa e delicata del sesto millennio, quattro studenti lasciano la loro città natale in vista di un'istruzione di più alto livello nella capitale culturale dell'epoca. Le tensioni sociali e i risvolti ideologici che dominano la scena trascinano e sconvolgono le vite dei quattro amici, le cui esperienze li porteranno a compiere azioni che non avrebbero mai pensato di dover giustificare né nei propri confronti che in quelli del mondo che li circonda.
L'ottimismo, la fiducia nella conoscenza e nelle proprie capacità si mostrano ora in tutta la loro illusorietà, e le ragioni dei più sporchi crimini come dei meriti più alti rimangono in sospeso, imbrigliate nelle azioni e nei dialoghi dei protagonisti.




Bio:
Toscano, anno 1995. Ho studiato al Liceo Classico F. Petrarca di Arezzo e al momento sto conseguendo la triennale in economia alla Copenhagen Business School. Selène è la mia prima pubblicazione, primo romanzo di una trilogia fantascientifica in lavorazione.

Link amazon (eBook): 
http://www.amazon.it/Sel%C3%A8ne-Valerio-Dalla-Ragione-ebook/dp/B00W2UZ11Y/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1460463006&sr=1-1&keywords=sel%C3%A8ne+valerio+dalla+ragione

Link pagina facebook della saga: 
https://www.facebook.com/sagadiselene 

3) "IL MONDO DELL'ALTROVE"  DI SABRINA BIANCU

Mi contatta Sabrina Biancu,  una scrittrice sarda per parlarmi della sua raccolta di racconti a tema fantastico. 
Sono ben felice di ospitare anche lei su questa rubrica:


Autore: Biancu Sabrina 
Titolo dell'opera: Il mondo dell'altrove
Genere: Narrativa
ISBN: 88-471-0785-4
Prezzo: € 12,00
Numero Pagine: 116
Casa editrice: Marco Del Bucchia Editore
Anno/data di pubblicazione: luglio 2015



Trama/sinossi breve: Cinque racconti – in cui fantasia e realtà si mescolano – capaci di trasportare il lettore in un altro mondo, in un luogo magico. Capaci di farlo sognare. Ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante. E ciascuna storia si trasforma nella tappa di un viaggio in cui si cresce e si matura a fianco di Elia, Rosy, Tea, Pietro, Desideria, André e della stellina Irina.
Trama/sinossi lunga:
Il testo è composto da cinque racconti, ognuno dei quali è un misto tra realtà e fantasia.
Ogni storia, infatti, è in grado di trasportare il lettore in un altro mondo, un luogo magico in cui a partire dall’essere più piccolo e insignificante ognuno non solo può parlare ma fare cose incredibili, mai immaginate prima.
Luoghi, fiori, animali, e stelle del cielo, ogni cosa è viva e insegna qualcosa d’importante, capace di far avvenire il tanto atteso cambiamento interiore o di destare da una realtà da cui si è intrappolati e non si riesce a uscire.
La forza da cui attingeranno i protagonisti la troveranno dentro di loro, grazie a una grande fede sempre avuta ma a tratti affievolita a causa di eventi spiacevoli che li hanno portati a dubitare di se stessi, e ritrovata dopo che degli amici inaspettati li hanno aiutati a superare le difficoltà e a ritrovare la fiducia in loro e in qualcosa di più grande di che non li ha mai abbandonati.
Ogni racconto però, oltre ad avere un forte insegnamento morale, può fare da stimolo per continuare a sognare chi ancora non ha perso il legame tra realtà e fantasia, e che usa l’immaginazione per spaziare nei luoghi interiori e della mente non accessibili a chi ha smesso di sognare e di stupirsi delle meraviglie della vita, e di quei mondi del cuore aperti a chi sa attraversarli ascoltando sempre se stessi. Per chi avesse perso questo contatto, invece, può fare da sprone per ritrovare la strada per un mondo magico, che esisterà sempre ma di cui a volte si perde la via.
ogni storia viene un po’ da un altro mondo, un mondo che non è qui, è altrove.
Il prologo e l’epilogo rappresentano due parti della stessa storia, una metafora che descrive l’animo umano, dapprima in tumulto, sconsolato e triste, pieno di problemi e insicurezze, che, nella seconda parte   sboccia, grazie alla vicinanza delle persone che lo aiutano a credere in se stesso, a superare le difficoltà e a capire di avere uno scopo nella vita. Fa un viaggio introspettivo lungo e doloroso per arrivare ad essere felice e circondato da tanto amore da dare e ricevere. È come se ogni storia fosse una tappa di quel viaggio, in cui si cresce e si matura un po’ per volta per arrivare ad essere una persona meravigliosa, quella che si è sempre voluto essere ma che sembrava così lontana e non alla propria portata.
In dettaglio ogni racconto ha qualcosa di diverso da insegnare: con Elia conosceremo l’animo buono di chi mette a disposizione la sua cucina senza chiedere nulla in cambio se non delle chiacchierate; Rosy, bambina viziata, grazie al suo anatroccolo si farà un esame di coscienza per capire cosa deve migliorare; Tea, dopo aver perso il figlio ha smesso di avere amici e di vivere, sarà l’animo buono di un bimbo di nome Pietro a farle capire da dove viene veramente il suo male; Desideria, ragazzina sempre allegra, aveva smesso di sorridere dopo un’epidemia che le aveva deturpato il viso, ma il suo amico André che le vuole molto bene le farà capire che ciò che conta di più è la bellezza interiore; la stellina Irina, infine, a differenza degli altri astri, ha uno scopo nella vita e aiuterà una giovane donna a capire che un amore non corrisposto si deve lasciar andare. 


Biografia: Sabrina Biancu nata il 03/12/1981 a Oristano vive a Baressa.
Interessata fin da piccola a comunicare emozioni ed aiutare gli altri, ha capito durante l'adolescenza che voleva fare la scrittrice, quando ha cominciato a partecipare a dei concorsi letterari.
È passata dalle poesie ai romanzi, per capire infine che il suo vero interesse sono i racconti fantastici, per riuscire a comunicare che nulla è impossibile se lo si vuole davvero. Il lettore viene trasportato in luoghi magici, che esistono nei sogni, tra realtà è fantasia, che lo aiuteranno a capire se stesso tra personaggi veri e inventati che popolano i diversi racconti.
Trae ispirazione dalla vita e dal mondo che la circonda: un bambino, un fiore, una nuvola ma anche un pensiero che le attraversa la mente, uno stato d’animo positivo, il ricordo di una giornata; cerca di scrivere i racconti allo stesso modo in cui vive la vita, con passione e godendo di ogni momento, così le è più facile mettere nero su bianco e farli diventare un qualcosa che le appartiene.
Al momento è iscritta al corso di laurea in scienze dell’educazione e formazione
Le piacciono i bambini, gli animali e i libri.
Al suo attivo ha due raccolte di racconti, Luce Azzurra (Boopen 2009) e Il mondo dell’ altrove (Marco Del Bucchia Editore 2015).

Estratto
"ogni problema ha una soluzione, solo alla morte non c’è rimedio. Se uno cade deve avere la forza di rialzarsi, se uno sbaglia deve capire i suoi errori e andare avanti con consapevolezza, se è in una brutta situazione deve rimboccarsi le maniche e dare una svolta alla sua vita e se non crede in sé deve cercare quella fiducia che gli permetterà di fare ciò che vuole. Non piangerti addosso, non serve a nulla, sii fiducioso, ottimista, credi in te e nelle tue capacità. Trova quello che più sai fare e metti in pratica la tua arte, prima per te stesso e poi per gli altri. Amati incondizionatamente, con tutto te stesso, con la forza che possiedi, e potrai pensare, provare e agire in tutto ciò che sai di riuscire. Tutto si può, basta volerlo.
Utilizza tutto questo, destati da questo stato d’insicurezza e paura e realizza la vita che vuoi. Credici con tutto te stesso e con orgoglio e tenacia riuscirai a uscire dallo stato di negatività in cui sei entrato. Una cosa ti chiedo: abbi fiducia, o fede, o speranza, chiamala come vuoi ma abbine tanta, questa è la chiave per aspirare a una vita migliore.”

Ed anche per questo giro, abbiamo terminato.
La prossima puntata di "Accade in Italia" sarà dedicata a qualcosa di diverso dai libri, anzi verterà su un film e per l'occasione potrei anche presentarvi qualche altro illustratore meritevole di segnalazione.
Nel frattempo, quale tra tutte le segnalazioni avete gradito maggiormente stavolta?

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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