RACCONTI CONTRO LA GUERRA #2: GIULIA ABBATE.
RACCONTI CONTRO LA GUERRA: PAOLO ARESI..
LA CANZONE DEL TEMPO (2008)
Dedicato a ferruccio Gianola.
Non ci sentivamo più da anni, la vita ci aveva allontanato però era stata una figura importante nei primi anni della mia frequentazione della rete, prima come lettore e poi come blogger. Una volta mi chiese di fargli da beta-lettore per un suo racconto . Mi parlava del romanzo che avrebbe voluto scrivere, del manuale di erpetologia che avrebbe voluto scrivere. Mi dispiace anche per i progetti che non ha potuto portsre a termine. La morte è sempre una gran putt...ma quando colpisce una persona che conoscevi e con la quale non hai fatto in tempo a riappacificarti fa ancora più male. Sopratutto fa capire quanto sia stupido alle volte l'orgoglio.
Ciao Ferru, che la terra ti sia lieve!
Dalla Sinossi Ufficiale:
Su una spiaggia della Cornovaglia, un'anziana signora trova un uomo, un tempo famoso violinista, quasi annegato. Anche lei, in realtà, è ormai agli sgoccioli della sua vita. Oppure all'inizio di una nuova, che però fatica anche solo a immaginare. Perché, alla fine del nostro secolo, la morte potrebbe non esistere più. Nel frattempo deve capire chi è l'uomo della spiaggia: una reminiscenza del suo passato o un nuovo Messia?
A volte si compra un libro più che altro per curiosità, senza farsi grosse aspettative. O meglio con la convinzione di ricavarne una lettura piacevole, per qualche ora e nulla più. Non intendo con questo parlare di sottovalutazione o cose del genere, quanto piuttosto di aver riservato priorità maggiori verso altri libri durante l'acquisto. Succede anche però che, al netto delle aspettative iniziali, dopo la lettura delle prime pagine quello che si legge ci sorprenda, ci conquisti e ci convinca fino al punto (quasi) di essersi imbattuti in una delle maggiori sorprese dell'anno.
INTERVISTA CON ADRIANA LORUSSO.
Dopo la scheda di qualche giorno fa oggi vi presento l'intervista che ho realizzato con la scrittrice Adriana Lorusso. Adriana, di professione traduttrice, da tempo si è trasferita a Bruxelles dalla natia Treviso. Lì, grazie a Jean-Claude Dunyach (un vecchio amico sia mio personale che di questo blog) ha cominciato a pubblicare trasformandosi in una delle scrittrici di fantascienza più importanti del Belgio, sopratutto grazie alla saga planetaria di Ta-Shima. L'intervista odierna rappresenta un'occasione per approfondire un nuovo aspetto della produzione letteraria nel nostro continente. Ringrazio Adriana per la sua gentilezza e per la sua disponibilità. Oltretutto la scrittrice mi ha fatto il favore di curare lei la traduzione in francese della sua intervista, ringrazio anche Dunyach per averci messo in contatto. Mentre a tutti voi auguro una buona lettura. Alla fine della versione italiana i lettori francofoni potranno trovare anche quella in lingua francese.
Attendo le vostre impressioni.
( Pour la version française, se il vous plaît faites défiler vers le bas!)
Nick: Benvenuta su Nocturnia. E' un piacere avere oggi ospite del mio blog la scrittrice Adriana Lorusso. Come prima domanda ti chiedo di parlarci dei tuoi inizi, in particolare del momento in cui hai iniziato ad affiancare l'attività di scrittrice a quella tua originaria di interprete e traduttrice. In particolare cosa ti ha avvicinato alla fantascienza? E quali sono stati gli scrittori che ti hanno formato maggiormente come lettrice prima che come autrice? Naturalmente puoi citare anche film, telefilm, be-dè e tutto quello che ti viene in mente.
Adriana Lorusso: La letteratura dell’immaginario ha cominciato ad affascinarmi con Cent’anni di Solitudine di García Márquez e Il Maestro e Margherita di Bulgakov. Con la fantascienza sono stata sfortunata: i primi romanzi che mi sono capitati in mano non mi sono piaciuti e stavo per fare una croce sul genere quando ho letto alcuni libri di Ursula Le Guin, ho cambiato radicalmente idea e sono andata a fare una razzia in una libreria dedicata esclusivamente a fantascienza e fantasy. Chi mi ha influenzato? Le Guin, per la capacità di creare universi perfettamente coerenti e alcuni autori classici dell’epoca come Vance, Cherryh, Vinge per le avventure ben congegnate, senza pretese intellettualistiche
TALKING ABOUT ADRIANA LORUSSO. -Scrittrice di Fantascienza Ma non Solo....
Stavolta questo spazio è dedicato ad una scrittrice di fantascienza. L'intervista mi permetterà di soffermarmi su diversi argomenti e numerosi temi.
Si parla di fantascienza europea, ma come vedrete si tratta di un ambito molto più complesso di quanto si possa immaginare. Nei prossimi giorni avremo ospite un nome poco conosciuto da noi ma popolarissimo nell'area linguistica francofona. Si parla di delle autrici più famose del Belgio, per quanto attiene al nostro genere preferito, ma come vedrete e scoprirete con piacere, una delle più importanti scrittrici di fantascienza del Belgio, in realtà è di origine (e di doppio passaporto) italiana.
Adriana Lorusso infatti, classe 1946, è nata e cresciuta a Treviso, poi le situazioni della vital'hanno portata a trasferirsi a Bruxelles e in quella città ha lavorato come traduttrice ed interprete per conferenze e manifestazioni. In francese ovviamente, ma la Lorusso parla o comprende molte altre lingue giapponese compreso. Ma sempre in quella cicostanza si è realizzata in un altro ambito.
INTERVISTA CON MICHAEL MOORCOCK.
INTERVISTA MICHAEL MOORCOCK – A cura di Nick Parisi (Intervista tradotta da Annarita Guarnieri)
Oggi spero di farvi una bella sorpresa. Ho realizzato questa intervista qualche annetto fa (circa due o tre per la precisione) appositamente le pubblicazioni gestite dall'amico Alessandro Iascy, in particolare per la versione rivista di Andromeda (che è uscita in diverse incarnazioni sia cartacee che digitali) che per True Fantasy. In origine l'intervista era stata pensata suddivisa in due parti per uscire per poter dedicare il più ampio spazio possibile alla sconfinata carriera dell'autore britannico. Adesso che è passato abbastanza tempo ho la possibilità di riproporre su Nocturnia, la prima parte di quella intervista. Mi auguro prima o poi di potervi presentare anche la seconda porzione. Nel frattempo ringrazio sia quel grande scrittore britannico che risponde al nome di Michael Moorcock sia Iascy che la brava Annarita Guarnieri che ha tradotto l'intervista a suo tempo.Buona lettura a tutti!
Nick: Benvenuto, Michael Moorcock, è un piacere e un onore averti nostro ospite. Questa intervista sarà divisa in due parti per affrontare la tua attività di scrittore sia per il genere fantasy che in quello della science fiction. Come prima domanda, ti chiedo di raccontarci dei tuoi inizi e del momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore .
Michael Moorcok: Fin da quando riesco a ricordare, ho avuto la fortuna di godere dell’appoggio di mia madre, che mi ha mandato a scuola e mi ha insegnato a stenografare e a battere a macchina per prepararmi a una carriera di giornalista.
Nick: Cosa ti ha condotto in particolare verso la fantascienza ed il genere fantastico in generale e cosa ti piace nel genere?
Moorcock: Probabilmente è stato mio padre. Ci ha abbandonati alla fine della Seconda Guerra Mondiale, lasciandosi dietro edizioni economiche di The Mastermind of Mars e The Son of Tarzan . Io ho imparato a leggere molto presto, e li ho letti entrambi ancor prima di cominciare ad andare a scuola. Ho trovato il resto delle opere di E. Rice Burroughs in una biblioteca locale. Mi piaceva la fiction fantastica, ma amavo anche la commedia, in particolare P. G. Wodehouse.
L'INVOLO: UNA FIABA (2020)
Maria sta tornando a casa, in fuga da una città devastata dalle conseguenze di un’inspiegabile epidemia.
Maria non sa cosa la attende, se cullare una speranza o
abbandonarsi a un fato che teme ineluttabile. Strada facendo mormora una
fiaba, dalla trama sempre diversa e dal finale incerto, mentre intorno a
lei, come un cattivo presagio, continuano a raccogliersi centinaia di
uccelli.
Fiaba, dal latino "flaba", che a sua volta deriva da "fabùla". Entrambi i termini sono sinonimo di "racconto popolare", certo un purista ci ricorderebbe -e del tutto giustamente- una distinzione fondamentale: la "fiaba" ha sempre per protagonisti degli esseri umani e al suo interno contiene spesso elementi magici o fantastici, la favola invece, di solito presenta elementi realistici e ha per protagonisti gli animali. Però almeno stavolta dato che i protagonisti de L'Involo sono sia esseri umani che degli animali (uccelli nello specifico) non ci serve essere pignoli o puristi
MONDO9- Un Dossier
Nelle edicole del Belpaese è stato distribuito per la collana Urania Jumbo il volume "Naila di Mondo9" scritto da Dario Tonani , io oggi vi propongo in anteprima un dossier che ho scritto qualche mesetto fa dedicato al ciclo e al suo autore. Questo dossier a giorni verrà riproposto anche dal bravo Alessandro Iascy sul bel sito Andromeda. Seguirà poi, prima della fine di gennaio sui due siti, anche una intervista che ho realizzato con Tonani. Entrambi i pezzi, tra qualche mese, verranno poi pubblicati in cartaceo sul prossimo numero di Andromeda rivista.
Ringrazio nell'ordine: Dario Tonani, Alessandro Iascy nonché il mitico Franco Brambilla che ha voluto rilasciare un suo commento\ integrazione al presente articolo.
Godetevi quest'anteprima e come dico sempre: Buone Letture a tutti!
Fantascienza in Italia e fantascienza italiana, un binomio che ha vissuto parecchie fasi.
Non tutte felici.
Potremmo stare giorni anzi forse mesi a discuterne e a sviscerarne i come e i perché (ed in certo senso si può dire che è una cosa che avviene praticamente tutte le volte che noi appassionati, lettori, scrittori ed operatori del settore ne parliamo tra noi ) ma non è questo il tema del presente articolo. Quello che però è indubbio è che nel nostro strambo paese a forma di stivale le fortune del genere sono state quantomeno altalenanti. Potremmo in tutta coscienza definirla una vera e propria corsa sull'ottovolante. On questi decenni siamo passati dalla famigerata e spregiativa frase che ancora ci condiziona di Fruttero & Lucentini sui Dischi Volanti a Lucca, che rischiò di rappresentare la pietra tombale su tante cose (e che ancora ci condiziona ) ai grandi sceneggiati come A come Andromeda realizzati negli anni ' 70s dalla Rai del monopolio. Tra parentesi, non bisognerebbe mai dimenticare che A come Andromeda venne adattato per lo schermo proprio da un grande e non abbastanza ricordato scrittore italiano di nome Inisero Cremaschi. Ma siamo passati anche dai tempi in cui gli autori di casa nostra erano spesso costretti ad adottare pseudonimi americaneggianti (e il fatto che la bravissima Roberta Rambelli dovette utilizzare più volte un nickname maschile come Robert Raimbell è una cosa che ancora oggi grida vendetta, ma questo è solo un esempio tra tanti) al successo e alle traduzioni internazionali di autori nostrani come Valerio Evangelisti, Francesco Verso e Dario Tonani.
Ecco, Dario Tonani, concentriamoci un attimo su di lui...
Accade in Italia ...ed anche in Francia # 54 - Le Segnalazioni di Ottobre
Solo due segnalazioni stavolta a causa della lunga fermata ma entrambe di peso.
Buona lettura!
LIBRI.
"TA-SHIMA" TOMO 1, DI ADRIANA LORUSSO.
Per cominciare una notizia davvero speciale ed importante.
Si tratta di parlare della prima traduzione nella nostra lingua di un romanzo di fantascienza già uscito in francese scritto da un'autrice italiana residente in Belgio.
Lei si chiama Adriana Lorusso, il libro (il primo di una serie che oltralpe pare abbia spopolato) s'intitola Ta-Shima. La prima pubblicazione francese risale al 2007 per i tipi dell' Editore Bragellonne e per la cura di Jean-Claude Dunyach, grande autore francofono e grandissimo amico di Nocturnia.
Oggi arriva anche la versione italiana
SINOSSI:
Per otto secoli il pianeta Ta-Shima non ha avuto contatti con la Federazione dei mondi umani ed ha dato vita ad una società imperniata sugli imperativi di sopravvivenza in un mondo inospitale. Vi coesistono due razze di esseri umani, diverse come caratteristiche fisiche e comportamenti: gli Shiro, signori arroganti e sanguinari, pronti ad uccidersi l’un l’altro per un banale punto d’onore e gli Asei, tarchiati e villosi, che hanno per gli Shiro un’ammirazione sconfinata. Tuttavia l’equilibrio fra le due razze è ben più sottile di quanto appaia a prima vista.
La dirigente di Ta-Shima è morta in un incidente sospetto e i membri del consiglio decidono di richiamare in patria una dottoressa ribelle, Suvaidar Huang, che non ha nessuna voglia di tornare a casa: la vita è molto più comoda sui pianeti ipersviluppati della Federazione. Un concorso di circostanze la obbliga però a fuggire a Ta-Shima. Riuscirà ad abbandonare le abitudini straniere per ridiventare un’autentica Shiro? E scoprirà il segreto di Ta-Shima, che dev’essere protetto ad ogni costo?
La trama è condotta con una grande abilità a rilanciare costantemente l’interesse. Le considerazioni sociologiche, etnologiche e genetiche si fondono perfettamente in una planet opera che lascia ampio spazio all’avventura.
BIOGRAFIA:
Adriana Lorusso è nata in Italia ed è emigrata in Belgio dove ha lavorato come interprete simultanea e traduttrice. È autrice di quattro romanzi e di una raccolta di novelle, tutti pubblicati in Francia. Ta-Shima, cui è stato attribuito il premio Bob Morane, è il suo primo romanzo pubblicato in italiano
Prezzo Edizione Italiana: Euro 7,85
Formato: Kindle
Lunghezza stampa: 832
Editore: Bruocsella (14 agosto 2019)
Lingua: Italiano
Prezzo Edizione Francese:
- Cartaceo: Euro 22,00
- Kindle: Euro: 12,99
Editore: Bragellonne
Lingua: Francese
Link per l' Acquisto:
Per l'edizione francese : QUI.
Per l'edizione italiana: QUI.
"LO STRANGOLATORE DI LITTLE ROCK", DI JURI CASATI.
Adesso parliamo di un giovane e bravissimo autore italiano. Un horror thriller che lascerà il segno.
- Formato: Formato Kindle
- Dimensioni file: 505 KB
- Lunghezza stampa: 201
- Editore: Delos Digital
- Venduto da: Amazon Media EU S.à r.l.
- Lingua: Italiano
- Prezzo: 3,99 EURO (2,79 su Amazon)
Link per l'Acquisto: QUI.
E per oggi abbiamo finito.
Ci risentiamo presto!
2018! UN ANNO NELLA FANTASCIENZA FRANCESE!
Sul finire dell'anno scorso ho pubblicato un articolo, per me molto importante, si trattava di una intervista collettiva realizzata con diversi scrittori italiani, tutti specializzati nei generi fantasy; fantascienza ed horror, l'argomento era lo stato di salute del fantastico italiano e sulle novità più importanti del 2018 nostrano (la trovate QUI). La cosa riscosse un certo successo, quindi perché non replicare? Magari anche con altri paesi?
Ecco quindi un secondo esperimento, che mi permette di poter dare uno sguardo alla produzione fantascientifica in lingua francese. La Francia ha una grande tradizione letteraria in questo senso ma della quale conosciamo molto poco. Ho quindi chiesto aiuto su Facebook ai miei contatti d'oltralpe, hanno risposto entusiasticamente in tre e grazie ad uno di loro ho potuto allargare il discorso anche alla fantascienza dal punto di vista di un altro territorio francofono: il Quebec canadese..
Come tutte le analisi non può ovviamente dirsi completa, consideriamola un punto di partenza per poter continuare ad approfondire il discorso anche in futuro
Desidero ringraziare quindi i francesi Jean-Claude Dunyach (QUI e QUI) e Olivier Paquet ( QUI) ed il canadese di lingua francese Jean-Louis Trudel (QUI)
Al termine della versione in lingua italiana potrete trovare l'intervista originale in francese
Buona Lettura a Tutti!
( Pour la version française, se il vous plaît faites défiler vers le bas!)
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| Jean-Claude Dunyach. |
Nick: Prima di diventare scrittore, cosa conoscevi della produzione francese di genere fantascientifico o di genere horror?
Jean-Claude Dunyach: Avevo letto in proposito (ho letto molto nel corso della mia vita), ma non conoscevo nè l'ambiente artistico né quello dell'editoria. Non sapevo nulla delle regole che governano questa professione. Gli scrittori, vivi o morti, erano per me esseri vaghi, diversi dal resto del mondo.
Inoltre ignoravo che esistessero collane specializzate (non ho letto molti romanzi di anticipazione della Fleuve Noir prima dell'inizio degli anni '80). In breve, ignoravo molte cose.
Olivier Paquet: Quando ero nella fase dell'adolescenza, ho letto opere di SF tradotte, ma grazie alla rivista dedcata ai giochi di ruolo Casus Belli, durante gli anni '80, ho acquisito familiarità con i nomi di JM Ligne, Joëlle Wintrebert o Ayerdhal, grazie ai resoconti che Roland C. Wagner faceva su quella rivista. Conoscevo i nomi prima di leggerli e di incontrarli in seguito. Ma non ho davvero letto la SF francese prima di essere a mia volta pubblicato.
Nick: Quali dei libri e degli scrittori francesi hai apprezzato di più quando eri ancora un semplice lettore?
Jean-Claude Dunyach: In primo luogo Jeury . Molti romanzi suoi come Le Temps Incertain o Les Yeux Géants erano opere magistrali, dello stesso livello di quelle di autori come Ballard o Delany che stavo leggendo in quello stesso periodo. L' ho scoperto grazie alla collana Ailleurs et Demain diretta da Gerard Klein. Che poi mi ha dato anche modo di scoprire autori come Steiner, Léourier e Curval. Poi sono arrivati Andrevon, scoperto grazie all'antologia Utopies 75 e alla collana Présence du Futur, e Jean-Pierre Hubert. Ma molti dei romanzi francesi di genere fantastico pubblicati a quei tempi, appartenevano, almeno parzialmente, alla corrente della SF politica, che non mi appassionava per niente. Così come non m'interessavano i romanzi più avventurosi della Fleuve Noir realizzati da quei venerabili anziani del genere, dei quali non mi attirava nè lo stile di scrittura e nemmeno le aspirazioni. C'erano delle eccezioni (lo stile di Pelot / Suragne era già di per sè un piacere da assaggiare) ma nel complesso preferivo rivolgermi alla New Wave inglese o agli scrittori americani degli anni '60.
Gli anni '80 hanno cambiato la mia visione delle cose, ma ero anche già diventato uno scrittore. Il dibattito tra il gruppo dei cosidetti "narratifs ", gente come Wagner, Pagel, Ligny e altri, e il gruppo dei cosiddetti "littératurants " come il gruppo Limite hanno aperto molte strade per la lettura. E anche per la scrittura, ovviamente.
Jean-Louis Trudel: Ne ho già citati diversi nella risposta sopra. Colgo l'occasione per aggiungere a tutte le mie letture giovanili tutti gli sceneggiatori dei fumetti fantascientifici. Nelle avventure di Tintin, ci sono già stati già diversi album che si sono riversati nella fantascienza: Obiettivo Luna e anche Volo 714 destinazione Sydney. La serie di Yoko Tsuno di Roger Leloup mi ha affascinato. Ho anche apprezzato le avventure di Luc Orient di Greg (Michel Régnier). Certo, Hergé, Leloup e Régnier sono tutti autori di origine belga, ma, dal punto di vista di quel giovane canadese che ero allora, appartenevano comunque alla sfera francese in Europa. Citerò anche la serie di Scrameustache di Gos---un altro belga. Quando giovanissimo iniziai a scrivere e a pubblicare, scoprii molti altri scrittori francesi, sia in letteratura sia nei fumetti, questo dopo aver fatto il mio debutto.
Olivier Paquet: Per me, c'è stato ancora un evento importante, ed è stato rappresentato nel 1999 dall'antologia Escales sur l’Horizon, diretta da Serge Lehman. Proprio nel momento in cui cercavo di farmi pubblicare, uest'antologia, con tutte le sue qualità e con tutte le sue debolezze mi ha fatto venire voglia di partecipare a questo movimento, ed è lì che ho davvero sentito che esisteva una fantascienza francese contemporanea e che ci sarebbe stato un posto aperto per me se lo avessi voluto. Pensavo già da tempo che se volevo debuttare avrei dovuto cominciare dalle storie brevi, ma questa antologa mi ha fornito una direzione interessante.
Più o meno nello stesso periodo apparvero "Étoiles Mourantes" di Jean-Claude Dunyach e Ayerdhal. Ancora una volta, ho pensato che fosse quella la SF che volevo leggere. C'era ambizione, una scrittura notevole e un vero spirito di avventura. Era importante, quando volevo pubblicare, avere questo tipo di lavoro come riferimento, lo stesso è capitato con les Guerriers du Silence di Pierre Bordage.
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| Jean-Louis Trudel |
Nick: Secondo te qual è lo stato di salute della letteratura fantastica francese ? Nel Bene e nel male.
Jean- Claude Dunyach: Ho visto questa situazione evolversi in maniera così imponente nel corso di questi ultimi quarant'anni che è difficile risponderti. Quando ho iniziato a leggere SF alla fine degli anni '60, era un sorta di letteratura ribelle, un po 'come il rock che stavo iniziando a praticare all'epoca, ma era già stato banalizzato. Tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90 ho assistito ad una vera e propria "occupazione del campo "da un folto gruppo di grandi autori che hanno saputo come trovare il loro pubblico (Bordage, Ayerdhal, Lehman e Genefort per non parlare di tutti quei quarantenni in salute che avevano già un lavoro su cui contare ma che preseveravano nel continuare a scrivere). L'effetto è stato rafforzato dall'arrivo dell'anno 2000 e dalle domande, dalle speranze e dalle paure che ha suscitato.
Ma da almeno dieci anni, e la cosa peggiora di anno in anno, la letteratura francese è in crisi: sempre meno lettori, sempre meno soldi per far sostenere la lattura. La letteratura dell'immaginario non sfugge alla crisi, al contrario, anche se ci sono molti nuovi ed entusiasmanti autori (Damasio, solo per citarne uno) e un'effervescenza di pubblicazioni che rende felice quel lettore che è dentro di me..
Sono quindi pessimista per quanto riguarda la sopravvivenza economica e ottimista in merito alla qualità dei testi e degli autori!
Altrimenti, se vuoi la mia opinione su ciò che caratterizza la SF francese, ho scritto un testo in proposito, che ti allego . Risale a qualche tempo fa ', ma quello che ho detto è probabilmente valido ancora oggi.(Nota di Nick: Dunyach mi ha mandato uno splendido articolo che traccia un quadro molto completo riguardo alla fantascienza francese e alla sua storia. Lo sto traducendo e spero di pubblicarlo presto su Nocturnia)
Jean-Louis Trudel: Limiterò la mia risposta alla fantascienza francese, che è l'unica che conosco. Fondamentalmente, direi che la fantascienza francese è meno popolare di prima come categoria editoriale, ma è più accettata dal grande pubblico. Autori come Bernard Werber, Michel Houellebecq o Tristan Garcia da almeno vent'anni stanno imponendo testi di fantascienza nella cornice della letteratura generalista. Hanno fatto bene anche autori un po 'più specializzati, come Ayerdhal, Alain Damasio, Pierre Bordage e Laurent Genefort. Ma,nel frattempo le collane e le riviste specializzate stanno morendo. Ne viene quindi fuori un quadro decisamente contraddittorio.
Olivier Paquet: Si dice sempre che la SF francese sia moribonda, più volte è stata annunciata la sua morte a beneficio delle storie fantasy o di Vampiri ma lei è ancora qui con noi. Continua a parlarci della nostra società e non ha veramente perso la sua importanza. Ci sono ancora scrittori francesi di SF ma rispetto al passato godono di molta meno visibilità. E' meno facilmente identificabile e mi sembra molto frammentata e divisa tra le diverse tendenze, una di queste è molto focalizzata sul lato avventuroso, un po' nostalgica dell' età dell'oro, e cè un'altra tendenza decisamente più sperimentale o più esigente. Tutte queste componenti hanno spesso difficoltà a comunicare tra di loro, il che, a mio avviso, nuoce alla visibilità dell'insieme.
Nick: Scendendo più nel particolare, che anno è stato il 2018 e quale sono state le opere più importanti che ne sono venute fuori?
Jean-Claude Dunyach: Il 2018 ha visto molte uscite editoriali interessanti (raccomando la pagina del GPI (1)per i dettagli). C'è stata grandissima partecipazione a festival come gli Imaginales d'Epinal e agli Utopiales di Nantes. E ci sono state anche molte discussioni con il governo per cercare di risolvere i problemi dell'editoria francese ... Vedremo cosa ne verrà fuori.
Jean-Louis Trudel: Dal mio punto di vista, l'opera di riferimento del 2018 non è un romanzo, è l'enciclopedica Retrofictions che cerca di elencare tutti gli autori francofoni di fantascienza dal 1532 al 1951! Altrimenti, noto con interesse lo sviluppo dell'eco-fiction nella fantascienza francese, con Dernières fleurs avant la fin du monde di Cartelet econ Susto scrittoda Luvan
Il mio anno 2018 invece è stato dominato dal lancio della mia Petit Guide de la science-fiction au Québec (Piccola guida alla fantascienza in Quebec). Ho partecipato a due fiere del libro sempre nel Quebec, sono andato agli Imaginales d' Épinal a maggio e sono tornato in Francia per frequentare anche Utopiales a Nantes a novembre. E ho ricevuto il Prix Aurora-Boreal (2) per il miglior saggio per questo libro. Quindi, non ho avuto molto tempo per scrivere. Ma ho comunque pubblicato cinque racconti in francese, un mio racconto è stato tradotto in italiano, un altro è stato tradotto in inglese e ho scritto una poesia in inglese. Sono particolarmente soddisfatto del mio racconto « Semeuses d'amour en orbite instable » contenuto nell'antologia
Technosciences @ venir.
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| Olivier Paquet |
NOTE:
(2) Il Prix Boreal era il maggiore premio attribuito in Canada nel mondo degli scrittori di fantascienza di lingua francese, mentre l'Aurora Award era il corrispondente premio per gli scrittori di lingua inglese, nel 2011 i due premi sono stati quasi unificati. Di conseguenza L'Aurora rimane operante per le migliori opere scritte in Canada in inglese mentre l'Aurora-Boreal premia il meglio della produzione SF delle aree francofone di quel paese.
2018! UNE ANNÉE DANS LA SCIENCE-FICTION FRANÇAISE!
INTERVIEW COLLECTIVE SUR LE FANTASTIQUE EN FRANCE ET DANS LES PAYS DE LANGUE FRANÇAIS.
À la fin de l’année dernière, j’ai publié un article, très important pour moi: c’était un entretien collectif avec plusieurs écrivains italiens, tous spécialisés dans les genres fantastiques; science-fiction et horreur, le sujet était l’état de santé du fantastique italien et l’actualité la plus importante de 2018 (trouvez-le ICI). Ce fut un certain succès, alors pourquoi ne pas répondre? Peut-être même avec d'autres pays?
Voici donc une deuxième expérience qui me permet de jeter un regard sur la production de science-fiction en français. La France a une grande tradition littéraire dans ce sens, mais nous en savons très peu ici en Italie. J'ai ensuite demandé de l'aide sur Facebook à mes contacts d'outre-Alpes. Ils ont répondu avec enthousiasme en trois et grâce à l'un d'entre eux, j'ai pu élargir la discussion à la science-fiction du point de vue d'un autre territoire francophone: le Québec canadien.
Comme toutes les analyses, on ne peut évidemment pas dire qu'il soit complet, considérons le comme un point de départ pour pouvoir approfondir la discussion également à l'avenir.
Je voudrais donc remercier les écrivains français Jean-Claude Dunyach (ICI et ICI) et Olivier Paquet (ICI) et le Canadien Jean-Louis Trudel (ICI)
Bonne lecture à tous!
Je m'excuse également pour toute erreur dans la langue française
Nick: Avant de devenir écrivain, que saviez-vous de la production française de science-fiction ou d’horreur?
J’ignorais aussi qu’il existait des collections spécialisées (je n’ai pratiquement pas lu de roman d’anticipation du Fleuve Noir avant le début des années 80). Bref, j’étais ignorant de beaucoup de choses.
Jean-Louis Trudel: J'en ai lu un peu. Jules Verne, d'abord. Puis, certains des auteurs de la collection Anticipation du Fleuve Noir. J'étais aussi tombé sur plusieurs auteurs français qui écrivaient de la science-fiction pour les jeunes, dont Philippe Ebly. Enfin, j'ai découvert quelques auteurs plus actuels, par exemple, dans la collection J'ai Lu, à l'époque où je commençais à écrire, comme Christian Léourier ou Michel Demuth.
Olivier Paquet: Quand j’étais adolescent, je lisais d’abord des traductions en SF, mais grâce au magazine de jeu de rôle Casus Belli, dans les années 80, je me suis familiarisé avec les noms de JM Ligne, Joëlle Wintrebert ou Ayerdhal grâce aux chroniques de Roland C. Wagner. Je connaissais les noms avant de les lire et de les rencontrer plus tard. Mais je n’ai pas vraiment lu de SF française avant d’être publié.
Jean-Claude Dunyach: Jeury, en premier lieu. Le Temps incertain ou Les Yeux Géants ont été des claques magistrales, à la hauteur d’un Ballard ou d’un Delany que je lisais à cette époque. Je l’ai découvert grâce à la collection Ailleurs & Demain dirigée par Gérard Klein. C’est là aussi que j’ai lu Steiner, Léourier, Curval. Puis Andrevon, grâce à Utopies 75 et à la collection Présence du Futur, et Jean-Pierre Hubert. Mais beaucoup de roman français d’imaginaire publiés à cette époque relevaient, au moins partiellement, de la veine SF politique, qui ne me séduisait pas. Je n’étais pas non plus tenté par les romans d’aventure du Fleuve Noir produits par de vénérables anciens, dont ni l’écriture ni les ambitions ne me satisfaisaient. Il y avait des exceptions (le style de Pelot/Suragne était déjà un vrai bonheur à déguster) mais dans l’ensemble je me tournais plutôt vers la New Wave anglaise ou les auteurs américains des années 60.Les années 80 ont changé mon regard, mais j’étais déjà écrivain moi aussi. Le débat entre les soi-disant « narratifs », Wagner, Pagel, Ligny et d’autres, et les soi-disant « littératurants » comme le groupe Limite ouvrait des tas de pistes de lecture. Et d’écriture, bien sûr.
Jean-Louis Trudel: J'en ai déjà nommé plusieurs ci-dessus. J'en profite pour ajouter à mes lectures de jeunesse tous les scénaristes de BD de science-fiction. Dans les aventures de Tintin, il y avait déjà plusieurs albums qui versaient dans la science-fiction : On a marché sur la Lune et Vol 714 pour Sydney. La série de Yoko Tsuno de Roger Leloup m'a fasciné. J'ai aussi beaucoup apprécié les aventures de Luc Orient par Greg (Michel Régnier). En fait, Hergé, Leloup et Régnier sont des auteurs d'origine belge, mais, de mon point de vue de jeune Canadien, ils appartenaient à la sphère française en Europe. Je citerai ici aussi la série du Scrameustache de Gos --- un autre Belge. Comme j'ai commencé à écrire et publier très jeune,¸j'ai découvert plusieurs autres auteurs français, en littérature ou en BD, après avoir fait mes débuts.
À peu près à la même époque est paru « Étoiles Mourantes » de Jean-Claude Dunyach et Ayerdhal. Là aussi, je me suis dit que c’était la SF que je voulais lire. Il y avait de l’ambition, une écriture remarquable et un vrai esprit d’aventure. C’était important, au moment de vouloir publier, d’avoir ce type d’oeuvres comme référence, tout autant que les Guerriers du Silence de Pierre Bordage.
Jean-Claude Dunyach: J’ai vu ce statut évoluer en quarante ans de façon tellement importante qu’il est difficile de te répondre. Quand j’ai commencé à lire de la SF à la fin des années 60, c’était une littérature rebelle, un peu comme le rock que je commençais à pratiquer à l’époque, mais elle était déjà en cours de banalisation. La fin des années 80 et les années 90 ont vu une véritable « occupation du terrain » par des tas d’auteurs majeurs qui ont su trouver leur public (Bordage, Ayerdhal, Lehman, Genefort, sans oublier les quadragénaires en forme qui avaient déjà une œuvre derrière eux et qui continuaient à écrire). L’effet a été renforcé par l’approche de l’an 2000 et par les questions, les espoirs et les peurs que cela suscitait.
Mais depuis dix ans, et ça s’aggrave tous les ans, la littérature française est en crise : de moins en moins de lecteurs, de moins en moins d’argent pour faire vivre les lecteurs. La littérature de l’imaginaire n’échappe pas à la crise, au contraire, même si il y a des tas de nouveaux auteurs passionnants (Damasio, pour n’en citer qu’un) et une effervescence de publication qui comble le lecteur que je suis.
Je suis donc pessimiste sur la survie économique et optimiste sur la qualité des textes et des auteurs !
Sinon, si tu veux mon avis sur ce qui caractérise la SF française, j’avais écrit un texte là-dessus, que je t’envoie. Il date un peu, mais ce que j’en disais reste sans doute valable. (Note de Nick: Dunyach m'a envoyé un magnifique article qui donne une image très complète de la science-fiction française et de son histoire. Je le traduis et j'espère le publier bientôt sur Nocturnia)
Jean-Louis Trudel: Je vais confiner ma réponse à la science-fiction française, qui est la seule que je connais. En gros, je dirais que la science-fiction française est moins populaire qu'avant comme catégorie éditoriale, mais qu'elle est plus acceptée par le grand public. Depuis vingt ans, des auteurs comme Bernard Werber, Michel Houellebecq ou Tristan Garcia imposent des textes de science-fiction dans la littérature générale. Des auteurs un peu plus spécialisés, comme Ayerdhal, Alain Damasio, Pierre Bordage ou Laurent Genefort, ont bien fait aussi. Mais les collections et les revues spécialisées périclitent, pendant ce temps. Le portrait est donc contrasté.
Olivier Paquet: On la dit moribonde, on l’a annoncée souvent morte face à la fantasy ou aux histoires de vampires, mais elle est toujours là. Elle continue de parler de notre société et n’a pas vraiment perdu de sa pertinence. Il y a toujours des auteurs français de SF, mais leur visibilité est moindre. Elle est moins facilement identifiable et me paraît très éclatée entre différentes tendances, l’une axée très aventure, un peu nostalgique d’un âge d’or, une autre plus expérimentale ou plus revendicatrice. Toutes ces composantes ont souvent du mal à communiquer entre elles, ce qui, de mon point de vue, nuit à la visibilité de l’ensemble.
Jean-Claude Dunyach: 2018 a vu beaucoup de parutions intéressantes (je te recommande la page du GPI pour avoir des détails). Beaucoup de monde aux festivals comme les Imaginales d’Epinal et les Utopiales de Nantes. Et beaucoup de discussions avec le gouvernement pour essayer de régler les problèmes de l’édition française… On verra ce qu’il en sortira.
Jean-Louis Trudel: À mon point de vue, l'ouvrage de 2018 qui fera date n'est pas un roman, c'est l'encyclopédie Rétrofictions qui tente de recenser toute la science-fiction francophone de 1532 à 1951 ! Sinon, je constate avec intérêt le développement de l'éco-fiction en science-fiction française, avec Dernières fleurs avant la fin du monde de Cartelet ou Susto de Luvan.Personnellemen mon année 2018 a été dominée par le lancement de mon Petit Guide de la science-fiction au Québec. J'ai participé à deux salons du livre au Québec, je suis allé aux Imaginales d'Épinal en mai et je suis revenu en France pour assister aux Utopiales de Nantes en novembre. Et j'ai obtenu le Prix Aurora-Boréal du meilleur essai pour ce livre. Du coup, je n'ai pas beaucoup eu le temps d'écrire. Mais j'ai quand même fait paraître cinq nouvelles en français, une nouvelle en traduction italienne, une nouvelle en traduction anglaise et un poème écrit en anglais. Je suis particulièrement content de ma nouvelle « Semeuses d'amour en orbite instable » dans l'anthologie Technosciences @ venir.
Olivier Paquet: 2018 était plutôt une année calme, des oeuvres intéressantes, mais en science-fiction, aucune qui se démarque vraiment, plutôt la confirmation que la science-fiction française a cessé son recul et se maintient. On reparle de science-fiction française dans la presse, le public grandit dans les festivals.
Jean-Louis Trudel: Cette année, j'espère reprendre l'écriture de manière plus suivie. Je me méfie des prédictions, car la vie se moque de nos plans les plus solides. Cela se vérifie aussi en politique. À plus long terme, je surveille l'état de la planète et nos efforts pour freiner sa détérioration. Je reste assez optimiste pour discerner en Occident un mouvement qui se construit pour s'opposer à l'obscurantisme, au nationalisme étroit et à l'avidité qui engendre les inégalités.
Mercì a Tous.
Amitiè
Nick
LUNA NUOVA (2018)
L'umanità è finalmente riuscita a colonizzare la Luna. Ma quella avvenuta è una colonizzazione quasi esclusivamente industriale. All'alba dell'anno 2110 gli abitanti del nostro satellite sono divisi in rigide classi sociali: da un lato i lavoratori comuni perennemente in lotta per la sopravvivenza, dall'altro capo ci sono invece i "Cinque Dragoni", gli esponenti delle cinque famiglie più ricche e potenti della Luna, l'elite delle elite, coloro che detengono il potere assoluto sulle risorse energetiche lunari come l 'elio, il ghiaccio o il carbonio, senza le quali, nemmeno la Terra riuscirebbe più a sopravvivere.
Il nuovo feudalesimo lunare sta però mostrando le sue orime crepe.
A complicare le cose contribuiscono anche le frequenti faide tra le 5 Famiglie, in particolare tra i Corta e i Mackenzie.
Tutto è cominciato decenni prima, quando una giovane immigrata dal Brasile è riuscita a strappare il monopolio dell' Elio-3 alla Mackenzie Metals. Adesso Adriana Corta è a capo di un fiorente impero economico.
Qualcuno però sta tramando nell'ombra, adesso Adriana, i suoi cinque figli e i suoi nipoti sono tutti nel mirino.
Perdere la vita non sarebbe nemmeno il destino peggiore.
E questo è solo l'inizio.
Sono anni fortunati per le traduzioni italiane di Ian McDonald, dopo i successi di Desolation Road e de Il Fiume degli Dei, si può proprio dire che sia arrivata una fase di nuovo interesse da parte degli editori ed operatori nostrani nei confronti dell'autore britannico.
Da un lato sono in programma nuove traduzioni italiane di altri lavori inediti dello scrittore per conto di almeno tre diversi editori, ma questa estate all'interno della collana Urania Jumbo la Mondadori ha dato alle stampe uno dei romanzi più importanti scritti recentemente da McDonald.
Si tratta di Luna Nuova (titolo originale Luna:New Moon uscito in patria nel 2015) primo capitolo di una nuova trilogia, quella della serie di Luna.
Accade in Italia (e anche un poco in Francia) # 38
Tante segnalazioni una più corposa dell'altra, andiamo come sempre a cominciare.
Le illustratrici di questa puntata sono Paola Cocchetto; Alessia H.V e l'ospite speciale Paola Andreatta. L'autrice della foto è Ximi-Marisa Forzani come sempre ringrazio gli artisti che hanno accettato di arricchire con le loro opere questa rubrica, rinnovo anche il mio invito agli artisti là fuori: se volete far apparire le vostre creazioni su Nocturnia non avete che da contattarmi.
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| Eternity Starts in Our Mind by Alessia H.V. |
Cominciamo senza indugio con le varie presentazioni:
Ricordando il passato





















