"Ricordare è un investimento sul futuro e non solo un tributo alla memoria delle vittime di un tragico passato. Non possiamo, non dobbiamo dimenticare ciò che accadde nei lager nazisti. E che al fondo dell’Olocausto vi era il proposito di annientare gli ebrei, colpevoli di esistere: chi continua a negarlo infligge alle vittime dei campi di sterminio una seconda morte. Come non vedere che nel voluto oblio della memoria c’è chi cerca di costruire una nuova pratica dell’intolleranza?"
Elie Wiesel.
"Chi salva una vita salva il mondo intero"
Dal Talmud.
Voglio raccontarvi una storia, una volta tanto è una di quelle che finiscono bene. Una volta tanto non c'entra niente con gli incubi di cui mi occupo di solito, no amici miei, niente Re di Aquilonia o Pirati dei Sargassi, nessun investigatore del Mistero o avvistamenti nei Cieli. Stasera intendo parlarvi di un incubo ben peggiore: l'Olocausto e del predatore più spietato che ci sia: l'uomo. Ma vorrei parlavi di come anche nei momenti più bui a volte si accendano delle fiaccole pronte a farci guida nel buio.
La storia che intendo narrarvi comincia con una donna non più giovane, bassa di statura, con un carattere apparentemente burbero e con una gran passione per i sigari.
Passione inconsueta per una donna di quei tempi, dopotutto nel 1943 erano ben pochi i diritti riconosciuti alle donne in Italia.
Ma di Adele Zara tutto si poteva dire fuorché che fosse una persona comune.
Adele nata a Spinea nel 1882, si trasferisce giovanissima a Mira, nella frazione di Oriago. Nel 1904 si sposa con Antonio un commerciante locale, i due vanno a vivere a Palazzo Zara, una costruzione nelle vicinanze delle rive del Brenta. Palazzo Zara è immenso, ma è dotato di un unico bagno e non ha elettricità- Questo però non impedisce ad Antonio ed Adele di crearsi una grande famiglia composta di almeno sette figli.
All'epoca dei fatti la donna ha già 61 anni, è vedova da almeno tre ma è conosciutissima in città. In passato ha lavorato come infermiera presso il dottor Bonollo un medico locale e quando ad Oriago si propaga l'epidemia di tifo Adele non si è fatta scrupoli ad ospitare i malati perfino a casa sua.
Forse è anche per questo che dopo l'armistizio dell'otto settembre è alla sua porta che bussano delle persone in cerca di aiuto.












