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| Bob Tonelli & Gianni Cavina ne "La casa dalle Finestre che Ridono" |
Nei primi anni di vita del blog prima di iniziare i miei post ripetevo spesso una premessa, ogni tanto - tipo oggi- mi piace ripescarla, dato l'argomento trattato: chi scrive non è un esperto della materia e non pretende di esserlo, quanto piuttosto un appassionato, quindi quelle che leggerete sono le mie opinioni legittime come le altre, opinabili quanto le altre. Non si tratta di vangelo ma delle sensazioni che il film ha generato in me in quanto spettatore ed appassionato, come tali vanno prese, mi auguro che- da appassionato ad appassionati facciano nascere in chi legge la voglia di vedere o rivedere il film e nel caso di far nascere in voi le vostre di sensazioni e di emozioni.Così come mi auguro di poterne parlare assieme, in questo spazio virtuale o davanti ad una bella birra fredda \ calice di vino\ tazza di caffè fumante fate vobis in base alle vostre preferenze. Niente arricchisce più il cuore e la mente quanto il parlare di cultura, perchè questo è per me: Cultura! Se siete interessati all'argomento vi consiglio di recuperare anche il precedente post. E quello di un paio di anni fa.
SINOSSI:
Stefano, un giovanissimo restauratore viene chiamato dal sindaco di un piccolo paese della provincia di Ferrara per occuparsi di un inquietante affresco che da tempo sta marcendo all'interno della locale chiesa. L'opera in questione, "Il Martirio di San Sebastiano" risulta realizzata da un oscuro pittore locale, un certo Buono Legnani morto suicida, conosciuto anche come il "Pittore delle Agonie", per la sua ossessione nel voler ritrarre uomini e donne in punto di morte, e sul cui nome circolano diverse leggende una più sinistra dell'altra. Stefano affascinato dall'affresco si convince di avere a che fare con il lavoro di un grande artista, ma sembra essere il solo. Gli abitanti del posto sembrano vivere in un costante regime di paura e di omertà, perfino il parroco in più riprese mette in guardia Stefano dal lasciarsi troppo coinvolgere dalla vicenda. In passato Legnani aiutato dalle due sorelle pare essere stato coinvolto in più di un mistero e tante, troppe sono le persone scomparse nel nulla dopo aver incontrato il sinistro trio. Gli unici disposti a voler parlare dei fatti sono Francesca, una maestra anche lei appena arrivata in paese e con la quale Stefano intreccia una relazione, l'amico Antonio ed un bizzarro personaggio chiamato Coppola, proprio quest'ultimo, un nevrotico ed alcolizzato tassista si rivela essere in possesso di informazioni importanti sul passato . I misteri si moltiplicano e quando Antonio muore improvvisamente dopo aver promesso a Stefano di portarlo a visitare una "Casa dalle Finestre che Ridono" che potrebbe cominciare a dare qualche risposta.la situazione precipita di colpo. Ben presto Stefano si trova precipitato in un vero e proprio vortice di eventi più grandi di lui. Riuscirà a trovare le risposte che cerca? E sopratutto riuscirà a sopravvivere?
IL FILM:Nell'agosto del 1976, le cronache parlano nello specifico del giorno 16, appena dopo ferragosto, nelle sale del Belpaese veniva distribuito un piccolo film, opera di un regista, non certo debuttante, ma che era ancora alle prime fasi di una carriera che sarebbe stata lunga ed enormemente feconda. Il film era un concentrato di elementi thriller ed horror, fornito di un titolo lungo ma non chilometrico come invece dettava la moda del periodo "La Casa dalle Finestre che Ridono" ed il regista era il bolognese Giuseppe "Pupi" Avati.



















