Giovedì pomeriggio mi arriva la notizia bomba; mi trovo al Supermercato con mia moglie mi squilla il telefonino, non che sia una novità:nemmeno cinque minuti prima sono stato tormentato da una insistente operatrice di una compagnia telefonica, in mattinata era stato il turno di una compagnia energetica che mi garantiva miracoli nel caso fossi passato con loro.
Rispondo quindi un poco infastidito, dall'altro capo, in una comunicazione parecchio disturbata, una voce proveniente dalla mia Azienda mi chiede se sono disponibile a ripresentarmi al lavoro lunedì mattina.
E' passato quasi un anno da quel maledetto
GIORNO.
Un anno vissuto come se fossi in un limbo.
Nel frattempo, la fabbrica si sta lentamente riprendendo grazie alla gestione commissariale, qualche macchina è ripartita, il prodotto sta ricominciando a circolare.
Nei mesi passati diversi miei colleghi sono rientrati al lavoro sia pure a rotazioni.
A quanto pare adesso tocca a me.
Non so ancora per quanto tempo o per quanti giorni.
Alcuni miei colleghi del mio stesso reparto sono rientrati per periodi di pochi giorni.
Però mi va bene così, è un inizio. Un modo per ricominciare: adesso fuoriesco dal limbo.
Non so nemmeno definire le sensazioni che sto provando, un misto di entusiasmo e paura, speranze e incredulità.
Probabilmente mentre starete leggendo queste righe io starò in fabbrica , dopo un anno sarà dura ricominciare, ricordare le dinamiche del lavoro, impossessarsene nuovamente...
Non so nemmeno dire cosa mi aspetta oggi.
Ma sarà bello.
Mentre scrivo queste righe (è venerdì pomeriggio) mi ritrovo davanti a questa tastiera praticamente inebetito, in preda a tutte queste sensazioni.
Questa settimana, per scelta personale andrò avanti un poco più lentamente col blog,con visite e commenti; uscirà comunque qualcosa.
Quello che è in programma sicuramente a breve è un post sul film
Dark Shadows, uno di segnalazioni forse uno sulla serie
American Horror Story e
magari una nuova incursione sul folklore italico.
Prima di tutto viene però questa bella novità; ho bisogno di riprendere certi fili, di chiudere il cerchio apertosi un anno fa.
E perché no, di riappropriarmi di un minimo di dignità di lavoratore.
- UNO SFOGO UN POCO CHOOSY.
Si parla tanto nel nostro paese di lavoro, della sua mancanza, del futuro.
Come spesso succede però non solo non si vogliono trovare soluzioni ma non si riescono nemmeno ad individuare per bene le cause.
Spesso poi si continua a voler anestetizzare le coscienze.
A non voler guardare in faccia la realtà.
Comincio ad essere stanco di dichiarazioni sui giovani
choosy, sui giovani che devono accettare un tozzo di pane in cambio di una schiena spaccata e magari ringraziare anche.
Chi fa affermazioni del genere anche se si tratta di un Ministro della Repubblica, non conosce anzi non vuole conoscere la realtà.
Perché significa non conoscere i giovani che si trovano a vedersi offerti posti di lavoro precario stra-sfruttati e sottopagati. Quando va bene.
Significa non conoscere i quarantenni come me, che già a questa età cominciano ad essere considerati vecchi per il mercato del lavoro.
Non parliamo poi di un cinquantenne messo in mobilità. Che futuro potrà mai avere ?
Significa non voler ammettere che ci sono stati almeno venti anni nel nostro paese che per mentalità, per politiche sbagliate a livello economico e sociale hanno letteralmente distrutto tutto.
E non sto facendo un discorso a la Grillo, ci mancherebbe, ma quando vedo programmi come La Vita in Diretta, in cui per parlare dei problemi lavorativi dei giovani chiamano come opinionista un quasi ottuagenario come Roberto Gervaso, una di quelle persone che è in grado di parlare solo di quanto sia stato in gamba lui nella vita.
Cosa razzo ne saprà lui dei giovani di oggi?
Oltretutto venendo pagato anche con i soldi del mio canone.
Parlate di giovani, no?
Invitate un giovane.
Parlate di precari, no?
Invitate in studio un precario vero e lasciatelo parlare senza interromperlo, invece di limitarvi ai vostri servizi finto-pietisti.
O a farci la morale con la solita aria di superiorità da primi della classe.
Sto parlando anche di quando fino a qualche tempo fa "
qualcuno", ci garantiva che nel nostro paese la crisi non sarebbe mai arrivata mentre fuori dalle nostre porte già c'erano i primi segnali del disastro.
Sprecando poi tanto tempo prezioso in sterili riforme della Giustizia o leggi sinceramente molto dubbie. mentre i veri problemi italiani erano altri.
Vero onorevole
Berlusconi ?
Sto parlando anche di altri personaggi del centrosinistra che da venti anni non ne azzeccano, una eppure sono sempre lì in parlamento a fare la morale agli altri .
Vero onorevole
D 'Alema ?
Oppure di altri di verde vestiti, i quali fingendo di difendere gli interessi di una certa parte del paese alla fine hanno semplicemente difeso i loro personali di interessi.
Vero caro
Bossi Jr ?
Sono mancate tante, troppe cose in questi anni, ci hanno levato perfino l'idea stessa del futuro, perfino lo stesso presente.
Eppure è arrivata l'ora di ricominciare a fare qualcosa per noi stessi, ricominciare a costruire, rimettere in marcia le cose.
Credo che non sia troppo tardi.
Voglio poterci ancora credere.