UNA SERIE ANOMALA : IL PRIGIONIERO (1967- 1968)


Numero 6: Dove mi trovo?
Numero 2: Nel Villaggio.
Numero 6: Cosa volete?
Numero 2: Informazioni.
Numero 6: Da che parte state?
Numero 2: Non posso dirglielo! Vogliamo informazioni. Informazioni. Informazioni.
Numero 6: Da me non le avrete mai!
Numero 2: Le avremo, con le buone o con le cattive le avremo.
Numero 6: Chi è lei?
Numero 2: Il nuovo Numero 2.
Numero 6: Chi è il Numero 1?
Numero 2: Lei è il Numero 6.
Numero 6: Io non sono un numero!Io sono un uomo libero!
Dal dialogo di apertura.


Londra. Un uomo di cui non viene fornito il nome ma che presumibilmente lavora in una posizione di responsabilità nel Governo o nei Servizi Segreti rassegna improvvisamente le dimissioni. L'uomo non fa in tempo a tornare a casa che viene stordito e rapito da sconosciuti.
Al suo risveglio si ritrova in un misterioso villaggio dove gli abitanti( tutti ex spie, scienziati o funzionari dimissionari) vengono indicati con un numero invece che con un nome; minacciose sfere conosciute come i Rover si aggirano per la vie cittadine pronte a soffocare o imprigionare chiunque non rispetti le regole. Nel Villaggio la privacy non esiste: ovunque sono installate telecamere perfino dentro le case, sorveglianti minacciosi impediscono che la gli abitanti del villaggio possano fuggire. Il tutto viene monitorato dal centro di controllo sotto la sorveglianza del Numero 2-  in ogni puntata una persona diversa-  che risponde solo ad un ancora più misterioso Numero 1.
Il tutto allo scopo di strappare i segreti posseduti dalle menti dei prigionieri.
Ma la vita al Villaggio nonostante tutto sembra scorrere serena come un qualsiasi luogo di villeggiatura, la maggior parte dei residenti pare accettare tranquillamente la prigionia dorata in un processo di spersonalizzazione sempre più aperto.
Solo il nuovo prigioniero, il Numero 6 non accetta questo status, da questo momento in poi due saranno i suoi scopi: scoprire l'identità del Numero 1 che regge le fila del gioco e poi tentare di scappare dal Villaggio.




Nonostante siano passati più di  quarantacinque anni dalla prima messa in onda a cura dell' Emittente ITV  del primo dei  diciassette episodi che lo compongono THE PRISONER  mantiene se non tutta almeno buona parte della sua attualità specialmente se la rapportiamo alle nostre vite quotidiane in cui l' essere osservati - o spiati - da telecamere e \o mezzi di controllo è diventato la norma.
Proviamo però a pensare cosa dovesse anche essere il semplice pensare a questa eventualità nel 1967.
Pura fantascienza, vero?

THE PRISONER è  una serie di fantascienza, certo. Ma non solo.
THE PRISONER è una serie di  spionaggio, certo. Ma non solo.
Qui stiamo parlando di una metafora, della lotta di un singolo individuo per difendere la propria identità, per affermare la propria libertà.
L' individuo Numero 6 combatte contro un "sistema "( non importa quale tipo di "sistema", se amico, nemico o semplicemente altro ) per non lasciarsi uniformare, per non seguire la massa.
Un sistema, il "Potere"  utilizza tutti i modi possibili per spezzare la resistenza dell'individuo: lavaggi del cervello, le già ricordate telecamere, tradimenti e doppi giochi continui, il non potersi fidare di nessuno nemmeno dentro la propria abitazione.
Bisogna anche tener conto del periodo in cui il serial veniva girato; il serial tiene conto di tutti gli sconvolgimenti che la società inglese ed internazionale stava cominciando ad affrontare: erano gli anni della Swinging London, della contestazione giovanile, del clima di contrapposizione tra il Blocco Occidentale e quello Sovietico, del Vietman ma anche del progresso tecnologico e della corsa verso lo Spazio.
Tutto questo appare, sia pure in nuce, nelle sceneggiature del Telefilm: il design di THE PRISONER è un misto di tecnologia e design futuribili e architettura retrò, tensioni moderne e trame antiche.
Come spesso accade tutto questo nasce grazie all'ossessione di un uomo solo.

- IL NUMERO 6.
McGoohan in DANGER MAN ( 1960)
A dare volto al Numero 6 fu l'attore Patrick McGoohan (1928-2009);di origine statunitense ma da sempre residente in Gran Bretagna negli anni sessanta era uno dei volti più amati dal pubblico britannico;  non solo era anche uno dei beniamini dei produttori e registi per via del suo carattere tranquillo totalmente lontano dagli atteggiamenti da "divo" così in voga in quel decennio, sullo schermo gli venivano spesso affidati ruoli da "angry young man" ...e proprio per questo il pubblico lo amava, in special modo quello femminile

Per anni aveva interpretato il ruolo di un agentesegreto della NATO all'interno della serie DANGER MAN (a.k.a SECRET AGENT ) forse la serie televisiva più popolare del periodo.
L'attore era talmente famoso che, in una fase iniziale era stato preso anche in considerazione per il ruolo di James Bond nel primo 007, ma l'attore profondamente cattolico rifiutò di interpretare il ruolo di un personaggio che riteneva immorale in quanto bevitore e fumatore incallito nonchè impenitente donnaiolo.
Sia come sia il rifiuto di  McGoohan  spianò la strada ad un certo Sean Connery.
Inoltre fu lo stesso McGoohan assieme all'amico George Markstein a co-produrre la serie, e per concludere fu sempre l'attore a proporre THE PRISONER  a  Sir Lew Grade, il Boss della ITV, uno degli uomini più potenti d' Inghilterra il quale dichiarò che l'idea alla base della serie era talmente assurda che avrebbe potuto funzionare.
Lo show all 'inizio del 1967 potè finalmente essere messo in produzione.
E fu lì che cominciarono i guai.

Lew Grade in compagnia dell'
immancabile sigaro.
Grade avrebbe voluto una serie regolare di 22\24 episodi mentre McGoohan preferiva concentrarsi su una miniserie di 13 episodi massimo, in più il produttore voleva considerare THE PRISONER come una sorta di seguito naturale di DANGER MAN lasciando intendere ai futuri spettatori che il Numero 6 altri non fosse che John Drake, mentre su questo l'attore non ci sentiva proprio.
Alla fine si raggiunse una sorta di accordo su un numero massimo di 17 puntate e sul fatto di lasciare nel dubbio riguardo l'identità del protagonista,anche se in un paio di occasioni vennero assunti degli attori già comparsi in DANGER MAN ad interpretare personaggi con lo stesso nome e funzioni della vecchia serie, così solo per confondere ulteriormente le acque.

- I NUMERI 2.
Man mano che la produzione andava avanti McGoohan dimostrò un atteggiamento sempre più morboso nei confronti dello show arrivando a suggerire trame sempre più folli e malsane.
Sue furono comunque alcune intelligenti intuizioni; tanto per cominciare quella di non creare un personaggio invincibile: il suo Numero 6 specialmente nelle prime puntate subisce diverse sconfitte nel suo tentativo di fuggire dalla dorata prigionia del Villaggio, spesso viene tradito dalle persone di cui si fida, altre volte si rende conto amaramente che la maggior parte degli altri prigionieri si è rassegnato e arreso al "Sistema". Un mondo insomma in cui il protagonista è veramente un uomo solo contro tutti.

L'altra grande intuizione fu la scelta di non affidare ad un unica persona il ruolo del maggior antagonista, cioè il Numero 2.
Infatti la figura del "Comandante in seconda" della misteriosa organizzazione cambia di episodio in episodio, a volta anche all'interno dello stesso episodio; così come cambiano le motivazioni della sostituzione: in alcuni casi il Numero 2 viene sostituito a causa di un fallimento con il Numero 6, in un altro caso va semplicemente in pensione, altre volte avviene e basta.
Uomini, donne, giovani,anziani non ha importanza, il Numero 2 non è eterno
E se questo da un lato contribuisce a d accrescere l'effetto straniante della serie, dall'altro ne accresce il fascino e reitera l'eterno gioco gatto contro il topo tra il protagonista e il suo carceriere.
In una relazione che spesso è di stima e di rispetto tra le parti.
In un certo senso è come se gli sceneggiatori volessero avvertire in merito alla "banalità del male": chiunque, nessuno escluso, se lo circostanze lo permettono, può assurgere alla status di carnefice.

Leo McKern: a causa della sua malattia
l'ultimo episodio  della serie venne  registrato
a distanza di dieci mesi dal penultimo.


Sono solo due gli attori che interpretano il ruolo del Numero 2 per più di un episodio: Colin Gordon che compare in due occasioni e il grande Leo McKern in tre episodi.
In particolare McKern, che odiava il ruolo al punto di ammalarsi gravemente (di stress o di cuore- le testimonianze non concordano) durante le riprese avrebbe dovuto comparire negli ultimi tre episodi, però a causa di ritardi nella programmazione della rete vide la sua interpretazione dilatarsi tra il secondo episodio e la doppia puntata finale.

- GLI ALTRI ATTORI.

Angelo Muscat,

A parte lo stesso McGoohan un solo altro personaggio compare in qusi tutti i diciassette episodi, cioè il maggiordomo nano del Numero 2, interpretato dall' attore Angelo Muscat.
Muscat di origine maltese, qualche anno dopo avrebbe interpretato il ruolo di uno degli Oompa Loompa del film WILLY WONKA.

Mentre al misconosciuto Peter Swanwick venne affidato il ruolo del Supervisore della sala controllo dei carcerieri.

- LA LOCATION.
Se  la serie de IL PRIGIONIERO era il sogno di Patrick McGoohan, ci fu un altro uomo che ebbe un influenza indiretta nel destino della serie.
Bertram Clough Williams- Erris era un architetto del ventesimo secolo  proveniente da una famiglia facoltosa, la sua aspirazione per tutta la vita fu dimostrare che l'architettura non era nemnca del bello e che si potesse integrare con l'ambiente naturale senza distruggerlo.
Per dimostrarlo praticamente, passo buona parte della sua vita a rinnovare un antico borgo di pescatori nel Galles.
Il risultato fu Portmeirion.
Il Borgo venne ricostruito secondo criteri mediterranei, più raramente bavaresi ma comunque  tipici dell' Europa meridionale  e seguendo schemi classici quasi Neo-Palladiani: un luogo dove respirare un atmosfera senza tempo. Portmeirion  grazie alle case di Gough diventò in breve un ambito luogo di vacanza, oltre che il set privilegiato di diversi produzioni televisive e cinematografiche britanniche.
Lo stesso McGoohan vi aveva girato un episodio di DANGER MAN ambientato in Italia  (Sic).

Portmeirion: tutti gli anni vi si celebra un festival
dedicato alla serie di THE PRISONER.
La cittadina costituì l'ambientazione naturale per il serial, le sue architetture, le sue torri, le sue piazzette finirono per dare quel quid in più alla produzione.
L'ultimo tocco, quello definitivo, da parte dei produttori  a cui si era aggiunto lo sceneggiatore David Tomblin  fu di fornire un design in cui tecnologie futuribili convivessero senza alcuno sforzo con elementi retrò quali le  ottocentesche biciclette  Penny Farthing.


- IL DESTINO DI UNA SERIE.

Il pubblico inglese inizialmente seguì le avventure del Numero 6 in maniera entusiastica, quasi fanatica. Molti, come aveva predetto quel vecchio volpone di Lew Grade vollero attribuire all'identità del prigioniero quella del tanto amato John Drake, altri si fecero catturare dal contesto totale della serie.
L'entusiasmo però non durò a lungo.
THE PRISONER aveva sì indubbi meriti ma anche altrettanti incontrovertibili difetti. Ogni episodio sembrava non tener conto dei precedenti, ad ogni puntata venivano fornite al telespettatore informazioni contraddittorie, che poi successivamente venivano smentite.
Lo stesso Villaggio in un episodio veniva collocato su un isola nel mare Mediterraneo tra Spagna, Portogallo e Marocco, in un altro nei paesi Baltici, altre volte viene fatto capire quanto non sia poi così lontana da Londra.
Fu però l'ultimo episodio Fall Out (in Italia Evasione A.k.a La Rivolta ad attirare le ire di telespettatori ed appassionati.
Girato con uno stile volutamente ironico ed allegorico, pur mantenendo una sorta di finale positivo Fall Out non rispose praticamente a nessuna delle domande e degli indizi disseminati durante tutto l'arco del telefilm. In particolare molti furono disorientati dall'intermezzo onirico in cui venne tra virgolette
svelata l'identità del Numero 1.

A livello produttivo THE PRISONER si rivelò un fallimento commerciale: la casa di produzione di Tomblin e McGoohan fallì, lo stesso attore in seguito ebbe a dichiarare di essere stato costretto ad allontanarsi da casa per un breve periodo a causa delle numerose  aggressioni subite da fans delusi.

Una scena tratta da Fall Out.
L'interprete a seguito del fallimento della sua creatura, pur
rimanendo un attore molto apprezzato non ritrovò mai più
il successo su cui poteva contare fino a qualche anno prima
e preferì concentrarsi negli anni successivi a produzioni teatrali e cinematografiche ben mirate.

La produzione di THE PRISONER si era così conclusa,
questo però non rappresentò la morte assoluta dello Show.
Nel corso degli anni il telefilm potè godere di numerose repliche. Più tutta una serie di programmazioni estere : in Italia la RAI ne trasmise numerosi episodi a già partire dal 1974, rinominandola ovviamente IL PRIGIONIERO. 
Come per STAR TREK , come per centinaia di altre serie furono proprio con le repliche che cominciò la vera vita della serie, ad ogni riproposizione, ad ogni nuova messa in onda aumentarono coloro che si lasciarono conquistare, coloro che si fermarono davanti allo schermo.
O che cominciarono a farsi domande .
Perchè in fondo IL PRIGIONIERO parla di cose che ognuno di noi nel suo intimo più profondo può capire: la lotta di ogni essere umano per non soccombere contro la burocrazia, il contrasto dell'singolo uomo avverso il potere.
Insomma il desiderio di rimanere quello che siamo: incompleti, imperfetti, irrisolti ma &nfelicemente...umani.

Questo post esce oggi in contemporanea anche su IL FUTURO E' TORNATO in compagnia di un altro interessante articolo di Coriolano dedicato proprio all'episodio Fall Out.
Cosa ne dite di fare un salto anche là ?

9 commenti:

Nick Parisi. ha detto...

Ok, a quanto pare anche questo post non viene letto dai blogroll (di tanto in tanto mi succede),non è un grosso problema, però fatemi sapere se appare o meno.

angie ha detto...

Molto più attuale oggi che di allora..., oggi siamo veramente tutti spiati...in qualche modo., anche se non ne siamo sempre coscienti.
Ciao Angie

Iguana Jo ha detto...

In effetti ho scoperto il tuo post dal feed rss, che nel mio blogroll non è apparso (c'è la seconda parte di Roanoke).

Ma non saprei proprio come aiutarti, che nonostante sia anch'io su blogger, non ho mai avuto questo problema.

Nick Parisi. ha detto...

@ Angie.
Hai espresso un pensiero bellissimo: Teh Prisone è una serie attualissima che ha precorso i tempi.
Grazie.

Nick Parisi. ha detto...

@ Iguana Jo.
Grazie lo stesso.
E' un problema che già è comparso un paio di volte, non lo so se è perchè i post sono troppo lunghi o se in fase di postaggio capita qualcosa che ne invalida il risultato.
Vediamo cosa accade nei prossimi post. ;)

Fabio L. ha detto...

E' stata una serie bellissima, mutilata in Italia da una programmazione che non è mai andata oltre i primi 9 episodi o poco più (negli anni '70). A quanto so, c'è stato anche un remake con ambientazione desertica, interpretato da Jim Caviezel e Ian Mc Kellen, ma non ho mai avuto modo (e voglia) di vederla. Di certo è di grande attualità.

Nick Parisi. ha detto...

@ Fabio L.
la programmazione Rai negli anni settanta fu, tanto per cambiare, molto lacunosa.
Sul Remake ho sentito pareri contrastanti, io non l'ho ancora visto, perchè conosci la mia scarsa stima per i remake.
So che nel remake esasperano molto il dualismo Numero1\ Numero 6, in più compare Lennie James che è un attore che mi piace molto.
Magari un giorno gli darò una possibilità.
Magari un giorno...

cinefatti ha detto...

Eccomi qua, Nick:D. Io considero The Prisoner una delle più belle serie tv che abbia mai visto insieme a Twin Peaks e la più recente Carnivale. Si vede che mi piacciono le cose cervellotiche:D.

Comunque ti volevo dire che io non entro su Nocturnia con l'account di CineFatti perchè lo attivo solo quando devo scrivere o rispondere ai commenti:D

See You Soon,
Hanuman (Roberto):D

Nick Parisi. ha detto...

@ cinefatti.
Bentrovato. :)
Guarda che scherzavo sul tuo blog, purtroppo per mancanza di tempo pure io riesco a passare poco sul vostro. :(
In bocca al lupo per la tua tesi, che è quella la cosa piú importante. ;)

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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