Blog tour “Come un dio immortale” - Il Guardiano della Soglia

Oggi ospito l'ultimo guest-post dell'anno, l'autrice è  Maria Teresa Steri, del blog Anima di Carta, L'occasione è una tappa del suo blog tour relativa alla promozione del suo romanzo Come un dio immortale. Maria Teresa se bazzicate questo blog da parecchio, la conoscete già: è autrice di romanzigiornalista blogger ed è da sempre una presenza costante ed importante della blogosfera. 

Lascio  la parola alla mia ospite, che ci parlerà di un argomento  che va... oltre il suo romanzo e ci dischiude affascinanti scenari.
O come dico io scenari molto Nocturniani....
Buona lettura a tutti!




Nel corso del viaggio di approfondimento dei temi del mio romanzo “Come un dio immortale”, ho parlato degli elementi esoterici a cui è ispirata la storia, ospite del blog di Cristina M. Cavaliere. Tra i vari aspetti, ho accennato anche al Guardiano della Soglia, che compare nel romanzo in una particolare forma. Oggi vorrei riprendere l’argomento, nella convinzione che si tratti di un tema molto affascinante nell’ambito dell’occulto.



Il Guardiano della Soglia nell’esoterismo

Nella tradizione esoterica il Guardiano della Soglia è una figura dall’aspetto minaccioso che appare al discepolo dell’occulto in un preciso momento del suo percorso iniziatico, ovvero al confine tra il nostro mondo e quello spirituale (non percepibile con i comuni sensi fisici). Si tratta di un essere spaventoso che incute grande terrore e che per questo motivo rappresenta un ostacolo. Ovvero la sua funzione è di impedire l’ingresso alla realtà sovrannaturale a chi non è degno di percepirla.

Come spiega Rudolf Steiner (fondatore dell’antroposofia), questa figura è in verità una parte di noi stessi che si manifesta però come una creatura esterna, indipendente. L’incontro ha lo specifico compito di mostrare all’iniziato gli aspetti di sé che non conosceva, la parte peggiore che deve modificare e superare se vuole proseguire il cammino di sviluppo interiore.

Dunque, è un essere che suscita paura perché ci mette davanti a quei lati che non riusciamo ad ammettere neppure a noi stessi, che reprimiamo o ignoriamo, per i quali nel profondo ci vergogniamo. Infatti, Steiner afferma che il Guardiano della Soglia è sempre presente in ognuno di noi e, semplificando, si può dire che sia parte della nostra stessa anima. Come uomini ordinari non è possibile percepirlo. Tuttavia, anche se avessimo la possibilità di vederlo, il sentimento di vergogna nei confronti di questa essenza nascosta e oscura sarebbe tale da impedire il superamento del confine tra i due mondi. Da qui il nome di Guardiano della Soglia, dove per soglia si intende il varco verso una realtà spirituale.

Questa figura rappresenta, inoltre, la somma di tutto il karma personale ancora da
scontare, ovvero tutte le azioni e situazioni negative che di vita in vita abbiamo accumulato e che dovremo bilanciare nelle esistenze future.

Inoltre, Steiner sottolinea che questa stessa parte di noi stessi è sotto il dominio di entità malvagie, creature che sono rimaste indietro nell’evoluzione spirituale e che influenzano gli uomini in modo negativo, spingendoli al male, alla superbia o condizionandoli affinché restino ancorati al mondo materiale. Queste entità sono chiamate “arimaniche” o “luciferiche” a seconda del tipo di influsso.

Il Guardiano della Soglia nel “viaggio dell’eroe”

Esistono molte altre interpretazioni di questa figura. Un esempio che mi sembra interessante ricordare è quello dell’archetipo Guardiano della Soglia di cui parla Chris Vogler nel suo saggio “Il viaggio dell’eroe”. Qui viene visto come una figura (personaggio o altro) destinata a ostacolare l’ingresso dell’eroe-protagonista in un altro mondo oppure un passaggio specifico e fondamentale nell’arco della storia.
Si può trattare anche di ostacoli veri e propri che si pongono sul cammino e bloccano il proseguimento. Non sono necessariamente elementi negativi, ma comunque hanno la funzione di mettere alla prova l’eroe o richiedono una verifica delle conoscenze apprese e delle esperienze maturate.

Nello stesso libro si parla anche di un’altra figura archetipica, chiamata Ombra. Anche quest’ultima è paragonabile al Guardiano della Soglia. Nel saggio di Vogler però l’Ombra è considerata in modo separato e rappresenta il lato oscuro vero e proprio, a volte incarnato in un antagonista e quasi sempre malvagio.

Le due accezioni di Guardiano della Soglia e Ombra di cui parla il Viaggio dell’eroe sono presenti e inglobate insieme nel mio romanzo. Senza fare troppo spoiler, posso dire che il protagonista deve affrontare una prova tale da metterlo a confronto con se stesso. Ho battezzato questo momento lo Specchio dell’oscurità.

Il Guardiano della Soglia nella narrativa

Sono molti gli autori che hanno utilizzato la figura del Guardiano della Soglia come elemento narrativo, più o meno esplicito. È doveroso ricordare il romanzo esoterico-gotico d’ispirazione rosicruciana “Zanoni” di Edward George Bulwer-Lytton, scritto nel lontano 1842. Qui la figura del Guardiano della Soglia è romanzata e considerata proprio come un orribile difensore del varco tra due mondi che va “dominato e sottomesso”. A questo romanzo va anche il merito del nome della figura che conosciamo.

Ancora più famoso è “Il ritratto di Dorian Grey” di Oscar Wilde (1890), dove il lato oscuro del protagonista si va riflettendo con intensità crescente nel suo ritratto, come in una sorta di specchio.

Visto come il doppio oscuro represso e relegato nell’inconscio, lo ritroviamo anche nel celebre “Lo strano caso del Dottor Jekyll e di Mr. Hyde” di Robert Louis Stevenson (1886).

Naturalmente questa brevissima lista non è in alcun modo esaustiva, ma solo esemplificativa. Sono tanti gli autori di narrativa e gli sceneggiatori di film che hanno utilizzato in maniera più o meno consapevole la figura del Guardiano della Soglia.

Nel mio romanzo “Come un dio immortale” ho definito il Guardiano della Soglia come il guardiano del mondo incorporeo (la realtà invisibile oltre quella fisica). Esso viene descritto così da uno dei personaggi:

La parte inferiore dell’anima, quella di cui non hai coscienza e che contiene le inclinazioni più basse, le passioni più abiette, le debolezze più meschine, ovvero tutto ciò che di una persona resta nascosto nell’inconscio. Jung la chiamava Ombra, il lato oscuro di sé. (...) Fino alla morte gli esseri umani restano ignari dell’oscurità presente dentro di loro e anche quando ne intuiscono l’esistenza, fanno di tutto per dissimularla, perché se ne vergognano profondamente. La verità è che fare conoscenza di questo angolo buio della nostra anima può rivelarsi davvero scioccante.

Proprio perché tutti gli esseri umani portano sempre con sé questo bagaglio oscuro, nella mia storia il bene e il male si confrontano lungo tutte le pagine e in particolar modo nel finale, e allo stesso tempo sono visti come aspetti dell’essere umano che non si contrappongono mai in senso assoluto.

Al tema del Guardiano della Soglia si fa riferimento più volte nel mio romanzo in modo velato, fino a una scena in particolare, durante la quale il protagonista si ritrova a fare i conti con il suo “altro sé”. Mi limito a proporre un estratto per dare un’idea.

Flavio notò che a terra, davanti a lui, si stava disegnando una forma umana, una maestosa sagoma scura che pareva plasmata dal fumo. Sembrava originare da lui stesso: partiva dal suo ombelico e si proiettava all’esterno, quasi fosse un’estensione immateriale del suo corpo, di cui ricalcava i contorni pur essendo di gran lunga più estesa e imponente. Non si trattava di una semplice ombra: animata da vita propria, si deformava ed espandeva a vista d’occhio, pur restando collegata con lui.

Il Guardiano della Soglia nella psicologia di Jung

Come è accennato nella mia citazione, questa figura è paragonabile anche all’ Ombra di cui parla Carl Gustav Jung, come insieme di aspetti della personalità che si tende a ignorare o a non ammettere, una parte negativa della psiche non sviluppata che va riconosciuta, portata alla luce e integrata con quella cosciente. Anche in questo caso dunque abbiamo a che fare con una componente dell’essere umano. Tuttavia, va detto che rispetto alla concezione occulta, l’Ombra junghiana non è un’entità indipendente, quindi non una figura vera e propria.

In conclusione, si può dire che all’interno dell’essere umano ci sia una zona oscura che non conosciamo e che può rivelare lati inaspettati e spaventosi. Ognuno di noi ha sempre tale componente sconosciuta, che resta per lo più sotterrata al di sotto della coscienza. Per questo il Guardiano della Soglia viene anche chiamato Doppio o Doppelgänger, in quanto rappresenta una sorta di immagine specchiata di noi,
come un entità gemella.

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32 commenti:

Renato Mite ha detto...

Sempre più interessanti questi approfondimenti, complimenti!
Credo che l'ostacolo maggiore sia sempre quello dentro di noi, e Flavio da dimostrazione che per superarlo bisogna far leva sulla propria forza di volontà.

Patricia Moll ha detto...

Veramente interessante!
Metto in evidenza il post e tornerò a leggerlo la seconda volta con più calma.
Ciao NIck, ciao Maria TEresa

Giulia Lu Mancini ha detto...

Davvero illuminante questo post. Il lato oscuro è presente in ciascuno di noi, poi c'è la coscienza che ci trattiene lontani dall'orrore, è un tema molto trattato anche nei gialli.

Nick Parisi. ha detto...

@ Renato Mite
Bentornato su Nocturnia caro Renato,credo che tu abbia centrato uno dei punti fondamentali della questione, tutto alla fine dipende da noi e da come impieghiamo la conoscenza acquisita delle cose.

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
A dopo allora, ciao Pat!

Nick Parisi. ha detto...

@ Giulia Lu Mancini
Ciao Giulia! Hai ragione, la coscienza individuale acquista un ruolo importante in questi casi,hai ragione anche sul fatto che molti gialli parlino di questo tema.
Un abbraccio.

Patricia Moll ha detto...

Noi non siamo solo carne e ossa e pelle. E' quello che non si vede ad occhio nudo che ci fa diventare ciò che siamo.
La parte oscura dentro di noi che a volte neeno noi conosciamo è la nosta vera forza. Quella che ci dà forza. Flavio ha saputo guardare dentro di sè e ha vinto. Ha superato gli ostacoli. Ma la sua parte oscura era comunque limpida. Per questo ci è riuscito.
E' questo che ci dice il suo personaggio. Infatti gli, altri, quelli con qusto lato oscuro veramente negativo sono rimasti imprigionati.
Oso di più. imprigionati in loro stessi prima ancora che nel mondo parallelo
Buona serata NIck

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Splendida analisi, Maria Teresa ne rimarrebbe estasiata.
Buona serata anche a te.

Ariano Geta ha detto...

Ho avuto modo di interagire con Maria Teresa Steri, è una blogger e scrittrice molto competente e preparata.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Concordo, Maria Teresa è molto brava!Merita tutto il successo possibile.

Grazia Gironella ha detto...

Molto interessante questo approfondimento. Non è da tutti scrivere storie in cui si possa scavare per trovare significati sempre nuovi. :)

Luz ha detto...

Anche se incute un certo timore, perché è innegabile che in ognuno di noi ci sia un lato oscuro, questa figura allo stesso tempo mi affascina. Mi piace il suo essere "guardiano" perché nessuno varchi nel proprio Sé quella soglia. Quell'angolo deve restare oscuro.
Non possiamo conquistare tutto, non si può sapere, conoscere tutto. È il diritto al mistero. Insomma... che fascino.

Elena Ferro ha detto...

Una speigazione molto interessante che aiuta a chiarire il significato del romanzo ma anche aiutare il viaggio che tutti noi compiamo per raggiungere la soglia. Credo che un romanzo in cui ci sia un messaggio verosimile, perché basato su studi e approfondimenti come in questo caso, acquisti autorevolezza. Brava Maria Teresa, anche le ombre possono venire alla luce.

Nick Parisi. ha detto...

@ Grazia Gironella
Concordo,non è facile per davvero ma Maria Teresa cel'ha fatta.
P.s
Bentornata su Nocturnia Grazia! :)

Nick Parisi. ha detto...

@Luz
Nessuno avrebbe saputo dirlo meglio, splendido modo di riassumere tutto il concetto.

Nick Parisi. ha detto...

@ Elena Ferro
Benvenuta su Nocturnia!

Nadia Banaudi ha detto...

Wow! Potrebbe dare lezioni sull'argomento Maria Teresa vista la sua preparazione. Credo che sia uno splendido esempio del viaggio dell'eroe il suo romanzo, come testimonia la citazione nel post.
Come a ogni tappa quando penso di aver scoperto tutto mi accorgo che invece ci sono altri aspetti da conoscere e anche questa volta è stato interessantissimo. Grazie per questo approfondimento

Maria Teresa Steri ha detto...

@Renato Grazie, mi fa piacere che consideri interessanti questi approfondimenti. Mi rendo conto che si tratta di argomenti particolari, ma spero possano offrire spunto di riflessione anche in generale, non solo per il romanzo. Eh sì, hai perfettamente ragione quando parli della volontà come requisito fondamentale per superare questo genere di ostacolo.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Giulia Grazie! E' vero, nei gialli (soprattutto quelli più psicologici) è un tema molto usato, in fondo si può dire che anche i romanzi (ormai classici) che ho citato siano a modo loro dei noir. Il lato oscuro dentro di noi è un tema che affascina da sempre, soprattutto gli autori che cercano di andare a fondo alla psiche.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Patricia Sono molto contenta della tua chiave di lettura, sei una lettrice molto attenta come sempre. La parte oscura va prima di tutto accettata come nostra e questo richiede molto coraggio e determinazione. Come hai giustamente detto, si può rimanere facilmente prigionieri. E questo purtroppo non è solo valido nei romanzi (che ovviamente sono esasperati), ma anche nella vita reale, basta guadare tutto il male che abbiamo intorno...

Maria Teresa Steri ha detto...

@Ariano Grazie di cuore, apprezzo molto quello che detto!

Maria Teresa Steri ha detto...

@Grazia Ti ringrazio per l'apprezzamento. In questa tappa ho fatto un piccolo spoiler per chi non ha letto il romanzo, ma mi sembrava un tema interessante da proporre, soprattutto per un blog come questo :)

Maria Teresa Steri ha detto...

@Luz Grazie per il tuo commento, penso che tu abbia centrato il punto. Il terrore che incute questo lato di noi funge da "guardiano", quindi da ostacolo, ma questo è in un certo senso un bene per chi non è pronto. Spesso noi esseri umani pensiamo di sapere tutto di noi, ma non è mai così.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Elena Grazie per quello che hai detto, mi fa molto piacere. Non è stato per nulla facile trattare questo tema, anzi. Ma alla fine sono contenta di averlo fatto. E poi, come diceva Giulia, "il lato oscuro dentro di noi" è comune a molta narrativa di genere.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Nadia Grazie a te per aver apprezzato. Sono stata molto in dubbio in realtà sul trattare questo particolare argomento, sapevo che non sarebbe stato facile. Poi quando ne ho parlato con Nick e lui ha accettato, mi è sembrata una sfida stimolante. Non solo per il mio romanzo, ma anche perché di questi argomenti si parla sempre poco. Bisogna dire poi che il viaggio dell'eroe ha avuto il merito di dare a questa figura una collocazione narrativa, al di là delle spiegazioni esoteriche.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Nick Vorrei ringraziarti ancora per l'ospitalità in questo bellissimo blog, sono davvero felice di questo appuntamento che mi ha dato l'occasione per trattare un tema così particolare.

Grazia Gironella ha detto...

Grazie Nick, è un piacere. :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Nadia Banaudi
Innanzitutto benvenuta su Nocturnia!
Per quanto riguarda poi il tuo commento, credo proprio che Maria Teresa sia davvero diventata una delle massime esperte della materia, al punto che potrebbe perfino scriverci sopra interi trattati, altro che articoli singoli. :D

Nick Parisi. ha detto...

@ Maria Teresa Steri
Grazie a te per lo splendido post che ci hai donato.
Alla prossima, con vero e grande piacere.

Cristina M. Cavaliere ha detto...

Che bel post hai scritto, Maria Teresa! Conoscevo il Guardiano della Soglia attraverso i testi di Steiner, che tu stessa mi hai consigliato. A me è venuto in mente che, dopo la morte, si acquisterà una lucidità sulla propria anima talmente acuta che si potrà vedere questa parte oscura di noi stessi. Forse sbaglio, ma potrebbe essere qualcosa di simile alla vista del Guardiano della Soglia.
Mi sembra davvero catturante anche “Zanoni” di Edward George Bulwer-Lytton, quante cose vorrei leggere! E il mito dell'eroe che deve superare gli ostacoli è un classico della narrativa di tutti i tempi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristina M. Cavaliere
Hai ragione,si tratta del classico dei classici della narrativa di tutti i tempi,anzi probabilmente è uno di quei temi che hanno dato origine alla Mitologia umana.

Maria Teresa Steri ha detto...

@Cristina
Grazie! Hai fatto un'ottima precisazione. Ho omesso di parlarne nell'articolo, ma in effetti la figura che si vede subito dopo la morte è proprio quella del Guardiano. Anzi, Steiner dice anche che in realtà ne potremmo fare esperienza tutte le notti, se la coscienza fosse "sveglia" e avessimo gli organi di percezione adatti.
Zanoni è davvero un classico dell'occultismo, ma come ha precisato Nick ce ne sono tantissimi di classici della narrativa con questo tema. Si vede che da sempre il lato oscuro affascina e atterrisce nello stesso tempo.

Ricordando il passato

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