TAMAN SHUD: LO STRANO CASO DELL'UOMO DI SOMERTON. - Sviluppo.

La prima parte è uscita QUI.

"Camminare all’aperto, di notte, sotto il cielo silente, lungo un corso d’acqua che scorre quieto, è sempre una cosa piena di mistero, e sommuove gli abissi dell’animo."
Hermann Hesse.

"Non c’è niente di misterioso per un marinaio se non il mare stesso, che è padrone della sua esistenza e imperscrutabile come il destino."
Joseph Conrad.

Quasi come un vento leggero il mistero dell'uomo senza nome comincia ad aleggiare per tutta l' Australia. In pochi giorni si passa dai trafiletti in terza e quarta pagina dei quotidiani locali alle prime pagine dei grandi giornali nazionali, già il 2 dicembre del 1948, la piccola rivista The Advertiser ritiene di poter rivelare l'identità dell' uomo senza nome; il cadavere ignoto altri non sarebbe che E. C. Johnson un qualunque uomo della strada di Adelaide.
E per un poco tutti sembrano concordare.
Peccato che già la mattina del 3 dicembre il vero  e vivo E. C. Johnson non i presenti alla sede della polizia negando ogni legame con il cadavere di Somerton.

Qualche giorno dopo lo stesso The Advertiser riporta la testimonianza di un avventore dell' hotel di Glenelg, il presunto testimone nell'occasione dichiara di aver preso alcuni drink con  l'uomo di Somerton e che quest'ultimo gli abbia mostrato un tesserino da militare in pensione.
Il nome riportato sul tesserino sarebbe Solomonson.
O qualcosa del genere.


Uno dei tanti articoli di giornale relativi
al ritrovamento del cadavere di Somerton.

A complicare ulteriormente le cose si aggiungono altri due testimoni, un uomo di nome James Mack, ed una donna di nome Elizabeth Thompson, che separatamente ed in momenti diversi ritengono di poter riconoscere nel morto le fattezze di un taglialegna della zona scomparso da tempo.
L'uomo di Somerton si chiamerebbe Robert Walsh e sarebbe un taglialegna.
Gli investigatori sin da subito si dimostrano scettici nei confronti di questa ultima ipotesi, Tanto per cominciare Robert Walsh ha qualcosa come sessantatre anni mentre il cadavere ritrovato sulla spiaggia tra Somerton e Glenelg appartiene chiaramente ad una persona più giovane, inoltre nel corpo mancano alcuni segni di riconoscimento, come una profonda cicatrice posseduta dal taglialegna e totalmente assente invece nel cadavere sconosciuto.
Interrogata una seconda volta dagli inquirenti una spaventata Elizabeth Thompson risponde di non essere più così sicura riguardo alla sua precedente identificazione. 
Ben presto la polizia rilascia una dichiarazione, in base alle indagini effettuate le impronte del morto non risultano presenti nell'archivio dell' Australia Meridionale, quindi almeno di una cosa si può essere ragionevolmente sicuri: chiunque sia l'uomo di Somerton, qualunque sia il suo nome non è un cittadino dell' Australia Meridionale.
Il morto viene da fuori lo Stato.
Ed è in questo clima che viene ordinata l'autopsia.
la prima analisi sul corpo dello sventurato, non certo l'ultima.

- AUTOPSIA E PRIMA INDAGINE.


Il Dottor Dwyer, è un brillante medico, un patologo di lungo corso e quando esamina il cadavere sembra non avere dubbi.
Anche se nell'organismo sembrano non esservi rimaste tracce dirette di veleno, i sintomi riscontrati sono compatibili con quelle di un avvelenamento.
Dwyer pensa alla digitale o a qualche tipo di barbiturico, tutti veleni che scompaiono dopo qualche ora.

Cominciano a suonare alcuni allarmi,nascono alcuni collegamenti: alcuni mesi prima, il 16 agosto 1948, un funzionario statunitense, un certo Harry White, sospettato dalle autorità del suo paese di essere una spia sovietica, era stato ammazzato proprio con la digitale, in più da tempo si è scoperto che proprio in Australia esiste una delle più grandi falle della security occidentale: esistono infatti prove di un contrabbando di materiale e di informazioni topo secret direttamente dal Dipartimento degli Affari Esteri Australiano fino all'ambasciata sovietica di Camberra.
E la cosa ha creato un pesante incidente diplomatico tra i due paesi, tra gli USA e l'Australia.
Tuttavia non si riescono a trovare collegamenti diretti tra le due morti.
Dwyer non trova elementi che possano condurre alla scoperta dell'identità del morto, tuttavia ogni volta che parlerà di quel corpo dall'apparente età di 40\45 anni, dalla fisionomia anglosassone e dai capelli rossicci si dirà sempre più convinto della tesi dell'omicidio.

- DI VALIGIE ABBANDONATE E DI CAPI DI VESTIARIO VARI.

La morte viene stimata attorno alle 02:00 del 1 dicembre e l'ultima cosa che lo sconosciuto sembra aver mangiato prima della morte sarebbe un cornish pasty, una sorta di tortina salata a base di carne e verdure, una specialità originaria della Cornovaglia.

A questo punto succede qualcos'altro.
Fino a questo momento la polizia australiana è riuscita a gestire abbastanza discretamente il caso,  ma dopo l'autopsia ogni dipartimento, ogni singolo poliziotto sembra procedere in maniera indipendente, saltano molti collegamenti.
E qualche errore di troppo viene compiuto.
Certo, ci sono anche alcuni passi in avanti: il 14 gennaio del 1949, tre investigatori della polizia rinvengono nella Stazione di Adelaide una strana valigia.
Tanto per cominciare la valigia appartiene ad un modello non in commercio in Australia ma solo negli Stati Uniti
Inoltre all'interno della valigia è presente, tra le altre cose, un rocchetto di filo cerato arancione che corrisponde a quello impiegato in  alcune cuciture dei pantaloni dell'uomo ancora senza nome di Somerton.
Da tutti i vestiti, dal pigiama, dalla vestaglia appaiono asportate la maggioranza delle targhette identificative, rimane solo un nome su una cravatta ed uno su una canottiera.
Sulla cravatta compare il nome "T. Keane", mentre sulla canottiera rimane un più generico "Kean".
Che sia questo il vero nome del morto di Somerton?
 Ad una successiva analisi  vengono comunque rinvenute anche  tre ricevute di lavanderia.

Dai registri della Stazione risulta che la valigia è stata lasciata il 30 novembre del 1948, da un uomo che aveva evidente fretta di raggiungere o Henley Beach o Glenelg e che dopo aver perso il treno per la prima destinazione aveva comprato un biglietto di autobus per la seconda.
Tutto sembrerebbe ricondurre all'uomo morto sulla spiaggia.

La copia del volume

Solo che le indagini internazionali non portano a nulla, dai paesi di lingua inglese non risulta sparito nessuno che corrisponda al nome "T. Keane".
Né tanto meno "Kean".
E le lavanderie corrispondenti alle tre ricevute?
Semplicemente non portano a nulla.
Qualcuno tra gli inquirenti comincia a temere un tentativo di depistaggio.

Viene chiesta anche la collaborazione internazionale di Scotland Yard.
Che non porta a nulla.
Nel frattempo, viene nominato un nuovo patologo.
John Burton Clelland è un mastino, uno di quelli che non guarda in faccia nessuno. Questo caso in particolare lo prende a cuore e prova a disporre una nuova analisi del corpo.
Solo che tante cose non funzionano, si verificano diversi ritardi.
Avevo anche parlato di errori, ricordate?
Eccone uno: il corpo del morto misterioso, per ordine non si sa di chi, è stato fatto imbalsamare, ufficialmente perché le indagini si stanno prolungando troppo.
E la cosa contribuisce a far perdere parte delle prove utili.
Clelland dovrà aspettare mesi prima di poter analizzare il corpo e gli indumenti rimasti.

- IL " CODICE".

Mentre Clelland comincia faticosamente ad avviare le sue "indagini", altri poliziotti in maniera autonoma continuano in silenzio e  senza clamori a seguire un' altra traccia.
Quella del libro. 
Come detto nel post precedente, quella antica copia del Rub'ayyàt ritrovata quasi per caso all'interno di una macchina continua a rivelare sorprese.


La scritta misteriosa.

Una frase è stato rinvenuta, scritta a mano con una matita.
Inizialmente si pensa a qualche lingua straniera ma non viene trovata nessuna possibile traduzione
Quando poi prende piede l'ipotesi del codice, vengono coinvolti numerosi crittografi.
Il codice però non corrisponde a nessuno tra quelli conosciuti, non si riesce nemmeno a decidere se alcuni dei vocaboli impressi su carta siano delle M o delle W.
I maggiori esperti del paese sbattono il muso contro il codice.
Per anni, anzi per decenni nessuno riuscirà a capirci niente.
Però all'interno della stessa copia viene rinvenuto anche qualcos'altro.
Si tratta di un numero telefonico.
Che corrisponde a quello di una giovane donna, un'infermiera per la precisione.
Che vive a Glenelg.

(Continua e finisce nella prossima puntata....)

31 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Le pause tra un post e l'altro sono troppo lunghe, la gente vuole sapere!
;-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Il terzo post uscirà prestissimo! ;-)

Coriolano ha detto...

Spia russa, criminale eliminato dai suoi o un comune sig Rossi su cui si è montato un caso?
Però quello strano codice mi ricorda le varie password che annoto dove capita, ma dubito che a quei tempi avessero google e mail.
Storia intricata e avvincente.

Nick Parisi. ha detto...

@ Coriolano
Anche io annoto le mie password dove capita, non credo che fosse il caso però dell'uomo di Somerton.
Vedrai nel prossimo ed ultimo post come la vicenda si intricherà ancora di più, sembra impossibile a dirlo adesso, però la vicenda diventerà ancora più complicata.

Maira ha detto...

Appassionante e avvincente... Spero di non perdermi la prossima puntata, purtroppo torno su blogger di rado a causa di un mare di impegni...

Maira

Obsidian M ha detto...

Cioè, fammi capire, c'era un numero di telefono e nessuno aveva mai provato prima a vedere di chi era?

Nick Parisi. ha detto...

@ Maira
Prometto che cercherò di pubblicare il terzo ed ultimo post il prima possibile, al massimo entro i primi dieci giorni di maggio.
Tu dagli un occhio, ok?

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M.
Quella dell' uomo di Somerton fu un indagine molto complessa e purtroppo all' epoca non c' era la mentalità del coordinamento delle indagini: ogni investigatore procedeva per conto suo.
Aggiungi il fatto che erano altri tempi ed i casi di delitti efferati erano più rari di adesso e la polizia era meno preparata ad affrontarli.

cristiana2011 ha detto...

Sempre più misterioso e avvincente.
Aspetto l'epilogo, non senza cercare di fare qualche ipotesi.
Cri

Ivano Landi ha detto...

Sono a letto malato, e mi costa un certo sforzo leggere e scrivere, come testimonia anche lo scarnissimo post che son riuscito a metter su oggi.
Comunque, ricevuto e assimilato. Attendo il gran finale :)

Massimo Citi ha detto...

Ottimo, Nick. Adesso aspettiamo la verità - o qualcosa che gli somiglia abbastanza - a BREVE termine. Quanto alle ipotesi, preferisco non farne, m'interessa la storia non essere un emulo di Sherlock Holmes.

Patricia Moll ha detto...

Oh mannaggia! Mi spiace. Niente di particolare spero.
Guarisci presto.
Ciao

Patricia Moll ha detto...

Sono sempre interessanti queste storie e tu le sai raccontare bene.
Lasciarci così però.... tiratina di orecchie ahahah

Nick Parisi. ha detto...

@ Cristiana2011
Il discorso m'interessa: quali sono le tue ipotesi?
Secondo me riuscirai ad avvicinarti alla ricostruzione ufficiale. ;)
(Un Nick insolitamente sibillino....)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Ho letto prima di sfuggita, adesso vado a leggere.
Rimettiti presto. ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Non aspetterai a lungo, al massimo entro i primi dieci giorni di maggio avrai la conclusione del dossier e della storia.

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Lo faccio apposta a lasciarvi così
Muahahahahhahhahh! :P
In realtà, credo che il marchi di fabbrica del blog Nocturnia siano diventate le interviste lunghissime e le storie a puntate, vuoi che vada contro la tradizione? LOL

Ivano Landi ha detto...

Grazie Nick! Son già guarito. Era una semplice intolleranza alimentare... Da oggi riprendo a scrivere normalmente :))

Lucius Etruscus ha detto...

Noooooo come "nella prossima puntata"? Sei crudele! :-D
Scherzi a parte, splendido caso e splendida narrazione: sono curiosissimo del gran finale ;-)

Pirkaf ha detto...

Ricorda molto alla lontana un breve romanzo di Stephen King dal titolo Colorado Kid, inerente un cadavere ritrovato su una comunità isolana.
Aspetto il finale. :-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Ne sono felice, è bello sapere che stai già meglio. ;)))

Nick Parisi. ha detto...

@ Lucius Etruscus
Il gran finale arriverà molto presto, non vi farò aspettare troppo. ;)
Crudele io?
Forse un poco, dai. :D

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Il particolare del cadavere senza nome infatti ritorna spesso nella narrativa, probabilmente King che è un gran lettore ed anche una persona molto curiosa probabilmente conosceva bene la storia dell'uomo di Somerton e può essere che ne abbia tratto, in parte, ispirazione.

Pirkaf ha detto...

La particolarità di quello scritto fu che era una storia che volutamente non aveva un finale, qui spero che ci sia, anche se i misteri insoluti sono molto più affascinanti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Hanno dato una sorta di seguito e di conclusione a quella vicenda con la serie televisiva "Haven", che riprende le vicende di "Colorado Kid", della sua origine e del suo destino, riallacciandolo ad uno scenario molto più complesso.
Ad un certo punto, se non ricordo male, oltre alla madre ed alla moglie (molto sui generis, lasciamelo dire) del personaggio compariva anche lo stesso "Colorado Kid".
Certo si trattava comunque di una serie televisiva statunitense e quindi con un mare di contraddizioni però in linea di massima si è trattato di una serie simpatica.

occhio sulle espressioni ha detto...

Perturbante!
Concordo sul po' di inesperienza dei metodi investigativi, aggravata anche dal clima enigmatico della Guerra fredda.

Nick Parisi. ha detto...

@ occhio sulle espressioni
Gli investigatori dell'epoca non erano per niente preparati ad affrontare casi di cronaca come questo, aggiungici anche che in quegli anni in Australia ed in Europa si affrontavano materialmente, senza esclusione di colpi, gli agenti dell'una e dell'altra parte allora il quadro è completo.

Glò ha detto...

Fa tanto alto spionaggio o.O Pure l'imbalsamazione, ma assurdo :O

Nick Parisi. ha detto...

@ Glò
Ed il meglio deve ancora venire. ;)

Marco Lazzara ha detto...

Ci lasci sempre in sospeso!
A proposito di Colorado Kid. Vorrei andare a dare in America a dare un calcio negli stinchi a King: non si scrive un giallo senza mettere la soluzione al fondo, è da infami mentecatti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Effettivamente non è un bel comportamento se si scrive un giallo, probabilmente temo questo sia dipeso dal fatto che avevano già in mente la serie televisiva.
Però comprendo la delusione, avrei reagito nello stesso modo.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...