METRO 2033.


"Mosca. Anno Domini 2033. Alla fine l'olocausto Nucleare c'è stato sul serio; scampoli d' umanità sopravvivono come possono all' interno della metropolitana Moscovita, la più profonda ed una delle più estese del pianeta. La vita continua come può, con le varie Stazioni che commerciano tra loro, alle volte si uniscono creando parodie di regimi passati; più spesso si fanno la guerra ma tutte sull' orlo dell' estinzione. Mentre fuori il mondo sembra diventato il dominio di nuove e pericolose forme di vita mutanti, tra cui i gli oscuri "tetri".
Artyom, vive una vita ragionevolmente sicura con il patrigno, un ex militare che lo ha salvato bambino da una morte certa, all' interno della VDNKh, una volta una delle Stazioni più belle.Ma l' arrivo del misterioso Hunter, spingerà Artyom a lasciare tutto e tutti per raggiungere la Polis, l'ultima vera città degli uomini per avvertirli della minaccia che pende su tutte le comunità sotterranee.
Comincia così un viaggio tra le varie Stazioni della Metro, nell' anno 2033, tra gli ultimi uomini".

Questa in breve, molto in breve, la sinossi delle oltre 764 pagine di METRO 2033, il romanzo di Fantascienza del giornalista Russo Dmitry Glukhovsky.
In un certo senso, però METRO 2033, è un vero e proprio figlio della Rete: una prima versione del romanzo, già nel 2003, venne rifiutata da dieci diversi editori Russi, l' autore decise quindi di pubblicare il libro all' interno del proprio sito Web. Le risposte dei vari utenti furono, a dir poco entusiastiche; come spesso succede molti lettori non solo suggerirono correzioni, ma aggiunsero pezzi propri. Insomma un vero e proprio caso di scrittura condivisa, forse uno dei primi della rete, sicuramente uno dei più conosciuti; mentre nel frattempo il Tam tam degli appassionati spingeva finalmente un Editore a pubblicare, la versione trasformata del volume.
METRO 2033 ha rappresentato un buon successo editoriale in Russia ed in molti paesi Europei come la Germania, ha generato un gioco omonimo per P.C , su cui ho sentito opinioni discordanti. Ed il successo ha obbligato l' autore a ribadire in diverse occasioni, la sua assoluta paternità dell' opera, nonostante i consigli e correzioni accettate.
In Italia, pur essendo già stato pubblicato dalla MULTIPLAYER.IT già da un anno,con i suoi 17,90 euretti si trova ancora agevolmente tra gli scaffali delle librerie.
Eppure...non posso dire che il romanzo mi abbia particolarmente entusiasmato. Intendiamoci, non è un romanzo da buttare, delle potenzialità ci sono, ma proprio a causa della sua genesi frammentaria METRO 2033 alterna parti soddisfacenti, alle volte anche buone con pagine e pagine superficiali, o a dir poco dilettantesche.


Per quello che mi riguarda, ho trovato deludente tutta la parte dell' escursione in superficie; con una particolare curva verso il basso nella scena in cui un Artyom in fuga scopre che l' appartamento, in cui si è casualmente rifugiato, guarda caso, (ma tu guarda che combinazione) è proprio quello in cui viveva sua madre!
In una Metropoli come Mosca ? con qualche milione di abitanti ed annessi appartamenti ?
Insomma. Va bene la sospensione dell' incredulità ma qui si esagera...
Lo stesso "sconvolgente finale", francamente mi è apparso scontato e telefonato.
Ma in definitiva è lo stesso personaggio di Artyom a risultare in molte parti poco interessante per il lettore e quello che dovrebbe rappresentare il suo percorso di formazione ad essere spesso lacunoso e sviluppato male.


Queste sono le ombre, veniamo ora alle luci.
Per fortuna altre parti del romanzo sono invece molto belle. In molte pagine viene fuori quella che una volta si chiamava "l'anima russa": cioè quel misto di malinconia, rassegnazione, umorismo e satira, politica e sociale che rende la narrativa russa così particolare; e chi ha apprezzato Luk'janienko, tanto per dire un nome a caso, sa di cosa parlo. Molto godibili anche le descrizioni delle varie società sorte all' interno della metropolitana, penso ad esempio alla guerra tra le stazioni della "linea Rossa" che hanno adottato un governo di stampo sovietico e quelle del quarto reich, o la scena dell' incontro di Artyom, con il vagone occupato da discendenti di Testimoni di Geova.
Ma è l' intera metropolitana moscovita a trasmettere, con i suoi tunnel, quel senso di claustrofobia e oscurità, trasudante dai muri in rovina. I suoi particolari, le sue stazioni, i suoi suoi bunker segreti, costruiti dalla nomenklatura Staliniana diventano, quasi fossero esseri senzienti, i veri protagonisti del libro, molto più dell' incolore ed insipido Artyom.

12 commenti:

TIM ha detto...

Più che soddisfacente. Bravo. Certo papparsi 700 e passa pagine e poi scrivercene sopra quasi altrettanto, ce ne vuole!
Temistocle

Nick ha detto...

@ TIM.
Sai com'è. E' un duro lavoro... :)
Magari le prox recensioni saranno più brevi. ;)
Ciao.

Michela ha detto...

Uuuhh non ho mai avuto il coraggio di accostami a questo libro... quasi quasi mi scarico sull'e-reader la versione elettronica!

Nick ha detto...

Michela, se mai lo dovessi leggere un giorno, fammi sapere cosa ne pensi. Che la tua opinione m'interessa moltissimo.
Ciao.

Matteo Poropat ha detto...

Michela/Nick ma esiste la versione scaricabile? A suo tempo avevo visto che era leggibile solo online :( e avevo mollato il colpo

Cybsix ha detto...

Minchiazzasaura!!
Io ho il videogiuoco masterizzato da culo e perciò non sono mai riuscita a giuocarci!!
Non mi costringerete mai a leggere il libro però!

TIM ha detto...

Beh, non dovrebbe essere difficile fare un copiaincolla su foglio word e con calibre trasformarlo epub. E il gioco è fatto. Ci provo ed eventualmente faccio sapere.
Temistocle

Nick ha detto...

Salve a tutti.
Dato che oggi sarò fuori tutto il pomeriggio e la sera. (Eh si ricomincia la mia turnazione lavorativa) potrò rispondervi solo domani mattina.

mod ha detto...

bè, anche te... ne è valsa la pena metterti nel mio blogroll!

love, mod

marco ha detto...

Senti un po', mi guardavo il tuo profilo, e più nello specifico la musica che hai confessato di ascoltare (Enya, Cranberries, Kaiser Chiefs... e poi vuol passare per metallaro) ma ora che c'hai anche il blogghe sarà il caso che pubblichi finalmente la tua benedetta lista delle 20 canzoni, che sono passati mesi e mesi e sei l'unico a non aver partecipato e così almeno un post ce l'hai in scaletta per il futuro senza scervellarti sui prossimi argomenti...

Nick ha detto...

Salve a tutti.
Sono rientrato dal lavoro e dato che non ho ancora sonno ne approfitto per mandarvi qualche risposta...che tanto leggerete domani. Brutti dormiglioni. :)
In realtà mi piace molto avervi tutti qui, voi ragazzi e ragazze state diventando una sorta di seconda famiglia.
Ma bando alle sviolinate. altrimenti Marco mi dice che sono un mollaccione LOL.
Comunque ecco qualche risposta:
@ Matteo : mail in arrivo.
@ Cyb : Così impari a prendere i giochi del Corà. ;)
In realtà del gioco conosco poco, però dai miei amici giocatori ho sentito pareri discordanti.

Nick ha detto...

@ Mod.
Modestymente mi fa piacere che il Blog ti stia piacendo.
Oltretutto mi hai anche dato l'imput per un bel post su Modesty Blaise. Mi ci vorrà un poco per raccogliere qualche dato in più, quindi spero che tu abbia pazienza.
@ Marco.
In realtà ci stavo pensando al post sulle venti canzoni. Poi per essere veramente sincero, a me la musica piace tutta: dal punk alla classica. Forse solo alcune cose del rap sono lontane dai miei gusti, ma quello credo che sia un mio limite. Che poi tante cose del metal mi piacciano non lo nego. E' un tipo di musica che mi ha accompagnato in molti momenti della mia vita, anche brutti. Probabilmente ha rappresentato il mio sfogo a certi "morsi" della vita, aldilà di questo ho sempre cercato di non fossilizzarmi solo su un unico genere Ma adesso mi rendo conto di essere andato O.T e quindi mi banno da solo. :-))

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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