TIM POWERS E LE PORTE DI ANUBIS.

In attesa di presentare l'intervista con Andreas Eschbach,presento un articolo già uscito su IL FUTURO E' TORNATO, c'è un motivo per cui lo faccio, anzi due: il primo è per invitarvi sempre a dare uno sguardo alla nostra piccola blogzine, il secondo è perchè presto si potrebbe parlare dello Steampunk , proprio con uno dei suoi creatori.



Siamo tra la fine degli anni settanta e l'inizio del nuovo decennio o giù di lì. In un College Statunitense tre giovani di belle speranze stringono amicizia, una di quelle amicizie che durerà fino ai nostri giorni.
E fin qui, in questa nostra storia non ci sarebbe niente di strano.
Quello che cambia in questa nostra storia sono i nomi dei tre giovani di belle speranze. I tre ragazzi che s'incontrano in quel' istituto scolastico californiano rispondono rispettivamente ai nomi di James Blaylock; K.W. Jeter e Tim Powers.
Tutti e tre col desiderio di diventare scrittori, tutti e tre appassionati di fantascienza.

 E di Philip K. Dick.

E se con Dick in seguito diventeranno anche amici, sarà la fantascienza ad unirli ancora di più. I tre, infatti, riusciranno tutti a diventare scrittori di un certo successo, e troveranno anche il modo di "inventare" un genere letterario.

La scena letteraria della prima metà degli anni ottanta è in subbuglio: quello che va di moda è il cyberpunk, nell' horror invece, lo splatterpunk mentre i tre, invece, preferiscono scrivere bizzarre storie ambientate nella Londra industriale del diciannovesimo secolo così come preferiscono ispirarsi a H.G. Wells e a serie come Wild Wild West.I tre nuovi "punk" prendono a chiamarsi in maniera scherzosa scrittori steampunk.
Sarà K. W. Jeter a coniare, in un certo senso, il termine.

Storie simili esistevano già, ma saranno i tre ragazzi californiani a dare il via ad una piccola rivoluzione.
Blaylock scrive Homunculus; Jeter Morlock's Night, ma sarà il timido cattolico Powers a creare forse il romanzo più bello del terzetto con The Anubis Gate nel 1983.


Le Porte di Anubis è un romanzo strano, in sè stesso contiene molti dei topoi del genere; in primis c'è la magia, Powers adora la magia, la inserisce spesso nelle sue opere, non stupisce quindi che The Anubis Gate cominci con un complotto di alcuni maghi, ( tenetene d'occhio uno in particolare ) per richiamare in vita antiche forze. Lo scopo?
Sconfiggere l'Impero Britannico.
Del resto cronologicamente siamo in Egitto all'inizio del diciannovesimo secolo e l'Inghilterra è la maggiore potenza coloniale del tempo,
logico quindi che molti paesi e diversi popoli siano leggermente incazzati per questo, no?
Ma quel mago in particolare, che ad un certo momento sembrerà pure sdoppiarsi, ha ben altre mire, diciamocelo pure.
Peccato per lui che le cose non andranno esattamente come vorrebbe.


L'azione poi si sposta nel nostro secolo, nel 1983 quando un miliardario americano vecchio e malato scopre il segreto dei viaggi nel tempo e per dimostrarne la veridicità invita il giovane professore Brendan Doyle a partecipare ad una conferenza tenuta dal famoso poeta Coleridge a Londra nel 1810.
Doyle accetta perchè oltre ad aver appena vissuto un lutto familiare è ossessionato da un altro poeta, vissuto nello stesso periodo nella capitale Britannica, un poeta della cui vita si conosce ben poco.
Peccato che anche per il giovane professore le cose non andranno come previsto, dal momento che si ritroverà prigioniero in una Londra non propriamente accogliente.
Una Londra popolata da maghi ma anche da minacce ben più terrene e forse, anche da un licantropo.

Bel casino, eh? E questo è quello che succede solo nelle prime pagine.

Le Porte è un romanzo lungo, in alcuni momenti anche contorto, in altri dotato di una obiettiva pesantezza, però è un romanzo che si costruisce tassello dopo tassello, un "acquired taste" un gusto alla lettura che si acquisisce pagina dopo pagina.
Se si superano alcuni scogli, come la ridicola giustificazione scientifica dei viaggi nel tempo fatta da uno dei personaggi, il libro conquista per i suoi protagonisti, Doyle su tutti, conquista per la sua girandola di avvenimenti, conquista per il suo mescolare eventi e personaggi storici realmente esisititi ( il già ricordato Coleridge) con altri di pura fantasia.

The Anubis Gate, non è solo una narrazione steampunkdal momento che ha anche elementi propri della fantasy o della science fiction vera e propria. Ma è anche e sopratutto un racconto sull'ineluttabilità del destino, sulla storia personale che s'interseca con Storia con la S maiuscola, con alcuni guizzi sul finale che da soli varrebbero la lettura del libro.
VOTO : 7,5 su 10.
NOTA.
Nel romanzo sono presenti alcune citazioni e alcuni scherzi rivolti ai suoi due colleghi Blaylock e Jeter, ad esempio il nome del misterioso poeta William Ashbless che tanto ossessiona il protagonista, in realtà è stato un personaggio creato, per scherzo da Blaylock durante gli anni del College.
Nel nostro paese Le Porte di Anubis è stato tradotto negli anni novanta da Fanucci ed è ancora abbastanza facile reperirlo sulle bancarelle dell'usato.

2 commenti:

Fra Moretta ha detto...

Powers è uno di quegli autori che colpevolmente non ho mai recuperato,nonstante abbia scritto libri che mi interessano (tipo Lamia).

Nick ha detto...

Caro Fra.
Se tutto va bene come vorrei, ti assicuro che di Powers ne riparleremo spesso e presto qui su Nocturnia.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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