UNIVERSI VICINI :TALKING ABOUT ANDREAS ESCHBACH.



Tra qualche giorno, penso per giovedì \ venerdì proporrò una nuova intervista. In questa mia esplorazione dell'"Universo Fantascientifico", questa volta approdiamo in Germania.

Andreas Eschbach nasce ad Ulm nel 1959; sin da subito manifesta un grande talento ed una gran passione per la scrittura e a dodici anni vende il suo primo racconto ad una rivista Tedesca di Computer.
Ma questo non basta ancora. Eschbach ama la fantascienza, ne vuole scrivere ancora quindi dopo gli studi in Ingegneria Aerospaziale comincia a proporsi alle maggiori case editrici tedesche.

Il frutto di tutti questi sforzi è, nel 1995, la pubblicazione del suo primo romanzo : Die Haarteppichknüpfer, tradotto da Fanucci in Italia come MILIARDI DI TAPPETI DI CAPELLI.



MILIARDI DI TAPPETI DI CAPELLI è un romanzo corale composto di brevi episodi in apparenza slegati tra loro su una casta di artigiani il cui unico scopo nella vita è rappresentato dalla costruzione di tappeti destinati ad un imperatore lontanissimo,che quasi nessun essere vivente ha mai incontrato.
Per riuscire nel loro compito questa casta costituita da soli uomini ha il permesso di utilizzare un unico tipo di tessuto: ,capelli femminili donati dalle proprie mogli e dalle proprie figlie.
Lo stesso pianeta dove la storia è ambientata risulta essere lontano dalla maggior parte delle rotte commerciali, quasi volutamente isolato dal resto del consesso umano.
L'autore usa un tono lieve nel tratteggiare la trama, una metodologia che risente di influenze new wave donando alla storia un repiro quasi fiabistico.
Quelle di Eschbach non sono però fiabe consolatorie, e man mano episodio dopo episodio verrà dipanata una perversa logica dietro tutta questa bizzarra tradizione.

Il romanzo in patria ottiene un discreto successo Eschbach però non è totalmente soddisfatto, e complice anche alcune critiche ricevute per la sua opera d'esordio con le successive opere decide di cambiare totalmente ambientazione e stile col suo secondo parto letterario.

Solarstation( tradotto in Italia da Fanucci con l'imbarazzante titolo NIPPON STORY) del 1996 è una solida storia tecnologica ambientata su una stazione spaziale,la trama è quanto di più classico la fantascienza ci abbia abituato.
La voce narrante è quella dell'unico americano a bordo: l'addetto ai lavori pesanti; un uomo che non ha problemi a definire sè stesso un fallito esattamente come è decaduta la sua nazione, travolta dal sorgere delle economie asiatiche ( Giapponesinel caso specifico del romanzo). Il tema del tracollo dell'occidente rimane però sullo sfondo, quasi una scusa per poter congegnare una storia avvincente e tipica della migliore "hard science fiction"

Il maggior successo per lo scrittore arriva però con il controverso Jesus Video del 1998 (LO SPECCHIO DI DIO; sempre per i tipi di Fanucci)
La trama di Jesus Video contiene in sè alcuni dei maggiori topoi e clichè della narrativa fantascientifica: il tema dei viaggi nel tempo; il ritrovamento di un manufatto impossibile, in questo caso l'artefatto è un modello di telecamera talmente nuovo da non essere ancora entrato in produzione ma che viene ritrovato in Israeledurante gli scavi di alcune tombela cui datazione corrisponderebbe agli anni della predicazione di Gesù; e infine ma non ultimo, un complotto che parte dal Vaticano.

Jesus Video negli anni successivi è stato spesso associato a Timeline
di Michael Crichton, paragone spesso e volentieri forzato, non solo per le diversità della trama, anche perchè il romanzo di Eschbach è stato pubblicato ben due anni prima di quello dell'autore statunitense.
Il romanzo ottiene talmente tanto successo in patria da ottenere una trasposizione in video dalla rete televisiva ProSieben, che ne ricava Jesus Video- L'enigma del Santo Sepolcro una miniserie in due parti per la regia di Sebastian Niemann,che vede la partecipazione anche dell'italiana Naike Rivelli il prodotto televisivo però, andato in onda in Germania nel 2002 in diversi punti presenta una trama totalmente differente da quella del romanzo.
Procedura abituale, questa da parte di reti televisive, produttori e case cinematografiche ma che riapre l'annosa domanda su quanto sia lecito cambiare in sede di adattamento e quando invece si tratti di vero e proprio tradimento dell'opera letteraria, un dibattito su cui ognuno di noi potrà avere una sua personale idea, che varia caso per caso e che è ben lontano dal potersi considerare concluso.

In seguito anche un altro lavoro di Eschbach, EINE BILLION DOLLAR otterrà una trasposizione in questo caso radiofonica, Eschbach nel frattempo ha continuato a scrivere,rimanendo sempre all'interno del genere; la sua è una fantascienza diretta ed immediata in grado di arrivare ad ogni tipo di lettore. Spesso anche quando lo scrittore non compone opere direttamente riconducibili al genere finisce comunque per inserirne elementi all'interno dei suo racconti.

Tra le altre opere di Andreas Eschbach degne di nota segnalo lo Juvenile KELWITTS STERN e il recente Ein König für Deutschland uscito nel 2009. Eschbach ama tanto il genere da aver scritto anche dei romanzi per il ciclo di fantascienza popolare Perry Rhodan, forse il più longevo in Germania.
Nel corso degli anni lo scrittore di Ulm, anche se recentemente si è trasferito in Francia assieme alla moglie ha ottenuto i maggiori premi tedeschi come il Kurd-Laßwitz-Award, o il Science Fiction Club Deutschland
, un premio assegnato dai fan, dalla cui competizione cui lo scrittore è stato escluso per permettere la vittoria anche agli altri scrittori in ligua tedesca.


Andreas Eschbach è, tra le altre cose, un convinto sostenitore di una via europea alla fantascienza al punto di aver entusiasticamente curato EINE TRILLION EURO una bella antologia di autori europei, con la presenza di un racconto di Valerio Evangelisti in rappresentanza dell'Italia.

L'antologia come tante altre cose purtroppo è ancora inedita nel nostro paese.
Eppure mi piacerebbe poter credere che le cose possano cambiare, che anche il mercato italiano possa riaprirsi e trovare il coraggio di guardare all 'Universo oltre l'Universo.

13 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Avevo sentito parlare del primo libro da te citato in un altro blog, ma non pensavo che fosse fantascienza. Devo nuovamente notare che sei preparatissimo sulla materia, si vede che ci metti la passione.

Nick ha detto...

@ Ariano.
Miliardi di Tappeti di Capelli non è Fantascienza tecnologica ma più science fantasy, però va comunque ricondotta al genere.
Grazie per i complimenti.

Matteo Poropat ha detto...

Come sempre parli di autori che non conosco, ma citi libri che fanno venir la voglia di leggerli, ci fosse il tempo per fare tutto!
Intanto mi gusterò l'intervista quando la posti.

Nick ha detto...

@ Matteo Poropat.
Ti capisco,il tempo latita parecchio ultimamente.
Speriamo di recuperare prima o poi. ;)

LadyGhost ha detto...

attendo l'intervista!

Nick ha detto...

@ LadyGhost.
Ci sto lavorando adesso, assieme ad un articolino per "Il Futuro è Tornato".

Lisa Corradini ha detto...

Ciao Nick e bentornato.
La vacanza pasquale ti ha fatto bene, hai sfornato più articoli tu del panettiere per la colomba!

Melinda ha detto...

A soli dodici anni vende già un suo racconto? Complimenti a lui! La tenacia gli è stata utile.
Attendo la tua intervista Nick :D

Nick ha detto...

@ Lisa Corradini.
Meno di quelli che avrei voluto. ;)
@ Melinda.
Complimenti a lui, davvero. Anche con un peletto d'invidia da parte mia. ;)

maxciti ha detto...

Personalmente preferisco «Miliardi di tappeti di capelli». Mi rendo conto di fare uno sgarbo all'autore, ma la sf-fantasy preparata da lui, proprio perché così evidentemente legata alle leggende nordiche, risultava stranamente potente e suggestiva. Senza nulla togliere alle produzioni successive.

Nick ha detto...

Ciao Max!
Come vedrai dall'intervista anche io sono particolarmente legato al primo libro.
Bentornato!

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...
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Ricordando il passato

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