FALLING SKIES - Prima Stagione


-QUELLO CHE NON FUNZIONA.


Sinceramente non so che pensare di questo FALLING SKIES.
Man mano che vado avanti con la visione degli episodi della prima stagione, mi sorgono sempre più dei grossi dubbi.
Dubbi sulla serie, sulla sua struttura, sull ambientazione, sull' equilibrio degli episodi.
Ma procediamo con ordine.


FALLING SKIES, come ormai sapranno anche i sassi, fa parte di un tentativo ben preciso,, portato avanti un paio di anni fa da Steven Spielberg per capitalizzare il suo successo cinematografico trasportandolo verso progetti televisivi
Così è stato per FALLING SKIES nel 2011, così è stato per il contemporaneo TERRA NOVA

Ora poco importa che il creatore ufficiale di FALLING SKIES sia un signore che corrisponde al nome di Robert Rodat, perchè in questo show la mano di Spielberg si nota tutta. La sua filosofia permea completamente la serie in tutti gli episodi sin dal prologo, abbastanza felice ed evocativo questo bisogna ammetterlo, in cui la rivelazione dell'invasione aliena della Terra viene affidato al racconto dei bambini scampati alla distruzione.
E ai loro disegni.
Ecco gia questa scena la dice tutta sulla direzione che prenderà la serie, sui percorsi che i personaggi del cast percorreranno
 Una scelta narrativa che è tutto Steven Spielberg e che non sfigurerebbe dentro capolavori come E.T:
Solo che qui non siamo dentro E.T
E non siamo nemmeno più dentro gli anni 80 quando E.T. usciva nelle sale cinematografiche.



Con questa osservazione siamo arrivati al punto che, come dicevo mi lasciava perplesso: FALLING SKIES narra- o dovrebbe narrare- delle conseguenze di un invasione aliena sul nostro pianeta, e già questo di per sè sarebbe un tema trito e ritrito di suo
Solo che potrebbe essere trattato in un milione di modi differenti.
Quello che viene scelto è invece un punto di vista ancora più abusato: quello della famigliola felice sconvolta dall'evento.

Tolta prudentemente di mezzo la figura materna, trucidata durante la prima ondata di bombardamenti praticati dagli Skitter ( delle specie di enormi ragnoni su cui cresce la testa di Yoda di STAR WARS, solo molto più carognoni dello Yoda di Star Wars ) il P.O.V.della serie resta affidato alla figura paterna: Tom Mason (un poco credibile Noah Wyle). Tom è un ex professore di storia riciclatosi nel ruolo di guerrigliero. La storia di FALLING SKIES è la sua storia. Sua e dei   suoi tre figli: Hal, il maggiore, diventato pure lui un combattente della resistenza  gran sciupafemmine suo malgrado, Ben  l' adolescente problematico, rapito oltretutto dagli Skitter che non contenti gli impiantano anche un meccanismo di controllo a distanza e- dulcis in fundo- il minore Matt che, pre tutta la prima stagione sembra avere l'unico compito di  sfracassare i maroni ricordare a tutti quanti quanto fosse bella la loro vita "di prima" quando i treni arrivavano in orario e ogni domenica si potava mangiare in santa pace la torta di mele.


La ricerca di Ben, la sua liberazione e le conseguenze della stessa occupano buona parte dei dieci episodi della prima stagione e se le conseguenze non sempre sono gestite bene del pool di sceneggiatori, tra cui spiccano peraltro i bravissimi Mark Verheiden (SMALLVILLE; GALACTICA) e Greg Beeman  (HEROES ), la cosa potrebbe anche funzionare se questa ricerca fosse solo una tra le tante possibili sottotrame, non l'unica narrata.

Invece tutto il resto viene lasciato sullo sfondo: del conflitto sembra non importare nulla a Spielberg, stessa cosa per la lotta per la sopravvivenza, le relazioni interersonali tra i characters vengono appena accennate e non vanno aldilà della superficiale stereootipizzazione. Inoltre, sempre parlando dei personaggi, troppe volte ne vengono vengono introdotti  alcuni per poi poi eliminarli senza una reale esigenza della trama ( o peggio semplicemente dimenticati) come avviene ad esempio con il ruolo del dottor Harris, un personaggio prima introdotto come portatore di un possibile conflitto con Tom e poi ammazzato dopo poche puntate.
Oppure con l'ondivago John Pope ( un comunque ottimo Colin Cunningham) prima sciacallo, poi alleto, poi fuggitivo infine nuovamewnte alleato.
Allo stesso modo risulta imbarazzante il livello infinito di dialoghi tesi costantemente a reiterare le stesse cose praticamente in quasi tutte le prime puntate.
Insomma, il rischio di trovarsi davanti ad una THE WALKING DEAD delle fantascienza c'è stato- ed è' stato forte fino ad un certo punto.


Il peccato originale di Steven Spielberg sembra quello di non essersi accorto che i tempi sono cambiati, che il prototipo della famigliola felice "alla Mulino Bianco" semplicemente non esiste più, non è più proponibile.
O al massimo, andrebbe proposto in maniera differente.
La stessa scelta narrativa era stata compiuta nella già ricordata (e già cancellata) TERRA NOVA.
Anche se per amore di verità va ricordato che quest'ultima serie è stata programmata del network FOX - un emittente che in questi ultimi anni è stata responsabile di decine di scelte sbagliate a livello di serial tv, mentre FALLING SKIES è appannaggio della piccola rete via cavo TNT che ha sempre supportato la sua serie al punto da possederne i diritti e che ha fortemente voluto Wyle dopo aver già lavorato con lui nella serie di film di THE LIBRARIAN.

Ho detto prima di Wyle, non fraintendetemi, quando scrivevo che risuta poco credibile, non intendevo certo come attore in sè stesso, ma semplicemente che a me è risultato poco credibile nelle vesti di padre mentre per il resto funziona anche egregiamente.
Ma di questo parleremo nel prossimo post.
(Continua...)

6 commenti:

Moreno Pavanello ha detto...

Stavo giusto valutando se iniziare meno a guardarla... A questo punto aspetterò il tuo prossimo post!
Il Moro

Nick Parisi. ha detto...

Ciao Moreno!
Guarda la serie ha anche degli aspetti positivi, come dirò nel prossimo post dedicato all'argomento - e comunque, migliora un peletto nella successiva stagione.
Qundi non è una visione inutile, diciamo che però permane sempre quella visione alla Spielberg per cui le dinamiche della famiglia "perfettina" permangono e dominano su tutto il resto della trama.

Massimo Citi ha detto...

Essendo di sf direi che lo guarderò, nonostante tutto, resta qualche dubbio formidabile sulla necessità di un'ennesimo "tour de force" richiesto alla straconsueta famiglia made in USA della quale si può provare a scrivere la sceneggiatura personalmente, per averla già vista/letta/digerita in millanta altre occasioni. Grazie, comunque, di aver fatto la parte della prima ondata.

Nick Parisi. ha detto...

@ Max
Infatti molti appassionati di SF hanno avanzato diverse critiche proprio per l' eccessiva attenzione rivolta all' aspetto familiare a scapito di tutto il resto. Critica che mi trova personalmente abbastanza d' accordo, almeno per la prima stagione.

Salomon Xeno ha detto...

Avevo iniziato a vederla, ma l'ho abbandonata alla puntata in cui, alla fine, si riuniscono a cena a pregare intorno a un tavolo. Ho trovato estremamente vecchia questa serie, nonostante le buone premesse e l'attore (da buon fan di ER).
Di Terra Nova non parliamo neanche. Tentativo malriuscito di girare Jurassic Park 4, noioso e vedibile solo per farsi qualche risata in compagnia.

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon
Ah! Quella puntata!!!
Il tuo commento mi dá l'occasione di parlare del personaggio di Lourdes cioè la agazza che dá il via alla preghiera. Sará che ho un rapoporto particolare con la religione (con tutte le religioni). Ma non sono un gran fan di quel personaggio. Se pure volevano fare dei riferimenti alla speranza avrebbero potuto realizzarli in centinaia di maniere meno "invasive" o infinitamente meno "vecchie" invece mi è sembrata la solita occasione del "Dio, Patria, Famiglia" che poteva andar bene negi anni 50. O una affermazione di quanto sia bello l'Amarica Way of Life.
Che poi diciamocela tutta dietro l' American Way of life si nascondono tante storture tipo assicurazioni sanitarie private, scarse tutele sul lavoro e scarsa sicurezza per i piu deboli, tutte cose che stiam purtroppo importando anche da noi.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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