TALKING ABOUT LAVIE TIDHAR.

Penso che ormai abbiate capito che ogni volta che appare un post in cui inserisco il titolo Talking About la cosa prelude ad una nuova intervista.
Stavolta sono perfino più contento perché lo scrittore che vi vado a presentare è uno dei talenti venuti fuori nel corso degli ultimi anni, in più - a differenza di molti suoi colleghi da me intervistati- sta cominciando a venire tradotto perfino nel nostro martoriato e provinciale paese.

Inoltre parlare di questo scrittore ( e con questo scrittore ) ci dà la possibilità di  comprendere qualcosa sulle produzioni letterarie di alcuni paesi che conosciamo poco.
Dopo questa leggera introduzione cominciamo a conoscere Lavie Tidhar.

Lavie Tidhar nasce in Israele nel 1976, trascorre i suoi primi anni in un kibbutz come molti suoi compatrioti ma a differenza della maggior parte dei suoi coetanei preferisce dedicarsi alla scrittura.
I suoi primi componimenti sono perloppiù poesie e ne pubblica diverse. In seguito scopre il Fantasy.
Poi arriva anche la Science Fiction.
E la cosa gli cambia la vita.
Però c'è anche un altra cosa che trasforma la vita di Lavie Tidhar : i viaggi ed il fatto che nel corso della sua esitenza il "nostro" si trasferisca spesso da un posto all'altro.
Tidhar infatti viaggia molto, trascorre lunghi periodi nei luoghi che visita, spesso finisce per risiedervi; volendo compilare una breve lista dovremmo senza dubbio inserirvi la Gran Bretagna, il Sud Africa, il Laos  e perfino Vanuatu.



La cultura, le usanze, le lingue dei luoghi che lo scrittore elegge volta per volta come sue residenze finiscono per formare un sottostrato che non solo arricchisce la  narrativa di Tidhar ma contribuiscono a mantenere viva la curiosità dell' autore.

Lentamente a partire dal 2003 i racconti di Lavie Tidhar cominciano ad apparire su antologie e riviste (sia cartacee che online).
Si tratta spesso di racconti in cui lo scrittore mescola le influenze della cultura ebraica con quelle internazionali facendo però in modo che nessuna predomini e cancelli le altre, il risultato è sempre un qualcosa di fresco ed inusuale .
Un tipico esempio del periodo è la raccolta HebrewPunk  pubblicata in America dal piccolo editore specializzato Apex Pubblications, quattro storie in cui elementi tipici della narrativa pulp vengono riviste in chiave ebraica.
In seguito arrivano i romanzi

La scoperta dello Steampunk, nuova passione dello scrittore dà origine
 alla trilogia The Bookman Histories.
Il primo capitolo The Bookman uscito nel 2010 contiene molti degli stilemi tipici dello
Steam come l'ambientazione londinese o una spedizione su Marte lanciata tramite un potente cannone, di suo ci aggiunge un misterioso terrorista che spedisce bombe nascoste dentro i libri nonché la scelta di inserire come protagonista un giovane poeta.

Nel 2011 arriva come seguito l'altrettanto bello Camera Obscura mentre l'anno successivo il terzo romanzo intitolato The Great Game chiude degnamente il ciclo .
Il successo del ciclo convince l'editore britannico Angry Robot a pubblicare in Inghilterra e negli Stati Uniti un unico volume che racchiude l'intera trilogia.


Tuttavia sarà proprio il periodo tra il 2011 e il 2012 il vero momento di svolta per Lavie Tidhar.
Nel 2011 infatti il narratore scrive un nuovo libro.
Un libro che inizialmente nessun editore sembra voler pubblicare.
Non piace il tema, non piacciono i presupposti : gli editori uno alla volta rifiutano l'idea di pubblicare una Storia Alternativa sull' 11 Settembre.
Finalmente si fa avanti un editore inglese che non è solo piccolo, è addirittura minuscolo:  la PS Pubblishing con sede nello Yorkshire .
Il libro in questione s'intitola Osama e non solo vende bene ma nel 2012 vince il World Fantasy Award trionfando contro concorrenti del calibro di Stephen King e George R R Martin.
Osama viene anche tradotto in tutto il mondo, anche da noi in Italia (sia pure con un altro titolo: quel Wanted che ho recensito QUI

 Sempre nel 2012 un altra opera di Tidhar, il racconto Gorel & The Pot-Bellied God si aggiudica il British Fantasy Award dimostrando ulteriormente che il giovane giramondo è un romanziere da tenere d'occhio.

Lavie Tidhar si rivela anche un ottimo curatore di antologie, aiutato in questo-ancora una volta-  dal suo essere una creatura essenzialmente cosmopolita.
In particolare dal 2008 ad oggi per la Apex, il nostro  cura tre antologie ( l'ultima stampata recentemente ) dedicate al Fantastico letterario internazionale.
Le tre antologie The Apex Book of World SF sono un interessante compendio della produzione internazionale: dalla Serbia alla Thailandia, dalle Filippine alla Svezia, passando per la Palestina senza dimenticare la natia Israele.


Tidhar oggi risiede abbastanza stabilmente a Londra ( se non erro ha acquisito la doppia nazionalità Irsraeliana e sud africana, ma non vorrei sbagliarmi )e continua a scrivere con soddisfazione; tra le altre cose ha annunciato per il prossimo anno, l'uscita  di Adler una miniserie a fumetti da lui scritta a tema Steampunk  dedicata a Irene Adler, l'avversaria di Sherlock Holmes.


- BONUS CARD: QUALCOSINA SULLO STATO DELLA FANTASCIENZA IN ISRAELE.

Israele non è certo una terra che associamo alla Fantascienza o alla Fantasy , eppure a voler scavare a fondo potremmo scoprire una realtà leggermente diversa.
Infatti, in quella piccola nazione posta culturalmente tra Europa ed Asia, eternamente divisa tra aspirazioni di pace e guerra permanente è sempre esistito un nugolo di appassionati di cinema e narrativa SF, questo già a partire dagli anni 50 s.
Tuttavia il vero e proprio boom è avvenuto a cavallo tra gli anni 70s e gli anni 80s; molto hanno fatto in questo senso la trasmissione di serie televisive e l'impatto dei grossi blockbusters hollywoodiani, lentamente sono sorti numerosi fans club dedicati a franchise come Star Trek o Babylon 5.
In quel periodo sono anche aumentati i libri tradotti e lentamente hanno cominciato ad apparire i primi autori autoctoni.
C'è tuttavia un nome da fare; quello di Amos Geffen, un traduttore ed editor molto attivo nel settore. Nel 1996 Geffen assieme a molti altri appassionati fonda la  Israeli Society for Science Fiction and Fantasy.




L'associazione nel corso degli anni si da molto da fare per promuovere il genere: pubblica la rivista The Tenth Dimension, promuove la ICon l'annuale convention dedicata alla Fantasy e alla Science Fiction  che si tiene ogni ottobre presso Tel Aviv e, a partire dal 1999 istituisce il Geffen Award, praticamente il maggior premio israeliano destinato sia ad opere tradotte sia a racconti e romanzi di autori autoctoni.
Lo stesso Lavie Tidhar è stato più volte candidato ai Premi Geffen.
  La situazione israeliana è tutt'ora in evoluzione, e presenta diversi nomi interessanti come la scrittrice Fantasy Hagar Yanai o lo scrittore SF Guy Hasson, che tra le altre cose è anche un discreto regista cinematografico.

Ecco, questa era solo un infarinatura di base, vi aspetto comunque tra qualche giorno con l'intervista a Lavie Tidhar.

8 commenti:

Massimo Citi ha detto...

Attendo con gioia l'intervista. Poi, se sei d'accordo, inserirei sia l'intervista che la recensione a Osama (pardon, "Wanted") nelle pagine di LN.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Ma certo! Considera già dato il mio permesso per inserire su LN sia la recensione ad Osama che l'intervista a Tidhar.

Ivano Landi ha detto...

Mi hai messo in crisi con la parola "Svezia" perché mi sono improvvisamente reso conto di non avere mai letto o anche solo sentito nominare un autore svedese di fantascienza.
Ho letto classici, svedesi, gialli svedesi, horror svedesi, ma fantascienza...???

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Se ti può consolare, io per primo ignoravo dell'esistenza di autori SF svedesi; conosco qualcosa al riguardo della Danimarca e della Finlandia.
Ma della Svezia conoscevo solo autori gialli -che adesso complice Millenium sembrano essere molto di moda- Tove Janson per l'illustrazione e Lindqvist per l'horror.
Lo stesso Lindqvist in una sua intervista ha dichiarato che prima della sua comparsa non c'era poi chi sa che scena horror nel paese scandinavo.
Prometto di investigare sugli scrittori SF svedesi perché la cosa m'interessa molto.

Ivano Landi ha detto...

Interessa anche a me, come puoi immaginare. Buona ricerca quindi :)
Non so se hai visto ma di Lindqvist, che è una delle mie passioni letterarie e che ho letto in lingua, mi sono occupato nel mio ultimo post.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Letto e commentato.
Vorrei intervistare Lindqvist prima o poi.
Finora però non sono riuscito a raggiungerlo.

santos costa ha detto...

Io sono l'autore e illustratore portoghese e pubblicato dalla casa editrice Leya adattamento di un libro di un autore iatliano - Emilio Salgari - che si fa chiamare "Os Piratas do Deserto" (Il Predini del Sahara).
Ho letto il tuo commento sul blog Geraldes Lino.
Se volete vedere ulteriori informazioni sul libro, perché io sono l'unico illustratore di adattarsi Salgari in Portogallo, vedere il mio blog:
http://bandarra-bandurra.blogspot.pt/
Ciao
P.S. scusate il mio italiano

Nick Parisi. ha detto...

@ Santos Costa
Il tuo italiano è infinitamente migliore del mio portoghese, credimi.
Complimenti davvero!
Il tuo lavoro di illustratore m'interessa molto, se ti va potremmo imbastire una piccola intervista sia sul tuo lavoro sia sulla situazione dell'illustrazione e dei comics nel tuo meraviglioso paese.
Ti andrebbe ?
Dovremmo comunque aspettare una decina di giorni quando sarò più libero se t'interessa fammelo sapere.
Intanto ti ringrazio per avermi contattato.

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Ricordando il passato

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