THE LIPSTICK KILLER: LE NOTTI DELL'ASSASSINO - Prima Parte.

"Questo mondo ha le sue notti e non sono poche"
Bernardo da Chiaravalle.

"Noi non temiamo la morte, ma il pensiero della morte".
Seneca.

La Storia è costellata da enigmi.
Alcuni sono destinati a rimanere insoluti, altri trovano la  loro naturale soluzione.
Però alle volte ci si può imbattere in un terzo tipo di enigmi.
Quelli da cui se ne esce pieni di dubbi.
E sono i peggiori.

La seconda guerra mondiale sta vivendo i suoi ultimi giorni: ad aprile il Cancelliere del Reich Adolf Hitler si  è sucidato all'interno del suo bunker a Berlino, a maggio Wilhem Keitel firma la definitiva resa della Wehrmacht. Resistono ancora i giapponesi, ma di lì a poco nel mese di agosto una nuova arma americana distruggerà le ultime velleitarie resistenze di un intero popolo.
La bomba nucleare porrà sì fine al conflitto ma causerà la morte di tanti civili innocenti.
Dando, anche origine ad un nuovo incubo.
 Un incubo che accompagnerà l'umanità intera praticamente fino ai nostri giorni.

Ma tutto questo l'americano medio ancora lo ignora, l' America è troppo presa dal ritorno a casa dei primi reduci dal fronte europeo, la nazione si gode le prime avvisaglie della pace, ovunque si respira un clima di ottimismo e di fiducia nei confronti del futuro.
Ovunque meno che a Chicago.
Dove sta cominciando un altro incubo.





- LA CITTA' VENTOSA.

The Windy City così la chiamano i suoi abitanti.
La capitale dello stato dell' Illinois, nonché terza metropoli più popolosa di tutta la nazione, così la definiscono i testi di geografia.
Un luogo difficile dove vivere.
Criminalità dilagante, alto tasso di corruzione tra le forze dell'ordine, estrema povertà e  disagio sociale avvelenano Chicago già dai tempi di Al Capone.
E nel  1945 tutto questo stato di cose peggiora ulteriormente.
Se nella maggior parte delle altre città statunitensi il ritorno dei reduci di guerra viene vissuto con gioia ed in clima di festa, a Chicago invece questo non fa altro che aumentare il numero di sbandati e di poveri in circolazione.
Troppi soldati al rientro si scoprono senza lavoro.
Molti tra questi soldati vanno ad ingrossare le file della criminalità.

La risposta delle autorità è una sola, la stessa che viene data ogni volta che si verificano situazioni di crisi : il sindaco di Chicago, il  democratico  Edward J. Kelley raccomanda alla polizia di effettuare quanti più arresti possibili, senza guardare troppo per il sottile e senza rispettare troppo le regole, stessa cosa fa lo stesso capo della polizia, il commissario John C. Prendergast .


L'animo umano è qualcosa di estremamente strano e complesso: in grado di compiere grandi slanci di coraggio, solidarietà ed altruismo ma al contempo capace dei peggiori atti di abiezione e crudeltà.
Purtroppo nella Chicago del 1945 prevale questo secondo aspetto, prevale l'abisso.
Un uomo in particolare si guarda dentro.
E, come prima cosa, scopre di avere dentro di sé la oscurità.
Evidentemente quello che vede non gli deve piacere molto perché subito dopo cominciano gli omicidi.

- PRIMO DELITTO.


Josephine A. Ross
a sinistra nell'immagine.
Il pomeriggio del 5 giugno è il momento in cui le cose precipitano.
A Kenwood Avenue, una tranquilla strada situata in un sobborgo residenziale di Chicago, una ragazza tornando a casa dal lavoro fa una macabra scoperta: all'interno della propria abitazione la ragazza rinviene il corpo senza vita della propria madre.

Il cadavere è stato pugnalato più volte, la testa avvolta in vestito appartenente alla morta stessa.
Questa vittima, questa prima vittima, risponde al nome di Josephine Alice Ross ed ha appena compiuto 43 anni.

Kenwood Avenue è una via di case unifamilari e villette, lontane dalle (più violente) strade abitate da immigrati del nord europa, in particolare da tedeschi, polacchi e lituani.
Kenwood Avenue è quindi un luogo tranquillo, dove di solito non succede niente.
Le indagini sono difficili sin dall'inizio, anche a causa del passato della vittima stessa.
Josephine A. Ross, secondo le ricostruzioni della polizia, è una bella donna con amicizie sbagliate, nel corso della sua vita si è sposata ed ha divorziato già tre volte, ha avuto due figlie con uomini diversi, la donna inoltre dopo l'ultimo divorzio ha tenuto una vita sentimentale molto ambigua e dissoluta. Anche dal punto di vista economico Josephine Ross ha avuto diversi problemi; per cominciare, la donna ha avviato un agenzia di assicurazioni che è appena fallita, lasciandola con diverse pendenze legali alle spalle.
 Come se non bastasse la Ross fino al giorno precedente alla morte ha speso la maggior parte dei  soldi che le erano rimasti con maghi e cartomanti.

Vengono interrogati gli ex mariti, le attuali amicizie della donna, i vicini.
Tutti dimostrano di avere un alibi.
Un vicino testimonia di aver visto uno sconosciuto dai capelli scuri aggirarsi nella zona, un altro parla ancora di uno straniero corpulento, una terza vicina invece descrive l'estraneo come un uomo smilzo e magrolino.
L'incaricato delle indagini, il capitano Frank Reynolds ammette che sarà un indagine molto difficile, altri poliziotti lanciano l'ipotesi che la vittima sia stata uccisa da un ladro che si era introdotto all'interno della propria abitazione.
Peccato che dentro casa di Josephine Ross non sia stato rubato niente.

-  SECONDO DELITTO.

Passano diversi mesi, la morte di Josephine A. Ross è stata dimenticata praticamente da tutti.
Finché non capita qualcos'altro.

Frances Brown è una donna molto diversa da Josephine Ross.
E' magrolina, poco appariscente, che pare non avere avuto più una propria vita privata dopo un unico infelice matrimonio.

Frances Brown.

Originaria dello stato dell' Indiana, durante la guerra la Brown ha prestato servizio come telegrafista presso la US Navy, terminato il conflitto è tornata al suo precedente lavoro riprendendo anche uno stile di vita totalmente anonima.
Non esistono punti di contatto tra le due, certo Frances Brown abita a Pine Grove Avenue, un luogo situato a pochi passi dalla residenza di Josephine A. Ross, ma le due donne sembra non si  conoscano nemmeno.
Come detto la Brown è una persona molto riservata, una di quelle che non si notano nemmeno.
Anche per questo, i vicini di casa rimangono sorpresi quando alle 9 di mattina del 20 dicembre si odono forti rumori- compreso quello di una radio lasciata ad alto volume- provenire dall'appartamento della Brown.

Insospettita, una donna delle pulizie, si dirige verso l'appartamento.
La porta d'entrata è socchiusa, la domestica decide di entrare nell'appartamento.
E subito dopo comincia ad urlare.



Frances Brown è morta, pugnalata al collo e con una pallottola conficcata nel cranio, il volto è stato avvolto da un pigiama, quasi come se l'assassino avesse voluto compiere un atto di pietà.
Anche in questo caso dall'appartamento della vittima sembra non sia stato trafugato niente. 
Su un muro viene ritrovata una scritta, che una mano tremante ha tracciato con un rossetto.
" Per l'amor del Cielo, catturatemi prima che io possa ammazzare di nuovo.
Non riesco più a fermarmi."

L'assassino ha trovato il suo nome, da quel momento l'uomo senza nome sarà per tutti:
il Killer del Rossetto.
The Lipstick Killer.
(Continua....)

8 commenti:

Ivano Landi ha detto...

Mettendo insieme tutte le crime stories di cui ti sei o ti stai occupando verrebbe fuori un potenziale best seller. Non trovi?

Ariano Geta ha detto...

L'oscurità e gli abissi dell'animo umano sono il luogo più sconosciuto al mondo...
Anche stavolta resisterò alla tentazione di curiosare sul web e attenderò il prossimo post sulla vicenda.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano landi
Ci sto pensando.
Credo però che almeno per un po questo sarà il mio ultimo intervento su una crime story.
Col prossimo dossier tornerò a sani misteri soprannaturali e accantonerò temporaneamente serial killer e delitti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Temo che in questo caso dovrò farti aspettare un poco di più prima della seconda pare. ;(

Obsidian M ha detto...

Non si vede alcun nesso tra i due delitti. Se gli investigatori sono in qualche modo riusciti a addebitarli ad una stessa mano omicida può voler dire solo una cosa: che per una volta l'assassino è stato catturato. Mi sbaglio? (no, non rispondere)

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
Tieni presente questo tuo commento, ricordatelo bene perché vedrai che con la pubblicazione della seconda parte tutto avrà un senso.
Per ora ti posso dire che certe cose non succedono solo in Giappone. :P

Marco Lazzara ha detto...

La frase finale è molto esplicativa: la maggior parte dei serial killer non sociopatici più o meno inconsciamente vuole essere fermata.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
É varo, la maggior parte dei serial killer vorrebbe essere fermata. Questo vedrai sarà un caso molto diverso.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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