GHOST STORIES (2017)

Il professor Phillip Goodman non crede nell'esistenza del paranormale ed ha consacrato la sua vita a svelare e a denunciare tutte le falsità e gli imbrogli legati a quel mondo. Quando un suo collega creduto morto da anni ricompare improvvisamente sfidandolo a dimostrare il contrario Phillip accetta la sfida. Il professore dovrà investigare sopra tre casi dubbi che il collega non era riuscito a risolvere.
Mano a mano che le indagini vanno avanti le certezze dell'uomo cominciano a sgretolarsi e Phillip dovrà anche confrontarsi con i propri demoni personali.
In tutti i casi però sembra esserci un unico elemento di collegamento: il passato che ritorna sempre.

In Italia il paffuto volto di  Andy Nyman è conosciuto quasi esclusivamente per l'interpretazione del ruolo del laido e spietato produttore Patrick Goad nella miniserie Dead Set,probabilmente uno dei personaggi più odiosi e detestabili che si siano mai visti in una produzione televisiva. In realtà il barbuto cinquantenne originario di Leicester anno dopo anno è riuscito a costruirsi in Inghilterra una solida e multiforme carriera in grado di spaziare attraverso i vari rami dell'arte.
Nyman oltre che essersi dimostrato un solido attore, con importanti esperienze teatrali, cinematografiche e televisive, col tempo è diventato anche un valido autore. Le sue pieces,spesso a tema soprannaturale vengono considerate  da diversi critici come esempi positivi del Teatro contemporaneo britannico.
Senza contare le varie candidature ed i premi conseguiti per entrambe queste vesti.

Ma prima di essere tutto questo Andy Nyman ha cominciato a calcare i palcoscenici in veste di prestigiatore professionista ed ancora adesso organizza spettacoli di magia di grande successo.
Ghost Stories nasce proprio dall'incontro di tutte queste attività.
Ghost Stories infatti è una di quelle pieces teatrali di cui si parlava prima.
E ha una sua storia, non certo breve.



Correva l'anno 2010 quando Andy Nyman e lo sceneggiatore Jeremy Dyson scrissero il primo nucleo del soggetto di quella che poi sarebbe diventata un opera teatrale. Di quest'opera Nyman oltre che attore ne sarebbe stato anche regista portando lo spettacolo, replica dopo replica, al successo attraverso i migliori palcoscenici del Regno Unito.

In un mondo come quello del Cinema perennemente a caccia di idee, ed altrettanto perennemente pronto a fagocitare in maniera rapace tutto quello che anche lontanamente sembra nuovo (o semplicemente utilizzato poche volte) non ci voleva poi molto perché, prima o poi, non si pensasse anche ad una versione cinematografica.
Specie in una realtà come quella britannica con una grande tradizione nel settore.
Così, ecco nel 2017 ecco arrivare nelle sale Ghost Stories, sempre con la coppia Dyson-Nyman saldamente al timone: loro la regia, loro la sceneggiatura, loro lacura maniacale di un progetto che sembra fatto apposta per reinveridere gli antichi fasti della Hammer o della Amicus.
Come se non bastasse il buon Nyman ha saggiamente scelto di mantenere il suo ruolo teatrale da protagonista.

Quello dell'insegnante e psicologo Phillip Goodman, un uomo non perfetto,ossessionato dal paranormale e con grossi traumi risalenti all'infanzia e al rapporto col padre uomo duro e fanatico come si comprende sin dall'incipit della pellicola.
Irrisolti sono suoi rapporti familiari, insoluto è il legame del protagonista con l'ebraismo, la fede familiare.
Ma in pratica tutti i personaggi del film sono a loro modo delle figure irrisolte, che faticano ad accettare i loro legami personali e il loro preciso posto nel mondo, sono tutti rappresentanti di microcosmi chiusi ed operano in comunità ancora più chiuse.
E una comunità chiusa, dove le sua varie componenti non si parlano tra loro,rifiutano di comprendersi vicendevolmente e non si rispettano è destinata ad ammalarsi profondamente nell'animo.
D'altro canto Phillip Goodman ha semplicemente deciso di credere in un mondo razionale solo perché la cosa gli fa comodo, perché così si sente al sicuro.
Egli stesso si dimostra una figura fragile, irrisolta e drammaticamente imperfetta.
E lo stesso si può dire dei protagonisti delle tre vicende affrontate, tutti frammenti dello stesso specchio rotto.
Nyman fa un gran lavoro nel delineare questa figura così inadeguata per quello che potrebbe diventare il ruolo della vita mentre tra gli altri membri del cast va citata la presenza del prezzemolino Martin Freeman, grandissimo attore, un artista che dopo i successi internazionali di Sherlock e de Lo Hobbit viene fatto apparire in praticamente qualsiasi produzione anglo-americana di un certo livello.

Il film, bisogna dirlo, non decolla immediatamente, ma lavora quasi per sottrazione, è quasi un orrore che si percepisce nella lentezza delle atmosfere, nei colori desaturati, nelle inquadrature che ritraggono alternativamente spazi urbani decandenti o isolate brughiere-a loro modo una sorta di parallelo mondo alieno
 Il perturbante si avverte in continuazione, ma solo da un certo punto in poi si comincia a vedere, ad assistere alla loro irruzione nel nostro mondo.

Certo la sceneggiatura ci lascia sempre col dubbio, lo stesso eterno immancabile dubbio presente nella maggior parte degli horror movie, cioè se i fatti ai quali i personaggi assistono stiano realmente avvenendo sullo schermo o se sia tutto solo nella mente o nel subconscio malato dei vari personaggi.
Ci sono delle dissonanze comunque, Ghost Stories non funziona completamente, alcune delle scelte narrative vanno troppo nella direzione del "già visto", specialmente verso il finale.
Tuttavia anche questo effetto risulta voluto ai fini della trama.
Scelta cosciente e coerente con l'evoluzione della vicenda.
Le risposte arriveranno e, per una volta, il male verrà identificato chiaramente.
Perché nulla fa più male, nulla si dimostra più demoniaco dello stesso animo umano.


Ghost Stories rappresenta un tentativo, parzialmente riuscito, di coniugare i classici racconti di fantasmi della tradizione inglese con i moderni schemi narrativi della cinematografia internazionale ed in questo senso anche la scelta di strutturare il film attraverso la struttura ad episodi dedicati ai tre casi (con le investigazioni di Goodman a fare da cornice e da trait d'union) fa parte di questa decisa scelta stilistica virata al classico e al passato del Cinema britannico.
Lungi dall'essere quel capolavoro da tempo invocato, Ghost Stories si conferma comunque come una delle migliori visioni horror degli ultimi anni.


PAESE: U.K. 
ANNO: 2017
REGIA: ANDY NYMAN & JEREMY DYSON
INTERPRETI: ANDY NYMAN; MARTIN FREEMAN; ALEX LAWTHER; PAUL WHITEHOUSE & NICHOLAS BURNS

22 commenti:

Marco Lazzara ha detto...

L'ho visto giusto sabato. Mi è piaciuto. Anche se mentre guardavo le tre storie, notavo delle stonature. Rimanevano irrisolte, a differenza dei film antologici della Hammer o Amicus. Forse il colpo di scena finale era già visto, ma era comunque ben realizzato e metteva assieme tutti gli elementi intravisti nella pellicola.
OK, forse sono un po' di parte perché anche nel mio libro Arcani il meccanismo era simile...

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Delle stonature ci sono, in particolare poi rimane irrisolta la seconda storia quella del ragazzo e della macchina comunque rimane un gran bel film, anche perché -a differenza della maggior parte degli horror moderni- almeno in "Ghost Stories" riescono a mettere insieme le cose facendoti veramente empatizzare con i personaggi.

Bara Volante ha detto...

Devo ancora vedere il film, quindi ti ho letto con un occhio solo, ma ripasserò a leggermi tutto dopo averlo visto, tanto è tra le mie visioni a breve termine ;-) Cheers!

Nick Parisi. ha detto...

@ Bara Volante
Ti aspetto per quel momento allora.;)

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Il tuo post mi ha incuriosito, devo assolutamente guardare il film.
Saluti a presto.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Mi fa piacere averti incuriosito, a presto.

Ariano Geta ha detto...

Per ora non posso esprimermi non avendolo visto, comunque lo annoto, anche se coi film horror ho sempre un rapporto abbastanza complicato, per così dire.

Babol ha detto...

L'ho visto giusto ieri sera. Poco entusiasmante all'inizio, si risolleva dal secondo episodio in poi e quel finale è semplicemente splendido.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Eh lo so che i film del terrore non fanno parte delle tue preferenze però Ghost Stories ha atmosfere talmente rarefatte che potrebbe perfino piacerti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Babol
L' inizio é abbastanza lento, infatti il primo impatto lascia abbastanza perplessi però poi mano a mano che si procede la visione la trama comincia ad affascinare.
Ed anche a convincere.

Emanuele Di Giuseppe ha detto...

Molto interessante, nonostante quel sapore di già visto. Che poi lo si può accettare dato che dici che ai fini della trama funziona.
Non sapevo fosse stato ideato per il teatro... mi fa strano pensare ad un genere horror a teatro. Prima o poi dovrò provarlo!

Mariella ha detto...

Mi sono segnata il titolo. Dalla tua recensione è chiaro che non è il caso di lasciarselo scappare. Un abbraccio Nick!

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
Non è poi così strano a pensarci bene. Considera che nella storia ci sono stati tanti precedenti: il Dracula di Bela Lugosi nacque come spettacolo teatrale e Lugosi ne fu uno degli interpreti. Senza contare la lunga esperienza del Gran Guignol a Parigi che per decenni propose rappresentazioni splatter. È vero però che negli ultimi anni era da tempo che non capitava più che un dramma teatrale a tema horror avesse tanto successo al punto di arrivare anche al Cinema.
Un abbraccio.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Certo non è un film per tutti però una visione la vale.
Un abbraccio
Nick

gioacchino dimaio ha detto...

Sinceramente non mi ha entusiasmato molto, forse ci vorrebbe una seconda visone, ma il titolo invogliava verso le classiche storie di fantasmi, quando invece è molto psicologico, con qualche lacuna forse voluta e con finale a sorpresa. Non mi stupisce che in Italia e all'estero, a parte in Gran Bretagna, questo film non abbia avuto successo, se si pensa ai vecchi film Hammer è tutta un altra cosa. Attenzione a un titolo quasi simile A Ghost Story (2017) con Casey Affleck ispirato a un racconto di Virginia Woolf, ancora inedito in Italia.

Nick Parisi. ha detto...

@ Gioacchino di maio
Hai fatto bene a ricordare il film di Affleck per evitare che qualcuno si possa confondere.
Ghost Stories come dici tu, è molto psicologico e come tale può non piacere a tutti. Nel mio caso è stata un poco tutta la parte iniziale a lasciarmi perplesso. Poi per fortuna il film è decollato.
Però - come dici tu- la Hammer era un'altra cosa.

Pirkaf ha detto...

Appena esco dalla bolla da telefilm e cartoni animati Netflix lo recupero subito.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Quando sarai fammi sapere cosa ne penserai.

vanessa varini ha detto...

Non sono una fan dei film horror, però sembra interessante!😊 E Martin Freeman è davvero un bravissimo attore! Buon sabato!👋

Nick Parisi. ha detto...

@ vanessa varini
In "Ghost Stories" Martin Freeman compie davvero un altro miracolo, una nuova splendida interpretazione te lo assicuro!
Saluti
Buon sabato.

Emanuele Di Giuseppe ha detto...

È vero ciò che mi hai detto in risposta ma è anche vero che si tratta di opere più sceniche... e magari lo è anche questa (ho recuperato il film, appena riesco a vederlo ti faccio sapere cosa ne penso), mi riferivo più a horror anni 80 con momenti di tensione e splatter, quello secondo me non funzionerebbe.

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
È vero quel genere oggi come oggi non funzionerebbe.
Ogni tempo ha le sue mode e le sue preferenze....ed il tempo degli splatter è haimè lontano

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