IL CORVO : DRAMMA IN TRE ATTI - Seconda Parte.

TERZO ATTO : ADAGIO.
la Storia di Brandon.



Nel 1991 Brandon Lee ha appena finito di girare quello che fino a quel momento ritiene il suo film più importante: RESA DEI CONTI A LITTLE TOKYO, che gli crea una certa fama tra gli appassionati di arti marziali.

Come suo padre Bruce prima di lui ha vissuto la sua infanzia viaggiando tra Honk Kong e gli Stati Uniti.

Come suo padre prima di lui viene spesso espulso da scuola per insubordinazione prima di scoprire la recitazione e le Arti Marziali.

Come suo padre, prima di lui, diventa un piccolo divo dei film di genere.

Ma le similitudini finiscono qui.

Brandon, pur amando profondamente il ricordo del padre, pur avendo imparato la pratica del Jeet Kune Do grazie ad amici di Bruce, pur avendo interpretato il ruolo del figlio di Kwai Chang Caine nel film KUNG FU- THE MOVIE con David Carradine, altro amico di suo padre,desidera ben altro.
Brandon Lee, comincia a sentirsi frustrato, vorrebbe uscire dal circuito dei film d'azione, che ritiene gli vengano proposti solo perchè è figlio di una leggenda dei film di Kung Fu.


L'attore vorrebbe solo trovare la propria strada.




La "strada", l'occasione, la maniera per emergere arriva piuttosto inaspettatamente nel 1993.
Il produttore Edward Pressman, cerca disperatamente un attore che abbia voglia di interpretare il ruolo del protagonista per un film tratto da un fumetto. Il film si chiama THE CROW.
Diverse Star di prima grandezza rifiutano quel ruolo ritenendolo dannoso per la propria carriera.


Brandon Lee però accetta, pur sapendo di essere solo una scelta di ripiego, è entusiasta di quel ruolo.
C'è un intervista che rilascia e che verrà ripassata nelle televisioni per molti anni dopo la sua morte, in cui si dice felice di quel ruolo, che ritiene il film che andrà ad interpretare come il più bello tra quelli a cui ha lavorato.
Puntualmente i tecnici audio e video si faranno sempre terminare la registrazione con un fermo immagine sulla faccia sognante dell'attore mentre dichiara la sua convinzione che il ruolo di Eric Draven, e il film THE CROW gli cambieranno la vita.





Coincidenze; marketing; maledizioni.
O forse, semplicemente, è il destino che ama veramente giocare a scacchi.
Forse il destino è dotato di un suo perverso senso dell'umorismo.


Ma il figlio di Bruce Lee è veramente grato per quel' occasione; e del resto come potrebbe fare altrimenti?
Della regia se ne occupa il talentuoso Alex Proyas che si è fatto le ossa nel circuito dei video musicali; e del resto non sono forse gli anni della Mtv Generation ?
Della colonna sonora originale se ne occupa il neozelandese Graeme Revell, che è un piccolo genio, diversi musicisti importanti come i Nine Inch Nails; i The Cure o i Pantera forniscono brani per arricchire il comparto musicale.
Alla sceneggiatura poi, vengono chiamati due scrittori veri: John Shirley, che proviene dal mondo della fantascienza e David J. Show, esponente invece della corrente Splatterpunk dell' horror, che in quel periodo va ancora per la maggiore.


Certo alcuni appassionati protestano, per alcune differenze ritenute eccessive tra la miniserie di O' Barr e la sceneggiatura.
Nel fumetto, Eric, il cui cognome, oltretutto, non viene mai citato e la sua fidanzata sono vittime di un atto di violenza quasi casuale, per questo ancora più brutale ed inspiegabile, mentre sulla pellicola viene costruita una nuova sottotrama che coinvolge anche la Devil's Night di Detroit.
Viene compiuta però anche - ed è questo il vero colpo di genio, la definitiva transizione del Corvo, quale entità traghettatrice di anime e di vendette.
Un Format che nel corso degli anni ritornerà più e più volte.


Cominciano le riprese, mentre da qualche parte vengono compiute le ultime mosse sulla scacchiera.



Ma sul set non tutto procede in maniera perfetta, lo stesso Lee, nonostante il suo entusiasmo, si rende conto che non sempre la troupe adotta nella maniera corretta le più elementari norme di sicurezza.
Viene deciso di girare per ultime le scene iniziali in modo da poter permettere all'attore di trascorrere i giorni delle riprese finali senza trucco.

Quello è il momento che decide tutto, quello è il momento in cui arriva lo scacco al Re.

Il 13 marzo del 1993 Brandon Lee subisce lo scacco.
Ancora una volta, la storia è nota.
Mentre stanno girando la scena in cui i teppisti ammazzano Eric e la fidanzata Shelly, da una pistola che tutti credono caricata a salve un proiettile vero colpisce gravemente l'attore.




Non vedendo rialzare Lee, inizialmente tutti pensano, compreso l'incolpevole Michael Massee, l'interprete di Funboy, colui che materialmente regge, senza avere nessuna colpa, in mano la pistola pensano ad uno scherzo.
Brandon Lee morirà in ospedale poco dopo.
Qualcuno pensa bene di creare una nuova leggenda.



INTERMEZZO.

I paragoni tra il destino del padre e il destino del figlio non si risparmieranno, anche in questo caso in molti parleranno di un complotto.
Verrà indicata alternativamente la Triade cinese e la Yakuza giapponese, le motivazioni saranno le più fantasiose.
Altri ancora preferiranno pensare a tentativi più o meno occulti da parte di Hollywood per creare interesse nei confronti del film.

La calunnia è un venticello, si sa.
Ma anche la costruzione di un mito se per questo, e quel venticello diventa un uragano, un grosso tsunami.
Perchè la gente ha bisogno di Miti, ha bisogno a torto o a ragione, di poter credere negli eroi predestinati, nei martiri, nei destini tragici.
Che non è giusto, specialmente quando si tratta di vittime incolpevoli, specialmente quando si tratta di un giovane di ventotto anni.
Ma siamo umani, la popolazione mondiale si commuove per la tragica morte, io stesso non faccio eccezione, il me stesso di ventitrè anni si commuove assieme agli altri alla notizia della morte di Brandon Lee.
Siamo esseri umani, siamo empatici, partecipiamo al dolore altrui e va bene così.
Mi sono sempre chiesto, però dove ci possa essere il limite in queste situazioni; a quella domanda non ci riusciva a trovare una risposta il me stesso di ventitré anni, e non ci riesce nemmeno oggi il me stesso che di anni ne ha quarantatre.






Nasce anche un altra voce, quella che vuole la distruzione della scena mortale da parte della produzione o il suo sequestro da parte della polizia.

Già perchè il film, su volontà della fidanzatata del giovane protagonista viene completato. Proyas nelle ultime scene utilizza controfigure oppure immette immagini digitalizzate di Lee.
Aggiungendo leggenda alla leggenda.

Ma anche la leggenda può essere prosaica, come per la morte di Bruce, anche le indagini per la morte di suo figlio consegnano una soluzione inaspettata.

ADAGIO CON FINALE.

Quello che la polizia scopre sul set è una lunga serie di disattenzioni sul Set culminate nell'utilizzo della pistola sbagliata; per risparmiare tempo gli addetti alle armi invece di adottare proiettili a salve si limitarono a togliere la polvere da sparo a dei proiettili veri, uno di questi proiettili però rimase incastrato all'interno della canna del'arma. Nessuno controllò quando la pistola venne ricaricata e nel momento in cui Michael Massee, utilizzò l'arma nella scena, la forza dell'esplosione dei due proiettili bastò ad ammazzare Brandon Lee.




Disattenzioni; imperizie; improvvisazioni; tendenza al risparmio.


Il male sta nei particolari, nei dettagli e mai come in questo caso sono stati una combinazione di dettagli mancati a condurre il destino dei protagonisti di questa storia; una lunga serie di incroci e di coincidenze unite che hanno condotto le vite di alcuni uomini verso una destinazione precisa.


Certo, ci sono state forze o persone che hanno influito, spesso anche forzato quel destino, quelle vite, quei risultati il più delle volte per meri scopi economici altre per marketing.

In ogni caso quello che non dovremmo mai dimenticare è che dietro ogni storia, ogni racconto, ogni leggenda, anche quelle che ci hanno fatto sognare o commuovere, dietro tutto questo ci sono sempre e solo delle vite di altri esseri umani. Gente che come noi, è nata, ha vissuto ed ha amato.
Quello che è stato differente sono state le scelte.
O forse, quello che è stato differente tra noi e loro è stato rappresentato solo da scacchiere diverse.


James O'Barr lavora ancora come disegnatore,nel frattempo ha avuto due figli, il maggiore lo ha chiamato Erik.


De IL CORVO, dopo il successo del primo film nel corso degli anni hanno girato, con attori diversi, altri tre capitoli uno più brutto dell'altro.



Michael Massee ha trascorso interi anni preda a crisi depressive e a profondi sensi di colpa per la morte di Brandon Lee.
Giustamente, non è mai stato perseguito per il fatto, in quanto incolpevole.
Continua a recitare ancora oggi.


Brandon Lee dopo la sua morte è diventato un mito generazionale. E' stato sepolto nel cimitero di Seattle, la tomba affianco alla sua è quella di suo padre.
(Ringrazio Ariano Geta, che quando cercavo ispirazioni per nuovi post, mi ha consigliato di occuparmi del "mistero" di Brandon Lee. )

28 commenti:

Ariano Geta ha detto...

Per carità, io ho solo buttato lì un riferimento alla morte di Brandon Lee, ma tu hai fatto un lavoro certosino e molto accurato come sempre.

Nick ha detto...

@ Ariano Geta.
Era giusto ringraziarti, in ogni caso. :)

Fra Moretta ha detto...

Ottimo lavoro Nick,ricordo quando il film usci e per l'appunto circolarono le prime storie della maledizione io che all'epoca avevo sette anni mi impressionai molto.Ripensandoci oggi fa abbastanza schifo come il marketing abbia lucrato sulla morte di un giovane di belle speranze.

Gian DeSteja ha detto...

Che spettacolo di Post! Ora sono curioso di leggere la terza parte però eh! ;)

Nick ha detto...

@ Fra Moretta.
Anche io mi appassionai, come tutti del resto, a ripensarci adesso, fa veramente schifo.
@ Gian.
Se fai il bravo e riapri il tuo blog.
:D

Salomon Xeno ha detto...

Un post molto appassionato, complimenti! Della storia di Brandon conoscevo solo pochi dettagli, ma devo dire che hai dato un buon quadro complessivo.
Soprattutto il capitolo finale.

Nick ha detto...

@Salomon.
Non sono ancora del tutto soddisfatto, il post sarebbe potuto venire meglio, ma questo è normale : non sono mai soddisfatto di quello che scrivo. :D
Grazie per i complimenti. :)

TIM ha detto...

bel servizio!

Nick ha detto...

@TIM.
Si fa il possibile. :)

Lady Simmons ha detto...

Un mirabile post, scritto benissimo e che non molla la presa sul lettore.
Ottima analisi, ben lontana da becere interpretazioni melense o superstiziose.
Solo i fatti.
Ed i fatti dicono che la distrazione umana multipla produce disastri.
Non ho mai creduto nel destino, penso che dietro ogni evento ci siano mani e menti che muovono i fili.
Non credo che qualcuno lo volesse assassinare, certo è che la vita di quest'uomo è stata spezzata e travolta dal glamour hollywoodiano.
A suo tempo rimasi estremamente commossa dal tragico incidente.
E ho amato il film ancora di più dopo.

Nick ha detto...

@ Lady Simmons.
La cosa più brutta è stata la morte di Lee, durante quel film.
A me IL CORVO è piaciuto molto, penso si sia capito, quello che non accettai nè all'epoca nè oggi furono tutti i tentativi di sfruttare al morte dell'attore per fare pubblicità al film.

Fainting Spell ha detto...

Have you watched the other parts?? Because me not, but I think that they won't be so good... you know? Soon we have a remake of The Crow u_u''

Nick ha detto...

@ Fainting Spell.
Well! I've seen THE CROW 2 with Vincent Perez and I can say that it is a film so well, then I have also seen THE CROW 3 with Mabius Erik and I can say it is a movie that sucks.
There was also a television series lasted a few episodes, I only saw the first episode. Very very boring.

michela ha detto...

Queste storie di "maledizioni" sono affascinanti, ma c'è da dire che l'hai raccontata molto bene e si vede quanto ci hai lavorato per trovare tante informazioni.

EDU ha detto...

Lette le prime due parti tutte in un botto! Ah mi sono proprio divertito! Ho ancora i quattro fumetti de IL CORVO (compreso il numero ZERO) usciti in edicola nel 1994 e la soundtrack del film di Proyas su cd. Inutile dire che avevo anche una vhs originale de il corvo ma l'ho consumata "a morte".
E' stato un periodo magico quello della scoperta di questo autore di fumetti tormentato e amante del dark (Cure, Joy Division etc). Ho amato tutto del suo personaggio a fumetti e ho amato anche Brendon Lee e il film di Proyas. Un trasporto del genere non l'ho provato nemmeno ora che ho pubblicato due libri in due mesi. Questa è la mia giovinezza e i miti che hanno contribuito a creare la persona che sono ora.
Che malinconia! Che splendore quegli anni!
Saranno dentro di me per sempre.

Nick ha detto...

@ Michela.
Bentornata sorellina.
Sono felice di risentirti. :D

@EDU.
Condivido molte delle cose che scrivi; io credo profondamente che il motivo per cui molti di noi hanno amato profondamente IL CORVO fumetto sia stato perchè è stata l'ultima occasione in cui l'aspetto artistico, umano nonché emozionale di un autore sia entrato nel processo creativo di un comics.
Dopo è diventato (quasi) tutto business.
Un abbraccio ad entrambi.

occhio sulle espressioni ha detto...

Come detto giù, non mi sono mai fatto prendere dalla mania corvesca (merchandising e affini connessi), l'ho sempre visto troppo "mito" per me, ma forse rivedrò le mie posizioni. Questo riferito al film, invece l'incidente di Lee mi è sempre sembrato abbastanza standard, purtroppo, e ne elenchi bene i motivi nel post, aripurtroppo. Mi ha però sempre colpito il fatto il protagonista di un film sia deceduto in una scena in cui, appunto, moriva.

Nick ha detto...

@ Occhio.
Comprendo benissimo le tue posizioni, in parte sono anche le mie anche se ammetto che la mania corvesca mi ha preso.

Melinda ha detto...

Era questo il post che mi sarebbe piaciuto? Se sì, c'hai visto BENISSIMO!
Cavolo! Causa stress rischiavo di perdermelo!
Recupero immediatamente, ora me lo leggo per benino :D

Nick ha detto...

@ Melinda.
Ti auguro che il periodo di stress passi presto. ;)
Quando avrai finito fammi sapere cosa ne pensi. ;)

Melinda ha detto...

Bel pezzo Nick! Complimenti!
Mi hai fatto tornare alla mente tante di quelle cose.
The crow è un film a cui sono sempre stata molto affezionata e come già detto, quando qualcuno muore improvvisamente mi colpisce moltissimo. E così è stato anche con Brandon Lee. Ma sai che io avevo capito che la scena in cui veniva colpito era quella verso il finale, quando sale sul tavolo e tutti gli sparano contro?
Comunque la famiglia Lee non si può definire la più fortunata, ma resteranno immortali sia il padre che il figlio.

Nick ha detto...

@ Melinda.
In molti lo pensano- per essere sinceri lo credevo anche io. Questo errore deriva dal fatto che la scena "mortale" vera e propria è stata -giustamente- eliminata dal girato, credo anzi che non esista nemmeno più fisicamente quel tratto di pellicola.
Il momento della morte di Brandon Lee, è quello delle scene iniziali, girate per ultime, per dare la possibilità all'attore di recitare senza trucco e quindi di essere più riassato sul set.
Brutta fine.

Melinda ha detto...

Sì, in effetti uno pensa che le scene vengano girate per lo più seguendo un ordine cronologico...lo pensavo anche io prima di addentrarmi in questo mondo.
Brutta fine sì. La cosa che mi stupisce è che molti di questi personaggi famosi sono morti proprio a 28 anni.

Nick ha detto...

Infatti spesso si parla della maledizione dei 28 anni, anche se io penso che siano tutte combinazioni.

LaLeggivendola ha detto...

Anch'io credevo che la scena fosse quella verso la fine ò_ò
... ç_ç
Basta, vado a riascoltarmi la colonna sonora e a deprimermi T__T Comunque, ottimo post.

Nick ha detto...

@LaLeggivendola.
Come detto sopra lo credevo anche io. Mi sa che IL CORVO sarà il protagonista della mia prossima personale "Notte Horror".
Grazie.

Gabriel ha detto...

An even more passionate post, a true homage to The Crow and Brandon Lee. Great!

Nick ha detto...

Thank you Gabriel!
and 'truly a pleasure to have you with us.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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