Visualizzazione dei post in ordine di pertinenza per la query Pax Fantascientifica. Ordina per data Mostra tutti i post
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La Selezione Naturale di Tricia Sullivan

Premessa: Cosa è Pax Fantascientifica!


Banner creato da Alessandro Iascy

Con questo articolo parte la fase ufficiale del Progetto Pax Fantascientifica, ricordate? Qualche giorno fa ho stimolato la vostra curiosità! Ammetto di avere un po barato e me ne scuso, adesso è venuto il momento di spiegare cosa è e cosa dovrebbe diventare il Progetto Pax fantascientifica.
Non c'è niente di religioso, tranquilli (LOL) non intendo creare una nuova religione! Si tratta semplicemente di un tentativo di creare una  serie di collaborazioni e di sinergie (brutta parola questa, ma dotata di un grande senso positivo)  tra blog che trattano lo stesso argomento , la fantascienza nello specifico, ( ma un domani la cosa potrà essere estesa anche all'horror e al fantasy).
Sappiamo tutti quanto possa essere litigiosa la blogosfera, vero? 
Ecco lo scopo è proprio quello di andare in controsenso, creando una rete tra blogger che si stimano grazie ad un certo numero di post incrociati.

Jacques Spitz: Vita di uno Scrittore.

Quest'articolo nasce come forma di collaborazione tra appassionati.
Nello specifico tra i blog  Nocturnia e  Cronache di un Sole Lontano.
 In occasione dell'uscita su Urania Collezione del romanzo La Guerra Mondiale n°3 dello scrittore francese Jacques Spitz, l'amico Arne Saknussemm ha scritto da par suo un bel post ( lo trovate QUI) che non è solo  una splendida ed informata recensione del romanzo attualmente in edicola, ma anche una sorta di carrellata delle opere tradotte in italiano dello scrittore d'oltralpe quasi tutte uscite su UCZ ( tranne - se non erro- L'Uomo Elastico) . Mentre io faccio uscire questa piccola scheda sulla vita ( quel poco che si trova sullo scrittore) e sulla sua narrativa vista in generale.

Se questa collaborazione avrà successo non è detto che non si possa replicare anche con qualche altro scrittore in futuro,
Nel frattempo oggi io e Arne inseriamo un altro mattone al' edificio della "Pax Fantascientifica" tra i blogger e gli appassionati italiani di fantascienza.
Chi lo dice che siti che parlano della stessa materia debbano per forza farsi la guerra?
Buona lettura!

La narrativa fantastica è il regno dell'immaginazione e, che ci crediate o meno, risulta essere un mondo molto più ampio e complesso di quanto ci si possa immaginare.
Così come complesse possono essere le vite degli scrittori.
Perché quello che dimentichiamo spesso, è che dietro ad ogni libro c'è la persona che lo ha scritto: le sue conoscenze, la sua filosofia di vita e perfino le idiosincrasie o i suoi peggiori difetti e per quanto possa sembrare strano più lo scrittore è bravo più questi aspetti, si, perfino i suoi difetti, risaltano tra le pagine delle sue opere.

Per questo, in alcuni casi, la vite degli scrittori sono quasi altrettanto importanti dei libri che scrivono.
Prendiamo, ad esempio, il caso di Jacques Spitz ....

Spitz è una figura molto interessante all'interno del panorama europeo della SF per almeno due motivi: per cominciare è stato  inserito tra i padri della fantascienza francese, però al contempo in maniera quasi paradossale il suo nome è stato a lungo dimenticato 
Jacques Spitz si trova nella paradossale situazione dell'essere uno dei padri della fantascienza francofona e, al tempo stesso, risulta 'essere stato quasi completamente dimenticato per decenni al punto che, perfino in patria non risulta facile trovare i suoi libri.
Mentre per quanto riguarda  il secondo motivo...beh procediamo per ordine.

DEADPOOL (2016)

A quanto pare lentamente sto riuscendo a tornare alla normalità, il mio PC opportunamente "convinto con le cattive" sta riprendendo a funzionare. Ne approfitto così per riprendere il mano il progetto di collaborazione tra blogger creato da me e da  Arne Saknussemm del blog "Cronache di un Sole Lontano". 






Il progetto -ricorderete era stato battezzato Pax Fantascientifica e lo scopo era quello quello di promuovere collaborazioni tra persone che condividono l’amore per la fantascienza e amano parlarne sui propri blog, insomma di creare una sorta di "rete" tra blog e siti che si stimano. Con settembre Pax SF entra nella sua seconda fase, allargando anche il giro delle collaborazioni. Anche per questo, per dimostrare una sorta di nuova maturità il progetto di "scambi culturali" è stato ribattezzato Cosmolinea B-Log. 
Stavolta vi propongo quindi una collaborazione tra me e la brava Linda De Santi del blog "Verso l'Infinito a Tappe". Io oggi vi presenterò la mia recensione del film Deadpool uscito al cinema qualche mese fa e Linda vi parlerà di Deadpool inteso come personaggio dei fumetti proponendovi una bella scheda su questo bizzarro anti-eroe. La scheda la trovate QUI.
Fateci sapere cosa ne pensate di questa nuova collaborazione.
E- come sempre- buona lettura!



Wade Wilson è in cerca della sua vendetta.
Ed è lo stesso Wilson -sboccato e chiacchierone come pochi- a svelarne subito i motivi
L'uomo dopo aver lavorato a lungo nelle forze armate adesso -tra molti bassi e pochissimi alti- sopravviveva come può lavorando come mercenario e "riparatorti" a pagamento. L'incontro con Vanessa una ragazza che condivideva la medesima filosofia di vita dell'uomo aveva messo Wilson in condizione di poter vivere l'anno più felice della sua vita.
Fino al momento in cui la notizia di un cancro terminale non aveva sconvolto questo equilibrio.
Per non far soffrire Vanessa, il giovane Wilson aveva deciso di scomparire per sottoporsi alle cure di Francis "Ajax"Freeman, un medico inglese che promette l'esistenza di una miracolosa cura.
Purtroppo però non solo la cura non esiste ma quello che interessa realmente a Francis e alla sua collaboratrice Angel Dust è la creazione di una nuova generazione di mutanti grazie ad esperimenti sempre più dolorosi.
Nel caso di Wade la terapia funziona, l'uomo ottiene una sorta di potere rigenerante ma ad un prezzo troppo alto.
L'uomo si ritrova con l'intera superficie del corpo sfigurata e coperta di cicatrici al punto tale che Wilson ha paura di essere rifiutato da Vanessa mentre Francis ed il resto della sua organizzazione fanno perdere le loro traccie. Wilson che adesso indossa il costume di Deadpool consacra quanto rimane della sua esistenza per ritrovare Francis.
Ma a modo suo e senza smentire il suo peculiare senso dell'umorismo.
Ed il suo ancora più peculiare senso morale.

In molti hanno tentato di liquidare un film come Deadpool in poche parole prima che uscisse.
Ma quelli che ci hanno provato si sono arenati quasi subito immediatamente dopo averlo effettivamente visto.
Dopotutto quando è uscito nel febbraio di questo anno il film girato da Tim Miller si era ritrovato incastrato da una lunga sequenza di Cinecomics che l'avevano preceduto, mentre altri l'avrebbero quasi immediatamente succeduto.
E almeno un paio tra questi si sarebbero dimostrati dei buoni successi al botteghino

DA LORD OF LIGHT AD ARGO II Parte - Un Guest Post di Ivano Landi

Per me, in quel periodo, Jack Kirby era un genio, ma anche parte di un team di geni come lui che avevo messo insieme – e a cui guardavo per rendere ogni cosa possibile. Ma tutto era cominciato da Jack, come in passato era successo per molte altre cose – e come succede ancora oggi.
(Barry Ira Geller)

* * *


Nota: Il presente articolo in due parti si inserisce all’interno del progetto di collaborazione tra blogger nato con il nome Pax Fantascientifica e poi divenuto Cosmolinea B- Log. Il che fa sì che compaia in simultanea anche in questo post del blog Nocturnia di Nick Parisi.
Buona lettura!




Se finora, per chi lo ha visto, avere in mente le scene di Argo poteva essere un utile ausilio alla lettura del mio articolo, conviene invece adesso dimenticarsi completamente del film di Ben Affleck, la cui ricostruzione dei fatti è, da questo punto in poi, molto lontana dal vero. Ripartendo da dove eravamo rimasti, Barry Geller contattò Jack Kirby e i due si incontrarono una prima volta nell'estate del 1977. La loro intesa fu immediata, e appagante per entrambi: mentre infatti il giovane ricercatore scientifico e cineasta realizzava il suo sogno di lavorare gomito a gomito con l’idolo della sua infanzia e adolescenza, l'ormai sessantenne Maestro del fumetto vedeva nel progetto Lord of Light il coronamento di un lungo processo creativo iniziato oltre dieci anni prima sulle pagine di Fantastic Four #48, quando aveva creato, in coppia con Stan Lee, il personaggio di Galactus. L’idea di fondo, che sarà sviluppata in seguito più compiutamente dallo stesso Kirby in serie come New Gods (DC Comics, 1971) e Eternals (Marvel Comics Group, 1976), era quella di personaggi che, grazie al possesso di poteri quasi illimitati e all'utilizzo di tecnologie altamente evolute, assurgono al ruolo di divinità agli occhi delle popolazioni planetarie con cui entrano in contatto e finiscono per andare a comporre i loro pantheon di dèi.

L'Incal,di Jodorowsky e Moebius. -Un Guest Post di Stefano Spataro.




Comincia una nuova collaborazione nell'ambito del progetto Pax Fantascientifica. Stavolta i miei "complici "sono Stefano Spataro e gli altri collaboratori della bella webzine Altrimondi.
Qualche tempo fa loro hanno ristampato il mio vecchio post su Luna Nuova di Ian McDonald (QUI ) ed io oggi contraccambio presentando ai miei lettori questo interessante articolo.
Sempre nell'ottica di due realtà che si stimano e si rispettano.
Il post è già uscito QUI.

I Campi Elisi secondo Jennifer Marie Brissett

Con questo post riparto con un altra sana abitudine, ricordate quel progetto di collaborazione tra blogger di cui vi parlai l'anno scorso? 
Oggi io e Derek Zoo de Un Blog Senzapretese  aggiungiamo un altro importante tassello a quel discorso: il bravissimo Derek vi parlerà da par suo, del romanzo Elysium uscito qualche mese fa per i tipi di Zona 42 mentre il sottoscritto vi traccerà un breve, brevissimo ritratto della scrittrice Jennifer M. Brisset.

Il progetto era partito col nome Pax Fantascientifica e poi si era evoluto trasformandosi in Cosmolinea B- Log, io per non sbagliare inserirò entrambi i loghi uno all'inizio e l'altro alla fine del post.
Buona lettura!

Arrivano i "Nocturnia Files"!

Nocturnia sbarca su Podcast!!!

Sin dalla sua apertura i post di Nocturnia che hanno attirato più l'attenzione dei lettori - e per motivi molto diversi - sono state le Interviste ed i Misteri Notturni.
Amo molto i miei dossier del mistero e non solo perché apprezzo l'inconoscibile e l'imponderabile ma anche perché amo molto la Storia.
Mi piace raccontare, spero si sia capito, ma sono anche una persona estremamente timida.
Ma questo invece credo lo abbiate capito benissimo. 

Un'altra cosa che ha contraddistinto questi ultimi anni di Nocturnia sono state le collaborazioni come quelle della serie Pax Fantascientifica, non ho mai capito troppo quei miei colleghi perennemente in guerra con l'universo mondo, insomma  padronissimi di farlo ma la vita è troppo breve per usarla in questa maniera, così - anche se il sottoscritto non si tira certo indietro quando c'è da combattere una giusta e sacrosanta battaglia -ho sempre preferito creare collaborazioni e coltivare amicizia piuttosto che far nascere inimicizie e conflitti.
Era arrivato quindi il momento per tentare qualcosa di nuovo.




Da mesi, da prima della chiusura, si parlava col mio amico Omar Serafini di FantascientifiCast di fare qualcosa insieme.
Lo stesso si faceva con la brava Elisa Elena Carollo di DramaQueen
Quindi ecco l'idea.

Perché non provare a fare dei file audio dei miei Dossier Notturni?
Un qualcosa in più,  i Classici Misteri Nocturniani però da ascoltare magari con un sottofondo musicale adatto quasi come se fosse una trasmissione radiofonica.
Ma in rete su podcast.
FantascientifiCast - come rivela il nome stesso -si occupa prevalentemente di fantascienza però il buon Omar ha accettato volentieri la mia proposta per questa nuova rubrica sul suo podcast
Rimaneva il problema della mia brutta voce.


Il sottoscritto quindi, oltre a rimanere come autore dei testi si è ritagliato il ruolo di Host,di presentatore (un Lucarelli o un Rod Serling dei poveri, perdonatemi il paragone irriverente: Lucarelli e Serling sono due mostri sacri di bravura ed io non mi ci avvicinerò mai nemmeno di striscio, era solo per dare una idea). )In ogni puntata mi limiterò ad introdurre e a concludere l'argomento, la vera protagonista sarà la voce avvolgente di Elisa Elena Carollo

La nuova rubrica si chiamerà "Nocturnia Files - Voci dalla Notte" ed avrà cadenza mensile, per adesso abbiamo prodotto una puntata pilota con la prima parte (di tre) del Caso della Famiglia Sodder ( ve lo ricordate?)
QUI   trovate il link della prima puntata.



L'obiettivo è di produrre almeno una stagione, di conseguenza se l'esperimento avrà successo daremo
una "voce" anche ad altri miei dossier, sicuramente quello di Passo Dyatlov , L'Uomo di Somerton e forse anche quello del Chicago Torso Murderer, ma sempre per mia scelta NON ci sarà il Caso della Vampira di Barcellona che ha fatto star male me per primo.
Insomma, sono molto soddisfatto di questo primo episodio: Elisa è stata bravissima ed Omar un grande.
E voi cosa ne pensate di questa nuova collaborazione a tre?
Ma sopratutto, dopo aver ascoltato  questa prima puntata, che voto dareste a "Nocturnia Files -  Voci dalla Notte"

FANTASCIENZA ITALIANA: TALKING ABOUT MAICO MORELLINI.

Sono sempre contento quando posso presentare una nuova intervista. Ogni intervista è per me unica e speciale, dal momento che ognuna di loro contiene degli elementi che la impreziosiscono.
Nel caso specifico della prossima conversazione gli elementi di interesse sono almeno tre: il futuro intervistato corrisponde al nome di Maico Morellini, uno dei migliori scrittori italiani di fantascienza attualmente in circolazione. Il secondo motivo è che l'intervista avviene a ridosso di una pubblicazione importante per l'autore.
A maggio infatti uscirà per i tipi di Urania il romanzo inedito La Terza Memoria e quindi questa chiacchierata è un buon modo per festeggiare questa uscita.
Il terzo motivo è rappresentato da una cosa più personale: l'intervista era nata per Nocturnia, ma approfittando del mio progetto PAX Fantascientifica, grazie anche all'entusiastica collaborazione di Alessandro Iascy, il post apposito uscirà in contemporanea anche sulla rivista online Andromeda in maniera tale da poter garantire un palcoscenico doppio al post.
Veniamo ora alla biografia dello scrittore.

DA LORD OF LIGHT AD ARGO - Un Guest Post di Ivano Landi - Prima Parte

Questo post si inserisce all’interno del progetto di collaborazione tra blogger nato con il nome Pax Fantascientifica e poi divenuto Cosmolinea B- Log. Questo significa che il seguente articolo in due parti compare in simultanea anche nel blog di Ivano Landi Io e Ivano ci siamo accordati per inserire entrambi i loghi , uno all'inizio e l'altro alla fine del post.
QUI trovate il post di Ivano Landi.
Ringrazio Ivano che ha scritto questo splendido articolo in due parti e per avermi proposto la pubblicazione anche su Nocturnia.
Buona lettura



Da Lord of Light ad Argo - Quando Jack Kirby e Barry Geller provarono a cambiare il mondo /1 di 2 
di Ivano Landi


Quando mio padre mi fece vendere tutti i fumetti perché "non distruggessi la mia mente", non osai dirgli che la mia mente, grazie a Jack Kirby, se ne era già andata. L'influenza di Jack crebbe in me per i successivi quattordici anni, ispirandomi la scelta di studiare fisica, la visione di altri mondi, altre culture, altre dimensioni, e le possibilità future delle nuove tecnologie. (Barry Geller)




Quelli di voi che sono nati prima, o durante, gli anni '60, ricorderanno probabilmente la crisi degli ostaggi dell’ambasciata americana a Teheran, per averla vissuta in diretta attraverso i telegiornali     e la stampa. Chi è nato dopo potrà invece averne sentito parlare per la prima volta solo grazie a un film del 2012, intitolato Argo, con la regia di Ben Affleck, che ne è anche l'interprete principale. Questo post si occupa, in modo diretto, della vicenda degli ostaggi, e, in modo indiretto, del succitato film, poiché tratta di una serie di circostanze particolari rievocate, sebbene alla lontana, anche dalla pellicola di Affleck.

Tutto, com'è noto, ebbe inizio la mattina del 4 novembre 1979, quando un folto gruppo di studenti universitari iraniani, fedeli alla rivoluzione khomeinista dell'anno precedente, dette l'assalto all'ambasciata statunitense di Teheran. Si trattò del non facilmente prevedibile sbocco di un braccio di ferro che andava avanti da mesi, da quando cioè gli Stati Uniti avevano concesso asilo al deposto
Shah Reza Pahlavi (1919-1980), salito al potere un quarto di secolo prima grazie a un colpo di stato, in gran parte organizzato dagli stessi americani, che aveva rovesciato il governo del presidente eletto Mohammad Mossadeq (18821967). Il risultato dell'assalto fu la cattura di cinquantadue cittadini statunitensi, tenuti poi segregati nei locali occupati della sede diplomatica, come merce di scambio per la riconsegna dello Shah da parte del governo americano. Questo per 444 giorni, la durata di una crisi internazionale che, oltre a portare il mondo sull'orlo di una nuova grande guerra, minò nel profondo la fiducia del popolo americano e azzerò ogni speranza del presidente Jimmy Carter di essere rieletto per un secondo mandato alla guida del suo Paese.

Non tutti i cittadini americani presenti nell'ambasciata al momento dell'assalto furono però presi prigionieri. In cinque - i diplomatici Mark Lijek e Joseph Stafford, le rispettive loro mogli, Cora e Kathleen, e Robert Anders, un alto rappresentante addetto ai visti - si trovavano nell'unico edificio della struttura con accesso diretto alla strada e riuscirono a sfuggire alla cattura, mescolarsi alla folla e rifugiarsi nell'appartamento di Anders. Continuarono poi, per alcune ore, grazie a una radio collegata al network dell'ambasciata, a seguire il succedersi degli eventi, grazie soprattutto al racconto in diretta del cronista Codename Palm Tree - alias di Henry Lee Schatz, un diplomatico addetto in realtà alla raccolta e all'analisi di dati sull'agricoltura iraniana - che vedeva tutto dal suo ufficio al sesto piano di un palazzo antistante la sede diplomatica. Ma già alle tre del pomeriggio ogni comunicazione in lingua inglese era cessata, compreso quella di Codename Palm Tree.

Ma facciamo adesso un salto spazio-temporale e spostiamoci al di là dell'Europa e dell'Atlantico, e alla mattina del giorno successivo, il 5 novembre. Dopo che il Consiglio rivoluzionario iraniano aveva subito respinto ogni possibilità di trattativa, agli americani non restava che percorrere la strada dell'operazione clandestina, ossia passare la patata bollente alla CIA. In particolare, la guida delle operazioni venne affidata al trentottenne Tony Mendez, da quattordici anni agente del dipartimento di scienza e tecnologia della famosa, e famigerata, agenzia di intelligence. Ma è soprattutto la sua
passata esperienza sul campo, come specialista in esfiltrazioni attraverso cambi di identità, a farlo ritenere l'uomo giusto a risolvere il caso.






Mendez, ancora all'oscuro dell'esistenza dei cinque fuggitivi, concentrò dapprima i suoi sforzi sulla ricerca di un modo di liberare i cinquantadue prigionieri in ambasciata. Ma si trattava di un compito tutt'altro che facile, dopo che la rete d'intelligence stabilita dalla CIA in Iran ai tempi dello Shah era andata quasi completamente distrutta e con gli unici tre agenti rimasti sul campo tutti e tre prigionieri nella sede diplomatica. La soluzione che propose, fingere di restituire il corpo dello Shah usando un body double cadavere venne bocciata dai vertici della Casa Bianca e tutto sembrava ormai giunto a un punto morto. Finché un giorno gli fu consegnato un dispaccio segreto del Dipartimento di Stato che lo avvisava di sei cittadini statunitensi scampati alla cattura e nascosti da qualche parte a Teheran. Erano loro a correre i rischi più seri nell'immediato, dal momento che la sede diplomatica aveva pur sempre puntati addosso gli occhi del mondo intero, e fu deciso che il loro caso dovesse avere la precedenza. Mendez, stavolta, non ebbe dubbi sul suo piano d'azione: prima avrebbe procurato ai sei delle false identità, poi si sarebbe recato in Iran, li avrebbe accompagnati all'aeroporto e fatti imbarcare su un volo di linea.

A Teheran, nel frattempo, i cinque si erano divisi in due gruppi e avevano trovato rifugio nelle residenze diplomatiche dell’ambasciatore canadese Ken Taylor, e di John Sheardown, un altro membro della stessa ambasciata amico di Anders. Da Sheardown trovò inoltre rifugio Henry Lee Schatz, vale a dire Codename Palm Tree, tenutosi nascosto fino ad allora nella residenza di un diplomatico svedese. I sei fuggitivi formavano così, per la prima volta, un unico gruppo. Ma la loro situazione era tutt'altro che comoda. Più volte i Guardiani della rivoluzione erano arrivati a un passo dallo scoprire i loro nascondigli, mentre il paziente lavoro di ricostruzione dei documenti fatti a striscioline dagli americani al momento dell'assalto all'ambasciata, portato avanti da dei tessitori di tappeti iraniani, avrebbe potuto condurre da un momento all'altro alla scoperta che mancavano sei persone all'appello*. Inoltre, a peggiorare le cose, ci si mettevano anche gli organi di stampa americani, che cominciavano a far filtrare voci sul loro conto. Il 10 gennaio 1980, un cablogramma dettato da Mark Lijek e
Robert Anders, con una richiesta di soccorso immediato, fu recapitato a Washington attraverso l'ambasciata canadese.






Tony Mendez aveva nel frattempo deciso di fornire a sei proprio delle identità canadesi. Gli mancava solo una storia plausibile da fornire alle autorità iraniane riguardo alla loro presenza a Teheran. Giornalisti, membri di associazioni umanitarie e prospettori petroliferi nordamericani erano una presenza costante da quelle parti, ma erano anche tutti strettamente monitorati. Il Dipartimento di Stato gli propose allora di trasformare i sei in insegnanti in cerca di impiego, ma c'era il dettaglio, non da poco, che tutte le scuole in lingua inglese della capitale iraniana erano state chiuse. Mendez respinse inoltre l'idea del governo canadese, di trasformarli in agronomi: da quelle parti, fece notare, il suolo si ricopre di neve a gennaio. Un'altra settimana si era così conclusa con un nulla di fatto.

Ma Mendez ebbe infine un'intuizione, che capì subito essere quella giusta. I film di fantascienza, rifletté, erano spesso girati in località esotiche che dovevano evocare il paesaggio di un altro pianeta, cosa di meglio quindi che trasformare i sei uomini in una squadra di pre-produzione approdata in Iran alla ricerca di una location adatta a girarvi un film hollywoodiano ad alto budget. Un investimento più che allettante per il nuovo governo iraniano, affamato di dollari. Mendez si dedicò così a particolareggiare il suo piano, che poi propose ai suoi superiori, ottenendo, sebbene a denti stretti, il loro sì e quello della Casa Bianca. Tutto è pronto, a quel punto, per l'entrata in scena di Kevin Costa Harkins, produttore cinematografico irlandese di belle speranze.







Il 19 gennaio 1980, Tony Mendez AKA Kevin Costa Harkins vola a Los Angeles con 10.000 $ in tasca per incontrarvi il truccatore cinematografico John Chambers (1922-2001), da tempo suo collaboratore alla CIA e vincitore dell’oscar per il miglior make-up con Il pianeta delle scimmie. Chambers accetta di collaborare con Mendez e coinvolge a sua volta nel progetto un amico e collega, come lui specialista in make-up, di nome Robert Sidell. In quattro giorni i tre mettono in piedi una finta casa di produzione, la STUDIO SIX PRODUCTIONS, più sei finte identità e sei finti curriculum per le sei persone che avrebbero formato la finta troupe cinematografica. E il film? A quello provvederà lo stesso Chambers.

Dobbiamo fare adesso un salto di alcuni mesi, indietro fino al giorno in cui John Chambers ricevette una telefonata da Barry Ira Geller. Geller, uomo di scienza oltre che scrittore e produttore per il cinema e la televisione, aveva acquistato i diritti cinematografici del romanzo di fantascienza di Roger Zelazny (19371995), Lord of Light, aveva scritto la sceneggiatura del film che ne avrebbe tratto e raccolto i fondi necessari alla sua produzione. Si era poi messo alla ricerca di qualcuno che disegnasse come Jack Kirby (1917-1994), il celebre autore di fumetti idolo della sua infanzia e adolescenza, per realizzare i disegni di scena. Ma nessuno dei disegnatori che gli si proponevano appariva abbastanza bravo ai suoi occhi da reggere il confronto. Allora, si disse alla fine, perché non provare a interpellare direttamente Jack Kirby?



* * *


* I documenti in questo modo recuperati furono in seguito pubblicati dal governo iraniano in una serie di libri raccolta sotto il titolo Documents From the US Espionage Den.

L'immagine in alto sotto il titolo è: Jack Kirby, Brahma's Pavillons of Joy (1978, colori di Mark Englert, 2015).

Le altre immagini sono frames del film Argo (Ben Affleck, 2012).

AV vs AV: Quando gli Scrittori si Incontrano.

Segnalo con molto piacere una nuova iniziativa nata dalla mente di Alessandro Iascy , il patron della webzine Andromeda. La prima intervista tra due autori in cui ognuno dei due intervista l'altro.
Signori e signore ecco a voi: Av vs Av, cioè Andrea Viscusi vs Alessandro Vietti.


L'iniziativa, nata nell'ambito del Progetto Pax Fantascientifica, rappresenta un modo alternativo, piacevole e fresco di interazione tra scrittori e tra blogger.
Per questo - a corollario-  vi segnalo i miei precedenti interventi sui due autori protagonisti della doppia intervista:

-La Mia Intervista con Andrea Viscusi

-La mia Recensione a "Dimenticami Trovami Sognami"


- La Mia Intervista con Alessandro Vietti.




E adesso vi consiglio davvero di andare a leggere l'intervista AV vs AV che trovate QUI.

INTERVISTA CON ANDREA "JAROK" VACCARO

Questa intervista nell'ambito del Progetto di collaborazione tra bloggers denominato "Pax Fantascientifica" uscirà in contemporanea sia su Nocturnia che sulla blogzine TrueFantasy ( qui )
L'intervistato di oggi è l'esperto ed editore Andrea "Jarok" Vaccaro, grazie a lui poniamo i riflettori su uno degli aspetti del fantastico più indefiniti e meno catalogabili: il weird!
Ringrazio Andrea per la sua gentilezza e per la sua disponibilità (ed anche per alcune chicche ricevute in anteprima riguardo alle future attività della Hypnos)
A tutti voi auguro, una buona lettura e vi ricordo che QUI trovate la mia scheda su Andrea Jarok Vaccaro

Nick:   Benvenuto Andrea, sono molto felice di  averti ospite di Nocturnia (e di TrueFantasy)  Anche se quest'intervista verterà molto sul tuo lavoro come fondatore e direttore della Casa Editrice Hypnos vorrei dedicare anche ampio spazio all' Andrea Vaccaro appassionato e al tuo lavoro come saggista e articolista. Cominciamo dunque con l'Andrea Vaccaro  appassionato. Mi piacerebbe sapere quando è nata in te l' amore per la narrativa fantastica e perché? 

Andrea Jarok Vaccaro:  Ciao Nick! Innanzitutto grazie per avermi voluto come ospite di Nocturnia. La mia passione risale a ormai molti anni fa. Come per molti tutto è nato dall’incontro con la biblioteca di casa. Mio padre era, ed è tuttora, appassionato di fantascienza, e il mio primo incontro con il genere è stato un numero di Urania, Mitologie di un Futuro Prossimo di Ballard. Un buon inizio, non c’è che dire! Da lì mi sono immerso nei vari volumi della collana della Nord, Cosmo Argento, dove ho scoperto uno degli autori che più mi hanno coinvolto quand’ero ragazzino, ovvero Robert Silverberg. Brivido Crudele, Mutazione, Torre di Cristallo, sono tra i romanzi che più mi hanno segnato. Da lì la passione si è estesa a tutto il fantastico, e poi è arrivato Lovecraft…

TALKING ABOUT ANDREA "JAROK" VACCARO

La settimana prossima vi proporrò una nuova intervista.
Stavolta a sottoporsi alle domande di Nocturnia sarà Andrea Vaccaro, il fondatore e direttore della casa editrice Hypnos, un editore che si sta dando molto da fare principalmente nel settore weird

Andrea Achille Vaccaro, ma spesso il nome viene anche accompagnato anche dal nick name Jarok ( e nell'intervista verrà spiegato anche l'origine di questo soprannome) è uno di quegli operatori del settore nati e formatisi nel campo delle fanzine , un mondo ormai scomparso, un ambiente fertile quello delle riviste cartacee amatoriali realizzate spesso in fotocopia -e prima ancora in ciclostile - e distribuite in piccolissime tirature.
Un fenomeno spesso sottovalutato, troppe volte dimenticato ma dal qual si sono fatti le ossa molti appassionati ed esperti, comprese molte persone che oggi pubblicano in maniera professionale.
Ma andiamo per ordine.


Andrea Vaccaro nasce a Milano il 21/10/1970 e grazie al padre appassionato di SF il giovane comincia ad appassionarsi di letteratura di genere fantastico. Certo ci sono alcuni autori che formeranno maggiormente il futuro esperto: Lovecraft; Borges; Ballard.... in seguito arriverà anche il britannico Aickman ma in pratica Jarok comincia a conoscere tutti gli aspetti del fantastico.
Nel corso degli anni il giovane alternerà gli studi universitari in Lettere (indirizzo classico) al'attività nel fandom
Il vero debutto avviene nel 2000, grazie all'incontro con un altro appassionato: Luka Kermo Baroncinj
L'occasione è una proposta di collaborazione su una fanzine
Il nome della pubblicazione è Avatar, una delle migliori del settore.
E dopo alcuni articoli il passo all'organizzazione editoriale della stessa è breve.

INTERVISTA CON MAICO MORELLINI.


Come promesso oggi vi propongo l'intervista con lo scrittore Maico Morellini, l'autore di opere come il romanzo Il Re Nero e il lungo ciclo de I Necronauti. Ringrazio Maico per la sua gentilezza e disponibilità ed anche per essersi sobbarcato questa lunga intervista ( Mi sa che, almeno finora, questa sia stata l'intervista più complessa a cui tu ti sia dedicato, vero Maico?). Questa chiacchierata in origine era nata per essere pubblicata solo su Nocturnia, ma in occasione del progetto Pax Fantascientifica apparirà in contemporanea  (grazie anche all'entusiastica collaborazione di Alessandro Iascy) anche sulla rivista digitale Andromeda. Un' ottima occasione per i lettori di entrambi i siti di conoscere meglio ambedue le pubblicazioni. Il link dell'intervista su Andromeda è questo.
Mentre per approfondire meglio la conoscenza di Morellini: qui trovate il blog dell'autore, mentre questa è la scheda da me dedicata allo scrittore di Reggio Emilia.
Buona lettura!!!
Attendo i vostri commenti! 

Nick:  Ciao Maico ! Benvenuto. Come prima domanda ti chiedo di presentarti ai nostri lettori e di parlarci del primo momento in cui hai deciso di diventare uno scrittore.

Maico Morellini:  Ciao, e grazie dell’invito!
Cercherò di presentarmi in due parole, senza ammazzare di noia i lettori. Sono nato nel 1977, mi sono fatto le ossa leggendo fumetti e ho militato a lungo tra le fila del vasto esercito dei giocatori di ruolo. Ho iniziato a battere i primi tasti di una bella Olivetti intorno alle seconda media, fine anni ottanta per intenderci, ma ho deciso di dedicarmi con determinazione alla scrittura qualche anno più tardi. Alcuni esperimenti, complici insegnanti che accettavano temi fuori dagli schemi, e poi ho iniziato a scrivere con regolarità. Del mio primo racconto ricordo che moriva un sacco di gente e che ho dovuto scrivere l’incipit quattro volte perché, visto che lo lasciavo ovunque, i miei genitori buttavano via il foglio di continuo.

 Nick:  In particolare cosa ti ha avvicinato alla fantascienza e al fantastico e quali sono stati gli scrittori ed i romanzi che ti hanno formato maggiormente come lettore prima ancora che come scrittore? Naturalmente puoi citare anche film, serie televisive, musica e tutto quello che ti viene in mente.

Maico: Il mio amore per il fantastico si è svolto in tre tempi. Sono stato letteralmente folgorato da ‘Il Ritorno dello Jedi’, visto al cinema nel 1983 quando avevo sei anni e di sicuro questo ha inchiodato il timone della mia creatività nella direzione della fantascienza. Poi mi sono avvicinato al mondo dei fumetti intorno ai dodici leggendo Dylan Dog, e questo ha dato sfogo alla mia vena horror. Poi, più o meno sempre in quel periodo, ho scoperto i romanzi. Asimov per primo, grazie ad amici e a un fratello più grande di me. Poi Bradbury, Heinlein, E alla fine è arrivato anche anche il fantasy che ha monopolizzato le mie letture per un bel pezzo. Poi cinema horror, di fantascienza e ‘Star Trek’ visto che di nuovi Guerre Stellari, all’epoca, non c’era nemmeno l’ombra.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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