L'Incal,di Jodorowsky e Moebius. -Un Guest Post di Stefano Spataro.




Comincia una nuova collaborazione nell'ambito del progetto Pax Fantascientifica. Stavolta i miei "complici "sono Stefano Spataro e gli altri collaboratori della bella webzine Altrimondi.
Qualche tempo fa loro hanno ristampato il mio vecchio post su Luna Nuova di Ian McDonald (QUI ) ed io oggi contraccambio presentando ai miei lettori questo interessante articolo.
Sempre nell'ottica di due realtà che si stimano e si rispettano.
Il post è già uscito QUI.





Faccio outing, sperando che non troppi di voi mi odieranno dopo tale dichiarazione: non apprezzo Jodorowsky, né come regista, ancor meno come saggista psicomagico e menate del genere. Se fosse qui vicino a me gli direi che a me Dune di Lynch mi è piaciuto un casino, checché ne abbia detto lui, all’epoca, con aria di sufficienza. Tuttavia, oggi parlerò bene del personaggio cileno in questione. Sì, perché è innegabile il suo spessore nella nona arte, il fumetto.
Una delle espressioni più alte dello Jodorowsky autore di fumetti è senza dubbio la serie de L’Incal, nella quale viene coadiuvato da uno dei nomi più grossi del fumetto internazionale, Jean Giraud, in arte Moebius.
Le storie de L’Incal furono originariamente pubblicate sulla grandiosa rivista francese Métal Hurlant, con il titolo Une aventure de John Difool, tra il 1981 e il 1988. Furono poi ristampate una decina d’anni dopo in sei volumi.
Il protagonista, John Difool, è un detective di classe R che si muove in un mondo forse del futuro (sicuramente futuristico), in cui vivono diverse razze oltre quella umana e in cui esistono oggetti, riti magici e luoghi capaci di sovvertire le normali regole della fisica. Durante una delle sue fughe di routine, John si ritrova a possedere uno di questi oggetti dai poteri incredibili. Questo sarà l’inizio dei suoi guai e di un’avventura meravigliosa che John condividerà con una sottospecie di uccello intelligente, chiamato Deepo, e con altri personaggi.
La lunga sequenza del primo dei sei volumi è un inno al fumetto. La storia inizia in medias res, con Difool che viene lanciato da Suicide Avenue, giù lungo i livelli della metropoli che termineranno nell’oceano d’acido. Nel giro di qualche tavola, il lettore è catapultato nel mondo depravato creato da Jodorowsky, governato da un Impero un po’ troppo invadente e allo stesso tempo pedantemente telecomunicativo. E questa è solo la dichiarazione d’intenti. Le possibilità e i mondi che si dipaneranno subito dopo, colpo su colpo, con un ritmo serrato, hanno il merito di lasciare senza fiato fino al climax finale.
Inutile parlare dello spessore del tratto di Moebius, totalmente a suo agio nelle ambientazioni surreali. D’altronde è pur vero che solo l’anno prima dell’uscita del primo capitolo de L’incal, il disegnatore francese aveva portato a termine una delle più strabilianti opere fumettistiche mai inchiostrate. Sto parlando del Garage Ermetico di Jerry Cornelius, in cui epica, surreale e fantascienza si mescolano in un unico, monolitico quanto sfaccettato, trip disegnato.
Un sacco di personaggi, abbiamo detto, molti dei quali piuttosto sfaccettati e con storie intrecciate tra loro. Sembra quasi che ci sia un ordine teleologico all’interno del narrato. Tuttavia questa idea viene somministrata senza alcuna forzatura nella sceneggiatura, di per sé elastica e possibilista nell’idea stessa di un oggetto dai mille poteri. Uno dei personaggi più interessanti del gruppo è senza dubbio il meta barone, un formidabile quanto invincibile guerriero. Al suo gruppo Jodorowsky dedicherà una serie chiamata La casta dei Meta-Baroni per i disegni di Juan Gimenez.
Risultati immagini per metabarone
In Italia la serie è stata ristampata da Totem Comics nella Collana Umanoidi (credo negli anni ’90). Di recente (2008), le Edizioni BD l’hanno raccolta in un unico volume e hanno avuto la cattiva idea di ritoccarne digitalmente i colori, appiattendo, a mio parere, il tratto di Moebius. In ogni caso, qualsiasi edizione vi doveste trovare difronte, acquistatela senza indugio. Potrebbe contenere poteri inimmaginabili.
Stefano Spataro.


8 commenti:

Emanuele Di Giuseppe ha detto...

Moebius è tanta roba, solo per lui l'acquisto è d'obbligo.
La storia ammetto che non mi attiri tantissimo, per l'ambientazione più che per l'investigazione. Eppure in Jonathan Steel (me lo ha ricordato in qualche modo) non mi dispiaceva.
Comunque se la consigli così fermamente, se mi dovesse capitare gli darò una possibilità.

p.s. dovrei essere tornato in maniera fissa e cercherò di recuperare i post più interessanti che mi sono perso.

Riccardo Giannini ha detto...

Complimenti a Stefano per il guest post,
a differenza di Ema la storia mi stuzzica assai! E non mi sembrava un fumetto degli anni '80. Bei tempi: non hanno fatto neanche la serie televisiva!

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
Moebius da solo vale quasi qualsiasi acquisto, ed il quasi è rivolto alla miniserie "Silver Surfer" che l'artista francese illustrò a fine anni'80 su testi di Stan Lee, i disegni di Moebius erano -come sempre- splendidi, mentre i testi di Lee erano a dir poco patetici.
Ecco quella non la ricomprerei mai!
P.s
Io invece per qualche giorno dovrò fermarmi per tradurre l'intervista a Kij Johnson.

Nick Parisi. ha detto...

@ Riccardo Giannini
Mai dire mai!;)
Voglio dire che se negli Usa stanno facendo fumetti in cui i Superereroi D.C incontrano i personaggi di Hanna & Barbera e se già si parla di un Flash che incontra Zagor, una serie televisiva su l' Incal prima o poi me l'aspetto.
Anzi la temo.

Ariano Geta ha detto...

L'arte di Moebius è immensa. Sulle idee narrative di Jodorowsky invece sono sempre stato un po' perplesso...

Moreno Pavanello ha detto...

Non ce la faccio, il surreale non mi va giù. Di Jodorowsky qualcosa ho apprezzato (le cose meno surreali, appunto) ma Moebius è oltre le mie forze. Tutti e due insieme... No. :-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Moebius era sempre immenso come disegnatore, come autore completo molto meno. Le sue cose migliori -secondo me- le ha fatte o sotto il suo vero cognome oppure quando ha avuto bravi sceneggiatori a supporto della sua arte.

Nick Parisi. ha detto...

@ Moreno Pavanello
Comprendo il tuo punto di vista ! :)

Ricordando il passato

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