COLIANDRO, IL BRACCIO SBAGLIATO DELLA LEGGE

Non c'è niente da fare,all'inizio la Rai proprio non la voleva trasmettere per niente la serie su Coliandro. Alcuni dirigenti temevano che una fiction così atipica non sarebbe piaciuta al teleutente medio, di più si temeva che una figura di protagonista così maldestra; sboccata; violenta,apparentemente piena di pregiudizi; sfigata e sopratutto perdente avrebbe provocato reazioni indispettite e veementi da parte delle Forze dell'ordine veri Poliziotti in testa.
Di più ancora, diversi esponenti politici -tutti appartenenti ad una ben individuata forza politica - non facevano altro che pronunciare invettive contro certe "produzioni pagate con il canone degli italiani che ridicolizzavano l'operato della Polizia italiana".
Il risultato fu che, pavidamente, la Rai bloccò a lungo tempo una produzione già avviata.
Non era certo la prima volta, né sarebbe stata l'ultima, ma dal caso specifico si sarebbero potute imparare diverse lezioncine utili per il futuro.
Nata nel 2003 come film unico fortemente voluto dal produttore Tommaso Dazzi che aveva scoperto i romanzi di Lucarelli innamorandosene, la cosa si era rapidamente trasformata in una vera e propria serie stagionale di 4 episodi, coi soggetti scritti da Lucarelli stesso e da Giampiero Rigosi per la regia dei bravi Manetti bros.
Tutto era pronto, la serie era anche già stata venduta ad alcune televisioni estere, ma gli scrupoli (diciamocelo pure chiaramente di parte) di tanti cosidetti esperti fecero si che la messa in onda fosse rimandata per ben tre anni.


Sennonché, quando nel 2006 approfittando di un buco della programmazione Rai Due trasmise effettivamente la prima stagione de L'Ispettore Coliandro, non solo non ci fu nessuna delle temute polemiche, non solo molti poliziotti diventarono fans della prima ora del personaggio ma la produzione si guadagnò sin da subito un sempre crescente bacino di appassionati.
Questo non bastò a garantire un cammino sicuro alla serie, intendiamoci. Nel corso degli anni, la serie più volte ha rischiato di non essere rinnovata, ufficialmente, per motivi di budget e tra la quarta e la quinta stagione ha subito un lungo iato durato dal 2010 al 2016
Ancora una volta furono le proteste dei vari appassionati, unite alla tardiva consapevolezza dell' emittente di Stato di aver rinunciato troppo prematuramente ad una delle sue fiction di maggior successo, portarono ad un ripensamento.
Ripensamento che portò alla produzione della quinta stagione, conosciuta tra i fans anche con l'appellativo di Coliandro- Il Ritorno, il cui primo episodio Black Mamba ha portato a Rai Due ascolti che l'emittente non realizzava più da anni.


Volendo trarre una lezione da tutta questa vicenda, l'unica possibile che potrebbe venirne fuori è che certe volte sarebbe meglio non stare ad ascoltare certi presunti "esperti" (dirigenti e politici) e lasciar parlare la qualità dei prodotti cinetelevisivi.
Ma -come dico sempre- andiamo con ordine.

- COLIANDRO : LA GENESI.


Coliandro, inteso come personaggio, compare per la prima volta nel 1991 grazie alla penna del romanziere Giancarlo Lucarelli che traccia le prime vicende del nostro all'interno del racconto Nikita. In seguito Lucarelli recupera il character in un paio di romanzi, tra cui Falange Armata del 1993 ed Il Giorno del Lupo del 1994.
Il Coliandro letterario (qui semplice sovrintendente) è un personaggio molto diverso e decisamente più estremo rispetto alla sua futura controparte televisiva, tanto per cominciare è molto più razzista e sessista di quanto apparirà successivamente. Poi agisce quasi sempre in coppia con la giovane punk Nikita, della quale finisce ogni volta per reinnamorarsi. Non viene quasi mai pronunciato il suo nome di battesimo, di lui si sa solo che, pur essendo nato nella città emiliana è di origine pugliese, proviene da una famiglia di poliziotti di cui almeno uno (il padre) morto in servizio, ha anche una insana passione per le cravatte gialle, cosa che gli procura la derisione dei colleghi. Però già da subito Coliandro appare come il poliziotto più scassato, incapace e maledestro della questura di Bologna, allontanato dalla squadra Mobile e relegato a servizi minori come lo Spaccio Alimentare a causa di diversi gravi errori durante indagini precedenti (tra cui l'aver arrestato un carabiniere sotto copertura mandando letterarmente a puttane una importante operazione antidroga).
Così come da subito viene descritto, nonostante tutto, come una persona profondamente onesta e sempre disposto a rischiare in prima persona compiendo indagini non autorizzate.

Il Coliandro a fumetti del 1994
disegnato da Onofrio Catacchio.

Sempre nel 1994 esce anche una versione a fumetti sulla rivista Nova Express per i disegni del veterano Onofrio Catacchio, recentemente ristampate in volume.
I tempi sembravano pronti: a fine anni '90s  lo stesso Lucarelli si era trasformato anche in un affidabile volto televisivo, il suo ciclo di trasmissioni di Blu Notte- Misteri Italiani si era dimostrato un valido successo per le emittenti Rai Due\ Rai Tre, un suo romanzo Almost Blue aveva trovato la strada del rifacimento cinematografico, anche stavolta con risultati soddisfacenti.
Logico quindi supporre che le emittenti italiane da sempre alla famelica caccia di commissari, investigatori, poliziotti e carabinieri letterari da adattare per il piccolo schermo,prima o poi non mettessero i loro bramosi occhi sopra la produzione cartacea dello scrittore emiliano.
Ancora più logico quindi che fosse la Rai che già in quel periodo stava adattando, con successo il Montalbano di Camilleri ed il Soneri delle Nebbie e Delitti di Valerio Varesi a compiere il passo.
Ed è qui che sorsero tutti i problemi di cui ho parlato all'inizio.

- "L'ISPETTORE COLIANDRO", OVVERO: COME HO IMPARATO A NON PREOCCUPARMI E AD AMARE LA RAI.

A quel punto servivano le persone giuste.
A cominciare dai registi.
Visto che L'Ispettore Coliandro sarebbe dovuta essere una serie con un target ben preciso vennero scelti dei realizzatori con uno stile ben preciso: i fratelli romani Marco e Antonio Manetti.
E mai scelta fu più felice.
I due registi impiegano toni decisamente exploitation, che spesso omaggiano il vecchio Cinema di genere poliziottesco italiano,specialmente nelle prime stagioni utilizzano stili ed inquadrature che richiamano gli anni '70s.
Ed è una serie molto citazionista Coliandro.
Citazionista è lo stesso protagonista, un vero patchwork vivente che aspirebbe ad essere un epigono dell'Ispettore Callaghan, o magari di Nico Girardi ma che finisce per assomigliare sempre più ad un unico disastroso ed immenso Wile Coyote

Va da sé che con la messa sul video e con la scelta dell'attore protagonista le caratteristiche del protagonista cambiano parecchio nel passaggio dalla carta stampata. Nel 2003 era stato assunto Gianpaolo Morelli, un giovane attore di belle speranze, con alcune esperienze già al suo attivo ma con una carriera ancora tutta da costruire.
Quello che si può dire è che da quel momento Morelli costruisce sopra di sé il personaggio al punto che oggi come oggi non si potrebbe immaginare lo stesso character impersonato da un altro interprete.
Ma torniamo per un attimo alle differenze tra carta e video.
Il Coliandro di Gianpaolo Morelli addolcisce alcuni aspetti, ne trasforma altri e finisce per esasperarne molti altri.
Televisivamente parlando Morelli ci mette tutta la sua fisicità, una parlata che tradisce qualche leggera inflessione napoletana e tempi comici non indifferenti. Il razzismo delle origini viene molto alleggerito trasfomandosi in un semplice vezzo, un atteggiamento di difesa verso il mondo esterno.Il Coliandro di Morelli diventa sostanzialmente un bambinone non troppo cresciuto, un cucciolone non sempre capace di rapportarsi col mondo esterno e che è convinto che fingersi duro come i suoi idoli cinematografici sia un'ottima maniera di rapportarsi con gli altri.
Rimane una grande onestà di fondo, una malcelata generosità che spinge l'uomo Coliandro a gettarsi a capofitto in situazioni che potenzialmente comprende come dannose.
Peccato che nel frattempo il Mondo sia cambiato, che nella vita vera l' ispettore Callaghan verrebbe denunciato più e più volte.


Una delle cose che si perde nel passaggio televisivo è il
personaggio di Nikita apparso solo ne Il Giorno del Lupo
il primo episodio della prima serie per l'interpretazione di
Nicole Grimaudo.

Infatti le indagini non autorizzate dell'Ispettore da sempre desideroso di tornare in serie A, alla sua tanto amata Squadra Mobile si trasformano spesso in un boomerang per il malcapitato protagonista.
Certo le indagini vengono risolte tutte positivamente, più per caso o fortuna che per reale bravura, in un  paio di volte il nostro riesce anche a ricevere degli encomi, ma nella stragrande maggioranza dei casi l'ispettore non solo non riesce a rendersi nemmeno conto di quanto gli stia avvenendo intorno ma finisce regolarmente nel mettersi nei casini e nel non vedersi riconosciuti i suoi risultati.
Ecco, in questo senso il Coliandro televisivo somiglia al Paperino degli esordi (ricordate il Paperino della storie fino agli anni '60s ? Quello che nonostante i suoi buoni propositi finiva sempre rigorosamente inseguito dai suoi avversari o creditori o da Zio Paperone? Si proprio quello che  vedeva sempre l'odiato ma fortunato cugino Gastone ottenere quelle cose che lui non raggiungeva mai.
Ecco, il Coliandro di Moretti è un poco una sorta di moderno Paperino.
Semplicemente molto più cazzone.

- SQUADRA CHE VINCE...

Volendo continuare questi paragoni...
Gli "avversari", volendo definirli così, sono il sostituto procuratore De Longhi (interpretato da Veronika Logan) ed il commissario De Zan (Alessandro Rossi, più conosciuto come doppiatore che come attore
Con la prima si assiste ad un complicato gioco delle parti, tra i due c'è una evidente attrazione sessuale, ma essendo la De Longhi una donna di potere, sopporta ben poco gli atteggiamenti finto-machisti del nostro, gli affibbia responsabilità anche in quei rarissimi casi in cui l'ispettore non ha responsabilità e pare divertirsi ( nemmeno troppo segretamente ) ogni volta che lo punisce. Dal canto suo Coliandro, pur subendo (e temendo ) il fascino del magistrato, più volte dimostra chiaramente di non apprezzarne i modi da stronza.
Discorso lievemente differente per De Zan, tranquillo burocrate di buon cuore, costui vive la presenza di Coliandro più come un fastidio continuo, non per la persona quanto piuttosto per i danni che l'imbranato polziotto causa ogni volta. De Zan vorrebbe solo vivere più tranquillamente e per questo ogni volta tenta di dislocare il poliziotto verso casi più semplici e meno impegnativi.

Anche i rapporti coi colleghi si sono progressivamente ridefiniti nel corso degli anni, se almeno all'inizio Coliandro poteva contare su alcune amicizie solide, quali il vice ispettore Trombetti (l'attore Enrico Silvestrin non ha rinnovato il contratto a causa delle lungaggini intercorse tra la messa in onda tra la prima stagione e quelle successive) ed risultava comunque abbastanza integrato nella questura, col tempo le cose si sono sempre più logorate (anche se in maniera bonaria) col resto dei colleghi che, nella migliore delle ipotesi, considerano il Commissario come un utile idiota, un benevolo pasticcione o come un residuato bellico di una tipologia di agente troppo vecchio stile per agire nella odierna società cosmopolita.
In particolare coi colleghi Gamberini detto Gambero ( l'ottimo Paolo Sassanelli, un bravissimo attore condannato quasi sempre però a meri ruoli di supporto o, al massimo, da comprimario) e Bertaccini detta Berta (Caterina Silva) i rapporti sono ben definiti in questo senso.
Pur esistendo una certa sottaciuta amicizia con entrambi Coliandro si trova spesso ad essere vittima delle prese in giro di entrambi, della ridicolizzazione che specialmente il primo Gamberini effettua nei suoi confronti suoi e dei suoi fallimenti professionali.
Amicizia si, solidarietà forse...ma fino ad un certo punto.
Il rispetto beh, quello è un altro discorso e dopotutto non è che lo stesso Coliandro con i suoi atteggiamenti maldestri faccia molto per far loro cambiare idea.
E quindi prese per i fondelli a gogo
Non che il nostro non sia esente da colpe.
Anzi.
La sensazione che si prova è che l'uomo provi spesso e volentieri una sorta di sadomasochistico piacere nel mandiare al diavolo le cose e a complicarsi la vita.


Alla fine forse,a parte la nuova arrivata Buffarini (una grandiosa Benedetta Cimatti) giunta nella 5° stagione, l'unico che riesce a vedere in lui un buon esempio di poliziotto o addirittura un mito rimane il buon agente -anche se poi nel corso del tempo diventerà perfino Ispettore Capo e quindi superiore di Coliandro- Gargiulo (interpretato da Giuseppe Soleri, uno degli attori feticcio dei Manetti bros.) Gargiulo, che vive ancora con la Mamma Elicottero, che rappresenta un poco il classico esempio del Jeek Si Ma Integrato nel Sistema a suo Modo è un altro genere di sognatore, un puro diciamo, che -nonostante tutte le apparenze-continua a vedere nel nostro il suo eroe personale.

Dopotutto le storie di Coliandro presentano tutte delle caratteristiche ben rodate: in ogni puntata l'inetto poliziotto viene coinvolto in una indagine non autorizzata, spesso trascinatoci da una bella ragazza, ragazza della quale il protagonista finirà sempre immancabilmente per innamorarsi.
A volte il rapporto andrà a lieto fine, più spesso l'uomo rimarrà col cuore spezzato, a volte finirà perfino per rendersi conto che la propria amata in realtà è una criminale o una psicopatica.

In ogni stagione c'è una puntata più drammatica delle altre, così come in tutte le stagioni i due Manetti Bros.confezionano una di quelle che io chiamo le puntate quasi horror ( alcuni esempi: Sangue in Facoltà nella terza stagione; 666 nella quarta, oppure La Fine del Mondo nella sesta) con tematiche che spesso fanno desiderare che prima o poi i registi o Lucarelli prima o poi si decidano a spingere sul pedale fino in fondo confezionando una vera puntata horror.
Non so voi ma a me non dispiacerebbe vedere prima o poi Coliandro alle prese contro veri vampiri et similia.
Nel frattempo non sembra mancare di assistere già ad una sorta di Derby calcistico del tipo:
Resto del Mondo Vs Cogliandro Coliandro.

- PERO' CHE GNOCCA... BOLOGNA.

Certo le trame, la struttura, però tante volte il successo di una serie è determinato anche dal luogo dove sono ambientate le vicende ed in questo caso Bologna (e la sua provincia) svolgono in questo caso il ruolo della mattatrice, della protagonista occulta ed assoluta.
Si tratta di una Bologna sanguigna, carnale e multi etnica, una città dove la comunità cinese si esprime in perfetto dialetto emiliano e mangia piade, una città i cui sottoportici ospitano una umanità sempre più dolente e cosmopolita.
Un luogo dove il meglio ed il peggio dell'umanità si mescolano e si rimescolano in continuazione.
Una continua dicotomia tra luci ed ombre che i Manetti e Lucarelli dimostrano di amare e di conoscere per bene.
E proprio per questo spingono questa dicotomia all'ennesima potenza.
Nelle loro mani Bologna diventa il crocevia di tutti i possibili intrighi internazionali, il punto d'incontro di tutte le associazioni criminali possibili, italiane come straniere. Che si tratti di Mafia, Camorra, Triadi Cinesi;Yakuza giapponesi o Narcotrafficanti colombiani, ndranghetisti calabresi o malavita locale tutti sembrano essere confluiti nel capoluogo emiliano.
Questo senza dimenticare servizi segreti deviati e golpisti africani.
Un incontro-scontro tra l'internazionale ed il locale, tra il nuovo millennio e gli anni cinquanta, una fusion tra il tortellino e la lasagna con il kebab ed il sushi di cui siamo ben lontani dal vederne la fine.

Alcuni personaggi sono destinati a tornare più volte come il boss casalese Scognamiglio ( l'attore partenopeo Antonino Iuorio ) o l'infantile ma geniale Giacomino appassionato di armi e di tutto quello che riguarda la città di Tbilisi (interpretato da Vito) e questo lentamente contribuisce sempre più ad un universo di cultura pop sempre più corposo e proteiforme.
E sempre più animato di vita propria.
Un poco come la lasagna a sette strati della madre di Gargiulo o le citazioni cinematografiche del protagonista.


- BESTIALE! QUANTE COMPARSE!

Va da se che come tutti gli Universi narrativi in espansione anche quello del televisivo Ispettore Coliandro è costellato di apparizioni e di presenze di volti noti del piccolo e grande schermo.

In questo caso perticolare, in questa serie Rai gli attori sembrano essere stati scelti seguendo tre linee ben precise. Da un lato (giustamente) si è voluto porre l'accento sulle eccellenze locali e sugli artisti famosi a livello nazionale ma nati e cresciuti sul territorio: attori come lo stesso Vito, il grande comico Pippo Santonastaso (Don Bob nell'episodio Testimone da Proteggere ) o Giorgio Comaschi ma anche scrittori : lo stesso Lucarelli nel primo episodio o Valerio Evangelisti nella puntata Sangue in Facoltà ambientata durante la terza stagione) e perfino cantanti o presentatori televisivi.

Iva Zanicchi, una delle tante guest star della serie.
La seconda tendenza è rappresentata dall'impiego di tanti artisti particolarmente apprezzati dai Manetti e per questo spesso presenti all'interno delle loro produzioni.
Anche in questo caso gli esempi si sprecherebbero, citando così a caso, si potrebbero ricordare il disegnatore pisano  di fumetti Tuono Pettinato nell'episodio Doppia Identità e i validi attori partenopei Marco Mario de Notaris e Ciro Petrone apparsi in Tassista Notturno (entrambi gli episodi sono trasmessi durante la quarta stagione)
E per finire, un terzo gruppo di attori è costituito da volti storici delle produzioni televisive o del cinema di genere nostrano, a cominciare dalla grandissima Daria Nicolodi (anche lei nel cast di Sangue in Facoltà), il bravo Philippe Leroy ( Doppia Rapina, seconda stagione);Gigio Alberti; Euridice Axen o il redivivo Donato Placido .
Certo si tratta di un elenco parziale, anzi parzialissimo.
Così come il mio rimane un post incompleto che non può tenere conto di tutti gli elementi. Però una produzione come l'Ispettore Coliandro testimonia una speranza, la possibilità che -come dicevano in Boris, "un'altra televisione è possibile"- con tutti i suoi difetti (una certa ripetitività negli schemi, la dizione un poco imbarazzante di alcune comparse minori, alcuni luoghi comuni mai però troppo abusati ) Coliandro è l'incontro di diversi stili, di un modo di richiamarsi al passato del Cinema Bis italico con le moderne tecniche internazionali.
Non credo che la parola fine verrà messa tanto presto.

- EPISODI:

STAGIONE                         NUMERO PUNTATE :                       ANNO:
Prima stagione                                 4                                   2005\6
Seconda stagione                             4                                   2007\8
Terza stagione                                 4                                   2009
Quarta stagione                                2                                   2010
Quinta stagione                                6                                   2016
Sesta stagione                                  6                                   2017
Settima stagione                              4                                   2018 (In Corso)



Ma prima di chiudere un omaggio ai lettori di Nocturnia:
Ho voluto chiedere ad una delle persone che hanno lavorato nella serie un suo ricordo, un breve commento riguardante l'episodio a cui ha partecipato.

BONUS CARD: IL RICORDO DI DARIA NICOLODI:

Daria Nicolodi non ha certo bisogno di presentazioni, la sua stessa vita è una testimonianza di quanto il Cinema italiano ci ha donato. Parlo di Cinema, ma Daria Nicolodi è stata una presenza importante della nostra televisione (Saturnino Farandola; Ritratto di Donna Velata) ed è una voce importante del Teatro italiano ed europeo.
Ecco la testimonianza che Daria ha voluto concedermi riguardo all' episodio Sangue in Facoltà al quale ha partecipato:


Daria Nicolodi:


"Adoro i F.lli Manetti, il bello e bravo attore che interpreta Coliandro e tutta la serie.  E'stato emozionante tornare a lavorare a Bologna. L'ultima volta avevo recitato a teatro,all'Arena del Sole, nel Don Perlimplin di F.G.Lorca, musicato da Bruno Maderna.In Coliandro avevo un ruolo piccolo. Un "cameo"come dicono gli americani. L'ultima scena e'quella che amo di piu'. Non c'era niente di scritto. I Manetti mi hanno pregato d'improvvisarla ed io l'ho fatto con gran gusto e divertimento"

33 commenti:

Woman Today ha detto...

Purtroppo queste cose succedono abbastanza spesso, non solo in tv ma anche nella vita di tutti i giorni, in famiglia, a lavoro, ecc quando le persone si nominano esperti senza avere il consenso o il parere della maggioranza. Mi dispiace non aver ancora visto questo film perché un personaggio talmente complesso non può che incuriosirmi e intrigarmi.
Devo rimediare.
Saluti,
Flo

Ariano Geta ha detto...

Ho visto solo pochi episodi di Coliandro, per fortuna non è diventato un Don Matteo laico ;-)
Non sapevo che ne avessero tratto anche un fumetto.

fperale ha detto...

Io ho visto qualche puntata distrattamente, ma l'ho trovata molto divertente e ben ritmata..avercene di prodotti italiani così!

Nick Parisi. ha detto...

@ woman today
Innanzitutto benvenuta su Nocturnia, riguardo a "L'Ispettore Coliandro" per fortuna hai tante possibilità per recuperarlo, visto che si tratta di una serie che viene replicata abbastanza spesso.
Se sei interessata mercoledì sera, verso le 09:15 Rai Due dovrebbe trasmettere l'ultima puntata di questo ciclo.
Ciao!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
I fumetti sono roba vecchissima, apparvero quasi 24 anni fa su una rivista che non esiste più da tempo. Recentemente sono stati anche ristampati, ovviamente il Coliandro che appare nei fumetti è molto diverso anche fisicamente dal Coliandro televisivo interpretato da Morelli.

Nick Parisi. ha detto...

@ fperale
Purtroppo Coliandro rappresenta un eccezione, la maggior parte delle fiction italiane sono di un livello più basso.

sinforosa c ha detto...

Ma sai che non l’ho mai visto, adesso, però, mi hai incuriosito. Buona giornata.
sinforosa

Nick Parisi. ha detto...

@ sinforosa c
Sono felice di averti incuriosito. Buona giornata a te.

Riccardo Giannini ha detto...

Prima o poi la recuperano bene.
L'ambientazione è Bologna e questo mi spinge e allo stesso tempo mi fa schivare la visione.
Perché Bologna la amo, ma la vedo troppo "diversa" con tutta questa criminalità di ogni nazionalità.
Sono rimasto sorpreso dalla versione fumettistica. Decisamente Coliandro è meglio con la faccia dell'attore Morelli...che è bravissimo secondo me a trasmettere l'impacciataggine del personaggio (anzi, a volte secondo me è anche troppo pasticcione).
Non conoscevo i retroscena su Nikita...

Riccardo Giannini ha detto...

*la recupero

non so perché ho messo recuperano ahha

MikiMoz ha detto...

Ovviamente lo seguo sin dal 2006 in tv, ho letto il fumetto e conoscevo tutte le vicende televisive che ne hanno rallentato la messa in onda, ma facendone di fatto il cult che è.
Spero sempre in nuovi episodi (intanto questa settima stagione me la sto godendo ed è ottima), spero anche nel ritorno di Nikita (che appunto, su carta è più presente) ma specie nel ritorno di Silvestrin, anche solo per una puntata (ora Enrico dovrebbe essere tornato sulla cresta dell'onda dopo il GFVip, mentre all'epoca non potè più partecipare perché aveva firmato un contratto triennale con Distretto di Polizia).

Moz-

Nick Parisi. ha detto...

@ Riccardo Giannini
Gianpaolo Morelli è un attore bravissimo ed inoltre ormai è talmente compenetrato nel personaggio che sarebbe difficile immaginare l'Ispettore Coliandro con fattezze diverse dalle sue, un poco come ormai sarebbe impossibile pensare ad un Montalbano che non porti con sé tutte le caratteristiche di Luca Zingaretti.
Riguardo a Bologna credo che anche i produttori e gli sceneggiatori se ne siano resi conto visto che in quest'ultima stagione sono tornati parzialmente a parlare di delinquenza locale ( i due cecchini bolognesi di cui uno interpretato da Gigi Sammarchi o la Zanicchi truffatrice dela puntata dell'altro giorno). Così hanno reso leggermente più "local"le cose.

Nick Parisi. ha detto...

@ MikiMoz
Si questa nuova stagione è ottima come le precedenti mi dispiace soltanto che sono tornati al vecchio format di sole 4 puntate per stagione, mi ero abituato così bene alle 6 puntate delle ultime 2 stagioni precedenti.
Il ritorno di Silvestrin farebbe piacere anche a me anche perchè tra Trombetti e Coliandro esisteva un rapporto più fraterno e colaborativo rispetto a quello che esiste con il Gambero interpretato da Sassanelli, però temo che le strategie della serie siano andate troppo avanti per permettere un ritorno al passato.

Emanuele Di Giuseppe ha detto...

Personalmente avrei scelto un nome più accattivante de L'Ispettore Coriandolo.
Comunque tanti interessanti retroscena. Mi hai ricordato ciò che sta accadendo alla serie Suburra, che ha problemi a causa dei commercianti di Ostia.

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
Penso che il nome Coliandro sia stato scelto apposta proprio per giocare agli equivoci con termini come Cogliandro e Coriandolo. Una maniera per ridicolizzare ulteriormente il personaggio.

Ho sentito dei vari problemi che sta riscontrando Suburra, più o meno anche Gomorra in anni recenti ha avuto problemi,diversi comuni dell'hinterland napoletano non hanno dato il permesso alla troupe di girare nel loro territorio ritenendosi offesi dagli argomenti trattati dalla serie.
Per quello che ne so io invece a Bologna non mi sembra ci siano stati problemi con la cittadinanza e le varie amministrazioni (almeno per quello che ne so), anzi mi sembra che abbiano accolto ogni volta a braccia aperte la troupe e gli attori.

Mariella ha detto...

Io sono affezionata al personaggio di Coliandro, dissacrante e fuori schema. Arrivato ben prima del vicequestore Schiavone che ha poi fatto il botto a livello di apprezzamento e di audience. E l'ottimo inizio di stagione fa ben sperare che la serie possa andare avanti a lungo.
Nota femminile: vorrei tornasse anche Manara ma credo sia impossibile. Ciao Nick!

Claudia Turchiarulo ha detto...

A casa mia quando c'è Coliandro in tv si fermano gli orologi, perché mio marito è un fedelissimo.
A me annoia un po', invece.
Troppe parolacce per la prima serata e dinamiche scontate e prevedibili.
Insomma, confesso... Alle 22 già mi addormento.
Mi perdoni? 😜

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Manara per alcune cose non mi dispiaceva, purtroppo aveva un grosso handicap di base: cioè aveva ereditato buona parte del cast e delle ambientazioni di una precedente serie, "Una Famiglia in Giallo" che aveva degli evidenti limiti di credibilità. Proprio per questo temo sia difficile che torni.
Peccato perché il personaggio Manara se non avesse avuto questa palla al piede delle origini avrebbe potuto dare molto di più ed avere ancora più successo.
Ciao Fan Numero 1 di Nocturnia! ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Chiara Turchiarulo
Ti perdono,ti perdono...anzi ritengo sempre un bene che non tutti la si pensi nello stesso modo, però a questo punto mi aspetto che tu mi dica quali fiction o personaggi ti piacciono. ;)

Maria Teresa Steri ha detto...

Wow che bellissimo post, l'ho letto religiosamente! Ma io sono di parte, adoro Coliandro :D Sto parlando di quello televisivo, in verità. Hai fatto un approfondimento molto interessante, alcuni retroscena non li conoscevo.
Viva Coliandro! E speriamo che di stagioni ne vengano ancora altre.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Mi chiami sempre Chiara, ma io sono Claudia.
Quindi sarai tu a doverti far perdonare adesso.. 😜

Long John Silver ha detto...

L'Ispettore Coliandro mi ha sempre incuriosito ma essendo un prodotto di mamma Rai ho avuto timore di rimanere deluso dall'ennesima serie con ispettore random un poco più esagerato. Dopo la tua esauriente disanima devo dargli un'occhiata su Rai Play.

Complimenti per il post, è sempre un piacere leggerti.

P.S. Hai sentito che la serie con il più grande serial killer di tutti i tempi sta per chiudere? Non ci posso proprio credere che chiudano Don Matteo. :P

Nick Parisi. ha detto...

@ Maria Teresa Steri
Anche io sono di parte, spero che Matrigna Rai abbia imparato finalmente la lezione, altre volte ha cercato di chiudere la serie, nonostante gli ottimi ascolti. In una occasione ci sono anche riusciti...e la Rai dopo se ne è dovuta pentire.
Adesso, mettiamola così, sono un peletto più positivo riguardo al futuro, spero di non sbagliarmi.... ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Claudia Turchiarulo.
Claudia hai proprio ragione, ti debbo le mie scuse Claudia.
Che ci vuoi fare sec'haggio a' capa tosta!
Perdonato? :D

Nick Parisi. ha detto...

@ Long John Silver
Sinceramente faccio fatica a crederlo, hanno provato a chiudere diverse volte "Don Matteo", l'ultima per "decisione irrevolabile" dello stesso Terence Hill, ma poi la Rai dimostrava sempre di non voler rinunciare alla sua gallina dalle uova d'oro e ricominciavano d'accapo.
Che poi, ti dirò, le prime stagioni non erano nemmeno troppo male (a parte i moralistici pipponi finali del "Don") qualche puntata la vedevo anche, però a lungo andare hanno trasformato le location (prima Gubbio e poi Spoleto ) a vedere la serie pare che tutti gli omicidi d'Italia avvengano lì e così la cosa aveva perso di credilità ai miei occhi.

Claudia Turchiarulo ha detto...

Ma sì, dai.
Oltretutto Chiara è mia cugina, ma ha solo 18 anni ed è bellissima. Quindi è un complimento.. ;)
Comunque io non guardo le serie, perché sono impaziente e mi scoccia aspettare mesi per sapere come va a finire una vicenda. Mentre in quelle come Coliandro e Montalbano mi annoio perché pressoché le storie sono sempre uguali e prevedibili.
Sono un caso perso. Ciamaffà.. :P

Nick Parisi. ha detto...

@ Claudia Turchiarulo
Beh con le serie un rimedio ci sarebbe: prenderle in cofanetto e vedere 4/5 episodi uno dietro l' altro ma immagino già che potresti rispondermi che non fa per te quindi lasciamo perdere. :P

Mariella ha detto...

Sai che non ho mai visto, una famiglia in giallo? Per me era tutto nuovo oltre al fatto che Guido Caprino era perfetto nella parte del protagonista.
Adesso mi hai incuriosita per cui cercherò su RaiPLAY.
Ciao Nick, bacio grande.

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Si, praticamente "Il Commissario Manara" non è altro il seguito de "Una Famiglia in Giallo". "UFiG" era una serie durata 6 puntate (e girata nel 2005)ambientata nello stesso commissariato della stessa cittadina toscana dove poi arriverà Manara, il protagonista è il Commissario Bentivoglio, interpretato da Giulio Scarpati. In "UFiG" erano presenti molti dei personaggi che poi ritroveremo in "Manara", praticamente Manara non fa che prendere il posto di Bentivoglio quando questo se ne va.
Tieni presente che che "UFiG" aveva meno fascino di Manara e le trame erano un poco più scontate rispetto al suo seguito.
Ciao,un abbraccio.

Marco Lazzara ha detto...

Una polemica simile aveva coinvolto anche la serie di Rocco Schiavone. Poi fa ridere che chi si erge a giudice di moralità sia quasi sempre la persona meno morale o quella meno competente (in qualsivoglia settore) che si trovi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Tra parentesi credo che almeno uno dei politici intervenuti nella polemica sia stato lo stesso in entrambe le occasioni per entrambe le serie.
Quindi figurati in che mani siamo... ;)

vanessa varini ha detto...

Super interessante questo articolo, io ho cominciato a seguire Coliandro dalla sesta stagione e mi piace molto sia il personaggio, interpretato dal bravissimo Giampaolo Morelli, che le tematiche affrontate. Apprezzo anche lo stile dei Manetti Bros, malgrado a volte sia un po' violento. 😊
PS: Giacomino è troppo divertente!

Nick Parisi. ha detto...

@ vanessa varini
Una delle cose più belle di Coliandro è rappresentata proprio dai personaggi, tra questi Giacomino è uno dei più riusciti, grazie anche all'interpretazione di Vito che ha davvero fatto suo il personaggio.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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