LA ZONA MORTA PRESENTA 04: HAMMER, QUANDO L'HORROR PARLAVA INGLESE.

Nuovo capitolo per una collaborazione che mi sta molto a cuore, quella con Davide Longoni ed il sito La Zona Morta.

La collaborazione consiste in uno scambio di link, io pubblico oggi un pezzo già apparso su quel sito mentre i ragazzi de La Zona Morta hanno gentilmente già ristampato la mia intervista con Davide Pulici (QUI trovate la ristampa su LZM)



La Zona Morta è una delle realtà più attive della rete per quanto riguarda il genere fantastico e in questi anni ha  più volte ottenuto premi,sia come sito sia con singoli articoli al Premio Italia. Da sempre Nocturnia La Zona Morta hanno dimostrato una costante e reciproca stima, quindi un annetto  fa ho proposto a Longoni una partecipazione al Progetto Pax Sf (nel frattempo tramutatosi in Cosmolinea B-Log) Quindi oggi trovate il risultato di quella collaborazione. In questo senso abbiamo già avuto diversi scambii di link tra i due siti





L'ottica è sempre quella una collaborazione tra veri appassionati e tra siti che si rispettano.

Oggi l'amico Davide Longoni ci reintroduce al mondo della Hammer.
Attendo i vostri commenti.



HAMMER: QUANDO L’HORROR PARLAVA INGLESE


La Hammer Film Productions è una casa di produzione cinematografica britannica, famosa per aver sfornato nel ventennio tra gli anni Cinquanta e Settanta svariate pellicole di genere fantastico, spaziando soprattutto dall’horror alla fantascienza e spesso mescolando i due generi.
Nel corso della sua lunga attività, grazie alla cosiddetta “formula Hammer”, è riuscita a rendere famoso il genere horror in tutto il mondo, pescando a piene mani tra le icone del genere (Dracula, Frankenstein, la mummia e l’uomo lupo in primis) e lanciando attori e registi che ancora oggi si occupano di pellicole di genere.
Tutto ha però inizio molto lontano nel tempo e più precisamente nel mese di novembre del 1934, quando William Hinds, un uomo d’affari, chiamò la propria casa cinematografica “Hammer Productions Ltd”, situata in un ufficio a Imperial House, in Regent Street a Londra. Il nome della casa derivava dal nome d’arte che William Hinds usava per fare il comico nei teatri: Will Hammer.


Nel 1935 uscì il primo film della Hammer: “The public life of Henry IX”, girato negli studi della MGM. Nello stesso anno William Hinds incontrò Enrique Carerras, un emigrato spagnolo, col quale aprì una compagnia distributrice di film: la Exclusive Films. La Hammer produsse così altri quattro film, tra cui “The mistery of Mary Celeste” con Bela Lugosi, grande attore horror della Universal di quei tempi.

Un crollo delle industrie di film britannici portò però la casa di produzione in bancarotta e la compagnia dovette andare in liquidazione nel 1937. La Exclusive Films invece sopravvisse e il 20 luglio 1937 acquistò un magazzino al 113-117 di Wardour Street e continuò a distribuire film per altre compagnie cinematografiche.
Nel 1938 James Carreras, il figlio di Enrique, entrò nella Exclusive Films, seguendo fedelmente il figlio di William Hinds, Anthony. Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale i due si arruolarono nell’esercito e la compagnia continuò a operare solo con capacità limitate.
Nel 1946 James Carreras fece ritorno e resuscitò la Hammer come casa di produzione affiliata proprio alla Exclusive. Convinse Anthony Hinds a fare ritorno anche lui nella compagnia e insieme riaprirono la Hammer Film Productions producendo “Death in high heels”, “The dark road”, “Crime reporter” e “Dick Barton agente speciale”, tutti girati nel 1947.
Il 12 febbraio 1949 venne registrata la Hammer Film Production, compagnia di Enrique e James Carreras, con William e Tony Hinds come aiuto direttori. Gli uffici furono situati in quelli della Exclusive al 113-117 Wardour Street, ma nel mese di agosto la casa di produzione dovette trasferirsi in Oakley Court.
Nel 1950 la Hammer si ritraferì a Gilston Park, un country club in Harlow Essex, e l’anno seguente a Down Place, vicino alla sponda del Tamigi. Sempre nello stesso anno, la compagnia fece uno dei più significativi investimenti per il futuro, quando ingaggiò il regista Terence Fisher.

Dal 1952 al 1954 furono realizzati tra gli otto e i nove film l’anno e nella prima metà degli anni Cinquanta vennero prodotti i primi successi nel campo della fantascienza, come “Four sided triangle and spaceways” (1953).
Il primo significativo esperimento della Hammer con il genere horror avvenne invece nel 1955 con il film “L’astronave atomica del dottor Quatermass”, diretto da Val Guest, del quale verrà anche girato un seguito nel 1957. Dopo “I vampiri dello spazio”, secondo capitolo della saga di Quatermass, la Hammer iniziò la lavorazione di “La maschera di Frankenstein” con Christopher Lee e Peter Cushing. Il grande successo del film, spinse la casa a girarne una serie di sequel.
Nel 1958 fu il turno di un’altra icona horror: venne girato “Dracula il vampiro” e nel 1959 toccò a “La mummia”, due film che otterranno grande successo spingendo la Hammer a crearne numerosi seguiti.
Negli anni Settanta dopo “Barbara, il mostro di Londra”, le richieste di film horror da parte del pubblico divennero più sofisticate anche a causa dell’uscita di film d’autore come “Rosemary’s baby”. La Hammer tentò così di modernizzare le storie gotiche dei propri film realizzando “1972: Dracula colpisce ancora” e “I satanici riti di Dracula”, film in cui il conte vampiro si aggira per una Londra moderna, ma che non riscossero successo.
Poiché i film degli anni Sessanta mostravano scene di violenza e di sesso, la Hammer cercò di adattarsi realizzando la cosiddetta “trilogia dei Karnstein” basata sul racconto “Carmilla” di Sheridan Le Fanu. Furono prodotti così “Vampiri amanti” (1970), “Mircalla, l’amante immortale” (1971) e “Le figlie di Dracula” (1972). Questi tre film sono completamente fuori dai tradizionali canoni della Hammer in quanto contenenti numerose scene di lesbismo. Il loro scarso successo però sembrava essere il presagio di quello che sarebbe accaduto di lì a poco.

Alla fine degli anni Settanta infatti la Hammer fece sempre meno film e tentò di smettere con gli horror gotici ormai fuori moda sui quali lo studio aveva costruito la propria reputazione. Nel 1974, insieme agli Shaw Brothers di Hong Kong, la Hammer produsse “La leggenda dei sette vampiri d’oro” che combinava l’horror gotico alle arti marziali, allora tanto di moda in Occidente grazie anche ai film di Bruce Lee. Tuttavia la cosa non funzionò.
Nel 1979 la Hammer realizzò il film “Il mistero della signora scomparsa”, remake di “La signora scompare” di Alfred Hitchcock. La pellicola, benché di pregevole fattura e ricco d’azione, non raccolse però il successo sperato e la Hammer finì in bancarotta.
Nei primi anni Ottanta la casa di produzione realizzò una serie tv di 13 episodi: la “Hammer House of Horror”. Nel 1984 venne prodotta una seconda serie tv, anch’essa di 13 episodi: la “Hammer House of Mystery & Suspance”. Quella fu l’ultima produzione della Hammer prima della sua chiusura definitiva.

In tutti i suoi anni di attività la Hammer ha scoperto e lanciato registi del calibro di Terence Fisher, Freddie Francis, Peter Sasdy e Roy Ward Baker e attori come Peter Cushing, Christopher Lee, Ralph Bates, Oliver Reed e Barbara Shelley.
I cicli più interessanti sono stati quelli dedicati a Frankenstein, Dracula e la mummia, ovvero le grandi icone dell’immaginario orrorifico lanciate negli anni Trenta dalla Universal, ognuna con uno svariato numero di pellicole.
Il ciclo di Frankenstein si compone di: “La maschera di Frankenstein”, “La vendetta di Frankenstein”, “La rivolta di Frankenstein”, “La maledizione di Frankenstein”, “Distruggete Frankenstein”, “Gli orrori di Frankenstein” e “Frankenstein e il mostro dell’inferno”.
Il ciclo di Dracula comprende: “Dracula il vampiro”, “Dracula, principe delle tenebre”, “Le amanti di Dracula”, “Una messa per Dracula”, “Il marchio di Dracula”, “1972: Dracula colpisce ancora” e “I satanici riti di Dracula”.
Infine il ciclo dedicato alla mummia è composto da: “La mummia”, “Il mistero della mummia”, “Il sudario della mummia” ed “Exorcismus – Cleo, la dea dell’amore”.
Davide Longoni

15 commenti:

Ariano Geta ha detto...

L'epoca in cui anche in Italia si faceva horror, prima che Hollywood prendesse il sopravvento... cosa che si può dire di anche altri generi.

gioacchino dimaio ha detto...

Forse gran parte del successo la Hammer lo ebbe per la coppia Lee/Cushing che è quasi presente in tutti i film.

Ivano Landi ha detto...

Devo dire che dei film Hammer mi cattura anche molto la magia dei loro colori pastello. Inoltre, da grande fan di "Carmilla" di Le Fanu conservo con particolare cura la trilogia Karnstein, anche se alla fin fine con la storia originale c'entra abbastanza poco ;-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Parole sante !È stata davvero un' epoca eccezionale per tutto il Cinema di genere europeo.

Nick Parisi. ha detto...

@ gioacchino dimaio
Poco ma sicuro. Se non ci fossero stati loro i film della Hammer non avrebbero avuto lo stesso successo ed oggi non avrebbero nemmeno la stessa fama.

Obsidian M ha detto...

IL bello della Hammer è che sapevi sempre che il film che stavi iniziando ti sarebbe alla fine piaciuto. Praticamente una sicurezza al 100%... Voglio dire che magari non c'erano capolavori assoluti, ma la qualità era costante e piuttosto alta.
Ti ricordi, per andare off-topic, la canzone di Kate Bush? Che meraviglia!

fperale ha detto...

Io adoro i cari vecchi film della Hammer, quelli dell'epoca d'oro degli anni '50..ricordo che da bambino mi facevano comunque spaventare, pur non vedendosi nulla in effetti!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Me li ricordo, quei film non c' entravano niente con il racconto di Le Fanu però avevo il loro fascino anche grazie a quei colori.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M.
Io ricordo anche le retrospettive notturne quando ne trasmettevano due o tre uno dopo l'altro. Effettivamente si sapeva già sin dall'inizio come sarebbero finiti e che ci sarebbero piaciuti.
Altri tempi ed altro modo di fare Cinema indubbiamente.

Nick Parisi. ha detto...

@fperale
Quella era la loro forza. Grandi attori, grandi scenografie e splendidi colori.
La magia del Cinema al suo meglio.

Nick Parisi. ha detto...

@ Tutti
Mi giunge la notizia che sia appena morto Stan Lee.
Unisco il mio cordoglio a quello di tutti gli appassionati del Mondo.

Ivano Landi ha detto...

Sai che mi ha stupito scoprire che aveva "solo" 95 anni? Credevo che ne avesse almeno 98 e si stesse apprestando a eguagliare Carl Barks.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Proprio l'altro giorno ho rivisto diversi film Marvel con tutti i suoi camei, certo oggi fanno un certo effetto e non sempre li ho apprezzati però mi chiedo cosa sarebbe il Mondo senza i fumetti e i personaggi creati da Stan Lee e Jack Kirby.

Emanuele Di Giuseppe ha detto...

Finalmente riesco a passare, avevo la pagina aperta da lunedì! 😱
Una casa che non conoscevo, anche perché del periodo precedente al 2000 non conosco quasi nulla oltre al cinema italiano o americano, salvo eccezioni di co-produzioni e qualcosina giapponese. Sicuramente da riscoprire.
Complimenti per aver ricostruito tutta la vicenda di come si è arrivati alla fondazione 😉

Nick Parisi. ha detto...

@ Emanuele Di Giuseppe
La storia della Hammer merita di essere conosciuta, anche perché se non ci fossero stati loro non ci sarebbero stati il Dracula di Chirstopher Lee e di Peter Cushing e nemmeno tante altre cose.
Insomma una grossa fetta del Cinema horror mondiale.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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