Jacques Spitz: Vita di uno Scrittore.

Quest'articolo nasce come forma di collaborazione tra appassionati.
Nello specifico tra i blog  Nocturnia e  Cronache di un Sole Lontano.
 In occasione dell'uscita su Urania Collezione del romanzo La Guerra Mondiale n°3 dello scrittore francese Jacques Spitz, l'amico Arne Saknussemm ha scritto da par suo un bel post ( lo trovate QUI) che non è solo  una splendida ed informata recensione del romanzo attualmente in edicola, ma anche una sorta di carrellata delle opere tradotte in italiano dello scrittore d'oltralpe quasi tutte uscite su UCZ ( tranne - se non erro- L'Uomo Elastico) . Mentre io faccio uscire questa piccola scheda sulla vita ( quel poco che si trova sullo scrittore) e sulla sua narrativa vista in generale.

Se questa collaborazione avrà successo non è detto che non si possa replicare anche con qualche altro scrittore in futuro,
Nel frattempo oggi io e Arne inseriamo un altro mattone al' edificio della "Pax Fantascientifica" tra i blogger e gli appassionati italiani di fantascienza.
Chi lo dice che siti che parlano della stessa materia debbano per forza farsi la guerra?
Buona lettura!

La narrativa fantastica è il regno dell'immaginazione e, che ci crediate o meno, risulta essere un mondo molto più ampio e complesso di quanto ci si possa immaginare.
Così come complesse possono essere le vite degli scrittori.
Perché quello che dimentichiamo spesso, è che dietro ad ogni libro c'è la persona che lo ha scritto: le sue conoscenze, la sua filosofia di vita e perfino le idiosincrasie o i suoi peggiori difetti e per quanto possa sembrare strano più lo scrittore è bravo più questi aspetti, si, perfino i suoi difetti, risaltano tra le pagine delle sue opere.

Per questo, in alcuni casi, la vite degli scrittori sono quasi altrettanto importanti dei libri che scrivono.
Prendiamo, ad esempio, il caso di Jacques Spitz ....

Spitz è una figura molto interessante all'interno del panorama europeo della SF per almeno due motivi: per cominciare è stato  inserito tra i padri della fantascienza francese, però al contempo in maniera quasi paradossale il suo nome è stato a lungo dimenticato 
Jacques Spitz si trova nella paradossale situazione dell'essere uno dei padri della fantascienza francofona e, al tempo stesso, risulta 'essere stato quasi completamente dimenticato per decenni al punto che, perfino in patria non risulta facile trovare i suoi libri.
Mentre per quanto riguarda  il secondo motivo...beh procediamo per ordine.



Jacques Spitz nasce nel 1896, come molti altri francesi del tempo vede la luce nel territorio delle colonie: il luogo è l' Algeria, in una città che i francesi chiamano Nemours, mentre i locali, gli algerini  per ricordare che in fondo si trovano a casa loro preferiscono utilizzare il nome Ghazaouet
Ovviamente andrà a finire che dopo l'indipendenza la spunteranno gli algerini e l'unico nome che rimarrà, quello che verrà adottato ufficialmente sarà quello di Ghazaouet, ma questa è un' altra storia....

Non conosciamo molto dei suoi primi anni, non sappiamo poi granché di quanto l'ambiente di nascita abbia influenzato il futuro scrittore.
Fatto sta che  dopo un po ritroviamo Spitz a Parigi, seguendo in questo la trafila classica degli artisti francesi.
E qui apro la seconda parentesi dell'articolo, una parentesi utile a comprendere le similitudini ma anche le differenze tra la cultura e la società italiana e di quella francese. Entrambi i mondi vivono (anzi si nutrono) di dicotomie a volte anche molto conflittuali, solo che da noi questa dicotomia riguarda rivalità quali quella tra il Nord ed il Sud del paese. O tra  la campagna e la città; o tra la realtà dei luoghi di mare e quella dei luoghi di montagna.
In Francia invece, tutto questa dicotomia è si presente ma in maniera molto sfumata, perché la vera differenza, il vero confronto tra le "piccole patrie" interne risulta sempre  quello tra Parigi e il resto del paese.
Non potremo mai comprendere la cultura (anche fantascientifica) e la mentalità (anche fantascientifica ) di quella nazione se non comprenderemo appieno questo aspetto.
Aspetto che si ritrova anche in alcune delle opere di Spitz, in particolare  dentro le pagine di quello che viene considerato come uno dei suoi capolavori. Sto parlando di quel Le Mosche ( La Guerre des Mouches)  che fu scritto dall'autore a cavallo del 1938,  in cui lo scrittore sembra divertirsi, anche in maniera sornionamente crudele,  ad ipotizzare lo scenario di un conflitto mondiale che oppone l'umanità contro una nuova, intelligente e letale razza di mosche ( chiamata Musca errabunda). In particolare dopo i vari sberleffi alle altre nazioni, che non riescono ad arrestare l'avanzata del piccolo nemico all'interno della nostra penisoletta, quando arriva il momento di descrivere cosa accade in Francia, ebbene lo scrittore quasi ci sorprende.  Infatti
  l'esercito francese dopo aver perso quasi tutto il territorio della nazione, senza nemmeno preoccuparsene più di tanto, pensa solo a difendere la capitale.
Ma quanto una capitale, sia pure una capitale qual'è Parigi, può sopravvivere senza il nutrimento proveniente dall'agricoltura e dalle coltivazioni del resto del paese?
Lo stesso Spitz lo farà amaramente notare nelle pagine successive.

Ecco, la cifra stilistica della letteratura di Jacques Spitz è tutta qui: lontana dalla pomposità di molti suoi conterranei, priva della grandeur spocchiosa degli autori francofoni a lui precedenti ( e anche a quelli della generazione immediatamente successiva).  Anzi in tutte le occasioni in cui l'autore ricorrerà a quel tipo di toni sarà sempre in maniera assolutamente ironica. il tutto su uno sfondo e su idee decisamente surreali.
Ma quella di Spitz è in fondo un'ironia molto cinica, completamente pessimista, senza alcuna speranza di redenzione per il genere umano.

Non deve essere stata certo una persona facile il nostro " Monsieur" Spitz. Leggendo le scarse note biografiche su di lui a nostra disposizione ci viene detto immediatamente come sia morto solo e dimenticato proprio a Parigi il 16 gennaio del 1963, ma ancora di più questo spirito amaro lo si nota leggendo i suoi romanzi, che spesso finiscono male, senza nemmeno l'ombra di un  lieto fine.
Una delle poche eccezioni è rappresentata da Segnali dal Sole (Les Signaux du Soleil) pubblicato nel 1943 in piena seconda guerra mondiale. In questo caso, sarà perché fuori imperversava un conflitto vero e proprio, sarà perché l'autore desiderava fornire qualche ora di distrazione ai suoi lettori, ma  il finale che ci arriva si rivela positivo a tutti i livelli.
Segnali dal Sole è un romanzo che sarebbe piaciuto perfino ad uno scrittore come H. G. Wells così antitetico a Spitz dal momento che descrive una sorta di conflitto interplanetario tra Marte e Venere, con la Terra presa in mezzo, dal momento che una delle due fazioni ( non vi svelo quale) deruba il nostro pianeta della sua atmosfera.
All'interno della storia ci sono molti dei temi ricorrenti dell'opera "spitziana"; ritroviamo gli spocchiosi militari e gli altrettanto alteri baroni universitari che l'autore amava tanto sfottere; c'è  il giovane e solitario studioso che da solo comprende, inizialmente, la reale natura della minaccia. Minaccia completamente singolare ed atipica, anche in questo caso.
E c'è la brava storia d'amore, una volta tanto destinata a concludersi con un gran sorriso.




Ma rimane una eccezione, il più delle volte, l'autore sembra chiedersi se la maggior parte dei suoi contemporanei siano dotati del dono dell'intelligenza.
Basta tornare a quel Le Mosche che abbiamo citato in precedenza in cui tra i personaggi compare un ridicolo e pomposo Mussolini, che dal balcone di Palazzo Venezia incita gli italiani alla guerra moschicida, o  magari leggere di una altrettanto folle battaglia tra le mosche, nuove padrone del mondo, e la wehrmacht hitleriana (con lo scrittore che trova il tempo per definire nuovi e creativi modi per ironizzare sulla passione tedesca per salsicce ed insaccati vari).
Provate a pensare alle reazioni dei lettori contemporanei di Jacques Spitz nel leggere nomi come  quelli di Hitler; Stalin e Mussolini all'interno delle pagine di fantasia dal momento che per quei lettori i succitati nomi non facevano certo parte della storia ma della loro presente e della loro  (brutta) cronaca quotidiana.
Con Le Mosche Spitz sembra quasi voler ballare una sorta di amaro valzer sulla fine del mondo e sull'estinzione della razza umana.
Non pensate di trovare però toni deprimenti o uno stile angosciante.
Tutt'altro.

Lo stile dello scrittore francofono è scorrevole, lineare, accattivante e perfino divertito e divertente.
Una strizzata d'occhio rivolta ai suoi lettori sulla fatuità e stupidità delle vicende umane, con toni che non solo ricordano il surrealismo, ma anche scrittori come o filosofi come Kant e Valery
Temi alti ma con una scrittura decisamente popolare.
Ed è questo il secondo motivo di interesse: con le sue opere Jacques Spitz, sembra volerci dire che niente nella vita è così definitivo, che alla è un'unico infinito processo di rinnovamento.
Ed è per questo che non possiamo prenderci troppo sul serio, perché tanto alla fine è un lusso che non ci spetta, che non ci meritiamo.


Basta poi andare a vedere altri due romanzi: L'Occhio del Purgatorio ( L'Oeil du Purgatoire) del 1945, il suo lavoro più emblematico e conosciuto e L'Uomo Elastico ( L'homme Elastique )per il quale bisogna andare più indietro essendo stato scritto e pubblicato nel 1938
Entrambi a loro modo parlano di mutazioni, il primo narra di un uomo che comincia a vedere il futuro per colpa di un batterio che altera la natura ed i poteri della sua vista.
Inutile dire che niente andrà per il verso auspicabile.

La seconda opera, beh....è un altro racconto sulla fine dell'umanità, perlomeno come la conosciamo noi ( Jacques Spitz sembrava molto interessato da questo tema). L'Uomo Elastico è la storia di uno scienziato, il dottor Flohr che inventa un modo ( la florizzazione )  per far superare alla carne dei corpi tutte le sue barriere fisiche soprattutto per quanto riguarda forma e altezza. Quello che ne consegue è una sorta di conflitto tra quella parte via via sempre più minoritaria di popolazione mondiale che vuole rimanere così com'è e le nuove specie che ne vengono fuori. Ovviamente intervengono anche gli eserciti desiderosi di ottenere un nuova arma (ancora una volta sono esemplificative le righe dedicate alla Germania e alle sue ridicole ossessioni ariane), mentre la Chiesa condanna vigorosamente la nuova eresia.
Purtroppo però il cambiamento fisico-ed è questa la morale della trama- alla fine non coinciderà con una effettiva evoluzione morale, i lati peggiori degli esseri umani rimarranno gli stessi anche dopo la trasformazione.
Sopra ogni altra cosa risalta la figura di questo dottor Flohr, del quale sicuramente vengono spiegate le motivazioni apparentemente nobili ma di cui altrettanto sicuramente viene lasciato intendere che il vero motivo per cui si cimenti nel suo procedimento di trasformazione della razza umana sia solo perché in fondo, può farlo e perché gli piace farlo!



Il tutto è narrato in una maniera talmente umoristica che quando si arriva sul finale non rimane nemmeno troppo amaro in bocca, si rimane consci di star solo godendo un apologo nero con tutte le conseguenze del caso.
E questo vale per tutti i romanzi di Spitz.
Romanzi che l'autore compone con un buon ritmo per quasi una dozzina di anni, in un arco temporale che va tra il 1935 ed il 1946/ 47
Prima di questa data quello che compone lo scrittore o non è fantascienza o comunque rimane inedito. Dopo questa data lo scrittore semplicemente, salvo pochi racconti come L'An 3000 uscito su rivista nel 1950, smette di non tanto di scrivere quanto di essere pubblicato.
E' il caso ad esempio del romanzo Guerre Mondiale n°3, a lungo rimasto inedito.
Semplicemente il suo nome cade nel dimenticatoio ed è significativo vedere come Spitz scelga di ritirarsi proprio nel momento in cui nel suo paese stava sorgendo una nuova generazione di scrittori, quasi come se l'uomo volesse dimenticare la presenza degli altri e farsi dimenticare dagli altri.
E la cosa funzionerà anche perché il nome e l'importanza di Jacques Spitz nel mondo della fantascienza francofona verranno spesso dimenticate, almeno fino agli anni '70 s del secolo scorso, periodo in cui cominceranno ad uscire diverse ristampe delle sue opere dotate di adeguato corredo critico.

Però, ed è qui che giunge un ulteriore sorpresa, anzi quasi un paradosso: se infatti  in Francia molte opere dello scrittore continuano ad essere di difficile reperibilità è forse grazie alle traduzioni estere (qualcosa tramite traduzioni svedesi greche ma in primis tramite  quelle italiane (*), di cui ricordo ancora una volta che ne parlerà Arne nel suo articolo,  che qualcosa di più si è potuto conoscere.
Un paradosso che sicuramente avrebbe divertito Monsieur Spitz.
Magari ci avrebbe anche scritto un romanzo di fantascienza in proposito.

NOTE:
(*) La Mondadori ha infatti tradotto i romanzi:
L'Occhio del Purgatorio [ traduzione più recente ] su Millemondi #39 ( Anno 2004)
Le Mosche e L'Uomo Elastico sul # 1510 di Urania dal titolo Incubi Perfetti (Anno 2006)
Segnali dal Sole  sul # 73 di Urania Collezione  (Anno 2009)
Nel caso vogliate approfondire, alcune (scarse ) informazioni si trovano su wikipedia edizione francese:  https://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Spitz

Qui trovate la splendida scheda di Arne sulle pubblicazioni italiane, nel fondamentale blog Cronache di un Sole Lontano

21 commenti:

Arne Saknussemm ha detto...

Bella Scheda sulla vita di Spitz, complimenti! Tra l'altro non è facile reperire materiale e notizie in giro.... Bel lavoro Nick!
E' stato un piacere fare questa cosa con te!

Nick Parisi. ha detto...

@ Arne Sacknussemm
Grazie per i complimenti Arne! In effetti non si trova molto (nemmeno in Francia) sulla vita di Jacques Spitz.
Complimenti anche a te e al tuo lavoro!

Massimo Citi ha detto...

Ho molta considerazione per Spitz. Ne consegue che molta considerazione per chi ne parla con conoscenza di causa. Ottimo lavoro, come sempre, Nick.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Grazie, anche da parte di Arne! Sono contento di sapere che apprezzi Spitz, uno dei padri dimenticati della fantascienza europea .

Andrea Cabassi ha detto...

Davvero interessanti le trame dei suoi romanzi!

Juan Segundo ha detto...

Non vorrei sbagliarmi ma mi sembra di aver letto molti anni fa: "Segnali dal sole" e proprio nell'edizione di cui hai postato la copertina. Ma non saprei dire, a distanza di tanto tempo, se il romanzo mi fosse piaciuto o meno. Sicuramente è piaciuto il tuo interessante post su quello che, descritto così, sembra uno scrittore interesante!

Ariano Geta ha detto...

Che vicenda interessante. Riesci sempre a scavare negli interstizi della storia :-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Andrea Cabassi
Interessanti e sicuramente diverse dal solito.

Nick Parisi. ha detto...

@ Juan Segundo
Scrittore interessante ed anche poco conosciuto, se ne sa così poco della vita di Spitz. Non ci sono molte informazioni e probabilmente tra le sue carte ci sono ancora tanti inediti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Mi diverte farlo. ;)

Michele il menestrello pignolo ha detto...

Per curiosità sono andato su wikipedia e su tale scrittore non c'è nulla O_o
Potresti farla tu la scheda.

Arne Saknussemm ha detto...

Un nostro amico, utente di Romanzi di Fantascienza, è uno dei coordinatori di Wikimedia Italia. Spesso prende spunto dalle nostre recensioni per aggiornare dati su wikipedia o inserirne di nuovi. Adesso lo contatto e gli chiedo di creare/implementare la pagina dedicata a Jacques Spitz.

massimiliano riccardi ha detto...

Ah questa volta mi trovi preparato, qualcosa ho letto di questo autore. Bellissimo il tuo articolo, ma oramai sei una certezza.

Nick Parisi. ha detto...

@ Michele il menestrello pignolo
@ Arne Sacknussemm
Bella idea la vostra ragazzi! Per completezza aggiungo di aver trovato una versione francese della pagina di Wikipedia: https://fr.wikipedia.org/wiki/Jacques_Spitz che adesso aggiungo in calce al'articolo anche se effettivamente, non c'è quasi nulla.

Nick Parisi. ha detto...

@ massimiliano riccardi
Grazie, sei molto gentile come sempre! E' un piacerti averti a bordo con noi!

Pirkaf ha detto...

Grande excursus su un autore a me totalmente sconosciuto, bene a sapersi. :-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Pirkaf
Grazie, siamo contenti (e penso di poter parlare anche a nome di Arne) di averti fatto conoscere uno scrittore che non conoscevi.

Glò ha detto...

Sono rimasta affascinata da Spitz, grazie al tuo meraviglioso post! Lo leggerò!

Nick Parisi. ha detto...

@ Glò
Grazie, Glò! Ne sono felicissimo!

Obsidian M ha detto...

Una lacuna è stata finalmente colmata. Ottimo!

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M
Grazie! :)

Ricordando il passato

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