INTERVISTA CON KRISTINE KATHRYN RUSCH !

Ciao gente!
Vi presento l'intervista con la scrittrice ed editor Kristine Kathryn Rusch ( QUI il suo sito e QUI la scheda che ho dedicato alla scrittrice), a lungo direttrice della prestigiosa rivista F& SF e  vincitrice dei Premi Hugo e Sidewise come autrice.
Io ci tengo a ringraziare Kristine per la sua gentilezza, per la sua disponibilità e anche per la sua rara professionalità (ha voluto rispondere a quest'intervista nonostante fosse convalescente per causa di un brutto incidente, fortunatamente in via di soluzione)
A tutti voi auguro una buona lettura, come sempre vi ricordo che alla fine della versione in italiano potrete trovare la versione originale in inglese!

(For english version, please scroll down )

Nick:  Benvenuta su Nocturnia è un onore averti ospite. Come prima domanda ti chiedo di narrarci dei tuoi inizi. In particolare qual'è del momento in cui hai deciso di diventare una scrittrice?

Kristine Kathryn Rusch:  Penso di essere nata con la voglia di scrivere. Non riesco a ricordare un momento nella mia vita in cui non abbia scritto. Se ci penso dal punto di vista di un adulta, però, devo dire che questo dipende dal fatto io ero davvero la più piccola in casa. I miei fratelli sono tutti più grandi di me  di circa venti anni, così sono cresciuta in una famiglia piena di adulti che leggevano. Uno dei miei primi ricordi che ho al riguardo, è quello in cui tutti a casa erano seduti in salotto, a leggere. Io andavo da persona a persona, chiedendo loro di giocare con me, e tutti dicevano: "No, sto leggendo." Così forse sono diventata una scrittrice per attirare l'attenzione. :-)


Nick:   Cosa ti ha avvicinato alla fantascienza e cosa ami di questo genere letterario?

Kristine:  Amo le possibilità di questo genere. Con la fantascienza posso fare qualsiasi cosa. Quanto a ciò che mi ha attirato nella sf, è difficile da dire. Non sapevo cosa fosse un genere fino a quando non sono andata al college, dove ho letto di tutto. Scrivevo anche storie. A volte erano sf, a volte mystery, a volte  Storie romantiche, a volte  invece erano inclassificabili in quanto a genere. Fu  Kevin J. Anderson, che conobbi al college, che mi disse che stavo scrivendo fantascienza. Ero sorpresa.  E Chi lo sapeva? Io no di certo.

Nick:  Quali sono stati gli scrittori, i romanzi e i racconti che ti hanno maggiormente formato e colpito come lettrice prima ancora che come scrittrice ?
Naturalmente puoi citare anche film, serie televisive, comics e tutto quello che ti viene in mente.

Kristine:  Parte di ciò che mi ha formato come scrittrice di SF é stato Star Trek. L'ho guardato in repliche e  l'ho amato, amato, amato. Lo stesso si può dire con il primo film di Star Wars. Ho amato anche L'Impero Colpisce Ancora, ma non mi sono piaciuti né Il Ritorno dello Jedi n[ gli altri tre. (Non vedo l'ora di  vedere quello nuovo, però.(1)) Per quanto riguarda i libri è difficile da dire. Mi è piaciuto tutte le opere di Andre Norton, in particolare Il Mondo delle Streghe. Ho amato F. Scott Fitzgerald, in particolare Il grande Gatsby. Rebecca di Daphne du Maurier. Ricordo di aver pensato che fosse brillante. Lo stesso   vale per Fiori per Algernon di Daniel Keyes. Ho letto un sacco di racconti, e un sacco di romanzi gotici, e tutti i tipi di libri. Ognuno di loro mi ha influenzato in un modo o nell'altro.

Nick:   Dal 1991 al 1997 sei stata direttrice della rivista "The Magazine of Fantasy & Science Fiction". Quali son le soddisfazioni maggiori che hai ottenuto nei tuoi anni su "F &SF" , i racconti e gli autori che hai pubblicato o i momenti che ricordi con maggior affetto ?

Kristine:   Una delle cose più belle è stato il poter pubblicare un sacco di grandi scrittori. Ho avuto qualche conflitto con l'editor, Ed Ferman (che pubblicava la rivista). Lui odiava i romanzi brevi (2), riteneva che occupassero troppo spazio all'interno della rivista, mentre io pensavo che fossero la lunghezza perfetta per una storia di fantascienza o fantasy. Così abbiamo comprato più cose di quanto lui avrebbe voluto. Ho combattuto per quasi 2 anni per poter comprare Sulla Strada di Jack Cady e una volta che l' abbiamo pubblicata, ha ottenuto nomination per quasi ogni premio nel settore e ne ha vinto la maggior parte. Però mi piace pensare che in quello che è successo ci sia più di me che combatto con Ed per ottenere una storia, e poi alla stessa storia che vince tonnellate di premi. Mi è piaciuto moltissimo quello che abbiamo fatto, e spero un giorno di ristampare alcune delle storie classiche che mi piacevano, dal momento che le successive raccolte del Best of F & Sf hanno deliberatamente ignorato i miei anni come editor.


Nick:  So che ci sono stati anche momenti meno piacevoli durante la tua direzione di " F &SF" non ti chiedo di parlarne per forza ma c'è qualcosa che avresti voluto fare durante quel periodo e che invece non ti è riuscito di realizzare?

Kristine : Non ho avuto molta autonomia. E 'stato estremamente frustrante. Ho ridisegnato la rivista con il design che ancora oggi Gordon (4) utilizza, e non ne ho ricevuto nessun riconoscimento. Ho aumentato la diffusione del 50% e diminuito le spese dei 2 / 3, praticamente ho salvato la rivista durante  i difficili anni 90s, e non ho ottenuto il credito (o un aumento) per farlo. Quello che non sono stata in grado di realizzare? Troppe cose per parlarne qui. Sono stata felice di lasciare, purtroppo. Era un buon lavoro visto dall'esterno, ma piuttosto infernale standone all'interno.

Nick: Volendo affrontare la situazione più  in generale: tutti noi sappiamo che negli ultimi anni il mondo  ed il mercato della fantascienza è molto cambiato. Di conseguenza, riviste come F & SF; Analog e Asimov's  sono ancora importanti come lo erano anni fa?

Kristine:  Credo che le riviste siano molto importanti.  Creano la possibilità di trovare nuovi scrittori e nuove idee. E per fortuna, adesso ci sono così tante riviste! Da Clarkesworld a Lightspeed 
fino ad Analog e la  Asimov's . Un sacco di splendide possibilità. E noi stiamo facendo un po ' la stessa cosa con il nostro lavoro nella WMG Publishing e con cose come Fiction River (5). Gli scrittori possono sperimentare in forma breve, e di influenzare il campo allo stesso tempo.

Nick : Parliamo adesso della tua attività di scrittrice, sei un' autrice molto prolifica e spesso hai spaziato e mescolato tra loro diversi generi i generi, dalla fantasy delle "The Fey Series ((1995-1998) fino al mix tra poliziesco e Space opera della serie del "Retrieval Artist" ( nata con "The Disappeaed" del 2002 ) eppure mi sembra che ci siano delle costanti nella tua opera: per cominciare un grosso rispetto degli autori e dei temi classici della narrativa fantastica, la fascinazione per lo Spazio ed una grande attenzione nella costruzione dei personaggi. E' una ricostruzione sbagliata la mia ?

Kristine:  Io credo che la narrativa senza buoni personaggi non sia niente, così che cerco di tener sempre presente questo particolare nel mio lavoro. Lo stesso si può dire di una  una buona ambientazione. Amo lo Spazio, amo il passato, e mi piace scrivere. Tutte queste influenze sono presenti. Mi piace giocare con le idee, e penso che questo si noti parecchio. Lascio che le storie siano quello che vogliono essere. Questo è in parte il motivo per cui scrivo di tutto. (E ho letto di tutto, come ti ho detto prima.)

Nick:  Un esempio di quello che dicevamo prima  è il tuo romanzo breve " Il Recupero dell'Apollo 8" del 2008 ( e tradotto anche in Italia ) . "Il Recupero dell'Apollo 8" mi è sembrata infatti una storia molto nostalgica, carica di rimpianto per il periodo degli anni 60-70 in cui l'esplorazione spaziale, la cosiddetta "corsa verso lo Spazio" veniva considerata fondamentale da popoli e governi e che contenga quasi una sorta di critica per aver a lungo abbandonato l'esplorazione spaziale.  Per la seconda volta ti chiedo se la mia è una analisi sbagliata?

Kristine:  Quella nostalgia  è davvero là tra quelle pagine . Io ho amato l'avventura dello spazio, e sono cresciuta con essa. Avevo 8 anni quando è sono avvenuti i fatti dell' Apollo 8, e  mi hanno influenzata notevolmente. Me lo ricordo vividamente, quindi penso che questa cosa sia stata sempre dentro di me.


Nick: Torniamo un attimo alla serie del "Retrieval Artist". I lettori hanno dimostrato di apprezzare molto personaggi come Miles Flint. Com'è nata l'ispirazione per quel personaggio?

Kristine:  Miles Flint è un detective noir tradizionale  che opera in un ambiente non convenzionale. Lui si è rivelato una persona talmente interessante che ha attirato tutta l'attenzione  su di lui. :-) Scherzi a parte, ad un certo punto, per quanto riguarda la sottoscritta, i personaggi prendono sempre il sopravvento su di me che non riesco a più a capire da dove provengano tutte le buone idee.

Nick:  Oltre agli scritti firmati col tuo nome Kristine Katryn Rusch però usi spesso pseudonimi: cito tra gli altri i romanzi gialli scritti come Kris Nelscott e i paranormal romance scritti col nome di Kristine Grayson. Come mai questa scelta di "differenziare" così la tua attività?  E'  stata una scelta voluta ?

Kristine:   Sì, è stata una scelta deliberata, che ho compiuto negli anni '90s , quando il mondo dell'editoria statunitense era differente rispetto a quello attuale. A quell'epoca, gli editori vendevano i libri sulla base dei dati di vendita dei libri precedenti. Il problema era che i diversi generi avevano  misure del successo diverse. La SF non vendeva molto bene da noi, il mystery vendeva già molto meglio, e il romanzo rosa *vendeva più di tutti. Quindi un buon successo nell'ambito della fantascienza veniva considerato come un fallimento nel settore del romanzo rosa*. Ho usato i diversi nomi per proteggere tutto il mio lavoro, in modo da non dovermi mai preoccupare delle differenze di genere nelle vendite.

Nick:  Sempre leggendo le tue opere ho la sensazione che la dimensione narrativa in cui ti trovi maggiormente a tuo agio, quella in cui ti diverti di più sia la "novella" (6 ) . Molti -compreso il sottoscritto- ritengono che quella della novella sia la formula in cui la fantascienza dà il meglio di sé. Qual è la tua opinione in proposito?

Kristine:  Io sono stata più che altro una giornalista, quindi ritengo che la definizione potrebbe essere appropriata. Io non analizzo mai il mio lavoro, di conseguenza preferisco che lo facciano gli altri.

Nick: Scrivi spesso anche novellizzazioni e  tie-in di "Star Trek" e  di "Star Wars" spesso in collaborazione con tuo marito Dean Wesley Smith. Cosa ti piace di quegli Universi narrativi e quali personaggi apprezzi maggiormente ? ( O comunque quelli di cui ti diverti più a scrivere?) E Quali sono invece le maggiori difficoltà nel lavorare su Universi letterari creati da altri ?

Kristine: Per scrivere dei   mondi creati da altri, devi amare quei mondi.  E come ho già detto, io amo Star Trek e Star Wars. Il mio personaggio preferito in Star Wars è Han Solo. Il mio preferito in Star Trek è James T. Kirk. Adoro quei bad boys estremamente competenti.  :-)

Nick:  Sempre a proposito della tua collaborazione con tuo marito Dean Wesley Smith, come vi dividete il lavoro? Ognuno di voi due si occupa di qualcosa di specifico oppure siete intercambiabili?

Kristine:  Dean scrive un centinaio di pagine di trama e storia. Io "coloro" il tutto, aggiungendo l'ambientazione, i personaggi e il dialogo.

Nick:  Ci dai una tua definizione di fantascienza?

Kristine:  Perché sia fantascienza bisogna che abbia  ben saldo al suo interno un elemento speculativo. Se si riesce a rimuovere l'elemento speculativo, allora non è fantascienza.


Nick:  Se dovessi consigliare qualcosa scritto da te a qualcuno che non ha mai letto le tue opere cosa gli consiglieresti ?

Kristine:   In primo luogo, dovrei scoprire che genere preferiscono. Se a loro piace la fantascienza consiglierei quindi The Disappeared. Se a loro piace il mystery, consiglierei  A Dangerous Road. Se a loro piace il romanticismo, la scelta verterebbe o su The Death of Davy Moss ( che ho scritto come K.K. Rusch) o su Completely Smitten (che ho scritto come Kristine Grayson). Un sacco di possibilità ...

Nick:  Quali tra i tuoi colleghi segui con maggiore attenzione ed interesse?

Kristine:  Connie Willis. Tutte le riviste. Robert Crais nel mystery. Joyce Carol Oates. E tanti altri.

Nick:  Progetti futuri: a cosa stai lavorando adesso e cosa dobbiamo aspettarci da Kristine Katrhyn Rusch (e dai suoi pseudonimi ) nel prossimo futuro?

Kristine:  Ho un libro di past sf  che esce per l'editore Baen, intitolato Women of  Futures Past, che ho curato per dimostrare che le donne sono sempre state una parte significativa della fantascienza. Sto finendo un nuovo libro con il mio pseudonimo Kris Nelscott. E preparerò nei prossimi 2 o 3 anni un nuovo capitolo della saga del The Fey Universe . Sto per iniziare un nuovo libro del Diving Universe, e ho da terminare un progetto su una storia d'amore. E poi ci sono tutti quei racconti ...

Nick:   Ti ringrazio ancora per aver accettato questa intervista. Nel salutarti, ti rivolgo la classica domanda finale di Nocturnia: esiste una domanda alla quale avresti risposto volentieri e che io invece non ti ho rivolto?

Kristine: No, penso che l'intervista sia abbastanza completa!

Grazie, Nick!

NOTE:
(1) Al momento in cui è stata rilasciata questa intervista Il Risveglio della Forza non era ancora uscito.
(2) (6) In inglese col termine "novella" si intende in corrispondente del nostro "romanzo breve"
(3) In originale The Night We Buried Road Dog, tra la altre cose ha vinto un meritato Premio Nebula
(4) Gordon Van Gelder, il successore di Kristine Kathryn Rusch alla guida di F & SF, anni dopo Van Gelder ne sarebbe anche diventato il proprietario rilevandola del precedente editore.
(5) Fiction River è una serie di Antologie americane curate dalla Rusch assieme a suo marito Dean Wesley Smith per l'editore WMG.
(2) (6) In inglese col termine "novella" si intende in corrispondente del nostro "romanzo breve"

INTERVIEW WITH KISTINE KATHRYN RUSCH- THE ENGLISH VERSION!


Hello people!
I present the interview with the writer and editor Kristine Kathryn Rusch (his site is  HERE and HERE the dossier that I have dedicated to the writer), former director of the prestigious F & SF and winner of the Hugo and Sidewise Awards as an author.
I really want to thank Kristine for her kindness, for his availability and also for its rare professionalism.
Good reading to all! Waiting for your comments!

Nick:  Welcome on Nocturnia is an honor to have you as guest. As a first question I ask you to tell us about your beginnings. In particular, what is the moment when you decided to become a writer?

Kristine Kathryn Rusch: I think I was born wanting to write. I can't remember a time when I didn't. If I think about it from the perspective of an adult, though, I would guess that I must have been very little. My siblings are all twenty years older than I am, so I grew up in a household filled with adults who read. One of my earliest memories is of my family, sitting in the living room, reading. I went from person to person, asking them to play with me, and everyone said, "No, I'm reading." So maybe I became a writer as a bid for attention. :-)

Nick:  What did close you to science fiction and what do you love about this genre?

K.K. Rusch:  I love the possibilities of this genre. I can do anything in sf. As for what drew me to sf, that's hard to say. I didn't know what a genre was until I went to college, so I read everything. I just wrote stories. Sometimes they were sf, sometimes mystery, sometimes romance, sometimes unclassifiable. Kevin J. Anderson, who I met in college, is the one who told me I wrote sf. I was surprised. Who knew? I certainly didn't.

Nick:  Which were the writers, novels and short stories that have formed and hit you as a reader more than as a writer?
Of course you can also mention movies, TV shows, comics and everything you can think of.

K.K. Rusch:  Part of what formed me as an sf writer was Star Trek. I watched it in reruns and loved, loved, loved it. Same with the very first Star Wars movie. I loved Empire too, but didn't like Jedi or the other three. (I am looking forward to the new one, though.) As for books—hard to say. I loved all of Andre Norton, particularly Witch World. I loved F. Scott Fitzgerald, particularly The Great Gatsby. Daphne Du Maurier's Rebecca. I remember thinking it brilliant. The same with Flowers for Algernon by Daniel Keyes. I read tons of short stories, and lots of gothic romances, and all kinds of books. All of them influenced me in one way or another.

Nick:   From 1991 to 1997 you were editor of the magazine "The Magazine of Fantasy &Science Fiction." What are the greatest satisfaction that you've got in your years of "F &SF", the stories and authors you have published or moments you remember with most affection?

K.K. Rusch:  Publishing lots of great writers. I had some conflict with the publisher, Ed Ferman (who used to edit the magazine). He hated novellas, thought they took up too much space, and I thought they were the perfect length for sf/f. So we bought more than he wanted. I fought him for nearly 2 years to buy Jack Cady's "The Night We Buried Road Dog," and once we published it, it got nominated for almost every award in the business and won most of them. That happened more than I like to think about—me fighting with Ed to get a story, then the story winning tons of awards. I loved a lot of what we did, and hope some day to reprint some of the classic stories that I liked, since the later Best of F&Sf deliberately ignored my years as editor.


Nick:  I know there were also less pleasant moments during your direction of "F &SF" not asking you to talk about it necessarily, but is there something that you should wanted to do during that time and that instead you were not able to accomplish?

K.K.Rusch:  I did not have much autonomy. That was extremely frustrating. I redesigned the magazine—a design Gordon still uses, by the way—and got no credit. I increased circulation by 50% and decreased expenses by 2/3rds, pretty much saving the magazine during tough years in the 1990s, and did not get credit (or a raise) for doing so. What wasn't I able to accomplish? Too much to mention here. I was happy to leave, unfortunately. It was a good gig from the outside, somewhat hellish on the inside.

Nick:  In recent years the world of science fiction is changed. magazines such as F &SF; Analog and Asimov's are still important as they were years ago?

K.K. Rusch:  I think the magazines are very important. They provide opportunities for new writers and new ideas. And luckily, there are so many magazines now! From Clarkesworld to Lightspeed to Analog and Asimov's. Lots of wonderful choice. And we're doing some of that at WMG as well with Fiction River. Writers can experiment at the short form, and influence the field at the same time.

Nick:   Let's talk now about your business as a writer, you are a very prolific author and often have mixed and ranged different genres , from fantasy of "The Fey Series ((1995-1998) to the mix of crime and the work of the Space series of "Retrieval Artist" (born with "The Disappeaed" 2002) and yet it seems to me that there are constant in your work: to begin a big respect of the authors and classical themes of fantastic fiction, the fascination for space and a great care in the construction of the characters. Is it my rebuilding wrong?

K.K. Rusch:   I believe that fiction is no good without good characters, so that's always present in my work. The same with good setting. I love space, I love the past, and I love writing. All of those influences are present. I love to play with ideas, and I think that shows up too. I let the stories be what they want to be. That's partly why I write all over the map. (And I read all over the map, as I mentioned above.)

Nick:  An example of what I said before is your short novel "Recoveing ​​Apollo 8" in 2008 (translated into Italian with the title "Il recupero dell' Apollo 8"). "Recoveing Apollo 8" seemed indeed a very nostalgic story, full of regret for the period of 60-70 years in which space exploration, the so-called "race to the Space" was considered essential by the peoples and governments and contains almost a kind of critical for long-abandoned space exploration. For the second time I ask if is my analysis wrong?

K.K. Rusch: That nostalgia is there. I loved the adventure of space, and grew up with it. I was 8 when Apollo 8 happened, and it influenced me greatly. I remember it vividly, so I think that was always in there for me.

Nick:  Let's back a moment to "Retrieval Artist". Readers have demonstrated to appreciate people like Miles Flint. Where did the inspiration for the character?

K.K. Rusch:  Miles Flint is a traditional noir detective in an unconventional setting. That he turned out to be such an interesting person is all on him. :-) Seriously, at some point, for me anyway, the characters take over and I can't figure out where all the good stuff comes from.

Nick:   In Addition to the writings signed with your name Kristine Kathryn Rusch but often use pseudonyms: I quote among others the novels written as Kris Nelscott and paranormal romance written under the name of Kristine Grayson. Why did you choose to "differentiate" so your business? It 'was a deliberate choice?

K.K. Rusch:  Yes, it was a deliberate choice, made in the 1990s when the U.S. Publishing world was different. Back then, the books sold to publishers based on sales figures of previous books. The problem was that different genres had different measures of success. SF didn't sell very well here, mystery sold much better, and romance sold the best. So a good seller in sf was considered a failure in romance. I used the different names to protect all of my work, so that I wouldn't have to worry about the genre differences in sales.

Nick:   Reading your works, I have the feeling that the narrative dimension in which you are more at ease, the one where you enjoy the most is the "news". Many-including myself- believe that the novel is the formula in which science fiction gives the best of itself. What is your opinion about it?

K.K. Rusch:   I was a journalist, so I think that might be accurate. I never analyze my work, so I leave that to others.

Nick:  You write novelizations and tie-in of "Star Trek" and "Star Wars" often in collaboration with your husband Dean Wesley Smith. What do you like about those universes narrative and which characters do you value most? (Or at least the ones that you enjoy writing the most?) And what are the biggest difficulties in the work of literary universes created by others?

K.K. Rusch:  To write in worlds created by others, you have to love those worlds. As I mentioned above, I love Trek and Star Wars. My favorite character in Star Wars is Han Solo. My favorite in Trek is James T. Kirk. I love those extremely competent bad boys. :-)

Nick:   Again, about your collaboration with your husband Dean Wesley Smith, how do you divide the work? Is each one responsible for something specific or are you interchangeable?

K.K. Rusch:    Dean wrote 100 pages of plot and story. I "colored" adding setting and characters and dialogue.

Nick:  Give us your own definition of science fiction?

K.K. Rusch:   You need to have a speculative element that's very firmly there. If you can remove the speculative element, it isn't science fiction.

Nick:  If I were to recommend anything written by you to someone who has never read your works, what would you recommend?

K.K. Rusch:   First, I'd find out what genre they like. If they like sf, then The Disappeared. If they like mystery, A Dangerous Road. If they like romance, either The Death of Davy Moss (Rusch) or Completely Smitten (Grayson). Lots of choice…

Nick:   Which of your colleagues follow with greater attention and interest?

K.K.  Rusch:  Connie Willis. All of the magazines. Robert Crais in mystery. Joyce Carol Oates. And so many more.

Nick:  Projects Future: what are you working on now and what do we expect from Kristine Kathryn  Rusch (and its aliases) in the near future?

K.K. Rusch:  I have a book of past sf coming out of Baen, called Women of Futures Past which I edited to show that women have always been a significant part of sf. I'm finishing a new Kris Nelscott book. I'll have a new Fey in 2 or 3 years. I'm about to start a new Diving book, and I have a romance project I need to finish. And there are all those short stories…

Nick:  Thanks again for agreeing to this interview. In saying goodbye, I address the classic final question of Nocturnia: is there a question that you would have responded willingly and yet I have not given?

K.K. Rusch:  No, I think you covered it.

Thank you, Nick!

20 commenti:

Patricia Moll ha detto...

Ciao Nick, tu sai che l'argomento fantascienza non miinteressa granchè però le tue interviste sono sempre OK!!!!!! Interessanti anche per chi come me è digiuno dell0argomento.

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Grazie, sono sempre felice di far ampliare la conoscenza dei miie lettori!

Juan Segundo ha detto...

Molto interessante! È sempre bello ascoltare le storie di chi vive dal di dentro cete cose, a maggior ragione quando si tratta di scrittori, perché capisci come lavorano, quali problemi affrontano, quali soluzioni trovano. Complimenti!

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Interessante!
Ti auguro una felice serata.

Obsidian M ha detto...

Simpaticissimo questo episodio di lei bambina che correva da un adulto all'altro!
Sono andato a leggermi la sinossi di "Recovering Apollo 8" perché mi chiedevo cosa significasse il titolo, visto che mi sembrava di ricordare vagamente che quella missione non fosse andata così male (e in effetti ricordavo bene)... davvero notevole l'idea della Rusch di cambiare in quel modo la storia!

Ariano Geta ha detto...

Concordo con Patricia, anche per chi non conosce l'autore o il genere è comunque interessante capire come "nasca" uno scrittore, quali siano i suoi spunti iniziali e le sue letture preferite, ma anche come si sia sviluppata la sua carriera.

Nick Parisi. ha detto...

@ Juan Segundo
Infatti questo è uno dei lati più interessanti di questa intervista: uno sguardo verso l'interno dell'editoria americana. Anche i problemi che gli scrittori e i curatori affrontano nella loro pratica quotidiana ne fanno parte.
Decisamente una intervista splendida!

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Grazie, ovviamente ricambio!
E naturalmente benvenuto su Nocturnia! :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian M.
"Il Recupero dell'Apollo 8" è -ovviamente- un racconto ambientato in una Storia alternativa in cui la missione è fallita miseramente.
Nella nostra realtà invece la missione è riuscita benissimo e per un po ha fatto illudere che l'esplorazione dello Spazio potesse procedere senza intoppi.
Davvero una bella idea quella della Rusch, non a caso, poi ha vinto il Sidewise Award!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Questa intervista è esemplificativa del come possa nascere una carriera e anche sul come questa vada avanti. Come dicevo a @ Juan Segundo, la chiacchierata con la Rusch è un'ottimo sguardo d'interno su alcune delle dinamiche editoriali del mercato USA viste con gli occhi di un addetto ai lavori.

Donata Ginevra ha detto...

che tipetta tosta!! bellissima intervista! e poi, la sua definizione di fantascienza è una tra le più azzeccate che ho letto finora, non ci avevo pensato mai all'elemento speculativo, c'è da rifletterci sopra!

Massimo Citi ha detto...

Davvero interessante l'intervista a un'autrice di sf che è anche editor e direttore di rivista, uno sguardo approfondito e per nulla claustrofobico... No, non stavo parlando dell'Italia, giuro, giurin giuretta. Al massimo di San Marino.

Nick Parisi. ha detto...

@ Donata Ginevra
Di solito quando chiedo una definizione di fantascienza, gli autori cercano di non rispondere, in questo caso Kristine mi ha dato una definizione davvero splendida.

Nick Parisi. ha detto...

@ Massimo Citi
Un bello sguardo dall'interno del settore, spiega davvero molte cose del dietro le quinte del' editoria americana.
Italia? San Marino? Giuro che non so nemmeno di cosa tu stia parlando.......LOL

Marco Lazzara ha detto...

Abbiamo molti punti di partenza SF comuni! :)
"Il mio personaggio preferito è Han Solo".
Aspetta allora che si veda Episodio VII...

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Eh si, il buon Han Solo fa la sua bella figura in episodio VII. ;)
Sono convinto che adesso Kristine lo ha visto il film e credo che gli sia anche piaciuto. :)

Ivano Landi ha detto...

Confermo quel che ho scritto nel precedente post, che avrei voluto sposarla io :)
Detto questo, chissà perché, ma lavorare in campo editoriale è sempre "un buon lavoro visto dall'esterno, ma piuttosto infernale standone all'interno".

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Forse perché per chi ne sta all'esterno (sto parlando di gente come me) e non ne vive la realtà quotidiana tende a mitizzare quell'ambiente, mentre chi ne sta all'interno ne vede anche le storture, le bruttezze e le cose che non vanno.
Questa perlomeno è la risposta che mi sono dato io.
Visto che bella donna, che è la Rusch? :)

Glò ha detto...

Ct.: mi disse che stavo scrivendo fantascienza. Ero sorpresa. E Chi lo sapeva?
Grandioso! Scrivere al di là dei generi! Del resto mi pare che l'autrice scriva storie parecchio differenti tra loro. Curiosa la definizione di SciFi, quell'elemento relativo alla speculazione mi fa pensare che potrebbero piacermi molto i suoi libri.
Leggendo la parte relativa all'utilizzo di vari pseudonimi, in base al genere e per ragioni di vendita, beh, quasi consola un pochettino XD (o intristisce di più? :P) facendo un confronto con la situazione qui da noi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Glò
Infatti, basta confrontare la situazione e vedere come vanno le cose da noi per intristirsi parecchio di più!
Riguardo alla definizione di fantascienza, è veramente una definizione molto intelligente.

Ricordando il passato

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