I CLONI DI BUD SPENCER & TERENCE HILL.

 

 Ultima puntata della stagione per Kult Actors, nei miei sempre più estemporanei interventi sugli attori e sui caratteristi che hanno animato il Cinema di genere. Stavolta devierò dai soliti temi nocturniani e mi concentrerò su un genere, uno molto popolare, all'epoca della mia infanzia (tanto tempo fa lo so) quello della commedia avventurosa (a volte western a volte di ambientazione contemporanea) con protagonista una coppia di riparatorti.

Era la prima metà degli anni '70s ed eh si, avete capito tutti che mi riferisco alle pellicole del duo Bud Spencer- Terence Hill. E del resto lo avevo preannunciato già dal titolo.

Erano commedie garbate, per famiglie come si direbbe oggi, con tante scazzottate, come si diceva allora, ma dove alla fine non si faceva mai male nessuno. Chiunque sia stato bambino in quegli anni ricorda i pomeriggi al Cinema in famiglia (nel mio caso era il mio amatissimo nonno materno a portare me e mia sorella Raffaella alle prime visioni), le colonne sonore degli "Oliver Onions", le Dune Buggies -altro status simbol dei primi del decennio- le mangiate stratosferiche a suon di birra e salsicce, le continue battitine tra i due e, tanto per ripetermi, le botte da orbi che i vari comprimari si beccavano a suon di risate.

Commedie per famiglie, dicevo. O quasi....

Perché, a volerli vedere insieme, la coppia pareva talmente male assortita: c'era il " bello" Hill, idealista, sensibile, protettore delle cause perse e sempre pronto a gettarsi a capofitto in tutte le situazioni apparentemente senza via d'uscita. E poi c'era il "grosso" Spencer, corpulento, finto- burbero, apparentemente più cinico e restio a farsi trascinare dal suo compagno nelle avventure sempre più improbabili ma che poi alla prova dei fatti rivelava una insospettabile umanità.

 
 
Chiunque abbia visto almeno un film della coppia sa di cosa parlo. Così come si sa che dietro ai nomi anglofoni si nascondevano due attori che più italianissimi di così non si può: Bud Spencer era in realtà l'ex campione olimpico partenopeo Carlo Pedersoli mentre dietro al nome Terence Hill si nascondeva il veneziano Mario Girotti. I due amicissimi anche nella vita crearono un vero e proprio sottogenere amatissimo ancora oggi

La coppia, come molte altre rimaste nella storia, nacque per caso. Quando nel 1967 il regista Giuseppe Colizzi per girare  Dio Perdona...io No! ebbe bisogno di creare il cast dei personaggi principali all'inizio era convinto su nessuno dei due. Spencer inizialmente non aveva voglia di fare l'attore, ma aveva bisogno di soldi e per questo già aveva interpretato piccoli ruoli in altre produzioni. Inoltre non parlava inglese, non sapeva andare a cavallo ( e stiamo parlando di un film western) mentre Terence Hill non venne nemmeno considerato. L'attore scelto fu infatti il bolzanino Pietro Martellanza (alias Peter Martell). E magari in un universo parallelo la cosa avrebbe anche funzionato. Solo che nel nostro le cose andarono in maniera molto diversa.

Martell, noto carattere fumantino, un paio di giorni prima di incominciare le riprese di fratturò una gamba. Si disse a causa di un feroce litigio con la propria fidanzata. Colizzi e il produttore Enzo D'Ambrosio si trovarono nell'urgenza di trovare un sostituto che fosse abbastanza credibile. Fu D'Ambrosio a proporre il giovanissimo Mario Girotti. Dopotutto Girotti e Pedersoli erano già apparsi un paio di volte negli stessi film senza però mai recitare assieme.

Colizzi non è che ci credesse molto, però già durante il primo giorno di riprese (e per combinazione si trattò di una scena di lotta) il duo dimostrò un'ottima alchimia ed una ancora miglior intesa.

Mi domando quante volte nel corso della sua vita Peter Martell non abbia desiderato che le cose fossero andate in maniera diversa. 

 

Bud Spencer & Terence Hill: gli originali.
 

 Diciotto pellicole in tutto, epocale successo in patria ma anche in tutta Europa per molte di queste. In Germania specialmente, ma non solo In alcune nazioni dell'Est nei ai tempi della Cortina di Ferro  come l'Ungheria i loro furono praticamente gli unici film occidentali permessi dalla dittatura. Israele, il Libano, prima che quel paese si autodistruggesse in una eteran lotta tra fazioni e religioni e ancora altro. 

Logico quindi che si creasse un intero sottogenere, che si creasse un mercato specifico, tanta richiesta. Una richiesta che il duo originale, pur lavorando tantissimo, non poteva soddisfare da solo.

E qualcuno, come sempre accade, s'inserì spingendo l'accellaratore a tavoletta.

Nel 1974 esce Carambola, lo gira Ferdinando Baldi un altro veterano del settore, ma chi va a vederlo, ha la sensazione di aver già visto da qualche parte i due attori principali.

Paul L. Smith & Michael Coby: i "cloni"
 

Infatti, sia il regista che il produttore, vogliono due persone che ricalchino in tutto e per tutto i due mattatori Pedersoli\ Girotti.

E li trovano anche.

Nel ruolo del "Grosso" viene chiamato un attore statunitense ma che poi prenderà il passaporto israeliano: Paul L. Smith ( che nel corso della sua carriera utilizzerà anche lo pseudonimo Adam Eden) e per la parte del "Bello" l'italianissimo Antonio Cantafora, che però si farà chiamare Michael Coby

E non finisce nemmeno qui.

Li fanno vestire come gli originali, li fanno doppiare da Glauco Onorato e Pino Locchi gli stessi professionisti che già prestano la loro voce agli originali, in paio di casi nei loro film compaiono anche degli attori che già avevano collaborato con Hill o Spencer.

Insomma, si tratta di due imitatori, le loro pellicole sono chiaramente derivative e la cosa più importante entrambi gli attori coinvolti ne sono consapevoli Lo sa anche il pubblico tanto è vero che in alcuni paesi quando escono i film i personaggi interpretati da Coby vengono ribattezzati col nome di Trinità. Perfino le dinamiche tra i due sono quasi simili. Certo ci sono comunque delle differenze: Cantafora\ Coby, spesso, si rivela meno smaliziato e più ingenuo del modello e Smith il più delle volte si dimostra più aggressivo e meno succube delle iniziative del suo partner, diciamo meno disposto a giocare di rimessa, rispetto a quanto faccia Bud Spencer.

Ancora i due "cloni". Fanno un certo effetto vero?
  

Nel corso di un triennio i due "sosia" gireranno almeno cinque film insieme: dopo Carambola arriva il seguito Carambola, filotto...tutti in buca (1975) e Noi non siamo Angeli (sempre del 1975) ed infine il dittico di pellicole che daranno alla coppia i nomi per i quali sono più conosciuti e cioè Simone e Matteo.

Sto parlando di Simone e Matteo- Un Gioco da Ragazzi (ancora del '75) e il tombale Il Vangelo secondo Simone e Matteo risalente al 1976.

Quello fu la fine dei giochi, come tutte le copie il loro destino fu quello di durare quel tanto che serviva per sfruttare il filone. Cronache dell'epoca descrivono Paul L. Smith ( 1936-2012) come una persona molto rigida e fiscale con il quale era difficile lavorare mentre Cantafora\Coby (1944....) viene descritto invece come un uomo molto più disponibile e tranquillo. In una intervista rilasciata nel 2004 alla rivista cartacea Cine 70 e Dintorni il regista Giuliano Carnimeo che diresse i due Simone e Matteo sostanzialmente confermò tutte queste voci, cossì come confermò anche il fatto che le pellicole dei cloni (a volte coproduzioni con la Spagna) venissero spesso ordinate sulla "fiducia" dai distributori tedeschi.

 Dopo lo scioglimento della collaborazione sia Smith che Cantafora continuarono a lavorare separati, sviluppando carriere dignitose senza però mai eguagliare non dico lo stesso successo, ma poprio la medesima fama di quando lavoravano assieme. Il corpulento Smith tornò negli Usa prima e poi concluse la sua vita in Israele, negli States si specializzò in ruoli da villain o comunque da antagonista, recitò anche nel ruolo di Bluto nel Popeye di Altman, mentre Cantafora si ritagliò un piccolo spazio nel cinema nostrano ma sempre e comunque in parti secondarie.

Non furono comunque gli unici tentativi di replica o di riproposizione dello stesso schema. 

Nel 1974 lo stesso Giuseppe Colizzi che qualche tempo prima aveva avuto la ventura di lanciare nell'empireo l'accoppiata originale, arrivato ormai a fine carriera decise di riprovarci.

Il risultato fu un piacevole, imperfetto ma divertente, prodotto chiamato Arrivano Joe e Margherito.

Prima che qualcuno mi scriva nei commenti segnalandomi un presunto errore, tranqullizzatevi: uno dei due personaggi principali si chiama esattamente così: Margherito.

Colizzi era una persona troppo intelligente per spingersi fino al punto di copiare da sé stesso, di conseguenza decise di non riproporre pedissequamente lo stesso schema del "Bello e del Grosso", in questo caso scelse due attori abbastanza longilinei, anche se uno dei due aveva comunque un accenno di barba: gli americani Keith Carradine ( Joe) e Tom Skerritt (Margherito). Per il resto le dinamiche di coppia, i rapporti tra i due furono più o meno gli stessi già visti in precedenza. 

Avete sentito il detto "squadra che vince non si cambia?".

Ecco, vale anche in questo caso, aspettatevi anche stavola la colonna sonora degli Oliver Onions, le voci di  Locchi e Onorato (del resto bisogna aggiungere che, assieme a Manlio de Angelis e Cesare Barbetti si trattava delle voci "principali" del periodo tra i doppiatori nostrani), le interminabili scazzottate. Ma anche un cast indovinato con tanti volti ricorrenti del cinema bis internazionale. Cito tra gli altri la bellissima Sybil Danning (che una volta tanto venne impiegata al meglio),l'irlandese Cyril Cusack e il francese Raymond Busseries e lo spagnolo José Calvo.

Insomma, si può dire che fossimo più integrati ed uniti in Europa allora rispetto ad oggi.

Perlomeno nel Cinema.

Arrivano Joe e Margherito rappresentò un discreto successo, ne circolò anche una versione americana intitolata Run, Run, Joe!. Non so dire se si pensò anche ad eventuali seguiti, se progetti ci furono vennero probabilmente interrotti dalla decisione di Colizzi di concentrarsi sul nascente mondo delle reti private (o "libere" come si diceva a quei tempi) e dalla sua successiva morte avvenuta nel 1978.  

Arrivano Joe e Margherito rimase così un semplice one shot, una esperienza isolata.

 Il mondo del Cinema stava cambiando ed anche le mode e i filoni. Ben presto rimasero solo i modelli originali, sia Spencer che Hill seguitarono a lungo a lavorare, a volte assieme, a volte da soli. Incontrarono ancora buoni successi, discreti incassi e qualche insuccesso, come tutti del resto. La saga di Piedone col solo Spencer,tanto per dirne una si rivelò un'esperienza molto positiva ma anche loro dovettero adattarsi all'evolversi dei tempi e dei gusti del pubblico.

Tom Skerritt (Margherito) & David Carradine (Joe)
  

Ma questa, come dico sempre, è un'altra storia.

Rimangono i film però. Che vengono ancora oggi replicati in continuazione.

Anche quelli dei "cloni".  Li ho comunque chiamti cloni o sosia, ma mai in senso dispreggiativo. Anche loro in fondo hanno contribuito ad una interessante pagina del Cinema che fu.

FINE.

28 commenti:

Patricia Moll ha detto...

Gli originali, però 😍

Ariano Geta ha detto...

In paio di film con Smith / Coby li vidi pure a suo tempo. Certo, gli originali sono un'altra cosa.

fperale ha detto...

Notizia di questi giorni che vogliono rifare quel cult di Altrimenti ci arrabbiamo, facendo interpretare la coppia di amici da Alessandro Roja e Edoardo Pesce, che sono anche due signori attori italiani, mentre il "villain" lo fa Christian De Sica...speriamo bene!

Nick Parisi. ha detto...

@ Patricia Moll
Gli originali non si battono, sono dei miti. 😍

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Un paio di giorni fa Cine 34 programmava "Simone e Matteo- Un Gioco da Ragazzi", divertente certamente, sono affezionato anche al duo Smith-Coby ma gli originali sono veramente un'altra cosa.

Nick Parisi. ha detto...

@ fperale
Ho sentito oggi la notizia, certo sono tutti e tre ottimi attori, però il mio limite è che mi sono stancato di tutti questi remake, reboot, retcon e via dicendo. Con attori come quelli a disposizione, si potrebbero fare altre cose. Magari poi vedendo il film quando e se lo faranno mi ricrederò. Sarebbe bello....però speriamo bene davvero. XD

sinforosa c ha detto...

Film che hanno accompagnato tante serate in famiglia, “quei due” fantastici e inimitabili anche dai più bravi restano inimitabili. Ciao.
sinforosa

Nick Parisi. ha detto...

@ sinforosa c.
Infatti, anche per me rimangono inimitabili. Hanno creato un vero sottogenere cinematografico e a distanza di decenni restano delle pellicole mitiche. Devo comunque confessare che tra tutti i film che hanno fatto il mio preferito rimane "Il Soldato di Ventura" col solo Spencer. E con una manciata di grandissimi attori e caratteristi italiani e francesi.

MAX ha detto...

Non è mai stato il mio genere.
Li guardavo perché mi toccava..credo.
Erano appunto film per tutta la famiglia.
Intendo i film con Bud Spencer e Don Matteo 🤣
Dei cloni non ne sapevo nulla.
Vabbè se hanno fatto DRAKULA ISTANBUL'DA i turchi al festival del tarocco Italiano possono starci pure i film tributo alla coppia di attori di Io sto con gli ippopotami 😀.
Si in effetti credo che a Peter Martell abbia bruciato molto sta cosa..sai che cercando su Wiki nel 2009 ho letto che ha recitato in uno dei peggior film estremi horror tedeschi - Melancholie der Engel

Pietro Sabatelli ha detto...

Mi capitò una volta di vedere un pezzetto con i cloni...girai subito, per me non esistono. E a tal proposito bisogna boicottare De Sica per questa storia che gira su un remake di Altrimenti ci arrabbiamo, perché io "sono già arrabbiato".

Nick Parisi. ha detto...

@ MAX
Peter Martell infatti credo sia più ricordato per questa occasione persa che per la sua carriera. E' stato uno dei tantissimi caratteristi italiani magari anche bravi ma che non sono stati valutanti quanto meritavano. Qualcosa del genere successe a quel tale Pete Best che fu cacciato dai Beatles e sostituito con Ringo Starr poco prima che questi cominciassero ad avere successo.
Penso che siano davvero cose che brucino per tutta la vita.

Nick Parisi. ha detto...

@ Pietro Sabatelli
Niente contro De Sica(anzi in genere mi piace molto) ma a me proprio i remake non piacciono in generale. Secondo me sarebbe molto meglio tenersi sempre i capitoli originali (e vale anche per i continui remake che si fanno in America) e provare a fare qualcosa di nuovo.
Poi magari faranno il film migliore del mondo e ci smentiranno tutti però ogni volta che sento parlare di remake indipendentemente dalle persone coinvolte comincio a tremare.

Franco Battaglia ha detto...

Sempre ignorati questi.. surrogati, e su De Sica concordo con Pietro.. ma alcuni remake valgono la pena.. pensa a tutto il filone "giorno che si ripete" dopo Ricomincio da capo.. ne hanno fatto tonnellate, ma alcuni davvero geniali!

Nick Parisi. ha detto...

@ Franco Battaglia
Vero anche questo: Ci sono alcuni remake che valgono. Io di solito faccio l'esempio della serie "Galactica" realizzata negli anni 2000 che è molto più bella e riuscita dell'originale degli anni 70s. Però si tratta di eccezioni, almeno secondo me, ovviamente mi auguro di essere smentito quando e se uscirà il film.

Grazia Gironella ha detto...

E' stato un piacere ripercorrere quel periodo, in ero bambina e Bud Spencer e Terence Hill erano i miei beniamini (di Terence Hill ero anche un po' innamorata, devo ammetterlo). Quando spuntò la prima coppia di copie, però, non volli vedere i loro film, perché lo avrei considerato un tradimento. Il genere, quindi, per me rimase legato a Bud Spencer e Terence Hill, che poi ho apprezzato anche dopo, in altri contesti. Della terza coppia di copie non sapevo niente. Erano comunque belle atmosfere, leggere ma non stupide.

Nick Parisi. ha detto...

@ Grazia Gironella
Credo che in fondo tutte le bambine\adolescenti di quel periodo fossero segretamente innamorate di Terence Hill, mentre noi maschietti facevamo il tifo per Spencer perchè veniva spesso trascinato dal suo compare. Anche un paio delle mie cuginette quando venivano al cinema con noi avevano gli occhi solo per Terence. La seconda coppia l'ho scoperta solo anni dopo ed ammetto che qualche loro film l'ho anche visto in tempi recenti. Come dici anche tu erano film leggeri ma stupendi.
Ciao!

Farfalle Libere ha detto...

Io adoro Bud Spencer e Terence Hill anche se non sono degli anni '70. Loro hanno accompagnato le generazioni negli anni con la loro simpatia e la loro comicità. Hai ragione, i loro film non sono violenti nonostante le "scazzottate", anzi hanno sempre avuto un messaggio positivo e di speranza. Che dire, una coppia davvero eccezionale. Buona serata.

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Preferisco gli originali, ma ricordo anche i cloni.
Serena notte.

Nick Parisi. ha detto...

@ Farfalle Libere
Ciao! Per cominciare benvenuta su Nocturnia. Io mi ricordo cha andavamo al cinema con piacere quando si trattava dei film con Bud Spencer e Terence Hill, sapevamo quello che avremmo visto, che ci sarebbe piaciuto e che ci saremmo divertiti. Hai detto bene era un messaggio di speranza il loro. Sempre piacevole e mai banale.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Anche io. Serena notte a te.

Mariella ha detto...

Bene, mi tocca dirlo: non mi sono mai piaciuti, Bud Spencer e Terence Hill. Nè i loro film, né il filone, né tutto quello che hanno fatto da soli, successivamente. Quindi anche Don Matteo. Che dire, questione di gusti. Capisco tutto ma mi hanno sempre lasciato indifferente, insomma mai riso per le scazzottate e il resto. Anzi, quando è capitato di prestare loro attenzione, resistevo una manciata di minuti e poi giravo canale;)

Ma i tuoi post sono sempre al top per quel che riguarda l'approfondimento. Io poi, ignoravo perfino l'esistenza dei loro "cloni". È stato un piacere leggerlo, come sempre.
Un abbraccio Nick

PS: ma quel Keith Carradine di cui parli è il famoso attore? Perché è l'unico che conosco tra i cloni, avendo poi avuto una carriera di tutto rispetto;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Comincio dal fondo: sì, è proprio quel Keith Carradine che ha interpretato "Nashville" di Altman, nonchè fratello di David. Come vedi anche lui a suo tempo ha subito il fascino delle sirene di Cinecittà. A differenza di molti suoi colleghi però per lui si trattava di un ritorno alle origini. Infatti anni fa in una intervista per la Rai, parlando in un perfetto italiano ha rivelato che la sua famiglia proveniva da Torino o Genova, il suo cognome originale sarebbe per l'appunto "Corradini". Carradine è solo una deformazione dovuta alla pronuncia americana. Comunque anche il suo collega Tom Skerritt, che interpreta Margherito ha poi avuto una carriera mica da ridere.
Per quanto riguarda il tuo parere su Spencer & Hill, ci mancherebbe, qui si può dire di tutto. I gusti personali sono sacri.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Guarda te. che giochetti fa il destino... Senza certe circostanze casuali questa celebre e divertentissima coppia non si sarebbe mai formata e non avrebbe fatto ridere tanti di noi.

Anonimo ha detto...

Ciao Mick,sempre interessante ciò che racconti. Vorrei sapere se hai mai visto la serie televisiva voci notturne di Fabrizio laurenti ,sceneggiato e prodotto da pupi avati. Io lo sto guardando su YouTube e lo trovo stupefacente . Purtroppo la qualità della registrazione è quella che è e della serie non esiste edizione in digitale. Continua così e mi raccomando, profondo rosso😁😁😁😁

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Verzetti il Rockpoeta®
Infatti. Nacque tutto per un caso. non credo che in circostanze diverse, con un'altra coppia le cose sarebbero state altrettanto divertenti.

Nick Parisi. ha detto...

@ Unknown
Quella purtroppo non l'ho vista me la sono persa, quindi non potrei dirti niente. Profondo Rosso arriverà dopo l'estate. Tra allcuni giorni comunque arriverà un'altra cosa legata al Cinema.
P.s
Chi è Mick? XD XD XD

Anonimo ha detto...

Nick ovvio. Il t9 ha colpito ancora 😁😁😁

Nick Parisi. ha detto...

@ Unknown
Ha fatto più danni il T9 della scoliosi. ;)

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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