ITINERARI NELL' HORROR: "MARIANNE" (2019).

Una scrittrice horror dopo aver concluso l'ultimo capitolo della sua saga di successo è costretta a tornare nel suo paese d'infanzia. Ad accoglierla un clima di terrore, ben pochi sembrano contenti di rivederla: non lo sono i suoi genitori con i quali la donna si era allontanata da tempo, non lo sembra padre Xavier, il battagliero prete del luogo, non lo sembrano gli abitanti locali.Il clima plumbeo del luogo non facilita le cose. Le poche eccezioni paiono rappresentate da alcuni amici d'infanzia e da Samuel Roman un bizzarro ispettore appassionato di letteratura horror. Ovunque vadano la scrittrice e la sua sensibile aiutante si verificano morti ed incidenti sempre più cruenti. La scrittrice si era costruita la sua fama con il personaggio della cacciatrice di mostri Lizzie Lark e della sua nemesi, la strega Marianne. Possibile che il tutto sia manovrato da una reale entità malvagia? Un'entità che sta facendo di tutto per tornare nella nostra realtà?

Nonostante sia stata cancellata da Netflix dopo una sola stagione Marianne si è guadagnata un grande numero di fans sparsi per tutto il mondo. Tralasciamo le consuete parole di entusiasmo dello "Zio" Stephen King che, com'è noto, non nega una parola buona nemmeno al ragazzo che consegna sgualciti i giornali della mattina o al tizio che sta passando per caso in mezzo alla strada ma è un dato di fatto che Marianne sia davvero una serie notevole. Magari non per tutti, forse da avvicinarsi con le pinze se deboli di cuore, decisamente non consolatoria, però si tratta di uno show capace di dire qualcosa di nuovo su un tema stra abusato come quello della stregoneria. Ed anche in grado di saper sfruttare tutti i temi soliti del genere senza farli apparire come stantii.

 Otto episodi in tutto, creata da Samuel Bodin ed interpretata da una schiera di attori tutti decisamente in parte Marianne si sa rivelare come un autentico pugno nello stomaco.

Victoire Du Bois, una giovane attrice -che nel 2013 aveva lavorato con Luc Besson (colui che viene considerato come la moderna icona della cinematografia d'oltralpe) nel film Cose Nostre- Malavita e nel 2017, col nostrano Luca Guadagnino in Chiamami col tuo Nome- interpreta il non facile ruolo di Emma Larsimon, la scrittrice protagonista della serie. Dico ruolo non facile perché Emma Larsimon si rivela sin dalle prime battute come una figura respingente, quasi repellente. Già nella prima scena quando legge l'ultima pagina del libro conclusivo della sua saga rivelandone così il finale davanti ad un gruppo di fans allibiti cerca di delinearsi come una persona molto scostante, che gioca a fare l'alternativa, che maltratta l'altrettanto giovane assistente che le viene affiancata, e che pare non avere  nessuna considerazione o rispetto per gli altri. Lo stesso si può dire di molti altri personaggi: una madre che sembra non avere altre aspirazioni se non la cucina di pomodori ripieni; un prete decisamente anomalo e tutta una serie di personaggi di contorno spesso sopra le righe. 

Victoire Du Bois: la protagonista Emma Larsimon.
  

Su tutto regna però una costante cappa di sfiducia, di terrore e di malmostoso sortilegio. 

Mano a mano che si procede nella narrazione si capiranno i motivi di tanti comportamenti e ci si accorgerà non solo che non tutto è come appare, ma anche che le cose e sopratutto i legami tra i vari personaggi sono parecchio più complessi di quanto sembri.

Non mancano scene decisamente splatter, atmosfere debitrici del miglior horror internazionale. L'iconografia dominante nel bene e nel male è quella cristiana, gli orpelli per combattere il Malesono quelli e la cosa potrebbe non piacere ad alcuni spettatori dalla mentalità più laica, ma la storia intera del Cinema del perturbante è imbevuta di questi stilemi, quindi non bisogna stupirsene. Inoltre, una volta tanto questa iconografia non viene usata a sproposito e qualche critica viene posta a tante certezze prestabilite.


Marianne però spesso e volentieri riesce a derogare da molte delle regole scritte e non scritte del perturbante. da tempo immemore infatti ci viene ripetuto (e spesso anche a ragione) che l'orrore, i mostri, le creature non debbano essere mostrate o che, al massimo che le loro apparizioni debbano essere centellinate, perché il male per risultare credibile e per non scadere nel ridicolo, debba essere mostrato allo spettatore il meno possibile. Ebbene in questo caso, non solo la strega Marianne che dà il nome all'intera serie viene rappresentata e descritta in continuazione ma appare in più di una incarnazione. Lo stesso si può dire per i suoi metodi ed artifici.

Non si lascia spazio al dubbio o all'immaginazione, nel mondo della serie, il soprannaturale esiste, non lascia scampo ed ha le sue armi.

Si può combattere però, utilizzando gli stessi mezzi. E cioè sporcandosi le mani. In maniera dolorosa.

Ci sono alcune scene splatter, non mancano le atrocità psicologiche,  toni onirici si intervallano con momenti più terreni, il tutto ben amalgamato. Certo, a volte si esagera: il prendersi esageratamente sul serio, l'eccesso di pomposità è da sempre uno dei limiti maggiori di molte produzioni francofone ed anche qui in un paio di momenti si conferma questa tendenza. Però in Marianne, tutto questo a differenza di molti altri show d'oltralpe non disturba più di tanto. Parliamo di una serie horror e che horror (di qualità) sia.

La narrazione procede a volte con qualche caduta, ma in definitiva in maniera piacevole e convincente per tutti gli amanti del genere. 

Oltre a Victoire Du Bois, il cast presenta alcuni volti poco o mediamente conosciuti, tra cui si segnala l'italiano di origine maghrebina Mehdi Meskar che interpreta Tonio uno dei ruoli di contorno. Alban Lenoir è invece l'ispettore Roman con una interpretazione decisamente sopra le righe. Il bravo Patrick d'Assumcao veste invece i panni del locale pastore di anime. Ma sono i personaggi femminili e le loro interpreti a dare il meglio per quanto riguarda il comparto recitativo; sia Lucille Boujenah (Camille) che Tiphaine Daviot (Aurore) risultano credibilissime nella loro recitazione, arricchendo con la loro espressività la narrazione di una vicenda sempre più nera e disperata.

 Puntata dopo puntata si delineano i conterni di una maledizione secolare. Malefici ed incantesimi tesi alla distruzione di tutte le vite che la strega nella sua ansia vendicativa incrocia. Certo, lo scenario è sempre quello solito: l'eterno, millenario conflitto tra rappresentanti del Bene contro intermediari del Male.

Ma chi muove le pedine? Ed attenzione a non perdere mai di vista quanto per noi sia più importante. E se per Emma Larsimon questo ha rappresentato in passato la perdita degli affetti a lei più vicini, per altri dei personaggi questo ha rappresentato perdite e sconfitte ben peggiori.

E poco alla volta gli errori del passato, stregoneria o meno, tornano sempre a chiedere il conto.

Quello che ci salva o meno è il nostro modo di affrontare le cose.

MARIANNE.  2019 FRANCIA  NETFLIX

Stagioni: 1  Puntate: 8  Autore: SAMUEL BODIN

Interpreti: VICTOIRE DU BOIS; LUCIE BOUJENAH; TIPHAINE DAVIOT; 

ALBAN LENOIR; AURORE BROUTIN; PATRICK D'ASSUMCAO.

12 commenti:

Cavaliere oscuro del web ha detto...

Anche se seguo il genere, non ho visto questa serie.

Nick Parisi. ha detto...

@ Cavaliere oscuro del web
Non è molto conosciuta, ma vale la pena di vederla.

Mariella ha detto...

Dopo il tuo post, sono sempre più traballante nel proposito di non cedere alla tentazione dell'ennesimo canale a pagamento. Fino ad ora avevo resistito a Netflix! La serie sembra decisamente accattivante ed è assolutamente nelle mie corde...

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Ti comprendo. Su Netflix comunque c'è di tutto, prodotti buoni ed altri meno. Questa comunque è fa parte-almeno per me- della prima categoria.

Innassia Z ha detto...

Ciao @Nick. La serie non la conosco, e se devo essere più precisa non conosco nessuno che la guardi. Quindi, sono all'oscuro di tutto.

Nick Parisi. ha detto...

Ciao @Innassia Z, la serie la conoscono in pochi ma ha la sua validità. Inoltre essendo durata solo una stagione è anche piuttosto facile stargli dietro. Comunque vedrai che la prossima serie di cui parlerò la conoscono ancora meno persone. ;)

Babol ha detto...

L'avevo adorata. E la vecchia mi ha fatto una paura del diavolo. Non capisco perché l'abbiano cassata dopo solo una stagione, visto che roba ben più brutta va avanti da anni.

Nick Parisi. ha detto...

@ Babol
Non me lo spiego nemmeno io, le ultime politiche di Netflix mi lasciano perplesso. L'unica spiegazione che mi sono dato è che forse la protagonista era stata resa in maniera molto antipatica, certi suoi atteggiamenti- non per colpa dell'attrice ma della storia in sè- risultano troppo respingenti. Ma questo comunque non spiega tutto.

Austin Dove ha detto...

mamma mia che ansia la strega
sembra molto interessante come serie

Nick Parisi. ha detto...

@ Austin Dove
E' sicuramente una serie a tinte forti, però secondo me merita la visione. Ti faccio un piccolo spoiler: segui bene il volto della strega nella serie, vedrai che arriveranno molti stimoli in più.

SamSimon ha detto...

Certo che dispiace che sia stata cancellata così presto se meritava la visione. Ma si sa che con un'offerta così ampia è sempre più difficile per una serie imporsi nel mondo di netflix.

Nick Parisi. ha detto...

@ SamSimon
Vero, le piattaforme come Netflix, Amazon Prime e simili sono diventate l'ultima tendenza, anche i network classici stanno spostando le novità sulle loro piattaforme, l'unica cosa che mi dispiace un poco è che ora come ora almeno in Italia chi come me colleziona serie tv non può trovare dvd delle serie che producono, l'unica eccezione al momento mi pare "Narcos". Inoltre pare che Netflix per le serie che produce (non per le serie che ha ereditato dai network ) raramente vada oltre la terza stagione....quindi è difficile che una serie duri molto lì.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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