HELLBOY: LA CASA DEI MORTI VIVENTI.

1956. Hellboy si trova in Messico per indagare su un caso di vampirismo. Nella corso della missione un suo amico luchador ne fa le spese, perdendo la vita. Sconvolto dai sensi di colpa "il ragazzo dell'inferno" passa le sue giornate ad ubriacarsi e a vivere la vita del lottatore. Fino al momento in cui un gentile ma ambiguo personaggio lo invita a partecipare ad un combattimento ben particolare: Hellboy
dovrà sfidare una sorta di creatura in stile Frankenstein costruita
da un bizzarro scienziato pazzo. 
Il prezzo per un eventuale rifiuto sarebbe la morte di una ragazza,
una sconosciuta per Hellboy , ma l'essere vive già con troppi sensi di
colpa e non vuole aggiungerne altri nella sua parodia di esistenza.




La traduzione di storie legate all'universo di Hellboy sembrano essere aumentate esponenzialmente: se la saga principale del personaggio di Mike Mignola continua con le avventure a singolo del suo personaggio, la serie gemella  del B.P.R.D con le avventure collettive degli altri agenti del Bureau del Paranormale ha ormai superato in quanto a qualità la serie madre: adesso poi con la conclusione a dir poco apocalittica, della saga della Guerra contro le Rane ha dato il la ad una nuova collana - Inferno sulla Terra- con gli "eroi" costretti a confrontarsi con tutte le conseguenze del conflitto precedente.

Ecco quindi arrivare su quest'onda questo special:  LA CASA DEI MORTI VIVENTI,  un volumetto cartonato abbastanza slegato dalla continuity attuale, che riporta Hellboy al passato  inserendolo in uno scenario affascinante: il Messico e la lucha libre ( il nostro wrestilng ) degli anni cinquanta.
L'occasione è anche una scusa per ricreare l'accoppiata già vincitrice dell' Eisner Award : Mike Mignola, qui nelle vesti di semplice sceneggiatore e Richard Corben nelle vesti di disegnatore ospite.


Alle soglie dei settantadue anni, Richard Corben si dimostra forse uno dei pochi disegnatori in grado di  riuscire a rendere l'universo macabro, gotico, amaro e al tempo stesso scanzonato di Mignola, sicuramente meglio del Guy Davis di B.P.R.D.

Nonostante il suo tratto sia purtroppo lontano dall'opulenta grandiosità dei tempi in cui negli anni settanta disegnava DEN, forse uno dei migliori fumetti fanta-horror di sempre in cui le tematiche underground vengono fuse con influenze alla Lovecraft o alla Jack Vance, il disegnatore riesce comunque ad assestare ancora diverse zampate. la trama scritta da Mignola , pur essendo sicuramente godibile è quasi esclusivamente riservata per permettere a Corben di dare sfoggio alle sue arti grafiche.
Lo stesso Hellboy, ne viene fuori tratteggiato perfettamente in tutti i suoi lati caratteristici:  il sapere di essere l'arma finale delle forze distruttrici, l'averlo rifiutato per passare dalla parte della razza umana, la consapevolezza di rimanere sempre e comunque uno scherzo del destino e non ultima la profonda umanità del personaggio e i suoi sensi di colpa per la perdita degli amici.

Richard Corben.
Mignola, dal canto suo si diverte a comporre un omaggio ai film Universal degli anni quaranta, ma anche alle vecchie pellicole messicane di lottatori mascherati contro  mostri ed alieni.

Uno dei punti di forza di Mignola è  proprio questo , non si fa problemi ad utilizzare tematiche apparentemente trash, ad affrontare tutti gli stilemi gotici e le tecniche narrative dei fumetti  e poi a mescolarli e ad amalgamarli tra di loro. Lo scenario che ne fa venire fuori, oltre a fare la gioia volta per volta a tutti gli appassionati di comics e anche a tutti gli Horror fans, risulta un perfetto caleidoscopio di tutti questi elementi.

LA CASA DEI MORTI VIVENTI è un piccolo pastiche che non influisce più di tanto ai fini dell'epica  di Hellboy, e neanche è fondamentale ai fini della continuità  della serie però può rappresentare un buon viatico per chiunque non conosca ancora il personaggio di Mignola,magari una buona occasione per avvicinarsi alla saga.

HELLBOY: LA CASA DEI MORTI VIVENTI.
Edizioni Magic Press;  56 Pagine.
Cartonato. Euro 13,00.
Copyright delle Immagini: Mike Mignola & Magic Press per l'Italia.

6 commenti:

Eddy M. ha detto...

La saga di HB non mi ha mai ispirato moltissimo anche se considero Mignola un genio assoluto. Prima o poi proverò a darci un'occhiata.

Salomon Xeno ha detto...

Io infatti ho questo volumetto - edizione americana a metà prezzo - ed è l'unico di Mignola letto finora. Devo dire che non mi ha sconvolto, anche se è divertente e si legge senza intoppi. Più che altro c'è una congestione di mostri... ma il finale è epico!

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy.
Naturalmente non voglio convincere nessuno. Mi piacerebbe sapere però, giusto per curiosità cosa esattamente non ti convince di HB. ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Salomon.
Effettivamente non è un capolavoro, nè una cosa sconvolgente.
Però è un fumetto divertente e che si lascia leggere piacevolmente.
Il che di questi tempi è già molto. ;)

Eddy M. ha detto...

Ho letto un paio di numeri e la veneranda età non aiuta la memoria, ma ricordo che non mi piaceva l'atmosfera da x-files + fantasy + inferno. Ma sai, è vecchia riminiscenza, magari se lo rileggo mi piace. Ecco la buona occasione.

Ah! E i film non aiutarono. Per molti dei capolavori, per me delle mezze pippe... ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy.
Sui film sono d'accordo i film di Hellboy, specialmente il primo, erano orrendi.
Comunque, tanto per cambiare non c'entrano niente con il fumetto.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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