ROBERT JOHNSON: LO STRANO CASO DELL' UOMO DEL CROCEVIA- I Parte

"Il blues di Robert Johnson ti faceva venire la pelle d'oca. La musica di Robert Johnson andava dritta a un nervo che la gente non aveva neanche più."
 (Walter Mosley)



"Sono andato al crocevia, sono caduto in ginocchio/ ho chiesto al Signore lassù, abbi pietà, risparmia il povero Bob, ti prego./ Me ne stavo al crocevia, cercavo qualcuno che mi desse un passaggio/ sembra che nessuno mi riconosca, tutti mi passano davanti./ Il sole sta calando, gente, il buio mi sorprenderà qui/ senza una dolce donnina piena d'amore che comprenda la mia angoscia./ Puoi correre a dire al mio amico, il povero Willie Brown/ che me ne sto al crocevia, credo che non resisterò a lungo"
(Da Cross Road Blues di Robert Johnson )


Questa storia comincia nei primi decenni del ventesimo secolo.
Tra la fine degli anni 20 e l'inizio degli anni 30s un uomo si esibisce come musicista blues tra le locande e le bettole del Delta del Mississippi. Raccontano gli amici che l'uomo è un armonicista competente ma appena comincia ad esibirsi come chitarrista le cose cambiano.
In peggio.

Gli esiti sono imbarazzanti, gli avventori rumoreggiano al punto che i colleghi musicisti spesso sono costretti a chiedere al'uomo di smettere di suonare tanto questi sembra negato.
L' uomo scompare per un anno, quando ricompare non sembra nemmeno più la stessa persona: adesso è diventato un maestro a suonare la chitarra, la sua tecnica del fingerpicking lascia tutti a bocca aperta.
Ai colleghi l'uomo racconta, forse scherzando forse no, di aver stretto un patto con un diavolo incontrato mentre attraversava un crocevia allo scoccare della mezzanotte.
Il patto è chiaro: talento in cambio del'anima.
L'uomo descrive il diavolo come un individuo in nero, inoltre scherza con gli amici sostenendo che ormai è destinato a morire giovane.
Da quel momento in poi le sue canzoni conterranno sempre riferimenti sinistri.
16 Agosto 1938 lo stesso uomo muore in circostanze misteriose a Greenwood nel suo nativo Mississippi dopo due giorni di intensa agonia.
Giorni durante i quali nessun medico riesce a prestargli soccorso, perfino il certificato di morte non riporta nessuna causa ufficiale per il decesso.
L'uomo ha solo 27 anni, il suo nome è Robert Johnson.
Ed è destinato a diventare una leggenda. I musicisti come Eric Clapton, Keith Richards, Bob Dylan o i Led Zeppelin esalteranno la sua tecnica e la sua capacità d'improvvisazione, i curiosi e gli appassionati del' occulto invece rimarranno incuriositi dalla sua vita e dal contenuto delle sue canzoni che spesso parlano di demoni, spettri o di patti col diavolo.
Ma cosa rimane di Robert Johnson? Cosa c'è di vero nella sua vita?

- LA MUSICA DEI DIAVOLI BLU.



Il Blues, la musica degli schiavi liberati.
Non esistono date precise sulla sua nascita,  ma si suppone che cominci a diffondersi nel Sud degli States a partire dal 1865 quando gli afroamericani resi liberi dalla guerra di Secessione Americana cominciano a diffondere i loro canti al di fuori della cosiddetta "Cintura del Cotone".
Dagli originari Spirituals si evolvono diverse tipologie musicali, il Blues è tra queste.

Esistono anche diverse teorie sul significato del termine "Blues", la più accreditata vuole che il tutto nasca da un espressione gergale: " to have the blue devils", che se letteralmente si potrebbe tradurre come " avere i diavoli blu " in realtà avrebbe il significato di "essere triste, malinconico, infelice oppure depresso"
Il blues quindi parla al'animo umano alternando toni cupi ad altri più passionali.
Ma in questa storia, atipica perfino per i temi solitamente trattati da Nocturnia,  quello che c'interessa è un tipo ben preciso di Blues, una musica dove gli strumenti predominanti sono la chitarra e l'armonica da bocca: il Delta Blues nato negli anni venti nella zona tra Memphis e il fiume Mississippi , un universo quasi a sé stante, un luogo non solo geografico, con regole  ed usanze ben precise.
E spesso differenti da quelle del resto degli Stati Uniti.

- STORIA DI UN MUSICISTA.
Ed è in questo ambiente, in questa America rurale ed ancora profondamente segnata dalla miseria e dal  segregazionismo che l' 8 maggio 1911 nella piccola cittadina di Hazlehurst vede la luce Robert Leroy Johnson.
Il piccolo Robert è frutto di una relazione extraconiugale, la madre lo ha concepito con un uomo sposato incontrato dopo che il marito l'ha abbandonata.
In un certo senso il tradimento sarà una delle tre costanti che accompagnerà  Johnson per tutta la vita.
La seconda costante sarà la musica.
Il fratello maggiore gli insegna i primi rudimenti musicali, grazie a lui
Robert impara a suonare l'armonica ed un po meno bene anche
la chitarra.
Cominciano anche i primi sfortunati concerti quelli in cui il nostro protagonista si dimostra uno scarso suonatore di chitarra, Robert però sembra lo stesso felice, l'amore fa capolino nella sua vita per la prima volta. Il ragazzo infatti incontra sul suo cammino la giovane Virginia Travis.
Virginia è poco più che un adolescente e Robert ha da poco compiuto diciotto anni, i due però si piacciono, si vogliono, si scelgono ed alla fine decidono di sposarsi.
Siamo arrivati al'anno 1929, al punto di svolta di questa nostra storia.
Sembrerebbe che tutto stia andando bene, vero?
Ecco, questo è il momento in cui entra per la prima volta in scena la terza costante di questa nostra storia.
La morte. 

Dopo nemmeno un anno di matrimonio Virginia muore di parto.


Robert ne è sconvolto, incapace di accettare la realtà comincia a girovagare senza meta per le località del Mississippi facendo perdere le sue tracce a tutti quanti.

Nel 1931 Robert Johnson ricompare, si risposa perfino con Calletta Craft una donna molto più grande di lui. Sopratutto riprende a suonare.
Ma il Robert Johnson che riprende a suonare, è completamente diverso dal ragazzo col cuore spezzato scomparso un anno prima.
Non solo si è trasformato in un cinico alcolizzato e donnaiolo sempre pronto ad abbandonare la nuova moglie, ma si è tramutato in un virtuoso della chitarra, in un musicista sopraffino in grado di memorizzare qualsiasi melodia ascoltata in pochi istanti.
Robert Johnson è diventato un maestro del Blues.
Però sorgono anche le prime voci su di lui. Ed è lui per primo ad alimentarle parlando del suo "Patto col Demonio".
La cosa, col tempo avrà esiti tragici.
(Continua...)

22 commenti:

Marcella Andreini ha detto...

Spesso ci troviamo ad un crocevia ma non sempre si ottengono così grandi risultati; è il dono di sapere trasformare la disperazione in talento. Attendo il seguito :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Marcella Andreini
Hai detto una gran verità, il vero segreto dei grandi artisti è questo.
Ciao. :)

Ariano Geta ha detto...

Come al solito spunti interessanti. Anche stavolta resisterò alla curiosità di cercare news su internet e attenderò il prossimo post di nocturnia per conoscere la fine della storia ;-)

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano
In questo caso nutrivo qualche dubbio in più se narrare o meno la storia di Robert Johnson, perché a differenza della precedenti di cui ho parlato è parecchio più conosciuta, in particolare dagli appassionati di musica.

Marco Lazzara ha detto...

Aaaah! Maledizione, mi hai fregato! Questo post volevo scriverlo io tra qualche mese sul blog Illustraidee nella mia rubrica Leggende Musicali! Mi hai battuto sul tempo, cavolo!

Angie Ginev ha detto...

A quanto pare hai anticipato qualcuno nello scrivere questo bellissimo articolo.
Attenderò la seconda parte, il patto con il diavolo? Esiste davvero? Oppure è il trauma del dolore profondo...che può portare a galla altre risorse nascoste, nelle risorse e talenti, vi sono anche quid di vizi ed abbrutimenti...

Siamo complicati e complessi...davvero tanto.
Un abbraccio
Angie

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
E io ti dico che sarei curioso di leggere un TUO post su RobertJohnson. Non ho certo io l' esclusiva sul' argomento ;)

Marco Lazzara ha detto...

Il fatto è che avrei raccontato della famosa leggenda del suo incontro al crocevia... quindi avrei scritto esattamente il post che stai sviluppando tu! Beh, poco male. Di leggende musicali da raccontare ce ne sono a bizzeffe, una più interessante dell'altra. Del resto per ora abbiamo pubblicato solo tre post sull'argomento. :)

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
E io prometto per un po di non pubblicare più post sulle leggende musicali . Così ti lascio campo libero. ;)

Nick Parisi. ha detto...

@ Angie Ginev
La domanda del post è questa: esiste il patto col diavolo o si tratta solo di un abbruttimento personale?
In fondo il peggior nemico di noi stessi, il nostro diavolo siamo noi.

Marco Lazzara ha detto...

Ma no, tu pubblica pure ciò che vuoi, figurati! Anche perchè secondo me sull'argomento ci troviamo su binari diversi (leggi per credere!). Combinazione questo era un argomento su cui siamo incrociati, visto che parla della musica e del diavolo (ma non era il rock la musica del diavolo?)

Nick Parisi. ha detto...

@ Marco Lazzara
Pare che anche i musicisti blues avessero tra i loro detrattori molti che li accusavano della stessa
cosa.

LaLeggivendola ha detto...

Bizzarro. Ne stavo parlando giusto oggi con degli amici ò_ò

Roberto Paglia ha detto...

Bellissimo articolo, è stato un piacere leggerlo.

Nick Parisi. ha detto...

@ LaLeggivendola
Sincronicità! Questa è la parola giusta!
Penso che Johnson sia un "caso" talmente famoso e conosciuto che sia normale che se parli parecchio, tra appassionati.

Nick Parisi. ha detto...

@ Roberto Paglia.
Ciao Roberto, è sempre un piacere vederti a queste latitudini!
A prestissimo!

Obsidian M ha detto...

E io che pensavo che il diavolo al crocevia fosse un'invenzione degli sceneggiatori di Supernatural! Patto col diavolo? Ci può stare. Mi domando solo che razza di super-patto uno dovrebbe fare per diventare famoso come Jimi Hendrix!

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian
No, il racconto del'incontro tra Johnson e il diavolo al crocevia non è un invenzione degli sceneggiatori di Suernatural, le leggende e i racconti tra diavoli e viandanti ai crocevia sono antichissimi e risalgono sicuramente al medioevo, se non prima. La stessa serie di Supernatural, prima che si trasformasse nella solita guerra tra paradiso ed inferno, al'inizio era nata per narrare le varie leggende e figure del folklore Nord-americano.
Questo quantomeno nelle primissime stagioni. Infatti uno dei titoli proposti da Erik Kripke per la serie era proprio "Supernatural America".

Ivano Landi ha detto...

Eccomi! Finalmente ho trovato il tempo di leggere il post con calma :)
Io, a differenza di altri commentatori, non sapevo nulla di tutto ciò. Però ricordo che avevi citato proprio costui in risposta a un mio commento nel tuo post sul Dracula ritrovato.
La storia è indubbiamente affascinante e aspetto il seguito. Intanto ho notato che ricorre il solito 27 come età della morte dei musicisti in odore di "diavoli blu": Hendrix, Morrison, Joplin, Winehouse e forse anche qualcun altro.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Ah! Ero convinto che tu la conoscessi la storia di Robert Johnson dal momento che nei commenti al mio post precendente mi avevi parlato dei musicisti Blues e Jazz.
Comunque, si: Johnson fa parte del cosiddetto "Club 27", gli artisti morti a quel'età, anzi è stato uno dei primi artisti "maledetti" a morire a quel'età.

Eddy M. ha detto...

Possibile che i tuoi post devo sempre leggerli con calma ed attenzione? Ma scrivi qualcosa di più stupido, no!? XDXD
Mammamia che storia. Sai che i patti col diavolo sono sempre stati uno dei miei argomenti horror preferiti?
Curioso di leggere il seguito

Nick Parisi. ha detto...

@ Eddy
E che devo fare? Comincio sempre col dirmi cose tipo:" Stavolta scrivo un articolo breve" oppure "Stavolta scrivo di argomenti semplici"...e poi quando ho finito mi ritrovo con articoli lunghissimi e con argomenti così. XD XD XD
A parte gli scherzi la settimana prossima uscirà la seconda parte.

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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