IL MOSTRO DI FRANKENSTEIN : IL FILM PERDUTO ITALIANO DEGLI ANNI VENTI!

C'è stata un epoca in cui il Cinema era fatto della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Per lungo tempo, specialmente nei suo decenni iniziali l'ambiente della "Settima Arte" è stata appannaggio di persone che non pensavano certo di lavorare per il futuro, non credevano di fare arte, ma se è per questo nemmeno pensavano a creare grandi blockbuster  (anzi, il termine non esisteva nemmeno ) commerciali. Erano persone che semplicemente lavoravano per il momento, per l'attimo.
Definiteli come preferite: cialtroni, pionieri, sognatori, affaristi senza scrupoli, dilettanti, precursori....
Probabilmente coloro che hanno lavorato nel Cinema degli esordi sono stati un misto di tutte queste cose ed altro ancora, quello che è certo è che hanno costituito l'ossatura di quello che sarebbe venuto  poi.

Di quei primi anni è più quello che si è perduto rispetto a quanto è rimasto, spesso non c'era nemmeno la propensione a conservare quello che si creava.
Non serve ricordare i motivi per cui tanti film non sono arrivati fino a noi, tutto è stato spiegato ne
Il File dei Film Perduti  in questo caso quello che è importante è ricordare alcuni film  che sono considerati perduti per sempre.
Per quanto  riguarda il decennio degli anni 20s abbiamo già parlato, ad esempio de Il Fantasma del Castello, ma infinite sono le pellicole disperse, eccone un' altra.
Ci sarà qualche sorpresa.

- IL MOSTRO DI FRANKENSTEIN .   Anno 1920.   Origine: Italia.

Probabilmente è il primo vero  film horror italiano  (eh si, c'eravamo anche noi! ) però non solo di questo film se ne sono perse le tracce da decenni, ma ne è anche molto difficile riuscire a reperire informazioni utili. 

De  Il Mostro di Frankenstein , se ne conoscono alcuni dati di base: si sa, ad esempio,  che venne girato dal  regista Eugenio Testa, si sa anche che la sceneggiatura venne scritta da Giovanni Drovetti , si conoscono i nomi degli attori coinvolti.
Ma non molto di più.
Di tutto  il film è sopravvissuta un' unica foto di scena, ci sono però diverse locandine che testimoniano come la pellicola abbia effettivamente circolato per le sale del territorio italiano nel periodo tra il 1922 ed il 1926 . Ulteriori fonti quali opuscoli e altre locandine dimostrano che il film ha anche avuto una certa diffusione all'estero, in particolare in Egitto, in Francia e in Belgio, in questi ultimi due paesi in particolare, la pellicola ribattezzata col titolo di Le Monstre   avrebbe ottenuto un enorme successo.
Poi, ad un certo punto, il nulla con il film che scompare completamente dai radar.

Anche gli esperti del settore  non sembrano saperne  di più: tra i dizionari di Cinema, quello che sembra parlarne di più è il Mereghetti, che cita anche parte della trama, ma anche in questo caso i dati in possesso sembrano essere drammaticamente pochini.


L'unica immagine sopravvissuta del film con l'attore
Umberto Guarracino in arte "Cimaste" che interpreta il mostro.

L'ipotesi più probabile è che il film sia stato progressivamente smontato dai tagli della censura fino al punto in cui non sia rimasto più niente di utilizzabile.

La cinematografia italiana era particolarmente vitale nel periodo a cavallo tra l'inizio e la fine della prima guerra mondiale e si permetteva anche il gusto di sbertucciare i generi attuando commistioni impensabili.
Prodotti strani, quasi di confine, a metà tra il teatro sperimentale ed il drammone popolare. Pellicole al cui interno si poteva trovare davvero di tutto.


Tendenza a cui non fa eccezione nemmeno questo Il Mostro di Frankenstein come dimostra la trama.

All'inizio la sceneggiatura sembra seguire la vicenda classica del romanzo di Mary Shelley: uno scienziato crea un essere umano artificiale ,stavolta però la creazione del mostro avviene tramite una formula chimica ed il luogo di fabbricazione non è un laboratorio ma una caverna,  seguendo la storia classica ad un certo punto, la creatura interpretata dall'attore Umberto Guarracino, si ribella causando numerose distruzioni.
A questo punto però arriva l'elemento "creativo " e sperimentale di tutta la pellicola.

Quando tutto sembra ormai perduto, compare infatti l'eroe Sansone ((interpretato dall'attore Luciano Albertini ) che sconfiggerà il mostro ristabilendo l'ordine.
Vi avevo avvertito, che da un certo punto in poi le cose si sarebbero fatte strane.
Tutto comunque può essere spiegato.
E può essere spiegato in maniera biecamente semplice.

Già ai suoi inizi, il Cinema viveva di cicli, serie, mode e tendenze e quello italiano non faceva eccezione. Nel nostro paese sin dai tempi di Cabiria (1914 ) era nata la tendenza a realizzare diverse serie di film che avevano come protagonisti dei forzuti eroi riparatorti. Il capostipite  di questo genere era stato il personaggio di  Maciste ( a cui prestava il volto l'ex scaricatore di porto genovese Bartolomeo Pagano ) . 
Il personaggio compariva per la prima volta sotto forma di ruolo comprimario proprio in Cabiria, però grazie all'enorme successo riscosso presso il pubblico era diventato ben presto protagonista assoluto di un intero ciclo di avventure - tra cui la più famosa rimarrà per sempre Maciste all'Inferno del 1926 .

Il Sansone di Luciano Albertini

C'era indubbiamente l'elemento propagandistico delle virtù italiche ( i primi film di Bartolomeo Pagano vennero girati durante la Prima Guerra Mondiale ) ma lentamente  nacque un vero e proprio filone di eroi dai nomi mitologici e assieme a questo arrivò una schiera di imitatori.
Tra questi imitatori, spiccava il Sansone di Luciano Albertini.

In pratica quindi Il Mostro di Frankenstein o era l'ennesima pellicola facente parte del ciclo di Sansone, oppure un film, magari non canonico, in cui compariva come protagonista lo stesso personaggio. Inoltre si trattava di un film che, pur essendo ambientato in epoca contemporanea, univa elementi horror e gotici ad altri decisamente Peplum o Sword and Sandals, quanto di queste commistioni fossero studiatamente volute e quanto sia state frutto del caso o della sfrenata fantasia degli autori questo non è dato sapere.
Era nato l' horror italiano, anche se all'epoca se ne accorsero in pochi.


Rimane qualcosa da raccontare anche dei creatori dell'opera....
Eugenio Testa ( 1892-1957) fu un attore e regista torinese che lavorò principalmente nel teatro dialettale piemontese e nel mondo della rivista comica, molto meno nel settore del Cinema dove rimase ricordato specialmente per la regia di questa pellicola.
Allo scoppiare della Seconda Guerra Mondiale, Testa preferì trasferirsi a Barcellona dove continuò a lavorare in Teatro.

Si sa qualcosa di più su Luciano Albertini (1891-1941).
Di origine romagnola, Albertini ( ma il vero nome era Francesco Vespignani ) fu prima un celebre acrobata e culturista noto per aver lavorato per i circhi di mezza Europa, finché nel 1913 non fu notato da un produttore che gli diede un ruolo nel film Spartaco.
Inizialmente si trattò di piccole parti, poi grazie al suo fisico atletico, arrivò il successo.


In particolare furono i film della serie di Sansone a procuragli le maggiori soddisfazioni, permettendogli  anche di fondare una propria casa di produzione ( tra le altre cose Albertini produsse lo stesso Il Mostro di Frankenstein ). Popolarissimo in Germania l'uomo lavorò molto anche in quel paese, purtroppo però la sua carriera venne interrotta da problemi economici e di salute.
Gli ultimi anni non furono particolarmente felici e l'attore morì in un ospedale psichiatrico dimenticato da tutti.

Ancora più scarni i dati a disposizione su Umberto Guarracino.
Di probabile origine spezzina, Guarracino era una presenza costante della cinematografia italiana del'epoca, in particolare nei film delle serie di Maciste ( fu Pluto nel già ricordato Maciste all'Inferno ) e in quella di Sansone, agendo in questa veste, come comprimario in molti dei lavori di Luciano Albertini.

Oggi non sappiamo dire niente riguardo alla qualità effettiva del film, tutto è andato perso tra le nebbie del tempo, però - non so voi- ma ai miei occhi il sapere che certi generi, lo scoprire che alcune tematiche, o anche diverse forme di ibridizzazione esistessero già un centinaio di anni fa, che fossero già arrivate prima che nascessero i loro teorici o anche gli appassionati e gli studiosi del settore ...beh, la qual cosa assume ai  miei occhi un senso quasi rassicurante .
Sarebbe la prova ulteriore che certi archetipi in fondo in fondo sono sempre esistiti.
E che raccontare questo tipo di storie ha sempre fatto parte della creatività umana.

NOTE E FONTI:
 Mai come questa volta è stato difficile per me riuscire a reperire informazioni sul film che ho trattato in questo post e anche sugli attori coinvolti, nel caso foste interessati ad approfondire, vi segnalo alcuni link che mi hanno aiutato molto.
Questo è il mio modo per ringraziare i siti in questione per il fondamentale aiuto che ho ricevuto.

IL MOSTRO DI FRANKENSTEIN:



UMBERTO GUARRACINO: 

15 commenti:

Diego ha detto...

Bellissimo post, complimenti. E che meravigliosa ingenuità il cinema dell'epoca: i nomi (Cimaste è stupendo!) e le pose plastiche nelle fotografie...

Nick Parisi. ha detto...

@ Diego
Grazie! Sono un grande fan del cinema degli albori, proprio per l'ingenuità del periodo.
In questo caso poi vorrei esser riuscito a trovare più informazioni, magari qualche immagine in più, però a quanto pare l'unica sopravvissuta è quella che ho postato nell'articolo.

Ivano Landi ha detto...

Bellissimo post, Nick. Mi stupisce però una cosa ed è questa: di solito quando un film fa parte di una serie si tende a mettere in primo piano nel titolo il protagonista della serie stessa; in questo caso il titolo dovrebbe essere: Sansone contro il Mostro di Frankenstein. Questo mi fa dubitare dell'esattezza di quel che dice la fonte da cui hai tratto l'informazione, ma ovviamente è solo una mia supposizione e non voglio sminuire i meriti di nessuno.
Per il resto, molto divertente l'ultima locandina con il nome di Frankenstein che più storpiato non si può. E Cimaste? Sarebbe l'anagramma di Maciste?
P.S. Scusa, ma mi permetto di consigliarti di aggiustare il titolo del post.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Legittimi dubbi i tuoi, guarda le cose potrebbero essere due: o il film fa effettivamente parte del ciclo ma si è preferito inserire comunque il titolo più conosciuto (ed il romanzo della Mary Shelley era comunque più conosciuto in Italia e all'estero di quanto potesse essere il ciclo cinematografico di Sansone). Oppure, seconda ipotesi, si tratta di un film "non canonico" come i film dei mostri degli anni '40s in cui però compariva lo stesso il personaggio di Sansone.
Ad ogni modo continuo a cercare informazioni in merito, anzi chiedo l'aiuto di tutti gli esperti per eventuali informazioni, aggiunte e \o correzioni in proposito.
Si "Cimaste" è un anagramma che Guarracino utilizzava per differenziarsi sia dai vari "Maciste" che "Sansone", dal momento che il forzuto attore compariva spesso nei film di entrambe le serie e che lavorava spesso con Albertini.

Ho corretto il titolo...maledetta fretta! :(

Ivano Landi ha detto...

Ho notato adesso un'altra stranezza che prima mi era sfuggita: la prima locandina in basso riporta la scritta "Protagonista: Sansonia".

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Ah, questa riesco a spiegartela più facilmente: ad un certo punto della sua attività, specialmente quando cominciò a lavorare in Germania, Albertini venne ribattezzato "Sansonia".
Il motivo è presto detto: Albertini lavorava sempre con lo stesso Staff, tra cui la compagna che utilizzava come nome d'arte quello di "Sansonette" e lo stesso Guarracino.
In un certo senso "Sansonia" divenneil nome cumulativo dell'intero Staff di collaboratori.
Se sei interessato, ho trovato le informazioni qui: http://books.google.it/books?id=ynVdYjgNXJ4C&pg=PA14&lpg=PA14&dq=umberto+guarracino%22Cimaste%22&source=bl&ots=TUij5qE6aP&sig=4kCnN33rljmxRw29YdQLchIhcE4&hl=it&sa=X&ei=PXJGVOqqH6_B7AbolYDoAw&ved=0CCUQ6AEwAg#v=onepage&q=umberto%20guarracino%22Cimaste%22&f=false
Anzi, adesso vado ad inserire anche queste nelle fonti dell'articolo.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
Mentre invece, il "Franckenstein" della locandina è un vero e proprio errore di scrittura. ;)
Se hai altri dubbi sono qui.

Babol ha detto...

Ma che incredibile figata!!! L'unica cosa da fare in questi casi è sperare che, prima o poi, da qualche cantina/magazzino escano dei cimeli che possano fare ulteriore luce su questo film!!

Nick Parisi. ha detto...

@ Babol
Lo spero vivamente, sarebbe bello se saltasse fuori questo film, magari poi scopriamo che è una cretinata però il fatto che sia scomparso mi fa sentire particolarmente il senso della perdita.
E lo stesso vale per le centinaia di film, libri, quadri, opere d'arte e monumenti che sono andati perduti nel corso della Storia umana.

Obsidian M ha detto...

Un gran bel lavoro di ricerca, Nick. Peccato che si sappia così poco su questo Frankenstein (l'avrò scritto giusto?). Un solo fotogramma credo sia un record negativo....

Ariano Geta ha detto...

Post davvero interessante corredato - come giustamente notato da tutti - da un eccellente lavoro di ricerca.
Ci rammenta che si può vivere nel mondo dell'arte e della creatività senza necessariamente passare alla storia, non lasciando traccia delle proprie opere, ma - comunque - avendo vissuto la propria vita, il proprio attimo fuggente sull'onda del sogno.

Nick Parisi. ha detto...

@ Obsidian Mirror
Ahahah! L'hai scritto bene, anzi benerrimo! :D
Credo proprio che questo sia in definitiva il film perduto di cui siano rimaste meno tracce in assoluto. Tanto per fare un confronto, de "Il Fantasma del Castello" di cui abbiamo parlato mesi fa sono rimasti molti fotogrammi, stessa cosa del "Batman" filippino, non parliamo poi di "Der Golem"; ma se parliamo invece di questo "Il Mostro di Frankenstein", ci resta veramente pochissimo, quasi niente!
Non siamo sicuri nemmeno di conoscere bene tutta la trama....
Davvero un caso affascinante!

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
"si può vivere nel mondo dell'arte e della creatività senza necessariamente passare alla storia, non lasciando traccia delle proprie opere, ma - comunque - avendo vissuto la propria vita, il proprio attimo fuggente sull'onda del sogno."

Bellissime parole le tue, mi fanno pensare a quando nel 1920 degli anonimi spettatori entravano nelle sale cinematografiche a vedere i film girati da Guarracino; Albertini e altri attori come loro, così come oggi noi andiamo a vedere i film di T Cruise o Hanks...
Magari all'epoca Albertini e Guarracino erano considerati come delle vere e proprie Star.
Oggi invece, chi se li ricorda più?
Davvero, fa riflettere sulla caducità della fama.
Ciao.

Ivano Landi ha detto...

Anche "Saetta più forte di Sherlock Holmes" come titolo non scherza :D
Meno male poi hanno rimediato (si fa per dire) con: "Saetta e Mademoiselle Fox-Trott" :-0

Nick Parisi. ha detto...

@ Ivano Landi
La fantasia al potere! XD XD XD

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Ricordando il passato

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