THE CURSE OF FATAL DEATH: QUANDO IL DOCTOR WHO EBBE LA FACCIA DI MR. BEAN!- Seconda Parte.

 La prima parte è uscita QUI.


 Il 12 marzo del 1999 sugli schermi della rete ammiraglia dell'emittente BBC va in onda una trasmissione particolare, uno special di beneficenza per il Red Nose Day, una giornata di raccolta fondi destinati al contrasto della povertà e del disagio infantile.

BBC ONE fa la sua parte e per quall'occasione programma una trasmissione che sia si comica ma che vada incontro ai desideri di quel larghissimo bacino di appassionati del "Dottore", da troppo tempo digiuni del loro beniamino.

La serie classica di Doctor Who era stata infatti sospesa nel 1989 fermandosi con le avventure del Dottore Numero 7 interpretato dall'attore Sylvester McCoy. le motivazioni erano le solite che vengono sempre addotte in occasioni come queste: continuo  aumento dei costi e costante diminuzione dell'audience.

Quindi nonostante i vertici della BBC si fossero affannati a ripetere che "prima o poi" il personaggio sarebbe tornato la ventiseiesima stagione fu l'ultima.

Almeno per parecchi decenni.

Ci fu comunque nel 1996, un primo ma infruttuoso tentativo per resuscitare lo show, si trattò di un film per la televisione a capitali misti anglo-americani, che nelle speranze dei produttori privati avrebbe dovuto fingere da lancio per una nuova versione del simpatico Timemaster.  Intitolato semplicemente Doctor Who conteneva, tra le altre cose, la rigenerazione di McCoy ed il passaggio ad una nuova incarnazione, l'ottava con il fisico ed il volto del fascinoso Paul McGann.

Le reazioni del pubblico furono quantomeno miste. 

Paul McGann nel film Doctor Who (1996)
  

Se da un lato gli spettatori britannici dimostrarono di apprezzare McGann (ma un po meno il fatto che per la prima volta il Dottore nutrisse sentimenti romantici per la sua companion femminile), dall'altro il film fallì miseramente in quello che sarebbe dovuto essere il suo scopo primario: interessare lo spettarore medio americano e di conseguenza trovare finanziamenti in quelle latitudini.

Scoglio questo verso il quale si sono infrante le speranze di molte serie brit, non ultima Spazio 1999.

 

Rowan Atkinson è il "Nono Dottore".
  

Ad ogni modo il buon McGann avrebbe continuato a lavorare nel ruolo sia pur esclusivamente per avventure progettate peraudiolibri e CD, al punto da venire (nonostante tutto) considerato uno degli attori più longevi nella parte ed anche uno dei dottori più amati di sempre. E dopo un certo dibattito la maggior parte di queste "avventure" vengono oggi considerate come "canoniche" e di conseguenza inserite nella cronologia ufficiale (1). 

In tutto questo iato c'erano stati alcuni episodi dedicati a personaggi di contorno, ma quello che mancava era proprio il protagonista principale.

Emma la compagna del
Dottore interpretata da Julia Sawalha

 

Ecco quindi giungere, quasi in soccorso, in quel 1999 lo special Doctor Who: the Curse of Fatal Death, un programma sì comico, certamente satirico, ma con nunerose strizzate d'occhio al canone originale e con diversi elementi di raccordo con la "vera serie". Tanto per cominciare, la sceneggiatura venne scritta da un giovanissimo David Moffat che poi avrebbe prima scritto numerosi episodi della seconda versione, quella apparsa dal 2005 e che poi ne sarebbe diventato anche showrunner. In secondo luogo, in questo programma comico erano presenti anche alcune delle voci originarie dei Daleks compreso il veterano Roy Skelton, un vero e proprio decano del doppiaggio delle creature aliene,  qui alla sua ultima apparizione.

Jonathan Pryce è il Maestro.

 Suddiviso in quattro parti The Curse of Fatal Death avrebbe presentato anche le "versioni alternative ed ironiche" delle ultime cinque incarnazioni del "Dottore", dalla nona alla tredicesima.Tutte eccessive, caricaturali ed estremamente goffe.

E Tutte interpretate da attori particolarmente famosi.

Si comincia con il Mr. Bean televisivo, il celebre Rowan Atkinson, il suo è un Doctor Who particolarmente stiloso, pieno di se ed incapace. Si vorrebbe ritirare a vita privata, stanco di tante battaglie ed avendo trovata una "companion" di nome Emma molto ma molto innamorata di lui intenderebbe metter su famiglia. Ma la vera grande nemesi di Who, il cosidetto "Maestro", un Signore del Tempo rinnegato ( il grande interprete anche teatrale Jonathan Pryce) non ci sta ed ordisce un tranello per eliminare fisicamente il suo avversario e per uscire finalmente vittorioso dalla loro millenaria contesa.

Richard E. Grant il "Decimo Dottore"
 

Il luogo dello scontro è Tersurus, pianeta natale di una razza estinta. A quanto pare infatti i Tersuran comunicavano tramite flatulenza (si, avete capito bene!) e sono incorsi nella loro fine una volta scoperto il fuoco. Tra complotti, alleanze, cambi di casacca dall'una e dall'altra parte, intervento dei già ricordati Daleks si compie una demenziale vicenda.

Battute anche parecchio scurrili, doppi sensi a sfondo sessuale, personaggi che cadono puntualmente in tunnel ricolmi di liquami, gags a raffica, tutti gli attori  danno il loro meglio.

Non si tratta di una comicità adatta a tutti i palati, col senno di poi alcune situazioni potrebbero sembrare se non eccessive quantomeno di grana grossa. 

E in tutta questa sarabanda si assitono a numerose trasformazioni.

Ad un certo punto della storia Atkinson cede il posto al "Decimo Dottore" chiamato anche "The Quite Handsome Doctor" (si potrebbe tradurre come il "Dottore abbastanza Carino" o il "Dottore Belloccio")interpretato da Richard E. Grant. Grant era abbastanza quotato in quel momento, al punto da essere considerato come uno dei "belli" del Cinema britannico (2) ed era spesso intepreteo di numerose commedie romantiche.

Grant poi avrebbe a suo volta lasciato il campo libero all'"Undicesimo Dottore", un signore di mezza età, impacciato, sudaticcio e con problemi di peso (Jim Broadbent).

Jim Broadbent ( il "Dottore Numero 11")

 The Shy Doctor
( il "Dottore Timido") dura poco anche lui. Ben presto entra in scena uno degli attori più famosi di quel momento.

Un certo Hugh Grant.

(Continua....)

 NOTE:

(1) La canonicità dell' Ottavo Dottore è ormai talmente acclarata che Paul McGann nel 2013 è anche ricomparso nello speciale Night of the Doctor in occasione dei festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario del personaggio.

(2) Richard E. Grant in seguito si sarebbe specializzato in ruoli da villain comparendo in tale veste in molti franchise e in film come Logan e Star Wars- l'Ascesa di Skywalker. Non si è fatto mancare anche una presenza nella ripresa del Doctor Who ufficiale, come antagonista, ovviamente. Sarebbe diventato il volto de la Grande Intelligenza.


12 commenti:

Ariano Geta ha detto...

So che la comicità inglese a volte è particolarmente "rozza" (non che noi siamo meglio, eh!) però per curiosità me lo vedrei. Solo per la presenza di Rowan Atkinson.

Nick Parisi. ha detto...

@ Ariano Geta
Infatti, ti assicuro che di rozzezze ma anche di doppi sensi di natura sessuale in questo special c'è ne sono diversi.

Innassia ha detto...

Ciao Nick. Premetto che non l'ho visto,Richard Grant è un ottimo attore ma non riesco ad immaginarlo con la faccia del Dott. Lui e Atkinson sono diversissimi.

Nick Parisi. ha detto...

@ Innassia Z
Secondo me hanno scelto loro due perché -soprattutto Atkinson -si tratta di attori molto lontani dal mondo del Dottor Who.
Grant piace molto anche a me come attore.

Mariella ha detto...

Mi piacciono i tuoi post dedicati agli speciali del Doctor Who! Vale assolutamente la pena di vederli sia per Rowan Atkinson che per gli altri attori tra cui Jim Broadbent, mitico "professor Lumacorno" di Harry Potter e papà di Bridget Jones in tutti i film😉

Nick Parisi. ha detto...

@ Mariella
Una cosa che ho sempre apprezzato sono gli attori britannici, secondo me hanno quel quid in più in grado di passare senza problemi dal registro drammatico a quello comico e Jim Broadbent non fa eccezione.😉

Luz ha detto...

Ne ho visto qualche minuto su You Tube, è davvero esilarante.
Non c'è niente da fare, lo humour inglese è davvero unico.

Nick Parisi. ha detto...

@ Luz
Concordo. Lo apprezzo davvero moltissimo.

Daniele Verzetti il Rockpoeta® ha detto...

Concordo con Ariano, quello con Rowan Atkinson lo vedrei anch'io. Inoltre. secondo me, lo humor inglese sa essere molto tagliente e sagace anche se talvolta è rozzo, talvolta non sempre.

Nick Parisi. ha detto...

@ Daniele Verzetti il Rockpoeta
Sul tubo si trova agevolmente considera però che non è mai stato tradotto quindi dovrai accontentarti della versione in inglese. Niente di insormontabile inoltre non dura tanto e quindi è una visione molto agevole.

Ema ha detto...

Oddio, credevo fosse uno scherzo quando ho iniziato a leggere la prima parte, poi mi hai incuriosito e ho divorato anche questa seconda.
Non ero proprio a conoscenza di questa interpretazione, anche se in una serie parodistica 😁

Nick Parisi. ha detto...

@ Ema
Non sei stato certo il solo, in tanti hanno pensato ad uno scherzo. ;) Lo speciale è servito molto a mantenere vivo il ricordo del Doctor Who in Inghilterra negli anni in cui la serie era stata sospesa.

Ricordando il passato

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