LA HORDE (2009).



FRANCIA. ANNO 2009. REGIA : YANNICK DAHAN & BENJAMIN ROCHER.
interpreti: JEAN-PIERRE MARTINS; ERIQ EBOUANEY; DODOU MASTA;
JO PRESTIA; YVES PIGNOT.





Un cadavere viene ritrovato in una discarica; il corpo appartiene a Mathias Rivoallan, un poliziotto corrotto. I suoi compagni decidono di vendicarsi compiendo una spedizione punitiva all'interno
della banlieue, covo dei responsabili della morte dell'uomo.
Non avranno molta fortuna.
I criminali avranno la meglio al primo scontro, ma prima che si compia il destino dei poliziotti superstiti,una inspiegabile resurrezione dei morti costringerà poliziotti e criminali ad una strana e forzata alleanza per avere anche una sola possibilità di sopravvivenza.
Tra zombie cannibali e degradazione urbana alla fine di una lunga notte, qualcuno riuscirà ad uscirne vivo.
Ma non sarà necessariamente quello tra i personaggi che meriterebbe di più di sopravvivere.


La vendetta è un piatto che va mangiato freddo, devono aver pensato i due registi transalpini Benjamin Rocher & Yannick Dahan. I due nel 2008 stanchi di bussare senza successo a tutte le porte, decidono di realizzare un proprio film. Il risultato è RIVOALLAN un piccolo corto di otto minuti, di genere poliziesco, o polar,per utilizzare la definizione transalpina. il corto descrive con buona tecnica gli ultimi istanti di vita di Mathias Rivoallan,un poliziotto corrotto carico però di dubbi.



Joe Prestia, personaggio sconosciuto qui in Italia nonostante le sue origini siciliane, ma discretamente popolare in Francia accetta d'interpretare il ruolo. Prestia, figura interessante di ex sportivo (è stato campione di Thai Boxe) contribuisce col suo nome al successo del corto.

Grazie a RIVOALLAN, i due registi ottengono i finanziamenti da CANAL + per un nuovo film che narri gli eventi successivi alla morte del personaggio.
Stavolta potranno fare le cose in grande.

Solo che le carte in tavola vengono cambiate.Stavolta non verrà realizzato necessariamente un polar. Negli ultimi anni l'horror dopo un periodo di appannamento, grazie a pellicole come IL PATTO DEI LUPI; HAUTE TENSION e MARTYRS ha riconquistato il pubblico francese stanco degli interminabili film esistenzialistici, a torto o a ragione, considerati il marchio di fabbrica della cinematografia francofona.
Quello che, al momento della preparazione di LA HORDE, manca in Francia è un film con gli zombie.



In più, giusto per inserirci un pizzico di attualità, quelli sono i giorni delle tensioni nelle banlieue parigine, perchè non girare proprio in una zona degradata?

Detto così sembrerebbe una operazione furbetta, una mera decisione commerciale. Magari un frullato di luoghi comuni presi da centinaia di noir e di horror,insomma di scene trite e già viste.
Ed in parte lo è anche.

Solo che in tutto il suo essere fracassone, questo LA HORDE in diversi momenti funziona anche.

I primi minuti danno quasi l'impressione allo spettatore di trovarsi di fronte ad un Rape & revenge movie; viene presentato il gruppo dei poliziotti, la loro decisione di vendicare l'amico; e ci troviamo di fronte a tutta una serie di figure totalmente stereotipate: abbiamo Jimenesil miglior amico del morto; abbiamo Ouessem (l'attore e musicista Jean-Pierre Martins), il "tranquillo" del gruppo, quello che si unisce al raid solo per evitare che le cose degenerino troppo; abbiamo Aurore(Claude Perron) la "stronza" della situazione nonchè amante del deceduto e così via.
E lo stesso vale per i criminali, con gli immancabili fratelli nigeriani a gestire le fila,il maggiore Adewale più lucido riflessivo (un indovinato Eriq Ebouaney) e il minore Bola(il rapper parigino Dodou Masta) molto più testa calda. Quasi a voler chiudere il cerchio, e anche per ringraziarlo, viene richiamato Jo Prestia nel nuovo ruolo di un ambiguo e psicopatico vice della banda.
Insomma lo spettatore nelle fasi iniziali viene quasi preso per mano e convinto di addentrarsi in territori già esplorati, già conosciuti.

Solo che poi arriva quasi subito la prima doccia fredda e il primo capovolgimento della situazione. Jimenes , quello che avremmo immaginato come leader del commando dei poliziotti è anche il primo ad uscire di scena freddato dai cattivi.
e allo spettatore vengono instillati i primi dubbi che forse le cose non saranno poi così lineari come si sarebbe aspettato.
Questo è il punto in cui cominciano ad arrivare gli zombi.
E le cose cambiano. Di nuovo.






Asserragliati all'interno di un condominio della periferia, braccati da orde di mostri antropofagi, come si è detto, i due gruppi dovranno compiere una momentanea tregua per avere perlomeno una speranza di fuga. E come nell'ambientazione noirdelle prime scene, anche nella nuova fase horror viene data l'erronea convinzione che si stiano semplicemente ripercorrendo tutti i luoghi comuni; tutti i "topoi" del genere.
C'è la tematica dell'assedio tanto cara a Romero; c'è la crescente stima e solidarietà tra lo sbirro Ouessem e il "criminale" Adewale che realizzano di essere semplicemente le facce rovesciate della stessa medaglia; assistiamo a tradimenti; cambi di alleanze. Perfino i morti viventi sono quelli moderni veloci e implacabili, e diciamoci la verità, anche parecchio anonimi, e le inquadrature sono realizzate con tecniche videoclippare secondo le nuove tendenze.
E c'è perfino una citazione da LA NOTTE DEI MORTI VIVENTI nella scena in cui i protagonisti riescono a ricevere informazioni dall'esterno grazie ad un televisore.

Quello che però cambia; quello che fa salvare il film è l'amalgama di tutti questi ingredienti. Per una volta le varie interpretazioni sopra le righe invece di rovinare la tensione narrativa la integrano. Le inquadrature videoclippare di cui sopra,sono ben inserite (non sempre ma quasi)nel contesto. E per chiudere, ci sono almeno due elementi di forza del film il primo è la scena d'azione in cui Jean-Pierre Martins fa affrontare al suo personaggio l'orda dei morti viventi praticamente da solo, e la seconda è l'interpretazione di Yves Pignot nel ruolo di Renè, un inquilino del condominio con un passato come militare che si unisce al gruppo.




E alla fine, l'ingranaggio funziona, lo spettatore apprezza. Fino al finale, non completamente inaspettato, non totalmente inaspettato. Dove in certo senso tutti i nodi vengono sciolti e tutti i generi, ma proprio tutti dal poliziesco allo zombie movie e il rape & revenge, che compongono questa pellicola-patchwork trovano una loro ragion d'essere.

CURIOSITA':- Un Mathias Rivoallan esiste veramente. E' uno dei collaboratori di Rocher & Dahan .
- Yves Pignot è un interprete storico del cinema francese,presidente della Scuola d'Arte Drammatica di Parigi fino al 2002. E' però stato un apprezzato interprete di poliizeschi e commedie umoristiche. Fatti i debiti paragoni sarebbe come se Totò in Italia o Jerry Lewis negli U.S.A fossero stati chiamati per comparire in un film splatter.

19 commenti:

Iguana Jo ha detto...

Non mi ricordo dove avevo già letto di questo film, ma dopo 'sto post mi tocca davvero recuperarlo.

Denghiù!

ilgiornodeglizombi ha detto...

Con La Horde ho uno strano rapporto di amore-odio:
da un lato mi ha divertito moltissimo, in una scena in particolare, che non rivelo per non spoilerare, mi ha anche disturbato. Dall' altro ho avuto la sensazione che segnasse la fine dell' horror "serio" francese e aprisse la strada a un modo di fare cinema de paura molto simile a quello americano: ironico, postmoderno, costruito su citazioni e cliché, etc. Sensazione confermata dal successivo La meute, che si muove proprio in quella direzione.

Fra Moretta ha detto...

Uno dei miei zombi movie preferiti degli ultimi anni insieme a Fido,Rammbock e The Dead.L'amalgama di generi diversi funziona alla grande e la scena in cui il poliziotto affronta da solo centinaia di zombi ha qualcosa di epico.

Nick ha detto...

@ Iguana Jo.
Sicuramente è un discreto fimetto per passare un oretta, ti ripeto niente di eccezionale. Però simpatico.
@ Ilgiornodeglizombi.
Ciao Lucia!
Io ho un rappporto d'amore-odio un po con tutto quello che è francese. Sarà per le mie lontanissime origini familiari.
In tanti sensi hai ragione: il cinema francese spesso e volentieri si prende troppo sul serio, e questo, tante volte è sia un bene che un male. LA HORDE segna un'inversione di tendenza, verso le "americanate". Vedremo, se sarà una tendenza duratura o meno.
Per caso la sequenza che ti ha disturbato è quella in cui i protagonisti incontrano la ragazza-zombie?
@Fra.
Si la parte in cui Quoessem affronta "l'orda" è epica.
Ciao a tutti.

cinefatti ha detto...

Questi francesi stanno dimostrando che ci sanno fare con l'horror serio. Oltre a quelli che hai citato tu nell'articolo, io aggiungerei anche Amer (tributo all'horror-thriller italiano degli anni 70-80) e A l'interieur, che è un film che o si ama o si odia (e dalla lista dei miei preferiti hai notato che io "si ama":D).
Io trovo giusto che, una volta che si arriva a capire che, in un determinato ambito ci sai fare, non ti fossilizzi su quell'ambito, e provi a sperimentare cose nuove. Quindi ben venga questo "LA HORDE!" (che, nonostante gli zombi-movie siano il mio genere horror preferito, mi manca ancora:D) per mostrare al mondo i francesi come se la cavano con le "tamarrate":D. Saluti.

Eddy ha detto...

(...Eddy si alza dalla bara)
Ciao vecio,
la Horde è intrattenimento puro e strizza violentemente l'occhio all'attualità fvanscese. Bel filmozzo da birra e patatine... sempre meglio dell'ultimo "capolavoro" di quella porcheria di The walking dead / seconda stagione...
(Eddy torna nella bara...)

Liber@discrivere ha detto...

miiiiiiiiiiiiiiii dev'essere un filmone coi fiocchi e controfiocchi per far risuscitare Eddy!!!! Lo recupero pure io, vediamo se riesco a far resuscitare.........ehm....no, mission impossible!

ilgiornodeglizombi ha detto...

Nick: sì, è proprio quella la scena di cui parlavo.
E lì ho sentito il brivido del cinema francese alla Martyrs che faceva capolino :D

Nick ha detto...

@ Cinefatti.
I Francesi in questi ultimi anni hanno saputo ricreare un genere. Anche a me piacciono questo tipo di film, LA HORDE, differisce un poco da questi: si prende meno sul serio ed è molto più fracassone. Però è un film che merita una visione.
Ciao.
P.s Ho visto il vostro blog, sbaglio o siete in 4? O ho capito male?
Complimenti per il blog in ogni caso. ;)

@ Eddy.
Chi si rivede!!!Si, il film è giusto per una serata da cazzeggio!
Mi raccomando non rimanere troppo nella bara, altrimenti metto in giro la voce che lavori per Equitalia. LOL
E poi non ci sarebbero bare che tengano. XD XD XD
Ciao ragazzaccio. E bentornato. Ci eri mancato.
@ liber@
Chi lo sa mai? LOL
@Ilgiornodeglizombi.
Immaginavo che fosse quella, Lucia. Ha disturbato anche me. Non c'è che dire i "cugini transalpini" sono maestri in queste cose.

cinefatti ha detto...

@Nick
In realtà siamo in 6, ma i due nuovi hanno cominciato da una sola settimana, quindi hanno pochi articoli all'attivo:D

Nick ha detto...

Wow. Complimenti a tutti e 6, giusto per curiosità, io ho parlato sempre con la stessa persona in questi giorni?

occhio sulle espressioni ha detto...

Siccome è uscito nel momento culmine di REC seguito, è stato inserito in quel filone, quello di condomini e assedi. Mi sentivo appagato dai due spagnoli e l'ho saltato, ma visto che è diverso, più puntato sul disimpegno, volutamente meno serio degli altri, un altro tipo di opera insomma, lo recupererò.
Sull'attuale bontà della Francia cinematografica mi sono espresso altre volte, ma, fra gli ottimi "Martyrs", "Amer", ecc., pongo un pollice verso per "Alta tensione", un esempio di sceneggiatura bucata come non c'erano da tempo, nonostante formalmente sia discreto ed abbia i suoi grandi momenti.

Nick ha detto...

ciao LUIGI, devo ammettere che a me Haute tension non mi era dispiaciuto, forse perchè è arrivato al momento giusto per me, dopo un periodo che di film francesi del terrore non se producevano più. forse sarà che ho una certa passione per Cecile De France ma l'ho apprezzato. D'accordissimo sulla bellezza del primo REC.
Ciao fratello

angie ha detto...

Mamma mia, la tensione che metti tu a noi a scrivere ste' cose ....ma come fai?
Ciao
Angie.

Nick ha detto...

Cara Angie, ho solo la fortuna di scrivere di cose che amo.
Ciao

cinefatti ha detto...

@Nick

Sì, hai parlato sempre con la stessa persona, ovvero Hanuman (quello che ha fatto la recensione di The descent:D). Il mio nome reale è Roberto Manuel. Molto piacere:D

occhio sulle espressioni ha detto...

Infatti il film regge quasi tutto sulla de France, eheh. Anche a me piace in quel film!
L'idea che mi ha dato è che gli sceneggiatori, Aja compreso, avvezzi a film "caciaronistici" e belli per quello abbiamo detto: "ora creiamo anche noi una trama complessa". Peccato che poi l'abbiamo resa male, con contraddizioni.
Per il resto è ben fatto, anche tecnicamente, violento e soprattutto ha un titolo adatto, la tensione c'è eccome (vedi sequenza nella casa)!
Tornando OT, sto acquistando "La Horde". ;)

michela ha detto...

Uhm, questo c'è su youtube. Quasi quasi...
Sembra tanto casinista da essere quasi innocuo.
Fra l'altro c'è anche "La casa delle finestre che ridono" (con il che rinuncio a dormire per i prossimi sei mesi, ma che vuoi che sia :P)
E per l'ennesima volta grazie del suggerimento!

Nick ha detto...

@cinefatti.
piacerissimo mio, è sempre una bella cosa quando s'incontrano altri appassionati. come saprai il mio vero nome è Nicola Parisi, tra parentesi dopodomani dovrebbe uscire un post su uno storico sceneggiato RAI anche questo d'ambientazione paranormale, mentre per motivi familiari il post sule saghe dovrò rimandarlo tra qualche giorno.
@ occhio.
Si dà quella sensazione, Aja ha sempre dichiarato di aver voluto omaggiare i classici Italiani, anche per questo ha chiamato Giannetto De Rossi come truccatore, in realtà poi ne è cenuto un film caciaronissimo, adesso che stai per vedere LA HORDE, aspettati un film ancora più caciarone ma divertente.
@ Michela.
Si, dai dovresti digerirlo, attenta però a LA CASA DALLE FINESTRE CHE RIDONO quello si che non ti lascerà dormire. ;)

Ricordando il passato

Ricordando il passato
 
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